L’inumazione dell’abbé Pierre

La settimana passata è morto, all’età di 94 anni, l’Abbé Pierre, esempio di coerenza e di umana pietà.
Anche il suo funerale è di esempio, come la testimonianza data nella sua esistenza.
Sulla bara dell’Abbé Pierre erano poggiati la sua leggendaria mantellina, il berretto, la stola e la tonaca dei Cappuccini, l’Ordine in cui era entrato nel 1931.
Durante la cerimonia, trasmessa in diretta dalle principali emittenti tv e radio nazionali, monsignor André Vingt-Trois, arcivescovo di Parigi, ha salutato “l’autorità morale” incarnata dal sacerdote, la cui scomparsa “ha causato emozione profonda in tutto il paese”.

Anche Dalil Boubakeur, rettore della Grande Moschea di Parigi ha ricordato l’Abbé Pierre come “un amico dell’umanità e di tutte le religioni”.
Il ‘piccolo sacerdote dei poveri’ è stato inumato nel modesto cimitero francese di Esteville (Seine-Maritime), accanto a coloro che furono al suo fianco fin dall’inizio, Georges Legay e Lucie Coutaz, sua segretaria per 40 anni.
Per sua espressa volontà, sulla tomba non sarà posta alcuna lapide.
Amava dire negli ultimi anni:
“La morte? ne ho voglia.
Morire è come uscire dall’ombra per entrare nella luce”

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