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[fun.news.048] Illuminazione elettrica votiva: la bolletta sostituisce la fattura — 5 commenti

  1. Dubbi su applicazione alla illuminazione votiva dell’obbligo di fattura elettronica.
    In materia vi è un articolo del Sole 24 Ore del 21/2/2019, reperibile anche la link: https://app.upel.va.it/web/news/6120
    Inoltre vi è pure un articolo che rilancia sul dubbio applicativo, apparso su Italia Oggi del 22/3/2019. Si veda al link: https://www.italiaoggi.it/news/fattura-elettronica-dubbia-l-applicazione-per-le-luci-votive-2344872/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=io-gazzetta

  2. Buongiorno,
    quindi per società private che gestiscono i servizi di illuminazione votiva che fino al 2018 hanno inviato ai propri clienti solo il bollettino di pagamento, sarà necessario emettere fatturazione elettronica ad ogni singolo utente privato, ho capito bene?
    Grazie

  3. ai fini della fatturazione elettronica 2019, cambia qualche cosa per i servizi di lumi votivi del cimitero?

    • x Gabriele su fatturazione elettronica e illuminazione votiva
      Con l’approvazione definitiva della legge di bilancio 2018, si introduce l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2019, di emettere la fattura in formato elettronico per la generalità delle operazioni soggette ad IVA.
      I nuovi obblighi riguardano tanto le cessioni e prestazioni nei confronti di soggetti passivi (c.d. operazioni B2B, “business to business”) quanto le cessioni e prestazioni nei confronti dei “consumatori finali” (c.d. operazioni B2C, “business to consumer”).
      Il caso del servizio di illuminazione elettrica votiva è proprio un B2C.
      Nella prima ipotesi (operazioni B2B), le fatture dovranno essere trasmesse esclusivamente mediante il Sistema di Interscambio, utilizzando il formato della “FatturaPA”, mentre nella seconda ipotesi (operazioni B2C) le fatture non saranno trasmesse direttamente all’acquirente, bensì messe a disposizione di quest’ultimo mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

      L’emissione della fattura elettronica è obbligo tranne per chi è esplicitamente esentato (es. soggetti al regime forfettario, se persona fisica), a condizione che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi siano poste in essere tra soggetti residenti o stabiliti nel territorio dello Stato.
      Per le fatture elettroniche emesse verso le Pubbliche Amministrazioni, restano valide le regole riportate nel Decreto Ministeriale n. 55/2013. L’obbligo di fatturazione elettronica verso le PA esiste dal 2016 e riguarda tutti i soggetti Iva.

      Il provvedimento 89757 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, al punto 3,4 lettera c) prevede che l’emissione della fattura elettronica nei confronti di un consumatore finale si effettua “inserendo solo il codice convenzionale “0000000” nel caso in cui il soggetto cessionario/committente sia un consumatore finale” e, nella sezione delle informazioni anagrafiche del file della fattura elettronica, non vadano compilati i campi “IdFiscaleIVA” e sia compilato solo il campo “CodiceFiscale” del cessionario/committente. “…. In tal caso, il SdI recapita la fattura elettronica al cessionario/committente mettendola a disposizione nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate, oltre che rendere disponibile al cedente/prestatore – nella sua area riservata – un duplicato informatico di cui alla lettera a).
      Comunque, il cedente/prestatore consegna direttamente al cliente consumatore finale una copia informatica o analogica della fattura elettronica, comunicando contestualmente che il documento è messo a sua disposizione dal SdI nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle entrate”.
      In questa ipotesi, la PEC del destinatario non è quindi obbligatoria.

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