Commedia in quattro atti

Commedia in quattro atti

Atto primo: Al Senato, la riforma dei servizi funerari, sponsorizzata dall’imprenditoria funebre privata, da forti interessi immobiliari e dai cremazionisti, procede ad ampi passi verso la definitiva approvazione.
C’è chi cerca di far capire che contiene diversi errori, che si rischia forte con lo smantellamento del sistema cimiteriale italiano.
Che è una cretinata lo scimmiottare soluzioni americaneggianti come le funeral homes, la tanatoprassi, la dispersione e l’affidamento delle ceneri, vendute da politici dell’uno e dell’altro polo come grandi conquiste!
Macché. Come al solito si viene presi per quelli che vogliono difendere il proprio orticello (leggasi monopolio), contrastare la libertà del mercato, imporre pratiche buro-cratiche.
Atto secondo: Siamo in recessione. Il PIL cala. Il Paese trema. Il Premier, Berlusconi, invita tutti a rimboccarsi le maniche ed a limitare le proprie vacanze per lavorare di più. Aggiunge, se vi sono idee per uscire dal tunnel, datecele.
Intervallo: Che fare?
Prevale in noi il senso di appartenenza a questo Paese e di provare tutti a rimboccarci le maniche o lasciare che la corriera, con il conducente e tutti i passeggeri vada fuori strada?
Che gusto c’è a dire un “l’avevamo detto!” quando poi sarà difficile, se non impossibile aggiustare i cocci?
Ma come si possono aggiustare i cocci con chi te li rompe ogni giorno?
Questo è il problema di chi ha cercato in questi anni di dare il proprio contributo per far funzionare questo Paese.
Atto terzo: Passa al Senato la riforma dei servizi funerari esattamente nel testo come è passata alla Camera. Cominciano i dolori: problemi interpretativi, difficoltà applicative, necessità di legiferare in campo regionale (anche laddove si era appena finito …).
Subito si dirà che si sta facendo di tutto per bloccare la riforma, colpa dei soliti noti che non vogliono e non sanno cambiare.
Pochi che si interrogheranno sul fatto che siamo fermi da 10 anni a parlare di questa ri-forma, dimenticando i problemi veri del settore, quando negli altri Paesi l’imprenditoria funebre e cimiteriale ha intanto fatto passi da gigante, sulle cose concrete.
Atto quarto: Comincia a farsi strada nella gente comune l’idea che forse le cose andavano meglio quando le riforme erano fatte da chi le sapeva scrivere, che l’aver anteposto gli interessi privati (e talvolta di pochi individuabili gruppi o persone) a quelli pubblici alla fine non paga (se non quelli che hanno avuto i privilegi), che non è stato bello “scherzare con la morte”.
Cala il sipario: Pochi i battimani. Meno i sorrisi. È una commedia o un funerale?

Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 3/2005.

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