Verifiche dei carabinieri a livello nazionale in 375 obitori e camere mortuarie di ospedali pubblici e cliniche private, nonché cimiteri

Vasta campagna di verifiche dei carabinieri, a livello nazionale, in 375 obitori e camere mortuarie di ospedali pubblici e cliniche private, quella eseguita ieri.
Ad agire il comando dei militari per la tutela della salute, sulla base di indicazioni del Ministero della salute.
Controlli anche in aree riconducibili a imprese funebri private e servizi cimiteriali.
Irregolarità sono state rilevate in 85 casi.
I carabinieri del Nas hanno riscontrato che non venivano osservate le misure di contenimento del Covid e la sicurezza negli ambienti di lavoro:
mancanza di pulizia e sanificazione nei locali, assenza di percorsi separati per il trasporto salme e assenza di formazione per gli operatori sul rischio dovuto per esposizione agli agenti biologici.
La situazione più eclatante a Torino, dove i NAS hanno trovato in un deposito di attrezzi di una società che gestiva i servizi cimiteriali di un Comune della Provincia, i resti umani di una persona morta nel 1992, che era stata esumata (NdR: estumulata) e mai più nuovamente tumulata, contrariamente a quanto era stato falsamente attestato dagli operatori della ditta.
Complessivamente sono state rilevate 85 irregolarità, deferite 23 persone alle autorità giudiziarie e segnalati alle autorità amministrative altri 78 tra dirigenti di strutture sanitarie e ospedaliere, nonché titolari di imprese funebri private, per violazioni della disciplina sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, inosservanza degli obblighi della normativa anti-Covid e delle leggi regionali e di polizia mortuaria. Contestate 102 sanzioni penali e amministrative.
La maggior parte delle irregolarità (68) sono state accertate negli ambienti adibiti alla permanenza delle salme e al commiato in presenza dei familiari, mantenuti in condizioni igienico-sanitarie e strutturali carenti (distacco di intonaco, macchie di umidità e muffe, piastrellatura fessurata, mobili vecchi e arrugginiti).
Due attività sono state chiuse: una sala settoria all’interno della camera mortuaria del cimitero di Cisterna di Latina, a causa di gravi carenze igieniche, e una ditta funebre della provincia di Lecce.

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