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Autorizzazione all’estumulazione: atto dovuto o provvedimento discrezionale? — 68 commenti

  1. Buonasera, avrei una questione da sottoporvi: se in un cimitero (nel mio caso non è un cimitero comunale, bensi privato, in quanto di proprietà di una confraternita che lo gestisce tramite una fondazione) vi sono degli spazi concessi a delle confraternite, qualora vi fosse la necessità di fare delle estumulazioni per fare spazio ad altri confrati deceduti, trasferendo eventualmente la salma in un campo temporaneo esterno allo spazio dato in concessione per completare la mineralizzazione per poi riporlo in ossario all’interno dello stesso spazio confraternale, nell’ipotesi in cui la salma da estumulare non avesse parenti o tali parenti fossero sconosciuti o irraggiungibili o, ancor di più, reticenti, potrebbe il superiore (legale rappresentante) della confraternita concessionaria dare il consenso all’operazione facendo le veci dei parenti ?
    La questione è di particolare importanza e necessita una urgente soluzione in quanto queste tombe confraternali sono ormai al collasso ed ogni qualvolta è necessaria un’estumulazione per fare posto ad un confrate defunto è particolarmente gravoso andare alla ricerca di parenti sconosciuti, soprattutto quando si tratta di salme molto risalenti nel tempo. Ancor peggio quando si trova un parente reticente e con il suo comportamento tiene in ostaggio un’intera comunità.
    In che modo il superiore della confraternita può ottemperare a tali esigenze manlevando l’amministrazione cimiteriale da ogni responsabilità ?
    Ed in che modo l’amministrazione cimiteriale può venire incontro a tali esigenze delle confraternite senza contravvenire alla normativa di polizia mortuaria ?
    Grazie della risposta

    • I cimiteri privati o particolari (es. quelli parrocchiali di cui al canone 1180 del vigente Codice di diritto canonico del 1983) sono “tollerati” dalla Legge Italiana e quindi disciplinati, in via residuale (il legislatore, infatti, li vede con una certa diffidenza) dall’art. 104 del regolamento nazionale di polizia mortuaria di cui al D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 a patto che:

      1. Siano pre-esistenti rispetto all’ emanazione del T.U. leggi sanitarie di cui al R.D. 27 luglio 1934 n. 1265, con il quale il Legislatore opera una precisa scelta politica, affidando (artt. 337, 343 e 394) ai Comuni, in via esclusiva la funzione cimiteriale.

      Tale espresso orientamento è stato, poi, ove necessario, ribadito dall’art. 824 comma 2 Cod. Civile che statuisce, solennemente, la demanialità dell’impianto cimiteriale.

      2.
      Siano soggetti alle stesse regole dei cimiteri comunali, ovvero devano rispettare:
      – il Regolamento di polizia mortuaria (con relative ordinanze del Sindaco, ad esempio)
      – il regolamento edilizio comprese tutte le autorizzazioni relative
      – le competenze dell’Azienda Sanitaria locale.

      Chi si fa seppellire in un cimitero privato obbligatoriamente, per poter vantare un legittimo jus sepulchri, aderisce ad una confraternita o altra associazione che a suo tempo ha istituito il cimitero, ne condivide lo statuto ed i valori morali di pìetas

      Le tariffe per le sepolture private a sistema di tumulazione sono lasciate alla discrezione della confraternita, mentre la declaratoria per i canoni concessori dei cimiteri comunali è approvata, come indirizzo generale dal Consiglio Comunale e declinata, poi, nel dettaglio operativo dalla Giunta.

      Lo statuto deve essere portato a conoscenza dell’Amministrazione comunale che svolge azione di controllo ed eventuale rettifica nel caso contenga disposizioni in contrasto col regolamento di polizia mortuaria comunale o con la normativa quadro statale.

      L’atto costitutivo della congrega (ente, persona giuridica proprietaria del cimitero) può contenere norme sulla gestione del cimitero (regolazione degli jura sepulchri, dei diritti d’uso e durata delle concessioni, integrati semmai dal contratto concessorio, volta per volta)

      Per l’Ordinamento Civile Italiano gli atti di disposizione per il post mortem seguono una graduatoria gerarchica molto rigida: la electio sepulchri, infatti, attiene in primis al de cuius stesso, mentre per successive destinazioni di cadaveri o loro trasformazioni di stato si applica pur sempre il c.d. criterio di poziorità (laddove convergono potere decisionale + preminenza nella scelta). Orbene trattasi di principio pretorio, portato di una giurisprudenza omogenea e costante nel tempo, trasposto, solo nel 1990 in norma positiva con l’art. 79 comma 1 I periodo D.P.R. n. 285/1990, entrato, appunto in vigore il 27 ottobre 1990.
      IL prefato art. 79 accorda il titolo a disporre in primo luogo al coniuge superstite, ed in subordine a chi fosse unito al de cuius da legami di sangue (parentela, sino al 6^ grado, così come indicato dagli artt. 74 e segg. Codice Civile) imponendo l’unanimità di tutti i soggetti legittimati a manifestare la volontà in tal senso, quando essi siano posti su un livello di pari ordinazione.

      Se non diversamente disposto dallo statuto della confraternita e con l’approvazione degli organi di controllo comunali (esempio: al naturale scadere della concessione si procede d’ufficio all’estumulazione, realizzando, così un turn over delle sepolture, in un cimitero non più ad accumulo, ma a rotazione) il titolo di disposizione per ottenere l’estumulazione di feretri ivi sepolti anche se da lunghissimi anni, ben difficilmente potrà sorgere in capo al legale rappresentante del ente/corpo morale, difettando questi della legittimazione necessaria.

  2. Buonasera!
    Volevo semplicemente sapere, essendo scaduta la concessione per i loculi dei miei nonni materni, e che mio zio, unico figlio in vita, che non importa sapere nulla di acquistare ossario, possiamo noi 5 nipoti di altri figli deceduti da anni prendersi l’incarico di estumulare i resti e ri tumulurli in ossario?
    Grazie!

    • X Giovanni,

      in breve: sì è possibile poiché la Legge (art. 82 comma 1 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285) parla genericamente di persone INTERESSATE, sempre fatto salvo il vincolo jure sanguinis che ha la prevalenza. Se lo zio è, e si dichiara per facta concludentia, disinteressato, potete tranquillamente subentrare Voi nipoti nella scelta della sepoltura e nell’assunzione dei relativi oneri.

  3. X Sergio,

    si tratta, forse, di applicare nella sua interezza l’art. 88 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285, laddove detta norma non sia stata “depotenziata” da apposita legge o regolamento regionale, oppure anche con semplice ordinanza sindacale, adottata di concerto con l’AUSL.

    Sempre più spesso la supervisione sanitaria sulle operazioni cimiteriali viene omessa, per ragioni di praticità ed efficienza organizzativa….demedecalizzando, così, la polizia mortuaria.
    Probabilmente è un errore, ma in tempi di spending review, con le casse degli enti pubblici che languono non è poco!

    Ad ogni modo l’istanza di estumulazione, soggetta sin da origine ad imposta di bollo, deve esser inoltrata al competente ufficio di polizia mortuaria del comune nel cui cimitero si trova il feretro oggetto, appunto, di disseppellimento/traslazione. Sarà, poi, l’autorità amministrativa ad attivarsi presso la locale AUSL, al fine di ottenere la presenza sul posto del personale sanitario, quando sarà calendarizzata l’operazione cimiteriale.

    • Volevo sapere se ce un risarcimento per mancato avviso riesumazione salma di mio padre motivo la lettera e arrivata il 21 dicembre alle ore 13.00 mio padre e stato riesumato alle ore 10 .30 dello stesso giorno così non o potuto assistere e recuperare i suoi effetti personali di cui il mio anello di matrimonio non più trovato purtroppo è mancato all’età di 44 anni

      • Antonio,

        1) è sempre possibile costituirsi in giudizio ex art. 100 Cod. proc. civile, per vedersi riconosciuto e, quindi, risarcito, ex art. 2043 Cod. Civile, il cosiddetto “danno esistenziale”, dovuto ad un’ingiusta lesione dei suoi diritti di disposizione sulla spoglia mortale del padre. A subir irreversibile pregiudizio è stato, infatti, il suo jus sepulchri attivo (diritto a dar sepoltura) che si sarebbe estrinsecato, semmai, nelle decisione di una nuova destinazione privata e dedicata per le ossa, o comunque, in una loro diversa sistemazione rispetto all’ossario comune cui esse, nel disinteresse degli aventi titolo, sono avviate in modo promiscuo, anonimo ed indistinto ope legis.

        2) ad avviso della dottrina dominante, nell’imminenza delle operazioni massive di esumazione ordinaria da campo comune di terra (per le tombe in concessione la procedura potrebbe variare, essendo essa più strutturata), grava sul privato cittadino, quale utente ultimo del servizio cimiteriale, il dovere di documentarsi su modalità e tempistica di esecuzione di quest’ultime, l’Amministrazione Cittadina non ha alcun obbligo di comunicazione in tal senso poiché procede d’ufficio, a tutela di un interesse pubblico prevalente (= la piena funzionalità del cimitero che, altrimenti, causa ritardo, si saturerebbe) a liberare le quadre ad inumazione, una volta scaduto, per i cadaveri ivi sepolti, il rispettivo turno di rotazione (= periodo di sepoltura legale). Non troverebbero, dunque, applicazione le norme di cui al Capo III Legge n.241/1990 sul procedimento amministrativo. Secondo una diversa corrente di pensiero (cui appartiene indegnamente chi scrive questa risposta), forse anche minoritaria, al di là della mera cortesia istituzionale e dell’informale diligenza il Comune ha tutto l’interesse ad avvisare la cittadinanza sul calendario delle esumazioni ordinarie, magari con apposite affissioni ai cancelli del camposanto o più evoluti strumenti di “pubblicità-notizia” (richiamati pure dall’art. 8 comma 3 Legge n. 241/1990) anche per facilitare il recupero delle spese gestionali prodotte operazioni cimiteriali, soprattutto ai sensi dell’art. 1 comma 7-bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26, in forza del quale l’inumazione, intesa come un processo graduale che culmina con la naturale esumazione dei resti, è divenuta prestazione a titolo oneroso, in modo generalizzato. In questa maniera, molto responsabilmente, si favorirebbe pure l’esercizio dello jus inferendi mortuum in sepulchrum, cioè del diritto, per i congiunti del de cuius a scegliere una tomba in concessione – a sistema di tumulazione (e dunque a pagamento) dove collocare le ossa rinvenute, anche a tutto vantaggio dell’erario comunale.

        3) Le procedure di dettaglio sulle operazioni cimiteriali sono dettate dal Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria o meglio ancora dall’ordinanza sindacale con cui esse sono compiutamente disciplinate negli aspetti più capillari. E’buona norma redigere, all’atto dell’esumazione, un apposito verbale, senza particolare rigore di forma, in cui annotare lo stato del cadavere e gli eventuali monili, preziosi, o suppellettili funebri, recuperati al momento dell’apertura della fossa. Questi oggetti permarranno per un congruo tempo in custodia all’ufficio del cimitero, a disposizione di quanti possano su di essi legittimamente vantare diritti di proprietà e, quindi, di rivendicazione ai sensi della vigente normativa civilistica.

  4. x Carlo
    mi scusi per ottenere il nulla osta dal medico sanitario, per poi essere autorizzato all’estumulazione della salma di mio Padre, chi deve far richiesta al asl competente??? il comune o noi figli??
    Grazie

  5. buongiorno ,mi trovo nella seguente situazione. A due anni dal decesso del mio compagno , per rispettare le sue volontà testamentarie devo fare una esumazione straordinaria e procedere alla cremazione. I documenti ci sono tutti,il comune dove è sepolto ha dato l’autorizzazione.Il problema è che per ordinanza del comune dove è sepolto gli addetti al cimitero non fanno la buca per esumarlo,e nemmeno la ditta che si occuperà della cremazione.A chi mi devo rivolgere?ho sentito la misericordia,i marmisti non lo fanno….

    grazie

    Cristina

    • X Cristina,

      Dunque: il Comune di prima sepoltura ha ultimato l’’iter autorizzatorio, accordando i relativi permessi, ma manca chi, poi, debba tradurre tutto il procedimento in atti concreti, provvedendo all’effettiva esumazione, sempre all’interno della struttura organizzativa del medesimo comune.

      E’un bel paradosso, non trova? Mi sfugge il senso profondo di questa discrasia procedurale: perché mai autorizzare nominalmente e prima un’operazione, nei fatti, proibita poi?

      Ad ogni modo, le operazioni cimiteriali di sepoltura e disseppellimento competono esclusivamente, salvo rarissime eccezioni legali solamente quando e se contemplate espressamente dal Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria, al gestore del servizio che può esser erogato dal Comune in economia diretta (cioè con propri mezzi e personale) oppure attraverso altre forme di conduzione dell’impianto cimiteriale (esempio: appalto o affidamento di servizio).

      In linea di massima soggetti esterni non possono lavorare in cimitero, a meno di un’esplicita autorizzazione caso per caso rilasciata dal locale ufficio cittadino della polizia mortuaria.

      Pertanto le esumazioni, specie se straordinarie, non sono materia di marmista o di impresa funebre, la quale potrebbe solo presenziare, in funzione di supporto logistico allo scavo della fossa, senza, però, particolari margini di fattivo intervento.

      Se l’ordinanza sindacale (o anche, a questo punto, dirigenziale) con cui si disciplinano, nel dettaglio, le operazioni cimiteriali nel singolo comune vietasse tout curt e risolutamente, quindi in modo assoluto, le esumazioni straordinarie saremmo dinanzi ad un atto amministrativo contra legem, perciò illegittimo, e per tale ragione impugnabile con i rimedi proposti dalla Giustizia Amministrativa (= sostanzialmente ricorso al T.A.R.), in quanto si porrebbe in insanabile contrasto con la fonte di diritto di rango superiore, ossia con il Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria di cui al D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, che al Capo XVII ammette espressamente l’esumazione prima del turno di rotazione, di solito decennale, in campo di terra, quando il feretro debba esser trasportato in altra sepoltura, ovvero cremato.

      Invero, però, può sussistere un certo spazio di ulteriore discrezionalità, pure piuttosto dilatata in certe situazioni,, il Comune, infatti, potrebbe proibire in certi periodi dell’anno (quando piove molto ed i campi di terra risultano impraticabili, o per converso si sviluppano alte temperature) le esumazioni straordinarie, oppure subordinarle al decorso di un periodo minimo di permanenza del cadavere nella fossa, o ancora impedirle per salme portatrici di morbo infettivo-diffusivo. In questo frangente si tratterà solo di attendere, in volta perfezionati i titoli formali (e cartacei) di esumazione, trasporto al crematorio e successiva cremazione del corpo in questione.

  6. X Lorenzo,

    di solito conflitti endo-famigliari di questo genere si trascinano in giudizio (Sino in Cassazione), con annose vertenze tra parenti che durano, appunto, sino al terzo grado della giurisdizione civile.

    Ecco allora un’elaborazione, nel tempo, fortunatamente uniforme, sviluppata dai Tribunali Italiani e poi, solo successivamente, cristallizzata in norma giuridica positiva dall’Art. 79 comma 1 II periodo del Regolamento Statale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285. Invero l’Art. 79 sullodato si riferisce alla cremazione, ma per analogia è applicabile a tutti gli atti di disposizione del post mortem.

    Lo jus elegendi sepulchrum, ossia il diritto a scegliere modalità, luogo e forma della propria sepoltura appartiene senza dubbio alla persona interessata, nel silenzio del de cuius, invece, prevale SEMPRE la volontà del coniuge superstite (che abbia contratto matrimonio, sia ben chiaro!) tra l’altro anche se in stato di separazione. Si tratta, insomma di far valere quel famoso principio di poziorità enunciato da molte sentenze in cui si coniugano potere di scelta con la preminenza nel decidere. Nel caso in esame domina, quindi, lo Jus Coniugii della moglie anche sullo Jus Sangiunis dei figli contrari alla traslazione del feretro. Basterà, per tanto un atto di disposizione della moglie in tal senso perché il comune autorizzi lo spostamento del defunto. Nell’evenienza che Lei o i Suoi fratelli vogliate impugnare tale istanza la sede competente è quella civile ove dovrete dimostrare (anche se non è agevole) l’intimo desiderio del de cuius a “riposare” nel cimitero di prima sepoltura. L’istruttoria del comune si limiterà alla valutazione dei titoli formali, non potendo l’attività amministrativa sovrapporsi o sostituirsi a quella giurisdizionale, se dovesse insorgere lite, pertanto, l’ufficio della polizia mortuaria manterrà fermo lo status quo, in attesa di sentenza passata in giudicato.

    • Grazie , la risposta e’ perfetta e molto chiara anche se purtroppo come temevo a mio sfavore … Le chiedo ancora una cosa , essendo Io titolare del loculo , il Comune e’ tenuto ad informarmi se un altra persona in questo caso la moglie chiede il trasferimento della salma o rischio per esempio se non passo per 20 giorni al cimitero di arrivare li un bel giorno e non trovare piu’ mio padre ? Se vengo informato posso oppormi , avviare una causa e di conseguenza come mi ha spiegato Lei nel frattempo la salma non si sposta , ma se non vengo informato di questa richiesta e’ un grosso problema …. Grazie ancora

      • X Lorenzo,

        è opportuno (o sin anche doveroso?) che il concessionario (nella fattispecie concreta: Lei) sia informato del giorno in cui sarà calendarizzata l’operazione cimiteriale, anche per provvedere alla rimozione della lapide o di altri arredi votivi su quest’ultima applicati. Di solito queste operazioni sono svolte dal marmista di fiducia.

        Tutti gli oneri saranno giustamente a carico della moglie di Suo padre.

        Poi, detto inter nos: è solo un escamotage per adire, eventualmente le vie legali e congelare la situazione. Io, che avvocato non sono, raccomando, comunque, la massima prudenza prima di intraprendere un percorso in sede giudiziale perché un processo comporta sempre una certa dose di aleatorietà.

        Le conviene parlare, a questo punto, davvero con un legale anche per notificare al Comune la sua intenzione di opporsi alla traslazione.

  7. Buongiorno , non so veramente come ottenere una risposta , ho chiesto ad un avvocato che pero’ non ha mai gestito una causa simile , ho chiesto in Comune e mi hanno risposto che mi faranno sapere dopo alcune ricerche , ho chiesto al gestore del cimitero ma nulla neanche Lui …
    Abito in un paese della Valle D’ Aosta , Mio padre ( naturale ) a seguito di un incidente mortale , e’ stato sepolto nel Comune dove ha abitato tantissimi anni della Sua vita , dove abito Io , dove abitano tutti i suoi fratelli , inoltre nel cimitero sono sepolti 1 fratello di mio padre ed i genitori .
    La moglie di mio padre ( per me matrigna ) con quale non vado d’accordo , ( sposata con mio padre solo da 10 giorni prima della morte ) , ora ha intenzione di tornare al suo paese natale dove ha i suoi figli e vorrebbe far trasferire la salma di mio padre !!! Ora ovviamente Io e tutti i fratelli non siamo d’accordo al trasferimento , voglio precisare che il contratto dell’acquisto del loculo e’ stipulato a nome MIO , unico figlio …La mia domanda e’ , puo’ la moglie di mio padre avere il diritto di spostare la salma senz ache Io figlio posso oppormi ? Lei non e’ mia mamma quindi credo che Io e la Signora abbiamo gli stessi diritti ? Ed i fratelli contano ? Grazie della risposta

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