HomeCimiteriDue condomini scomodi: una camera mortuaria ed una Cappella.-

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Due condomini scomodi: una camera mortuaria ed una Cappella.- — 4 commenti

  1. x Carlo
    ho cercato di contattarti all’ indirizzo che mi hai scritto ma non ho avuto risposta.
    forse ci sono problemi??

    saluti

  2. Consiglio a tutti i lettori di http://www.funerali.org, per maggiori approfondimenti, di consultaare l’articolo “Elementi cimiteriali: differenza e disciplina” a cura di Paolo Panetta pubblicato su Antigone n.2/1994 e reperibile sul sito http://www.euroact.net.

    La camera mortuaria a mente degli Artt. 64 e 65 DPR 285/1990 deve esser costruita in prossimità dell’alloggio del custode, ove detta abitazione eventualmente esista, infatti, il legislatore già con il DPR 285/1990 già ragiona in termini di servizio di custodia, in quanto soprattutto per i piccoli cimiteri è molto difficile gatantire sempre la presenza fisica di un addetto durante tutte le ore della giornata e dell’anno.
    Si potrebbe, tuttavia osservare come un’abitazione all’interno del cimitero e prossima alla camera mortuaria comporti notevoli problemi di antigienicità, ma nella fattispecie siamo dinnanzi di un’attività a rischio scelta dalla persona e, conseguentemente dalla famiglia che assieme a lui l’ha accettata.
    Peraltro chi custodisce qualcosa deve avere la possibilità di vedere e sorvegliare la res, e come potrebbe il custode svolgere questa mansione se nel cimitero avviene un quid quid alla distanza di 200 o 100 o anche 50 metri del proprio alloggio, oltre la fascia di rispetto non edificabile così definita nella sua nuova formulazione dall’Art. 28 della Legge 166/2002
    La legge nazionale obbliga ogni cimitero a dotarsi di una camera mortuaria, ma nulla dice a proposito del suo dimensionamento, quindi ogni comune deve adeguarla alle contingenze locali, in relazione alla popolazione (Art. 13 Decreto Legislativo 267/2000) ed all’ampiezza del cimitero, così da considerare il numero di feretri (provenienti da operazioni cimiteriali o in attesa di sepoltura) che dovranno esservi ricevuti.
    Ovviamente vale sempre la procedura di deroga ex Art. 106 DPR 285/1990 (anche senza grandi formalizzazioni dopo il DPCM 26 maggio 2000) per ristrutturazione e riuso o cambio di destinazione di impianti non a norma, purchè preesistenti all’entrata in vigore dello stesso DPR 10 settembre 1990 n. 285

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