Anche in tempi straordinari occorre saper dare dignità alla morte e alla sepoltura di ogni singola persona

Anche quest’anno siamo in prossimità del consueto incontro di settore SEFIT10, organizzato da Utilitalia-SEFIT per il giorno 27 novembre a Roma, ma ci giungiamo con uno spirito diverso rispetto alle precedenti edizioni, perché troppo diverso, anzi straordinario, è stato il tempo che lo ha preceduto. Un tempo che stiamo tuttora vivendo colpiti duramente, ormai da quest’inverno, dalla pandemia di Covid-19, che ha visto una certa tregua nei mesi estivi, per poi riprendere con un’evoluzione preoccupante accompagnata da previsioni di possibili nuove ondate di mortalità.
Per questo lo spirito sarà diverso, più prudenziale e cauto certamente per l’incertezza della situazione, ma non meno volitivo e propositivo. Anzi, credo che proprio quest’anno si possa sentire ancora di più la necessità di un incontro di condivisione, di riferimento per gli associati alla Utilitalia-Sefit, che segni l’appartenenza ad un gruppo, perché è dal gruppo che sono scaturite le prime indicazioni di criticità, la proposizione di dubbi, le prime idee di studio per poi attivare l’azione dell’associazione nelle opportune sedi di rappresentanza governative.
Certamente non sempre il confronto di gruppo è stato semplice, complici la forte tensione percepita davanti ad eventi travolgenti, per di più concentrati temporalmente e spazialmente e non gestibili con strumenti ordinari, e le diversità delle realtà locali e dell’ambito di operatività dei nostri associati (Comuni, gestori di cimiteri e/o crematorio, imprese funebri) che riflettono problematiche diverse, con conseguente richiesta di approcci diversi.
E, tuttavia, proprio da questa “anima multiforme” sono sorte le molteplici azioni, riportate in un precedente numero de ISF interamente dedicato al Covid-19, e i segnali per un’attività futura in grado di coinvolgere l’intero settore in tutte le sue componenti che, sebbene a volte vengano guardate separatamente, esse in realtà sono tutte interconnesse e non si può prescindere da uno sguardo d’insieme, a patto di correre il rischio di una gestione del funerario sbilanciata verso alcune parti, magari proprio quelle più redditizie, con gravi conseguenze per i dolenti e l’interesse pubblico.
Non è rimasto travolto il gruppo dall’esperienza passata dove, per la velocità degli eventi e per le scarse conoscenze, soprattutto nei primi tempi, sulla capacità di diffusione del virus e delle idonee misure di contrasto al contagio, sono emerse carenze proprie delle realtà locali e, più in generale, del settore funerario.
Abbiamo lavorato e imparato. Ogni evento straordinario, proprio perché tale, porta con sé aspetti non conoscibili in anticipo, e quindi difficilmente programmabili; ed ecco cosa abbiamo imparato, o meglio di cosa abbiamo avuto conferma: dell’importanza della programmazione in tempi ordinari, che consentirà anche una più agevole gestione degli aspetti imprevedibili delle emergenze; e della necessità di programmare anche in tempi straordinari, nel senso di effettuare valutazioni che prevengano, per quanto possibile, il verificarsi di criticità impattanti sul servizio e sulle famiglie interessate.
In realtà, dentro SEFIT, l’invito alla programmazione non è un messaggio nuovo, e purtroppo spesso è stato accantonato dalle stesse autorità per far fronte alle varie contingenze; invece quest’emergenza ha riportato con vigore su di esso l’attenzione. Da tempo Utilitalia-SEFIT sottolinea, infatti, l’importanza di curare i piani regolatori cimiteriali e la distribuzione dei crematori sul territorio nazionale, elementi che permetterebbero di dare, in ogni situazione, riscontro tempestivo alle richieste delle famiglie.
Ecco allora che, per rispondere a prevedibili picchi di mortalità attesi, in questa fase di prolungata emergenza sanitaria, è fondamentale la programmazione cimiteriale, che si fonda su una piena ed adeguata conoscenza del patrimonio di manufatti e di spazi liberi o liberabili (disponibilità attuale di sepolture, quelle che possono divenire disponibili in termini di prossimità temporale, considerando le scadenze dei periodi di utilizzo, la possibilità o meno di rinnovi, la tempistica di esecuzione delle operazioni di esumazione ed estumulazione, che portano alle condizioni di riutilizzo del posto), e poter conoscere la possibile risposta del crematorio, in termini di capacità produttiva, a tali picchi.
Così, sulla base di alcune apprezzabili esperienze fatte localmente, si è ritenuto opportuno segnalare agli associati (v. Circolare Utilitalia-SEFIT p.n. 1749/DG del 26/10/2020: Pandemia Covid-19 – Previsioni nuove ondate di mortalità e possibili strumenti solutori di pregresse criticità rilevate) la possibilità di usare uno strumento in grado di simulare una situazione di “stress test” nelle proprie realtà locali, in modo da organizzare possibili misure risolutorie delle criticità che deriverebbero da ondate di elevata mortalità.
Ed ecco qui il senso di SEFIT10 edizione 2020: richiamare l’attenzione, in modo più concreto e puntuale, sugli aspetti critici emersi nei mesi precedenti, che necessitano di programmazione da parte dei gestori dei cimiteri e crematori, ma anche della collaborazione degli operatori del comparto funebre, e rappresentare un possibile strumento da utilizzare.
L’intento è quello di diffondere conoscenze e mezzi utili per ottimizzare le risposte all’emergenza ancora in atto, così da poterli replicare autonomamente e, in considerazione delle specificità della propria realtà locale, nella chiara consapevolezza che le problematiche variano significativamente da Nord a Sud, dai piccoli Comuni ai grandi centri.
Da qui la decisione di dedicare la nostra riunione annuale all’esperienza di questa emergenza sanitaria, che stiamo vivendo, ma con uno sguardo al futuro, alla necessità di programmare partendo proprio da quello che i mesi trascorsi ci hanno insegnato. E attori principali non potevano che essere i nostri associati, con la loro storia appena trascorsa e quella nuova, intesa appunto come programmazione, di possibili risposte ai mesi che ci attenderanno.
Sempre nella cornice di questa tematica, abbiamo infine voluto volgere lo sguardo un po’ altrove, vale a dire all’esperienza degli altri Paesi europei come colta dall’EFFS (European Federation of Funeral Services) e sulla cerimonialità. È, quest’ultimo, un aspetto che sicuramente poco c’entra con le caratteristiche proprie della programmazione, legata a numeri e variabili, contraddistinto invece da quelle propriamente più emotive che accompagnano l’elaborazione del lutto, ma che si vuole ricordare perché la sua mancanza nei mesi emergenziali più critici è stata avvertita come una privazione accettabile, solo per assicurare la necessaria tutela della salute pubblica, e perché rappresenta il senso ultimo di tutta l’organizzazione del comparto funerario, che è dare dignità alla morte e alla sepoltura di ogni singola persona.
E mi avvio a concludere con un ultimo pensiero che sento di dover esprimere. Per motivi di tempo ed organizzativi si è dovuto procedere ad una scelta dei relatori, guidata da alcuni criteri, quali rappresentare le varie realtà territoriali (Nord, Centro, Sud), caratterizzate da problematicità diverse e le componenti di operatività del settore funerario (funebre, cimiteri e cremazione); ma, oltre ai relatori, si ringraziano anche tutti gli altri associati, che hanno sempre partecipato a questo incontro annuale con interesse e spirito di condivisione, e la cui collaborazione non è mancata in tutto questo anno particolare, anche fosse solo nella sottoposizione di quesiti, che hanno fatto emergere nuove riflessioni.
SEFIT10 è un appuntamento che, per i temi trattati, spesso è utile anche a chi non è associato e si avvicina alla SEFIT per aumentare le proprie conoscenze sul settore. E, cosa di non poco conto di questi tempi, a non farlo sentire solo di fronte alle difficoltà gestionali indotte da questa pandemia.
Chi fosse interessato può visionare il programma di SEFIT10 e le modalità di iscrizione all’evento al link: SEFIT10

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