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Cremazione a Napoli — 23 commenti

  1. In Regione Campania si segue il dettato dell’Art. 10 comma 2 Legge Regionale 24 novembre 2001, n. 12 così come modificata dalla L.R. 25 luglio 2013 n. 7
    Il comune deve approvare il piano regolatore cimiteriale, o quanto meno la sua variazione, per identificare precisamente, anche giusta l’Art. 343 comma 1 Regio Decreto n. 1265/1934, l’area dove insisterà fisicamente l’edificio adibito a crematorio.
    E qui la confusione normativa aumenta esponenzialmente, perché bisognerebbe pur sempre considerare l’Art. 6 comma 1 della Legge statale n. 130/2001 in tema di programmazione territoriale su base regionale degli impianti di cremazione, disposizione, quest’ultima richiamata dall’Art. 6 della Legge Regionale N.20 del 9 ottobre 2006, il quale, a sua volta, opera un rinvio alla legge regionale 22 dicembre 2004, n. 16

    L’Autorizzazione, nel nuovo ordinamento di polizia mortuaria della Regione Campania, è pertanto accordata dalla Regione, superando, così la possibile competenza provinciale (su delega della stessa Regione) in base al DPR n.203/1988 (attuazione di direttive CEE) ai sensi della Legge n.183/1987

    L’art. 78 del DPR 285/90 è, assieme al paragrafo 14.1 della circolare Min. Sanità n. 24 del
    24.6.1993, il riferimento obbligato per chi progetta impianti di cremazione.
    È inoltre da rispettare la norma di finanza locale sugli oneri ricadenti sul bilancio del
    gestore pubblico.
    Tralascio il riferimento alla normativa sul controllo delle emissioni in atmosfera, in quanto
    non oggetto del tema affidatomi.
    In particolare occorrerà rispettare i seguenti vincoli:
    1) Il crematoio deve essere all’interno di un cimitero;
    2) Il progetto deve essere corredato da una relazione dove sono illustrate:
    · Caratteristiche ambientali del sito;
    · Caratteristiche tecnico sanitarie dell’impianto e i sistemi di tutela dell’aria
    dall’inquinamento;
    3) Piano finanziario dell’opera, tenuto conto della copertura degli oneri sociali da parte del
    Comune o con sovvenzioni di altri Enti (ad es. Stato, Regione).
    2.

    Sulla distanza minima tra il crematorio ed il centro abitato, così come definito dall’Art. 3 D.LGS n.285/1992 non risultano norme dirette in tal senso, ma solo norme indirette (visto che il crematorio deve essere dentro un cimitero e il cimitero deve distare dall?abitato, anche il crematorio deve distare dall?’abitato).
    In passato il crematorio era considerato industria insalubre di I classe (fino al D.M. 23/12/1976), ma poi non è più stato inserito nell?elenco, che ora è stato aggiornato con D.M. 5 settembre 1994 ?Elenco delle industrie insalubri di cui all?art. 216 del testo unico delle leggi sanitarie? (GG.UU. 20 settembre 1994, n. 220, suppl. ord. e 10 dicembre 1994, n. 288, suppl. ord.).
    I riferimenti normativi sono all’l?ultima versione dell’?art. 338 del T.U.LL.SS così come modificato dall’Art. 28 della Legge n. 166/2002.

  2. Buona sera,
    vorrei conosce le leggi di rifermento e l’iter amministrativo/burocratico per l’apertura di un nuovo forno crematorio (pubblico) in Regione Campania.
    GRAZIE

  3. X Enzo,

    E’ tutto chiaramente spiegato dal paragrafo 8.1 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 esplicativa del Regolamento Statale di Polizia Mortuaria.

    Conviene procedere alla cremazione in Germania, sulla base della Legge Tedesca, e poi successivamente provvedere al rimpatrio delle ceneri.

    Italia e Germania, infatti, aderiscono entrambe all’Accordo di Berlino sui trasporti mortuari.

    La convenzione internazionale di Berlino 10 febbraio 1937, approvata e resa esecutiva in Italia con regio decreto 1 luglio 1937, n. 1379, non si applica, però, al trasporto delle ceneri e dei resti mortali completamente mineralizzati fra gli Stati Firmatari.

    Ne consegue che per questi trasporti in tali Paesi sarà l’Autorità Amministrativa Locale (cioè del distretto geografico da cui parte il trasporto funebre) a rilasciare l’autorizzazione al trasporto, in lingua italiana e in lingua francese.

    L’autorizzazione dovrà recare le generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), la destinazione. Il trasporto dell’urna (o della cassetta dei resti) non è soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche stabilite per il trasporto delle salme, vale a dire che il titolare del decreto di trasporto (= chi, materialmente, prende in consegna l’urna, sotto propria responsabilità) potrà viaggiare su qualunque mezzo di trasporto (aereo compreso), recando con sé le ceneri, anche come bagaglio a mano Le compagnie aeree, potranno dettare disposizioni più precise e dettagliate, interne al loro servizio, senza però, inficiare la validità complessiva di questa procedura.

    Attenzione, però: prima di introdurre un qualsivoglia trasporto funebre entro i confini italiani bisogna preventivamente dimostrare lo jus sepulchri del defunto, ossia il suo titolo di accoglimento in un determinato sepolcro privato a sistema di tumulazione (potrebbe anche trattarsi di una destinazione atipica, come, appunto,la conservazione presso un domicilio o la stessa dispersione in natura oggi possibili anche in Regione Campania). Detta autorizzazione, quindi, da formarsi presso l’ufficio della polizia mortuaria del Comune di Napoli, dovrà già esser perfezionata ed accordata prima dell’arrivo dell’urna, così da predisporre subito il titolo di accettazione in cimitero o in altro luogo individuato ed autorizzato dalla Legge in linea astratta, e nel concreto caso specifico, dall’Autorità Comunale.

  4. Salve , avrei la necessità di sapere come far rientrare dalla germania la salma di un mio zio.
    Nelle sue volontà c’era quella di voler ritornare a napoli e di essere cremato.
    Abbiamo pensato di cremarlo li in germania e di riportare qui l’urna.
    Volevo sapere in che modo si può procedere , se l’urna è trasportabile in bagaglio anche con l’aereo .
    Una volta giunti a Napoli poi , è possibile far sistemare tale urna nel loculo di famiglia o eventualmente conservarla a casa o procedere a dispersione delle ceneri in mare?
    grazie.

  5. In Italia non c’è nessuna norma sulle capacità contenitiva delle urne, tuttavia gli standards europei, in attesa di una norma chiarificatrice a livello comunitario, si attestano su queste misure: capienza tra i 4,5 ed i 5 LITRI.

    L’urna cineraria è generalmente costituita da due componenti: 1) quella interna, di zinco o plastica, che trattiene le ceneri, generalmente sigillata dal gestore del crematorio e riportante gli estremi identificativi del de cuius;

    2) l’involucro esterno, spesso di materiali pregiati (legno lavorato, cristallo, marmo, argento, ceramica, ecc.), in cui vi è una targhetta esterna identificativa. Il primo dei due contenitori ha funzioni conservative di una quantità di ceneri standard. Generalmente in Inghilterra è di plastica. In Germania di metallo. Questo contenitore interno è il cosiddetto “sistema di raccolta delle ceneri” previsto in fase di formazione della tariffa ministeriale (D.M. interno 1 luglio 2002), esso, senza nessun riferimento all’estetica deve esser solamente resistente, sigillato ed infrangibile ai sensi del paragrafo 14.1 lett. d) della Circ. Min 24 giougno 1993 n. 24 ed è compreso nella tariffa della cremazione. In sostanza, visto che il gestore di un crematorio non può dare le ceneri a chi le richiede su un pezzo di carta, ma solo nelle forme stabilite dalla legge, se i richiedenti non provvedono a fornire urna di loro gradimento, è tenuto a confezionare dette ceneri entro il contenitore semplice di raccolta di cui si è detto. È il caso ad es. di chi decide per la dispersione delle ceneri e quindi non è intenzionato a spendere cifre più o meno elevate per un contenitore che serve solo al trasporto al luogo di dispersione nel cinerario comune. È ancora il caso di chi non intende acquistare un’urna pregiata nella quale riporre le ceneri, per propria scelta. Il contenitore interno è quindi un involucro che il gestore del crematorio è tenuto a fornire come naturale conclusione del processo di cremazione. Detto contenitore può essere omesso e sostituito, oppure integrato all’esterno, dall’urna cineraria di pregio estetico avente le caratteristiche di legge. La fornitura dell’urna di pregio è generalmente fatta da impresa funebre o da chi ha l’autorizzazione per il commercio di articoli funerari (una qualunque delle attività diverse dall’alimentare) ed è pagato dalla famiglia. Pertanto il Comune che richiede ad un gestore di crematorio la cremazione di un indigente ha titolo a chiedere che gli venga fornita di ritorno il contenitore nella forma più semplice, sigillato, rispondente alle norme di legge per identificazione e resistenza dei materiali. Detto contenitore (che è in questo caso l’urna) è ricompreso nel prezzo pagato per la cremazione. Non è invece compreso nel prezzo il costo per il trasferimento del feretro al crematorio e la spedizione dell’urna.

  6. Io vorrei sapere se i resti dell’estinto dopo la cremazione possonio essere inseriti in un contenitore di mia proprieta.grazie

  7. ….mica son riuscita a capire quanto è il costo complessivo….gentilmente se qualcuno mi risponde…volevo sapere il costo complessivo di una cremazione in provinvia di napoli….grazie…è giusto x sapere …se moriamo all’improvviso…..se possiamo affrontare questa spesa….anche perchè in quei momenti …..chi rimane è gia’ cosi’ confuso…..ed è facile approfittare…..di nuovo grazie

  8. Spett.Redazione ,non sarebbe il caso di prmuovere una raccolta di firme per sollecitare l’apertura dell’impianto di cremazione a Napoli ? la nuova amministrazione potrebbe essere piu sensibile al problema a discapito degli interessi di certe organizzazioni che vogliono continuare a speculare anche sui morti ,io sarei il primo firmatario Grazie

  9. Allo stato della vigente legislazione (art.80 del DPR 10 settembre 1990, n.285, art.343, comma 2 del TU delle leggi sanitarie RD 27 luglio 1934, n.1265 e del paragrafo 14.3 della Circolare Min. Sanità n.24 del 24/06/93) le urne cinerarie possono essere custodite nel cimitero, in loculo, colombario, nicchia o cappella privata, o in altre sepolture fuori dai cimiteri (art.101 e ss. DPR 285/90 cit.). Debbono cioè essere custodite in spazi aventi destinazione stabile e garantiti contro ogni profanazione.

    Ai sensi del paragrafo 13. 2 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 è possibile tumulare entro loculo o nicchia muraria sia o meno presente uno ed un solo feretro, anche più cassette ossario o urne cinerarie, sino al completamento della capienza fisica del sepolcro (Art. 93 comma 1 DPR 285/1990), oltre il quale si esaurisce lo jus sepulchri.

    E’ meglio, comunque, prevedere questa norma all’interno del regolamento comunale di polizia mortuaria, siccome le circolari sono sì atti istruttivi, ma non sono considerabili quali fonti del diritto, come invece accade per il regolamento comunale di polizia mortuaria (Art. 13 Decreto Legislavo n. 267/2000 e, soprattutto Art. 117 comma 6 III Periodo Cost così come novellato dalla Legge di Revisione Costituzionale n.3/2001).

  10. Regione CAMPANIA

    Spett.le Redazione,
    avrei la stessa domanda posta da Enzo il 24/5/2009 di cui non ho conosciuta la risposta.
    La riformulo: possono più urne cinerarie (3) essere risistemate nella nicchia in concessione nel cimitero di Poggioreale – Napoli una volta effettuata la cremazione?

  11. Per manifestare la volontà di procedere alla cremazione (Art. 79 comma 2 DPR n.285/1990) si richiama la circolare MInistero degli Interni 1 settembre 2004 n.37, la quale rinvia all’Art. 38, comma 3 del D.P.R. n. 445/2000 (istanze e le dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà).

    L’Art. 79 comma 2 DPR n.285/1990 stabilisce tra i parenti delo defunto una relazione di poziorità (potere + priorità), ossia la volontà cremazionista deve esser resa da tutti i congiunti di pari grado, all’unanimità, quando essi siano più di uno (esempio: tutti i figli, o tutti i nipoti sino al sesto grado di parentela) Il coniuge superstite prevale su tutti gli altri. Sono esclusi gli affini.

    La Regione Lazio con il punto 6 della DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 28 settembre 2007, n. 737 non richiede pià l’autentica del certificato medico (Art. 79 comma 4 DPR n.285/1990) recante l’esculsione anche del solo sospetto di morte dovuta a reato, altrimenti, se il decesso è avvento per causa violenta o per delitto è d’obbligo il nulla osta della Magistratura (Art. 116 Decreto LEgislativo n.271/1989).

  12. l’Autorità nella persona del dirigente (Art. 107 comma 3 Lettera f) Decreto Legislativo n.267/2000) del comune di decesso autorizza anche con un unico decreto il trasporto del feretro al crematorio e delle risultanti ceneri al uogo di loro ultima destinazione ai sensi dell’Art. 26 DPR n.285/1990.

    Per autorizzare la cremazione si applica l’Art. 79 DPR n.285/1990 (si veda anche l’Art. 74 comma 3 assieme all’Art. 75 DPR n.396/2000) , tale autorizzazione compete sempre al comune di decesso, anche se la cremazione avverrà materialmente in un altro comune.

    La cremazione con l’Art. 1 comma 7 bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26 così come modificato dall’Art. 5 Legge 30 marzo 2001 n. 130 è servizio pubblico locale a domanda individuale ed, ordinariamente a titolo onero per l’utenza. Sulla natura pubblica degli impianti di cremazione si rinvia all’Art. 6 comma 2 Legge n.130/2001.

    Il tetto massimo per le tariffe da corrispondersi al gestore dell’impianto in caso di cremazione è fissato dall’Art. 5 del D.M. Interno di concerto con la Salute 1 luglio 2002

    Dal 1 gennaio 2010 la cremazione di cadavere può costare sino ad Euro 554.23. Il gestore può, tuttavia, con un accorta politica tariffaria, praticare sconti.

  13. Salve un mio congiunto era residente fuori regione nel Lazio dove è stato eseguito il rito funebre presso la sua città di residenza ed ora dovremmo eseguire la cremazione a Montecorvino Pugliano. Vorrei sapere quali sono i documenti necessari per procedere alla cremazione e quali sono i costi in quanto la ditta di onoranze funebri mi sembra un pò sprovveduta su questo campo.

  14. MONTECORVINO PUGLIANO
    c/o stabile prospiciente il Civico Cimitero, 84090 Montecorvino Pugliano (SA) Tel.: 089 801879 oppure 089 801879.

    Qui si trova il più vicino impiano di cremazione, tuttavia conviene preliminarmente contattare l’impresa funebre di propria fiducia oppure la locale So.Crem. (si può assumere a riferimento la società di Cremazione con sede, nel capoluogo di Regione, cioè, a Napoli) per conoscere i vari distaccamenti territoriali e periferici dell’associazionismo cremazionista in Campania e ragionare, con esperti del settore, anche di un’eventuale assicurazione di previdenza funeraria.

  15. Buon giorno volevo essere informato circa la cremazione in provincia di caserta ed eventualmente farmi un assicurazione che prevede tutte le spese occorrenti per tale pratica a chi rivolgermi? grazie

  16. Il costo finale della cremazione, ora divenuta servizio pubblico locale a titolo oneroso, almeno dopo l’entrata in vigore dell’Art. 1 comma 7bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26, come, poi modificato dall’Art. 5 comma 1 Legge 30 marzo 2001 n. 130, si articola su diverse voci di spesa, tra le quali:

    1) Imposta di bollo (ex DPR 642/1972) diritti fissi (se statuiti dal consiglio comunale ai sensi dell’Art. 149 comma 4 lettera c) Decreto Legislativo n. 267/2000) e diritti di segreteria (ai sensi dell’Art. 6 tabella D all. alla L. 8/6/1962, n. 604) per il rilascio delle relative autorizzazioni al trasporto prima del feretro, poi delle risultanti ceneri anche con un unico decreto (Art. 26 DPR 285/1990) ed incinerazione dello stesso (Art. 79 DPR 285/1990).

    2) Acquisto del cofano funebre (obbligatorio ex Art. 80 comma 1 DPR 285/1990, poichè un cadavere può esser cremato solo quando sia racchiuso in una bara).

    3) Trasporto funebre verso l’impianto di cremazione (sulla formazione della tariffa: l’art. 16, 1, lett. a) DPR 285/1990, laddove ancora applicabile, e D.M. 31/12/1983, anche se, decaduta, ormai, la privativa comunale del trasporto funebre, il servizio è erogato in regime di libero mercato).

    4) Eventuali diritti fissi vantatti dal comune ex Art. 19 DPR 25/1990 se il trasporto funebre comporta soste intermedie e l’uso di particolari attrezzature, tra il luogo di partenza del corteo funebre e l’arrivo all’ara crematoria.

    4) Cremazione vera e propria del feretro: la tariffa, è stabilita con i criteri dell’Art. 5 D.M. 1 luglio 2002 ed, almeno, per il 2010, IVA compresa, sempre qualora l’IVA debba esser calcolata, è di:

    Euro 554.23 per cremazione di cadavere.

    Euro 443,39 per cremazione di resti mortali.

    Euro 415,68 per cremazione di parti anatomiche riconoscibili ex DPR 254/2003.

    Euro 184,74 per cremazione prodotti abortivi e da concepimento.

    5) canone di concessione, ex Art. 80 comma 3 DPR 285/1990, per tumulazione delle ceneri in celletta ossario del cimitero. Detto canone sarà elaborato anche in base all’Art. 117 Decreto Legislativo n. 267/2000. In alternativa può esser richiesta la corresponsione di una diversa tariffa (Euro 223,94 IVA compresa) se le ceneri saranno disperse in cimitero (Art. 80 comma 6 DPR 285/1990)

    Ai sensi dell’Art. 4 D.M. 1 luglio 2002, provvedimento adottato ai sensi della Legge 30 marzo 2001 n. 130, la tariffa per la cremazione è comprensiva anche della fornitura di urna cineraria, almeno per una prima collocazione ed individuazione delle ceneri, il famigliari del defunto, con oneri a proprio carico, potranno acquistare anche un’urna più pregiata (di marmo, legno, vetro cristallo, metallo prezioso…) ed impreziosita da lavorazioni artistiche, purchè essa corrisponda pur sempre alle prescizioni tecniche dettate dalla Circ.Min. 24 giugno 1993 n. 24, secondo cui l’urna eve esser: 1) infrangibile. 2) Sigillata. 3) Corredata con targhetta identificativa recante gli estremi anagrafi del de cuius.

    Questi sono i passaggi minimi previsti dalla legislazione statale.

  17. salve volevo chiedere qual’e’ il costo totale per la cremazione e a chi mi posso rivolgere, nella mia citta cioe’ napoli grazie , in attesa di una vostra risposta vi invio distinti saluti

  18. Ai sensi del aragrafo 13. 2 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 è possibile tumulare entro loculo o nicchia muraria sia o meno presente uno ed un solo feretro, anche più cassette ossario o urne cinerarie, sino al completamento della capienza fisica del sepolcro (Art. 93 comma 1 DPR 285/1990).
    E’ meglio, comunque, prevedere questa norma all’interno del regolamento comunale di polizia mortuaria, siccome le circolari sono sì atti istruttivi, ma non sono considerabili quali fonti del diritto, come invece accade per il regolamento comunale di polizia mortuaria (Art. 13 Decreto Legislavo n. 267/2000 e, soprattutto Art. 117 Cost).

  19. La tariffa per la cremazione (servizio pubblico locale a titolo oneroso dopo l’avvento dell’Art. 1 comma 7bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26) da corrispondere al gestore dell’impianto è calcolata sulla base dei parametri dettati dal Decreto Ministeriale 1 luglio 2002.

    Il costo complessivo è comprensivo anche di:

    Fornitura cofano mortuario
    marca da bollo sulle autorizzazioni
    Trasporto funebre.

    Conviene, comunque, rivolgersi all’ufficio comunale di polizia mortuaria.

  20. Cara redazione, vorrei sapere se un’urna con le ceneri può essere sistemata in un loculo dove è stata tumulata una salma due anni fa. Graze Enzo da Napoli

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