HomeAttivitafunebreNuove accuse di evasione fiscale per il settore funebre da www.contribuenti.it

Commenti

Nuove accuse di evasione fiscale per il settore funebre da www.contribuenti.it — 2 commenti

  1. La lotta all’evasione fiscale nel mondo delle onoranze funebri, per la sua precisa metodologia, è una disciplina di grande valore didattico per gli operatori del ministero e viene riportata, come caso di studio dalla rivista “Tributi” edita dallo stesso Dicastero delle Finanze nella quale, tra l’ altro, il fenomeno del “sottobanco funerario” viene preso ad esempio come fattispecie di un’illegalità diffusa e difficile da sradicare.

    Gli ispettori del fisco, durante le recenti indagini, in un’importante località dell’Italia settentrionale, hanno implementato le soluzioni teoriche suggerite dal protocollo operativo messo a punto dagli uffici governativi a Roma

    La strategia “d’attacco” adottata dalle Fiamme Gialle ha previsto, inizialmente, un’approfondita verifica dei servizi collaterali (locandine, fiori, necrologie) con controlli incrociati sul registro dei defunti tenuto dal comune.

    Lo sviluppo dell’inchiesta ha, poi, puntato l’attenzione anche sul “core business” dell’impresa ossia sul “nocciolo duro”, sul nucleo di affari e transazioni economiche su cui si basa principalmente l’attività funebre.

    Sono state, quindi, prese in esame le fatture di acquisto delle casse mortuarie e la rimanenza finale.

    I dati emersi sono stati sconcertanti perché hanno scoperchiato, in modo incontrovertibile, un pentola del malaffare di dimensioni immani ed impensabili.

    Si è così scoperto che un’ impresa, finita nel mirino dei finanzieri per una gestione troppo fantasiosa della propria contabilità, per un solo anno (il 1998) “a fronte di 284 funerali fatturati aveva venduto ben 323 bare, per una differenza di 39 cofani usciti dai magazzini dell’agenzia incriminata senza documentazione alcuna.

    Gli uomini delle Finanze hanno appurato il costo iniziale della bara (594 mila lire in media) e calcolato, di conseguenza, che un funerale, in media, veniva a costare 3.456.000 lire.

    Hanno, quindi, iscritto a ruolo 117,5 milioni di ricavi non fatturati in un solo anno per i 39 funerali “fantasma”.

    Dal conteggio delle bare è stato abbastanza logico trascorrere al computo dei necrologi sul giornale, così da sovrapporre le diverse informazioni ricavate dalle carte sequestrate e dagli scottanti fascicoli del materiale amministrativo acquisito.

    I “torquemada” del ministero, scoperta la poca propensione dell’agenzia funebre a dichiarare correttamente al fisco i propri guadagni, hanno proseguito con puntigliosità certosina l’investigazione, notando come sul quotidiano locale venisse sempre riportato in ogni necrologio il nome della ditta che effettuava le onoranze funebri

    È bastato così recarsi alla biblioteca civica per trovare tra cumuli di scartoffie e riviste le vecchie copie dei giornali cittadini e quindi dei necrologi pubblicati nelle pagine della cronaca.

    Il confronto “a rime parallele” con l’ufficio di stato civile ha quindi consentito di rilevare alcuni nominativi di defunti per i quali le prestazioni funerarie effettivamente erogate risultavano totalmente non dichiarate.

    Per altri funerali, invece, l’ importo era stato indicato solo in parte.

    A quel punto, sono scattate inevitabili le denuncie per un caso sintomatico di evasione fiscale nella strana galassia del “caro estinto”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.