Regioni e polizia mortuaria

Regioni e polizia mortuaria

Nella fase di impasse in cui si trova la modifica della normativa per il settore funerario ad opera del legislatore nazionale (sia attraverso uno specifico disegno di legge, sia con l’aggiornamento del regolamento di polizia mortuaria nazionale), interviene un primo organico pronunciamento da parte di una Regione, il Piemonte, essenzialmente incentrato sulla riduzione delle incombenze dirette delle ASL.
Dalla lettura della Deliberazione della Giunta Regionale 5 agosto 2002, contenuta nella area documentazione della rivista, si vedrà che molte delle norme contenute nel D.P.R. n. 285/90 verranno applicate nella regione Piemonte in modo difforme, per il momento, dal resto d’Italia.
Difatti la Giunta Regionale ha deliberato che le ASL della Regione sospendano temporaneamente dal 1 ottobre 2002:
– le certificazioni di conformità del feretro di cui agli artt. 18, 25 e 30 del D.P.R. 285/90, previste al punto 9.7 della Circolare del Ministero della Sanità 24.6.93, n. 24, salvando quelle previste per trasporti internazionali, che permangono;
– le attività di verifica dei carri funebri e rimesse di cui agli artt. 20 e 21 del D.P.R. 285/90;
– le attività di assistenza alle esumazioni ed estumulazioni di cui agli artt. 83, 84, 86 e 88 del D.P.R. 285/90;
– l’attività di rilascio di pareri per la costruzione di edicole funerarie e sepolcri privati di cui agli artt. 55 (limitatamente alla costruzione di edicole funerarie all’interno di cimiteri esistenti), 94 e 101 del D.P.R. 285/90.

La Regione ha inoltre disposto che le ASL limitino l’attività di vigilanza e controllo sul trasporto dei cadaveri, di cui all’art. 16, alle circostanze in cui il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica ravvisi l’esistenza di specifici rischi sanitari.
Ha infine richiesto alle ASL l’attivazione delle procedure previste per la modifica dei Regolamenti comunali di polizia mortuaria, in modo da adeguarli in tal senso.
Sul contenuto del provvedimento non si può non essere d’accordo.
Non sussistono certamente le condizioni per una presenza attiva delle ASL in questo campo.

Del resto in questo senso lo schema di regolamento di polizia mortuaria nazionale in discussione da anni è ormai chiaro. L’unica difformità rispetto al testo noto è nel non mantenere comunque un ricorso all’ASL nei casi in cui il Comune non sa che pesci prendere, o nei casi in cui vi possano essere rischi per la salute (morti malattie infettive diffusive). Quindi, a parte quest’ultimo aspetto, tutto il resto era già dato per scontato.
Sullo strumento normativo utilizzato, una delibera di Giunta Regionale, forse si potrà discutere, ma il contenuto del provvedimento è senz’altro riconducibile a materia regolamentare (come lo era nel DPR 285/90) e quindi molte delle perplessità per non aver adottato una legge regionale cadono, specie se si osserva che principi nazionali già esistevano (TULLSS e L. 130/2001), oltre a quelli, come dice la dottrina, che sono ravvisabili, dalla valutazione sistematica delle restanti norme vigenti.
Il mantenimento esplicito del controllo sanitario per la partenza dei trasporti funebri internazionali (in particolare laddove si debba applicare l’accordo di Berlino), salva la delibera piemontese dal più rilevante dei possibili appunti (cioè se una Regione può intervenire in materia oggetto di accordi internazionali recepiti dal Governo italiano).
È chiaro che venendo ora a mancare certe figure che la legge individuava nell’ASL, il Sindaco dovrà tempestivamente provvedere a regolare, con apposita ordinanza, sia il trasporto funebre, sia le esumazioni ed estumulazioni, individuando figure di garanzia per l’esecuzione dei controlli, prima che passino i tempi occorrenti per una organica revisione dei regolamenti di polizia mortuaria locale.
Era ora che si muovesse qualche cosa.
Certo, adesso questo scatenerà un putiferio, perché altre Regioni si muoveranno e quindi non si riuscirà più a governare il cambiamento in modo soffice e coordinato dal livello centrale; ma il federalismo è anche questo.
Pertanto, a meno che Parlamento e Ministero della Salute non recuperino in tempi record i mesi perduti, si avvicina una stagione in cui le Regioni diranno la loro anche sulla polizia mortuaria.

Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 4/2002.

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