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Concessione di sepolcro privato e voltura della titolarità mortis causa: soluzioni e filosofie a confronto — 2 commenti

  1. X Salvatore,

    detto rapidamente in 4 parole:

    ogni atto di disposizione per acta inter vivos sui sepolcri privati (compravendita, locazione, donazione) dal 10 febbraio 1976 (una volta abrogato l’art. 71 commi 2 e segg. R.D. n. 1880/1942) è nullo di diritto e la prefata nullità (Art. 1421 Cod. Civile) può esser eccepita da una tra le parti in causa o rilevata d’ufficio dal Giudice.

    L’art. 21 nonies, l. 7 agosto 1990, n. 241 si interpreta nel senso che il superamento del rigido termine di diciotto mesi – entro il quale il provvedimento amministrativo illegittimo può essere annullato d’ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, è consentito: a) sia nel caso in cui la falsa attestazione, inerenti i presupposti per il rilascio del provvedimento ampliativo, abbia costituito il frutto di una condotta di falsificazione penalmente rilevante (indipendentemente dal fatto che siano state all’uopo rese dichiarazioni sostitutive): nel qual caso sarà necessario l’accertamento definitivo in sede penale; b) sia nel caso in cui l’(acclarata) erroneità dei ridetti presupposti risulti comunque non imputabile (neanche a titolo di colpa concorrente) all’Amministrazione, ed imputabile, per contro, esclusivamente al dolo (equiparabile, per solito, alla colpa grave e corrispondente, nella specie, alla mala fede oggettiva) della parte: nel qual caso – non essendo parimenti ragionevole pretendere dalla incolpevole Amministrazione il rispetto di una stringente tempistica nella gestione della iniziativa rimotiva – si dovrà esclusivamente far capo al canone di ragionevolezza per apprezzare e gestire la confliggente correlazione tra gli opposti interessi in gioco (1).

    (1) Giova premettere che il comma 2 bis dell’art. 21 nonies, l. 7 agosto 1990, n. 241, dispone che “I provvedimenti amministrativi conseguiti sulla base di false rappresentazioni dei fatti o di dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorieta’ false o mendaci per effetto di condotte costituenti reato, accertate con sentenza passata in giudicato, possono essere annullati dall’amministrazione anche dopo la scadenza del termine di diciotto mesi di cui al comma 1, fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali nonche’ delle sanzioni previste dal capo VI del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445”.

  2. Buongiorno,

    Scrivo per avere da parte vostra un parere su questa questione visto che riguarda un subentro.

    Regione Sicilia – concessione perpetua a due fratelli rilasciata nel 1945 – cappella gentilizia.

    Nel 2011 i figli di un concessionario deceduto decidono di donare ad un terzo (non parente)il diritto d’uso della metà della cappella familiare. Il comune prende atto di questa scrittura privata autenticata da un notaio e dal vice segretario comunale e tramite determina attribuisce a questo terzo il diritto di nuovo concessionario (dopo aver presentato istanza di subentro) senza informare gli altri aventi diritto ( figli e nipoti dell’altro concessionario), di metà della cappella per la durata di 99 anni (come previsto dal regolamento comunale vigente all’epoca della determina).

    Il regolamento comunale prevede il trasferimento per atto notarile per le concessioni perpetue che si trasformano a tempo determinato.

    Il comune oggi dopo aver avviato il procedimento di annullamento in autotutela si è bloccato dicendo che sono trascorsi più di 18 mesi e dice che il problema è da risolvere in sede civile tra privati.

    Mi chiedo vista la complessità:
    -Può esistere adesso la stessa concessione con due scadenze diverse?
    -Devo ricorrere al TAR per poter annullare quella determina?
    -E’ possibile da parte dell’amministrazione superare il limite dei 18 mesi per annullare la determina visto che ci sono delle false rappresentazioni dei fatti e/o perché tale trasferimento non era possibile?

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