Crematori

I crematori sono impianti dove si cremano cadaveri, ossa umane, parti anatomiche riconoscibili, resti mortali esiti di fenomeni cadaverici trasformativi conservativi.

Un crematorio è generalmente costituito da:

  1. spazio attrezzato per il rito , detta anche spazio o sala del commiato
  2. deposito mortuario (analogo per struttura e funzione alla camera mortuaria del cimitero), dove collocare le spoglie mortali in attesa della cremazione
  3. forno e sistema filtrante
  4. altre aree di servizio

Le caratteristiche tecnico funzionali che deve possedere un crematorio sono indicate nel file in PDF, che si trova cliccando qui.

Un interessante studio comparativo, anche se datato, sulle emissioni in atmosfera di crematori venne presentato a Sefit10 del 2002 dal Dr. Fabrizio Giust (GEM srl). Il testo dell’intervento è reperibile in PDF, cliccando quì.

Un tema ignoto al grande pubblico, che fa discutere molti ambientalisti sulla opportunità o meno di normare la verniciatura della bare (se non di proibirla, come pensano i più radicali tra questi) è quello degli effetti delle vernici. La pregevole analisi venne presentata nel corso dello stesso Sefit10 2002 dall’Ing. Giorgio Stragliotto (Stragliotto Spa). Il testo dell’intervento è reperibile in PDF, cliccando qui.

E nelle prossime righe potrete trovare i riferimenti ad alcuni articoli che trattano la materia:

Localizzazione e gestione di un crematorio in cimitero particolare ex Art. 104 comma 4 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285?


Crematorio o inceneritore per… spazzatura?


Crematori... fonderie di metalli mortuari?


Sala del commiato: rischio oppure opportunita'?


4 thoughts on “Crematori

  1. Marina

    Il mio è un caso doloroso dovuto al comportamento di un fratello. Un mio nipote è morto tanti anni fa e venne tumulato in terra comune con sepoltura credo trentennale da rinnovarsi. Nel testamento lasciava i suoi averi ad un nipote, figlio di questo mio fratello. Per anni ho provveduto regolarmente a pulizia e addobbo floreale della sepoltura poiché non vedevo cura soddisfacente e così regolarmente la curavo pur abitando lontano dal paese del sepolcro. I genitori di mio nipote intanto impugnarono il testamento del figlio e chiesero ed ottennero la quota legittima.Ora che entrambi i genitori di mio nipote sono morti, entrambi i nonni di parte materna del nipote sono morti( miei genitori ) e non ci sono parenti per parte paterna di mio nipote defunto al di fuori del fratello di lui, noto con estremo dolore che la tomba è poco curata e vengono regolarmente levati fiori se ve li poso (mai e’ successo in tanti anni prima, il mio contributo faceva comodo fra tanti litigi familiari da cui io ero per fortuna esclusa) e la lastra tombale è stata in parte rovinata da graffiature di macchinari(?) che hanno tolto il cognome paterno a mio nipote.A questo punto, vorrei sapere se il fratello vivo di mio nipote ha una qualche potestà sulla tomba di suo fratello, in qualita’ di erede del padre e della madre defunti che avevano ottenuto appunto la legittima, ma che non so se abbiano partecipato alle spese del manufatto tombale del figlio morto e che li aveva esclusi dal lascito. So che mio nipote vivente non vuole avere a che fare con questo zio (mio fratello in questione) e so che non si reca nemmeno sulla tomba del fratello. Io vorrei poter posare almeno i fiori su quella tomba sulla quale nemmeno è accesa la lucina da quando son morti i nonni materni. Vorrei sapere se il fatto di aver provveduto ( ma non so se in tutto o in parte, nessuno volle dirmelo)al manufatto tombale consente a mio fratello lo sfregio del cognome di mio nipote, gli consente di eliminare imperterrito i miei addobbi, che pur andavano benissimo fino alla morte dei miei genitori, unici nonni vivi del nipote. Se l’ altro mio nipote, fratello unico del nipote defunto potesse vantare un qualche diritto come diretto parente di mio nipote defunto, vorrei chiedere a lui un consenso per riaccendere almeno il lumino tombale, per lasciarvi i fiori dovuti e curare al meglio la sepoltura.Con mio fratello non intendo parlare né trattare ovviamente, non riesco più a tollerare la sua prepotenza, l’ uso distorto che ha fatto del manufatto togliendo al nipote defunto persino il cognome della sua famiglia che era inscritto sulla lastra da molti anni. Tutti mi sconsigliano di rivolgermi ad un legale penalista per una soluzione possibilmente definitiva di quelli mi sembrano soprusi morali sui vivi e pure profanatori di sepoltura, ma e’ anche vero che la situazione è meritoria di un intervento incisivo : mio fratello si è infatti dimostrato prepotente anche con me.Mi sono dovuta rivolgere a suo tempo ad un legale perche’ mi veniva indebitamento richiesto di pagare la badante dei miei e/o di fare la badante per loro, nonostante la mia condizione di salute mi impedisse un’ occupazione del generre e lavorassi a tempo pieno. L’ avvocato seppe per fortuna impedire che io a quel punto tracollassi per queste infamita’ dandomi piu’ assistenza psicologica che legale, perché di illegale c’ erano solo le assurde pretese di mio fratello, volte, disse l’ avvocato senza mezzi termini, a conservare piu’ che poteva il capitale genitoriale che sicuramente sapeva intestato per la maggiore a lui, come puntualmente verificatosi. Mi disse di evitarlo, cancellarlo e rassegnarmi.Negli ultimi tre anni i patimenti( mi era morto anni fa anche un figlio dopo lunga malattia) mi sono ammalata in modo grave e a lungo.
    Quello che ho visto ultimamente sulla tomba di mio nipote, non mi da’ pace e a nulla servono le parole dell’ avvocato , dello psicologo, dei sacerdoti che dicono di lasciare perdere perche’ certi vissuti rovinano la salute e la vita e non e’ giusto che la mia vita e quella dei miei venga funestata ancora e per di piu’ da una persona che ha dimostrato chiaramente quello che è. Tuttavia io non ho la pace che avevo quando potevo prendermi cura discreta anche del sepolcro di mio nipote.
    Ho trovato il vostro sito e vedo che date risposte a quesiti complessi e difficili. So che il mio quesito va ben oltre i regolamenti cimiteriali e le leggi sulla sepoltura,ma spero con tutto il cuore che possiate in qualche modo trovare un bandolo semplice, il classico filo di Arianna che magari sfugge ad avvocati impegnati in cose ben piu’ tremende, perché io possa restituire una sepoltura piu’ consona a un nipote e trovar cosi’ conforto senza dovermi riammalare, rischiando ormai il peggio.

    1. Carlo

      X Marina,

      omissis sulle faccende personali ed i rapporti famigliari poco idilliaci, non sono autorizzato a trattarli, anche se mi è consentito formularLe i più sinceri auspici per una pronta e rapida guarigione.

      Sul diritto di sepolcro (materia ostica anche agli avvocati, perché spesso snobbata ed affidata, con disdegnoso gusto, a noi vili beccamorti senza più santi nè eroi) avrei qualche appunto, invece, proprio corroborato da dottrina e giurisprudenza, in questo frangente, finalmente univoche ed omogenee.

      Bisogna, anche in sede giurisdizionale, civile, per la precisione, avvalersi dei cosiddetto diritto secondario di sepolcro, esso non è scritto nè codificato in nessuna legge, poichè costituisce un cosiddetto principio pretorio, ossia un diritto portato e frutto di una comune elaborazione dei Tribunali Italiani, spesso chiamati a dirimere controversie sui sepolcri ed il loro uso, laddove sovente è alto il tasso di litigiosità tra parenti.

      Da ultimo, allora, si deve ricordare che l’esigenza di assicurare il rispetto della memoria e della personalità del defunto induce ad assegnare rilevanza giuridica al comune desiderio delle persone a lui vicine di accedere alle tombe (sepolcri, cappelle, tumuli, loculi…), per esprimere la propria spiritualità e rendere omaggio alle spoglie dei propri congiunti.

      Tale facoltà può essere esercitata in due modi.

      Innanzitutto con la pretesa di far valere l’”iter ad sepulchrum”, cioè l’effettiva possibilità di recarsi sul luogo in cui siano inumate o tumulate le spoglie di un proprio congiunto, allo scopo di compiere atti di culto e di pietà verso la salma.

      In secondo luogo, con il potere di opporsi concretamente agli atti che possono arrecare pregiudizio al rispetto dovuto alla salma medesima, esso viene identificato in capo all’individuo (diritto personalissimo di godimento) in quanto portatore di un interesse morale e spirituale alla destinazione e conservazione delle spoglie.

  2. Mauro

    L’impianto di cremazione deve necessariamente insistere su suolo cimiteriale, ossia entro il perimetro del camposanto ai sensi del combinato disposto tra l’Art. 78 comma 1 DPR n.285/1990 e l’Art. 343 comma 1 REgio DEcreto n.1265/1934 così come novellato dalla Legge 30 marzo 2001 n. 130. La stessa gestione del crematorio è pubblica ed è esercitata nelle forme di cui al Decreto Legislativo n. 267/2000. Si rammenta che ai termini dell’Art. 824 comma 2 Codice Civile il cimitero è demanio comunale.

  3. ida

    ho un terreno a campoli appennino (FR) sarei interessata a conoscere i documenti necessari per l’ apertura di un forno crematorio.

    grazie
    ida

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