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La DECADENZA delle concessioni cimiteriali — 57 commenti

  1. Buongiorno
    mi sono un po’ perso nella coda di tutte le domande e quanto sto per chiedere forse lo ha già affrontato qualcuno per cui mi scuso in anticipo:
    vorrei sapere se:
    1) la regola/normativa/legge e’ uguale per tutti i comuni
    2) in caso di risposta positiva se esiste una “tabella” con la durata delle concessioni es
    ho uno zio deceduto negli anni 50 a quell’epoca quanto durava la concessione? se ,ipotesi, fosse stata di 50 anni nel 2000 (in occasione del rinnovo) per quanti anni era previsto l’eventuale rinnovo ecc.

    grazie in anticipo

    • X Fabrizio,

      i vecchi regolamenti nazionali di polizia mortuaria (esempio: il R.D. n. 1880/1942) avrebbero previsto parimenti per le concessioni cimiteriali durate tanto a tempo determinato quanto perpetue, rimettendo ai singoli Comuni la disciplina attraverso i propri regolamenti locali di questo fondamentale aspetto temporale nel rapporto concessorio.
      La Legge (dall’entrata in vigore del D.P.R. n. 803/1975 avvenuta il 10 febbraio 1976) ha ufficialmente abrogato il regime della perpetuità, consentendo una durata massima di anni 99, fatta salva la facoltà (e non l’obbligo) dell’amministrazione cittadina di procedere al rinnovo della concessione, solitamente per un periodo più breve.
      Ogni Comune, pertanto si regola autonomamente e non esiste un declaratoria nazionale sul protrarsi, nel tempo, delle concessioni cimiteriali.
      Per il pregresso (= concessioni rilasciate ante 10 febbraio 1976) dovrebbe valere la regola generalissima del tempus regit actum, ovvero i rapporti concessori sorti sotto l’imperio di una precedente normativa, anche se oggi abolita, continuano a seguire il regime giuridico del momento storico in cui essi sono stati posti in essere attraverso la stipula del regolare atto concessorio, e dovrebbero, pertanto risultare intangibili e, quindi, non soggette a modificazioni specie se unilaterali da parte del Comune o atti ablativi.
      Oggi in forza dell’art. 3 comma 1 lett. b) D.P.R. 15 luglio 2003 n. 254 il periodo minimo di sepoltura legale in loculo a sistema di tumulazione stagna, è fissato in un minimo di anni 20.
      La forchetta di riferimento, considerando come usualmente l’estumulazione si esegua allo scadere della concessione, oscilla pertanto da un minimo di anni 20 ad un massimo di anni 99, ovviamente modulabili, in base alla tipologia ed alla capienza della sepoltura (= è logico che una cappella di famiglia superi nella durata quella di un loculo singolo, proprio perchè predisposta ad accogliere più defunti in ordine agli eventi luttuosi imprevedibili, ma comunque certi nel tempo).
      Per conoscere la durata esatta di una concessione fatta negli anni ‘50 del XX Secolo bisogna consultare attentamente, anche in modo combinato e coordinato l’atto di concessione ed il regolamento municipale di polizia mortuaria vigente al momento in cui la concessione fu rogata.

  2. salve ho letto una delibera comunale avente per oggetto pagamento contributo annuale costo dei servizi nei cimiteri di caserta.chiedono per ogni loculo costo 15 euro io ne ho 5. dal 2009 al 2013.poi dal 2014 al 2018.nell’avviso vale a tutti gli effetti di legge come formale costituzione in mora.la mia domanda decadenza prescrizione,la notifica deve essere personale?.grazie per l’attenzione

    • X Antonio,

      ai sensi dell’art. 23 Cost., tutt’ora vigente, per imporre una prestazione patrimoniale ai concessionari occorrerebbe una disposizione di legge o, quanto meno regolamentare.
      Per gli efferti della prescrizione si veda l’art. 2946 Cod. Civile.

      L’art. 21-bis della legge n. 241/1990, per le misure che, come quelle in esame, risultino limitative della sfera giuridica dei privati, richiede infatti che la comunicazione venga effettuata “anche nelle forme stabilite per la notifica agli irreperibili nei casi previsti dal codice di procedura civile”.

      Per ciò che concerne la comunicazione di atti aventi come destinatari soggetti determinati (= i concessionari), la legge n. 241/1990 sul procedimento amministrativo, all’art. 8, per quanto riguarda l’avvio del procedimento, rimette all’amministrazione la scelta in ordine alle forme di pubblicità “di volta in volta ” idonee nei casi in cui la comunicazione personale risulti “particolarmente gravosa”.

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