Ricorso al TAR Lazio contro Circ. Min. Salute in tema di riscontri diagnostici ed autopsie.

Roma, 23 giugno. L’agenzia stampa “ASKaNEWS”, ci informa su questo importante fatto, di notevole rilevanza, per tutto il settore funerario, ed in particolare per la medicina necroscopica.

Proprio oggi, difatti, il Tar del Lazio, competente a sindacare gli atti del Governo, dovrà pronunciarsi su questo ricorso:  se sospendere o meno i provvedimenti del Ministero della salute che, in tema di Covid-19, inibisconol’esecuzione di autopsie sul territorio nazionale.

Il Codacons ha presentato, infatti, un’impugnativa contro la Circolare del 2 maggio 2020 del Ministero della Salute recante «Indicazioni Emergenziali connesse ad Epidemia Covid 19 riguardanti il settore funebre, cimiteriale e di cremazione» nella parte in cui prevede che “Per l’intero periodo della fase emergenziale non si dovrebbe procedere all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati di COVID-19, sia se deceduti in corso di ricovero presso un reparto ospedaliero sia se deceduti presso il proprio domicilio”.

La nota circolare ministeriale, più volte novellata, secondo il Codacons, appare nella parte de qua “ingiustificata, dannosa per la collettività e la scienza e contrario ai principi ribaditi dagli organi sanitari – spiega il Codacons – In tema di autopsie lo stesso I.S.S. riconosce l’importanza se non necessità di effettuazione dei riscontri autoptici nei pazienti positivi al virus Covid e non comprime affatto le analisi e studi dei campioni biologici dei soggetti deceduti con Covid, anzi li favorisce.

Ad oggi, l’aver limitato l’effettuazione dell’esame autoptico sui primi decessi ha comportato un grave perdita in campo medico-sanitario in quanto detto settore è stato privato di importanti dati utili ai fini dello studio del virus, tanto per l’individuazione di una terapia efficace quanto per la scoperta di un futuro vaccino”.

Il Ministero della Salute sostiene, invece, che la ratio profonda della norma sia proprio quella quella di diminuire il rischio del contagio del virus ma tale argomentazione, per il Codacons, non troverebbe fondamento logico per due motivi: le precauzioni, le direttive ed i protocolli operativi, contemplati nel caso di esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici, prescritte nella medesima circolare contestata, al l punto C, riuscirebbero molto specifici e dettagliati anche nell’indicazioni delle procedure da seguire durante l’esame autoptico eventualmente da compiersi e certamente, nel caso, il rischio di eventuale contagio del virus risulterebbe quasi nullo.

La seconda ragione sarebbe che il pericolo, per gli operatori di sala autoptica, effettivamente sussistente apparirebbe certamente minore  di quello corso quotidianamente dal personale sanitario nel predisporre e somministrare cure e trattamenti per i pazienti positivi al suddetto virus. Per tali motivi il Codacons ha chiesto oggi al Tar di sospendere la circolare del Ministero della Salute, laddove per scelte non condivisibili comprimerebbe la reale possibilità di svolgere autopsie sui morti da Covid-19.

Naturalmente Vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi di questa battaglia giudiziaria.

 

 

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