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A Bologna la Curia prende posizione contro la dispersione delle ceneri — 2 commenti

  1. Lo Jus Sepulcri in spazi consacrati (si pensi alle tombe recavate nei pavimenti delle chiese o nelle navate delle pievi cimiteriali) risale addirittura alle sepolture “ad sanctos”, ossia ai sepolcri costruiti in prossimità di teche, reliquiari ed altari dove riposavano le spoglie di Martiri e Santi, in quanto anche la solo loro vicinanza fisica avrebbe impetrato grazie presso L’Onnipotente e garantito ipso facto la vita eterna in paradiso.

    Questa tradizione risale alle catacombe dei primi cristiani, poi, com’è ovvio, anche l’imprenditoria funebre dell’epoca (i cosiddetti “Vespillones”) foutarono l’affare ed iniziarono a porre tariffe e canoni per la concessione di nicchie ed avelli, nei luoghi più appetibili (ossia in quelli dove fosse stato sepolto qualche Santo).

    La dispersione per la cultura italiana e cattolica in particolare è istituto di troppo recente acquisizione per poter esser correttamente metabolizzata e capita.

  2. Se pero’ il campo destinato per la dispersione delle ceneri fosse della curia allora non sarebbe una americanata.
    MAgari dietro il pagamento di un obolo…

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