Crematori… fonderie di metalli mortuari?

Nella nostra societa' il riutilizzo dei materiali diventa sempre piu' importante.

Grazie ai moderni sviluppi della tecnologia l'efficienza e la convenienza del reimpiego e' aumentata.

La circolarita' di processi, finalmente reversibili, rende tutto piu' semplice, il recupero, specialmente dei rifiuti ricavati dai cosiddetti prodotti 'a perdere', e' stato oggetto di attenta ricerca negli ultimi anni.

Una ditta olandese si propone la raccolta di apparecchi sostitutivi di organi o parti anatomiche mancanti e dispositivi chirurgici per adoperarli nuovamente con modo e funzione rispettosi dell'ambiente e del corpo umano che li accolse.

Dal 1997 quest'azienda fornisce in modo gratuito alle strutture sanitarie di tutt'Europa contenitori di stoccaggio per una selezione differenziata di questi avanzi metallici o plastici assimilabili a rifiuti ospedalieri speciali.

Con un'unica chiamata la OrthoMetals effettua il recupero di detti materiali e li trasporta in un deposito dove, sotto la supervisione di personale altamente qualificato i metalli sono separati dalle altre sostanze ed inviati nuovamente a fusione.

Dopo lo smistamento ed il loro temporaneo deposito in particolari magazzini i resti di metallo (protesi) vengono sciolti e riplasmati in officine altamente specializzate, cosi' da esser resi irriconoscibili se paragonati alla loro precedente forma.

Per una comprensibile ragione etica non serviranno mai a forgiare nuove protesi o strumenti chirurgici.

Detta raccolta viene attivata anche negli impianti crematori, cui viene riconosciuto un premio in base alla quantita' di metalli consegnata alla OrthoMetals.

In effetti la presenza di elementi non facilmente combustibili o sublimabili all'interno delle camere di cremazione da sempre suscita forti dubbi a causa del possibile inquinamento, in Italia, ad esempio, i gestori di alcuni impianti si rifiutano di bruciare feretri confezionati con lo zinco.

Ci concentriamo brevemente su quest'ultimo passaggio.

Come ben sappiamo, dalla cella crematoria i residui della combustione, in cui sono presenti anche particelle o grumi di metallo semiliquefatto, vengono inviati direttamente al polverizzatore cosi' da esser sminuzzati in polveri finissime.

A questo punto interviene una macchina separatrice: grazie ad un nastro magnetico intercetta le sostanze ferrose (la viteria delle casse, le maniglie del cofano o altri accessori mortuari), poi una sorta di setaccio distingue, grazie alle differenti dimensioni, le ceneri dalle rimanenze piu' grossolane di zinco o altro metallo (argento ed oro di eventuali monili o denti, metalli speciali per protesi interne).

Dopo questa fase di cernita l'operatore in tre diversi cassetti puo' rimuovere le ceneri del defunto e collocarle nell'urna, mentre il ferro e gli altri eventuali metalli presenti nel feretro saranno inviati a nuova destinazione.

Autori

Written by:

607 Posts

View All Posts
Follow Me :

4 thoughts on “Crematori… fonderie di metalli mortuari?

  1. Se, invece, la destinazone ultima dei resti mortali è la cremazione (magari deliberata d’ufficio dal comune per assenza, disinteresse o anche per semplice assenso degli aventi titolo) le ceneri debbono esser accolte in cinerario comune ex Art. 80 comma 6 DPR 285/1990.

  2. Dobbiamo anche dire a COSTA che ogni cimitero,ovviamente per legge, è tenuto ad avere un ossario comune dove vengono sistemati i resti mortali di chi non ha persone che si possano interessare alla esumazione e alla definitiva sistemazione del fù cadavere.

  3. Il DPR n.254/2003 con l’Art. 3 comma 1 lettera b) definisce chiaramente la fattispecie di “resto mortale” (= esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo-conservativo dovuto a mummificazione, saponificazione o corificazione) mentre è l’Art. 2 a determinare la tipologia dei rifiuti provenienti da a ttività cimiteriale.

    Sempre ai sensi dell’Art. 3 commi 5 e 6 del DPR 15 luglio 2003 n. 254 da leggersi in modo coordinato con la Circ.Min. 31 luglio 1998 n. 10 e l’Art. 86 commi 2 e 3 del DPR 10 settembre 1990 n. 285 i cosidetti resti mortali possono alternativamente esser:

    Ri-tumulati
    Re-Inumati
    Cremati.

    La destinazione naturale per i cadaveri (e loro trasformazioni di stato) secondo la Legge Italiana (Art. 337 Regio Decreto 1265/1934) è l’inumazione in campo di terra affinchè si compiano i necessari processi di mineralizzazione, sino alla raccolta delle ossa da avviare ad ossario comune (Art. 67 DPR 285/1990).

    La Legge (Art. 58 DPR 285/1990 e paragrafo 10 Circ.Min. n.24/1993) prevede che ogni cimitero disponga di un campo indecomposti, ossia di un’area di adeguato dimensionamento dove seppellire nuovamente i cadaveri inconsunti provenienti da esumazione o estumulazione.

    In nessun modo i cadaveri o i resti mortali possono esser equiparati a spazzatura.

  4. Studiando la normativa sui rifiuti disciplinata dal decreto Ronchi sono venuto a conoscenza del fatto che i rifiuti da esumazioni e estumulazioni sono da considerarsi “urbani”e come tali destinati al ciclo dei rifiuti. Approfondendo ho capito che ovviamente la normativa definisce rifiuti e come tali destinati al riciclo riutilizzo o smaltimento solo le parti riciclabili del rifiuto stesso (legno lapidi metalli)e naturalmente nn la salma vera e propria! Quindi la domanda è questa: dove vengono concervati i resti delle salme in particolare se un sogggetto nn ha sufficienti risorse finanziarie per pagare 1 luogo adatto o il defunto nn ha chi si occupa del suo destino? Non è mai possibile che questi resti finiscano in discarica vero?Pensando a quanti morti ci sono stati nella storia dell’uomo e a quanti anziani sono in Italia mi è venuta questa macabra curiosità..Nn so se qualcuno mi rispondera dall’altre tomba cmq ringrazio in anticipo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.