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Il trasporto necroscopico — 61 commenti

  1. Mi chiamo Salvatore e vivo ha Ginevra e nel 2013 e morta mia madre in casa di mio fratello in Sicilia.
    Ho saputo giorni dopo il funerale, che la sera della sua morte la moglie di mio fratello ha chiamato amici che hanno un agenzia di autobulanze e hanno portato mia madre nella sua casa in un paesino piu lontanto di quello di mio fratello.
    Fatto questo, hanno chiamato il dottore per fare il certificato di decesso e hanno anche dichiarato la sua morte nel commune dove non e morta.
    Ti volevo chiedere se tutto questo e legale ho no.
    Grazie per la tua risposta.
    Salvatore

    • X Salvatore,

      il vecchio trucco funziona sempre: basta, infatti, compiacenti gli operatori dell’ambulanza, dichiarare, facendo pure carte false, che il de cuius sia ancora vivo, anche se per pochi istanti ancora prima dell’effettivo decesso, per organizzare il trasporto, magari presso un domicilio privato, laddove allestire, tra le mura domestiche, con più intima tranquillità la camera ardente. Tutto ciò, in carenza di apposita legge regionale (di cui la Sicilia ancora manca) la quale, appunto disciplini la movimentazione dei defunti a cassa aperta, ovvero durante il periodo d’osservazione è altamente ILLEGALE. Poi si sa error communis facit jus, ossia alle volte la mera prassi, seppur altamente viziata, si sovrappone al diritto, in certi casi sostituendolo, in una subdola sovrapposizione tra lo jus positum e le regole non scritte.
      No comment! Ricorrendo all’ormai vetusto art. 17 del regolamento statale di polizia mortuaria di cui al D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 il trasporto a cassa aperta è permesso sì, ma con molte restrizioni e limitazioni (esempio: morte in luogo pubblico o non idoneo, per inadattezza e pericolosità intrinseche a fungere da deposito d’osservazione, seppur temporaneo). Ad ogni modo occorrerebbe pur sempre un’autorizzazione comunale per eseguire, secundum legem, questo trasferimento. EX D.P.R. n. 396/2000, recante l’approvazione del nuovo ordinamento di stato civile è l’ufficiale di stato civile, rigorosamente del Comune di reale decesso, a formare l’atto di morte, attivare il medico necroscopo e rilasciare i conseguenti permessi di seppellimento.
      Una segnalazione alla Procura della Repubblica sarebbe d’uopo!

  2. Vivo a Benevento. Mio marito è morto agli inizi del 2014, investito da un’auto.L’autopsia è stata effettuata pochi giorni dopo presso l’Ospedale “Rummo” di Benevento. Nel corso dell’autopsia sono stati effettuati prelievi di sangue, urine e bile. Le indagini tossicologiche sono state effettuate presso l’Unità Operativa Complessa di Patologia Clinica dell’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.
    Io vorrei conoscere la catena di custodia di suddetti prelievi dal momento in cui sono stati effettuati al momento in cui sono stati analizzati, in particolare vorrei sapere dove sono stati custoditi, da chi, a quale temperatura, e ogni altro dettaglio necessario a stabilire la correttezza o meno della conservazione. Per cortesia, mi potete dire a quale ente devo richiedere tale documentazione? Premetto che mi sono già recata all’ospedale “Rummo” di Benevento, ma mi è stato detto che loro posseggono solo le cartelle cliniche dei pazienti che vengono ricoverati, non avrebbero, dunque, alcuna documentazione riguardo l’obitorio.

    • X Sara,

      Occorre individuare le responsabilità connesse alla conservazione dei reperti medico-legali, anche in riferimento ai rischi sanzionatori nel caso di cattiva conservazione, distruzione o smarrimento di essi.

      Serve, poi, dotarsi di un registro ufficiale dei reperti, che documenti la presa in carico del reperto e la eventuale dismissione. Bisogna chiarire, preliminarmente alla presa in carico del reperto, se quest’attività si configuri o meno come attività di custodia in senso tecnico ai sensi del codice di procedura penale, nel qual caso sarebbe indispensabile formalizzare la nomina a custode da parte dell’autorità giudiziaria.

      Nelle nostre strutture sanitarie solo in esclusivamente gli istituti universitarie d i primariati ospedalieri di medicina legale potrebbero assolvere questo delicato compito.

      • Come si fa a districarsi in questo intrigo? Non dovrebbe essere ovvio e scontato che un prelievo venga conservato in modo adeguato e che sia trasparente tutto l’iter dal momento del prelievo al momento delle analisi? Dovrebbe essere parte integrante dell’operato del consulente tecnico o di chi?
        Non dovrebbe essere obbligatorio avere un registro ufficiale dei reperti? comunque nel caso di mio marito il consulente tecnico è stato nominato dalla procura della repubblica di Benevento,ma è “Specialista in Medicina Legale e delle Assicurazioni, dottore di ricerca in Medicina Legale Bioetica e Riproduzione presso la Seconda Università di Napoli e medico interno presso l’Istituto di Medicina Pubblica e della Sicurezza Sociale dell’Università Federico II di Napoli. Dove potrei trovare la documentazione di cui necessito, tenendo anche conto che a breve,sono 5 anni dall’autopsia?

        • X Sara,

          parlo da perfetto incompetente e profano, perchè non sono un anotomo patologo, ma di solito i protocolli operativi per le autopsie giudiziarie dispongono la conservazione dei reperti ad una temperatura di – 20 gradi, proprio per non alterare l’integrità dei campioni biogici prelevati.
          Evidentemente, trattandosi di fatti abbastanza risalenti nel tempo la Procura della REpubblica ha già emesso il nulla osta alla sepoltura di Suo marito.

          Non capisco, in tutt’onestà se Lei voglia ottenere una riapertura delle indagini, in ogni caso le sedi in cui intervenire sono l’istituto di medicina legale che ha svolto l’esame autoptico e la stessa Procura della Repubblica.

          Se gli atti non sono ancora secretati per causa di giustizia, un accesso agli stessi dovrebbe pur sempre esser possibile per le parti interessate.

          Le consiglio di rivolgersi ad un Legale di Sua fiducia, anche per rinvenire nelle spire tentacolari del Cod. Proc.Penale una norma precisa cui appellarsi per entrare finalmente in possesso dei preziosi dati a Lei tanto necessari.

          Questo blog, è dedicato essenzialmente alla polizia mortuaria declinata nelle sue sezioni amministrative o più semplicemente operative, non siamo – purtroppo per Lei, un sito di medicina legale.

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