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L’iter delle estumulazioni — 14 commenti

  1. Salve avrei una domanda per quanto riguarda la procedura cartacea per estumulazione. Qualcuno può aiutarmi per quanto riguarda questo argomento?

    • X Giosuè,

      La prego vivamente di riformulare il quesito, in quanto la Sua domanda è troppo scarna e lacunosa per reperire adeguata risposta.
      Lei necessita forse di apposita modulistica?
      Per la procedura, ad ogni modo si segue come per la redazione di qualunque atto amministrativo il dettato della Legge n. 241/1990.
      Occorre, pertanto un’istanza di parte da cui emerga chiaramente la volontà degli aventi diritto, soggetta sin dall’origine ad imposta di bollo, cui seguirà l’adozione del formale provvedimento autorizzativo. Poi, l’operazione sarà calendarizzata dal gestore del cimitero, ed infine eseguita.

      • Lavoro per un agenzia funebre. Un cliente mi ha delegato di estumulare i propri genitori. La delega e’ firmata dalla cliente. Io ho compilato tutte le pratiche per la richiesta al comune. Sulle pratiche che ho portato in comune però non c’è nessuna firma. Volevo chiedere se la firma sulla delega del cliente fa fede anche per le pratiche che ho portato al comune? Grazie

        • X Giosuè,

          il rapporto civilistico che s’instaura tra utente dei servizi funerari ed impresa di estreme onoranze è in tutto e per tutto assimilabile al contratto di mandato (art. 1703 e segg. Cod. Civile), appunto per il disbrigo delle pratiche amministrative di polizia mortuaria, (consegna documentazione, rilascio del decreto di trasporto…)
          Gli atti di disposizione per il post mortem, come appunto la richiesta di estumulazione, attengono alla sfera dei diritti non patrimoniali, rectius personali o fors’anche personalissimi e come tali eccedono lo spettro dei negozi giuridici contemplati dal contratto di mandato standard
          Molto dipende dal regolamento municipale di polizia mortuaria per le forme in cui estrinsecare la volontà di estumulazione da parte dei soggetti legittimati ad inoltrarla.

          Nell’ordine potremmo avere:

          1) una procura speciale conferita alla stessa impresa funebre.
          2) una sottoscrizione autenticata ai sensi dell’art. 21 D.P.R. n. 445/2000 e soprattutto dell’art. 2703 Cod. Civile dal funzionario incaricato da parte degli aventi titolo, che materialmente dovranno recarsi presso il locale ufficio di polizia mortuaria
          3) la trasmissione dell’istanza debitamente firmata (anche in via telematica) con, in allegato, fotocopia statica di documento d’identità in corso di validità, sfruttando così le enormi possibilità assicurate dall’art. 38 D.P.R. n. 445/2000.

  2. X Daniele,

    Ai sensi dell’Art. 407 Cod. Penale la condotta incriminata consiste nel violare, cioè nel compiere un qualsiasi comportamento che cagioni un’alterazione della tomba, del sepolcro o dell’urna (disseppellimento, scoperchiatura, rottura della lastra etc.).
    È altresì necessario che essi contengano effettivamente resti umani, e non siano solo dei cenotafi cioè monumenti funebri simbolici.
    Ai fini della configurabilità del reato è inoltre necessario che il fatto sia illegittimo, cioè non compiuto per diritto (es.: apertura della tomba da parte del giudice per indagini) o per necessità (es.: riesumazione/estumulazione disposta dall’ufficiale sanitario per riscontro diagnostico o autopsia al fine di esaminare il cadavere non visitato prima del seppellimento).
    Costituisce violazione di sepolcro anche l’esumazione/estumulazione eseguita anche se dal gestore del camposanto sulla base di un titolo non esistente per compiere atti di disposizione sulla spoglia mortale del de cuius (esempio: senza esser titolare dello jus sepulchri richiedo l’apertura di un sepolcro).
    per la disciplina delle esumazioni ed estumulazioni artt. 82-89, d.P.R. 10-9-1990, n. 285 nonché art. 3, l. 30-3-2001, n. 130 (Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri

  3. Grazie ancora.
    Dalla sua risposta mi nasce una curiosità: Quando si configura la violazione del sepolcro ( ed eventualmente dei riferimenti normativi ).

  4. X Daniele,

    il parente bizzoso con richieste pretestuose va ricondotto sapientemente e con ferrea pazienza nell’alveo della razionale ragionevolezza. Non capisco questa smania di sporgere denuncia contro l’amministrazione del cimitero, ormai sta diventando una moda! E noi poveri “beccamorti” oltre ai delicati effluvi dei cavaveri indecomposti dobbiamo anche subirci queste lamentele e rimostranze del tutto gratuite e cavillose.

    I necrofori, per cui la Legge Regionale n. 19/2004 prevede anche un obbligo formativo (anche se, invero, spesso disatteso!) debbono operare secundum legem, ossia osservando attentamente tutte le disposizioni loro impartite, non da ultimo quelle della Circolare Ministeriale 31 luglio 1998 n. 10, solo se si dovessero riscontrare palesi violazioni di legge, o peggio ancora ipotesi di reato (Art. 87 DPR n. 285/1990 e di riflesso Art. 410 Cod. Penale) sarebbe legittimo e comprensibile adire la Magistratura. Rimuovere preventivamente la tamponatura dai loculi soggetti ad estumulazione è un atto dovuto e non si configura certo come una violazione di sepolcro!

    Ribadisco la centralità dello strumento “ordinanza sindacale” per dirimere anche le questioni di dettaglio (ad esempio rinvenimento all’interno del feretro di oggetti preziosi come anelli, gioielli, spille, catenine…). In alcuni Comuni, penso a Bologna (se nel frattempo non è mutata la norma locale), per motivi di sicurezza i congiunti del de cuius non sono ammessi alle operazioni di estumulazione, mi sembra oggettivamente una misura troppo restrittiva e fin anche crudele, ma funzionale allo scopo, quando si debbano garantire celerità, discrezione e precisione nel nostro ingrato lavoro.

    Ricordo, infatti, come proprietario del cimitero, in ultima analisi sia pur sempre il comune il quale disciplina con il proprio regolamento di polizia mortuaria o con l’ordinanza di cui sopra l’attività cimiteriale.

  5. X Roberto,

    Complimenti sinceri per la Sua lunga carriera di necroforo, la invidio profondamente, non fosse altro per i gloriosi anni di servizio accumulati: bene, significa che di questo mestiere ancora non si muore e c’è invece chi continua ad averne tanta paura!

    1) Il cimitero appartiene, secondo autorevoli giuristi al demanio comunale SPECIFICO (Art. 824 comma 2 Cod. Civile) il comune dunque ne è proprietario e ad esso compete assicurare il regolare svolgimento delle operazioni cimiteriali così da garantire l’ordine ed il buon governo del camposanto, attraverso la periodica rotazione dei posti feretro, nel nostro caso alla scadenza della concessione, poiché stiamo parlando di estumulazioni.

    2) Il comune, pertanto è il titolare ultimo della funzione cimiteriale (Artt. 337, 343 e 394 TESTO UNICO LEGGI SANITARIE) e del servizio cimiteriale stesso (che è a rilevanza economica) il quale può esser erogato nelle forme previste dall’Art. 113 D.LGS n. 267/2000, cioè in buona sostanza ancora in economia diretta (con mezzi e personale dipendente comunale, ma è un’ipotesi quasi residuale date le recenti tendenze all’esternalizzazione) o avvalendosi di un soggetto terzo tramite la formula dell’appalto o dell’affidamento di servizio.

    3) Il testo del regolamento nazionale di polizia mortuaria, unica norma statale di riferimento, ancora valevole erga omnes, per le parti non novellate da eventuali leggi regionali descrive e disciplina le operazioni cimiteriali, ma non affronta in modo specifico il problema su chi debba materialmente eseguirle, si rimanda pertanto al punto 2)

    4) I vecchi regolamenti di polizia mortuaria contemplavano ancora espressamente la figura del custode del cimitero cui una giurisprudenza costante in materia assegnava il compito specifico di provvedere direttamente alle esumazioni/estumulazioni, oggi nell’impostazione attuale del DPR n. 285/1990 si ragiona in termini più generici di responsabile del servizio di custodia ed il più recente DPR n. 254/2003 all’Art. 17 parla imputa particolari mansioni aggiuntive al responsabile del cimitero così soprattutto nelle strutture organizzative di maggior dimensione (si pensi, ad esempio alle città metropolitane) i due profili professionali possono anche arrivare a non coincidere, tutto dipende, infatti, da come sia gestita la complessa macchina cimiteriale.

    5) Al custode del cimitero, spetta, senza dubbio alcuno la tenuta dei pubblici registri cimiteriali (Artt. 52 e 53 DPR n. 285/1990) e la supervisione, anche di tipo penale (ossia con obbligo di denuncia di eventuali fattispecie di reato alla Magistratura) sull’attività cimiteriale ex Art. 87 DPR n. 285/1990 ed Art. 17 DPR n. 254/2003.

    6) Si rammenta che sotto il profilo della responsabilità penale (che è sempre di tipo personale ex Art. 27 Cost. ed Art. 40 Cod. Penale) il custode è considerato pubblico ufficiale o comunque, se non dipendente comunale, incaricato di pubblico servizio ex Art. 358 Cod. Penale.

    7) Il custode risponde anche in sede disciplinare e civile di eventuali danni ingiusti causati da sue eventuali omissioni o, in ogni caso, comportamenti illeciti

    8) Il custode, quale lavoratore subordinato è tenuto ad eseguire ordini e direttive del suo superiore gerarchico titolare, in quanto tale, del potere dispositivo nei rapporti di lavoro ex Art. 2104 Cod. Civile.

    9) Il sindaco (ma anche l’assessore o il dirigente di settore, specie nei comuni di grandi dimensioni) con apposita ordinanza ex Artt. 82 comma 4 e 86 comma 1 DPR n. 285/1990 regola le operazioni cimiteriali nel dettaglio, attribuendo al personale necroforo compiti e responsabilità, e se necessario si ricorre anche allo strumento dell’ordine di servizio, magari in capo al caposquadra necroforo.

    10) Per esser più preciso dovrei sapere il Suo attuale inquadramento contrattuale.

  6. Intanto grazie per la risposta, la regione in cui lavoro è l’Emilia Romagna.
    La rimozione del muro di mattoni in contemporanea con l’estumulazione è di difficile attuazione ( i muri a volte sono doppi, a volte ne abbiamo trovato tre !!! ) per l’imprevedibilita del tipo di tumulazione effettuata.
    Per le prossime, farò disciplinare la procedura dall’ordinanza sindacale, a scanso di equivoci.
    Per essere più chiaro, il parente che ha minacciato di rivolgersi ai carabinieri se il loculo non viene aperto in sua presenza, mi crea solo un fastidio ci sono altri problemi?
    Grazie.

  7. Salve, mi chiamo roberto faccio il necroforo da 30 anni, vorrei chiedervi dei chiarimenti riguardo l estumulazioni, io ho fatto il concorso come custode affossatore, vorrei sapere se sono obbligato a fare le estumulazioni? Un altro chiarimento vorrei chiedervi, chi e oltre il necroforo (io) che può effettuare estumulazioni? Grazie.

  8. X Daniele,

    Regione Emilia-Romagna, non è vero?

    Nel silenzio del regolamento regionale 23 maggio 2006 n. 4 continuano ad applicarsi, per le parti non novellate o tacitamente abrogate dalla stessa Legge Regionale n. 19/2004, le norme di cui al Capo XVII DPR 10 settembre 1990 n. 285. In particolare, laddove si debba procedere ad eseguire estumulazioni massive che interessino un’intera batteria di loculi, conviene regolare nel dettaglio lo svolgimento delle operazioni cimiteriali con lo strumento dell’ordinanza sindacale di cui all’Art. 86 comma 1 DPR n. 285/1990, con questo atto formale del sindaco (ma anche dell’assessore o del semplice dirigente…tutto dipende dall’organizzazione del servizio all’interno dei plessi della “macchina comunale”), magari di concerto con l’Autorità Sanitaria, benché la Regione Emilia-Romagna abbia di fatto de-medicalizzato la polizia cimiteriale, sollevando da tali incombenze l’AUSL, si può definire un preciso protocollo operativo, cui i necrofori dovranno scupolosamente attenersi, con il quale disciplinare tutto l’iter delle estumulazioni. Questa soluzione è vantaggiosa per diverse ragioni (provo, qui, di seguito ad enumerare le principali):

    1) consente di ridurre il margine di errore ed improvvisazioni durante tutte le fasi della lavorazione, anche ai sensi del D.LGS n. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro di cui il comune, quale proprietario del cimitero è direttamente responsabile.
    2) conferisce all’opera dei necrofori maggior razionalità d’intervento, nell’esecuzione seriale dei disseppellimenti.
    3) permette, come tutti i meccanismi ben rodati maggior celerità d’azione…insomma, per ottimizzare il servizio cimiteriale, oggi soprattutto, data l’onerosità dello stesso bisogna essere rapidi, precisi…e letali!

    Solo voi gestori potere conoscere nello specifico il caso concreto del cimitero di cui Lei mi parla, mi limiterò, pertanto ad alcuni “banali” consigli.

    1) Transennate la zona del camposanto soggetta ad estumulazione (collocate se necessario anche…i cavalli di Frisia!) così da tenere lontani, curiosi e rompiscatole e soprattutto evitare al pubblico di frequentare una zona soggetta ad eventuale caduta di lapidi o calcinacci. Con l’ordinanza di cui sopra potete anche inibire ai visitatori l’accesso al padiglione del cimitero dove avverranno le estumulazioni.

    2) invece di rimuovere le lastre marmoree, smurare la tamponatura in mattoni e poi ricollocare provvisoriamente le lapidi stesse, in attesa dell’estumulazione vera e propria, quando esse verranno ancora smontate ed avviate allo smaltimento quali rifiuti cimiteriali di tipo lapideo, perché non ricorrere ad una chiusura provvisoria dei loculi, basterebbe anche un pannello in materiale leggero (plastica, cartone fissato con il nastro adesivo???) di semplice copertura per l’imbocco del loculo, giusto per celare la vista del feretro. Si risparmierebbe in tempo e fatica, e poi le lapidi sono molto pesanti da manovrare e se cadono, inavvertitamente, si rischia un pericoloso infortunio. Un altra soluzione potrebbe essere smontare il giorno prima la lapide, lasciando in vista la sola muratura in mattoni, da abbattere il giorno stesso fissato per l’operazione cimiteriale. Io eviterei questo “giro di walzer” con le lapidi, prima tolte e poi riapplicate per nemmeno 24 ore mi sembra poco funzionale e soprattutto poco pratico.

    3) lavorate di primo mattino, nelle ore più fresche della giornata (in questi giorni c’è ancora molto caldo!) , quando minore è l’afflusso di gente in cimitero, anche aiutandovi con disinfettanti ed abbattitori di odori a base di sostanze enzimatiche, per sanificare i loculi e contenere eventuali percolazioni cadaveriche, ancorché residuali, quando, per disgrazia durante la traslazione in camera mortuaria delle bare dovesse verificarsi, per affaticamento del metallo, la rottura della cassa di zinco.

  9. In occasione di numerose estumulazioni da arcate cimiteriali, effettuiamo le operazioni su due giorni in questo modo: primo giorno apertura loculo, e il giorno successivo estrazione feretro alla presenza dei famigliari, trasferimento del feretro per apertura e tutte le successive operazioni.
    nel giorno in cui il loculo resta aperto viene rimessa temporaneamente la lapide per occultare la visione del feretro.
    E’ una procedura corretta? In caso di eventuali contestazioni da parte dei famigliari che trovano il loculo già aperto il giorno precedente, cosa si rischia?
    Grazie anticipate.

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