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[Fun.News 3240] Emendamento alla legge di bilancio 2018 per introdurre aumento detrazioni fiscali

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I senatori Vaccari, Maturani e Santini (PD) hanno presentato un emendamento al DDL AS2960 di bilancio 2018 per aumentare la detrazione delel spese in occasione di un funerale.
Il testo dell’emendamento è il seguente e al momento in cui si scrive non è noto se avrà possibilità di accoglimento, visto che è necessaria una copertura finanziaria:
Attualmente l’emendamento è all’esame della Commissione V (bilancio) del Senato.
Emendamento relativo al DDL n. 2960
79.0.21 VACCARI, MATURANI, SANTINI
Dopo l’articolo, inserire il seguente:
«Art. 79-bis. (Misure fiscali per le spese funebri e cimiteriali)
1. Per l’anno 2018, dall’imposta lorda si detrae un importo pari al 19 per cento dei seguenti oneri sostenuti dal contribuente, se non deducibili nella determinazione dei singoli redditi che concorrono a formare il reddito complessivo:
a) le spese funebri, per le opere lapidee cimiteriali e per la relativa accessoristica funebre sostenute in dipendenza della morte di persone, fino a un totale di 3.500 euro;
b) i premi, rateali o in unica soluzione, corrisposti ad una società di assicurazioni per la previdenza funebre, fino all’importo massimo di 3.500 euro nell’esercizio in cui sono corrisposti. La detrazione di cui alla presente lettera non è cumulabile con quella di cui alla lettera a);
c) i premi, rateali o in unica soluzione, corrisposti a una società di assicurazioni per la previdenza cimiteriale, fino all’importo massimo di 3.500 euro nell’esercizio in cui sono corrisposti».
Conseguentemente, all’articolo 92, sostituire le parole: «di 330 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019» con le seguenti: «di 237,2 milioni di euro per l’anno 2019 e di 277 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020».

[Fun.News 3239] Alcune prese di posizione della Chiesa contrarie alla presenza dei sacerdoti nelle case funerarie

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Riportiamo in questi giorni una notizia che era passata inosservata nelle ultime settimane e cioé la presa di posizione della Diocesi di Carpi sulla impossibilità di celebrazione di funerali in luoghi diversi dalle chiese, dalla casa del defunto, dal cimitero e, eccezionalmente, dalla sala del commiato in crematorio.
La Diocesi di Carpi  ha chiarito tale posizione con una lettera del 22/9/2017 indirizzata ai locali impresari di pompe funebri.
Nella nota si legge:  “La fede ha bisogno di esprimersi in gesti concreti”.
Le norme della Chiesa “mai vanno eluse a proposito di luoghi e forme del commiato cristiano”.
“Per qualsiasi fedele defunto le esequie devono essere celebrate di norma nella chiesa della propria parrocchia, o in altra indicata in vita dal defunto, o dai suoi parenti più stretti, col consenso di entrambi i parroci coinvolti."
La lettera fa riferimento al nuovo rito delle esequie del 2012. Unica deroga ammessa è quella al luogo della cremazione in quei casi in cui il feretro vi giunga direttamente senza poter passare per la chiesa.
Viene poi ricordata l’usanza delle preghiere presso la camera ardente, consentite se “in giorno diverso da quello del funerale”, per non generare “false idee sul significato del commiato cristiano”.
La mossa della Diocesi di Carpi è da leggersi come un siluro all’attività delle case funerarie e, guarda caso, a Modena (ma anche a Mirandola) ce n’è proprio una delle più importanti d’Italia di proprietà del Presidente di EFI, ovvero dell’Associazione nazionale dei gestori delle case funerarie.
E con la usuale foga ha reagito Gianni Gibellini, che ha promesso battaglia e di arrivare fino a Roma per far sentire forte la voce dei gestori delle case funerarie:
«Il Papa deve sapere di questa lettera, che reputo incomprensibile e che ci vieta di fare il nostro lavoro rispondendo alle esigenze dei famigliari dei defunti, che meritano di dare l’ultimo saluto ai loro cari con dignità.
Se si rivolgono a noi sarebbe giusto poter operare senza divieti e soddisfare i loro bisogni.
Il Papa deve sapere del divieto e intervenire perché la Chiesa, così facendo, non solo si dimostra anacronistica, ma allontana da sé la gente, non rispettandone la volontà. Ecco perché, se necessario, scriverò al Pontefice»

[Fun.News 3238] 2018: se non cambia la legge finanziaria i Comuni avranno ulteriori difficoltà nella spesa corrente

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I Comuni "si attendono ulteriori interventi sulla manovra": così il sindaco di Ascoli Piceno e delegato Anci alla Finanza locale, Guido Castelli, al termine della Commissione Finanza locale dell’Anci riunitasi mercoledì pomeriggio della scorsa settimana presso la sede dell’ANCI, nel corso della quale sono stati presi in esame il pacchetto di emendamenti che l’Anci ha proposto all’attenzione del Parlamento e del governo: dall’adeguamento dei contratti del pubblico impiego al Fondo sui crediti di dubbia esigibilità, dalla perequazione alla riorganizzazione della fiscalità comunale.
"Grazie all’apporto di tanti sindaci nella Commissione Finanza locale abbiamo preso in esame le non poche difficoltà che si presentano all’orizzonte di un 2018 che può rappresentare per i Comuni d’Italia un anno terribile", ha sottolineato Castelli, ricordando: "Un miliardo in meno complessivamente sarà presente nei nostri bilanci a meno che il lavoro, anche dell’Anci, non produca l’accoglimento di una serie di emendamenti alla manovra di cui abbiamo estremo bisogno.
Un emendamento che sostenga i Comuni che dovranno finanziare con almeno 600 milioni il rinnovo contrattuale, un altro che diminuisca la progressione del Fondo crediti dubbia esigibilità che rischia di sottrarre un’ulteriore e consistente somma ai nostri bilanci.

[Fun.News 3237] Le procedure informatizzate dell’INPS per raccogliere le comunicazioni di decesso

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Le anagrafi comunali devono inviare telematicamente, attraverso il canale messo a disposizione dal Ministero dell’Interno (SAIA), le comunicazioni di decesso entro 48 ore dal verificarsi dell’evento. In caso di malfunzionamento del suddetto canale, è obbligatorio inviare le comunicazioni all’INPS utilizzando il servizio dedicato reso disponibile dall’Istituto.
Dal 1° gennaio 2015, anche i medici necroscopi sono tenuti a trasmettere online, attraverso il servizio dedicato, il certificato di accertamento del decesso sia all’INPS che al Comune attenendosi agli stessi termini di invio.

E’ opportuno effettuare una breve disamina delle norme che hanno condotto, con qualche oscillazione circa il limite temporale entro il quale inviare i dati, a questa procedura automatizzata.
Didatti è con la legge 27 dicembre 2002, n. 289 che è stato introdotto l’obbligo, per le anagrafi comunali, di trasmissione online all’INPS delle comunicazioni di decesso.
Tale disposizione normativa ha consentito il superamento della consegna agli uffici dell’INPS del certificato di morte in forma cartacea da parte di privati cittadini. L’articolo 20, decreto legislativo 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ha stabilito che le comunicazioni devono essere inviate entro due giorni dal verificarsi dell’evento.
Ma successivamente la legge 28 gennaio 2009, n. 2 ha precisato che l’invio deve avvenire entro 24 ore dalla conclusione del procedimento amministrativo.
Infine, l’articolo 1, legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità per il 2015), ha sancito l’obbligo per i medici necroscopi di invio online all’INPS del certificato di accertamento del decesso entro 48 ore dall’evento, utilizzando le stesse modalità già in uso per la trasmissione delle certificazioni di malattia online.
Ricordiamo che l’INPS, a seguito di una segnalazione di decesso da parte dell’anagrafe comunale o del medico necroscopo, provvede, in via del tutto automatizzata, a individuare il soggetto nei propri database ed effettua le opportune variazioni (eliminazione o revoca della pensione, cessazione del familiare, variazione di stato civile, ecc.).

[Fun.News 3236] Se un cittadino casca in cimitero e si fa male passando in zone interdette non è colpa del gestore

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Il Comune non può essere ritenuto responsabile dei danni occorsi ad una cittadina, recatasi al cimitero per cambiare i fiori sulla tomba dei propri defunti ed inciampata su una tubatura dell’impianto di irrigazione presente nel terreno, se la cittadina non ha seguito i viali presenti.
La Corte di Appello di Lecce (sez. II, sentenza 12 ottobre 2017, n. 1051) ha respinto la domanda di risarcimento avanzata da una donna, che per recarsi alla propria cappella privata presente all’interno del cimitero comunale, anziché passare attraverso strade asfaltate, attraversava le aiuole, ossia zone non deputate al normale calpestio, così inciampando su dei tubi, oltretutto ben visibili, collocati per terra.
La responsabilità oggettiva prevista ai sensi dell’art. 2051 del Codice Civile, invocabile anche nei confronti della Pubblica Amministrazione per i danni arrecati dai beni dei quali essa ha la concreta disponibilità, è infatti da escludersi nelle ipotesi di caso fortuito.
Il comportamento colposo del soggetto danneggiato nell’uso del bene demaniale può valere ad escludere la suddetta responsabilità.

[Fun.News 3235] Cambiamenti in vista per la legge regionale lombarda in materia funebre e cimiteriale

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Se a Roma in Senato la relatrice al DDL di riforma del settore funerario, Sen.ce Maturani cerca di farne ripartire l’iter togliendo con un emendamento la parte più succosa del provvedimento, in regione Lombardia non si sta con le mani in mano e la III commissione consiliare del Pirellone convoca diverse Associazioni del settore funebre e cimiteriale in audizione in vista di modificare il capo III della LR Lombardia 30 dicembre 2009, n. 33.
E’ successo a Milano l’8 novembre 2017, dopo un periodo in cui  il fuoco covava sotto la cenere (direbbe un cremazionista …).
Ancora non diffuse le posizioni dei vari interlocutori, come al solito: ASNAF&AS, EFI, Federcofit, Feniof, Sefit, anche se non andiamo lontano nell’affermare che il nodo principale sarà sempre quello della natura dell’impresa funebre e dei requisiti per svolgerne l’attività.

[Fun.News 3234] Anticorruzione rinvia al 30/11/17 termine per chiedere iscrizione all’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori ad in house

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Il ritardo nella messa in esercizio da parte di ANAC dell’applicativo informatico dell’elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori di cui all’art. 192 del d.lgs. 50/2016, determina un rinvio di un mese dei termini prima stabiliti.
Lo ha segnalato il 25 ottobre 2017 il Consiglio dell’Autorità Anticorruzione, che ha approvato il rinvio al 30 novembre 2017 del termine (punto 9.2 delle Linee guida ANAC n. 7) per l’avvio della presentazione della domanda di iscrizione all’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie società “in house”, previsto dall’art. 192 del d.lgs. 50/2016.

[Fun.News 3233] Livorno: Amministrazione 5 stelle vuole rivedere assegnazione gestione crematorio alla locale Socrem

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E’ di una settimana fa, poco prima della Commemorazione dei Defunti, che scoppia il caso:
Il Comune di Livorno fa sapere che sta pensando di mandare in gara la gestione dello storico impianto di cremazione livornese, oggi fatta dalla Socrem di Livorno.
Pochi giorni fa i consiglieri comunali di maggioranza hanno infatti depositato una mozione per chiedere di revocare la concessione con Socrem e di mandare tutto a gara. Il sindaco Filippo Nogarin ha poi specificato:
«È mio dovere capire in che modo vengono spesi i soldi dei livornesi. In questo caso il servizio, oneroso per le tasche dei cittadini (servono 500 euro per cremare una salma) pur svolgendosi all’interno del cimitero comunale non ha ricadute positive sulle casse del Comune. Eppure il giro d’affari è tutt’altro che irrisorio».
Ed ha aggiunto, «c’è un ente morale che beneficia di una concessione senza scadenza e fa profitti con un servizio che dovrebbe esser pubblico e aperto al mercato».
Non si è fatta attendere la risposta del Presidente della Socrem di Livorno, Giampaolo Berti, che dice:
«L’operato di Socrem ha fino a oggi ricevuto dall’amministrazione comunale parole di soddisfazione per la massima trasparenza, per la serietà e per l’efficienza del servizio svolto verso la cittadinanza». «Socrem – precisa – offre il servizio di cremazione con forni di proprietà, acquistati negli ultimi dieci anni dopo che i due vecchi erano superati tecnologicamente».
E «il personale, undici unità, garantisce il servizio al top delle richieste con contratti e contributi sempre onorati alle scadenze».
E rincara la dose: «Mal si comprendono le perentorie e solenni affermazioni di quanti, nel tentativo di fornire plausibili motivazioni all’iniziativa, giudicano oggi “..la veste associativa dell’attuale soggetto convenzionato…inidonea allo svolgimento di un servizio di tal mole”.
L’idea mal si comprende, se non in una logica di profitto e di cassa.»
«Avremmo preferito, alla genericità di queste perentorie affermazioni, a proclami e ad accuse più o meno velate di business, un’amministrazione cittadina chiara e diretta nell’indicarci, eventualmente nelle sedi opportune, le questioni ritenute da approfondire nel comune interesse».

[Fun.News 3232] Adriatic cemetery days a Pola il 20 e 21 novembre 2017

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Il 20 e 21 novembre 2017 si terrà a Pola in Croazia (Hotel Park Plaza Histria, Pula , Croazia) una conferenza organizzata un convegno su Come rinnovare e migliorare i cimiteri nell’Europa sudorientale.
Il tema principale del convegno verterà sulla necessità di un restauro intensivo e una maggiore valorizzazione culturale dei cimiteri.
Due giorni di incontri e scambi tra profesisonisti del settore, in particolare dell’area balcanica.
Si discuterà di temi storici, culturali e antropologici, nonché l’applicazione delle soluzioni di pianificazione e architettura cimiteraile, gestione dei cimiteri.
I cimiteri sono un serbatoio unico di informazioni storiche e un prezioso patrimonio culturale.
Chi fosse interessato a partecipare può contattare:
T. +385 1 6329 111
E. info@komunal.hr
Web site www.komunal.hr

[Fun.News 3231] Corte dei Conti TAA su a chi competa pagare le spese funerarie per defunto indigente in casa di cura

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Su a chi competa pagare le spese funerarie se un defunto è in una casa di cura in Comune diverso da quello di ultima residenza prima del ricovero, è stato proposto quesito dal Comune di Mori, in trentino, alla sezione territorialmente competente delal Corte dei Conti.
Il quesito è il seguente:
Sulla base di dette ultime disposizioni, il Comune sostiene che gli oneri delle spese funerarie nel caso di decesso di persona indigente, o appartenente a famiglia bisognosa o per la quale vi sia disinteresse da parte dei familiari spetterebbero al Comune di residenza in vita o a quello di residenza prima dell’entrata in strutture residenziali, in quanto gli adempimenti relativi alla sepoltura rappresentano, a parere del Comune, la naturale conclusione di un percorso di assistenza posto in carico allo stesso dalla L. n. 328/2000”.
Si rammenta che l’art. 6, comma 4, della Legge n. 328/2000 dispone quanto segue:
Per i soggetti per i quali si renda necessario il ricovero stabile presso strutture residenziali, il Comune nel quale essi hanno residenza prima del ricovero, previamente informato, assume gli obblighi connessi all’eventuale integrazione economica”.
Rileva la Sezione audita della Corte dei Conti che tale disposizione, interpretata in modo letterale e sistematico, riguarda, evidentemente, le sole spese inerenti al ricovero nelle strutture assistenziali (per l’eventuale integrazione economica), configurandosi quindi come un’eccezione alla generale regola per cui il Comune di residenza si occupa di tutte le funzioni di assistenza alla persona nei confronti dei propri cittadini (cfr. art. 13, c. 1, del Tuel – Testo unico enti locali).
La Corte dei Conti del TAA, con decisione n.6/2016 del16/3/2016, ha individuato la seguente linea di comportamento:
Per quanto attiene (…) alle spese funerarie l’art. 1, c. 7-bis, della Legge n. 26/2001, interpretando in modo autentico il comma 4 dell’articolo 12 del Legge n. 440/1987, dispone che “la gratuità del servizio di cremazione dei cadaveri umani di cui al capo XVI del regolamento di polizia mortuaria, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285, nonché del servizio di inumazione in campo comune, è limitata alle operazioni di cremazione, inumazione ed esumazione ordinaria nel caso di salma di persona indigente, o appartenente a famiglia bisognosa o per la quale vi sia disinteresse da parte dei familiari. I predetti servizi sono a pagamento negli altri casi.”.
Inoltre, in base a quanto prescritto dall’art. 5, c. 1, della Legge n. 130/2001
Nei casi di indigenza accertata del defunto, gli oneri e le spese derivanti dalla cremazione e dagli adempimenti cimiteriali ad essa connessi possono essere sostenuti, nei limiti delle ordinarie disponibilità di bilancio, dal comune di ultima residenza del defunto, indipendentemente dal luogo nel quale avviene la cremazione…”.
I servizi funerari elencati dalle citate disposizioni rivestono, quindi, carattere di gratuità esclusivamente nei casi tipizzati dalla citata normativa (decesso di persona indigente o appartenente a famiglia bisognosa o per la quale vi sia disinteresse da parte dei familiari).
Pertanto, qualora venga accertata la ricorrenza di tali presupposti, gli oneri di cui trattasi graveranno necessariamente sul bilancio del Comune di residenza al momento del decesso, che può individuarsi nel Comune dove è ubicata la casa di cura, qualora il deceduto abbia ivi trasferito la propria iscrizione anagrafica, trattandosi in tale ipotesi del “Comune di ultima residenza”, ovvero del “Comune di residenza in vita”.

[Fun.News 3230] Indicatori di mortalità della popolazione residente in Italia

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L’ISTAT ha diffuso qualche giorno or sono i dati concernenti gli indicatori di mortalità 2016, in particolare quelli concernenti la speranza di vita. Di seguito si riporta il relativo comunicato di sintesi:

Nel 2016 sono stati registrati oltre 615 mila decessi tra i cittadini residenti, 32 mila in meno del 2015 (-5%).
In rapporto al numero di residenti, nel 2016 sono deceduti 10,1 individui ogni mille abitanti, contro i 10,7 del 2015.
La riduzione nel numero di morti risulta territorialmente omogenea, pur risultando più ampia nel Nord-ovest (-5,6%) e nel Sud (-5,7%).
Il 2016 è stato l’anno più favorevole tra gli ultimi quattro sotto il profilo della sopravvivenza. Il tasso standardizzato di mortalità è pari all’8,2 per mille, inferiore anche a quello riscontrato nel favorevole 2014 (8,4 per mille). Il picco di mortalità del 2015, anno in cui si rileva un tasso standardizzato dell’8,8 per mille risulta riassorbito.
Nel 2016 tassi (standardizzati) di mortalità più alti si riscontrano nel Mezzogiorno (8,8 per mille). Particolare peso specifico in tale contesto è quello assunto dalla Campania (9,6 per mille) e dalla Sicilia (9 per mille).
Per il totale dei residenti la speranza di vita alla nascita si attesta a 82,8 anni (+0,4 sul 2015, +0,2 sul 2014) e nei confronti del 2013 risulta essersi allungata di oltre sette mesi.
La speranza di vita alla nascita risulta come di consueto più elevata per le donne – 85 anni – ma il vantaggio nei confronti degli uomini – 80,6 anni – si limita a 4,5 anni di vita in più.
La speranza di vita aumenta in ogni classe di età. A 65 anni arriva a 20,7 anni per il totale dei residenti, allungandosi di cinque mesi rispetto a quella registrata nel 2013. A tale età la prospettiva di vita ulteriore presenta una differenza meno marcata tra uomini e donne (rispettivamente 19,1 e 22,3 anni) che alla nascita.
Rispetto a 40 anni fa la probabilità di morire nel primo anno di vita si è abbattuta di oltre sette volte, mentre quella di morire a 65 anni di età si è più che dimezzata.
Un neonato del 1976 aveva una probabilità del 90% di essere ancora in vita all’età di 50 anni, se maschio, e a quella di 59 anni, se femmina. Quaranta anni più tardi, un neonato del 2016 può confidare di sopravvivere con un 90% di possibilità fino all’età di 64 anni, se maschio, e fino a quella di 70, se femmina.
L’aumento della speranza di vita nel 2016 rispetto al 2015 si deve principalmente alla positiva congiuntura della mortalità alle età successive ai 60 anni. Il solo abbassamento dei rischi di morte tra gli 80 e gli 89 anni di vita spiega il 37% del guadagno di sopravvivenza maschile e il 44% di quello femminile.
Nel 2016 si registra una leggera riduzione delle diseguaglianze territoriali di sopravvivenza, che tuttavia permangono significative. I valori massimi di speranza di vita si hanno nel Nord-est, dove gli uomini possono contare su 81 anni di vita media e le donne su 85,6. Quelli minimi, invece, si ritrovano nel Mezzogiorno con 79,9 anni per gli uomini e 84,3 per le donne.
Sono 2,7 gli anni che separano le residenti in Trentino-Alto Adige, le più longeve nel 2016 con 86,1 anni di vita media, dalle residenti in Campania che con 83,4 anni risultano in fondo alla graduatoria. Tra gli uomini il campo di variazione è più contenuto, e pari a 2,3 anni, ossia alla differenza che intercorre, come tra le donne, tra la vita media dei residenti in Trentino-Alto Adige (81,2) e i residenti in Campania (78,9).

Chi fosse interessato al rapporto integrale può leggerlo cliccando Rapporto Istat su morti 2016 in Italia

[Fun.News 3229] SEFIT: la “città dei morti” ha bisogno di una svolta culturale di pari intensità a quella in atto nelle “città dei vivi”

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Il messaggio che quest’anno SEFIT Utilitalia intende veicolare in occasione della Commemorazione dei Defunti è quello per cui la “città dei morti” ha bisogno di una svolta culturale di pari intensità a quella in atto nelle “città dei vivi”. La riflessione comincia in questi giorni, dove tradizionalmente questi temi vengono posti all’attenzione del grande pubblico e degli studiosi, per poi giungere a sintesi nel corso di un seminario nazionale su Architettura ed Urbanistica cimiteriale che si terrà presso il MAXXI (Via Guido Reni, 4/A, Roma), nel pomeriggio del 14 dicembre 2017.
Ne ha anticipato alcuni contenuti il responsabile SEFIT, dr. Pietro Barrera:
Nel tempo l’architettura e la “urbanistica cimiteriale” hanno accompagnato e seguito l’evoluzione delle comunità, dal punto di vista socio-economico, culturale, religioso, politico, antropologico, persino tecnico-scientifico.
Ci sono momenti storici in cui questi percorsi evolutivi hanno brusche accelerate.
Fu così più di duecento anni fa, quando l’editto di Saint Cloud sospinse i cimiteri ai margini dei centri urbani, ma al tempo stesso cercò di farne uno “spazio civico condiviso” per tutti gli strati sociali, ed è stato così alla metà del secolo scorso, quanto gli accelerati e tumultuosi processi di inurbamento imposero i moduli costruttivi dell’edilizia intensiva per le “dimore dei morti” come per le case dei vivi, mentre per altri versi i cimiteri storici ottocenteschi tornavano ad essere inglobati nel tessuto urbano. Oggi è dinanzi a noi – anzi, è già in atto – una svolta di pari forza.
Vi concorrono molti elementi:
– la pratica della cremazione, sempre più diffusa e ormai maggioritaria in larghe parti del paese, che minimizza evidentemente le esigenze di spazio e finisce per azzerare le preoccupazioni igienico-sanitarie che ispirarono la legislazione cimiteriale europea per due secoli;
– la complessità culturale della società contemporanea, con culture “altre” che entrano a pieno titolo nella convivenza urbana, un pluralismo religioso inedito per dimensione e qualità, sensibilità e convinzioni diverse che reclamano pari dignità nello spazio cimiteriale;
– la ricerca, propria della post modernità, di spazi e stili di vita differenziati, personalizzati e personalizzanti, antitetici alle tecniche e pratiche massificanti del ‘900. Cambia probabilmente anche la “fruizione” degli spazi cimiteriali – forse in Italia con qualche ritardo rispetto ad altri paesi – dove si combinano le consuete pratiche di affetto familiare (in declino?) con una nuova attenzione alla valorizzazione storico-artistica e a momenti di “memoria condivisa” delle comunità cittadine o di segmenti socio-culturali.
Come sempre è accaduto nella storia, esigenze e opportunità concorrono a sollecitare nuove risposte, sul piano architettonico, sul piano urbanistico e persino – con enormi interrogativi per le possibili conseguenze sociali e culturali – sul modello giuridico-odinamentale.
Infine occorre fare i conti con le risorse: l’evoluzione dei comportamenti e delle scelte personali e familiari ha un’incidenza immediata sui bilanci pubblici  per la gestione cimiteriale.
La radicalità di questi interrogativi è sottolineata dalla tendenza – ancora minoritaria, ma non irrilevante – di una drastica e definitiva "privatizzazione" del post-mortem: non ci si riferisce tanto alla gestione privata di aree per le sepolture, ma piuttosto alla custodia "domestica" delle ceneri o alla loro dispersione.
Siamo di fronte a una svolta davvero epocale, o ad un passaggio transitorio, espressione esasperata della individualizzazione della società?
L’architettura, in questo senso, può giocare un ruolo per proporre in forme nuove una dimensione sociale, più "comunitaria", meno solitaria, dell’ultima dimora?

Interrogativi che meritano una profonda riflessione, cominciando dalle Amministrazioni comunali, ma che non possono essere ignorati dall’intero settore funerario italiano. 

[Fun.News 3228] Norme in fieri in particolare in materia di controllo emissioni in atmosfera, DPI e privacy

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Il 17 ottobre 2017 l’Assemblea della Camera ha approvato in via definitiva (senza apportarvi modifiche) il disegno di legge di delegazione europea 2016-2017 (C.4620). Il disegno di legge di delegazione europea 2016-2017 (C. 4620) consta di 15 articoli e di un allegato A.
L’articolato contiene disposizioni di delega riguardanti il recepimento di 29 direttive dell’Unione europea, di cui 28 inserite in Allegato A, che dovranno essere recepite con decreto legislativo.
Tra le norme che saranno oggetto di specifico decreto legislativo ve ne sono anche alcune che possono interessare il settore funebre e cimiteriale:
– sui dispositivi di protezione individuale (Art. 6)
– sistema armonizzato in materia di privacy (Art. 13)
Sempre attraverso specifico provvedimento attuativo si procederà pure alla attuazione della Direttiva (UE) 2016/2284 concernente la riduzione delle emissioni nazionali di determinati inquinanti atmosferici (termine 1° luglio 2018).
Nel frattempo la Conferenza Unificata del 5 ottobre 2017 ha espresso parere su un altro provvedimento in materia di emissioni in atmosfera (schema di decreto). Si tratta dello schema di decreto predisposto in attuazione della delega prevista all’articolo 17 della legge 12 agosto 2016, n. 170, (Legge di delegazione europea 2015), che, in combinato disposto con l’articolo 1, delega il Governo, sulla base di appositi criteri, ad adottare disposizioni per l’attuazione della direttiva (UE) 2015/2193, nonché per realizzare un riordino generale del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni in atmosfera.
Detto articolo 17 ha, infatti, come finalità non solo il recepimento della direttiva 2015/2193/UE sui medi impianti di combustione (impianti di potenza termica inferiore a 50 MW), ma anche un complessivo riordino della disciplina nazionale degli stabilimenti che producono emissioni in atmosfera, contenuti nella Parte Quinta del decreto Legislativo 3 aprile 2006, a. 152, e successive modificazioni.
In relazione ai medi impianti di combustione vi è l’obbligo di recepire la direttiva (UE) 2015/2193 entro il 19 dicembre 2017.
Si noti che la citata Direttiva (UE) 2015/2193 esplicitamente esclude dalla sua applicazione gli impianti di cremazione (Art. 2 comma 3 lettera n))

[Fun.News 3227] Rinnovati i vertici europei della professione funeraria

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Nel corso della recente Assemblea della EFFS (European Federation of Funeral Services), svoltasi a Lisbona il 5 e 6 ottobre 2017 vi è stato il rinnovo degli organi federali per il biennio 2018-2019. A succedere all’italiano Giovanni Primavesi come Presidente è stato chiamato il francese Guillaume Fontaine. Confermata come Direttrice esecutiva la tedesca Anke Teraa. Il board è altresì così composto:
Vice Presidenti: Ulf Lernéus, Sweden – Gunnar Hammersmark, Norway
Membri del Board: Luca Tabossi, Italy – Jordi Viñas, Spain – Paulo Carreira, Portugal – Dr. Markus Pinter, Austria – Ladislav Striz, Slovakia – Dr. Petr Rambousek, Czech Republic (Tesoriere)

Gli organi della EFFS hanno subito un considerevole rinnovamento. In particolare si sottolinea l’ingresso nel massimo consesso europeo della professione funeraria del giovane italiano Luca Tabossi. Le nomine si sono completate con l’elezione del Collegio dei revisori dei conti (il cipriota Geoge Melas e il finlandese Villa Pecka), nonché del collegio dei probiviri (il tedesco Stephan Neuser e l’olandese Dirk Van Vuure).

[Fun.News 3226] La Chiesa cattolica è contraria anche alla dispersione delle ceneri all’interno del cimitero, nell’apposita area di norma detta giardino delle rimembranze

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Nel corso di DEVOTIO, una fiera del settore religioso svoltasi ai primi di ottobre 2017 a Bologna, la segretaria della So.Crem di Bologna, Alice Spiga, ha posto a Don Amilcare Zuffi, direttore Ufficio Liturgico Diocesano di Bologna e Segretario della Commissione Regionale Emilia Romagna per la Liturgia, relatore ad un convegno in materia di "Tradizione della sepoltura e pratica della cremazione: l’attuale normativa canonica", la domanda se la Chiesa era contraria alla sola dispersione delle ceneri in natura o anche nell’apposita area interna al cimitero denominata giardino delle rimembranze.
La risposta, basata sulla lettura del punto 7 delle Istruzioni ecclesiastiche in materia, è stata negativa.
La contrarietà è all’atto in se di dispersione delle ceneri e non in funzione del luogo prescelto.
Di seguito si riporta l’estratto della parte di Istruzioni ecclesiastiche citata da Don Amilcare Zuffi:
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
Istruzione Ad resurgendum cum Christo circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri in caso di cremazione
… omissis …
7. Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione.
Sempre nello stesso incontro, a specifica ulteriore domanda, è stato chiarito che laddove sia stato permesso dalla Chiesa (in rari casi, sempre previsti dalla citata Istruzione al punto 6) l’affidamento con custodia in casa dell’urna cineraria, alla morte dell’affidatario l’urna – per la Chiesa – deve rientrare in cimitero o altro luogo sacro. Ed ecco di seguito il contenuto del punto 6:
6. Per i motivi sopra elencati, la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita. Soltanto in caso di circostanze gravi ed eccezionali, dipendenti da condizioni culturali di carattere locale, l’Ordinario, in accordo con la Conferenza Episcopale o il Sinodo dei Vescovi delle Chiese Orientali, può concedere il permesso per la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica. Le ceneri, tuttavia, non possono essere divise tra i vari nuclei familiari e vanno sempre assicurati il rispetto e le adeguate condizioni di conservazione.
Il convegno ha permesso di analizzare alcuni esempi di trasformazione di chiese tedesche abbandonate o scarsamente utilizzate, in luoghi di conservazione di urne cinerarie e, in taluni casi, di esposizione del feretro, vere e proprie sale del commiato religiose, recuperando così storiche tradizioni.
L’esposizione su "Sepoltura delle ceneri e liturgia battesimale nelle chiese cimiteriali della Germania" è stata svolta dall’arch. Claudia Manenti, direttrice Centro studi per l’architettura sacra – Fondazione Lercaro.
E, anche in questo caso, a specifica domanda, Don Amilcare Zuffi ha specificato che in Italia allo stato attuale non sussitono specifiche Istruzioni della Conferenza Episcopale Italiana circa l’uso di Chiese, abbandonate o scarsamente utilizzate, come ambiti cimiteriali per conservazione di urne cinerarie e che sussistono norme regionali e statali in materia.
  

[Fun.News 3225] Un emendamento della relatrice Sen.ce Maturani fa ripartire l’iter dell’AS1611, ma a quale prezzo!

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Con un emendamento di poche parole la Sen.ce Maturani (PD) ha tolto dal tavolo, e la commissione sanità del Senato si è dichiarata d’accordo, uno dei problemi che frenava l’approvazione in Commissione e poi in Aula della riforma del settore funerario.
Si dice che in tal modo la commissione Bilancio del Senato non avrà problemi a dare il suo benestare.
Peccato che con quest’emendamento si vada a snaturare il DDL Vaccari, eliminando dal testo sulla disciplina attività funerarie le detrazioni fiscali previste per le spese funebri: unico vero deterrente per arginare fortemente il fenomeno delle sottofatturazione e conseguentemente dell’evasione fiscale che imperversa nel settore funebre e marmoreo italiano.

La norma del DDL Vaccari prevedeva una detrazione del 75%, fino ad un massimo del 50% di 7.500 euro, per spese funebri, per le opere lapidee cimiteriali e per la relativa accessoristica funebre. In alternativa l’articolo, che si avvia ad essere stralciato, prevedeva la detrazione, sempre al 75% e fino al 50% di 7.500 euro, dei premi, rateali o in unica soluzione, corrisposti ad una società di assicurazioni per la previdenza funebre o cimiteriale.
Niente da fare nemmeno per le detrazioni, al 40% o al 50% delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione o restauro di tombe, cappelle, sepolcri e manufatti cimiteriali in genere.

Di seguito l’estratto della, si fa per dire, discussione in Commissione sanità del Senato, svoltasi l’11 ottobre 2017:

Legislatura 17ª – 12ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 499 del 11/10/2017
(447) Maria RIZZOTTI.  –  Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri 
(1611) VACCARI ed altri.  –  Disciplina delle attività funerarie 
(2492) MANDELLI ed altri.  –  Disciplina delle attività nel settore funerario e disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 22 novembre 2016.
La PRESIDENTE comunica che la relatrice ha presentato l’emendamento 22.1000 (pubblicato in allegato).
La relatrice MATURANI (PD) fa presente che l’emendamento in questione, soppressivo dell’articolo 22, è stato predisposto allo scopo di agevolare l’espressione di un parere di nulla osta sul testo da parte della Commissione bilancio.
Stante la peculiare connotazione dell’emendamento appena illustrato, la PRESIDENTE propone di rinunciare alla fissazione di un termine per la presentazione di eventuali subemendamenti.
Conviene la Commissione.
Il seguito dell’esame congiunto è, quindi, rinviato.
Legislatura 17ª – 12ª Commissione permanente – Resoconto sommario n. 499 del 11/10/2017
EMENDAMENTO AL TESTO UNIFICATO ADOTTATO DALLA COMMISSIONE PER I DISEGNI DI LEGGE
N. 447, 1611, 2492
Art.  22
22.1000
LA RELATRICE
Sopprimere l’articolo

[Fun.News 3224] Misure di safety del Viminale: problemi anche per cortei funebri e cimiteri

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Il sindaco di Vico Canavese (TO) una decina di giorni or sono ha criticato la circolare Gabrielli in merito alle cosiddette misure di safety, quei dispositivi, cioè, adottati per la salvaguardia dell’incolumità delle persone, durante le manifestazioni e gli eventi che si pensa possano richiamare numerose persone.
«Un provvedimento, quello di Gabrielli, preso sull’onda emotiva dei fatti di Piazza San Carlo e degli attentati terroristici che hanno insanguinato l’Europa, ma che non tiene conto di situazioni particolari dove le misure stesse che si dovrebbero adottare paiono davvero eccessive, per non dire fuori luogo. Insomma, come spesso accade in Italia, si va da un’estremità all’altra», aggiunge il sindaco.
Pensate, dice il Sindaco, che anche i cortei funebri sono a rischio per gli effetti della circolare Gabrielli, che impone vie di fuga (e ben altro).
E, prosegue il sindaco Antonio Nicolino:
«Dovrò studiare percorsi alternativi rispetto ai tradizionali itinerari, nel caso in cui questi non con sentissero vie di fuga e l’adozione di altre misure di sicurezza, ora richieste in presenza di folla. Tutto ciò a scapito di una consuetudine, quella dei secolari percorsi dei cortei funebri, cui la gente del paese è tuttora legata».
Nel contempo si ha notizia che l’argomento è stato discusso nel corso di una recente Commissione nazionale funeraria di SEFIT Utilitalia e si attende a breve una circolare conoscitiva ed interpretativa.
Rammentiamo che la materia, in caso di trasporto funebre, è regolata in primis dal regolamento di polizia mortuaria comunale e dalla ordinanza del Sindaco che stabilisce orari e percorsi dei trasporti funebri nel Comune (Art. 22 DPR 285/1990):
Art. 22. DPR 285/1990
1. Il sindaco disciplina l’orario per il trasporto dei cadaveri, le modalità ed i percorsi consentiti, nonché il luogo e le modalità per la sosta dei cadaveri in transito.

E dalle norme di Pubblica Sicurezza: il Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 " Testo unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza ", Art. 27, così recita:
Art. 27
Le disposizioni di questo capo non si applicano agli accompagnamenti del viatico e ai trasporti funebri, salve le prescrizioni delle leggi e dei regolamenti di sanità pubblica e di polizia locale.
Il Questore può vietare che il trasporto funebre avvenga in forma solenne ovvero può determinare speciali cautele a tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini.

E il regolamento statale attuativo (Regio Decreto 6 maggio 1940, n. 635 – Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico 18 giugno 1931, n. 773 delle Leggi di Pubblica Sicurezza) agli artt. 21 e 32:
Art. 32
Per l’esercizio della facoltà attribuita al Questore dal secondo comma dell’art. 27 della Legge, per quanto riguarda i trasporti funebri, si osserva il disposto dell’art. 21 del presente regolamento.
Art. 21
Quando il Questore vieti la riunione per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica ovvero imponga speciali prescrizioni, a termini del quarto comma dell’art. 18 della Legge, ne dà notizia ai promotori o direttamente o per mezzo dell’autorità di pubblica sicurezza.
L’avvenuta comunicazione dovrà risultare da processo verbale.
In conclusione, per quanto concerne il trasporto funebre (di cadavere), occorre che l’incaricato del trasporto funebre sia autorizzato dal Comune. Inoltre egli dovrà conoscere le norme che regolano sia i percorsi consentiti, sia le vie di fuga, sia, infine, le altre norme da seguire in caso di concorso numeroso di pubblico al funerale (e quindi è bene che si legga le varie circolari emenate in merito dal Ministero dell’interno).

[Fun.News 3223] Svizzera: costa caro non seguire le regole nella consegna delle ceneri di una cremazione

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Il Tribunale cantonale di Losanna (Svizzera) ha diminuito di due mesi, in appello, la pena ad un anno di carcere inflitta ad un impresario di pompe funebri, condannato per aver consegnato ai genitori di un bimbo deceduto nel 2014 un’urna contenente le ceneri di un adulto e di un altro bambino.
I giudici cantonali hanno confermato la condanna per turbamento della pace dei morti, mentre hanno assolto il 58enne impresario funebre dall’accusa di truffa formulata in occasione del primo processo, svoltosi in maggio 2017
.
La Corte cantonale di Losanna ha tenuto conto degli argomenti della difesa, secondo cui l’imprenditore non aveva avuto alcun interesse, né finanziario, né personale a scambiare le ceneri.
L’imputato ha invece attribuito la responsabilità dell’accaduto al padre del piccolo defunto, che gli avrebbe chiesto di fornirgli un’urna "di ricambio" per aiutare la moglie a meglio accettare la perdita del figlio.
Questa versione è stata totalmente contestata dal genitore messo in contraddittorio.
Alla testa di un’impresa di pompe funebri low cost all’epoca attiva a Ginevra, l’impresario aveva fatto credere ai genitori losannesi del bebè di aver consegnato loro le ceneri del figlioletto, deceduto due giorni dopo la nascita all’Ospedale universitario di Ginevra (HUG) nell’ottobre 2014.
Due settimane dopo aver preso in consegna il corpicino all’HUG per farlo cremare a Bienne (Berna), l’imprenditore aveva fornito alla coppia un’urna contenente le ceneri non identificate di un adulto e di un altro bambino.
L’inganno è stato smascherato tre mesi dopo, quando i genitori hanno chiesto un verbale di cremazione, necessario per ottenere la sepoltura delle ceneri a Losanna.
Il crematorio di Bienne ha indicato loro che la cremazione del figlio era appena avvenuta.

[Fun.News 3222] ANAC aggiorna linee guida n. 7 per iscrizione nell’Elenco delle amministrazioni aggiudicatrici che operano mediante affidamenti diretti a proprie società in house

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A seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56, l’Autorità Anticorruzione ha aggiornato le Linee guida n. 7, per tener conto delle modifiche normative apportate dal citato d.lgs. 56/2017, nonché di modifiche procedurali necessarie ai fini del miglior funzionamento del sistema di gestione dell’Elenco.
La principale novità riguarda i punti 5.7 e 8.8 delle linee guida in questione, che disciplinano gli affidamenti pregressi per i casi in cui l’Autorità, accertata l’assenza dei requisiti di legge che devono essere posseduti per l’in-house, dispone la mancata iscrizione o la cancellazione dall’Elenco.
A seguito delle modifiche introdotte all’art. 211 del Codice, l’Autorità ha previsto – in luogo dell’esercizio del potere di raccomandazione vincolante – l’esercizio dei poteri di cui all’art. 211, commi 1-bis e 1-ter, del Codice dei contratti pubblici.
Inoltre, al punto 4.1 delle Linee guida è previsto che il soggetto avente titolo alla presentazione della domanda di iscrizione nell’Elenco è la persona fisica deputata ad esprimere all’esterno la volontà del soggetto richiedente, ovvero il Responsabile dell’Anagrafe delle Stazioni Appaltanti (cd. RASA), su delega delle persone fisiche deputate ad esprimere all’esterno la volontà del soggetto richiedente.
Il punto 7.1 delle linee guida è stato integrato con la seguente previsione «In caso di inerzia e/o ritardo dell’ente istante a comunicare le variazioni circa la composizione del controllo analogo congiunto, l’Ufficio può procedere alle variazioni anche su iniziativa degli altri enti partecipanti alla compagine che esercita il controllo analogo congiunto sull’organismo in house».
Infine, il termine per l’avvio della presentazione della domanda di iscrizione nell’Elenco è stato posticipato al 30 ottobre 2017.
Per chi fosse interessato il nuovo testo è reperibile cliccando su:

Linee Guida n. 7 (Vigenti) – pdf 260 kb
Relazione illustrativa – pdf 104 kb

[Fun.News 3221] Valori tariffari massimi per la cremazione per l’anno 2018

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La SEFIT, con propria circolare p.n.  903 del 04/10/2017, ha comunicato i limiti tariffari massimi valevoli per il territorio nazionale dal 1° gennaio 2018, a seguito delle previsioni di tasso di inflazione programmato contenute nella Nota di aggiornameto al DEF approvato dal Consiglio dei Ministri in data 23 settembre 2017.
I limiti tariffari vigenti per la cremazione, per effetto dei cambiamenti intervenuti nella dinamica inflattiva, vengono aumentati del 2%
.
Difatti il TIP (tasso di inflazione programmato) per l’anno 2017, inizialmente fissato dal Governo nel 0,9%, venne poi rideterminato in corso d’anno 2017 nel 1,2%. E ora il TIP per l’anno 2018, è stato previsto nel 1,7% nel DEF sopra richiamato. Pertanto il moltiplicatore da applicarsi alla tariffa base del 2006 riportata nel D.M. 16 maggio 2006 diviene conseguentemente 1,1978691.
Cosicché le tariffe massime a far data dal 1° gennaio 2018 (con aliquota IVA al 22% laddove applicabile) sono le seguenti:

Anno 2018 Imponibile IVA (22%)* Totale
Cremazione di cadavere 509,03 111,99 621,02
Cremazione di resti mortali 407,23 89,59 496,82
Cremazione di parti anatomiche riconoscibili 381,78 83,99 465,77
Cremazione di feti e prodotti del concepimento 169,68 37,33 207,01
Dispersione di ceneri in cimitero 205,67 45,25 250,92

* IVA nel caso in cui sia applicabile, cioè laddove non vi sia una esenzione oggettiva o soggettiva.

Si rammenta inoltre che si è ancora in attesa di definizione, da parte del Ministero dell’Interno, del riallineamento periodico tra inflazione reale e inflazione programmata (riallineamento da anni rimandato per effetto di provvedimenti specifici o per ritardo).