CdM: approvato in via preliminare lo schema di riordino delle norme sui servizi pubblici locali

Il Consiglio dei Ministri del 16 settembre 2022 ha dato il via libera in via preliminare allo schema di D.lgs di riordino dei servizi pubblici locali, una delle riforme previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il provvedimento attua quanto previsto dalla legge 118/2022, legge sulla Concorrenza 2021, e punta a riordinare i servizi pubblici locali di interesse economico generale, individuando una disciplina quadro sull’organizzazione delle funzioni, sulle modalita’ di istituzione e organizzazione dei SPL, nonche’ sulle forme di gestione ammesse (affidamento a terzi a mezzo gara, affidamento a societa’ mista pubblico-privato, affidamento in house).
Si noti che, limitatamente ai servizi pubblici locali diversi da quelli a rete, sono consentiti la gestione in economia o mediante aziende speciali.
Lo schema di D.lgs. interviene anche sui rapporti tra gli Enti affidanti e i soggetti affidatari: pertanto detta norme sul contratto di servizio, per il sistema tariffario, nonché’ obblighi di trasparenza verso gli utenti).

Le disposizioni individuate dal D.Lgs. si applicano a tutti i servizi di interesse economico generale degli Enti Locali.
Tali norme prevalgono su quelle di settore e le integrano in quanto espressione di principi generali, tranne per energia e gas, i quali restano esclusi da questa omogeneizzazione di comportamenti.
E’ importante sottolineare che la regola generale prevede che gli Enti di governo dell’ambito territoriale o le autorita’ di regolazione non possono, sia in forma diretta che indiretta, partecipare al capitale dei gestori del servizio pubblico locale a rete.
E’ prevista una eccezione per gli Enti di governo dell’ambito del Servizio idrico in relazione agli affidamenti in essere alla data di entrata in vigore del Dlgs, in coerenza con gli impegni del Piano nazionale di ripresa e resilienza in materia di rafforzamento dei Servizi idrici integrati.
Altra interessante indicazione e’ quella per cui il comune capoluogo puo’ essere delegato, dai comuni ricompresi nella citta’ metropolitana, ad esercitare le funzioni comunali in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica per conto e nell’interesse degli altri comuni.
Gli interessati ad approfondire i contenuti della riforma possono scaricarne il testo in PDF cliccando Riforma SPL, con l’avvertenza che si tratta ancora di una versione preliminare licenziata dal CdM e che questo e’ solo l’inizio dell’iter per definire la riforma, che si pensa sia approvata entro la fine del 2022 o nei primi mesi del 2023.

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  1. Riportiamo di seguito l’estratto del comunicato stampa del Governo al termine del Consiglio dei Ministri del 16/9/2022

    1) Riordino della disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, ai sensi dell’articolo 8 della legge 5 agosto 2022, n. 118 (decreto legislativo – esame preliminare) (Ministro dello sviluppo economico)
    Il testo si inserisce nel quadro delle norme adottate in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che prevede la razionalizzazione della normativa sui servizi pubblici locali, con la finalità di promuovere dinamiche competitive che possono assicurare la qualità dei servizi pubblici e i risultati delle gestioni, nell’interesse primario dei cittadini e utenti.

    Il decreto identifica i “servizi pubblici locali di rilevanza economica” con i servizi di interesse economico generale secondo la formulazione europea e individua quattro linee fondamentali da seguire:

    sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza;
    approfondita ponderazione tra le soluzioni possibili con motivazione qualificata in caso di affidamento in house;
    pubblicità e trasparenza nella fase della scelta così come con riguardo all’espletamento delle gestioni dei servizi pubblici;
    rafforzamento e diffusione del ricorso al principio di concorrenza nei servizi pubblici locali.
    Le norme sono fortemente orientate alla sussidiarietà orizzontale: si prevede che gli enti locali “favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, e delle imprese anche con apposite agevolazioni e semplificazioni”. I possibili processi di integrazione e riorganizzazione sul territorio dei servizi svolti dagli enti locali sono incentivati in modo non forzato o imposto, ma basato su una emergente opportunità di razionalizzazione e, dunque, con il coinvolgimento degli enti locali stessi.

    In particolare, è incentivata la gestione integrata sul territorio dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, compresa la realizzazione e gestione delle reti ed impianti funzionali e la riorganizzazione degli ambiti o bacini di riferimento dei servizi pubblici locali a rete, orientandone l’organizzazione preferibilmente su scala regionale o comunque in modo da consentire economie di scala o di scopo.

    Si rafforza anche il principio di adeguatezza, poiché per i servizi pubblici è centrale il risultato, non essendo sufficiente la semplice presenza del servizio. Inoltre, si opera una fondamentale distinzione tra funzioni di regolazione e compiti di gestione dei servizi pubblici localied è rafforzata la trasparenza sui risultati delle gestioni, sia in termini economici che in termini di qualità del servizio.

    Infine, tra i principi cardine del testo è la necessità di assicurare l’efficienza nella prestazione del servizio.

    Il Consiglio dei ministri ha espresso il proprio apprezzamento e ringraziamento alla Commissione di esperti coordinata dal prof. Giuseppe Caia, che ha svolto un importante lavoro istruttorio per la redazione del testo.

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