Bestie funebri

Bestie funebri

Stavo pensando su quale delle notizie degli ultimi tempi fosse meritevole di essere appro-fondita nel consueto editoriale per questa rivista, ed ero indeciso se dedicarlo agli ultimi provvedimenti di un Governo tecnico che ha mostrato grandi limiti o alla situazione sem-pre più complicata del settore funerario, anche per la crisi economica generale, quando vedo la seguente notizia, che non può non passare inosservata:
A Rossano (Cosenza) imprese funebri si contendono i corpi di sei romeni, morti in un incidente stradal-ferroviario. Di seguito la sintesi, ma si può vedere il pezzetto peggiore di questa sceneggiata su You-Tube al seguente link: https://www.funerali.org/?p=6696
“Pugni e calci davanti ai parenti, tra gli operatori e titolari delle ditte funebri, che riven-dicavano l’esclusiva dei cadaveri, mentre i vigili del fuoco estraevano i corpi dilaniati dalle lamiere: “Quelli sono tutti miei, sono stato avvisato dall’ospedale per primo, se viene qualcuno che non è di Rossano qui succede un casino. Questa è roba nostra, non vogliamo gente da Corigliano o da Mirto”.
“Sono esseri umani” gridavano le persone accorse sul luogo dell’incidente.
L’altra ditta di pompe funebri: “No, facciamo uno a testa”. Ma nessuno delle due parti voleva mollare i morti, e così la rissa raccapricciante continuava, con spintoni, barelle lanciate per aria, fino al superamento del limite della morale umana, mentre un operatore delle onoranze funebri, stava trasportando una delle salme, dando in escandescenze, fa cadere a terra una barella con la salma. O un morto o tutto il pacchetto. Il tutto, sempre davanti agli sguardi attoniti dei parenti, amici e delle Forze dell’Ordine, che oltre al dolore della perdita dei propri cari, hanno dovuto assistere a questo episodio raccapricciante.
Continuano gli insulti, le minacce, ceffoni e qualche pugno. Finché un parente non comincia ad urlare: “Vergognatevi, questo è il mio sangue, non sono dei cani questi sono esseri umani”. Cominciano gli spintoni davanti ai Carabinieri, che invano hanno tentato di calmare gli animi: “Avete già preso quello che vi serve”.
Ma gli operatori delle ditte continuavano ad accaparrarsi i cadaveri per terra: “Fate schifo, tutto questo per 4.000 euro, siete degli sciacalli”, continuavano a gridare i familiari.
Raccolti i corpi in fretta, come se stessero rubando, scappano via con il malloppo. Tutto per avere l’esclusiva del morto, nell’arroganza più totale, per guadagnare soldi facili, senza guardare in faccia neanche alla morte.”
Questa sceneggiata rappresenta (nella sua crudezza estrema) la situazione in cui vive buona parte del sistema funebre italiano!
La gara per accaparrarsi i morti avviene ogni giorno e in ogni parte d’Italia, spesso non davanti agli occhi attoniti delle persone e dei parenti, talvolta con mezzi più subdoli (de-naro e regalie) tal’altra con vere e proprie intimidazioni, ma sempre di quello stiamo parlando: come fregare il morto all’altro impresario funebre; come arrivare primi.
Ci auguriamo che le Forze dell’ordine, presenti, abbiano fatto un circostanziato verbale di quanto accaduto e che l’Autorità Giudiziaria competente individui le “bestie funebri” a cui contestare il reato di vilipendio di cadavere, di cui all’articolo 410 del codice penale, vilipendio che non può solo riferirsi sull’aspetto fisico del cadavere, ma a parere dello scrivente, anche al rispetto che occorre portare ad un corpo inanimato.
Passato qualche giorno il Comune di Rossano, d’intesa con la Prefettura, ha comunicato di aver revocato l’autorizzazione ad operare come imprese funebri alle due ditte che erano coinvolte.
Personalmente ritengo che questo fosse un atto dovuto a quelle persone schifate che hanno assistito a questa immonda commedia.
Lo dobbiamo innanzitutto a sei persone, che non si meritavano da morte un trattamento simile.
Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 1/2013.

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0 thoughts on “Bestie funebri

  1. Sono titolare di un agenzia funebre in un piccolo paese dell’entroterra siciliano.Siamo due agenzie in paese per una cinquantina di servizzi l’anno in totale.In tanti anni di attività,ve l’ho assicuro,non mi sono MAI, dico MAI permesso andare a bussare ad una porta per accaparrarmi un funerale. MAI . La concorrenza,sono arrivati al punto del porta a porta.Non esaggero: PORTA A PORTA. Non risparmiano nessuno. E purttroppo debbo aggiungere che questo sistema,in buona parte, funziona.Mi chiedo: debbo fare lo stesso? Il guaio è che non c’è la faccio!!! Il settore è invaso da bestie funebri.

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