Nuovi sviluppi del caso della sepoltura di un boss della Magliana in una basilica di Roma. Il Ministro dell'interno ammette che la procedura fu non conforme alla legge

Ci fu il via libera della Santa Sede alla sepoltura del boss della banda della Magliana, Enrico De Pedis, nella basilica di Sant’Apollinare a Roma e non quella del Ministero della sanità di concerto con la salute.
A sottolinearlo, in una lettera indirizzata a Walter Veltroni, e’ il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri. A rilasciare il “nulla osta della Santa Sede” alla sepoltura di Renatino De Pedis nella basilica nel centro di Roma fu, il 10 marzo 1990, il Cardinale Ugo Poletti, all’epoca presidente della Cei. Tra i documenti, citati dal ministro nella lettera a Veltroni, c’e’ anche quello che attesta che la famiglia del boss della Magliana ottenne “in data 24 aprile 1990 dalla autorita’ comunale l’autorizzazione al trasporto della salma del congiunto ‘da Roma a Citta’ del Vaticano'”. E questa è la novità di maggiore interesse: venne dichiarato il trasporto verso la Città del Vaticano, mentre la salma venne invece trasferita in un una basilica di Roma. Si tratta di accertare se venne dichiarato il falso volutamente o per errore.

I familiari di De Pedis, attraverso il loro legale, Lorenzo Radogna, hanno fatto sapere che non si opporrebbero a “un eventuale spostamento della tomba del loro congiunto, deciso dall’autorita’ giudiziaria o amministrativa” .

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