Arrotondavano lo stipendio comunale gestendo una impresa funebre cooperativa

Tre dipendenti comunali di Piacenza, due donne e un uomo, sono stati sospesi perché hanno preso parte a un’impresa di pompe funebri in forma di cooperativa. In sostanza arrotondavano lo stipendio comunale col doppio lavoro nelle pompe funebri.
I tre sono accusati di non aver chiesto l’autorizzazione necessaria al datore di lavoro, cioè il Comune di Piacenza, e per questo nei loro confronti sono stati emessi dei provvedimenti sanzionatori: sospensione e spostamento di ufficio con una riduzione o l’azzeramento dello stipendio.
Un uomo e una delle due donne sono agenti dalla polizia municipale e per loro la sospensione è stata di sei mesi: avrebbero gestito l’attività di pompe funebri per lungo tempo e con ruoli attivi, mentre una terza dipendente – un’impiegata amministrativa – avrebbe avuto un ruolo marginale e per solo un mese nella cooperativa, per cui la sospensione è stata di un solo mese.
Tutti e tre hanno fatto ricorso al giudice del lavoro e il provvedimento nei confronti dell’impiegata è già stato sospeso, per gli altri due invece la situazione è più complessa.
L’avvocato dei tre comunque sostiene che i suoi assistiti, al momento della nascita della cooperativa nel 2013, avessero chiesto all’Ufficio del Personale del Comune l’autorizzazione e si sono comportati seguendo le direttive ricevute.

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