Genocidio di un mestiere artigiano: l’impresario funebre

Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento di Paolo Rullo, segretario ANIFA:


Nel giugno del 2021 pubblicammo un articolo con questo titolo “Le Procure aprono, il Parlamento richiude” nel quale denunciavamo che il progetto di legge in discussione in Parlamento sulla disciplina delle attività funebri aveva quale scopo principale azzerare la struttura artigianale del mestiere per favorire l’industrializzazione dello stesso.
Utilizzammo quel titolo perché negli anni le inchieste giudiziarie sul “racket del caro estinto” avevano liberato interi territori dal criminale monopolio di pochi a danno di tutti. Denunciavamo il fatto che mentre l’operato delle procure eliminavano le distorsioni criminali del mercato favorendo la libera e legale concorrenza il Parlamento mandava avanti una proposta di legge che ambiva all’esatto contrario ovvero eliminare la numerosità delle imprese a vantaggio di pochi soggetti.
Oggi siamo costretti a ritornare sugli stessi argomenti e sulle stesse denunce perché in Parlamento con un sostanziale copia incolla è stata ripresentata la stessa proposta di legge.
In questi giorni è passata una legge che vieta la carne sintetica le cronache giornalistiche parlano di un acceso scontro tra Prandini Presidente Coldiretti e alcuni parlamentari, si è arrivati quasi alle mani. Il Presidente della Coldiretti era molto allarmato perché l’iter della legge è stato molto tortuoso e fino all’ultimo si è rischiato che saltasse tutto.
Così come il diavolo si traveste da angelo di luce per ingannare l’uomo così certi poteri usano argomenti etici per ingannare i cittadini, nel caso della carne sintetica si parla di salvezza del pianeta, di risparmio di risorse ma alla fine il vero obiettivo è il monopolio nella produzione di cibo riservata a pochi e la sostanziale industrializzazione del processo con l’azzeramento di un comparto importante e strategico per il nostro paese.
Anche nel settore funebre da anni cercano di mascherare un tentativo criminogeno di azzerare una categoria professionale con l’inganno della salute pubblica e della tutela e prevenzione, il Diavolo è monotono ma i parlamentari appaiono incapaci di stanarlo.
Per adesso la Coldiretti può tirare un sospiro di sollievo ma il nervosismo del Presidente Prandini è dovuto anche alla consapevolezza che è stata vinta una battaglia ma la guerra è tutt’altro che vinta, se non cambiano equilibri politici internazionali il Parlamento italiano dovrà cedere come sempre ha fatto.
La nostra guerra sarebbe molto più facile da vincere ma a differenza del settore alimentare il nostro è un settore totalmente desindacalizzato con l’aggravante di avere dei franchi tiratori all’interno.
Sappiamo che avvoltoi sempre più impazienti aspettano la leggina che gli permetterà di entrare nel mercato perché fino ad oggi questi grandi capitali nulla hanno potuto contro il piccolo artigiano funebre, le famiglie italiane finchè potranno preferiranno sempre l’artigiano funebre di fiducia all’impersonale e squallido call center del centro commerciale della morte.
Il fatto che ci siano parlamentari sia di maggioranza che di opposizione disposti a sostenere interessi monopolistici contrari al buon senso e all’interesse generale non ci sorprende più, quello che ci preoccupa è non essere all’altezza per spiegare quanto miserabile e meschino sia diventato il loro mestiere.
L’ANIFA, la SIFA Campania e il CLAAI rappresentano una discontinuità con il passato, la desindacalizzazione e i franchi tiratori oggi hanno un nemico sempre più fastidioso, sappiamo con certezza che in alcuni ambienti stavano già brindando ma ride bene chi ride ultimo.

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