Covid Italia: la fotografia della mortalità dall’inizio della pandemia ad oggi a cura de Il Sole 24 Ore

Il Sole 24 Ore, avvalendosi di dati internazionali rielaborati da Lab 24, ha fotografato il percorso della pandemia da Covid-19 in termini di mortalità globale, rapportando la situazione italiana con in resto del mondo.
Il criterio utilizzato è sempre quello del rapporto ogni 100mila abitanti (o per milione di abitanti), e non la cifra grezza di morti ufficialmente attribuiti al Covid-19, che darebbe una lettura falsata della realtà.
Nel marzo 2020, l’Italia era la nazione più colpita, nel bacino Padano, con più vittime uccise dal virus, anche rispetto alla Cina dove tutto era cominciato nel dicembre 2019.
Il 23 marzo 2020 l’Italia aveva già avuto 100 morti per milione di abitanti (o 10 per 100mila), pi&ugrave del doppio della Spagna, quasi 10 volte il numero della Francia.
Scorrendo poi i dati di questi lunghi 20 mesi fino a oggi, l’Italia è stata poi superata, in Europa occidentale, dal Belgio, e, in Europa centro-orientale, da quasi tutti i Paesi, dall’Ungheria alla Bosnia, dalla Romania alla Repubblica Ceca.
In Europa occidentale, Belgio a parte, l’Italia detiene purtroppo ancora il numero pi` alto di vittime.
Francia, Spagna e Germania sono decisamente al di sotto dell’Italia in termini di vittime per Covid.
Caso a parte è quello della Russia, uno dei Paesi più colpiti dal Covid nelle ultime settimane, con un numero ufficiale di vittime pari a circa 224mila, cioè 154 ogni 100mila abitanti.
In realtà le più recenti stime dell’Istituto di statistica Rosstat mostrano come la mortalità in eccesso per qualsiasi causa, registrata in Russia dall’inizio dell’epidemia fino ad agosto sia di 660mila, quindi tre volte la stima ufficiale. Una seconda elaborazione dell’Economist, aggiornata al 20 ottobre, la colloca addirittura a 781.400.
La mortalità in eccesso, che viene calcolata tenendo conto della media dei decessi nei cinque anni precedenti, è considerata come l’indicatore più affidabile per individuare il dato reale in termini di vite umane nel corso dell’epidemia.
In quasi tutti i Paesi la mortalità in eccesso supera quella delle vittime ufficiali del Covid: in Italia secondo l’analisi dell’Economist è di 150mila vittime contro le circa 130mila attribuite al coronavirus.
Nel caso della Russia – e su scala minore anche di Paesi come Serbia e Kazakistan – il divario è talmente elevato da sollevare degli interrogativi sul numero reale dei decessi.
Infine, il Regno Unito che, pur avendo una copertura vaccinale alta, ha eliminato da mesi ogni restrizione e ora ne sta pagando le conseguenze, pur se con numero di vittime e ricoveri ben lontano dalle cifre raggiunte lo scorso inverno.
Rispetto ai Paesi d’Oltreoceano, tutti questi – a partire dal Perù che detiene il record mondiale di vittime, per arrivare al Brasile, alla Colombia, all’Argentina, hanno superato l’Italia a partire dall’autunno-inverno scorso.
Oggi il nostro Paese si colloca tra il quindicesimo e il ventesimo posto al mondo e quasi ogni settimana scivola di una posizione.
Rispetto agli Stati Uniti, dopo un breve sorpasso sull’Italia tra settembre e ottobre 2020, questi sono tornati ad avere un numero più basso di vittime per tutto il corso del 2021, anche grazie a una campagna di vaccinazione partita in anticipo.
Ma presto gli Usa avranno nuovamente un bilancio di morti peggiore del nostro, a causa del fatto che il tasso di vaccinazione sul totale della popolazione negli Stati Uniti ` del 57%, contro il 74,7% dell’Italia.
Ed ormai la correlazione tra copertura vaccinale e casi gravi di Covid è stata ampiamente dimostrata dagli studi scientifici.

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