Esumazione

Per esumazione si intende la dissepoltura di un feretro precedentemente inumato. Si distingue in esumazione ordinaria (generalmente dopo 10 anni dalla inumazione) e straodinaria (fatta prima dell’ordinario periodo di inumazione).
E nelle prossime righe potrete trovare i links ad alcuni articoli che trattano la materia, in ordine di data dal più recente al più vecchio come inserimento:


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2 thoughts on “Esumazione

  1. Carlo

    X Rag. Franco Branco,

    La Legge (Art. 85 comma 1 DPR 10 settembre 1990 n. 285) è, effettivamente, ambigua perché ragiona dei soggetti titolati a disporre delle ossa provenienti da esumazione, in termini generici, con questa formula linguistica “coloro i quali abbiano interesse”.

    Certo, gli atti di disposizione su cadaveri e loro trasformazioni di stato seguono pur sempre la regola dello jus sanguinis declinata secondo il principio di poziorità enucleato dall’Art. 79 comma 2 DPR n. 285/1990, tuttavia non si può, aprioristicamente, escludere come soggetti pur non legati al de cuius da vincoli di consanguineità possano, sempre che davvero vogliano e con atto di liberalità, provvedere per una sepoltura privata e dedicata delle ossa, assumendosene i relativi oneri (fornitura di apposita cassetta ossario ex Art. 36 DPR n. 285/1990 e versamento del canone per la stipula dell’atto di concessione per un sepolcro privato a sistema di tumulazione, quale potrebbe, appunto, esser la celletta ossario e la nicchia cineraria).

    Occorre allora, per sventare, in limine litis, eventuali conflitti con i soggetti almeno formalmente aventi diritto jure sanguinis, cioè con i famigliari del de cuius, accertare il loro disinteresse anche ai sensi dell’Art. 1 comma 7-bis legge n.26/2001, per la quale l’esumazione stessa è comunque a titolo oneroso, soprassedendo pure sulla successiva destinazione di resti mortali oppure ossa, di conseguenza potranno essere amici o benefattori del defunto a decidere sulla sistemazione delle ossa. Il disinteresse è un complesso di diverse situazioni (mancanza di parenti del de cuius sino al sesto grado, irreperibilità degli stessi…) ma ad ogni modo si configura come un animus certo, incontrovertibile e protratto nel tempo, è insomma la pervicace volontà di “fregarsene bellamente”, nonostante siano state inoltrate tutte le necessarie comunicazioni del caso, recanti l’invito/obbligo ad interessarsi della fattispecie in oggetto (= esumazione di un proprio caro.) In quest’evenienza, se gli aventi titolo jure sanguinis si spogliano, in tutta libertà e consapevolezza, del loro diritto di disposizione sulle ossa, meglio se con atto scritto, così da scongiurare eventuali tardivi ripensamenti, o, più semplicemente, attraverso acta concludentia (= disinteresse manifesto da codificare nelle procedure del regolamento comunale di polizia mortuaria) nella scelta sulla destinazione dei resti ossei potranno, a buon diritto, subentrare definitivamente, amici o benefattori della persona deceduta.

  2. Rag. Franco BRANCO - Comune di Alassio -

    Si chiede parere circa l’assegnazione dei resti mortali derivanti dall’operazione di esumazione se gli stessi devono, obbligatorimante, essere consegnati prettamente ai parenti oppure, in loro assenza, consegnati, previo pagamento dei relativi diritti, ad amici o benefattori del defunto.
    Grazie, buon lavoro

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