Il virus della cimiterite privata

Il virus della cimiterite privata

La stagione invernale ha portato i primi acciacchi influenzali e tra questi si è diffuso anche un virus che potremmo scherzosamente definire di ‘cimiterite privata’.
Verona
Il virus ha colpito dapprima nelle zone del Veneto, precisamente a Verona dove la stampa ha riferito di progetti di realizzazione di un cimitero grattacielo privato (di oltre 30 piani).
Progetto, sembra, accolto favorevolmente da una parte del livello politico locale so-prattutto perché consente di sopravvalutare la vendita di un terreno comunale per una cifra di almeno 10 volte superiore al suo valore di mercato e con effetti molto positivi nel brevissimo termine sulle casse comunali in perenne affanno.
Peccato che l’ottica del “giorno dopo” dimentichi gli effetti di medio e lungo termine sulla gestione dei cimiteri comunali (ma questi sono problemi che si passeranno ad altri amministratori che verranno con le nuove elezioni), con enormi riflessi negativi in ter-mini di bilancio per una delle municipalizzate del luogo. È come se con la mano sinistra ci si tagliasse il braccio destro!
L’opposizione e comitati spontanei di cittadini, la stessa circoscrizione interessata, e addirittura parti di maggioranza hanno bocciato veementemente l’iniziativa. E ancora una decisione finale non è stata presa (nel momento in cui scriviamo queste note).
Milano
Passa qualche giorno e la fondazione Memories lancia a Milano l’idea di realizzare un bel parco cinerario, con relativo caveau in cui conservare le urne di ceneri affidate ai familiari. Caveau con uno stivaggio programmato di oltre 100.000 urne, contrabbanda-to come deposito di urne affidate ai familiari, ma cimitero di fatto.
Iniziativa lanciata con tanto di conferenza stampa, di contenuto economico considere-vole, visto che si è calcolato muova un giro d’affari di svariate decine di milioni di eu-ro. Anche in questo caso gli effetti di tale soluzione, che è dirompente per l’intero si-stema cimiteriale italiano, sembrano percepiti in misura appena accennata.
Altre zone
Il clamore di queste due iniziative, che hanno trovato un’eco considerevole sulla stampa, ha subito risvegliato appetiti sopiti o addirittura dato motivo a persone le più diver-se di lanciare proposte con iniziative private tese a proporre sepolture cimiteriali in diverse zone del Paese.
E così è SEFIT FederUtility che ha emanato due distinte circolari le quali fanno il punto giuridico sull’impossibilità di realizzare cimiteri privati, siano essi di feretri o di urne cinerarie. Al di là delle dotte argomentazioni contenute nelle due circolari, che meritano di essere lette per la precisione dei riferimenti legislativi citati e l’analisi sto-rica, resta il problema vero.
Gli effetti della spending review, che poi è un termine inglese divenuto di moda per rappresentare i tagli sia alla spesa corrente sia a quella per investimenti, sul sistema pubblico italiano stanno evidenziando bisogni primari come quelli di sepoltura, prima soddisfatti (forse non in tutti i casi con la qualità e i prezzi giustificati) e ora non più nei modi e tempi adeguati.
Per questi, come per altri bisogni primari, sono necessarie scelte decise e rapide da parte sia del Parlamento che degli Enti Locali.
In Parlamento, precisamente al Senato, vi è una proposta di soluzione per questi pro-blemi, contenuta nel DDL As1611 – Disciplina delle attività funerarie. Ma non basta, perché nel mentre si discute questa normativa di riforma del settore funebre e cimiteria-le, le necessità di sepoltura continuano a manifestarsi per effetto della normale mortali-tà annua.
La popolazione potrebbe essere anche favorevole ad una … moratoria nel morire, in attesa delle nuove norme, ma pare proprio che la natura non lo consenta!
È quindi fondamentale da un lato far sì che i Comuni cerchino, in questo periodo, di riconoscere priorità nei loro bilanci ai servizi cimiteriali per traghettare con tranquillità il settore verso i nuovi meccanismi di razionalizzazione che vanno sotto il nome di ATOC, cioè di ambiti territoriali ottimali cimiteriali.
Diversamente si moltiplicheranno le iniziative che cercano di sfruttare la situazione di carenza cimiteriale per lucrosi investimenti privati, i quali spesso non posseggono nemmeno le garanzie minimali per le persone che sono attirate da miraggi di posti salma o urna.
E quindi: sveglia cari Comuni, non basta dire che i cimiteri sono demaniali e che spettano ai Comuni, occorre anche dare il servizio al momento in cui serve e con la qualità che occorre.
Diversamente non ci sarà argine giuridico che terrà!

Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 1/2015.

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