Trasporto urna

Tutti i trasporti funebri di salme, cadaveri, parti anatomiche riconoscibili, resti mortali, ossa e ceneri sono sempre sottoposti al regime autorizzatorio da parte dell’autorità amministrativa del comune da cui muoverà il trasporto stesso.

 

Per il rilascio della relativa autorizzazione si procede su istanza di parte attraverso la presentazione di una richiesta di autorizzazione al trasporto soggetta, ovviamente ad imposta di bollo.
Per il trasporto internazionale o nazionale delle urne cinerarie il cosiddetto decreto di trasporto dovrà recare le generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), e la destinazione ossia il comune o lo Stato estero di arrivo.
Il trasporto dell’urna (o della cassetta di resti) non è, comunque, mai soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche o di profilassi stabilite per il trasporto delle salme e dei cadaveri (veicoli speciali con vani impermeabili e facilmente disinfettabili, contenitori metallici e sigillati in cui racchiudere i corpi…) in quanto le ceneri, a differenza dei cadaveri, sono costituite da sostanza inorganica ed asettica che non rilascia liquami oppure ammorbanti esalazioni. Tale indicazione opera sia con riguardo agli Stati aderenti alla Convenzione di Berlino, sia con riguardo agli altri Stati, fermo restando che, in caso di estradizione, dovrà comunque essere sempre indefettibilmente acquisito il nulla-osta di cui all’art. 29, comma 1, lettera a) D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285.
L’unica ragionevole eccezione potrebbe esser rappresentata dal caso piuttosto remoto di ceneri contenenti nuclidi radioattivi.
Non si fa cenno all’ipotesi dei cadaveri cui siano stati somministrati nuclidi radioattivi per le numerose variazioni che la materia ha subito (da ultimo, D.Lgs. 9/5/2001, n. 257) in relazione alla rarità del fenomeno, ci limitiamo ad osservare come, anche in tale frangente, l’ASL sia tenuta ad impartire le disposizioni da osservare.
L’urna dovrà essere opportunamente identificabile, riportando gli estremi anagrafici del de cuius, e sigillata, così da esser preservata da profanazione o accidentale sversamento, In effetti secondo l’Art. 411 comma 2 del Codice Penale la dispersione non autorizzata dall’Ufficiale di Stato Civile (laddove sia già possibile consentire detta dispersione) costituisce pur sempre un comportamento antigiuridico soggetto a sanzione penale.
Solo se la dispersione avverrà nello stesso cimitero su cui insiste l’impianto di cremazione la sigillatura del coperchio potrebbe risultare superflua.
La chiusura non deve esser a tenuta stagna, come, invece, accade per le bare usate nei lunghi trasporti da comune a comune, poichè essa dovrà solo reggere allo stress meccanico di eventuali scossoni, urti o scuotimenti durante la movimentazione dell’urna, non c’è, infatti, il rischio di percolazioni cadaveriche.
Titolare del trasporto potrà, così, essere non necessariamente un’impresa funebre, ma anche il comune cittadino che si avvale dei normali mezzi di trasporto.
L’urna cineraria è generalmente costituita da due componenti (si veda a tal proposito anche l’Art. 2 comma 1 lettera (3 e comma 2 Decreto Ministeriale 1 luglio 2002).

  • la parte interna di metallo (come in Germania) o materia plastica (secondo la consuetudine inglese) che racchiude le ceneri e viene sigillata dal gestore dell’impianto crematorio alla fine del processo di cremazione, ovvero quando i resti siano stati polverizzati. Essa deve riportare necessariamente gli estremi identificativi del de cuius.
  • l’involucro rigido esterno, spesso realizzato con materiali pregiati (cristallo, marmo, argento, ceramica, legno scolpito), in cui è apposta solo una targhetta identificativa.

Il contenitore interno è il cosiddetto sistema di raccolta delle ceneri, previsto in fase di formazione della tariffa ministeriale.
Esso è compreso nel prezzo del servizio.
Non è, invece, contemplato nella tariffa il costo:

  • per il trasferimento del feretro verso il crematorio.
  • per la spedizione dell’urna.

Secondo la Legge Italiana le ceneri di un cadavere contenute in un’urna costituiscono un’unità inscindibile, non possono, quindi, esser ripartite in più contenitori oppure esser solo parzialmente tumulate o disperse (laddove la dispersione sia lecita).
I trasporti funebri o, meglio, i luoghi (il cimitero, l’ara crematoria, un sepolcro privato posto fuori del recinto cimiteriale, una tumulazione privilegiata) in cui sia possibile trasferire un feretro, un’urna, una cassetta ossario presentano la caratteristica della tipicità, perchè preventivamente debbono esser individuati: dalla Legge in modo generale ed astratto oppure, di volta in volta con apposita autorizzazione per casi particolarissimi (si pensi alla collocazione atipica di un’urna presso un domicilio privato oppure un tempietto appositamente edificato fuori del perimetro cimiteriale presso la sede di un morale).
In Italia per consentire l’entrata nel territorio nazionale di un feretro, di un’urna, una cassetta ossario provenienti dall’Estero non viene richiesta la conferma al gestore del cimitero competente circa il loro legittimo accoglimento per la sepoltura, solamente quando il de cuius, in vita, avesse avuto residenza nel Comune di sepoltura (o di sistemazione delle ceneri) oppure avesse vantato il diritto ad essere sepolto in una tomba (sepoltura privata) in un qualunque cimitero italiano.
Detta autorizzazione è, invece, necessaria in ogni altra situazione.

253 thoughts on “Trasporto urna

  1. Buona sera, il trasporto può essere effettuato anche da comuni corrieri, ovviamente dichiarando il contenuto e con le dovute precauzioni?

  2. X Michele,

    Il metodo di confezionamento idoneo per le cassette di resti ossei da destinare alla cremazione è il seguente:

    È d’obbligo racchiudere le ossa in cassetta di zinco, così come definita dall’art. 36, comma 2 del D.P.R. 285/90.
    Giunti a destinazione la cassetta di zinco viene eliminata e le ossa riposte in un contenitore di legno, cartone o altro materiale facilmente combustibile e cremate.

    Per favorire il trasbordo, si consiglia di inserire le ossa prima della partenza all?interno di un sacchetto di plastica, poi nella cassetta di zinco; questo per evitarne la diretta manipolazione nel successivo trasferimento. È anche possibile che il contenitore di ossa sia contenuto nella cassetta di zinco fin dall?origine. Ad esempio si può usare un contenitore di cartone in cui vengono inserite le ossa e poi il tutto inserito nella cassetta di zinco. Non essendovi problemi dal punto di vista igienico-sanitario, le cassette di zinco di resti ossi possono essere consegnate ai privati familiari previa autorizzazione al trasporto rilasciata dall’ufficio comunale della polizia mortuaria, quindi al trasporto alla volta del forno crematorio può provvedere lo stesso famigliare del de cuius, senza bisogno di avvalersi di un’impresa funebre, purchè questi (cioè il famigliare) sia titolare del decreto di trasporto ex Artt. 23 e 24 DPR n. 285/1990, in cui sia specificato:

    1) il trasportatore
    2) l’oggetto del trasporto (le ossa)
    3) Il veicolo impiegato
    4) la destinazione (= l’impiano di cremazione prescelto)
    5) il tragitto che si andrà a percorrere

    All’atto dell’esumazione gli oneri per la fornitura della cassetta di zinco di cui all’Art. 36 DPR n. 285/1990 sono a carico di chi la richieda in funzione del trasporto fuori del perimetro del cimitero di prima sepoltura.

    E’,infine, il gestore del cimitero, ossia colui che materialmente attende all’operazione cimiteriale, a procurare per conto dei famigliari del de cuius la suddetta cassetta di zinco, di solito, almeno è così, altrimenti bisognerà rivolgersi ad un’impresa funebre fermo restando che il trasporto dell’ossame potrà esser garantito anche da un soggetto diverso rispetto all’agenzia di pompe funebri.

  3. Salve,
    “io dovrò” riesumare mio fratello, la data è già stata fissata dal Comune.
    Premesso che la sepoltura legale è assolta (20 anni fa la tumulazione, 10 anni inumato e risepolto per la decomposizione dei resti mortali), e supposto che rimanga finalmente unicamente ossame, posso (previo appuntamento col forno crematorio, e tutte le autorizzazioni del caso richieste alla Polizia mortuaria/Stato Civile) occuparmi personalmente del trasporto (evitando le Pompe funebri) fino al Forno crematorio?
    Chiedo inoltre, per cortesia, chi deve occuparsi di procurare un contenitore per l’ossame?

  4. Girovagando sul web, mi sono imbattutto in quest’interessante quesito:

    Si presenta, presso l’ufficio di polizia mortuaria del comune di XYZ una cittadina straniera di origine argentina chiedendo la disponibilità di un manufatto per la tumulazione delle ceneri del coniuge deceduto e cremato all’estero, La sola documentazione in possesso della signora consiste nel certificato di morte e di cremazione del coniuge (in lingua spagnola). Essa, ha provvisoriamente consegnato ex Art. 81 DPR n.285/1990, l’urna in cimitero

    Nella situazione rappresentata sembra mancare la necessaria autorizzazione al trasporto, dall’estero in Italia, delle ceneri del defunto. Come provvedere per evitare l’impasse e rilasciare, comunque, l’autorizzazione ex Art. 50 comma 1 lett. c) DPR n.285/1990 valevole come titolo di accoglimento?

    In effetti, la procedura non pare affatto corretta, è possibile regolarizzarla ex-post, “in sanatoria”?

    Mi sovviene una possibile risposta: in linea generale, al momento dell’accettazione in cimitero, dovrebbero essere stati prodotti i “titoli di viaggio”, cioe’ quanto e’ stato utilizzato al fini dell’introduzione nello Stato dell’urna “in arrivo”.

    Trattandosi, però, di documenti formati dalle Autorità del Paese di “partenza”, cioè dell’Argentina (e, poichè alle urne non si applica l’art. 28 dPR 285/1990 per analogia con il paragrafo 8.1 Circ. MIn. n.24/1993) non e’ immediatamente individuabile di quale documentazione avrebbe dovuto trattarsi, ma, comunque, occorre pur sempre un atto tale da legittimare il trasporto.

    Non trattandosi di introduzione di feretro, ma di semplice una cineraria, tenderei, “forse” ad escludere, per le possibili sanzioni amministrative l’art. 358 Regio Decreto n.1265/1934, così da considerare il solo art. 339 T.U.LL.SS.

    Il “forse” e’ motivato da questa considerazione: il titolo di viaggio alla partenza del trasporto funebre di urna cineraria (chiamiamolo così) evidentemente, era ed è regolato dalla legge del luogo di partenza/provenienza e, probabilmente, nulla esclude che la documentazione possa anche essere stata considerata, in partenza, idoneo titolo di viaggio.

    Applicandosi, forse (come visto), l’art. 339 TULLSS, dovrebbe provvedersi nei confronti del soggetto che ha, materialmente, consegnato l’urna cineraria in cimitero (ma potrebbero anche essere prescritti i termini per la contestazione immediata).
    Lascerei perdere, ormai, questi aspetti e valuterei solo se l’urna cineraria abbia diritto (a mente dell’art. 93, 1 DPR 10/9/1990, n. 285) ad essere accolta in quel dato sepolcro. E cio’ potrebbe anche essere “sanabile” a posteriori.

  5. X Michi,

    Gli atti di disposizione su salme, cadaveri, resti mortali, ossa o ceneri attengono ai cosidetti diritti della personalità (qualche giurista ragiona, invece, in termini di diritti personalissimi) e ai sensi dell’Art. 117 lettere I) L) M. Cost così come riformulato dalla Legge di Revisione Costituzionale n. 3/2001 sono disciplinati solo dalla Legge Statale che con l’Art. 79 comma 2 DPR n.285/1990 per le operazioni di polizia mortuaria prescrive il criterio di poziorità (= potere di scelta + priorità nel decidere). Esso quando vi siano più parenti dello stesso grado, proprio per evitare possibili dissidi e contrasti destabilizzanti per il buon governo del cimitero, richiede, appunto, in via cautelativa, l’unanimità.
    Tuttavia, il regolamento comunale (dopo tutto in materia di polizia mortuaria l’ente locale ha una potestà regolamentare di rango costituzionale ex Art. 117 comma 6 III Periodo Cost. ) potrebbe prevedere una procedura di questo tipo (valida, ovviamente, dopo l’omologazione ministeriale giusta l’Art. 345 Testo Unico Leggi Sanitarie), articolata nei seguenti punti specifici

    1) Chi domanda un servizio qualsiasi (trasporti, inumazioni, cremazioni, imbalsamazioni, esumazioni, traslazioni, ecc.) od una concessione (aree, archi, loculi, nicchie, ecc.) o l’apposizione di croci, lapidi, busti) o la costruzione di tombini, edicole, monumenti, ecc.), s’intende agisca in nome e per conto e col preventivo consenso di tutti gli interessati.

    2) In caso di contestazione l’Amministrazione s’intenderà e resterà estranea all’azione che ne consegue.

    3) Essa si limiterà, per le vertenze in materia, a mantenere fermo lo stato di fatto fino a tanto che non sia raggiunto un accordo fra le parti o non sia intervenuta una sentenza del Giudice di ultima istanza, passata in giudicato.

    Bisogna, innanzitutto, stabilire se la mancanza del consenso da parte di fratelli e sorelle sia un dissenso scritto e motivato oppure consista in un puro disinteresse.

    Se vi è disinteresse, cioè l’animus inequivocabile e protratto oltre un certo tempo di “fregarsene bellamente” nulla osta alla traslazione dei resti e si proceda pure.

    Se vi è contrarietà motivata occorre comprenderne la natura, anche perchè, altrimenti, i resti provenienti da esumazione sarebbero avviati a destinazione massiva ed anonima, ossia in ossario comune.

    Se, invece, non vi sono motivi più che validi (ad es. volontà del de cuius di permanenza in un sepolcro anziché in un altro) non si vede perché non consentire l’affiancamento delle mortales exuviae dei due coniugi defunti, in una stessa sepoltura privata e dedicata.In effetti è un principio fondativo e, quindi, implicito nel nostro ordinamento nazionale di polizia mortuaria, la tutela dei sentimenti di pietas e compassione verso i propri cari scomparsi.

    Si segnala inoltre che la pretura di Genova (decreto 30/12/95) Est. Belfiore ha sancito che: “Non sussiste turbativa del possesso quando un congiunto del concessionario originario tumula nel sepolcro “familiare” la propria madre (moglie di un figlio del fondatore del sepolcro), pur senza il consenso degli altri contitolari e senza dare a questi ultimi preventivo avviso del seppellimento, avendo anzi mendacemente comunicato all’autorità comunale cemeteriale che i compossessori avevano acconsentito all’inumazione”. La massima, con il decreto per esteso ed il commento, è pubblicato sul trimestrale “Il diritto di famiglia e delle persone”, Ed. Giuffré, Anno 1997, Gennaio-Marzo (pag. 223 e segg.).

  6. Salve
    Grazie per le informazioni precise, scrivo in merito a questo punto:
    1) consenso degli aventi titolo, individuati secondo il criterio della consanguineità con il de cuius, a disporre del cadavere del de cuius stesso dopo il primo periodo di sepoltura legale. Il coniuge superstite ha titolo privilegiato, mentre, in assenza di quest’ultimo, tra più famigliari dello stesso grado occorre l’unanimità.
    Mi spiego. Mia mamma e mio padre sono sepolti presso il cimitero di Ottaviano (Na) mia madre è morta da tanto mio padre deve ancora esser riesumato, allo scadere degli anni di spoltura “a terra” volevo traslare le loro salme nel cimitero di San Gennaro Ves (Na) presso il quale ho acquistato un loculo. Sono la primogenita di 4 figli ma i miei fratelli e sorelle non sono ben disposti all’operazione, pur non avendo alternative da proporre al momento della riesumazione del corpo di mio padre.
    Posso imporre la mia volontà per lo spostamento o sono vincolata all’unanimità?
    Grazie!

  7. X Svetlana,

    Il trasporto ceneri tra Stati Sovrani, purchè autorizzato è sempre possibile e, pertanto LEGALE.
    Il trasporto di ceneri o resti mortali fra Stati non aderenti alla convenzione internazionale di Berlino, richiede le normali autorizzazioni di cui agli articoli 28 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica n. 285/1990, ma non le misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto dei cadaveri.

    La Moldavia non aderisce alla Convenzione Internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937, pertanto tutta la procedura è chiaramente spiegata dal paragrafo 8.3 della circolare ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 esplicativa del regolamento nazionale di polizia mortuaria approvato con DPR n. 285/1990. Occorre, così, una particolare autorizzazione, quale titolo di viaggio, in cui siano indicati: generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), la destinazione, ovvero il titolo di accoglimento in un sepolcro (potrebbe esser anche il caso, laddove ammesso, dell’istituto dell’affido familiare o personale delle ceneri) posto sotto la giurisdizione italiana (si tratta del cosiddetto Jus Sepulchri).

    L’istanza deve esser inoltrata tramite l’Autorità Consolare Italiana che trasmette tutta la documentazione al comune dove l’urna è diretta, il quale, poi, rilascia l’autorizzazione all’ingresso sul proprio territorio del trasporto funebre.

    Quindi: l’autorizzazione al trasporto dell’urna non rientra nelle previsioni di tale disposizione ed essa e’ regolata unicamente dalle norme dello stato di partenza. In altre parole, e’ sufficiente l’autorizzazione al trasporto dell’urna rilasciata dalle autorita’ locali, in conformita’ alla loro legislazione (meglio se tale autorizzazione sia scritta (o, eventualmente, tradotta) anche in lingua francese (almeno, tenendosi conto, analogicamente e nella ‘direzione’ opposta, delle indicazioni del punto 8.1) della circolare del Ministero della sanita’ n. 24 del 24/6/1993, per quanto applicabile).
    Se il trasporto debba avvenire per via aera, andranno osservate anche le disposizioni in materia di trasporto di urne cinerarie dettate dall’ICAO.

  8. Salve, vorrei chiedere, se e’ possibile e legale trasportare delle ceneri di una persona defunta dalla moldavia all italia, e in che modo si devono trasportare, e soprattutto che documenti bisogna avere per portare con se le ceneri ?
    Grazie

  9. Gentile Enzo,

    Il trasfermento di un feretro da un cimitero ad un altro si chiama, in gergo “necroforese”, TRASLAZIONE.
    Perchè si deliberi la traslazione da parte del competente ufficio della polizia mortuaria occorre presentare domanda per: estumulazione, trasporto funebre di feretro e tumulazione nella nuova tomba versando le corrispettive tariffe comprensive di diritti fissi e diritti di segreteria, in quanto tutti questi servizi sono pur sempre a titolo oneroso.

    Tutti i trasporti funebri (di salme, cadaveri, ossa, ceneri, esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo) sono soggetti ad autorizzazione comunale (Artt. 24, 27, 28 e 29 DPR 285/90), ma se per ossa e ceneri non si rileva alcuna criticità sotto il profilo sanitario più problematico è il trasporto di cadavere quando per la presenza di parti molli si verifichi la percolazione nell’ambiente esterno di liquami cadaverici con la produzione di miasmi nauseabondi.

    Si dovranno, quindi, adottare tutte le misure di cui all’Art. 88 DPR 285/90: ossia il trasporto dal cimitero “a quo” (cioè quello di partenza da cui muoverà il trasporto stesso) sarà possibile solo dopo che il personale in servizio presso il camposanto avrà verificato la perfetta tenuta stagna del feretro ai miasmi cadaverici racchiusi al suo interno, altrimenti sempre ex Art. 88 DPR n.285/1990 si procederà al rifascio della bara eventualmente lesionata con un nuovo cassone esterno di zinco.

    Per trasportare i cadaveri occorrono particolari mezzi (le cosiddette autofunebri), con caratteristiche tecniche specificate dall’Art. 20 DPR 285/90, mentre per urne cinerarie e cassette ossario, non sussistendo pericoli d’infezione, possono provvedere gli stessi famigliari oppure una ditta di normali autotrasporti.

    Anche per i trasporti internazionali valgono questi principi, come sottolineato anche dalla circolare esplicativa n. 24 al regolamento nazionale di polizia mortuaria emanata dal Ministero della sanità il 24 giugno 1993.

    La richiesta di traslazione si sostanzia in questi quattro passaggi fondamentali:

    1) consenso degli aventi titolo, individuati secondo il criterio della consanguineità con il de cuius, a disporre del cadavere del de cuius stesso dopo il primo periodo di sepoltura legale. Il coniuge superstite ha titolo privilegiato, mentre, in assenza di quest’ultimo, tra più famigliari dello stesso grado occorre l’unanimità.

    2) assenza di disposizioni contrarie del de cuius o del fondatore del sepolcro a che il feretro in questione possa esser rimosso dalle cella in cui fu murato (è il caso delle cosiddette “tombe chiuse”, ossia di quei sepolcri nel cui atto di concessione siano specificati particolari obblighi a mantenere un determinato cadavere nell’avello in cui fu precedentemente tumulato sino alla scadenza della concessione) Questo principio è stato ribadito anche dalla giurisprudenza. Si veda a tal proposito T.A.R. Emilia Romagna, Sez. Bologna, 31 ottobre 1988 n.. 373 La riduzione delle salme nel sepolcro familiare può essere vietata ove ciò risponda ad una precisa volontà in tal senso del fondatore o dei suoi aventi causa..[omissis].

    3) titolo di accoglimento del feretro nel cimitero di nuova destinazione: deve, quindi, esser preventivamente dimostrato lo jus sepulchri.

    4) autorizzazione comunale al trasferimento del cadavere o delle sue trasformazioni di stato (semplice ossame, esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo causato dall’insorgere di mummificazione, saponificazione o corificazione verso una nuova destinazione ritumulazione, inumazione in campo inconsunti per almeno 5 anni (bastano 2 anni se il prodotto da mummificazione, saponificazione o corificazione è addizionato con sostanze biodegradanti) oppure cremazione. Per il solo ossame vale quanto detto prima (ossario comune o raccolta delle ossa in cassetta ossario).
    Tutte le istanze di parte rivolte alla Pubblica Amministrazione volte ad ottenere il rilascio delle relative autorizzazioni di polizia mortuaria sono soggette, sin dall’origine ad imposta di bollo.
    Tutti i trasporti funebri sono sono vincolati alla regola della tipicità, ovvero debbono sempre specificati:

    a) L’oggetto del trasporto (bara, urna, cassetta ossario contenitore per resti mortali)
    b) L’incaricato del trasporto (colui che prende in consegna l’oggetto del trasporto)
    c) Il luogo di partenza (il deposito d’osservazione, l’abitazione del de cuius, il servizio mortuario ospedaliero…)
    d) Quello d’arrivo (il cimitero, il crematorio, un sepolcro privato posto fuori del recinto cimiteriale, una tumulazione privilegiata, l’estero…….)

    La lettera della legge individua nel sindaco il soggetto istituzionale preposto al rilascio delle autorizzazioni ad trasporto, ma dopo la Legge 142/90 e sopratutto ai sensi del Decreto Legislativo 267/2000 (Nuovo ordinamento enti locali) ci si deve riferire al dirigente dei servizi di polizia mortuaria comunali (di solito sono accorpati con i servizi demografici/Stato Civile) oppure al funzionario incaricato per comuni privi di figure dirigenziali.

    Tutte le autorizzazioni ai trasporti funebri, siano all’interno del Comune o in partenza da questo per il territorio nazionale o per l’estero, sono assoggettate all’imposta di bollo, nella misura di €. 14,62, come recentemente aggiornata dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 24 maggio 2005.
    Lo ha definitivamente chiarito la Risoluzione 75/E del 3 giugno 2005, dell’Agenzia delle Entrate.

    I tempi tecnici non dovrebbero esser lunghissimi.

    All’operazione con oneri a carico del richiedente (rimozione della lapide, smuratura del tamponamento di solito costutuito da mattoni o lastra in cemento, estrazione delle cassette ossario, delle urne o della cassa) sovrintende l’incaricato del servizio di custodia, egli redige il verbale ed annota la traslazione sui registri cimiteriali.

    L’incaricato del trasporto ( deve esser necessariamente un’impresa funebre, perchè è il solo soggetto a poter disporre di un’autofunebre) durante il tragitto deve sempre esser muinito del decreto di trasporto, ossia dell’autorizzazione al trasporto stesso che sarà consegnato al custode del cimitero d’arrivo.

    Il comune di partenza comunica al comune d’arrivo il decreto di trasporto (Art. 24 DPR 285/90) e deve sincerarsi sul titolo di accoglimento del feretro, dell’urna o della cassetta ossario emesso dallo stesso comune d’arrivo ai sensi dell’Art. 50 DPR 285/90.

    Esempio: il comune x non autorizza il trasporto funebre di y perchè il comune di z non sa ancora dove e come y verrà sepolto.

    Ci sono due modi per implementare queste operazioni:

    Gli aventi titolo a disporre del feretro si recano nel comune dove i resti sono sepolti ed in prima persona attendono al disbrigo delle pratiche
    Ci sia affida ad un’impresa funebre di fiducia, essa essendo anche agenzia D’AFFARI ai sensi del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza autorizzata, pertanto, ad occuparsi degli adempimenti amministrativi per conto della propria clientela si attiverà, presso il comune competente per tutto il processo autorizzatorio.
    Il comune che deve predisporre l’autorizzazione all’estumulazione ed al trasporto è quello dove fisicamente sono sepolti i resti da traslare.

  10. ciao volevo avere delle info…mia moglie e’ morta 5 anni fa ed e’ sepolta in un fornetto a roma (prima porta cimitero flaminio) mi sono trasferito da poco a nettuno (RM) e vorrei trasferire la sua salma al cimitero di nettuno appunto per averla piu’ vicina e’ possibile? e come fare?
    grazie enzo-

  11. salve!!!
    avrei bisogno di informazioni importanti e urgenti.
    il fratello di mia madre è morto stanotte nella repubblica domenicana dove era domiciliato.
    volevo sapere cosa devo e dove devo informarmi riguardo al trasporto in italia!
    grazie attendo risposta in breve tempo possiblie.
    grazie ancora

  12. Tutti i trasporti funebri o, meglio, i luoghi (il cimitero, l’ara crematoria, un sepolcro privato posto fuori del recinto cimiteriale, una tumulazione privilegiata…) in cui sia possibile trasferire un feretro, un’urna, una cassetta ossario presentano la caratteristica della tipicità, perchè preventivamente debbono esser individuati: dalla Legge in modo generale ed astratto oppure, di volta in volta con apposita autorizzazione per casi particolarissimi (si pensi alla collocazione atipica di un’urna presso un domicilio privato oppure un tempietto appositamente edificato fuori del perimetro cimiteriale presso la sede di un ente morale). Il trasporto delle ceneri è disciplinato dal combinato disposto tra gli Artt. 24, 27, 28, 29 ed 80 comma 5 DPR n.285/1990 e, siccome detto trasporto interessa più regioni, laddove vi siano rapporti di extraterritorialità, vale e si applica unicamente la normativa sui trasporti funebri dettata dal Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato, appunto, con DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Debbono, quindi esser preventivamente definiti nel decreto di trasporto:

    1) Oggetto del trasporto (salma, cadavere, ossa, resti mortali, ceneri, parti anatomiche riconoscibili)
    2) Addetto al trasporto ex paragrafo 5.4 Circ. MIn. n.24/1993. (ossia, in questo frangente, chi prende in custodia l’urna? Chi la porta materialmente, Con quale mezzo o veicolo?) Chiunque egli sia è da intendersi come incaricato di pubblico servizio ex Art. 358 Codice Penale.
    3) Luogo (di partenza, di arrivo, di sosta intermedia ex Art. 24 comma 3 DPR n.285/1990).

    Per il trasporto delle ceneri bastano:

    1) Urna infrangibile e sigillata (D.M. 1 luglio 2002 e paragrafo 41 punto 1 lettera d) Circ.Min. n.24/1993) recante gli estremi nanagrafici del defunto.
    2) Autorizzazione al trasporto stesso compilata con tutti i dati amministrativi (Artt. 36, 80 comma 5 DPR n.285/1990 e, induttivamente, paragrafo 8 Circ. MIn. n.24/1993).

  13. Salve,
    devo trasferire l’urna delle ceneri di mio zio da Bari a Roma. Esiste secondo voi la possibilità di trasportarla con un corriere o farsela spedire dal cimitero stesso? (con tutte le cautele)? Grazie, io arriverei direttamente dal Belgio a Roma in aereo e cio’ mi eviterebbe di andare a Bari.
    Grazie e saluti

  14. SE si è già perfezionato il titolo di accoglimento delle ceneri in un cimitero italiano, titolo assolutamente necessario, per altro, al fine di autorizzare l’introduzione dell’urna nel territorio nazionale italiano, come mi pare sia già avvenuto attraverso la concessione di una nicchia ossario, si procede in questo modo:

    L’Austria aderisce alla Convenzione Internazionale di Berlino, siglata il 10 febbraio del 1937, e recepita nell’ordinamento italiano con R.D. 1/7/37 n. 1379.

    L’accordo di Berlino non si applica al trasporto delle ceneri, come esplicitamente previsto dall’art. 11 dello stesso accordo, e questo perché non vi sono rischi sanitari. Occorre, in via generale, autorizzazione dell’Autorità Locale Austriaca in lingua ufficiale dello Stato ed in lingua francese, recante le generalità, la data di morte, di cremazione, la destinazione delle ceneri (= titolo di accoglimento di cui sopra).

    E’ necessario, invece, verificare che sia sigillata l’urna per evitare la profanazione della stessa (lettera d) del comma 2 del par. 14.1 del circ. Min. Sanità n. 24/93).

    Pertanto il trasporto di ceneri provenienti dalla cremazione fra stati aderenti alla convenzione di Berlino è libero.

  15. Domanda: Quali documenti ho bisognio per portare una urna di un cittadino austriaco dall AUSTRIA Tirolo all ITALIA a Caravaggio (BG),Il consolato austriaco mi dice che fanno tutto le imprese funebri, (come si fanno a capire con la lingua?) La impresa funebre Austriaca mi da un certificato di morte internazionale e uno a me per l’ affidamento del urna. L’ urna la spediscono per posta al impresa funebre italiana o la consegnano a me! In italia sia comune che impresa vogliono certificato di morte INTERNAZIONALE piu un Passaporto mortuario.
    N:B: Ho il permesso dal comune Italiano e sono gia in posseso di un ossario a nome di questa persona.Spero vivamente in un vostro AIUTO
    MILLE GRAZIE

  16. Gentile Rodrigo,

    così con queste scarne e lacunose informazioni non riesco proprio ad aiutarLa: potrebbe esser più preciso?. Perchè il Comune nega l’estumulazione? C’è, a tal proposito una specifica norma nel regolamento comunale di polizia mortuaria? In questo caso bisognerebbe impugnare dinnanzi al Giudice Amministrativo il provvedimento di rifiuto ed il relativo regolamento comunale di polizia mortuaria.

  17. regione calabria provincia di cosenza.
    Vorrei chiedere a chi mi posso rivolgere nel caso in cui il comune neghi l’estumulazione delle ossa di mio padre morto nel 1951. Dato che dovrei ricostruire i loculi ormai datati. grazie

  18. Grazie della risposta. No, la sottrazione di urna in senso stretto non c’è stata. Dopo averla ritirata (l’impianto di cremazione si trova a 100 chilometri dal comune ove risiedeva mia madre, e in un’altra provincia), la zia l’urna se l’è portata a casa, poi ha chiamato l’impresa funebre (che gestisce anche i cimiteri della nostra zona) e ha preso accordi per la tumulazione. Dal momento della consegna al momento in cui l’urna è effettivamente arrivata nelle mani dell’impresa funebre per essere deposta sono passate forse 18 ore. Vi ringrazio per le utili informazioni. Buon lavoro

  19. Gentile Paola,

    dinnanzi a tanta scelleratezza c’è solo una parola nè offensiva nè blasfema per definire tanto scempio di ciabattoneria, pressapochismo e superficialità pacchiana: gli addetti dell’impianto di cremazione sono stati degli emeriti… “CIALTRONI”!!! (e dico ciò senza nessuna intenzione d’ingiuria gratuita, appalesando solo un mio stato d’animo afflitto da profondo sconforto per come si sta riducendo la mia amata polizia mortuaria in Regione Lombardia).

    Vabbè, all’orrore non v’è mai fine, dunque facciamoci coraggio, SURSUM CORDA, quindi in alto i cuori ed addentriamoci in “medias res”:

    1) in relazione all’Art. 2, comma 461, L. 24 dicembre 2007, n. 244);senza considerare la D.G.R. lombarda 8/4642 del 4 maggio 2007,a proposito degli impianti di cremazione, ogni crematorio, come avviene, per esempio nell’esperienza torinese, dovrebbe dotarsi di una carta dei servizi, così da instaurare un rapporto improntato alla massima trasparenza e correttezza con gli utenti dei servizi funerari.

    2) La violazione, sempre che sussista la fattispecie in questione (= affidamento illegittimo, cioè “sine titulo”), in questo caso, è senz’altro di tipo amministrativo, interessando sia l’allegato 6 della Delibera n.20278/2005 sia il Regolamento REgionale n.6/2004 cos’ come modificato dal REg. Reg. n.1/2007) Il caso di specie è sanzionato, se il fatto non costituisce reato ( come, ad esempio sottrazione di urna cineraria agli aventi diritto) in via amministrativa dall’Art. 77 della Legge Regionale 30 dicembre 2009 n. 33 Testo Unico Leggi Regionali Regione Lombardia.

  20. Salve, Vi scrivo dalla Lombardia. Mi rifaccio ad un caso analogo a quello di Claudia del giugno 2010, ossia il fatto che una sorella di mia madre (che è morta due mesi fa), senza alcuna autorizzazione in mano, ha ricevuto le ceneri di mia madre dall’Impianto di cremazione in base solo della sua parola sul vincolo di parentela con la defunta. Come è possibile che siano stati così superficiali? A chi devo denunciare questo fatto? Al Comune, che ha stilato il decreto di trasporto dell’urna a nome dell’impresa funebre? O devo sporgere regolare denuncia ai carabinieri? Oppure, trattandosi di un reato punito amministrativamente, alla guardia di finanza/ufficio delle entrate? Grazie per la risposta

    1. x Paola
      Ogni trasporto di urna cineraria deve essere autorizzato dal comune (o con il decreto che autorizza la cremazione e il successivo trasporto delle ceneri, o con la sola autorizzazione al trasporto dell’urna da un posto ad un altro).
      PER IL TRASPORTO VALGONO LE NORME STATALI (COSì DICE L’ARTICOLO 35 DEL REGOLAMENTO REGIONALE 6/2004). E quindi articolo 26 del DPR 285/90.
      Se la destinazione delle ceneri è la dispersione o l’affidamento vi è un medello specifico approvato dalla Regione. negli ialtri casi è una autorizzazione comunale.
      Se si ha violazione di una norma statale, si applica il regime sanzionatorio previsto dall’articolo 107 del DPR 285/90.
      Se invece la violazione concerne specifivhe normme regionali si applicano le sanzioni stabilite dalla norma regionale.
      Circa la segnalazione, per l’irrogazione dell’eventuale sanzione, è da fare al comune da cui è partita l’urna cineraria priva di autorizzazione al trasporto (che è poi quello sede del crematorio (normalmente) .
      Il gestore di crematorio, essendo incaricato di pubblico servizio, è tenuto a verificare la presenza dei titoli autorizzatori.
      Circa la rilevanza penale, si tratta di vedere se vi è stata o meno sopttrazione di urna cineraria, ma ci pare improbabile, alla luce di quanto da lei esposto.
      L’urna dove è andata? in quale cimitero?

  21. Lo Stato Francese, per i trasporti funebri internazionali (di cadaveri, resti morali, ossa o ceneri), aderisce alla Convenzione di Berlino del 10 febbraio 1937 approvata e resa esecutiva in Italia con regio decreto 1 luglio 1937, n. 1379.

    Si applica, pertanto, il paragrafo 8.1 della Circolare Ministeriale esplicativa del REgolamento Nazionale di Polizia Mortuaria il quale, per il solo trasporto di ceneri oppure resti mortali completamente scheletrizzati…….DISAPPLICA il dettato dello stesso Accordo di Berlino fra gli Stati aderenti.

    Ne consegue che per questi trasporti di ceneri in tali Paesi sarà l’Autorità Comunale (prima il Sindaco, ora il Dirigente ex Art. 107 comma 3 lettera f) D.LGS n.267/2000) a rilasciare l’autorizzazione al trasporto, in lingua italiana e in lingua francese. L’autorizzazione dovrà recare le generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), la destinazione. Il trasporto dell’urna (o della cassetta dei resti) non è soggetto ad alcuna delle prescrizioni precauzionali igienico-sanitarie stabilite per il trasporto dei cadaveri.

    Invece, il trasporto di ceneri o resti mortali fra Stati non aderenti alla convenzione internazionale di Berlino, richiede le normali autorizzazioni di cui agli articoli 28 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica n. 285/1990, ma non le misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto dei cadaveri.

  22. buonasera a tutti. Mio padre è deceduto luglio 2011 nelle provincia di TREVISO IN vENETO.
    Ora le sue ceneri sono custodite in casa; e vorremmo trasferirle in francia visto che lui ci ha vissuto buana parte della sua vita e tutta la famiglia conta trasferisi in francia.come dobbiamo fare? é vera la storia delpassaporto?

  23. Conviene rivolgersi ad un’impresa funebre, o, magari a diverse agenzie, per un preventivo.

    Noi, volutamente non rilasciamo informazioni sui prezzi, siccome essi variano non poco su base locale.

    Ad ogni modo; tutte le operazioni soggette a tariffazione, per condurre a termine una traslazione sono:

    1)Richiesta di esumazione in bollo da produrre all’ufficio comunale della polizia mortuaria
    2)esumazione (a titolo oneroso ex Art. 1 comma 7bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26)
    3)smaltimento rifiuti cimiteriali ex DPR n.254/2003
    4) fornitura di un nuovo cofano (di solo legno??? di Legno e zinco???)
    5)confezionamento del nuovo feretro, in rapporto al trasporto ed alla destinazione del resto mortale, somministrato da impresa funebre di fiducia.
    6) trasferimento del feretro debitamente sigillato verso il cimitero di nuova sepoltura ex Art. 88 DPR n.285/1990 ed Art. 3 comma 5 DPR n.254/2003
    7) tumulazione del feretro nella nuova sepoltura.

  24. salve a tutti.tra pochi mesi dovrei riesumare il feretro di mio padre che e’ stato sepolto per 2 anni circa nel cimitero di napoli (campania) per poi portarlo nel loculo di famiglia a villaricca sempre nella stessa citta’ ,sto cercando di capire quanto mi possa costare il trasporto della salma da un cimitero all’altro,sapete dirmelo voi?

  25. buona sera vorrei chiedervi come facio dovvimo portare una salma da milano italia a el salvador centro america pero vogliamo trovare il viaggio piu economico perche ci anno detto che forsè il comune ci puo aiutare è vero grazie aspetto lla vostra risposta

  26. Francia ed Italia aderiscono alla convenzione internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937.

    Si applica, dunque, limitatamente alle ceneri oppure ad altri resti mortali ad esse assimilabili (ossa) il Paragrafo 8 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 il quale esclude l’osservanza di determinate precauzioni igienico-sanitarie necessarie, invece, per il trasporto dei cadaveri.

    Titolare del decreto di trasporto potrà, pertanto, esser lo stesso famigliare che richiede il trasferimento dell’urna cineraria.

    Tra stati firmatari della Convenzione Internazionale di Berlino non occorre il nulla osta consolare propedeutico al rilascio dell’autorizzazione al trasporto (per questa ragione il Consolato Italiano in Francia dichiara di non avere competenza in merito alla questione sollevata)

    Una volta verificato lo jus sepulchri, ossia il titolo di accoglimento delle ceneri presso un sepolcro privato (tomba di famiglia) (si veda anche il DECRETO 21 giugno 2004 della Regione Sicilia) spetta all’Autorità Territoriale, del luogo in cui trovansi le ceneri da estradare, accordare l’autorizzazione all’introduzione dell’urna cineraria in territorio italiano ai sensi dell’Art. 27 comma 2 DPR 10 settembre 1990 n. 285 (Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria).

  27. buongiorno,
    Vorrei trasportare le ceneri di mio padre (nato provincia di Enna) deceduto di morte naturale in Francia per depositarle nell’urna della cappella di famiglia in Sicilia, secondo la sua volonta’.Ho gia tutti i documenti dalla parte francese (autorizzazione al trasporto di ceneri, certificato di morte, certificato di cremazione) a chi mi devo rivolgere dalla parte italiana ? al comune ? all’impiegato del cimitero ? Il consolato italiano di Nizza mi dice che non e’ di sua competenza,
    grazie per l’aiuto.

  28. Sì, è possibile. Il NEPAL è uno stto sovrano che non aderisce alla Convenzione Internazionale di Berlino del 10 Febbraio 1937. Si applica, pertanto, al trasporto delle ceneri, non soggetto ad alcuna misura precauzionale di ordine igienico sanitario ex Art. 3 comma 1 Lettera f) Legge n.130/2001 ed Art. 80 comma 5 DPR n.285/1990, l’Art. 29 DPR n.285/1990, nonchè paragrafo 8.1 Circ. Min. 24 giugno 1993 n.24.

    Occorre il Nulla Osta all’introduzione delle ceneri da parte dell’Autorità Diplomatica del NEPAL, si veda anche, per produrre tutti i titoli della documentazione necessaria al rilascio dell’autorizzazione al trasporto il paragrafo 8.2 Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24.

    Il comune “a quo”, cioè quello da cui parte il trasporto funebre dell’urna si limiterà a rilasciare il titolo di viaggio, ovvero il decreto di trasporto di cui agli Artt. 23 e segg. DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Il decreto di trasporto dovrà recare le generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), la destinazione delle ceneri.

    Una volta giunti a destinazione in NEPAL sarà la locale Autorità Territoriale a rilascire, nel rispetto della normativa vigente in NEPAL sulla dispersione delle ceneri, la relativa autorizzazione alla dispersione in natura delle stesse.

    Non compete, infatti, all’Italia il perfezionamento di un autorizzazione allo spargimento delle ceneri che materialmente avverrà in un altro Paese sottoposto ad una diversa giurisdizione.

  29. L’autorizzazione alla dispersione compete all’Autorità Territoriale (quella Spagnola) dove la dispersione materialmente avverrà. Vige, infatti, il principio di sovranità tra gli Stati Nazionali

    L’Italia rilascia solo il decreto di trasporto, anzi il Passaporto Mortuario, ossia il titolo di viaggio.

    E’opportuno contattare l’Autorità diplomatica italiana in Spagna per avere ragguagli sulla procedura amministrativa da seguire in loco.

    Ci risulta che la Spagna non faccia parte degli stati aderenti alla convenzione di Berlino, il trasporto di ceneri o resti mortali verso tale Paese non può, così, seguire la procedura semplificata prevista, appunto per gli stati aderenti, vale a dire la sola autorizzazione del comune di partenza.

    Pertanto, il trasferimento di ceneri in Spagna, richiede le normali autorizzazioni di cui agli art.28 e 29 del DPR 10 settembre 1990, n.285, ad esclusione delle misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto dei cadaveri (ex par.8.1 e 8.2 della circ.Min.Sanità n.24/93).

    Occorre, pertanto un’attestazione dell’ASL, non surrogabile da terzi ex Art. 49 DPR n.445/2000, in cui si certifichi:

    a) la raccolta delle ceneri in un’ urna anche semplice purchè resistente ed infrangibile (Paragrafo 14 Circ. Min. n.24/1993 e D.M. 1 luglio 2002) e sigillata, per evitare gesti sacrileghi o, anche, una dispersione accidentale e non voluta ai sensi dell’Art. 411 Codice Penale

    b) la non contaminazione delle ceneri con nuclidi radioattivi ex Art. 80 comma 5 DPR n.285/1990 (ipotesi, in vero, piuttosto rara)

    c) l’adozione di un sistema di tracciabilità delle stesse (= traghetta identificativa costruita con materiale non deperibile).

    Il trasporto può avvenire con un comune mezzo da parte del titolare del decreto di trasporto (aereo, nave, automobile) senza ricorrere ai veicoli spaciali di cui all’Art. 20 DPR n.285/1990

  30. Al fine di trasportare in spagna le ceneri di mia madre deceduta 17 anni fa ad ibiza,
    mi sono fatto fare un autorizzazione al trasporto di ceneri.
    Ora mi chiedo se è possibile fare una cerimonia privata nella quale si possa dispargere le ceneri in mare.
    Se si, chi devo contattare ad ibiza per richiedere un autorizzazione di dispersione delle ceneri… Forse al consolato Italiano di Barcellona?

  31. Nei rapporti di diritto internazionale vige il principio di sovranità tra gli Stati, quindi l’Italia, ed a maggior ragione la semplice Emilia Romagna ai sensi dell’Art. 117 comma 2 Lettera a) Cost, in quanto in politica estera vi è riserva di legge statale, non può autorizzare un trattamento delle ceneri che, se avverrà (come? Quando? Dove?), dovrà sottostare alle disposizioni dell’Ordinamento Giuridico Spagnolo, in materia di polizia mortuaria e dispersione delle ceneri.

    Occorre premettere che il trasporto funebre “internazionale” di salme, cadaveri e loro trasformazioni di stato, cioè ceneri, ossa e resti mortali non mineralizzati è disciplinato da due trattati multilaterali. Uno è l?Accordo internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937, approvato e reso esecutivo in Italia con RD 1° luglio 1937, n.1379, l?altro è l?Accordo di Strasburgo del 26 ottobre 1973 adottato in seno al Consiglio di Europa, ratificato dalla Spagna ma non dall’?Italia. Dal momento che, da un riscontro effettuato su indicazione del Ministero degli Esteri italiano nel repertorio delle convenzioni internazionali, edito dal Poligrafico dello Stato (anno 1996), ci risulta che la Spagna non faccia parte degli stati aderenti alla convenzione di Berlino, il trasporto di ceneri o resti mortali verso tale Paese non può seguire la procedura semplificata prevista, appunto per gli stati aderenti, vale a dire la sola autorizzazione del sindaco. Pertanto, il trasferimento di resti mortali in Spagna, richiede le normali autorizzazioni di cui agli art.28 e 29 del DPR 10 settembre 1990, n.285, ad esclusione delle misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto dei cadaveri (ex par.8.1 e 8.2 della circ.Min.Sanità n.24/93), vale a dire che il Consolato Spagnolo dovrà rivolgere domanda al sindaco del comune di partenza ??., allegando: 1) certificato dell?azienda USL attestante che le ceneri, ai sensi del D.M. 1 luglio 2002 e della Circ. Min. 24 giugno 1993 n.24 sono state raccolte in un’urna, anche di semplice fattura, ma rigida ed infrangibile, saldata anche con un collante “a freddo”, per evitarne la profanazione, e recante le generalità del defunto; 2) estratto dell?atto di morte. Istruita la pratica comune, nella persona del dirigente ex Art. 107 comma 3 lettera f) D. LGS 18 agosto 2000 n.267 rilascia l?autorizzazione, dandone notizia al prefetto di frontiera o di transito.

    Prima del DPCM 26 maggio 2000 la competenza per perfezionare le relative autorizzazioni sarebbe stata del Prefetto, ora, per effetto del processo di decentramento amministrativo (D.LGS n.112/1998, questa procedura compete all’Autorità comunale; non tanto al sindaco, però, quanto al dirigente, siccome gli atti gestionali attengono alle funzioni della dirigenza ex Art. 107 comma 3 lettera f) D.LGS n.267/2000.

  32. risiedo in Emilia Romagna, abbiamo ricevuto l’autorizzazione italiana per la dispersioni di ceneri in Spagna, come e dove posso informarmi sulla documentazione necessaria negli stati esteri. ossia destinazione in Spagna, e attraversamento della Francia?

  33. Si consulti la massima di questa sentenza reperibile al link: http://www.euroact.net/login/cerca/Vedicirco.cfm?File=cx01007230.htm): Consiglio di Stato, Sezione V, sent. n. 4081 del 15 giugno 2010, concernente un provvedimento di decadenza da concessione cimiteriale, a seguito di un uso indebito della stessa da parte del concessionario.

    Il Giudice ha evidenziato come gli aspetti di procedimento amministrativo possano, anche, venire a prevalere sulle situazioni di ordine sostanziale, cogliendosi l’occasione per segnalare come la verifica delle condizioni di accoglibilità nei sepolcri privati, costituisca un presupposto la cui omissione può determinare effetti che incidono sulla possibilità d’interventi sanzionatorio delle inadempienze, quando non ab-usi, da parte di privati.

    Il titolo di accoglimento istituzionale (come di residenza o comune di decesso) ex Art. 50 comma 1 lettere a) e b) si riferisce unicamente all’inumazione in campo di terra, reparto a sistema di sepoltura nella nuda terra di cui ogni comune deve necessariamente disporre ex Art. 337 Regio DEcreto n.1265/1934 ed Art. 49 DPR n.285/1990.

    Il comune, cui compete pur sempre ex Art. 824 comma 2 Codice Civile ed Artt. 337 R.D. n.1265/1934 la funzione cimiteriale esercita sul cimitero la potestà regolamentativa di cui all’Art. 117 comma 6 III Periodo Cost, così come novellato dalla L.REv. Cost. n.3/2001 e potrebbe prevedere criteri più selettivi per l’assegnazione dei loculi, come, appunto la residenza o anche la circoscrizione elettorale di appartenenza, come accade, per esempio a MOdena, la mia città.

    In linea generale, laddove la residenza non venga provata in via amministrativa con le certificazioni previste (artt. 43, 44 codice civile, art. 31Disp. Attuazione al codice civile, legge 24 dicembre 1954, n. 1228 e DPR 30 maggio 1989, n. 223), può supplirsi con sentenza del giudice (art. 2907 codice civile).

    Le condizioni di concessione delle sepolture private nei cimiteri, tra cui i loculi, sono determinate dal regolamento comunale di polizia mortuaria, di cui ogni comune ex Art. 344 e 345 R.D. n.1265/1934, senza dimenticare il Regio DEcreto n.2322/1865 deve obbligatoriamente dotarsi.

    La tumulazione, quindi, si configura SEMPRE come sepoltura privata, di cui all’Art. 90 DPR n.285/1990, e dedicata che il comune ha solo FACOLTA’ e NON obbligo di concedere.

    La tumulazione presuppone sempre il rilascio di un regolare atto di concessione ex Art. 98 DPR n.285/1990 ed esso, ai sensi degli Artt. 95 e 103 DPR n.285/1990 è necessariamente a titolo oneroso, con il canone di concessione da calcolarsi secondo i parametri di cui al D.M. 1 luglio 2002 ed all’Art. 117 D.LGS n.267/2000.

    Per autorizzare di volta in volta una tumulazione (cappella gentilizia, loculo monoposto edicola funeraria…) bisogna preventivamente verificare ex Art. 50 lettera c) DPR n.285/1990 lo jus sepulchri, ossia il titolo di accoglimento del de cuius in quel determinato sepolcro.

    Il diritto a ricever sepoltura in una determinata tomba sorge in base alla “riserva” definita nell’atto di concessione. Il sepolcro privato è sibi familiaeque suae ossia per il fondatore del sepolcro e per i suoi famigliari

    Nella collocazione in loculo, in quanto sepolcro privato, dunque, il diritto sussiste: a) se pre-esiste la concessione, b) se la persona ha titolo sulla base del regolamento comunale di polizia mortuaria vigente quando fu stipulato il contratto, e dell’atto di concessione, c) previo avvenuto integrale pagamento della tariffa stabilita, come rilevato dalla stessa Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 149/E dell’8 luglio 2003.

    Per le sanzioni amministrative comunale, fatte salve le disposizioni di un’eventuale Legge REgionale, si veda l’Art. 16 della Legge 16 gennaio 2003 n. 3.

    SE dopo attento controllo la tumulazione risulta illegittima, e, quindi, sine titulo si consulti questo link: https://www.funerali.org/?p=373

  34. è stata autorizzata la tumulazione di una salma di una persona che non aveva diritto ad essere tumulato nel cimitero di XXXXX, perchè non era nè nato nè residente al momento del decesso nè era morto sul territorio del comune di XXXXXX. Quali possono essere le conseguenze

  35. Ci sono alcuni codicilli di ordine procedurale.

    Non entro nel merito dell’organizzazione interna ad ogni singolo comune attuata con regolamento della Giunta per il funzionamento degli uffici ex Art. 48 comma 3 D.LGS 18 agosto 2000 n. 267, ma al momento la competenza per il rilascio del “passaporto mortuario” e dell’autorizzazione ad estumulare l’urna cineraria è del dirigente (Art. 107 comma 3 lettera f) D.LGS. n.267/2000) e non dello stato civile essendo esso di esclusiva competenza statale ex Art. 107 lettera i) Cost e regolamentato dal DPR n.396/2000.

    Le autorizzazioni di polizia mortuaria, eccetto quelle di cui all’Art. 74 DPR n.396/2000 (permesso di seppellimento nell’immediato post mortem) sono estranee ai procedimenti, in senso stretto, dello Stato Civile, poi per ragioni di razionalizzazione della macchina comunale può esser fisicamente lo stesso dipendente comunale investito del compito di ufficiale di stato civile a firmare le autorizzazioni, ma sarebbe meglio che egli precisasse in quale veste egli sottoscriva l’atto.

    E’opportuna questa nota della dottrina: “[omissis] Il dirigente non può delegare, nel senso tecnico del termine, funzioni proprie ed esclusive, ma può attribuire, anche nella sua qualità di datore di lavoro titolare della funzione dispositiva di cui all’art. 2104 C.C., l’incarico a sottoscrivere gli atti di autorizzazione di cui all’art. 24 suddetto, e non solo, a personale dipendente, rimanendo comunque responsabile giuridico dell’atto emanato. Il personale dipendente incaricato è tenuto ad osservare le disposizioni impartitegli dal datore di lavoro e non può rifiutare tale incarico. Rispetto alla qualificazione del personale dipendente verso cui il dirigente possa attribuire, ove lo ritenga, tale incarico, occorre precisare che l’individuazione del personale dipendente rientra nei poteri del dirigente che li esercita nel rispetto del CCNL e del Regolamento comunale di organizzazione degli uffici e dei servizi. In tali casi, il personale dipendente firmerà con la nota formula del “d’ordine del dirigente, il ……….” (c.d. “delega interna”). (a cura del Dr. Sereno Scolaro).

    Si vedano anche gli Artt. 5 e 6 della Legge n.241/1990 e successive modificazioni o integrazioni sulla responsabilità nella conduzione procedimento autorizzatorio sino all’adozione finale dell’atto.

    Si Rammenta che il Sindaco è il vero Ufficiale di Stato Civile (Art. 54 comma 1 lettera a) D.LGS n. 267/2000.

    Per autorizzare l’estumulazione dell’urna con conseguente trasporto occorrono:

    1) Istanza, soggetta sin dall’origine ad imposta di bollo, degli aventi diritto secondo il principio di poziorità ex Art. 79 comma 2 DPR n.285/1990 (prevale il coniuge superstite, poi nell’ordine i discendenti jure sanguinis di pari grado) volta ad ottenere l’autorizzazione a rimuovere l’urna dal tumulo in cui è stata murata.
    2) Preventiva dimostrazione dello Jus Sepulcri, ossia del titolo di accoglimento delle ceneri presso la loro nuova sistemazione (qui la faccenda si complica perchè il trasporto interessa due diverse giurisdizioni sovrane e l’Italia, giustamente non può interferire sull’Ordinamento Giuridico della Romania (là le ceneri saranno sparse, sepolte in cimitero o conservate presso un domicilio privato????), pertanto il comune italiano provvederà al semplice rilascio del titolo di viaggio, secondo la Convenzione di Berlino) in direzione dello Stato Convenzionato della Romania, saranno poi le Autorità Rumene ad autorizzare la nuova destinazione dell’urna in base alla propria legge e regolamentazione nazionale in tema di polizia mortuaria.

  36. Valgono eccome le norme di diritto internazionale della Convenzione di Berlino (10 febbraio 1937) recepita nell’ordinamento italiano con Regio DEcreto n.1379/1937.

    Per il principio di gerarchia e specialità tra le fonti del diritto la Convenzione di Berlino, essendo un accordo internazionale, prevale sulle norme di diritto interne (Artt. 28 e 29 DPR n.285/1990).

    Si applica, pertanto l’Art. 27 DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Il paragrafo 8.1 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 è da intendersi in questo senso: per il trasporto di ceneri o resti ossei completamente mineralizzati non servono le prescrizioni igienico- sanitarie necessarie per la traslazione di cadavere (doppia cassa confezionata a tenuta stagna, trattamento antiputrefattivo, veicoli facilmente sanificabili, certificazioni sanitarie sulla causa di morte).

    Il trasporto di ceneri tra Stati aderenti all’Accordo di Berlino è autorizzato non tanto dal sindaco, il quale agirebbe pur sempre quale Autorità Sanitaria Locale, quanto dal dirigente ex Art. 107 comma 3 Lettera f) D.LGS n.267/2000, essendo detta autorizzazione un atto gestionale non compreso, ormai, già dopo l’entrata in vigore della Legge n.142/1990, tra le funzioni proprie del Sindaco (Art. 54 D.LGS 18 agosto 2000 n. 267).

    NONN è richiesto il NULLA OSTA consolare del paese di destinazione dove estradare l’urna cineraria, in quanto nè la Convenzione nel suo articolato, nè l’Art. 27 DPR n.285/1990 ne fanno menzione.

    Chi ha avuto l’esperienza sull’inefficienza di certi Consolati sa quanto significhi in termini di velocizazione per l’iter autorizzativo del trasporto stesso, la possibilità di evitare il gravoso passaggio burocratico del Nulla Osta Consolare.

    Per il resto si segue il protocollo operativo delineato proprio dal paragrafo 8.1 Circ. Min. n.24/1993, con tutta la documentazione assorbita ed integrata nel Decreto di Trasporto (si veda anche l’Art. 80 comma 5 DPR n.285/1990).

    In merito alle competenze, dopo il DPCM 26 maggio 2000 adottato ai sensi del D.LGS n.112/1998 tutta la procedura amministrativa da seguire è chiaramente spiegata dall’Art. 5 del DECRETO Regione Sicilia, Assessorato alla Sanità 21 giugno 2004.

  37. Domando: mio padre, cittadino italiano, è stato cremato l’anno scorso. Le ceneri ora si trovano nel comune in cui risiedo e in cui lui è nato (provincia di Palermo). Ora, a breve, mia madre, cittadina rumena (ma anche italiana) tornerà a Bucarest (Romania) e vuole portarlo con sè. Ieri siamo andate dall’addetto del cimitero (quello che si occupa di tutte le pratiche burocratiche) che ci ha detto che compilerà un foglio col quale andremo all’ufficio di stato civile e il gioco è fatto (io ho letto sul web che occorre solamente l’autorizzazione al trasporto rilasciata dal Sindaco, in italiano e in francese. Poi, però, ha detto che occorre anche il nullaosta del paese che riceverà le ceneri, facendomi l’esempio di una salma rientrata dalla Spagna (ma la Spagna non è nella convenzione del 37)
    Cercando sul web ho trovato voci discordanti.
    Alcuni dicono che non occorre perchè la Romania fa parte della convenzione di Berlino del 37.
    Altri dicono che serve perchè la circolare 24/1993 al punto 8.1 chiarisce che la convenzione di Berlino non si applica al trasporto di ceneri.

    Qual è la verità? Non so a chi o cosa credere… Grazie mille!

  38. Per come è posta la questione Lei sembrerebbe aver perfettamente ragione.

    Consiglio, tuttavia, di mantenere un profilo basso e sin anche dimesso, con il Comune di Napoli, perchè compete pur sempre a quest’ultimo il rilascio delle relative autorizzazioni ad estumulazione e trasporto (ai sensi degli Artt. 24, 36 e 88 DPR n.285/1990, senza dimenticare l’Art. 3 comma 5 DPR n.254/2003, il qiale replica un principio generale dell’ordinamento di polizia mortuaria: ogli operazione cimiteriale, trasporto compreso deve esser autorizzata dall’autorità geograficamente competente entro i cui confini amministrativi insiste il cimitero di prima sepoltura.

    I passaggi operativi sono i seguenti:

    Il comune di Napoli, cioè quello di prima sepoltura autorizza estumulazione e conseguente trasporto funebre sulla base di questi elementi: 1) volontà degli aventi diritto jure sanguinis a disporre dei resti ossei, secondo il criterio di poziorità (potere di decidere la destinazione delle ossa coniugato con priorità nello scegliere) enunciato formalmente dall’Art. 79 comma 2 DPR n.285/1990. 2) preliminare verifica dello jus sepulchri, ossia del titolo di accoglimento nel nuovo cimitero (Comune di Lodi)

    Nel dettaglio si vedano anche le disposizioni di cui agli Artt. 5, 6 comma 8, 7, 15 comma 10 del regolamento comunale di polizia mortuaria in vigore presso la municipalità di Napoli, reperibile a questo link: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/312

    Ex Art. 36 comma 1 DPR n.285/1990 (ma si veda, per analogia estensiva anche il paragrafo 8 Circolare Ministeriale esplicativa 24 giugno 1993 n.24) il trasporto di ossa, purchè deposte e racchiuse in cassetta di zinco sigillata non è soggetto alle misure igienico sanitarie prescritte per il trasferimento di salme e cadaveri, non occorrono, pertanto i veicoli speciali di cui all’Art. 20 DPR n.285/1990 (cioè un carro funebre), così anche il semplice cittadino che si avvale dei normali mezzi di trasporto può esser titolare del decreto di trasporto , divenendo così incaricato del trasporto stesso, e come tale investito di pubblico servizio ed esercente servizio di pubblica necessità (paragrafo 5.4 Circ. Min. n.24/1993 ed Art. 358 Codice Penale nella sua nuova formulazione introdotta con legge 26 aprile 1990, n. 86.

    Per procedere al trasporto occorre solo la relativa autorizzazione che, una volta giunti all’ingresso del cimitero di Lodi verrà consegnata al responsabile del servizio di custodia per poi esser archiviata agli atti del medesimo cimitero.

    Ovviamente ciò vale solo per resti ossei, ossia completamente scheletrizzati o per le ceneri risultanti da cremazione del feretro estumulato.

    Se il corpo di Sua madre è ancora integro o parzialmente intatto, trascorsi almeno 20 anni di permanenza in loculo stagno si tratta allora di un “resto mortale” ex Art. 3 comma 1 lettera b) DPR 15 luglio 2003 n. 254, cioè di un esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo: in questo caso occorrerebbero tassativamente il carro funebre ed un feretro confezionato in modo da assicurare l’ermeticità ai miasmi cadaverici durante il trasporto.

  39. Salve a tutti,
    abito ormai nella provincia di Lodi da quasi 30 anni. Tali sono gli anni trascorsi dalla morte di mia madre, che attualmente è sepolta a Napoli.
    Ho chiesto informazioni al comune di Lodi per una traslazione, o estumulazione dei resti della mia genitrice. Mi hanno assicurato che è fattibile, compreso il fatto che posso trasportarla io, chiusa in una cassetta di zinco.
    Il comune di Napoli mi nega l’autorizzazione, chiedendomi di affidarmi ad una ditta specializzata, che mi ha chiesto 2200 euri. Chiedo: esiste una legge che posso far valere nei confronti del comune? Grazie a chi voglia rispondermi

  40. Occorre premettere che il trasporto “internazionale” di cadaveri, resti mortali, ossa o ceneri è disciplinato da due trattati multilaterali. Uno è l’Accordo internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937, approvato e reso esecutivo in Italia con RD 1° luglio 1937, n.1379, l’altro è l’Accordo di Strasburgo del 26 ottobre 1973 adottato in seno al Consiglio di Europa, ratificato dalla Spagna ma non dall’Italia.

    Nel caso rappresentato, l’autorizzazione al trasporto delle ceneri e’ rilasciata dalle autorità competenti del Paese di partenza.

    Il Perù non aderisce alla Convenzione di Berlino del 10 febbraio 1937

    Se per lo Stato del Perù è bastevole il certificato di avvenuta cremazione in funzione di “decreto di trasporto”, quest’ultimo è titolo necessario e sufficiente a fungere da “passaporto mortuario”, per l’estradizione dell’urna cineraria.

    Non trattandosi di cadavere, non troverebbe neppure applicazione l’art. 28 dPR 10/9/1995, n. 285 , ma tuttavia, avendo presente quanto previsto al punto 8, secondo periodo, della circolare del Ministero della sanita’ n. 24 del 24/6/1993, nonche’ il conferimento delle competenze ai sindaci (leggi: dirigenti/responsabili dei servizi execreto Legislativo n.267/2000) in materia di passaporto mortuario (nonche’ la circolare del Ministero dell’interno n. 4/2003), l’autorizzazione all’introduzione dell’urna contenente le ceneri va data dalll’autorita’ comunale del comune verso cui le ceneri saranno trasportate.

    Ovviamente, per l’accoglimento nel cimitero o in altra sepoltura dedicata (si potrebbe anche prevedere l’affido personale) deve sussistere lo JUS SEPULCHRI, ossia le condizioni dell’art. 50 dPR 10/9/1990, n. 285 o quelle eventualmente piu’ ampie previste dal Regolamento comunale di polizia mortuaria.

    Per eventuale affido o dispersione, occorreranno le rispettive autorizzazioni.

    Quindi, ricapitolando:

    Tramite l’Autorità Consolare Italiana si inoltra la richiesta di indroduzione delle ceneri sul Territorio nazionale attraverso il Ministero degli Affari Esteri.

    Il Comune di Catania, informato dal Ministero degli Esteri, verifica lo Jus SEpulchri (per le ceneri non sono previste particolari precauzioni igienico-sanitarie ex Artt.36 ed 80 comma 5 DPR n.285/1990) e gli altri titoli formali (decreto di trasporto), poi accorda l’autorizzazione all’accoglimento sulla base dello JUs SEpulchri precedentemente dimostrato.

    La fermata tecnica a Madrid e Roma (scalo aereoportuale) è considerata “sosta intermedia” di cui informare il Prefetto di Roma sul transito delle ceneri.

    In ogni caso, ad un eventuale controllo (le ceneri possono esser trasportate nel bagaglio a mano) basterà esibire il decreto di trasporto (magari coincidente, per la legislazione peruviana, con il certificato di avvenuta cremazione e consegna delle ceneri all’incaricato del trasporto (= il famigliare).

    Per la Legge Italiana (Art. 358 Codice Penale) l’addetto al trasporto funebre (quindi anche di ceneri) è considerato incaricato di pubblico servizio.

  41. Stimata Redazione di Funerali.org

    Necessito trasportare la urna cineraria di mia madre da Lima in Perù a Catania, facendo sosta a Madrid e Roma, e vorrei sapere quali sono i documenti necessari per effettuare detto trasporto.

    Ho con me il certificato di cremazione (in spagnolo).

    Ringrazio vivamente,

  42. x Danielea: EASYJET ha queste regole, ma non so se abbia un collegamento col tuo Paese
    15 Trasporto di resti umani

    easyJet non accetta di trasportare resti umani su nessuna rotta.

    Il trasporto di ceneri è tuttavia permesso se viene fornita copia del certificato di morte e se esse sono accompagnate dal certificato di cremazione. Il passeggero in possesso di ceneri deve assicurarsi che siano state impacchettate in modo sicuro in un contenitore appropriato ed è tenuto a tenerle all’interno del proprio bagaglio a mano. Consigliamo inoltre che i nostri rappresentanti siano informati di ciò al momento del check-in.

    Regolamento del Vettore Articolo 9.1(vi)

  43. ho bisogno di una mano……
    defunta cremata di nazionalità Moldava, la figlia è qui per prendere con sè l’urna, ma la compagnia aerea con la quale ha il biglietto (Carpatair), volo Bari – Timisoara-Chisinau, non fa salire a bordo l’urna cineraria, ho chiesto se la metteno in stiva e mi hanno detto di no.
    Ho provato a cvontattare spedizioneri internazionali e non fanno quel tipo di spedizioni.
    Mi potete dare una mano una mano?
    Quali sono le compagnie aeree che accettano a bordo l’urna?
    Quali le società di spedizioni?
    E se la signora salisse a bordo, non dichiarando l’urna, mas avcendo con sè i documenti, lo potrebbe fare?
    Anticipatamente ringrazio
    Daniela

  44. In generale non dovrebbero sussistere problemi di logistica (“bagaglio” troppo ingombrante) o igienico sanitario, in quanto le ceneri sono un volume piuttosto compatto prive di rischio per la salute pubblica (Artt. 36 comma 1 e 80 comma 5 DPR n. 285/1990)
    L’inica eccezione (ma è un caso di scuola) sarebbe forse rappresentata dalla contaminazione delle stesse con nuclidi radioattivi (da ultimo, D.Lgs. 9/5/2001, n. 257), ma a questo punto lo stesso trasporto dovrebbe esser inibito, o fortemente limitato, secondo la prudente valutazione dell’ASL.
    Il trasporto dovrà, comunque, esser pur sempre autorizzato secondo le modalità e la documentazione di cui ai paragrafi 8.1 ed 8.2 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24.

    Il titolo di viaggio (cioè il decreto di trasporto) dovrà sempre accompagnare le ceneri ed eseer esibito, quando richiesto per eventuali controlli, anche in itinere e non solo alla partenza o all’arrivo a destinazione. Se l’urna cade e si rompe sversando il proprio pietoso contenuto si sconfina direttamente in una fattispecie di natura penale (Art. 411 C.P.) perchè si darebbe, anche se involontariamente (se c’è il dolo la faccenda si complica), luogo ad una dispersione non autorizzata, ed il fatto, per la Legge Italiana, costituisce REATO!.

    Ai sensi dell’Art. 2 comma 1 lettera e) D.M. 1 luglio 2002 e del paragrafo 14.1 lettera d) della Circ. Min. 24 giugno 1993 n.24 molto importanti sono i requisiti tecnici e costruttivi che l’urna dovrà necessariamente rispettare (essa deve esser infrangibile, sigillata e recare gli estremi anagrafici del de cuius),altrimenti questa violazione è sanzionabile ai sensi dell’Art. 358 Regio DEcreto n. 1265/1934 (https://www.funerali.org/?p=873).

    Non si rilevano, quindi, ragioni ostative; si rappresenta secondo la Legge (Capo IV DPR n.285/1990) il titolare del decreto di trasporto quando prende in consegna l’urna diventa incaricato di pubblico servizio (Art. 358 Codice Penale) e di essa deve rispondere in tutte le sedi (anche in quella penale).

    Trasportare un’urna cineraria nel bagaglio a mano, fermo restando quanto detto precedentemente sulla dispersione non autorizzata, non costituisce violazione al Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria o alla Convenzione Internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937 (essa, infatti, si applica solo al trasporto di cadaveri e non di ceneri).

    Per motivi di opportunità, però, potrebbero esservi disposizioni operative, interne alle compagnie aeree, atte a regolare nel dettaglio la questione; si consiglia, pertanto di consultare lo “specchietto riassuntivo” reperibile al seguente link: http://www.linformatorefeniof.it/09_04/internazionali.htm

  45. Buongiorno a tutti, avrei una domanda che mi è stata posta da un familiare. Dovendo trasportare per via aerea un prorpio parente, è possible portare a bordo dell’aereo, all’interno del bagaglio a mano, un’ urna cineraria?
    Grazie

  46. Ex Art. 76 DPR 445/2000 “sparare balle paurose”, ossia rilasciare dichiarazioni mendaci, configura una fattispecie di natura PENALE è un REATO, ed è, appunto, punito come tale.

    La cremazione, con relativa destinazione delle ceneri, è atto di rilevanza pubblica perchè:

    1) attiene a diritti personalissimi, anche se proiettati nel post mortem, e spesso è frutto di una disposizione testamentaria (o equivalente come iscrizione a SoCrem) ex Art. 79 commi 1 e 3 DPR n.285/1990)
    2) ex Art. 1 comma 7bis Legge n.26/2001 la cremazione è servizio pubblico locale, siccome, anche ai sensi dell’Art. 78 comma 1 DPR 285/1990 il crematorio sorge entro e non oltre il perimetro cimiteriale, è gestito dal comune ex Art. 6 comma 2 Legge n.130/2001 siccome ex Art. 824 Codice Civile il cimitero è demanio comunale e, di conseguenza, pubblica è, per ovvi motivi di igiene, decoro ed ordine, la funzione cimiteriale giusta il Capo IX DPR n.285/1990, con ovvi rimadi agli Artt. 337 e seguenti Regio DEcreto n.1265/1934 senza dimenticare il D.M. 28 maggio 1993, sull’obbligatorietè per il comune di istituire i servizi necroscopici e cimiteriali.

  47. Grazie per la conferma di ciò che in realtà già sospettavamo… Cmq la badante era destinataria delle ceneri per testamento, per motivi che non sto a spiegare perchè ne verrebbe fuori un libro… Noi abbiamo interpellato anche il gestore del crematorio, il quale si discolpa dicendo che il titolare delle pompe funebri gli avrebbe detto: “consegnate l’urna alla signora, e a nessun altro” (affermazione che, vera o FALSA sia, non lo avrebbe dovuto sottrarre dalla verifica del possesso delle relative autorizzazioni di trasporto e detenzione in abitazione privata). Dulcis in fundu, la signora ha firmato il “verbale di cremazione e di consegna ceneri” in qualità di testimone (con il rappresentante della società di gestione dell’impianto), dal quale risulta che l’urna … è stata consegnata a parenti (prima avevano scritto “ai familiari” ma poi l’hanno cancellato). Siamo disgustati. Ringrazio nuovamente. Cordiali saluti

  48. Il trasporto funebre (di salme, cadaveri, ossa, resti mortali, parti anatomiche riconoscibili o neneri) è articolato su base comunale, può infatti esser entro il comune di decesso, o da comune a comune (ai sensi del combinnato disposto tra gli Artt. 19 commi 1 e 3; 24; 26; 30 commi 1 e 13; 31; 32; 34 comma 1, DPR n.285/1990).

    L’unica eccezione è rappresentata dai trasporti funebri tra Stati (Artt. 27, 28 e 29 DPR n.185/1990 e Convenzione Internazionale di Berlino 10 febbraio 1937). quando per l’introduzione di feretri, urne, cassette ossario, deve esser avvisata l’Autorità della provincia di frontiera dove avverrà il transito (esempio: Art. 28 comma 2 DPR n.285/1990). Al massimo si potrebbe intravedere una qualche competenza delle regioni, esercitata sempre attraverso il comune, cioè il vero nucleo autorizzativo della polizia mortuaria italiana, in base alle diverse legislazioni locali in tema di cremazione e destinazione delle ceneri, in ogni altro caso le provincie non c’entrano nulla. I trasporti funebri (fatta salva la disciplina locale di cui non si è a conoscenza) sono regolati unicamente dal DPR n.285/1990, anche il trasporto delle ceneri ex Art. 343 Regio DEcreto n.1265/1934 soggiace alla medesima normativa. Per la consegna dell’urna si segue la procedura di cui all’Art. 81 DPR n.285/1990.

    Certo, per le ceneri, se non c’è pericolo di contaminazione con nuclidi radioattivi in stile “bombardamento nucleare” da ultimo, D.Lgs. 9/5/2001, n. 257, non sussistono gli stesso obblighi igienico sanitari in vigore per il trasporto di salme e cadaveri (Art. 20 DPR n.285/1990), non occorrono, quindi, l’autofunebre, la bara metallica saldata a fuoco o i dispositivi di profilassi di cui agli Artt. 18, 25, 30, 31, 32 DPR n.285/1990). Addetto al trasporto delle ceneri può esser chiunque, anche il privato cittadino, NON OCCORRE L’IMPRESA DI POMPE FUNEBRI.

    Per il trasporto delle ceneri bastano:

    1) Urna infrangibile e sigillata (D.M. 1 luglio 2002 e paragrafo 41 punto 1 lettera d) Circ.Min. n.24/1993) recante gli estremi nanagrafici del defunto.
    2) Autorizzazione al trasporto stesso compilata con tutti i dati amministrativi (Artt. 36, 80 comma 5 DPR n.285/1990 e, induttivamente, paragrafo 8 Circ. MIn. n.24/1993).

    Il trasporto funebre si distingue per la caratteristica della tipicità: debbono, infatti, esser preventivamente definiti nel decreto di trasporto:

    1) Oggetto del trasporto (salma, cadavere, ossa, resti mortali, ceneri, parti anatomiche riconoscibili)
    2) Addetto al trasporto ex paragrafo 5.4 Circ. MIn. n.24/1993. (ossia, in questo frangente, chi prende in custodia l’urna? Chi la porta materialmente, Con quale mezzo o veicolo?) Chiunque egli sia è da intendersi come incaricato di pubblico servizio ex Art. 358 Codice Penale.
    3) Luogo (di partenza, di arrivo, di sosta intermedia ex Art. 24 comma 3 DPR n.285/1990).

    Detto ciò (è “ampolloso”, ossia “palloso”;lo so, ma questa, ahimè, è la Legge) mi sia consentita una provocazione gratuita, modello sparata da Bar Sport: perchè le ceneri sono affidate alla badante, ovvero ad un’estranea, se l’istituto dell’affido ex Legge n.130/2001 è di tipo “FAMIGLIARE”??!!. Per avere l’affigo delle ceneri bisogna (o…bisognerebbe?) esser congiunti del de cuius, dunque legati a lui da vincolo di consanguineità, da questioni di DNA (Artt. 74, 75, 76, 77 Codice Civile). Si, tratta, allora di un ABUSO legalizzato da leggi e leggine regionali??? “Fu vera Gloria”, come si chiese il Manzoni? AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA!.

    Comunque, se la badante è titolare dell’autorizzazione al trasporto rilasciata dal comune può ritirare le ceneri e provvedere alla loro tumulazione (con oneri a proprio carico ex D.M. 1 luglio 2002), NULLA OSTA… altrimenti, se scavalca l’impresa funebre prescelta e si appropria dell’urna, ancorchè per consegnarla in cimitero commette 24 ore dopo se non commette dei reati, quanto meno si produce in una violazione al regolamento nazionale di polizia mortuaria (DPR n.285/1990) punibile ai sensi del Art. 358 Regio Decreto n.1265/1934 con sanzione amministrativa pecuniaria dai 3 ai 18 milioni delle vecchie Lire, oblabili in 60 giorni nella misura più favorevole al trasgressore, pari a 6 milioni del vecchio conio (Art. 16 del D.Lgs. 22 maggio 1999, n.196;Legge n.689/1981).

    Le possibile fattispecie di illecito sono:

    1. Trasporto ceneri e detenzione delle stesse in abitazione privata anziché in cimitero (art. 80 comma 2 DPR 285/90);

    2. Trasporto senza documenti necessari (artt.23-24 DPR 285/90);

    3. Sottrazione di urna cineraria (si sconfina nel Penale!)

    Il gestore del crematorio che consegna l’urna senza prima verificare la titolarità del decreto di trasporto (chi prende l’urna??? Ne ha effettivamente diritto???) è passibile della medesima sanzione, oltre ai provvedimenti disciplinari previsti dal contratto di lavoro.

  49. Domando: costituisce comunque violazione il trasporto (fra due province diverse) e la detenzione anche solo per meno di 24 ore di urna cineraria senza le dovute autorizzazioni? Lo chiedo perchè l’anno scorso la badante di ns. padre, destinataria dell’urna, ha presenziato alla cremazione e subito dopo se le è fatte consegnare dall’impianto crematorio, “scavalcando” l’impresa di pompe funebri che era in procinto di partire per andarle a prendere. Il responsabile delle pompe funebri ci aveva assicurato che le avrebbero consegnate esclusivamente a lui. Noi siamo assolutamente certi che la signora non ha richiesto l’autorizzazione al trasporto e all’affidamento in casa, infatti il giorno dopo le ha fatte tumulare.

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