Basilicata verso la regolamentazione della dispersione delle ceneri e altro riguardante la cremazione

Il Consiglio regionale della Basilicata, riunitosi il 21 aprile 2009, ha approvato alla unanimità la proposta di legge, d’iniziativa dei consiglieri Di Sanza e Pittella (Pd), Vita (Ps), Flovilla (Cp-Rb) e Simonetti (Prc) sulla “Regolamentazione per la cremazione dei defunti e dei loro resti, affidamento, conservazione e dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione”. In particolare, con la pdl si affida alla Regione la responsabilità di emanare gli indirizzi necessari per la realizzazione delle strutture per la cremazione e si riserva ai Comuni ed alla stessa Regione l’obbligo di promuovere l’informazione ai cittadini residenti nel proprio territorio sulle diverse pratiche funerarie anche con riguardo agli aspetti economici.

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One thought on “Basilicata verso la regolamentazione della dispersione delle ceneri e altro riguardante la cremazione

  1. Riportiamo la dichiarazione del consigliere della Regione Basilicata SANZA

    “Sono soddisfatto – dichiara Di Sanza – per il risultato conseguito dopo un lungo e proficuo lavoro che ha portato il Consiglio regionale ad approvare, nella seduta odierna, la proposta di legge sulla cremazione. La cremazione è una civilissima e antichissima pratica, in uso presso popoli di varie culture. Presso tutte le civiltà e in tutti i tempi ha sempre avuto il fine di onorare il defunto, di rispettarne la dignità e di dare conforto ai parenti. A ciò si aggiungano altri benefici concreti. Infatti gli odierni cimiteri sono ampie strutture, troppo spesso situate all’interno dei paesi e delle città di cui, un tempo, costituivano l’estrema periferia. La cremazione è, invece, una pratica igienica ed ecologica che permette di ridurre considerevolmente gli spazi e i costi destinati ai defunti ed a contribuire significativamente a creare condizioni di vita migliori per chi rimane. La cremazione – continua Di Sanza – è una pratica seguita in tutto il mondo da molti milioni di persone. In Italia essa ha subito un incremento notevole, a partire dal 1963, anno in cui la Chiesa Cattolica ha abolito il divieto di farsi cremare per i propri fedeli, così come è precisato nel canone 1176 del nuovo codice di diritto canonico”.

    “In tutti questi anni – sostiene Di Sanza – lo Stato è rimasto inerte, finché nel 2001 si è dotato di una legge, la n. 130, che contiene “Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri”. Questa legge prevedeva che entro 6 mesi seguisse una modifica del regolamento di polizia mortuaria che, in verità, non ha mai avuto luogo. Alcune Regioni, come la Lombardia, il Piemonte e la Toscana hanno provveduto, pertanto, a legiferare in merito. Con la proposta di legge regionale approvata, anche la Regione Basilicata ottempera al disposto nazionale. In particolare, affida la responsabilità alla Regione di emanare gli indirizzi necessari per la realizzazione dei nuovi crematori e riserva ai Comuni e alla Regione stessa l’obbligo di promuovere l’informazione ai cittadini residenti nel proprio territorio sulle diverse pratiche funerarie anche con riguardo agli aspetti economici. La legge si muove nel solco della disciplina dettata dallo Stato, rimasta inattuata, volendo porre una maggiore attenzione nei confronti della volontà del defunto, prevedendo che il soggetto affidatario delle ceneri o il soggetto che provvederà alla dispersione possa essere indicato espressamente attraverso la forma scritta, dal defunto stesso. La norma prevede che la dispersione delle ceneri possa avvenire in aree a ciò destinate dei cimiteri, in aree naturali appositamente individuate dai Comuni, dalle Province e dalle Regioni, in aree private. La legge – conclude Di Sanza – non comporta oneri diretti a carico della Regione, in quanto contiene norme rivolte alla regolazione del fenomeno della cremazione, nonché di principio e di programmazione generale per la quale si rimanda a programmi specifici già previsti da altre normative”.

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