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L'attività del necroforo — 128 commenti

  1. X Mimmo,
    Ho letto il quesito, purtroppo hai messo il dito nella piaga ma, non c’è nulla da fare, in una maniera o nell’altra, si deve compensare quanto hanno perso i Comuni, pertanto ti consiglio di non accolorarti piu’ di tanto, è solo tempo perso e fegato amaro. Mi associo a quanto scritto da Carlo.
    In che regione operi? Se mi mandi la tua e-mail privata ti rispondo personalmente
    Gejar

  2. SCUSAMI Gejar

    ci sono stati diversi interventi in merito, puoi dare un occhiata nel forum in merito ” Diritto per rilascio di autorizzazione al trasporto funebre” UNO DEGLI ULTIMI INTERVENTI SE VEDI è DI CARLO.

    CIAO

  3. X Mimmo,
    Non riesco ad intuire cosa esattamente ti aspetti sul “diritto aut.” al trasporto funebre.
    Cerca di essere piu’ esplicativo che vedro di risponderti in merito.

  4. Per Mimmo e Stacontri,
    Ti ringrazio dell’apprezzamento rivolto alla mia risposta, ti confermo che di contratti di lavoro nel settore ne esistono altri 4 pertanto, come vedi nessuno è come dici tu prevalente. Il CCNL Asnaf & As è l’unico che prevede il lavoro a chiamata o intermittente NON C’è NE ALTRI!!! E poi dove sta scritto che uno deve adottare un contratto prevalente? Basta comunicarlo al dipendente che viene assunto con ” quel contratto” se prima era assunto con un altro ci si deve attenere a quanto percepiva prima spalmando il dovuto nella retribuzione che si andrà ad applicare con il nuovo contratto. Ti faccio presente che sono molte le Aziende che lo applicano magari qualcuna anche in modo distorto ,non attendendosi a quanto previsto dal CCNL ,purtroppo c’è sempre il solito furbetto!!!

    Seconda risposta: Per quanto rigurda l’assunzione ad intermittenza da parte di una Multiservizi, questa dovrà necessariamente adottare il contratto che prevede tale prestazione non mi sento di confermarti se è possibile applicare 2 contratti di cui uno ad intermittenza.

  5. x
    Gejar

    Chiarissimo sia il concetto, ( che tra l’altro tutti spero condividiamo) si il tuo modo espressivo.

    L’unico dubbio è quello relativo al tipo di contratto che non sembra sia il …… come dire………. “principale adottato in Italia” ???????

    saluti

  6. Per Mimmo,
    l’art. 57 del CCNL Asnaf & As ( ti faccio un sunto) dice: L’azienda che intende intrattenere un rapporto di lavoro a chiamata, deve prima disporre di almeno 5 dipendenti a tempo indeterminato per poi procedere all’assunzione a chiamata” Il perchè è ovvio, i sindacati prima di firmare l’accordo si sono voluti assicurare che l’utilizzo del lavoratore a chiamata non sia una sorta di precariato pertanto, un’Impresa deve prima avere del personale proprio dipendente per svolgere le incombenze del servizio, l’utilizzo di dipendenti a chiamata potrebbe essere utile per picchi di lavoro come: trasporti funebri in contemporanea, vestizioni, addobbi, consegna cofano ecc. ecc. se, il proprio personale non è sufficiente a coprire le necessità del momento. Questo era ed è lo spirito del lavoro a chiamata. Inoltre, lo stesso lavoratore dovrà essere assunto come necroforo in base alle normative le normative necessarie come corsi di formazione, visite mediche, legge 81 sulla sicurezza e quanto altro previsto. Una cosa è e deve essere chiara una volta per tutte, il lavoratore a chiamata non puo’ sostituire il dipendente fisso che necessariamente occorre all’Impresa funebre. Inoltre, è bene chiarire anche che il lavoro del necroforo è considerato SUBORDINATO ( visto che attende agli ordine dell’Impresario) come tale non puo’ essere OCCASIONALE o con altre forme similari.
    Mi auguro che il chiarimento sopra descritto sia di tuo gradimento.

  7. D’accordissimo con te, specialmente se l’impresa in oggetto deve garantire al comune che la autorizza lo svolgimento di almeno un funerale al giorno o di un recupero improvviso.

    saluti

  8. Rispondo sia a Mimmo che a Carlo, concordo con Carlo quando afferma che una Impresa funebre prima di ricorrere al lavoro a chiamata dovrebbe disporre di personale diretto assunto minimo a part time o full time visto che, il lavoro interinale nel settore funebre non è utilizzabile perchè comunque il dipendente che svolge le mansioni richieste dovrà essere assunto con la qualifica di Necroforo di rimando, dipendente SUBORDINATO. Inoltre, vero che esiste un contratto applicabile al settore funebre “a chiamata” ma, l’Impresa funebre prima di assumere con tale dicitura dovrà disporre di almeno 5 DIPENDENTI A TEMPO INDETERMINATO COME PREVISTO DALL’ART. 57 DEL CCNL. Purtroppo, a causa di consulenti del lavoro non proprio “Consulenti” molte volte fanno assumere del personale a chiamata incuranti delle normative da mettere in atto. Questo in caso di controlli comporterà delle sanzioni all’Imprenditore poco accorto. Si gioca tutto sul fatto che, i controlli da parte dell’Ispettorato del Lavoro, e di chi altro preposto sono totalmente carenti. Da quì la DEREGULATION!!!
    Se invece ci si attenesse alle giuste disposizioni in materia di assunzione, certe cose non avverrebero, la concorrenza sleale da parte di chi assume impropriamente cesserebbe.

  9. Per Mimmo: non sono un giuslavorista, ma mi sembra che questa fattispecie sia riconducibile al cosidetto “lavoro a chiamata”, previsto da qualche contratto applicato alle pompe funebri.
    In caso di sospetta irregolarichò altro non rimane se non avvertire l’Ispettorato del Loavoro per gli opportuni accertamenti.
    Certo un’impresa strutturata non può, se non per i picchi di lavoro, avvalersi eccessivamente del lavoro interinane o ad intermittenza, perchè necessita di personale a tempo pieno adeguatamente formato e disponibile.

  10. x
    Carlo
    Che ne pensi di imprese funebri che svolgono attività con dipendenti inquadrati ad un ora al giorno????

    saluti

  11. Le mansioni degli addetti all’obitorio (chiamati alle volte anche impropriamente “necroscopi” sono fissate dal contratto di lavoro.

    Esse attengono alla sorveglianza, alla tenuta dei registri di ingresso ed uscita salme e feretri nonchè alla composizione delle salme stesse, sino al loro incassamento.

  12. vorrei sapere se qualcuno può aiutarmi a farmi capire quali sono le mansioni degli operatori degli obitori fin dove arrivano i compiti di loro e dove cominciano i nostri di impresari funebri visto che in alcuni ospedali dove opero gli addetti dell’obitorio si interessano delle salme in tutto e pertutto ed invece in altri sembra che non debbano fare niente se non dietro compenso… grazie

  13. Gentilmente, sapreste indicarmi dove si effetuano corsi per questo lavoro , possibilmente nella zona Milano,Vigevano. Grazie. Distinti Saluti.

  14. Innanzi tutto attenzione alla terminologia corretta, sebbene dizioni inesatte siano presenti anche sui protocolli contrattuali: “necroscopo” è il medico di cui all’Art. 74 comma 2 DPR n. 396/2000 ed Art. 4 DPR n.285/1990. Di solito con il vocabolo necroforo-necroscopo si indica l’adddetto a sorveglianza, vestizione e preparazione salme in servizio presso i servizi mortuari delle strutture sanitarie dei depositi d’osservazione e degli obitori.
    L’operatore tecnico partecipa all’esecuzione di autopsie e riscontri diagnostici.
    I dipendenti in servizio presso i depositi d’ossservazione/obitori definiti genericamente “obitoriali” indipendentemente dalle qualifiche rivestite. in sala settoria solitamente è presente altro personale (medici e infermieri).

  15. Dipendente di una Ausl, assunto come operatore tecnico necroforo, in ordine all’attività autoptica, è tenuto ad assicurare assistenza al medico anatomopatologo, IVI COMPRESA LA SUCCESSIVA SUTURA ?
    Qual’è la differenza di mansioni tra l’operatore tecnico necroforo e l’operatore tecnico necroscopo ?

    • in sala autoptica operano medici legali e infermieri forensi o tecnici di sala settoria con preparazione universitaria MASTER LEGALE E FORENSE CORSI DI PERFEZIONAMENTO IN TECNICA SANITARIA AUTOPTICA.

  16. La movimentazione ed il trasporto dei feretri debbobo avvenire solo con mezzi omologati.

    Diversa è la questione dello spostamento del personale dipendente per l’assolvimento delle proprie funzioni.

    Di norma le imprese funebri dispongono di piccoli veicoli o utilitarie (ovviamente con logo aziendale ben stampigliato sulla fiancata) per permettere ai propri necrofori spostamenti rapidi (sempio dalla casa del de cuius sino agli uffici comunali), ma ciò non è elemento di diritto.

  17. caro carlo da come ho capito la mia ditta deve fornirmi un mezzo diciamo una moto affinche io possa spostarmi

  18. Per il livello salariale bisogna conoscere il contratto di lavoro cui cui Tu sei inquadrato.

    Il paragarafo 5 della Circ. Min. n.24/1993 definisce il concetto di “incaricato del trasporto” come persona fisica o dipendente di un’impresa, I veicoli per trasporti funebri di salme o cadaveri debbono rispondere ai requisiti tecnici di cui all’Art. 20 DPR 285/1990.
    L’impresa funebre per esser tale deve dimostrare la disponibilità continuata di almeno un’autofunebre, è quindi l’impresa, e non il dipendente in quanto tale, a adover assicurare la presenza di tutti gli strumenti per l’attività di necroforato.

  19. caro carlo sn un impiegato di onoranze funebre (4°livello)vorrei sapere la mia retribuzione sindacale è se sono obbligato a mettere il mioproprio mezzo addisposizione della ditta o è la ditta che me lo deve fornire per portare la salma da casa in chiesa…
    cordiali saluti
    giuseppe
    attendo la tua risposta 02/11/2008

  20. Buonasera, da circa 2 mesi, sono stato assunto presso un azienda comunale al cimitero della mia citta, il contratto che mi è stato fatto è Addetto ai servizi cimiteriali (sefit).

    Siccome la mia mansione è Necroforo al 100%, volevo sapere se un contratto del genere (Visto lo stipendio), è fattibile su di una persona che fa questo tipo di lavoro.

    Che contratto andrebbe stipulato, e la mia domanda è lo stipendio base di un necroforo quanto dovrebbe essere? , in linea generale intendo.

    Grazie Mille a tutti

    Bersani F:

  21. La norma di riferimento è la nuova formulazione dell’Art. 32 comma 2 lettera e) del Reg. Reg. 9 novembre 2004 n. 6 introdotta con il nuovo Reg. Reg. 6 febbraio 2007 n. 1.

    Chi lavora in Lombardia anche con contratto di avvalimento deve comunque dimostrare il rispetto dei requisiti dettati dalla normativa lombarda (Legge 18 novembre 2003 n. 22 e relativi regolamenti attuativi.

    La novità introdotta nella lettera e) del comma 2 dell’articolo 32 del Reg. reg. 6/2004, ad opera del
    Reg. reg. 1/2007 concerne la sostituzione dell’obbligo di disporre di almeno quattro operatori
    (7) Art. 2602 del C.C.
    (8) Ci si può limitare alla sola messa a disposizione dell’autofunebre alla bisogna o, anche all’intero trasporto funebre
    (mezzo, addetto trasporto funebre, 3 necrofori). Nel primo caso la responsabilità dell’esercente l’attività funebre è
    praticamente totale. Nel secondo caso la responsabilità è limitata (è esclusa quella dell’addetto al trasporto funebre).
    funebri o necrofori (prima previsto con solo contratto di tipo subordinato con l’esercente l’attività
    funebre), con formule più flessibili.
    Si noti che chi richiede l’autorizzazione deve presentare dichiarazione attestante il possesso di tali
    requisiti. È il Comune che dovrà regolare come tale dichiarazione debba essere resa e quali
    documentazioni presentare a corredo, al momento della richiesta e successivamente in fase di
    verifica periodica del mantenimento in capo al soggetto autorizzato dei requisiti previsti per
    operare.
    Pertanto:
    a) permane la possibilità di ottemperare al dettato della norma (requisito essenziale ai fini del
    rilascio dell’autorizzazione) con almeno quattro persone, con la qualifica di operatore funebre o
    necroforo, titolari di contratto di lavoro stipulato direttamente con il richiedente l’autorizzazione
    all’esercizio di attività funebre;
    b) si consente di ottemperare al dettato della norma, con la disponibilità di almeno quattro
    persone, con la qualifica di operatore funebre o necroforo, titolari di contratto di lavoro
    stipulato direttamente con soggetto di cui si avvale l’esercente l’attività funebre, in forza di un
    formale contratto, nel rispetto della normativa in materia di impresa e mercato.
    c) È consentito ottemperare al dettato della norma, con la disponibilità di almeno quattro
    persone, con la qualifica di operatore funebre o necroforo, titolari di contratto di lavoro, parte
    con il richiedente l’autorizzazione, parte con il soggetto e con le condizioni di cui alla lettera b),
    che precede.
    Con locuzione sintetica, si può affermare che il requisito della disponibilità del personale operatore
    funebre o necroforo, può essere totalmente diretta dell’esercente l’attività funebre, totalmente
    indiretta e infine mista.

    Ed è altrettanto chiaro che gli operatori funebri o necrofori devono essere titolari di contratto di
    lavoro, nelle diverse forme. È del tutto ininfluente, a tale scopo, che il contratto sia stipulato con il
    richiedente l’autorizzazione all’esercizio dell’attività funebre o con altro soggetto di cui questi si
    avvale.

    La disponibilità diretta e continuativa di almeno un’autofunebre (nonché in forma congiunta o
    separata anche di autorimessa per questa) deve risultare da titolo idoneo e quindi da proprietà,
    disponibilità in locazione, noleggio di lunga durata (si ritiene almeno per la durata
    dell’autorizzazione rilasciata, secondo quanto stabilito dal regolamento comunale), comodato d’uso
    o altri titoli equipollenti che consentano di avere adeguata garanzia circa la disponibilità
    continuativa del mezzo.

  22. gentilmente si richiede vs. parere in merito alla possibilità, dal momento che noi operiamo in Voghera-Reg. Lombardia, di usufruire di prestazioni per svolgimento funerali, di agenzie operanti in Regione Piemonte.
    Normalmente la prestazione richiesta è autofunebre più 2 o 4 necrofori.
    il rapporto è regolato da una convenzione scritta.

  23. Traggo questo stralcio dalla Circolare SEFIT n. n. 1199 del 14.09.2007

    “[…] omissis…

    analoghe considerazioni di estraneità dall’ambito delle operazioni esenti dall’I.V.A. possono individuarsi nei casi in cui l’esercente di attività funebre si avvalga, per parti delle prestazioni commissionate alla propria impresa, di soggetti terzi dal momento che le prestazioni proprie dei servizi di onoranze funebri sono quelle che vengono fornite al committente (familiare contraente), dal momento che rimane estraneo al rapporto con questi il fatto che l’impresa commissionata si avvalga, strumentalmente e con ordinari contratti di diritto privato, di mezzi, di prestazioni, di attrezzature di soggetti terzi.
    Conseguentemente, qualora l’impresa commissionata, anche nel fornire prestazioni in connessione diretta ed attuale con le prestazioni “proprie” dei servizi di onoranze (pompe) funebri, si avvalga di soggetti terzi, il rapporto intercorrente tra questa impresa ed i soggetti terzi, in quanto strumentale, non rientra tra le operazioni esenti dall’imposta. Esempio, potrebbe essere quello dell’azienda che svolga prestazioni di onoranze funebri, quando questa, indipendentemente dalle motivazioni per le quali vi ricorra, si avvalga di un terzo soggetto per determinate prestazioni, come si potrebbe avere quando utilizzi, sulla base di un contratto di noleggio o di altra tipologia, mezzi di trasporto (e, a volte, anche personale di conduzione dei mezzi di trasporto) di terzi, oppure presti al cliente commissionante servizi e prestazioni avvalendosi di beni o prestazioni di terzi soggetti. Infatti, in questi casi, il rapporto tra impresa che fornisce le prestazioni “proprie” dei servizi di pompe (onoranze) funebri e il cliente commissionante è del tutto distinto rispetto al rapporto che possa intercorrere tra impresa commissionata e terzi a cui l’impresa commissionata si rivolga per particolari forniture o servizi, rapporto quest’ultimo che rientra nell’ordinario esercizio di rapporti contrattuali tra soggetti di diritto privato e, di conseguenza, questo rapporto rientra indubitabilmente nell’ambito della previsione dell’art. 1 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 e succ. modif.

  24. vorrei sapere se il servizio di necroforato che viene reso da una ditta di pompe funebri con propri dipendenti ad un’altra ditta di pompe funebri è esente iva ai sensi dell’art.10 comma 27 quinquies?

  25. Se iscritto a Federutility il contratto giusto è CCNL di Federutility Servizi funerari (notizie al Servizi lavoro Federutility http://www.federutility.it).
    Presenta le giuste figure profesisonali e problemi sindacali non ce ne sono perché è sottoscritto da tutte le maggiori sigle sindacali a livello nazionale.
    Altrimenti se la prevalenza è di lavori edili si usa il CCNL degli edili.

    Può anche essere utile sapere che:
    è possibile appaltare il servizio relativo alle operazioni cimiteriali a soggetti in possesso delle caratteristiche per poterlo effettuare (al momento: iscrizione camera commercio con specifica per lavori cimiteriali od operazioni cimiteriali).

    Con l’appalto l’incasso dei diritti è ancora competenza del Comune, che ovviamente paga (con Iva 20%) le prestazioni di servizio della ditta appaltatrice.
    Diversa sarebbe la situazione se si affidasse il servizio a terzi (si deve seguire la normativa per l’affidamento dei servizi pubblici locali di cui agli artt. 112 e seguenti del D.Lgs. 267/2000 e s.m.i..)
    In questultimo caso la fatturazione è diretta da parte dell’affidatario (e il cittadino paga la tariffa + Iva 20%).

  26. siamo una impresa che lavora in appalto per un comune. abbiamo applicato il contratto di multiservizi. è possibile sapere con urgenza quale tipo di ccnl devo applicare in quanto i sindacati mi obiettano l’ applicazione di questo tipo di contratto.

    grazie

  27. La formazione base di un buon necroforo che lavori all’interno di un presidio sanitario, non può prescindere da queste fonti normative:

    Artt. 18 e 25 DPR 285/1990 (laddove tale procedura per gli infetti sia ancora valida)

    D.M. 15 Dicembre 1990 (Elenco delle malattie infettivo diffusive)

    Legge 29 dicembre 1993 n.578 (norme per l’accertamento e la certificazione di morte)

    D.M. 22 agosto 1994 .582 (regolamento per l’accertamento e la certificazione di morte)

  28. Paradossalmente le uniche norme di diritto positivo riguardo al profilo professionale del necroforo sono da leggere in senso “negativo”: Emilia Romagna (Art. 10 comma 12 Legge Regionale 29 luglio 2004 n. 19) e Lombardia (Art.35 comma 2 Reg. Re. n.6/2004) escludono dalla definizione di trasporto funebre il trasferimento dalla camera ospedaliera dove è avvenuto il decesso verso il servizio mortuario ospedaliero di cui al DPR 14 genniao 1997.
    Il necroforo ospedaliero non deve limitarsi a sballottare i morti dal luogo di decesso verso le camere ardenti, egli deve esser soprattutto un professionista della vestizione per la presentazione estetica delle salme.

  29. Sono una Caposala e mi occupo di medicina necroscopica e di donazione di organi. Personalmente credo, che il necroforo dovrebbe essere un operatore altamente qualificato in grado di lavorare anche in collaborazione con il medico settore durante i riscontri diagnostici. purtroppo non riesco a trovare una normativa che mi supporti in tal senso poché l’operatore in questione non è inquadrato se non con un profilo generico. sto tentando di far acquisire mansioni specifiche a questa figura professionale che credo si meriti molto di pèiù di quanto oggi le viene attribuito. Mi potete auitare?

    • Carissima nadia sono un infermiere da 24 anni ho conseguito un master in infermieristica legale e forense oltre ad un corso di perfezionamento in tecnica sanitaria autoptica concordo con te che bisognerebbe riconoscere la figura professionale dell’infermiere forense in sala settoria sia a livello ospedaliero che universitario !!!!

  30. L’uso dei guanti, purchè antiscivolo e non con sola funzione di bellezza ed ornamento, è consigliabile, così come le scarpe con suola a presa sicura. La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 626/1994.

  31. Salve come ho gia detto mi chiamo Pierluigi sono un lavoratore nel settore di onoranze funebri, vorrei gentilmente sapere se nell’attivita di necroforo precisamente portantino se è obbligatorio l’uso dei guanti per movimentare il feretro.
    grazie per l’attenzione dedicatami.

  32. Non sono titolato a risponderLe, in quanto, non sono un tecnico “giuslavorista”, esperto in diritto del lavoro, tuttavia, il caso da Lei esposto potrebbe risultare di grande interesse, anche perchè, in ambito funerario, stiamo assistendo ad un proliferare dei contratti di lavoro.

    Le chiedo un favore, con la solenne promessa di “girare” la questione ai miei superiori, in tempi rapidissimi: quale contratto Lei ha firmato? Riesce, per favore, a risalire alla sua tipologia? E’un contratto nazionale? Se sì da quali organizzazioni sindacali è stato sottoscritto?

    Grazie.

  33. Salve, sono assunto presso una ditta di onoranze funebri da circa due anni. All’assunzione ho firmato un contratto dove veniva inclusa nella mia retribuzione il pagamento dell’indennità di reperibilità, con una formula che però non ne specificava le modalità. Per circa 18 mesi ho dato disponibilità praticamente per circa 25 notti al mese, ovviamente non tutte lavorate altrimenti non avrei potuto reggere, per supplire ad una carenza di personale che si sarebbe dovuta risolvere a breve. Il mio datore di lavoro recentemente ha integrato l’organico ma ha ripartito il carico delle reperibilità in modo disuguale tra i dipendenti, chiedendo a ciascuno una settimana di reperibilità ogni 3 tranne che a me, dicendo che io PER CONTRATTO sono tenuto a dare reperibilità praticamente per ogni notte siccome ho firmato in sede di assunzione che il mio stipendio era comprensivo del pagamento di tale indennità. Ora io invece affermo che il contratto prevedeva sì la reperibilità pagata, ma certamente non del tipo interpretato dal mio datore di lavoro. Posso chiedere quali sono i giorni previsti dal CCNL, mi pareva di aver capito fossero 7 gg al mese, ma non ho trovato riscontri. Grazie

  34. Tante belle parole da parte di tutti, il Sig. Bosi che gode di tutta la ns. stima, dimentica che esiste anche un CCNL sottoscritto e firmato nel 2004 proprio dalla ns. associazione lo stesso e pubblicato sul sito http://www.funeralia.net e scaricabile. Certo, le altre Federazioni non hanno interesse a pubblicizzarlo dato che non sono riusciti in tanti anni ad ottenere quanto siamo riusciti noi. E poi, basta con le solite dicerie che non è regolare che, siccome non è firmato da tutte le OO.SS non è valido, balle, è validissimo in tutte le sue parti e garantito dalla UIL FPL che oltre tutto appoggia contratti rivolti alla persona e non dalla UIL Trasporti ! Cosa ci azzeccano poi i trasportatori di ghiaia o patate con le pompe funebri dovranno pure dimostrarcelo

  35. Gent.ma Sig.ra Silvana, il mio intervento, sollecitato dal moderatore del sito, doveva limitarsi a fornire una risposta chiarificatrice in materia di lavoro, essendo la Federazione della quale mi onoro di essere Segretario firmataria del CCNL in oggetto.
    Per quanto attiene a risposte inerenti ad altre tematiche, non ultima quella da Lei avanzata relativa alle visite necroscopiche, La invito ad avanzarmela privatamente (se la Sua è una impresa funebre associata a FENIOF) all’indirizzo feniof@feniof.it. Come comprenderà la nostra Federazione si sostiene unicamente grazie alle quote associative che le imprese funebri ci versano annualmente. Sarò lieto di fornirLe tutte le risposte del caso, avallate dalla necessaria documentazione, previo verifica delle Sue generalità e, ovviamente, della condizione di socio.
    Confidando nella Sua comprensione in merito a quanto sopra esposto, Le porgo i miei saluti.
    Cordialmente, Alessandro Bosi

  36. spett. sig. Bosi vorrei sapere se le visite necroscopiche che i comuni fanno pagare sono lecite . cordialmente la saluto

  37. Spett. Alessandro Bosi quanto da lei asserito trova conferma negli art. 16 e 47 del CCNL, il problema sta esclusivamente nei datori di lavoro, i quali si lamentano che il costo di un servizio funebre, gli diventa troppo caro, e quindi che tutti questi compensi che spetterebbero ai dipendenti rimangono solo delle scritte nei vari CCNL. Lo Stato purtroppo non ci aiuta, emana sempre leggi, costringendo i titolari delle imprese a fare sempre nuovi contratti di lavoro, sempre a discapito del dipendente, es. accorciare le ore di lavoro, non rispettare la 626, ecc. ecc. purtroppo mancano i controlli nella ns categoria, sono convinto che viene considerato un lavoro per stralcioni, invece è tutt’altro, le imprese avrebbero bisogno di personale qualificato, e non solo di gente che prende una salma, la mette dentro un cofano e la porta in chiesa per le relative esequie, e dopo la trasferisce al cimitero. Avrebbero bisogno di persone che sanno affrontare le famiglie quando ti rechi nelle loro abitazioni per sistemare la salma, persone in grado di espletare i documenti necessari per lo svolgimento del servizio funebre, personale in grado di fare ricordini a lutto, e tutto quello che occorre al fine di un servizio funebre. Premesso che è un lavoro che a me piace tantissimo e lo svolgo ad ampio raggio (riesco a fare tutto in maniera discreta) non voglio peccare di presunzione, spero che un giorno il ns lavoro venga apprezzato e remunerato per le cose giuste.

  38. Egr. Sig.Giuseppe, quanto da Lei asserito trova conferma in quanto da me precedentemente esposto. Infatti, a fronte della disponibilità a rendersi reperibile sono previsti compensi così come indicato nell’art.47 del CCNL. Ciò a prescindere dal fatto che a fronte di tale disponibilità segua poi l’esecuzione di qualche prestazione che, in virtù di quando viene svolta, avrà invece una remunerazione specifica così come disposto dall’art.47 comma 4.
    Stiamo dunque parlando di due diverse remunerazioni: una per la disponibilità ad eseguire prestazioni fuori dall’orario di lavoro, l’altra per l’esecuzione materiale delle attività che ne conseguono.
    La precisazione resa dal Sig. Parodi trova conferma in quanto descritto nel CCNL e, confidavo, non necessitasse di ulteriori commenti. Ritengo però necessario, onde evitare fraintendimenti, fare qualche precisazione a quanto scritto dal Sig. Parodi, sempre sulla base di quanto disposto dal CCNL. In primis le prestazioni richieste al personale che percepisce l’indennità di reperibilità non presuppongano alcun “compenso prepattuito”. Le prestazione svolte a seguito della chiamata in reperibilità vengono retribuite, secondo quanto previsto dal CCNL, con un trattamento retributivo minimo di tre ore (fermo restando che solo le ore effettivamente lavorate concorrono alla formazione del monte ore di lavoro straordinario) e comunque vengono compensate con il trattamento equivalente a quello previsto per il lavoro straordinario e/o notturno e/o festivo a seconda di quando la prestazione lavorativa viene a realizzarsi. Pertanto non stiamo parlando di una indennità per ogni richiesta di intervento ma di una remunerazione per le ore lavorate fuori dall’orario di lavoro che va aggiunta all’indennità (questa sì che si chiama così) di disponibilità che viene riconosciuta a prescindere dal fatto che il lavoratore venga poi effettivamente chiamato ad eseguire prestazioni lavorative.
    In secondo luogo, le attività oggetto della prestazione lavorativa svolte nel turno di reperibilità sono il recupero salme, chiusura feretro, urgenze su richieste dei familiari e la vestizione e, come detto, non prevedono un compenso prepattuito in quanto, come sopra adeguatamente descritto, è prevista adeguata e specifica remunerazione da CCNL. Va precisato che questo vale sia per gli operai, autisti o impiegati che comunque avranno, relativamente a quanto sopra dettagliato, specifico compenso sia per la disponibilità che per l’esecuzione delle proprie prestazioni fuori dall’orario normale di lavoro (di cui all’Art.16 del CCNL).
    Cordialità.

  39. spett. Giovanni Parodi e Alessandro Bosi, la reperibiltà andrebbe pattuita dalle ore 20:00 alle ore 08:00, un impiegato non può stare a disposizione del datore di lavoro senza che guadagni niente, e precisamente non può aspettare che arrivi una chiamata per andare a fare una vestizione salma per guadagnare qualcosa.

  40. Spett/le Alessandro Bosi,il testo da lei riportato del CCNL relativo alla retribuzione della reperibilita’ era stato introdotto per compensare il personale operativo(necrofori)in attesa di una chiamata notturna;difatti non è sufficiente tale emolumento a retribuire questo tipo di servizio,si andava ad aggiungere al compenso pre pattuito per l’eventuale ritiro salma,vestizione,chiusura anticipata,ecc.ecc.Per gli impiegati commerciali reperibili nelle ore notturne,oltre al calcolo della reperibilità,si deve concordare un’indennità per ogni richiesta di intervento.Giovanni Parodi ex delegato UILTRASPORTI firmatario di diversi rinnovi del CCNL di categoria.

  41. Egr. Sig.Giuseppe, con la presente sono a risponderLe in base a quanto disposto dal CCNL per personale dipendente da imprese esercenti l’attività di pompe e trasporto funebre, sottoscritto a Roma il 21 febbraio 2006 tra FENIOF/Confcommercio e le rappresentanze sindacali di FILT-CIGL, FIT-CISL e UILTRASPORTI.
    L’indennità di reperibilità è normata dall’Art.47 del suddetto CCNL il quale cita:

    1. In relazione alle esigenze di servizio, l’azienda può richiedere al lavora-tore di essere reperibile (senza vincolo di rimanere nella propria abita-zione ma con l’obbligo, in tal caso, di fornire all’impresa le notizie atte a rintracciarlo) al fine di svolgere eventuali immediate prestazioni oltre il normale orario di lavoro. L’obbligo della reperibilità deve sempre risulta-re da precedente disposizione scritta e l’azienda, nel richiederla, seguirà di norma il criterio della rotazione tra il personale interessato.
    2. La reperibilità può essere richiesta per turni giornalieri o plurigiornalieri. Ai lavoratori ai quali viene richiesta la reperibilità compete un compenso pari:
    o al 10% del minimo tabellare più contingenza, per ogni turno di reperibilità richiesto dal lunedì al venerdì di norma (per un massi-mo di 6 giorni consecutivi feriali – 5 se viene applicata in azienda la settimana corta);
    o al 14% del minimo tabellare più contingenza, per ogni turno di reperibilità richiesto nei giorni considerati festivi di norma (per un massimo di 1 turno – 2 se viene applicata in azienda la settimana corta).
    3. sono a carico delle aziende le spese per l’eventuale installazione e co-munque per l’uso di telefoni e/o apparecchiature atte a reperire i dipen-denti per le esigenze del servizio.
    4. Le prestazioni effettuate nel periodo di reperibilità vanno compensate con il trattamento equivalente a quello previsto per il lavoro straordina-rio e/o notturno e/o festivo, a seconda delle ipotesi nelle quali si ricade, e comunque non inferiore a tre ore. Fermo restando il trattamento re-tributivo minimo equivalente a tre ore, le sole ore effettivamente lavorate concorrono alla formazione del monte ore di lavoro straordinario.
    5. Nelle prestazioni superiori alle 3 ore, le frazioni di ore verranno somma-te nell’arco del mese in corso ed i residui nel mese successivo.
    6. Per prestazioni svolte nell’ambito del turno di reperibilità si intendono gli interventi riferiti a:
    — recupero salme (infortunistica);
    — chiusura feretro;
    — urgenze su richiesta dei familiari;
    — vestizione.
    7. L’arco temporale di reperibilità ha inizio dalla cessazione del turno e termina all’inizio del turno successivo. Per turno si intende quello nor-malmente praticato dall’azienda.
    8. A livello aziendale, per particolari esigenze, le parti potranno individuare forme di reperibilità diverse, nel rispetto della disponibilità espressa in-dividualmente dal lavoratore.

    – Nota a verbale –
    Esempio di calcolo per reperibilità:
    (minimo tabellare + contingenza)
    ___________________________
    173 x 10% x ore di reperibilità

    Fatto salvo quanto sopra, resta valido quanto disposto dal comma 4 in merito al fatto che le prestazioni effettuate nel periodo di reperibilità vanno compensate con il trattamento equivalente a quello previsto per il lavoro straordinario e/o notturno e/o festivo, a seconda delle ipotesi nelle quali ricade (e comunque non inferiore alle tre ore).
    Ritengo utile per rispondere compiutamente al Suo quesito, riportarLe anche quanto disposto dall’Art.18 del CCNL che riporta le percentuali che vanno aggiunte alla quota oraria di retribuzione globale ordinaria in relazione alla tipologia di straordinario (normale, notturno e festivo). Preciso altresì che tali percentuali vanno calcolate esclusivamente sulla retribuzione tabellare e contingenza.
    Art.18 Lavoro straordinario, notturno e festivo
    Qualora particolari esigenze di servizio lo richiedano, il dipendente è tenuto a prestare, nei limiti consentiti dalla legge, l’opera sua anche oltre l’orario nor-male contrattuale stabilito, sia di giorno che di notte. Il dipendente è tenuto a prestare servizio nei giorni festivi sempre che il lavoro festivo sia consentito dalle disposizioni vigenti in materia.
    E’ considerato lavoro straordinario e dà luogo ad un compenso quello disposto dall’azienda ed eseguito oltre la durata dell’orario normale contrattuale di la-voro di cui all’art. 16 (Orario di lavoro).
    Il lavoro straordinario e quello compiuto nei giorni festivi o in ore notturne de-ve esser compensato con la quota oraria di retribuzione globale maggiorata delle seguenti percentuali da calcolarsi esclusivamente sulla retribuzione tabellare e la contingenza:

    · lavoro straordinario diurno feriale 30%
    · lavoro straordinario notturno 50%
    · lavoro straordinario festivo 65%
    · lavoro straordinario notturno festivo 75%
    · lavoro compiuto nei giorni considerati festivi 50%
    · lavoro notturno 25%
    Le suddette percentuali di maggiorazione non sono cumulabili, nel senso che la maggiore assorbe la minore.
    Si intende per lavoro notturno quello compreso fra le ore 22 e le ore 6 del mattino.
    Le ore straordinarie non possono superare le 230 ore annue pro-capite.
    Il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario è inoltre ammesso in relazione a:
    a) casi di eccezionali esigenze tecnico-produttive e di impossibilità di fron-teggiarle attraverso l’assunzione di altri lavoratori;
    b) casi di forza maggiore o casi in cui la mancata esecuzione di prestazioni di lavoro straordinario possa dare luogo a un pericolo grave e immedia-to ovvero a un danno alle persone o alla produzione;
    c) eventi particolari, come mostre, fiere e manifestazioni collegate alla at-tività produttiva, nonchè allestimento di prototipi, modelli o simili, predi-sposti per le stesse, preventivamente comunicati agli uffici competenti ai sensi dell’art. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito dall’art. 2, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e in tempo utile alle Rappresentanze sindacali aziendali;
    d) esigenze tecniche organizzative produttive o sostitutive previste dalla contrattazione collettiva integrativa.
    Ove la retribuzione sia composta in tutto o in parte di elementi variabili, si prenderà per base la parte fissa, col minimo in ogni caso dello stipendio mi-nimo della categoria.

    In ultima analisi, sottolineo come la risposta alla Sua domanda non possa essere immediata in quanto va in primis valutato il Suo livello di inquadramento lavorativo ed in secondo luogo come viene disposta l’attività lavorativa dall’azienda (es. settimana corta).
    Confidando di esserLe stato utile, Le porgo i miei saluti.
    Alessandro Bosi
    Segretario Nazionale FENIOF
    Federazione Nazionale Imprese Onoranze Funebri

  42. La invidio profondamente perchè Lei svolge il lavoro che sogno.

    Al di là delle mie personalissime frivolezze occorre sapere con quale contratto di lavoro Lei sia stato inquadrato nell’impresa presso cui presta servizio.

    Ormai, nel panorama funerario italiano si sovrappongono diversi contratti e districarsi nella jungla di tutte queste norme non è facile.

    Mi raccomando, ci contatti!

    Saluti da Carlo, giornalista-necroforo.

  43. salve, sono un impiegato presso una ditta di onoranze funebri, gradirei sapere qualora ci fosse, con quale voce va pagata la reperibilità notturna, e precisamente dalle ore 20.00 alle ore 08.00, e a quale costo.
    sicuro di una vs risposta, ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti.

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