Detrazioni spese funebri, cambiano le regole, 1^ puntata

Per l’eccezionalità dell’evento, riportiamo i contenuti della Fun.News pubblicata ieri per i registrati al sito. E così faremo, con un giorno di ritardo, per le altre due puntate.

Sono diverse le domande che le imprese funebri (ma non solo quelle) si pongono per ottemperare alle nuove norme dell’Agenzia delle Entrate per la detrazione spese funebri riguardante i dati del 2015 (che si presenta nel 2016) e per gli anni a venire.
In base al decreto, la comunicazione deve contenere l’ammontare delle spese funebri sostenute in dipendenza della morte e, con riferimento ad ogni decesso, devono essere comunicati i dati del soggetto deceduto (compreso il codice fiscale), i dati dei soggetti intestatari del documento fiscale (compreso il codice fiscale) nonché la quota della spesa sostenuta.

Vediamo intanto di dare qualche suggerimento pratico:
1) Fin dal 1 gennaio 2016 è bene chiedere (recuperate ora dai familiari i dati per i funerali già fatti) tutti i dati al momento del funerale e, in particolare, è bene chiedere il codice fiscale del defunto, perché è l’elemento di identificazione univoco del funerale.
Difatti l’Agenzia delle Entrate, con le nuove regole, chiede di trasmettere anche questo elemento.
2) Poi occorre conoscere e chiedere fin dall’inizio a chi verrà intestata la fattura, che sarà il soggetto che potrà legittimamente detrarre la spesa. E quindi tutti i dati identificativi di questo soggetto poiché anche questi oltre ad essere necessari per la predisposizione della fattura lo saranno poi per il trasferimento delle informazioni all’agenzia delle entrate.
3) Solo per il 2015 (quindi i dati da trasmettere entro febbraio all’Agenzia delle Entrate) sarà consentita una certa elasticità nella trasmissione dei dati per la identificazione univoca del funerale.
Difatti l’attuale modulistica (provvisoria) del Fisco stabilisce:
con riferimento all’anno 2015, il codice fiscale può essere sostituito da un codice alfanumerico di fantasia (nella sostanza è stato tolta la verifica sul campo nelle procedure di controllo).
Se si conosce l’esatto codice fiscale del defunto porblemi non ce ne sono.
Se invece si conosce: cognome, nome, data e luogo di nascita e sesso, basta andare su un sito che calcola il codice fiscale e il gioco è fatto (sono rarissimi i casi in cui si ha coincidenza di tutti questi elementi).
Si può usare ad esempio il sito che calcola il codice fiscale www.paginebianche.it/codice-fiscale
Se però ci manca qualche dato che fare?
Si consiglia, in questo caso, per ridurre la possibilità di controllo, di inventare solo per il 2015 (come detto se non si possiede il codice fiscale o i dati per formarlo) codici di fantasia che possano identificare abbastanza chiaramente il defunto:
Ad es.:
MMGGCOGNOMENOME (ad es. 0923ROSSASTRIGIUSEPPINA), cioé Rossastri Giuseppina, defunta il 23 settembre 2015.
Cioé una stringa alfanumerica composta del numero del mese, seguito dal numero del giorno di decesso (normalmente conosciuto). L’anno non serve, perché è solo il 2015.
A seguire il cognome (in caso di due cognomi mettere per primo quello che inizia con la lettera dell’alfabeto più bassa) e a seguire il nome.
Poi basta prendere i primi 16 caratteri di questa stringa così formata.
E nell’esempio sopra riportato:
0923ROSSASTRIGIU

La continuazione dei suggerimenti pratici a domani ….

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