Lanzimonti

Lanzimonti

No, non è un refuso. Lanzimonti è una contrazione del Lanzillotta-Tremonti, cioè di quell’insieme di norme per la riforma dei servizi pubblici locali pensate sotto il Governo Prodi, mai partorite per la contrarietà più o meno velata di una parte della precedente compagine governativa e che ora trovano la luce con il IV Governo Berlusconi.
Intendiamoci, sono norme in parte non condivisibili, tanto che sarebbe utile qualche deciso aggiustamento, ma nella situazione di ingovernabilità del sistema, meglio norme da migliorare che assenza di norme (cioè la situazione che stiamo vivendo in questi anni, dopo che la Corte Costituzionale ha cancellato l’articolo 113 bis dell’Ordinamento degli Enti Locali).
La valutazione che se ne può trarre “a caldo”, prima ancora del passaggio parlamen-tare, è la seguente:
– vi è una scarsa percezione di cosa fare della gestione diretta con personale del co-mune, che si ritiene possa continuare ad essere svolta, ma dentro il patto di stabilità e con i vincoli noti;
– viene cancellata la differenza tra servizi a rilevanza economica e senza rilevanza economica. Ora i servizi sono tutti uguali;
– vi è una penalizzazione fortissima sia per le aziende speciali sia per le società “in house”, ma anche per le società miste o anche private non affidatarie di servizi con le procedura ad evidenza pubblica. Di fatto le prime diventano uffici o settori comunali, quindi senza alcuna motivazione per poter continuare a mantenerli tali e con tutte le rigidità operative del comune. Significativo l’ingresso nel patto di stabilità dal 1.1.2011, che è una sorta di data ultima, non dichiarata, per affidarne all’esterno la gestione;
– vi è la netta preferenza per due modelli:
— società privata;
— società mista, con un socio privato, che deve possedere almeno il 30% del capi-tale.

Che succederà nel settore funerario? Si può ipotizzare che:
– perde di importanza il fatto che i servizi cimiteriali siano o meno classificabili tra servizi con o senza rilevanza economica. Qualunque sia la loro definizione le modalità di gestione sono le stesse (come per gas, energia elettrica, ecc.);
– vi è un forte impulso alla società mista, che è stata la soluzione che ha composto gli interessi in Spagna, facendolo diventare in pochi anni uno dei maggiori mercati di riferimento a livello europeo per il settore funerario, con ben due multinazionali all’opera;
– una boccata d’ossigeno per le gestioni pubbliche di onoranze funebri, che dovranno trasformarsi o in società totalmente private o in società miste. E quindi con la decisione da parte degli Enti Locali di cedere in tutto o in parte il capitale a privati;
– il settore della cremazione, se disgiunto dalla gestione cimiteriale, troverà la sua naturale collocazione in forme di gestione con società miste o talvolta con società pri-vate. Se congiunto al cimiteriale, rischia una crisi notevole, per i vincoli cui sarà sot-toposto (gestione comunale pura, in house, azienda speciale);
– molto problematica la situazione del settore cimiteriale, che non ha le condizioni economiche per poter attirare capitali privati e quindi avrà vita dura, se confinato in gestioni con azienda speciale o società in house.
E così la “Lanzimonti”, se verrà approvata nel testo presentato, può determinare una rivoluzione rispetto ai meccanismi consolidati e alle ipotesi precedenti di evoluzione del settore funerario italiano e creare le condizioni per una apertura del mercato italiano ai capitali stranieri.


Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 3/2008.

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