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Statistiche cremazione

L’evoluzione della cremazione in Italia

In Italia la cremazione di cadaveri, nel corso del 2007, si è avvicinata alle 60.000 unità (per la precisione 58.554 unità, su un numero di decessi di quasi 570.601. Incide, pertanto nel 10,3 % del totale delle sepolture.

La cremazione è passata da circa 3.600 unità nel 1987, anno in cui venne introdotta la gratuità della cremazione, alle circa 30.000 del 2000.

Successivamente, all’inizio del 2001, la cremazione divenne ordinariamente a pagamento, come anche la inumazione in campo comune. La onerosità non incise più di tanto nel trend rialzista, tanto che nel giro di cinque anni la cremazione ha raggiunto e superato le 48.000 unità annue.

E’ probabile che la cremazione passi dal 10,3% attuale al 30% nel 2050 (valori medi italiani, ma profondamente diversi tra Nord, Centro e Sud). I due scenari alternativi, rispettivamente di minima e di massima, possono vedere la cremazione raggiungere il 25% e il 35%. In termini numerici si ritiene probabile un numero di cremazioni nel 2050 prossimo alle 178.000 unità (contro le 48.837 del 2005). Lo scenario minimo prevede 148.000 cremazioni e quello massimo quasi 208.000.

Quanto incide oggi la cremazione in Europa?

In tutta Europa è in atto una crescita della cremazione, che comprime le forme di sepoltura tradizionali (in genere è più diffusa la inumazione in terreno che non la tumulazione). La media europea per l’anno 2002 vede la cremazione al 34% delle preferenze della popolazione.

Dove si trovano i dati statistici?
Le statistiche più aggiornate sulla evoluzione della cremazione in Italia, come anche dell’andamento della mortalità e delle forme di sepoltura, sono elaborate annuamente dalla SEFIT (Federazione dei Servizi Funerari Italiani). Di seguito se ne riporta una sintesi per l’anno 2007.

Le cremazioni effettuate nel corso del 2007 sono cresciute del 10,5% rispetto all’anno precedente, traducendosi in un aumento di 5.541 unità.
Nel 2007 si sono registrate a consuntivo 58.554 cremazioni di feretri, contro le 53.013 del 2006.

L’ISTAT ha recentemente diffuso i dati sulla mortalità 2007, anno in cui si sono registrati 570.601 decessi. Quindi l’incidenza effettiva della cremazione sul totale delle sepolture è del 10.3% per l’anno 2007 (contro il 9,5% a consuntivo del 2006).

Analizzando il dato territoriale si può valutare che le regioni che hanno registrato un maggior incremento percentuale delle cremazioni rispetto al 2006 sono state: Lombardia (+29,7%), Veneto (+11,4%) ed Emilia-Romagna (+11,6%), cioè quelle con buona dotazione di impianti.
Quelle invece che rispetto all’anno precedente hanno registrato una crescita numerica più elevata sono state: Lombardia (+1.980), Emilia Romagna (+548), Toscana (+497) e Piemonte (+433).

Il ricorso alla cremazione continua ad avvenire soprattutto al Nord, che ha una maggiore presenza di impianti, ma anche al Centro. Nel corso del 2007 è entrato in funzione un crematorio, a Domodossola.
Milano, Roma, Genova e Torino sono, come nel 2006, le città col maggior numero di cremazioni effettuate, rispettiva-mente con 7.729, 5.703, 4.021, 3.488 (anche se è bene chiarire che si tratta di cremazioni svolte per un’area che spesso è almeno provinciale, se non ancor più estesa).
Le città invece che registrano il minor numero di cremazioni sono: Ascoli Piceno (99), Palermo (146), La Spezia (200) e Cagliari (213).

La regione in assoluto dove si crema di più è la Lombardia (che è tra quelle meglio dotate di impianti di cremazione), con 17.413 cremazioni, seguita da Emilia-Romagna e Veneto, nelle quali si effettuano oltre 6.000 cremazioni l’anno.

Il file è in formato PDF e la fonte è Federutility SEFIT.
Per vederlo o scaricarlo Dati 2008 – non ancora disponibili
I dati degli anni precedenti sono reperibili:
Per vedere o scaricare Dati 2006
Per vedere o scaricare Dati 2007

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