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Jus Sepulchri: titolo necessario per rilascio autorizzazione al trasporto funebre — 2 commenti

  1. X Nicola,

    al Suo quesito è già stata fornita risposta esauriente in data 19 gennaio 2019.

    Ne riporto una stralcio, quasi integrale:

    “[…omissis] si tratta, allora, di un traslazione in altro sito dello stesso cimitero.

    Questa operazione, soprattutto sotto l’aspetto del diritto civile cioè della legittimazione (trascurando, per un attimo le logiche implicazioni tecniche di ordine igienico-sanitario) è normata dall’art. 88 del vigente regolamento nazionale di polizia mortuaria di cui al D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 da leggersi in combinato disposto con l’art. 79 comma 1 II periodo dello stesso regolamento. Ora in base a queste regole l’autorità amministrativa comunale *PUO* e non necessariamente *deve* autorizzare la prefata traslazione quando si formi, in tal senso, una volontà da parte degli aventi diritto a disporre delle spoglie mortali.
    Si ravvisa, pertanto, un margine – anche se, invero, abbastanza ridotto di discrezionalità, in quanto la relativa istruttoria è semplicemente basata sulla produzione agli atti della stessa dei titoli formali. Non è compito del Comune indagare più di tanto sui reconditi motivi di ordine personalissimo che spingono gli aventi titolo ad inoltrare istanza di traslazione.
    Sua madre non tanto come erede (la qualità di “erede” attiene a situazioni di tipo patrimoniale) ma nella posizione giuridica di più diretta discendente dei defunti, ha senz’atro TITOLO PRIVILEGIATO ed ESCLUSIVO (per questioni di D.N.A. , cioè di più stretta consanguineità nella scala gerarchica della parentela) a richiedere ed ottenere il provvedimento di trasferimento del feretri. Attenzione, però, la c.d. electio sepulchi è un diritto innanzi tutto della persona scomparsa ed essa può manifestare anche informalmente il desiderio in ordine alla propria tumulazione in un particolare sepolcro. La prefata autorizzazione, pertanto, potrebbe esser negata solo ed esclusivamente quando dovesse emergere da parte dei Suoi nonni il preciso volere di riposare nella chiesetta cimiteriale, altrimenti i nipoti non hanno titolo per opporsi (se non instaurando un giudizio in sede civile) e si procederà d’ufficio.”

    Piccola reprimenda: non bisognerebbe *abusare* di questo servizio, per di più gratuito, sottraendo così spazio e tempo ad altri utenti parimenti legittimati dalla politica editoriale di questo blog, a ricevere consulenze in ambito funebre e cimiteriale…ma cum judicio e senso del limite, non siamo, infatti, il rifugium peccatorum per tutte le diatribe sepolcrali italiane, proprio per mancanza di risorse.

    Comunque (piccolo sfogo a parte, per altro del tutto irrilevante) siccome la Sua seconda domanda si arricchisce di nuovi, interessanti elementi soggiungo sommessamente quanto segue:

    le spoglie mortali dei suoi nonni sono tumulate in un edificio in concessione o, addirittura di proprietà di un corpo morale (ente religioso, congrega, confraternita) la quale ha ceduto il diritto d’uso sui due loculi in questione. Ora il rapporto contrattuale che si è instaurato tra la Sua famiglia e il prefato corpo morale è di natura eminentemente privatistica e, quindi, è rimesso al Giudice Ordinario, soprattutto per accertarne la reale sussistenza in caso di smarrimento/distruzione accidentale del titolo formale. Aggiungo che la tumulazione se non suffragata da relativo atto è da ritenersi illegittima, ossia sine titulo e tecnicamente “abusiva”. IL Comune deve vigilare sull’attività cimiteriale, specie sui sepolcri privati, a maggior ragione se gestiti da privati, proprio per evitare distorcimenti e mercimoni di posti feretro, assolutamente vietati dalla Legge (art. 92 comma 4) del regolamento nazionale di polizia mortuaria di cui al D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285.

    Le consiglio, allora, di consultare attentamente lo statuto dell’ente religioso, congrega, confraternita in tema di diritto di sepolcro (potrebbero infatti, esser contemplate particolari inibizioni alle estumulazioni/traslazioni ad altra sepoltura, clausole, dunque, limitative dei futuri diritti di disposizione sulle spoglie mortali).

    Se, ad esempio, è prevista la clausola contrattuale del cosiddetta “tomba chiusa” non sarà possibile procedere ad una successiva estumulazione, se poi aggiungiamo il presunto regime di perpetuità del diritto d’uso sui due loculi i feretri dei Suoi nonni dovranno permanere in loco per sempre…da qui all’eternità.

    Altrimenti valgono le considerazioni di cui sopra, sulla posizione del Priore (in quale non sa più quali pesci pigliare dato il montante conflitto endo-famigliare sulla destinazione dei due feretri non mi esprimo: è il classico atteggiamento “scaricabarile” in perfetto stile “Ponzio-Pilato”, noto funzionario dell’impero romano che, secondo la narrazione evangelica, dinanzi ai problemi di natura cristologica si lavava frequentemente le mani, e… non solo per ragioni igieniche.

  2. Salve,
    mia madre vorrebbe trasferire i suoi genitori defunti da una chiesa cimiteriale alla sua cappella privata ultimata circa 3 anni fa. Sia la chiesa cimiteriale che la cappella privata si trovano nello stesso cimitero.
    Mia madre è l’unica figlia vivente,in quanto sua sorella è già deceduta.
    Purtroppo i figli della sorella di mia madre, che non sono altro che i miei cugini, si oppongono al trasferimento dei due feretri.
    La domanda è la seguente: in che modo mia madre può avvalersi di trasferire i suoi genitori defunti?
    Faccio presente che il priore della chiesa dove sono seppelliti i genitori di mia madre non trova più nel suo archivio il contratto di acquisto dei 2 loculi che i nonni avevano stipulato 50 anni fa.
    A questo punto il priore della chiesa sostiene che senza il vecchio contratto i feretri non possono essere trasferiti.
    Cortesemente mi dà una risposta celere?
    Grazie!

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