Dottrina della Fede, l’8 aprile un documento sulla dignità umana. Tra i temi trattati, l’aborto, le cure palliative, l’eutanasia

Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha diffuso pochi giorni fa il documento “Dignitas infinita”, il quale ha richiesto cinque anni di lavoro e include il magistero papale dell’ultimo decennio: dalla guerra alla povertà, dalla violenza sui migranti a quella sulle donne, dall’aborto alla maternità surrogata all’eutanasia, dalla teoria del gender alla violenza digitale.
Nelle prime tre parti della dichiarazione sono richiamati i principi fondamentali. «La Chiesa, alla luce della Rivelazione, ribadisce e conferma in modo assoluto» la «dignità ontologica della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio e redenta in Cristo Gesù».
Netta è la condanna dell’aborto (paragrafo 47): «fra tutti i delitti che l’uomo può compiere contro la vita, l’aborto procurato presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente grave e deprecabile» e si ricorda che la «difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano».
Tra gli argomenti trattati anche quello dell’importanza delle cure palliative (paragrafo 52) e dell’evitare «ogni accanimento terapeutico o intervento sproporzionato», ribadendo che «la vita è un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata».
Infine si segnala, tra l’altro, «il fermo rifiuto della pena di morte mostra fino a che punto è possibile riconoscere l’inalienabile dignità di ogni essere umano e ammettere che abbia un suo posto in questo mondo. Poiché, se non lo nego al peggiore dei criminali, non lo negherò a nessuno, darò a tutti la possibilità di condividere con me questo pianeta malgrado ciò che possa separarci» (paragrafo 34).

Di seguito si rinvia al link del testo integrale del documento in italiano e inglese

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