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Cimiteri — 9 commenti

  1. Buon giorno. Qualche mese fa è deceduto mio fratello, mia cognata non ha accettato che lui venisse tumulato nel loculo di famiglia( che si affaccia sul vialetto principale del cimitero) in quanto è stato cremato e visto che anche lei ha espresso la volontà di essere cremata ha preferito un loculo a parte per avere una “casa” tutta loro anche dopo la morte. A me è dispiaciuto molto perché mio padre e mio fratello erano legatissimi. Vorrei cortesemente chiedere se se posso esporre una foto in porcellana di mio fratello nella lastra del loculo rimasto vuoto senza il consenso di mia cognata? Grazie

    • X Angela,

      la scelta di luogo e tipologia di sepoltura (c.d. electio sepulchri) spetta di diritto, innanzi tutto, al de cuius stesso, nel suo silenzio prevale, pur sempre, la volontà del coniuge superstite, e poi, in subordine, ai suoi più stretti congiunti, per vincolo di consanguineità.
      Spesso questioni così spinose finiscono avanti il giudice, poichè l’autorità amministrativa comunale resta estranea a queste dispute, limitandosi a mantenere lo status quo, sino al pronunciamento della Magistratura, in sede civile. A nostro avviso è possibile esporre in un sacello di famiglia un foto ricordo di persona altrove sepolta, purchè sia precisato che essa non è fisicamente presente nel sepolcro, come cadavere o sue trasformazioni di stato. Sulla lapide, ad esempio, si potrebbe benissimo apporre il foto-ritratto, sulla lapide, premmettendo però, come esso sia solo un ricordo commemorativo e non una vera e propria lastra sepolcrale. Di solito, con l’escamotage del cenotafio, si ricorre alla formula di: “In spirito” con, se si vuole, nome e cognome dell’estinto.

        • Buongiorno, in in seguito alla sua gentile risposta ho posato la foto in porcellana di mio fratello nel loculo di famiglia ancora vuoto, senza informare mia cognata che si è indignata vietandomi da ora in poi di posare Fiori sulla tomba “ vera” di mio fratello, cosa che prima facevo regolarmente. Può vietarmi questo? Esiste una legge in proposito?Confido nella vostra risposta, grazie

          • X Angela,

            tanto per esser chiari e senza voler parafrasare, impunemente, il celebre prologo del classicissimo poema omerico dell’Iliade: “Narrami, o Angela l’ira funesta della cognata…”.
            Fuor di metafora, seria ed inopportuna, vedrei, in un ipotetico giroscopio, il Suo problema in questo modello esploso in, almeno, due direzioni.

            1) L’apposizione della nuova foto, sulla lastra sepolcrale del loculo rimasto vuoto, è stata autorizzata dal Comune, il quale, anche dopo breve istruttoria, ha AUTORIZZATO l’operazione? Se sì, giuoca a Suo favore la forza legittimante di un provvedimento formale emesso ad hoc, dall’autorità comunale.

            2) Senza voler esser troppo sofisticati, Sua cognata può anche indignarsi, ma non può impedire il Suo pieno potere, all’esercizio effettivo del diritto secondario di sepolcro: trattasi di principio dapprima pretorio, cioè frutto non di una esplicita scelta legislativa, nello jus positum, quanto, piuttosto, portato di un’omogenea giurisprudenza, di costante orientamento, sviluppata dai Tribunali Italiani, nel dirimere controversie di tal fatta.

            Il diritto secondario di sepolcro (iter ad sepulchrum, nella versione latina, che, per i giuristi romani si sarebbe concretizzato in una sorta di servitù di passaggio) secondo molti giureconsulti più moderni, costituirebbe un diritto personalissimo di godimento intrasmissibile e imprescrittibile, esso, agli effetti concreta, si traduce sempre nella facoltà di accedere al sepolcro per porre in essere atti votivi e di pìetas verso i propri morti, tra cui anche il depositare fiori, pregare…

            • Egregio direttore la ringrazio per la sua risposta ma ho dimenticato di precisare che, visto che trattasi di un loculo di famiglia progettato e costruito a spese di mio padre, non ho ritenuto dover chiedere alcuna autorizzazione al comune, avrei dovuto? In questo caso mia cognata può fare qualcosa contro di me? Grazie ancora buonasera

              • X Angela,

                di norma, qualsiasi lavoro di marmeria, in cimitero dovrebbe, pur sempre, esser autorizzato, magari perchè non leda l’unità architettonica dell’edificio funerario: Più maliziosamente, su queste autorizzazioni molto specifiche, il Comune è legittimato ad esigere un diritto fisso d’istruttoria. Un buon marimista dovrebbe esser conscio di queste procedure minime. Molto, però dipende dal regolamento comunale di polizia mortuaria e dal piano regolature cimiteriale, con relativi strumenti attuativi.
                Per sicurezza, se previsto dalla locale fonte normativa, richieda “ora per allora” una piccola autorizzzazione, la porrebbe al riparo da eventuali lievi guai. Non avrei tanto paura della possibile reazione scomposta di Sua cognata, con la quale – immagino – sussistano rapporti ben poco idilliaci che nemmeno il diritto funerario più esasperato potrà mai ricomporre, anzi alle volte eccitare un contezioso, pure avanti il giudice, altro non fa se non esulcerare ancor più gli animi.

                Un consiglio spassionato: segua queste piccole indicazioni e rimanga SEMPRE sotto l’imperio della Legge.

  2. X Silvano,

    I Cimiteri privati rappresentano un’incognita sotto il profilo del loro inquadramento dogmatico…almeno per i puristi del diritto funerario.

    A volte i loro rispettivi titolari e proprietari hanno natura di enti ecclesiastici o di persone giuridiche private riconosciute ai termini dell’Art. 12 Cod. Civile, ma spesso risulta quasi impossibile individuarne, con certeza, la personalità, specie quando il loro momento originario risalga ad epoche molto lontane nel tempo.

    La fattispecie storica dei cimiteri privati o “particolari”, legittimi purché preesistenti all’entrata in vigore del TULLSS – Regio Decreto n. 1265/1934 – , nemmeno poi così rarefatta, almeno in certe zone d’Italia, è regolata, in via residuale dall’Art. 104 comma 4 del DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Non si nasconde come tali sepolcreti NON COMUNALI costituiscano, spesso, un problema di non facilissimo approccio, sia per la difficoltà di fare riferimento agli atti fondativi, sia perché la loro origine remota non sempre consente di aver estremamente chiaro il rapporto sussistente, senza, magari, poter disporre neppure degli elementi essenziali per valutare se sia sia in presenza di un vero e proprio camposanto privato o di un semplice reparto speciale del cimitero in concessione ad un ente (confraternita???) talora anche per altre motivazioni contingenti e locali, in cui in modo frequente giuocano atteggiamenti scarsamente idonei a favorire un normale dialogo tra i diversi attori del sistema funerario ed il conseguente esercizio delle potestà comunali in materia di vigilanza igienico-sanitaria e di accertamento della sussistenza dello jus sepeliri in capo agli aventi diritto…o presunti tali.

    in genere, quando titolari di questi sepolcreti siano enti ecclesiastici tali controlli sono più facili, anche in relazione al processo di riordino che ha interessato appunto gli enti ecclesiastici come risultato ultimo delle revisioni del Concordato tra Chiesa Cattolica Romana e Stato Italiano firmato il 18 febbraio 1984 (e si veda, nel dettaglio, la Legge 20 maggio 1985 n. 222) da cui emerge che essi debbano esser riconosciuti titolari della personalità giuridica ai fini civili.

    Per altro occorre, comunque, rapportarsi all’atto costitutivo, allo statuto dell’ente ed all’ordinamento interno ai fini del rilascio delle autorizzazioni alla sepoltura (ex Art. 102 DPR n. 285/1990) dovendo la competente autorità comunale acclarare caso per caso se esista o meno lo Jus Sepulchri quale titolo di accoglimento del defunto, in quella determinata ed atipica destinazione.

    L’omissione di tale obbligo insuperabile da parte del preposto ufficio comunale implica il suo determinante concorso nella violazione della norma di cui all’Art. 340 TULLSS oltre ad una grave infrazione ai doveri disciplinari.

  3. Scrivo dalla Toscana.

    Quali leggi generali o speciali debbono rispettare i tanti cimiteri privati sparsi nell’Italia Centrale e Meridionale soprattutto. Chi autorizza la costruzione dei manufatti sepolcrali? E le relative operazioni di sepoltura/disseppellimento per il loro effettivo uso possibilmente a rotazione?

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