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69 thoughts on “Chiedi alla Redazione

  1. Sono nato a Migliarino ora comune di Fiscaglia, dove è ubicato il sepolcro della mia famiglia di origine. Ne approfitto della vostra disponibilità per porvi il seguente quesito. DESCRIZIONE: Mio padre e mio zio subentrano, per quota indivisa, nella concessione di mio nonno con la quale ottenne di costruire il sepolcro di famiglia. In qualità di concessionari i due fratelli possedevano entrambi il diritto all’uso della sepoltura che gli consentiva di disporre autonomamente di tutto il sepolcro per seppellire discendenti, ascendenti, affini e collaterali, fino al VI grado.
    Nel 2016 lo zio muore e mio cugino, che l’unico che gli succede in linea retta, NON chiede di subentrare nella concessione al posto del padre: anzi, estumula dal sepolcro, su autorizzazione di mio padre, la madre e tumula zio e zia in un altro sepolcro. Nel 2019, trascorsi tre anni dalla morte del padre mio cugino, secondo un articolo del regolamento funerario del comune di Fiscaglia, è decaduto dal diritto di subentro. Mio padre mantiene la concessione fino alla sua morte nel 2020: come da regolamento l’anno io e i miei due fratelli, chiediamo di subentrare nella concessione. QUESITO: E’ lecito che il Comune, a distanza di 5 anni dalla morte di mio zio, contatti mio cugino per verificare la sua intenzione a rientrare nella concessione del padre o, in alternativa, di rinunciare, quando un articolo del regolamento funerario prevede che trascorsi tre anni dalla morte del concessionario senza richiesta di subentro i suoi aventi diritto decadono pur mantenendo il diritto alla sepoltura (Ius sanguinis). Ad oggi la mia richiesta di subentro non è ancora stata volturata e quando, insieme ai miei fratelli, abbiamo fatto notare al comune l’incongruenza nella posizione di mio cugino ci è stato risposto che se avessimo insistito nella nostra condotta avrebbe annullato la concessione in quanto, a loro dire anche mio padre, alla morte di mio zio, avrebbe dovuto chiedere di volturare la concessione solo ed esclusivamente a suo nome.

    1. X Marco,

      non entro nel merito della minacciosa risposta – immagino verbale – rivoltaLe dagli addetti comunali, ai quali andrebbe forse ricordato l’istituto civilistico dell’accrescimento applicabilissimo (salvo speciali e specifiche norme in senso contrario) anche al regime dei subentri, soprattutto quando vi sia co-titolarità, in quella comunione solidale, forzosa ed indivisibile che si sostanzia, poi, nella concessione cimiteriale co-intestata. Così per come è narrato questo atteggiamento è incomprensibile, le concessioni in essere poi non si annullano, semmai si revocano o su di loro è dichiarata la decadenza.
      Mi mancano troppi elementi per valutare da una prospettiva obiettiva i fatti, obiter dictum: state per caso affrontando l’implementazione di un nuovo regolamento comunale di polizia mortuaria, c’è un assetto pro tempore stile “norme transitorie” con cui vi dovere confrontare? E’, per caso in corso una revisione del “catasto cimiteriale”, ovvero dell’archivio decato agli atti di concessione? Detto proprio inter nos: sarebbe bene ottenere la rinuncia in toto del cugino, cosicchè egli retrocedendo dal diritto sul sepolcro in sè e dal diritto d’uso (si spera!) conseguente abdichi sì dai diritti di proprietà e gestione, ma anche da quelli personali di esser sepolto o o dar sepoltura in quel determinato sacello gentilizio. Interessante un ultimo appunto che, simultaneamente quasi, apro e chiudo con una domanda aperta anche a chi ci legge, pur essendo estraneo al caso di specie: Ma l’estumulazione prima dello scadere della concessione, in quanto orientata ad una traslazione verso altra sede di una spoglia mortale, non comporterebbe automaticamente, l’estinzione della concessione per facta concludentia (volontà di traslare il feretro = implicita (?) volontà di lasciare il sepolcro facendo spirare lo stesso jus sepulchri ex se?

  2. Buongiorno,
    vorrei sapere se quando si effettua l’inumazione di beneficenza a cittadini avente stato d’indigenza, il contratto di concessione va intestato all’avente diritto (coniuge, figli, ecc…? Oppure rimane in capo al gestore del Cimitero?
    Scrivo per il comune di Guidonia Montecelio.
    Cordiali Saluti

    1. X Edith,

      il funerale sociale, di povertà, d’istituto, o comunque lo si voglia denominare, rientra senz’altro nella sfera dei servizi necroscopici di cui il Comune deve necessariamente assicurare l’erogazione, ma proprio perchè complesso di prestazioni (di beni e servizi) garantite dall’entre Locale come presidio istituzionale non può eccederere un massimo (anche qui a geometria variabile?) in cui siano comprese tariffa per il trasporto funebre e per l’inumazione in campo comune ed acquisto del cofano funebre (anche questo di decorosa fattura e materiale ligneo di realizzazione…niente di più!) , eventuale funzione religiosa o laica, purchè molto sobria e contenuta principalmente, altri piccoli dettagli non meno importanti come gli oneri amministrativi. Non sono, pertanto, compresi, per la loro intrinseca voluttuarietà, i servizi spiccatamente di pompe funebri (corteo, banda musicale, arredi funebri, affissione di necrologie…)
      Dalla lettera di questo principio discende che non s’instaura mai, nel caso di funerale curato dai servizi sociali, un rapporto concessorio afferente ad un sepolcro privato. Non c’è nessuna intestazione, siccome non si costituisce su un bene cimiteriale (Esempio per eccellenza: il loculo) alcuna titolarità, pleno jure, in merito ai diritti di sepoltura, prevalentemente intesa come tumulazione, anche se non mancano esempio di campetti di terra dati in concessione, in determinati contesti geografici, per cui varrebbero pur sempre le regole generali della tumulazione tount court. La stipula di un atto di concessione per un sepolcro PRIVATO e DEDICATO, addirittura farebbe decadere le spese assunte dal Comune dalla voce di funerale d’indigenza, altrimenti si configurerebbe la fattispecie della responsabilità patrimoniale, ex art. 93 D.Lgs n. 267/2000. poichè è pacifico come non si possano accampare pretese di assunzione oneri da parte di terzi per costi abbordabili, tutto sommato, quando poi si sarebbe disposti a versare ingenti somme di denaro all’erario comunale per garantire un sepolcro soggetto a concessione, al caro e… povero estinto, evidentemente a corto di risorse economiche al momento della morte.

  3. Salve, scrivo dalla Sicilia comune di Gela.
    Mia madre è stata seppellita nel loculo comunale insieme a suo nonno materno di nome Rocco che nell’occasione essendo trascorsi più di 40 anni è stato posto in una cassetta di zinco contenente le sue ossa che è stata posizionata sulla bara di mia madre.
    Per fare questo abbiamo io e mia sorella abbiamo bisogno dell’autorizzazione degli unici 2 figli ancora in vita di nonno Rocco.
    La concessione del suddetto loculo era scaduta da 11 anni e io e mia sorella abbiamo pagato il rinnovo, che non scade più tra 30 anni come consuetudine ma scadrà tra 19 anni perché hanno fatto partire il rinnovo della concessione dal momento in cui il loculo era scaduto ossia da 11 anni prima, questo perché i figli di Rocco non si erano preoccupati di rinnovarlo 11anni fa. Io e mia sorella abbiamo rifatto anche la lapide che riporta la foto di mia madre e riservando uno spazio minore anche per la foto del nonno con data di nascita di morte e nome e cognome. L’unico figlio di Rocco (80enne) ma ancora in vita non piace il fatto che mia madre abbia più enfasi nella lapide e a distanza di nove mesi dalla realizzazione dell’opera ripeto tutto a spese nostre e concessione rinnovata a nome mio vorrebbe apportare dei cambiamenti. La domanda è semplice, può farlo senza il consenso mio e di mia sorella uniche eredi di mia madre? Grazie

    1. x Emanuela
      Dipende da chi è l’attuale intestatario della concessione loculo. Se è lei Emanuela, decide lei.

  4. Salve,
    giorni fa nel far visita a mio padre deceduto nel Giugno del 2001 e collocato in una cappella comunale ,constatavo che il loculo in cui era stato sepolto risultava aperto e la bara non vi era più. Recatomi immediatamente all’ufficio cimiteriale mi veniva riferito dal personale preposto , che vi era stata giorni addietro l’ estumulazione della bara e i resti dell’estinto raccolti in un ossario . Chiedevo pertanto se potessi far visita all’ossario , ma mi veniva risposto che solo la moglie del defunto poteva avere accesso e che stante la sua momentanea assenza l’ossario era stato collocato in un’area comune nella quale non potevamo accedere . Ora mi chiedo se sia possibile vietare anche se temporaneamente , una visita ad un padre defunto e soprattutto se sia possibile trasferire una salma senza l’autorizzazione degli eventuali eredi o comunque prossimi congiunti. Grazie

    1. X Paolo,

      Il Comune ha ragione nella parte in cui individua nel coniuge superstite la prerogativa della decisione sulla destinazione ultima delle ossa. Forse siete semplicemente in attesa che la moglie del de cuius eserciti il Suo diritto di disposizione.
      Se per ossario s’intende effettivamente l’ossario comune è logico non poter più vedere le ossa, poichè per legge esso, e soprattutto il suo pietoso contenuto (ossa umane gettate in modo promiscuo, massivo, indistinto ed anonimo, solitamente in un vano sotterraneo) debbono esser celati nella loro inquietante visione, alla vista dei dolenti e frequentatori del camposanto.
      Se, invece, per ossario, s’intende la cassetta ossario vera e propria, o anche solo un contenitore flessibile e, dunque, provvisorio, significherebbe che le ossa de quo sono state temporaneamente deposte “in transito” nella camera mortuaria del cimitero, anche questa, per ovvie ragioni di sicurezza e privacy interdetta all’accesso del pubblico. In quest’ultima ipotesi, personalmente sarei, invero, più possibilista ed aperto ad una lettura della norma, più improntata al senso di pietas. Dopo tutto deporre un fiore su di una cassetta di zinco, o raccogliersi qualche istante in preghiera avanti ad essa non dovrebbe integrare nessun illecito di reale rilevanza giuridica. Lei, comunque, si attenga alle istruzioni generali diramate dalla direzione del cimitero.

    2. X Paolo
      La moglie ha diritto di decidere sulle spoglie mortali del marito premorto, indipendentemente dal volere di altri familiari.
      Circa le ossa. Se sono in ossario comune questo è liberamente visitabile dall’esterno fa tutti.

  5. Buongiorno, di norma è consentito aprire i loculi il giorno precedente ad un accertamento tecnico preventivo da parte della procura? (anche solo per consentire un ricambio di aria e per ripulire eventuali percolati)
    Non c’è rischio di manomissione dello stato dei luoghi?

    1. X Alessia,

      di norma l’accertamento (= collaudo) dei loculi spetterebbe all’autorità sanitaria. Un’ispezione può certamente esser disposta per fini di giustizia, di cui non s’intravede, però, traccia specie se il loculo è vuoto. Un accertamento tecnico sull’usabilità della porzione di edificio funerario spetta anche al gestore del cimitero per almeno queste ragioni (senza pretesa alcuna di esser esaustivi):

      1) sovente, se la tomba è molto risalente nel tempo, si può chiedere una verifica preventiva per accertare l’eventuale presenza nel loculo in questione di cassette ossario o feretri, anche se fatiscenti (e se il loculo fosse già occupato dalla bara di un ignoto?)

      2) se c’è stata, precedentemente un’estumulazione si controlla, appunto, se il piano d’appoggio del loculo non sia imbrattato da umori cadaverici fuoriusciti del feretro ivi tumulato, ed in questo caso, si procede al risanamento).

      Le operazioni cimiteriali sono di competenza eslusiva del gestore dell’impianto cimiteriale.

      In extrema ratio: qualora il loculo fosse stato posto sotto sequestro giudiziario, prima di intervenire con qualunque azione sullo stesso, occorre aspettare un provvedimento liberatorio della Magistratura.

  6. Buonasera, può la moglie del de cuius negare alla famiglia di origine dello stesso, mettere a conoscenza del giorno in cui avverrà la cremazione e successivamente effettuare la dispersione delle ceneri negando e anzi, assicurando tramite legale che mai lo avrebbe fatto? Che tipo di reato si configura? Insomma, esiste un diritto per i genitori, figli e fratelli del defunto ad assistere a questi tristi eventi in questo senso? Grazie

    1. X Gloria,

      purtroppo, per Voi, l’algida asetticità del diritto funerario non consente grandi slanci di fantasia giuridica, specie in situazioni di rapporti endo-famigliari poco idilliaci. Nel silenzio del de cuius, la electio sepulchri, almeno nella semplice e mera procedura di polizia mortuaria comunale, spetta al coniuge superstite, senza bisogno di ulteriori pronunciamenti, da parte degli altri congiunti.
      Chi, per avventura, fosse a conoscenza di una diversa volontà del de cuius, a questo punto conculcata, in spregio alla memoria del defunto stesso, ha la legittimazione, non solo morale, di adire il giudice di merito: in sede civile per l’esercizio pieno dello jus sepulchri, in ambito amministrativo per confutare la legittimità di una possibile autorizzazione alla dispersione, rilasciata sulla base di falsi presupposti.

      1. Ringrazio per la risposta e sappiamo che le cose stanno così, ma avendoci di fatto vietato di assistere sia alla cremazione che alla dispersione, pur avendo richiesto ripetutamente di metterci al corrente su data e luogo, ci è stato negato .
        Possibile non esista a livello morale un diritto ad assistere alla sepoltura se anche trattasi di dispersione? Mi scusi ma siamo disperati !!

        1. X Gloria,

          si potrebbe invocare (qualora – sempre – il Giudice aderisca a questa tesi) il c.d. diritto secondario di sepolcro, anche nella sua forma più atipica, di un dolore che si estrinseca in senso comunitario e non personalistico, nel rito del commiato. Alla base si pone un problema di ordine filosofico: sin dove è lecito spingersi nella privatizzazione del lutto?

  7. Buon pomeriggio,
    avrei bisogno di un’informazione: il personale dipendente del comune addetto alle tumulazioni può aprire la tomba (lastre di pietra) e quindi il loculo (pannello che divide il cavedio dalla sede della bara) di un defunto per l’installazione di un filtro in un secondo momento rispetto alla tumulazione senza avvisare la famiglia dell’apertura?
    Il loculo in questione si trova in tomba di famiglia condivisa con altra famiglia in quanto è presente cavedio centrale e nemmeno in sede di tumulazione della tomba adiacente ci viene comunicata l’apertura della tomba.
    Essendo in nostra concessione per 99anni, non dovremmo sapere quando viene aperta/chiusa/manomessa?
    Grazie mille

    1. X Alessia,

      condivido le Sue perplessità di fondo. L’unico vero motivo per cui si possa procedere all’apertura di un tumulo “d’imperio”, agendo d’ufficio è di ordine igienico sanitario (es. classico: improvviso scoppio del feretro, con conseguente e, quasi, immediata percolazione di liquidi post mortali rilasciati assieme ad ammorbanti esalazioni cadaveriche, allorquando si debba intervenire in regime di emergenza) o per disposizione della Pubblica Autorità. Qualsiasi altro lavoro sulla tomba richiede una specifica autorizzazione formata e perfezionata su istanza di parte. Non si capisce quale filtro speciale, poi, debba esser stato applicato, in quanto la tumulazione tradizionale, cioè stagna, non contempla questi dispositivi, tipici, invece, del loculo areato. E’ più di un atto di semplice cortesia istituzionale informare i co-titolari di una concessione su eventuali lavori di smuratura, muratura, smontaggio lapidi che dovessero interessare quel particolare sepolcro privato, pluriposto.

      1. La ringrazio per la sua risposta, sempre molto chiaro ed esaustivo!
        C’è qualche riferimento normativo a supporto?
        Grazie

  8. Buongiorno,
    avrei bisogno di un’informazione. L’inumazione di una salma in una tomba a terra con struttura muraria (credo si chiamino loculi ipogei) prevede che la cassa sia rivestita di metallo come per i loculi a parete oppure si effettua con la semplice cassa di legno?
    Grazie.

    1. x Felice
      qualsiasi tumulazione, sia sopra che sotto terra, va fatta con doppia cassa, una di legno, l’altra di zinco o altro materiale impermeabile autorizzato in sostituzione.
      La sepoltura in un loculo ipogeo è anch’essa detta tumulazione (e non inumazione come da lei riportato)

  9. Buonasera. Avrei un quesito da porvi al quale non ho trovato risposta. Tanti anni fa una mia cugina si è allontanata da tutta la nostra famiglia, di fatto rendendosi completamente estranea a tutti noi. Mia zia (sua madre) e mio padre sono rimasti molto male per questo suo comportamento e mio padre diceva sempre che non gradiva nemmeno sentirla nominare. Qualche mese fa è mancato mio padre e mia cugina, pur non presentandosi al funerale, ha pensato di interpretare la sua piccola scena facendo una telefonata e mandando un telegramma di finto cordoglio, al quale io ho risposto dicendo che, dopo venti anni, poteva restare dove si trovava (non è andata nemmeno a trovare la madre che abita a 50 metri da casa sua e stava malissimo per la morte del fratello). Il dubbio che mi sorge è questo: un domani, tra cent’anni, che dovesse mancare mia zia, mia cugina può presentarsi alla veglia funebre e cacciarmi da quella che, a tutti gli effetti, mancata sua madre, è diventata casa sua? Fermo restando che non è dell’immobile che a me interessa, ma solo, eventualmente, dare l’estremo saluto a mia zia, ho diritto a farlo? C’è qualche norma che regola una situazione del genere? C’è, per assurdo, il diritto secondario al sepolcro, ma esiste anche un diritto al commiato e alla veglia funebre? Tanto più che io ho anche una lettera di mia zia, indirizzata a mia cugina, che custodiva mio padre tra i suoi documenti, dove mia zia rimprovera mia cugina di essere stata una figlia assente e la prega di allontanarsi dalla sua veglia funebre. In quella situazione che speriamo arriverà il più tardi possibile, avrò una tutela per salutare mia zia e poter affrontare le minacce che sicuramente mia cugina mi indirizzerà?

    1. X Maria Adele,

      le esequie, nella loro forma solenne, possono sì esser vietate, ad esempio per emergenza sanitaria (vedasi situazione CoVid-19) o per ragioni di ordine pubblico. Per aggirare il problema degli indesiderati la famiglia organizzerà una cerimonia strettamente privata, demandando al post sepoltura l’annuncio ufficiale della dipartita di una determinata persona. IL problema, questa volta, si risolve con politica e diplomazia ed un certo senso dell’oppotunità, non invocherei ricorsi a vie legali, il sentimento di devozione verso i propri morti si manifesta con azioni positive (alla lettera un “facere”) non con inibizioni.

      1. La ringrazio per la risposta, ma purtroppo non coglie nel segno della mia richiesta. Problemi sanitari a parte (auguro ancora cent’anni di vita a mia zia), la domanda che io mi ponevo è: se mia zia dovesse morire a casa e dovesse esserci quindi una normale veglia funebre, usanza comune, nella sua abitazione (che, per morte dell’usufruttuario – mia zia – è, a tutti gli effetti diventata proprietà del nudo proprietario – mia cugina), mia cugina (e lei sola, contrariamente all’avviso di tutte le altre persone) può chiedere il mio allontanamento? A me non interessa nulla della casa, mi interessa solo poter rendere omaggio a mia zia. Io, che a differenza di mia cugina, me la sono goduta. Io, che sono comunque parente e che verrei accolta da tutti gli altri parenti, compreso il secondo figlio di mia zia e tutti i suoi nipoti. So già con certezza che mi cugina mi caccerà per dispetto. Devo subire o posso pretendere di portare il mio omaggio a mia zia per poi sperare di non vedere mai più mia cugina? Non parliamo di diplomazia; c’è una risposta in termini legali alla questione? C’è una norma che preveda una situazione del genere?

    2. X Maria Adele,

      i conflitti endo-famigliari si ricompongono avanti il Giudice Ordinario, e non presso la polizia mortuaria alla quale spetta solo garantire il rispetto della propria normativa speciale di settore.
      Un cavillo legale cui appigliarsi potrebbe esser l’ingiusta inibizione del Suo diritto secondario di sepolcro proprio nel momento più intenso del funerale, bisognerà, comunque, nella malaugurata ipotesi, adire il giudice affinchè egli emetta un provvedimento d’urgenza, così da superare eventuali resistenze della controparte.
      Attenzione: il c.d. diritto secondario di sepolcro è un principio pretorio, non è, dunque, norma positiva, bensì il portato di una – fortunatamente – costante ed omogenea giurisprudenza, nel tempo, chiamata a dirimere controversie di tal fatta.

  10. Buonasera dott. non trovo pace in quanto era desiderio di mia madre quando era in vita di essere cremata. All’atto del decesso l’agenzia funebre per la cremazione voleva firma di autorizzazione della maggioranza degli eredi. Gli eredi siamo 6 figli, ma solo 2 siamo interessate ad esaudire le volontà di ns. madre. Ora è sepolta da oltre un anno, ma il mio pensiero fisso è cremarla. C’è qualcosa che posso fare senza dover avere il consenso degli altri 4 figli? La ringrazio sin d’ora.

    1. X Giovanna,

      s’impone SOLENNE & SOVRANA la volontà del de cuius, anche da provarsi per via testimoniale in giudizio, ci sono, in questo senso, importanti pronunciamenti della magistratura amministrativa, L’azione della P.A., però non può mai sconfinare nella funzione giurisdizionale, quindi la maggioranza assoluta degli aventi diritto è pre-condizione imprescindibile, a pena di improcedibilità, per carenza sostanziale di presupposti, almeno per l’Autorità Comunale deputata al rilascio delle singole autorizzazioni.

  11. Buongiorno, i miei nipoti sn morti in un incidente stradale. Lui non viene nello stesso paese di lei ma viveva nella stessa casa cn lei e i genitori. Inoltre lui lavorava nella paese di lei da poi di 10 anni. Il comune non vuole seppellire lui xche nn essendo residente il regolamento nn lo prevede.
    Ma può un sindaco decidere di dare autorizzazione alla sepoltura x puro spirito umanitario e per dare sollievo ad una madre e famiglia distrutta. Aggiungo che i ragazzi stavano x sposarsi e stavano facendo casa nel territorio della ragazza

    1. X Giusy,

      la verifica del titolo di accoglimento in cimitero (fossa in campo comune di terra o sepolcro privato a sistema di tumulzione) spetta non tanto al sindaco, quanto al dirigente di settore o di chi ne assolva le funzioni. La discrezionalità non può mai degenerare nell’arbitrio capriccioso, poichè essa si esercita all’interno del regolamento municipale di polizia mortuaria.

  12. Buongiorno,
    in presenza di tombe molto antiche in cui non è più possibile garantire l’esecuzione di operazioni cimiteriali (tumulazioni e estumulazioni) in sicurezza per il gestore, è possibile:
    1 – negare da parte del comune l’autorizzazione alla tumulazione/estumulazione?
    2- comunicare ai dolenti che se vogliono effettuare le operazioni senza adeguare la tomba (spesso è tecnicamente impossibile) possono incaricare direttamente una ditta che comprovi di avere le qualifiche facendosi carico del relativo costo?
    Grazie

    1. X Maria,

      L’unico metodo per ovviare all’inutilizzabilità del sepolcro e’, attualmente, la procedura di deroga ex Art. 106 DPR 285/90 implementata dal paragrafo 16 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n.24.

      Questa procedura di deroga puo’ servire per sanare uno stato di fatto oppure per recuperare effettivamente nuovi posti salma in edicole, cappelle gentilizie o avelli non in regola con il dettato dell’Art. 76 comma 3 DPR 285/90.

      E’un procedimento tecnico-amministrativo, disciplinato dall’Art. 106 del DPR 285/90 e dal relativo paragrafo 16 della circolare ministeriale esplicativa 24 giugno 1993 n. 24, attraverso cui s’autorizza l’uso, previo il necessario riattamento, di posti feretro ricavati in strutture cimiteriali non a norma (perchè costruite in precedenza) con il dettato del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria. Dopo il DPCM 26 maggio 2000 è di competenza regionale o addirittura comunale laddove tale funzione sia stata delegata dalla Regione ai Comuni. Talune regioni hanno ulteriormente semplificato tale procedura dettando loro specifiche norme, ancora molto più snelle.

      Attenzione al D.Lgs n. 81/2008 ed all’imprescindibile tutela ella sicurezza per necrofori (soprattutto!) e visitatori che dovessero eventualmente presenziare alle operazioni di tumulazione/estumulazione.

      Comunque le tombe soggette a procedura di deroga (sempre su impulso della parte privata nel rapporto concessorio) dovrebbero esser – almeno- segnalate nel piano regolatore cimiteriale di cui all’art. 91 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, o nelle sue eventuali riforme o integrazioni.

      Se non si verificano tutte queste pre-condizioni – per giunta simultaneamente – non si autorizza nessuna operazione cimiteriale su quel determinato sepolcro non a norma.

  13. Salve, ho un grosso problema è spero mi possa aiutare e consigliare. Due mesi fa e’ morta mia mamma. Ave do una to ma di famiglia abbiamo chiesto alle pompe funebri di fare un sopralluogo e dir.ci e era possibile tumularla nella tomba di famiglia.ci hanno detto che era possibile ma mancava il cassonetto. Abbiamo detto ok che avremmo pagato le spese x il cassonetto. Ora ci e’ arrivato il conto dal comune di ben 4000 euro perché dicono che il posto occupato dal feretro di mia mamma non era stato pagato e non rientrava nella tomba di famiglia ma era un posto aggiuntivo extra. Nessuno però ne le pompe funebri ne il comune di avevano informati di questo e nemmeno accennato al fatto che ci sarebbero stati degli o eri così costo di pagare. Cosa dobbiamo fare? Ci sono gli estremi x fare causa? A chi al comune o alle pompe funebri?
    Grazie per l’aiuto

    1. x Serena.
      Spiace dirlo in modo così chiaro, ma l’errore è suo. Non si deve mai affidare un lavoro o un servizio ad una impresa di pompe funebri o a chiunque senza preventivo. Il rischio è di trovarsi delle sorprese. nel suo caso, visto che l’impresa di pompe funebri era stata da lei incaricata di trovare la disponibilità per la sepoltura, avrebbe dovuto dire che prima di procedere voleva essere a conoscenza dei costi relativi e non dare un mandato in bianco.

    2. X Serena,

      solo un lieve appunto di natura amministrativa: – per legge – (Art. 94 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285) il numero di posti feretro massimo, disponibile per ogni singolo edificio adibito ad uso sepolcrale deve necessariamente esser previsto nel progetto di costruzione preventivamente approvato dal Comune. Di solito questo parametro è scolpito nella lex sepulchri, sovente contenuta nello stesso atto concessorio. Si tratta, alla fine di un sistema di regole interno agli aventi diritto alla sepoltura per ottimizzare il godimento dei diritti di tumulazione, la riserva degli spazi e la ripartizione degli oneri manutentivi tra eventuali co-titolari. La ratio della norma è chiara: evitare speculazioni edilizie ed abusi nella gestione dei sepolcri privati che sorgono all’interno dei cimiteri.
      A rigore, un ampliamento o una superfetazione del fabbricato originario avrebbero richiesto almeno un’integrazione di progetto e relativo atto concessorio, sempre non considerando la più verosimile novazione del rapporto concessorio (estinzione di quello vecchio già in corso e costituzione di uno del tutto nuovo). “Aggiungere un luculo” al bisogno, non è operazione semplice, almeno sul versante burocratico, occorre primariamente uno studio molto approfondito da coordinarsi con il vigente piano regolatore cimiteriale. Mi sembra una situazione con molti punti oscuri, sarei lieto di approfondirla con Lei, se sarà così gentile da fornirmi ulteriori dati ed informazioni, utili all’inquadramento della fattispecie giuridica de quo.

  14. Buongiorno, non so se qualcuno possa aiutarmi in una situazione che mi sta creando non poco disagio. Scrivo dall’Umbria. Mio marito è deceduto lo scorso agosto in un incidente stradale a soli 39 anni. E’ stato tumulato nella cappella di famiglia, appartenente al padre e ai due zii (tre fratelli). Purtroppo non ho più buoni rapporti con la sorella di mio marito che ha dato inizio ad una “guerra” territoriale proprio presso la tomba. Quando la lapide era ancora in preparazione avevo affisso una foto provvisoria del nostro matrimonio, che è stata strappata. Inoltre la mia composizione di fiori che appoggio per terra viene costantemente calpestata, spostata dietro altri vasi e la piccola dedica che inserisco per mio marito tra i fiori, viene sistematicamente nascosta. E’ stata poi affissa da lei una foto di mio marito con cornice in plexiglass e una frase che lede il mio ruolo di moglie. La mia domanda è semplice: posso in quanto moglie far evitare di affiggere decori/foto ecc… che non sono a me graditi e ho possibilità legalmente di evitare che le mie composizioni floreali vengano rovinate?

    1. x Angela
      come moglie lei può spostare il feretro in altra tomba per cui sussiste il diritto al seppellimento del defunto. quindi ad es. in un loculo intestato a lei. E vista la situazione questa è la minaccia che lei può fare ai titolari della cappella per far cessare le vessazioni cui è sottoposta.
      Non può impedire di affiggere decori, foto nella cappella. Però può pretendere che non siano lesive della sua onorabilità.
      Ma a nostro parere va ad infognarsi in problemi che poi sfociano in denunce e ricorsi ad avvocati con costi spesso esorbitanti e con rotture familiari insanabili.
      Il nostro consiglio è quindi: si faccia fare un preventivo di cosa può costare il trasferimento del feretro in un’altra sepoltura a tumulazione. Valutata la somma e se se la sente, affronti in una riunione di famiglia tutte le persone e chiarisca cosa pretende e che se non lo ha sposta il feretro, avendone il diritto. Se vede che tentennano o peggio continuano a mantenere l’atteggiamento negativo nei suoi confronti, non esiti a spostare il feretro. Costerà, ma avrà una vita più tranquilla.

  15. Buongiorno, abito in provincia di Varese e venerdi prossimo avrei bisogno di recarmi nel Veneto per l’estumulazione di mio nonno morto 53 anni fa. Secondo voi può bastare un’autocertificazione o è meglio che richieda qualche carta particolare al Comune che mi ha contattato in caso mi dovessero fermare per un controllo. Grazie

  16. Dopo aver tumulato le ceneri della defunta moglie presso il Cimitero del luogo di residenza secondo le indicazioni ricevute dalla consorte in vita, il marito, all’insaputa dei fratelli di Lei, previa autorizzazione, trasporta le ceneri in un cimitero di una regione diversa (Piemonte) ove ha, nel frattempo, acquistato una cappella privata.

    Una volta deceduto, i fratelli della moglie per ripristinare la volontà della defunta sorella e per poterne onorare la memoria fanno richiesta di estumulazione delle ceneri. Devono acquisire il consenso all’apertura della cappella ma gli eredi del marito (non ci sono figli, ma cugini che non avevano particolari rapporti con la coppia di defunti) non danno il consenso.

    Cosa possono fare i fratelli in questa situazione ? Chi è competente a decidere questo caso? Grazie.

    1. X Francesco,

      la volontà del de cuius, anche se prima ipoteticamente violata e disattesa, prevale sempre, quindi avete titolo ad agire!

      (chicca per gli sfegatati fans della polizia mortuaria: ma…lo jus esegendi sepulchrum, come diritto della personalità assolutissimo, predomina sul diritto sul sepolcro in sè che ha, invece, natura meramente patrimoniale?)

      Qualora il sepolcro fosse in condizioni di normale manutenzione, l’operazione di estumulazione non dovrebbe produrre danni di sorta; se siano prevedibile, questo dipende dall’inadempienza dei titolari.
      Chi esegue l’estumulazione, operazione riservata al personale cimiteriale, non entra in una proprietà, del tutto, privata, ma su di un manufatto eretto su area avuta in concessione e per l’effettuazione di operazioni richieste da soggetto che ne ha titolo e che altri non possono limitare.

      Al più, potrebbe mediarsi con una comunicazione ai titolari con cui li si informa che si provvederà all’operazione e che [il gestore del cimitero] ed il comune non possono rispondere di eventuali danni derivanti dallo stato del sepolcro, dovuto all’inadempienze loro, ma anzi che si procederà a recuperare, a causa di tale inadempienza, gli eventuali fatto di maggior onere. Si ha l’impressione, che si voglia sottrarsi dall’avviare i procedimenti dovuti in relazione ad inadempienze.

  17. Alcuni anni fa, una madre ed una figlia hanno ottenuto una concessione edilizia per erigere una cappella gentilizia nel cimitero comunale. La concessione precisa le due quote di attribuzione del lotto cimiteriale ai due fondatori senza ulteriori precisazioni.
    Per quanto riguarda il diritto alla sepoltura, il regolamento cimiteriale stabilisce i gradi di parentela degli ascendenti e discendenti in linea retta come pure dei collaterali e degli affini che delimitano la famiglia ai sensi dei comma 1 e 2 dell’art. 93 del DPR 10/09/1990. Stabilisce anche che per i collaterali ed affini la sepoltura deve essere autorizzata di volta in volta dal titolare della concessione, mentre per il convivente del titolare si valuterà la richiesta di volta in volta. Nulla viene detto per il coniuge del titolare o dei discendenti.
    Il regolamento comunale specifica anche che l’atto di concessione deve indicare fra l’altro “le salme destinate ad essere accolte nel sepolcro o i criteri per la loro precisa individuazione”. Al momento della firma della concessione l’amministrazione comunale ha rifiutato di aggiungere ulteriori precisazioni a questo riguardo ritenendo che non si potesse limitare in alcun modo il concetto di “famiglia” stabilito dal regolamento e sopra riportato.
    Quesiti:
    1. A cappella costruita e ancora libera da salme, i due fondatori possono pretendere dall’amministrazione comunale un atto integrativo della concessione volto a individuare i loculi attribuiti all’uso della famiglia della fondatrice madre (gli altri figli e discendenti) e quelli attribuiti alla famiglia della fondatrice figlia?
    2. In caso affermativo, nel nuovo documento si può estendere il diritto di sepoltura ai coniugi dei fondatori e della eventuale discendenza?
    3. E’ possibile escludere gli ascendenti dei fondatori dal diritto di sepoltura?
    4. E’ possibile riservare nominalmente i loculi ai fondatori ed ai discendenti viventi fermo restando che in caso di morte prematura di un discendente non incluso nell’assegnazione questo possa trovare posto?
    5. E’ possibile fissare una regola per designare i concessionari che succederanno alle due fondatrici?
    Vista la ritrosia dell’amministrazione comunale vi pregherei di indicare i riferimenti giuridici per fare valere le eventuali argomentazioni
    Ringrazio, cordiali saluti
    Aurelio
    (sicilia)

    1. X Aurelio,

      Secondo un illustre autore (Sereno Scolaro), l’esplicitazione dei familiari, aventi diritto alla tumulazione nel sepolcro familiare, dovrebbe essere demandata unicamente alla regolamentazione comunale, sempre che il fondatore del sepolcro non abbia indicato i parametri per decidere oggettivamente (o compiendo una cernita, in qualche misura anche di “soggettiva” specificazione?) quali siano i familiari aventi diritto. In tal evenienza quest’ultima istruzione dovrà essere considerata prevalente, ma solamente *quando* e *se* non in contrasto con la Legge, poiché questa è sempre, per gerarchia, sovraordinata alla stessa lex sepulchri (la quale, nel merito, presenta profili para-contrattuali). Meglio, tuttavia, “scolpire”, claris verbis, questo volere nel “regolare atto di concessione” ex art. 98 D.P.R. 285/90, quale condicio sine qua non perché un privato possa sfruttare, uti singuli, le utilitates dell’impianto cimiteriale, e, per quanto possibile, in armonia con le eventuali prescrizioni al riguardo contenute nel regolamento comunale di polizia mortuaria, cosicché la stessa P.A. sia a conoscenza, al momento del rilascio delle prescritte autorizzazioni alla sepoltura ex art. 102 D.P.R. 285/90, di quali saranno esattamente i familiari del fondatore aventi diritto.

      Nel sepolcro familiare lo jus sepulchri, di conseguenza, si trasmette ordinariamente alla rosa dei familiari annoverati e (meglio se nominativamente, enumerati, per evitare endogeni e… sgraziati contenziosi sepolcrali) come destinatari (o… dedicatari?), della costruzione cimiteriale stessa, dalla lex sepulchri ( atto di ordinazione solennemente statuito con la stipula del contratto concessorio), altrimenti di default opererebbe l’art. 93 comma 1 I Periodo D.P.R. 285/90, con implicito rinvio alla normazione civilistica,

      quando, viene sottoscritto dalle parti l’atto di concessione e solo in questo preciso momento (per una modifica, in itinere, a tale contratto occorrerebbe una consensuale novazione del rapporto concessorio, ex art. 1230 Cod. Civile, non essendo possibile alcun atto unilaterale da parte del Comune, quale ente concedente, o del privato concessionario). Nel caso in cui non sia indicata una dissimile, specifica volontà oppure essa non sia chiara e sussistano dubbi ermeneutici sulla destinazione “dedicata” (quella ad uso sepolcrale è fissata ope legis)

      L’atto di concessione (per la fattispecie concreta e particolare ex art. 1372 Cod. Civile) ed il regolamento comunale di polizia mortuaria (come parametro generale ai sensi degli artt. 1, 3 e 4 – Disposizioni sulla Legge in Generale di cui al R.D. n. 262/1942) hanno entrambi valore normativo, ovviamente il regolamento comunale è funzionalmente sovraordinato, in quanto si colloca a monte, come premessa necessaria, in tutti i procedimenti di polizia mortuaria che interessino il Comune. Sarebbe, allora, assai opportuno definire la relazione gerarchica tra atto di concessione e regolamento comunale, in base ad un criterio cronologico.

      La Legge, quindi, può pacificamente integrare le eventuali lacune contrattuali, ed in questo caso nel silenzio dell’atto concessorio (e della convenzione che sovente l’accompagna, in cui i rispettivi contraenti fissano le rispettive obbligazioni sinallagmatiche) si applicherebbe, per inerzioa- quasi – la norma statale quadro (art. 93 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, implementata da quella comunale, nel dettaglio.

      Converrebbe, anziché estinguere il rapporto concessorio già in essere, per il solo fine di ricostituirne uno completamente nuovo, avente per oggetto fisico solo il medesimo sepolcro, con il consenso di tutti gli aventi diritto e con atto inter-privatistico formare una sorta di piccolo disciplinare volto a regolare, nel tempo, l’usus sepulchri.

      Consenzienti tutte le persone coinvolte, come portatrici in vita di uno jus sepulchri proiettato nel proprio nebuloso post mortem, detto regolamento su cosa comune sarà notificato al Comune, per conoscenza, ma ad eventuali liti l’amministrazione cittadina rimarrà, comunque estranea, limitandosi a garantire lo status quo.

      L’atto di concessione (per la fattispecie concreta e particolare ex art. 1372 Cod. Civile) ed il regolamento comunale di polizia mortuaria (come parametro generale ai sensi degli artt. 1, 3 e 4 – Disposizioni sulla Legge in Generale di cui al R.D. n. 262/1942) hanno entrambi valore normativo, ovviamente il regolamento comunale è funzionalmente sovraordinato, in quanto si colloca a monte, come premessa necessaria, in tutti i procedimenti di polizia mortuaria che interessino il Comune. Sarebbe, allora, assai opportuno definire la relazione gerarchica tra atto di concessione e regolamento comunale, in base ad un criterio cronologico.

  18. Spettabile Redazione
    Ringrazio di cuore per la sollecita e competente risposta datami.
    Grazie per il servizio prezioso che rendete alla comunità.
    Cordialmente.
    sr. Maristella

  19. Buongiorno, una semplice e chiarissima domanda vorrei porvi: quanti funerali ci sono stati nell’anno 2020 ( gennaio dicembre 2020 ) in italia?
    Grazie mille e buona giornata.
    Marco

    1. x Marco Maurizio
      La domanda è semplice. Ma è difficile dare una risposta, non essendo ancora noti i dati ISTAT relativi alla mortalità 2020.
      Da stime di Euro.Act sulla evoluzione della mortalità mensile nota (ISTAT), sui dati periodici diffusi da ISS e SISMG e ISTAT, noi riteniamo che nel 2020 ci siano stati circa 720mila morti, con un aumento di quasi 70mila nei confronti dell’anno precedente.

  20. Gentile Redazione, stimato Necroforo,
    grazie per le opportune informazioni che fornite a tutti coloro che chiedono risposte, spiegazioni o che hanno dei dubbi tra cui ci sono anch’io. Io ho una domanda che mi assilla. Faccio parte di una comunità religiosa e abbiamo una tomba della comunità a Roma Flaminio -Prima Porta. Nella tomba abbiamo ancora solo un posto. Abbiamo urgenza di liberare dei posti. E’ possibile procedere alla esumazione delle salme delle suore morte da 40-50 anni? Pare siano sepolte tutte nella cassa di zinco e di legno, come si deve procedere? E se dovessero essere ancora non disfatti i corpi, per una eventuale cremazione dei resti mortali, può la comunità religiosa di appartenenza, tramite la propria rappresentante legale dare il consenso ? Oppure devono essere i parenti a dare il consenso per la cremazione? Grazie di cuore per le risposte che mi darete e grazie per il prezioso servizio che fate a vantaggio del bene comune. Cordialmente. sr. Maristella. P.s. Se posso avere una risposta alla mia mail. Grazie

    1. X Suor Maristella,

      gli atti di disposizione sulle spoglie mortali (quali che siano le loro condizioni di conservazione, o mutamento di stato) seguono la ferrea regola dello jus coniugii (ma non è, evidentemente il Vostro caso) ed in subordine dello jus sanguinis, detti diritti, inquadrati nell’ambito di quelli personalissimi, sono sì assoluti ed imprescrittibili, ma pure intrasmissibili. E’, quindi, da escludersi categoricamente che soggetti terzi al vincolo coniugale o al rapporto di consanguineità possano vantare diritti di disposizione sul resti mortali delle consorelle decedute. Vedrei come un obbligo, soprattutto per la cremazione, un assenso da parte delle persone legittimate, ossia dei famigliari.
      L’assenso si configura (L. n. 130/2001, art. 3 comma 1 lett.G)) come una espressione di volontà più stemperata e destrutturata rispetto alle usuali forme di manifestazione della volontà cremazionista, è un atto forse anche volitivo, ma soprattutto di NON CONTRARIETA’.
      Se ci sono problemi con la cremazione, si può tentare la c.d. ricognizione sul feretro, molto ben spiegata in quest’articolo: (https://www.funerali.org/cimiteri/lestumulazione-con-successiva-apertura-del-feretro-per-la-riduzione-dei-resti-ossei-in-cassetta-ossario-6719.html), finalizzata, appunto a liberare spazio e su questo punto si potrebbe esser un po’più possibilisti, perchè se si dovessero rinvenire solo ossa, interverrebbe di default la loro raccolta in cassetta ossario, anche se le ossa, così confezionate dovranno permanere nello stesso sepolcro, su cui, quali appartenenti ad ente religioso (L. n. 222/1985) vantavano, vantano e vanteranno lo jus sepulchri sino al termine naturale della concessione. Se questa, come penso io, è perpetua, la questione non si porrebbe minimamente. Insomma le consorelle, che ci hanno preceduto in hac lacrimarum valle, almeno un poco di eternità, seppur ristretta all’angusto ed effimero ambito sepolcrale, si sono già garantite. Attenzione, si richiama, non per saccenteria, l’atto concessorio tra la municipalità titolare del demanio cimiteriale, ed il Vostro ordine religioso. Consultatelo avidamente, perchè vi potrebbe sussistere una clausola capace di sbloccare l’impasse. Spesso, infatti, i vecchissimi atti concessori (e proprio per tale ragione squisitamente temporale, quasi sicuramente a tempo indeterminato) rilasciati ad enti, confraternite, congreghe avrebbero potuto prevedere anche un concetto intelligentissimo come la rotazione dei posti feretro. Vale a dire: per statuto si procede ogni x anni alle estumulazioni ordinarie dei feretri più vecchi, così da riciclare – nel tempo – i loculi disponibili nell’intero sepolcro pluriposto. Il concetto innovativo consiste nell’intendere la spoglia mortale umana non solo come cadavere, dunque, come feretro, bensì anche come cassetta ossario o urna cineraria.
      Non dovrei, ma, come extrema ratio, consiglio, per svuotare almeno qualche avello questa soluzione abbastanza border line, ma di indubbia efficacia: https://www.funerali.org/cimiteri/resti-mortali-il-problema-irrisolto-dei-feretri-a-sogliola-7215.html
      Carlo (il necroforo) resta a Vostra completa disposizione per qualsiasi ulteriore delucidazione, procedimentale oppure operativa.
      Sarebbe bello se rimanessimo in contatto sulle pagine di http://www.funerali.org.

  21. Buongiorno,
    avrei un quesito da porre.
    Abbiamo estumulato 2 urne cinerarie per richiesta di affido. Le urne sono state trovate in condizioni pessime ( deteriorate e bucate).
    Come bisogna procedere per effettuare il cambio dell’urna ?
    Quali documenti bisogna produrle per poterle trasportare?
    E con quale modalità va effettuato il trasporto ? Puo’ il parente trasportare o è obbligatorio il trasporto da parte di un’agenzia funebre?
    Le urne in questione, dove vanno riposte per trasportarle? (sacchi appositi)
    Grazie

    1. X Edith,

      ai sensi del paragrafo 14 Circ.Min. 24 giugno 1993 n. 24, del D.M. 1 luglio 2002 emanato ex art. 5 comma 2 L. 30 marzo 2001 n. 130, l’urna, all’atto del confezionamento, deve esser sigillata e constare di materiale rigido ed infrangibile, non, quindi, aggredibile dagli agenti atmosferici.
      Di solito l’urna è costituita da due recipienti: quello interno è il c.d. sistema di raccolta ceneri (sacchetto di plastica termosaldato, contenitore di plastica o metallo…) ed è già previsto nella tariffa della cremazione (esso è intangibile ed inviolabile). Quello esterno, visibile agli occhi dei dolenti, esteticamente più accattivante, può esser scelto liberamente e consistere anche in un elemento di pregio, realizzato con essenze nobili (legno, marmo, cristallo…).
      Ebbene se ad essersi corrotta è la parte esterna che, così, non garantisce più l’ermeticità, si potrebbe prevedere un “rifascio” con un’urna semplicemente più grande, in cui deporre quella originaria, nella sua interezza, oppure, dietro autorizzazione amministrativa, rimuovere il coperchio, per estrarre il sistema di raccolta ceneri, così da racchiuderlo, poi, in una nuova urna.
      Travasare direttamente le sole ceneri, sversandole, seppur con le dovute precauzioni, entro un diverso sistema di raccolta ceneri, non è ammesso dalla legge, poichè le urne cinerarie possono esser dissigillate solo per la dispersione, se autorizzata dall’ufficiale di stato civile, o, ancora, per ordine di Magistratura o Autorità Sanitaria, altrimenti si integrerebbe la fattispecie di reato rubricata come violazione di sigilli, ed un’involontaria ed accidentale dispersione, ancorchè parziale, sarebbe punita ex art. 411 cod. penale.
      Il trasporto necessita solo del titolo di viaggio (più comunemente autorizzazione amministrativa al trasferimento, così come accade per qualsiasi trasporto mortuario), ma non richiede particolari cautele o precauzioni igienico sanitarie, può, quindi, esser effettuato da chiunque, non solo dall’impresa funebre, quindi anche dagli stessi affidatari delle urne in questione, purchè esse siano perfettamente integre e non accusino perdite del loro pietoso contenuto.

  22. Salve!
    Sono stata nominata legale di due confraternite che gestiscono cappelle private all’interno di un cimitero comunale (provincia di Catania). Entrambe hanno prevalentamente due diverse problematiche:
    1) estumulazione e/o traslazione nell’ossario delle salme a scadenza della concessione decennale e trentennale;
    2) estumulazione anticipata e/o traslazione nell’ossario delle salme per mancato pagamento degli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria richiesti per Statuto ai concessionari di loculi.
    In caso di cappelle appartenenti a confraternite, l’autorizzazione all’estumulazione deve pur sempre essere emessa dal Comune? A quale normativa fare riferimento? E’ consentita l’estumulazione delle salme per decadenza da mancato pagamento oneri di manutenzione?
    Ringraziando, porgo
    Distinti Saluti

    1. Le operazioni cimiteriali (come esumazioni straordinarie, estumulazioni) in cimitero comunale seguono le regole del DPR 285/1990 a livello statale. Se esistono regole regionali, pure quelle e in ogni caso il regolamento comunale di polizia mortuaria. Per cui Le consigliamo di leggersi il regolamento comunale di polizia mortuaria del comune. Veda per il livello statale gli articoli da 82 ad 89 del DPR 285/1990. Ma occorre pure valutare l’atto che regola i rapporti tar la Confraternita e il Comune. Insomma vi sono da studiare le carte prima di dare una risposta.

  23. Buonasera,
    il gestore dei servizi funebri del comune dove è deceduta mia moglie, a seguito di cremazione effettuata in comune diverso, chiede il pagamento di una tariffa specificata in fattura nel modo seguente:
    DIR.TRASP. ADUL.USCIT.C(ART. 19-3)N.C.COBO.
    Io, sulla base di quanto ho trovato nel vostro sito, ho contestato la legittimità di questa tariffa.
    loro mi rispondono che, in qualità di concessionari del servizio, sono obbligati a rispettare l’impianto normativo e regolamentare del concedente e che le somme richieste sono denaro pubblico e che, recente giurisprudenza ha stabilito che non è possibile disconoscere in capo al Comune il potere di imporre un corrispettivo per l’esercizio, da parte dei privati, dei trasporti funebri (TAR Campania-Napoli 6756/2006 e TAR Puglia-Bari- n° 491/2020 ex multis), che io, a dire il vero in modo frettoloso, ho cercato ma non trovato, inoltre, sostengono che, (di seguito, tra virgolette,trascrivo testualmente),
    “ciò a prescindere sull’attualità o meno di tale diritto, che non risulta oggetto di specifica disapplicazione se non in via interpretativa (come risulta anche dalle sue prospettazioni ritratte da siti “specializzati” caratterizzati da un “occhio di riguardo” nei confronti dei diritti riferibili all’utenza). Si consideri che l’attività funebre è rimessa, incontrovertibilmente, alla potestà regolamentare dei Comuni e che è necessario tenere -ben- distinte le attività di onoranze funebri e di trasporto.”
    Per concludere, a me sembra di dover sottostare ad un sopruso.
    Secondo voi, devo pagare?
    Secondo il mio interlocutore “AVETE UN OCCHIO DI RIGUARDO PER L’UTENZA”, e io rispondo “MENO MALE” ma, al di là delle battute, vi sarei molto grato di una risposta in merito.
    Cordiali saluti.
    Renzo.

    1. X Renzo,

      con norma positiva (dal 1/1/2002 (art. 35, 12, lett. g) L. 28/12/2001, n. 448) e per giurisprudenza costante, l’istituto dell’assunzione di servizi pubblici locali, da parte dei Comuni, in regime di PRIVATIVA pe ril settore funebre (situazione che avrebbe consentito alla municipalità di operare, per supremo fine pubblico, come di fatto si comporta un monopolista in un mercato anelastico, quale, appunto, quello funebre) è da ritenersi ABROGATO, per tanto non possono, a pena di illegittimità, sussistere i diritti di privativa.

      Parimenti, però, il Comune, con solenne statuizione del Consiglio Comunale, può istituire dei diritti fissi sul rilascio delle autorizzazioni al trasporto di feretro, che siano remunerativi (o almeno in parte) dell’attività istruttoria sviluppata e svolta, parametrando queste somme richieste alla difficoltà (tempo, energie e risorse), o complessità dell’atto autorizzativo da formare e perfezionare.

      Insomma ha cambiato nome e soprattutto entità e natura, ma l’obolo a Cesare, nella polizia mortuaria, continua, pur sempre a sussistere, con grave sgomento dei dolenti, in occasione del funerale; nel Suo caso, evidentemente, è il gestore del servizio pubblico, ad esigere, per conto del Comune, questi pagamenti, da introitarsi a favore dell’erario comunale.

  24. buongiorno Sig. Necroforo,
    sto studiando per un concorso e vorrei sapere una cosa.
    una volta esumate le ossa, la saldatura della cassetta di zinco come deve essere effettuata?
    grazie mille
    cordialmente

    1. X Ale,

      le ossa umane, nella loro permanenza in cimitero, seguono un doppio percorso:
      • Se sono richieste dai famigliari del de cuius vengono deposte prima in una cassetta di lamiera zincata da chiudere tramite sigillatura a fuoco (o con altro metodo equivalente) e, successivamente tumulate in una piccola nicchia muraria.
      • Se i famigliari non ne chiedono la riduzione in cassetta ossario sono semplicemente destinate all’ossario comune, senza alcun vincolo igienico sanitario, come appunto la presenza dello zinco.
      Se nelle cassettine ossario di zinco la chiusura serve solo ad assicurare le ossa contro possibili furti la saldatura come deve esser eseguita?
      Il regolamento di polizia mortuaria quando parla di chiusura degli zinchi si riferisce esplicitamente solo alla chiusura delle casse zincate che racchiudono un cadavere, la saldatura, quindi, deve esser continua ed estesa lungo tutta la zona di contatto tra vasca e coperchio, per isolare in modo totale dall’ambiente esterno la salma ed opporsi efficacemente alla perfusione dei gas (i liquidi, invece, per forza di gravita’ si concentrano verso il basso).
      Per analogia, allora, lo stesso requisito dovrebbe valere anche per gli ossarini, dove, al contrario non e’ presente materiale putrefattivo, oppure basterebbe saldare le sole estremita’ del coperchio alla scatola metallica?
      Qual’e’ la ragione di queste difformita’ regolamentari?
      Siamo dinnanzi ad uno spunto di discussione di grande interesse che non dimenticheremo di approfondire nei prossimi mesi.

      Comunque sia, la saldatura nelle cassette ossario serve solo per chiudere il coperchio in modo stabile ed assicurare il loro contenuto da accidentali sversamenti, cadute o atti di profanazione, come ad esempio la sottrazione di ossa, non autorizzata.

  25. Buonasera,
    presso il Cimitero del Verano Roma abbiamo una tomba privata la cui concessione fu richiesta dal mio bisnonno nel 1904. A fronte degli 8 posti, la tomba si è gradualmente riempita di persone che non erano parenti diretti (figliastri, figliastre e loro discendenti) oltre a 2 semplici conoscenti. Attualmente vi sono 11 cassette ossario e tre bare. Volendo ricavare altro spazio chi può decidere se traslare all’ossario comune il contenuto di alcune cassette ossario. Parte di essi sono morti senza figli o coniugi. Quale procedura seguire?
    Ringrazio anticipatamente

    1. X Piero,

      Lo sversamento delle ossa, in forma anonima, indistinta, massiva e promiscua, nel “pozzo senza fondo” dell’ossario comune è la destinazione ultima ed irreversibile prevista “di default” dalla Legge, come loro sepoltura collettiva ed innominata, in caso principalmente di inerzia o disinteresse.
      Al contrario, la raccolta delle ossa nella cassetta di zinco apposita e la loro successiva tumulazione (la cui pre-condizione è la formazione di un rapporto concessorio) in sepolcro privato e dedicato, si configura giuridicamente come l’esercizio di un diritto di sepolcro, in termini di pìetas ed affetti struggenti nonchè di devozione verso i propri morti, da cui discendono anche particolari effetti, sulla mera proprietà dell’edificio funerario, come ad esempio la durata della concessione stessa e gli obblighi che sorgono in capo al concessionario.

      Così, Iocendi causa, e solo per sbizzarrirci in un’ipotesi remota e rarefatta, solo chi sia legittimato jure coniugii o jure sangiunis, in subordine, a decidere atti di disposizione sulle ossa, potrebbe – sotto il profilo formale – turbare il sonno eterno di quell’ossame, ottenendone l’estumulazione prima e la dispersione, poi in ossario comune…ma sarebbe folle e fuori (almeno) dalla maggioritaria sensibilità del comune sentire. Opinione mia e, per tanto, opinabilissima. Senza troppo astrologare, comunque, se quelle cassette ossario hanno maturato il diritto perfetto dello jus sepulchri (diritto a permanere stabilmente entro quel determinato stabile ad uso funerario) la loro posizione risulta intangibile, esse resteranno ivi deposte per tutta la durata della concessione…se questa è perpetua, cioè senza scadenza, il problema del dies ad quem proprio non si pone.

      Morale della favola: non si possono, senza un titolo, sfrattare i morti delle loro tombe, per ricavare spazio, al fine di nuove e fatali immissioni di nuovi feretri. Chiudo con questa chiosa tipicamente da cassamortaro: le cassette ossario, anche se numerose, sottraggono, tutto sommato poco spazio, converrebbe, allora, informarsi e documentarsi per la cremazione delle bare già presenti, questa operazione, se condotta a buon fine comporterebbe due risultati positivi:

      a) il rispetto, sotto il piano giuridico, del diritto di sepolcro per le spoglie mortali già tumulate nell’edicola funeraria.

      b) la massimizzazione della ricettività del sepolcro, così da garantire agli attuali concessionari il pieno diritto d’uso sul manufatto, quando dovesse occorrer loro qualche evento luttuoso in famiglia.

      1. La ringrazio per le sempre esaustive ed esemplificate risposte che leggo con piacere, data l’interessantissima materia…che prima o poi, inevitabilmente, ci riguarderà.
        Piero

  26. Salve,
    vorrei sapere se nel Lazio è presente una normativa regionale riguardante le attività funerarie in generale (ad es. procedimento di autorizzazione per lo svolgimento dell’attività delle imprese funebri; specificazione del titolo abilitativo necessario a svolgere l’attività di impresa funebre; ecc. ecc.).
    Grazie per la cortese risposta

  27. Salve con le nuove norme anticovid 19 posso partecipare al funerale del suocero di mio fratello in zona rossa (lombardia)…io abito in veneto (zona gialla) grazie

    1. x Massimo
      A nostro avviso la partecipazione ad un funerale può essere considerata spostamento per situazioni di necessità. Quindi occorre autocertificazione in entrata e in uscita dalla zona specificata.
      Sempre a nostro avviso riteniamo però che debba essere limitato il numero di persone partecipanti ad un funerale agli stretti congiunti, proprio per ridurre le occasioni di contagio.
      A nostro avviso sarebbe utile fissare un numero e identificare una lista di invitati stretti da parte della famiglia in lutto, non superiore a 15.
      In ogni caso occorre garantire l’uso della mascherina, del distanziamento e il lavaggio delle mani.
      Il passaggio da una zona di un colore diverso ad una zona rossa è consentito solo per situazioni di necessità.
      Tenga presente che in zona rossa non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso.
      Senza una valida ragione per uscire, è obbligatorio restare a casa, per il bene di tutti.
      Si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato.
      Non sono ancora state emanate istruzioni specifiche dal Ministero della salute per i funerali in questa fase, per cui valgono le regole generali, cui abbiamo fatto riferimento.

  28. Salve, Vi contatto per un’informazione sui resti ossei provenienti da esumazione.
    Conosco bene che i resti possono essere destinati in piccoli ossari o loculi in sovrannumero, mi chiedo se è possibile inumarli in altra fossa, insieme ad un altro defunto, con il consenso dei familiari. Grazie

    1. X Elisa,

      no, le ossa non possono esser re-inumate, potendo solo esser:

      1) raccolte in cassetta di zinco e, quindi, tumulate
      2) sversate in forma massiva, promiscua, anonima ed indistinta nell’ossario comune
      3) cremate. Le risultanti ceneri potranno, invece, esser alternativamente disperse in natura, sversate in cinerario comune, tumulate in nicchia cineraria, affidate presso un domicilio privato.

  29. fra qualche mese avverrà l’estumulazione ordinaria del mio fratellino, sepolto in un loculo da 52 anni. La mia mamma ha scelto di farlo cremare.

    Ho letto la normativa regionale del Piemonte al riguardo e in parte anche quella nazionale, tuttavia mi permangono alcuni dubbi:

    1) Se scegliamo a priori di far cremare i resti, per legge è comunque obbligatorio aprire la bara per verificarne lo stato di conservazione? Oppure, con le debite autorizzazioni, il carro funebre può prelevare il feretro e trasportarlo direttamente al tempio crematorio?

    2) Una volta cremato, mi confermate che possiamo essere noi familiari a prelevare l’urna cineraria e non occorre più il carro funebre?

    3) Mia madre desidererebbe disperdere le ceneri.

    Ho chiesto sia a una locale società di pompe funebri, sia alla SOCREM e in entrambi i casi mi è stato risposto che ciò non è possibile in caso di “seconde sepolture”.

    1. X Carlo V,

      La spoglia mortale di Suo fratello è considerata “resto mortale” e non più cadavere perchè sono già trascorsi 20 anni dalla tumulazione.
      Una preliminare verifica sullo stato di scheletrizzazione del corpo si rende senz’altro doverosa, innanzi tutto per valutare se si sia in presenza di sole ossa (altamente improbabile) o, come più probabile di esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo-conservativo, per effetto – principalmente – di saponificazione o corificazione.

      Sia le ossa, sia i resti mortali sono, in ogni caso, sempre cremabili, con procedimenti affini, de facto identici, ma costi nettamente diversi.

      Incinerare un resto mortale implica una spesa maggiore rispetto all’ignizione del semplice ossame. Certo: se non si dovesse aprire il feretro (posto che questo sia ancora integro) non si porrebbe proprio il problema di reperire, poi, un diverso contenitore per il trasporto, tale da garantire l’igienicità dell’operazione.

      Se il crematorio, fosse abilitato ad abbruciare anche la lamiera di zinco, di cui internamente, è foderata la bara, si potrebbe anche addivenire ad un discreto abbattimento degli oneri tariffari, l’ipotesi, per quanto, onestamente remota, non è scevra di qualche fascino, anche per non violare – idealmente – il sonno dei morti, con trasbordi poco carini da un cofano all’altro.

      Il trasporto delle ceneri può senz’altro, non sussistendo più pericoli di miasmi o percolazioni cadaveriche, esser affidato direttamente ai famigliari, non c’è quindi l’obbligo di coinvolgere l’impresa funebre, questo almeno il disposto della L. 30 marzo 2001 n. 130.

      Più intricata la III parte del quesito plurimo: non mi addentro nelle diverse e, purtroppo eterogenee declinazioni su base locale della L. 30 marzo 2001 n. 130: richiamerò essa sola, quindi, perchè Legge di principi cui anche il legislatore regionale deve sottostare, quando pone diritto, nel proprio ordinamento funerario.
      Se Suo fratellino, come mi par di capire, morì in tenera età, logica vorrebbe che egli, quale minore, all’epoca del fatto luttuoso, non avesse potuto esprimere una precisa volontà in merito alla dispersione delle proprie ceneri (scritta? Riferita solo oralmente?), azione ancora antigiuridica costituente reato (art. 411 Cod.Penale), se non autorizzata dallo Stato Civile in base ad inequivocabile volere del de cuius.
      La volontà netta, tagliente ed inoppugnabile della persona interessata per atti di disposizione sul proprio corpo in proiezione dell’oscuro post mortem, diviene, dunque, cardine e momento centrale, assoluto e dirimente attorno a cui è stato costruito l’istituto della dispersione in natura delle ceneri. Ecco, forse, il motivo dell’inammissibilità/improcedibilità dell’istanza di Sua madre, per attuare una scelta dispersionista.

  30. Buonasera, avrei bisogno di un parere: mia sorella ha cementato dei fiori finti in entrambi i portafiori davanti al loculo di nostra madre, il tutto senza avermi preventivamente consultato, con il risultato che ora non posso portare fiori freschi (mi piacerebbe portare tutte le volte delle belle rose fresche) perché non c’è posto per metterli. Un altro vaso è impensabile, coprirebbe le fotografie dei miei genitori e comunque non posso certo cementarlo. Cosa posso fare? Quello che ha fatto mia sorella è lecito/legale?

    1. X Roberta,

      Ipotesi ironica ed insostenibile (ma putroppo tragicamente vera!!!) : adire il giudice civile per riveder confermato in giudizio il principio pretorio del c.d. diritto secondario di sepolcro. Si tratta, agli effetti concreti, della facoltà/potere, in capo ad una persona vivente, di poter liberamente accedere ad un sepolcro, per porre su di esso, ed il suo pietoso contenuto, atti votivi e di suffragio, tra cui il deporre fiori freschi. La tesi è ardita, ma se il giudice, per avventura, vi accedesse….???

  31. Buonasera, ho un’attività di poste private con spedizioni in italia e all’estero, purtroppo un turista tedesco è morto in questi giorni e la moglie mi chiede se posso effettuare la spedizione dell’urna contenente le ceneri tramite corriere espresso. È fattibile? Che autorizzazioni bisogna richiedere?

    1. Sì, è possibile: una volta formata l’autorizzazione amministrativa all’espatrio delle ceneri, esse possono esser affidate, per il trasferimento, ad un “Vettore”.

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