esempio volontà di essere cremato

(schema di volontà ad essere cremato)
.. sottoscritt……………………, nat.. a ……………….. e residente a ……………., via/piazza ……….., cittadin.. italiano, con il presente atto esprime la propria volontà ad essere cremato.

………………lì…………

………………………………………. (firma di proprio pugno)

(non costituisce elemento essenziale, ma è possibile aggiungere quanto segue:)

…. nomina quale proprio esecutore testamentario per questo, ..l.. signor.. ………… nato.. a
…………. il ……………., residente a ………………

Esempio di schema compilato di volontà ad essere cremato
Il sottoscritto Giuseppe Verdi, nato a Verdopoli (Bari), il 7 luglio 1900, residente a Grigiopoli (Lecce), via dei Rossastri, 4, cittadino italiano, con il presente atto esprime la propria volontà ad essere cremato.

Grigiopoli, 8 agosto 2006

firma per esteso

Trattandosi di testamento olografo, l’intero testo deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore (art. 602 codice civile);

Non è, quindi, ammessa la redazione a macchina o con mezzi diversi dalla scritturazione manuale)

15 thoughts on “esempio volontà di essere cremato

  1. Lorenzo

    Se io non voglio essere cremato e non voglio andare in chiesa per la messa che cosa devo fare??

    1. User necroforo

      X Lorenzo,

      la via maestra da seguire è quella della scheda testamentaria nelle sue tre forme contemplate dal Cod. Civile (testamento olografo, pubblico o segreto).
      Essa potrà anche contenere disposizioni non a carattere patrimoniale (Art. 587 Cod. Civile) come , appunto, istruzioni dettagliate su modalità di sepoltura ed eventuali riti di commemorazione laici o religiosi. Per maggior sicurezza potrà, poi, nominare un esecutore testamentario (Art. 700 Cod. Civile) che curi il rispetto assoluto delle Sue ultime volontà in tema di jus elegendi sepulchrum, cioè del diritto personalissimo di scegliere luogo e tipologia del sepolcro, quando, ovviamente, non in contrasto con la Legge.

  2. Carlo

    X Patrizia,

    tutte le operazioni di polizia mortuaria debbono sempre esser preventivamente autorizzate, meglio se in modo contestuale da parte dei preposti uffici comunali (Art. 13 ed Art. 107 comma 3 lett. f) D.Lgs n.267/2000)

    Fuori del centro abitato, anche su terreni privati, purché da tale attività di concessione dello spazio sia escluso il fine di lucro ex Legge n. 13/2001, è legittimo DISPERDERE le ceneri (e non interrarle, per i motivi esaminati nella precedente risposta.)

    Il trasporto delle ceneri nel luogo deputato alla dispersione in natura richiederà, quindi, l’emissione del relativo decreto, senza il quale si commette un illecito amministrativo, soggetto ora alla sanzione di cui all’Art. 339 Testo Unico Leggi Sanitarie, ora alla sanzione “residuale” di cui all’Art. 107 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria, che, a sua volta, rinvia all’Art. 358 Testo Unico Leggi Sanitarie così come riformato dall’Art. 16 D.Lgs n.196/1999. Le sanzioni saranno elevate secondo modalità e procedure dettate dalla Legge n.689/1981

    Per la stessa dispersione, poi è necessaria uno specifico provvedimento autorizzativo rilasciato, però, dall’Ufficiale di Stato Civile, il quale deve prima accertare, in base ai titoli formali, la reale volontà dispersionista del de cuius; si tratta di una competenza “speciale”, anche se estranea ai procedimenti propri dello Stato Civile (DPR n. 396/2000 ed Art. 14 D.Lgs n.267/2000) sancita dalla Legge n. 130/2001 la quale ha novellato l’Art. 411 Cod. Penale, aggiungendovi 3 nuovi commi. Detta autorizzazione è indispensabile, altrimenti ex Art. 411 Cod. Penale si commette un reato addirittura piuttosto grave, passibile di reclusione.

  3. Patrizia

    grazie mille per la replica, mi permetto di aggiungere una considerazione a seguito di quanto ho letto tra le righe:
    riferendomi all’ultimo paragrafo ho inteso che al di fuori dei centri abitati è legale seppellire (sempre inteso in senso lato) le ceneri del defunto.
    In tal caso devo dichiararlo, oppure avvenuta la cremazione posso trasportare le ceneri liberamente in montagna (ad esempio)??
    grazie nuovamente per la puntualità delle tue risposte.
    Patrizia

  4. Carlo

    X Patrizia,

    è il combinato disposto tra gli Artt. 340 comma 1 e 343 comma 2 del Regio Decreto 27 luglio 1934 n. 1265 recante l’approvazione del Testo Unico Leggi Sanitarie a proibire la possibilità d’interrare le urne cinerarie in luogo diverso dal cimitero, e trattasi di norme di rango primario tassative e categoriche, pertanto, non facilmente eludibili né obliterabili, salvo non incorrere chiaramente in un’infrazione punita, con sanzione amministrativa pecuniaria, dallo stesso Regio Decreto 27 luglio 1934 n. 1265 e con l’obbligo di provvedere a proprie spese al ripristino dello status quo ante, ossia al disseppellimento ed al relativo trasporto in cimitero.

    Invero l’Art. 340 comma 1 citato vieta l’inumazione del cadaveri extra moenia (= fuori del recinto cimiteriale, ma tale regola, in via estensiva, si applica non solo ai feretri, ma anche alla loro trasformazioni di stato, come ossa, esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo.conservativo, ossa ed appunto ceneri.

    Ai sensi di queste disposizioni ad esser inibita è quindi l’inumazione in sé, a prescindere da quale fattispecie medico-legale assimilabile ad un defunto, s’intenda seppellire nella nuda terra.

    Dobbiamo, poi ,considerare l’Art. 80 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria secondo cui la destinazione ufficiale delle urne dovrebbe esser : a) la tumulazione in apposita nicchia. b) la dispersione nel cinerario comune del camposanto.

    Certo La Legge n. 130/2001 con il seguente DPR 24 febbraio 2004 emanato dopo un importante parere del Consiglio di Stato in merito ad un ricorso straordinario al Capo dello Stato, in materia di cremazione e seguente sistemazione delle ceneri, ha aperto importanti spiragli, ammettendo a certe condizioni, proprio stante la formulazione dell’Art. 343 comma 2 del Regio Decreto n. 1265/1934 che le urne possano uscire dal circuito cimiteriale a patto però di fornire loro una collocazione stabile, entro un vano (celletta o, comunque spazio ricavato in edificio o porzione dello stesso) capace di garantirle contro atti di immonda profanazione. E’,di fatto, la legittimazione, in via giurisdizionale, dell’istituto dell’affido famigliare/personale per le urne cinerarie.

    Dirò di più: la stessa Legge n. 130/2001 implementata, poi a livello regionale con apposite leggi o regolamenti ad hoc, in modo da riuscire finalmente operativa e non una mera enunciazione di principi ammette anche una forma di “sepoltura” ( da intendersi in senso molto lato) delle ceneri ben più estrema: come la dispersione in natura delle stesse, purchè il loro sversamento nell’ambiente esterno avvenga fuori del centro abitato così come definito dal Nuovo Codice della Strada D.LGS n.285/1992.

  5. Patrizia

    Salve, mi chiedevo se ci fosse eventualmente una legge che regola il MANTENIMENTO delle ceneri (appurato che non possono essere divise) il parente ereditario può (ad esempio) sotterrarle nel giardino di casa propria?

    grazie mille in anticipo per la risposta!

  6. Carlo

    X Maria,
    Ripartire le ceneri entro due o più urne? Pazzesco, non siamo mica gli Americani!

    1) ai sensi dell’Art. 80 comma 2 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato con DPR n. 285/1990, in Italia, almeno, le ceneri di un cadavere rappresentano un unicum inscindibile e sempre chiaramente identificabile (non possono esser separate o solo parzialmente conservate o disperse ed il loro trattamento, quale che esso sia, purché ammesso dalla Legge, deve essere unico nell’unità di tempo e luogo). Si afferma, così il criterio della individuabilità, aderendo all’impostazione secondo cui indipendentemente dalla scelta della pratica funeraria, il defunto rimanga un “soggetto individuale” e, oltretutto, inserito in un contesto sociale.

    La stessa urna deve contenere le intere ceneri del defunto (non essendo consentito il frazionamento delle stesse inpiù parti pe r l’affidamento a più soggetti).
    Non è consentita la trasformazione delle ceneri in altre sostanze o il loro trattamento con modalità diverse daquelle stabilite in via generale dalla normativa nazionale e regionale vigente.

    2) La Regione Veneto, con la Legge Regionale n.18/2010 è intervenuta in tema di cremazione, istituendo un apposito registro comunale cui affidare la propria volontà in favore di questa pratica funebre. Attenzione, però: questo stratagemma non mi convince per vari motivi: Accennerò alla principale obiezione mossa da insigni giuristi a questa “trovata” di diverse regioni, tra cui appunto il Veneto, che così vorrebbero bypassare il tradizionale circuito legale (disposizione testamentaria, atto sostitutivo di atto di notorietà, iscrizione a So.Crem) attraverso cui manifestare la volontà cremazionista. La cremazione, infatti, è un diritto della personalità e come tale è un diritto civile, il quale va garantito, per ogni cittadino italiano su tutto il territorio della Repubblica [Art. 117 lett. i), l), m) Cost.]. Il Registro Comunale, invece, sconta il pesante limite della competenza geografica, cioè, in altre parole, va benissimo, come surrogato del mio volere testamentario, se io decedo nella stessa circoscrizione amministrativa presso cui ho depositato le mie volontà, va meno bene se io dovessi morire, per ipotesi, in un’altra regione o addirittura all’Estero, ossia laddove il Registro Comunale non avrebbe alcun valore giuridico.

  7. Maria

    Una volta che si è sottoscritta la volontà di essere cremato, dove va inviata? esiste forse un registro apposito? e poi: io abito in Veneto ma sono originaria di Perugia dove ho una cappella di famiglia nel cimitero comunale. Se io volessi fare due urne, una da sistemare nel posto dove attualmente vivo e l’altra a Perugia, bisogna scriverlo? Lo fanno fare o è contro la legge? Grazie

  8. Carlo

    X Rita,

    assumo a riferimento per la risposta al Suo quesito solo la normativa statale attualmente applicabile, senza soffermarmi su quella regionale, siccome non conosco da quale Regione Lei mi scriva.

    1) Art. 79 comma 2 DPR n. 285/1990: la volontà di cremazione, nel silenzio testamentario del de cuius, può esser manifestata, nelle forme dell’atto sostitutivo di notorietà (così, almeno si è espresso il competente Ministero degli Interni, con Circolare 1 settembre 2004 n. 37) dai familiari, individuati, secondo ordine di POZIORITA’ (= potere di scelta coniugato con la preminenza decisionale) dagli Artt. 74, 75, 76 e 77 del Cod. Civile; in buona sostanza vale la dichiarazione dei congiunti sino al sesto grado di parentela, con la logica conseguenza che i consanguinei più stretti, nell’ordine prevalgono e così escludono quelli di grado più lontano.

    2) La dichiarazione mendace, ex Art. 76 DPR n. 445/2000 integra la fattispecie di illecito penale rubricata come “falso privato in atto pubblico.

    La cremazione eseguita abusivamente, senza cioè la necessaria autorizzazione comunale, o, in ogni caso, con un’autorizzazione patologicamente viziata da un difetto di volontà da parte dei soggetti legittimati ad esprimersi, oltre a configurare il reato di distruzione di cadavere, è, comunque, soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall’Art. 358 comma 2 del Testo Unico Leggi Sanitarie approvato con Regio Decreto n. 1265/1934 e recentemente novellata nel suo importo dall’Art. 16 D.LGS , n.196/1999. Ovviamente questa sanzione è elevata con modalità e procedure di cui alla Legge n.689/1981 e in opposizione ad essa è, pur sempre, ammesso il ricorso amministrativo, così come configurato dalla stessa Legge n.689/1981.

    Attenzione: cremare un defunto, contra voluntatem eius, significa arrecare anche un danno esistenziale, risarcibile in sede civile, ai suoi discendenti, che vedrebbero così ingiustamente violato il loro diritto secondario di sepolcro.

  9. Rita

    Se non sussiste alcun testamento per la volontà di essere cremato, chi se ne deve assumere la responsabilità, se si è nubili o celibi?
    Sussistono sanzioni a cremare qualcuno senza che questo abbia lasciato testamento di volontà?
    Grazie.

  10. Carlo

    La volontà con relativi atti di disposizione per il proprio post mortem si estrinseca in tre forme: testamento pubblico, segreto ed olografo; i primi due necessitano del diretto intervento del notaio, mentre il testamento olografo purchè sia interamente redatto a mano e sottoscritto di proprio pugno dal testatore è in sè perfetto, ma produce i propri effetti solo una volta ricevuta la debita pubblicazione presso un notaio (Art. 620 Cod. Civile).

  11. Corrado Senior

    Lancio l’idea di costituire un’Associazione ONLUS per diffondere la pratica crematoria, aiutare nelle pratiche burocratiche ed esecutive, facilitare tutte le attività necessarie ai parenti dei soci deceduti.
    L’associazione potrebbe essere costituita sul modello della SO.CREM di Bologna e con i medesimi scopi ed attività.
    Sono disponibile per qualsiasi attività in merito.
    Posso essere contattato alla e-mail corrado.senior@gmail.com

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