Civitavecchia: il Consiglio di Stato conferma il limite massimo fissato dal Comune al numero di cremazioni possibili nell’impianto comunale in gestione a terzi

La Società Tempio Crematorio Civitavecchia S.r.l. non potrà effettuare più di 2080 cremazioni all’anno. Il Consiglio di Stato in una recente sentenza presente nella banca dati del sito funerali.org ha confermato quanto già deciso dal TAR del Lazio a luglio del 2020.
La società che gestisce il forno crematorio all’interno del nuovo cimitero, aveva contestato le limitazioni imposte dal Comune di Civitavecchia.
I titolari dell’impianto di cremazione hanno nuovamente incentrato le proprie ragioni sulla presunta incompetenza del sindaco ad esprimere il parere sul funzionamento dell’impianto, cosa peraltro già ritenuta dal TAR quale legittima espressione dei suoi poteri di autorità sanitaria locale.
Anche il Consiglio di Stato ha ritenuto corrette e congrue le prescrizioni imposte all’esercizio del crematorio e respinto il motivo centrato sul loro presunto carattere sproporzionato, osservando che si tratta pur sempre di un’attività che comporta immissioni in atmosfera in un ambiente, come quello di Civitavecchia, notoriamente soggetto a pressione ambientale, e che le prescrizioni stesse sono analoghe a quelle che altri Comuni hanno imposto ad impianti identici della stessa impresa.
L’amministrazione comunale di Civitavecchia, nelle memorie presentate a difesa della propria azione, ha osservato che il limite alle cremazioni annue, era da considerare un autolimite.

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