A Napoli non solo un problema di rifiuti

Da anni nel napoletano si ha una situazione di emergenza per le sepolture, ma ben poco è stato fatto per trovare soluzioni durature. Sembra che a Napoli ogni decisione che serve per il futuro, debba essere rimandata. ImageBasta una occhiata al deposito di ecoballe nella fotografia accanto per comprendere quanto possa essere grave la situazione in termini pianificatori. Invece saltano fuori provvedimenti che lasciano il tempo che trovano, come il divieto di fumare nei giardini pubblici. Che senso ha impegnarsi in provvedimenti di questo tipo, quando le cose fondamentali, come la pulizia delle strade, la raccolta dei rifiuti, la legalità e la sepoltura dei cadaveri non sono garantiti!

Esemplare il post, tratto dal blog placidiappunti che in realtà riprende un articolo di Mariano Maugeri su il Sole24ore, 12-01-2008 Quel silenzio (in)dolente dei puri, riportato su www.napolionline.org e che di seguito si riporta:

Sabores y aromas

Come quello del cimitero di Poggioreale, dove si pagano mazzette per ottenere un loculo, e dove i gran cerimonieri delle confraternite liberano le piccionaie di morti inumati da appena un anno perché il piano regolatore dei cImageimiteri è fermo da decenni e il forno crematorio di cui è dotata ogni città civile a Napoli non si può fare perché la camorra di Secondigliano lo vivrebbe come uno sgarbo. C’è voluta un’inchiesta del Sole-24 Ore per costringere il consiglio comunale a portare da 18 a 36 mesi il limite minimo per svuotare le bare dal giorno della morte. E così si ripuliscono cadaveri in putrefazione all’aria aperta con la naturalezza di un giardiniere che concima i fiori. Cadaveri e sacchetti di spazzatura che macerano ai piedi del Vesuvio e sotto il cielo livido del golfo di Napoli. Sabores y aromas. Di monnezza e di morte.

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