Le possibili ripercussioni sull’Inps delle morti derivate dal Coronavirus

Un’interessante stima sugli effetti delle morti da Covid-19 sull’Istituto di Previdenza Sociale, è stata recentemente pubblicata da Il Giornale.
La categoria più colpita dal Sars-Cov2, infatti, è stata proprio quella degli anziani, tra cui si è registrato il maggior numero di vittime e ciò si è tradotto sul bilancio dell’Inps, in un drastico calo dell’erogazione di pensioni.
Secondo l’approfondimento, il 96% delle persone decedute nel 2020 aveva più di 65 anni e praticamente tutti percepivano una pensione e ciò ha portato l’istituto di previdenza sociale ad eliminare prematuramente moltissime pensioni, sia dirette che indirette.
Il dr. Alberto Brambilla – di Itinerari Previdenziali – ha effettuato una stima, attuando un calcolo basato sul reddito medio lordo, derivato dal casellario delle pensioni Inps 2020.
A tale cifra è stato conseguentemente applicato un coefficiente di rettifica, connesso alla possibilità che dopo il decesso del pensionato si sia originata una pensione di reversibilità.
E da questo è emersa una riduzione di tale spesa pari a – 1,11 miliardi di euro.
Considerando poi che, senza la pandemia, tanti anziani avrebbero potuto vivere più a lungo, sulla base dei dati 2019, si è effettuata altresì una stima degli anni mediamente persi dai 96.818 ultra 64enni: 13 per la fascia 65-79 (che ha contato oltre 20mila deceduti) e 7 per la fascia degli ultra 80enni (che ha contato quasi 80mila morti).
Questo si tradurrebbe in un ulteriore risparmio di 11,9 miliardi di euro complessivi, potenziali, tra il 2020 ed il 2029.
Secondo Brambilla, anche il ricorso a Quota 100 od altre forme di pensionamento anticipato non avrà un forte impatto a livello economico nel 2020 o, quantomeno, non sarà paragonabile a quello ipotizzato in partenza, considerando che il numero dei pensionati sarà più contenuto.
Infine, le misure restrittive emanate dal governo hanno prodotto un calo dei decessi fra i giovani. Le notevoli limitazioni degli spostamenti e la chiusura di alcune attività hanno, in effetti, ridotto anche gli incidenti stradali e gli infortuni mortali sul posto di lavoro.
Questo studio, però, non ha analizzato le ripercussioni sui livelli delle pensioni date dai minori contributi accantonati, sia per effetto di chi è rimasto a casa dal lavoro a vario titolo, sia per la riduzione delle retribuzioni come effetto del massiccio ricorso alla cassa integrazione.

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