trasporto urna

Tutti i trasporti funebri di salme, cadaveri, parti anatomiche riconoscibili, resti mortali, ossa e ceneri sono sempre sottoposti al regime autorizzatorio da parte dell’autorità amministrativa del comune da cui muoverà il trasporto stesso.

 

Per il rilascio della relativa autorizzazione si procede su istanza di parte attraverso la presentazione di una richiesta di autorizzazione al trasporto soggetta, ovviamente ad imposta di bollo .
Per il trasporto internazionale o nazionale delle urne cinerarie il cosiddetto decreto di trasporto dovrà recare le generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), e la destinazione ossia il comune o lo Stato estero di arrivo.
Il trasporto dell’urna (o della cassetta di resti) non è, comunque, mai soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche o di profilassi stabilite per il trasporto delle salme e dei cadaveri (veicoli speciali con vani impermeabili e facilmente disinfettabili, contenitori metallici e sigillati in cui racchiudere i corpi…) in quanto le ceneri, a differenza dei cadaveri, sono costituite da sostanza inorganica ed asettica che non rilascia liquami oppure ammorbanti esalazioni. Tale indicazione opera sia con riguardo agli Stati aderenti alla Convenzione di Berlino, sia con riguardo agli altri Stati, fermo restando che, in caso di estradizione, dovrà comunque essere sempre indefettibilmente acquisito il nulla-osta di cui all’art. 29, comma 1, lettera a) D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285.
L’unica ragionevole eccezione potrebbe esser rappresentata dal caso piuttosto remoto di ceneri contenenti nuclidi radioattivi.
Non si fa cenno all’ipotesi dei cadaveri cui siano stati somministrati nuclidi radioattivi per le numerose variazioni che la materia ha subito (da ultimo, D.Lgs. 9/5/2001, n. 257) in relazione alla rarità del fenomeno, ci limitiamo ad losservare come, anche in tale frangente, l’ASL sia tenuta ad impartire le disposizioni da osservare.
L’urna dovrà esser opportunamente identificabile, riportando gli estremi anagrafici del de cuius, e sigillata, così da esser preservata da profanazione o accidentale sversamento, In effetti secondo l’Art. 411 comma 2 del Codice Penale la dispersione non autorizzata dall’Ufficiale di Stato Civile (laddove sia già possibile consentire detta dispersione) costituisce pur sempre un comportamento antigiuridico soggetto a sanzione penale.
Solo se la dispersione avverrà nello stesso cimitero su cui insiste l’impianto di cremazione la sigillatura del coperchio potrebbe risultare superflua.
La chiusura non deve esser a tenuta stagna, come, invece, accade per le bare usate nei lunghi trasporti da comune a comune, poichè essa dovrà solo reggere allo stress meccanico di eventuali scossoni, urti o scuotimenti durante la movimentazione dell’urna, non c’è, infatti, il rischio di percolazioni cadaveriche.
Titolare del trasporto potrà, così, essere non necessariamente un’impresa funebre, ma anche il comune cittadino che si avvale dei normali mezzi di trasporto.
L’urna cineraria è generalmente costituita da due componenti (si veda a tal proposito anche l’Art. 2 comma 1 lettera (3 e comma 2 Decreto Ministeriale 1 luglio 2002).

  • la parte interna di metallo (come in Germania) o materia plastica (secondo la consuetudine inglese) che racchiude le ceneri e viene sigillata dal gestore dell’impianto crematorio alla fine del processo di cremazione, ovvero quando i resti siano stati polverizzati. Essa deve riportare necessariamente gli estremi identificativi del de cuius.
  • l’involucro rigido esterno, spesso realizzato con materiali pregiati ( cristallo, marmo, argento, ceramica, legno scolpito), in cui è apposta solo una targhetta identificativa.

Il contenitore interno è il cosiddetto sistema di raccolta delle ceneri, previsto in fase di formazione della tariffa ministeriale.
Esso è compreso nel prezzo del servizio.
Non è, invece, contemplato nella tariffa il costo:

  • per il trasferimento del feretro verso il crematorio.
  • per la spedizione dell’urna.

Secondo la Legge Italiana le ceneri di un cadavere contenute in un’urna costituiscono un’unità inscindibile, non possono, quindi, esser ripartite in più contenitori oppure esser solo parzialmente tumulate o disperse (laddove la dispersione sia lecita).
I trasporti funebri o, meglio, i luoghi (il cimitero, l’ara crematoria, un sepolcro privato posto fuori del recinto cimiteriale, una tumulazione privilegiata) in cui sia possibile trasferire un feretro, un’urna, una cassetta ossario presentano la caratteristica della tipicità, perchè preventivamente debbono esser individuati: dalla Legge in modo generale ed astratto oppure, di volta in volta con apposita autorizzazione per casi particolarissimi (si pensi alla collocazione atipica di un’urna presso un domicilio privato oppure un tempietto appositamente edificato fuori del perimetro cimiteriale presso la sede di un morale).
In Italia per consentire l’entrata nel territorio nazionale di un feretro, di un’urna, una cassetta ossario provenienti dall’Estero non viene richiesta la conferma al gestore del cimitero competente circa il loro legittimo accoglimento per la sepoltura, solamente quando il de cuius, in vita, avesse avuto residenza nel Comune di sepoltura (o di sistemazione delle ceneri) oppure avesse vantato il diritto ad essere sepolto in una tomba (sepoltura privata) in un qualunque cimitero italiano.
Detta autorizzazione è, invece, necessaria in ogni altra situazione.

104 thoughts on “trasporto urna

  1. Rosmunda

    Buongiorno. Mio fratello è deceduto 40 anni fa in Germania e vorrei riportarlo in Italia mi sa dire come fare? Documenti e permessi visto che non parlo tedesco? Grazie mille ma mia mamma ci tiene molto

    1. Carlo

      X Rosmunda,

      Sono già trascorsi 40 anni dalla morte? Ebbene, si prospettano due possibilità:

      1) se il defunto è ancora contenuto in un feretro (confezionato in modo da garantire la tenuta stagna aliquidi e miasmi cadaverici) si applica integralmente il dettato della Convenzione Internazionale di Berlino (10 febbraio 1937) sui trasporti mortuari transfrontalieri. Detto accordo cui aderiscono sia Germania sia Italia prevede il rilascio del cosiddetto “passaporto mortuario”, la cui forma è già prestabilita Questo titolo di viaggio (art. 1 primo capoverso – principi generali del trattato) sarà formato dall’autorità territoriale tedesca da cui muoverà il trasporto funebre (sostanzialmente dal distretto amministrativo, parificabile al nostro “Comune”, per l’esperienza italiana, nella cui giurisdizione insiste il cimitero di prima sepoltura.). IL passaporto mortuario sarà redatto nella corrente lingua locale (il tedesco) ed anche in una lingua (di solito il francese, ma sarebbe ottima anche la traduzione in inglese) sovente in uso nelle relazioni diplomatiche tra Stati sovrani. L’accordo di Berlino elenca precise disposizioni di ordine igienico-sanitario sulle caratteristiche del cofano mortuario.

      2) la convenzione di Berlino, però, non vale per il trasporto di ceneri o resti ossei completamente scheletrizzati, quindi per il trasferimento in Italia di quest’ultimi basterà un semplice decreto di trasporto internazionale accordato dalle Autorità Tedesche, in nessun caso sarà richiesto un nulla osta all’introduzione da parte del Consolato Italiano, dovrà, però, preventivamente esser dimostrato il titolo di accoglimento, ovvero – materialmente – il defunto, una volta giunto in Italia, dove verrà sepolto?

      E’materia molto complessa e burocratica, Le conviene rivolgersi ad un’impresa funebre di fiducia, purchè quest’ultima sia davvero qualificata e competente: con il diritto internazionale non si scherza!

      Rimaniamo a disposizione per ulteriori chiarimenti o delucidazioni.

  2. Silvia

    Salve,
    Fra qualche settimana verrà esumata mia mamma e vorrei portare in Polonia (in macchina) i resti ossei senza dover fare la cremazione.
    In Comune mi hanno detto che basta fare il passaporto mortuario e poi posso occuparmi io del trasporto. Le risulta?
    Grazie

    1. Carlo

      X Silvia,

      sì, si può fare tranquillamente, la procedura da Lei delineata è corretta; in effetti la Legge Italiana (art. 36 del D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285) prescrive che il trasporto di ossa, purchè debitamente raccolte in cassetta di zinco chiusa, e recante in modo indelebile gli estremi anagrafici del de cuius, non sia soggetto alle normali misure cautele igienico-sanitarie previste, invece, per il trasporto di cadavere, si veda anche il paragrafo 8 della circolare ministeriale esplicativa 24 giugno 1993 n. 24, secondo cui, almeno per i Paesi aderenti alla Convenzione di Berlino, non si applicano, nel caso di ossa o resti completamente mineralizzati le norme di diritto internazionale dettate dal diritto pattizio sul trasferimento dei feretri. Da ciò consegue che il trasporto anche transfrontaliero delle ossa è libero, cioè può esser effettuato da chiunque, pur rimanendo soggetto alle consuete autorizzazioni amministrative. Pertanto le autorità italiane sulla scorta delle preziose indicazioni fornite dalla Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24 formeranno il cosiddetto “TITOLO DI VIAGGIO” (= decreto di trasporto) che accompagnerà la cassetta ossario durante tutto il suo percorso, alla volta della Polonia

    1. Carlo

      X Wanda,

      innanzi tutto bisogna conoscere a quale gruppo di spedizioni internazionali (le Poste venezuelane, un diverso servizio?) Lei si rivolgerà, poiché possono esser previste particolari procedure interne di garanzia per il trasporto di un oggetto così atipico e delicato. Ad esempio questo protocollo potrebbe contemplare la necessità di racchiudere l’urna in un nuovo contenitore rigido di protezione, opportunamente chiuso sigillato, per evitare danni o rotture accidentali durante la movimentazione (in nave? in aereo?).

      Dal punto di vista amministrativo il titolo di viaggio dovrà esser perfezionato e completo in ogni sua parte.

      Sarebbe utile poi disporre nell’autorizzazione al trasporto, ma non è espressamente menzionato dalla normativa funeraria italiana:
      a) il luogo di destinazione delle
      spoglie mortali (cimitero di destinazione,
      con indirizzo)
      o, in caso non sia noto:
      b) la persona che sul suolo italiano si prenderà in carico le spoglie mortali:
      − se è una persona: Nome, cognome,
      indirizzo, copia di documento
      di identità;

      − se è una impresa funebre: dati
      identificativi della ditta ivi compreso
      l’indirizzo, nome del referente
      e numero di telefono.

      Sostanzialmente ogni spoglia mortale per ogni singolo tratto del viaggio deve essere accompagnata da un incaricato del trasporto e presa in carico da questi ad ogni
      cambiamento di vettore. Così avviene sul suolo italiano con l’incaricato del trasporto funebre fino all’aeroporto. Qui la spoglia mortale viene presa in carico dal vettore aereo, che la consegna ad altro incaricato del trasporto sul suolo del Paese di arrivo.

  3. Vincenzo

    Salve, un mio caro è morto in Africa e sarà cremato in Ghana qual’è la prassi da seguire per portare a casa le ceneri? Siamo residenti in prov di MB. Grazie mille

    1. Carlo

      X Vincenzo,

      Il Ghana NON è Paese firmatario della Convenzione Internazionale di Berlino sui trasporti mortuari transfrontalieri, che, cioè, interessino più Stati.

      Pertanto si applicherà l’art. 28 del Regolamento Statale di Polizia Mortuaria di cui al D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285.

      Il trasporto delle sole ceneri non è soggetto alle usuali misure igienico-sanitarie dettate dalla Legge Italiana per il trasferimento di cadavere, pertanto esso, è libero, pur soggiacendo alle normali autorizzazioni amministrative previste.

      Si consiglia di prender contatto con la Rappresentanza Diplomatica Italiana, poiché l’introduzione dell’urna entro i confini della Repubblica Italiana richiede pur sempre un nulla osta.

      Le autorità territoriali del Ghana formeranno, in base al disposto dell’art. 28 D.P.R. n. 285/1990 e sulla scorta della loro legge nazionale direttamente valevole per il caso in esame, il titolo di viaggio che accompagnerà sempre le ceneri, sino al loro arrivo in Italia; fatto salvo, ovviamente, il principio di sovranità tra Stati indipendenti (le procedure potrebbero variare notevolmente, e l’Italia non ha certo titolo per sindacare l’azione degli uffici di polizia mortuaria dell’Ordinamento Ghanese, occorre, quindi, una certa elasticità procedimentale).

      IL decreto di trasporto, redatto anche in una lingua maggiormente in uso nelle relazioni internazionali (Inglese o Francese), dovrà esser esibito alle competenti autorità di controllo.

      Attenzione: la normativa italiana contempla l’obbligo della preventiva verifica sul titolo di accoglimento delle ceneri, si deve, infatti, sapere prima dove l’urna, al suo arrivo in Italia sarà stabilmente collocata (in cimitero? Presso un domicilio privato? Le ceneri saranno forse disperse?)

  4. stefania

    Buongiorno, vorrei sapere cosa si dovrebbe fare e se si possa portare l’urna con le ceneri, dall’Italia al Marocco per la dispersione. Grazie. Cordiali saluti

    1. Carlo

      X Stefania,

      Il Marocco non è Paese sottoscrittore della Convenzione Internazionale di Berlino, sui trasporti mortuari, del 10 febbraio 1937, accordo di cui è, invece, firmataria l’Italia

      Per il trasporto in Paesi non aderenti alla Convenzione di Berlino, dall’ Italia verso l’Estero, si applica l’art. 29 D.P.R. n.285/1990, recante l’approvazione del regolamento statale di polizia mortuaria, ed i chiarimenti applicativi della circolare Min. Sanità 24/6/1993, n. 24, paragrafo 8. Si noti che in Italia l’Autorità che ora emette l’autorizzazione al trasporto non è più il Prefetto, ma il Sindaco, in forza del DPCM 26 maggio 2000.

      Per quanto concerne questi trasporti, indipendentemente dalle norme del Paese di arrivo, la regolamentazione italiana prevede (art. 29 D.P.R. n.285/1990):
      a) nulla osta, per l’introduzione, dell’autorità consolare dello Stato verso il quale la salma è diretta;
      b) certificato dell’Unità Sanitaria Locale attestante che sono state osservate le disposizioni di cui all’art. 30;
      c) altri eventuali documenti e dichiarazioni che il Ministero della Sanità dovesse prescrivere in rapporto a situazioni determinate.
      Le documentazioni di cui alla lettera c) sono (per effetto della circolare Min. Sanità n. 24/1993 citata, paragrafo 8.2):
      − estratto dell’atto di morte in bollo;
      − certificato dell’unità sanitaria locale attestante che sono state osservate le disposizioni di cui all’art. 32 D.P.R. 285/1990 e in caso di morti di malattie infettive diffusive anche quanto previsto dagli artt. 18 e 25;
      − autorizzazione alla sepoltura/cremazione rilasciata dal Comune in cui è avvenuto il decesso.

      Ovviamente per le sole ceneri non valgono le misure igienico-sanitarie contemplate per il trasporto di cadavere, pertanto l’urna debitamente sigillata sarà liberamente trasportabile, una volta perfezionato il relativo titolo di viaggio.

      Ad avviso di questa Redazione, di cui io sono indegno nuncius, l’autorizzazione al trasporto internazionale dovrebbe contenere le informazioni circa itinerario e volo, incluso il nome della compagnia aerea, il numero di volo (o i numeri dei voli), la data del viaggio, ora prevista di partenza e arrivo, e aeroporto di arrivo (ovviamente nel caso di utilizzo di aereo).
      Il nulla osta per l’introduzione nel Paese, non dovrebbe essere generico ma riportare esplicitamente:

      L’Ambasciata/il Consolato, cioè l’Autorità Diplomatica Marocchina, conferma che per l’ingresso delle spoglie mortali provenienti dall’Italia Nulla Osta se le stesse rispondono alle autorizzazioni previste dall’articolo 29 del regolamento di polizia mortuaria approvato dal Governo italiano con il decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1990, n. 285 e dalle documentazioni di cui al paragrafo 8.2 della circolare Ministero della sanità italiano del 24 giugno 1993, n. 24.

      Attenzione, però, la Legge Italiana, che vale sino al varco dei nostri confini nazionali, e non oltre, non garantisce la preventiva verifica del titolo d’accoglimento, pertanto sarà precipuo dovere delle autorità diplomatiche marocchine chiarire nel nulla osta se le ceneri potranno esser effettivamente disperse su suolo o mare del Marocco.

      Si tratta, infatti, di un Paese di religione e tradizione islamica, ancorchè moderato ed ancora laico, e per la cultura musulmana la cremazione, così come i suoi istituti corollario, quali, appunto la dispersione delle ceneri, non è ammessa, perchè contraria ai precetti del Corano.

      Ad ogni modo, una volta giunti in Marocco – quando e laddove possibile – si procederà alla dispersione delle ceneri in ottemperanza alla Legge di quel Paese Sovrano. Le conviene informarsi bene.

      Sarebbe utile poi disporre nell’autorizzazione al trasporto, ma non è previsto dalla norma scritta:
      a) il luogo di destinazione delle spoglie mortali (cimitero di destinazione, con indirizzo)
      o, in caso non sia noto:
      b) la persona che sul suolo marocchino si prende in carico le spoglie mortali:
      − se è una persona: Nome, cognome, indirizzo, copia di documento di identità;
      − se è una impresa funebre: dati identificativi della ditta ivi compreso l’indirizzo, nome del referente e numero di telefono.
      Sostanzialmente ogni spoglia mortale per ogni tratto del viaggio deve essere accompagnata da un incaricato del trasporto e presa in carico da questi ad ogni cambiamento di vettore.
      Così avviene sul territorio italiano con l’incaricato del trasporto funebre fino all’aeroporto. Qui la spoglia mortale viene presa in carico dal vettore aereo, che la consegna ad altro incaricato del trasporto sul suolo del Paese di arrivo.

  5. Lidia

    Buongiorno.
    Gentilmente, avrei una domanda da fare, riguarda il mio fratello cittadino romeno, morto a Monselice (PD), si trova in ospedale a Monselice e vogliamo cremarlo e portarlo a casa in Romania. Cosa dobbiamo fare?
    Attendo una cortese riposta, grazie di cuore. Lidia

    1. Carlo

      X Lidia,

      tutta la Redazione è vicina a Lei ed alla Sua famiglia in questo doloroso momento, forse è poco, ma è quanto in nostro effettivo potere.

      Per i cittadini stranieri l’accesso alla pratica della cremazione, come tutti gli altri diritti della personalità, ancorchè proiettati nell’angusto post mortem, è regolato dall’art. 24 della Legge n. 218/1995 sul diritto internazionale privato, il quale rinvia salomonicamente all’ordinamento legislativo cui, in vita, era sottoposta la persona scomparsa.
      Occorre, pertanto, produrre agli atti dell’istruttoria amministrativa volta al rilascio dell’autorizzazione alla cremazione, una dichiarazione da parte delle Autorità Diplomatiche della Romania (Ambasciata o Consolato) in cui si attesti che la Legge Romena ammette e legittima la cremazione.

      Se la morte è avvenuto in territorio italiano si seguiranno modalità e procedure dettata dalla Legge Italiana (in buona sostanza Art. 3 Legge 30 marzo 2001 n. 130) direttamente applicabile al caso in esame.

      Autorizza l’ufficiale di stato civile del Comune di decesso dopo aver redatto apposito processo verbale in cui emerga chiaramente la volontà di provvedere alla cremazione, solo quando sia escluso il sospetto di morte sospetta, violenta o peggio ancora dovuta a reato e questa precauzione è ordinariamente assolta tramite presentazione di apposita documentazione sanitaria (è il cosiddetto certificato necroscopico). Se la salma è sotto procura (= oggetto di indagini da parte della Magistratura) sarà necessario un ulteriore e specifico nulla osta, cioè un provvedimento liberatorio, ex art. 116 comma 1 D.Lgs n.271/1989, in cui si faccia esplicita menzione della cremazione del corpo.

      La Romania aderisce alla Convenzione Internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937 il cui dettato non si segue nella sola evenienza di trasporto ceneri o di resti ossei, pertanto detto trasporto sarà libero soggetto alle sole, comuni autorizzazioni amministrative (deve esser comunque formato un titolo di viaggio che accompagni le ceneri durante il loro tragitto), non occorre così un nulla osta all’introduzione dell’urna in territorio romeno da parte delle competenti autorità.

      Le consiglio, in tutti questi passaggi, di farsi seguire da un’impresa funebre di Sua fiducia.

  6. isa distratis

    Posso trasportare la cassetta contenete i resti di mio marito col corriere postale o altro corrierr privato? Grazie

    mi risponda gentilmrnte se può Isa

    1. Carlo

      X Isa,

      …E perché no? Si tratta solo di applicare, con un po’ di fantasia giuridica e in via estensiva, l’Art. 34 comma 2 del Regolamento nazionale di polizia mortuaria, approvato con D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, laddove il corriere di spedizione (poco importa se sia pubblico o privato) agisce in qualità di “VETTORE”, ad esso verrà affidato, in consegna, il titolo di viaggio, benchè egli non ne sia necessariamente titolare ultimo.

      E’ una possibilità molto comoda già prevista dalla Legge, senza addentrarci in ulteriori astruserie normative, in effetti, la disciplina sui trasferimenti mortuari, per fortuna, pare ancora abbastanza omogenea e riconducibile all’alveo della normazione statale di polizia mortuaria (la polizia mortuaria – PURTROPPO –, almeno per i puristi del diritto funerario, è divenuta materia oggetto di legislazione regionale).

      Tra l’altro, ancorché sempre dietro previo rilascio di autorizzazione amministrativa, il trasporto delle ossa (purchè si tratti sempre di sole “ossa”, ossia resti umani completamente scheletrizzati e raccoglibili in cassetta ossario di zinco) è libero e non soggetto alle misure precauzionali di ordine igienico-sanitario dettate per il trasferimento dei feretri, secondo il dettato dell’art. 36 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285.

      Per il trasporto, infatti, è necessario solo che la cassetta sia debitamente sigillata, rechi in modo indelebile gli estremi anagrafici identificativi del de cuius e sia accompagnata dal cosiddetto decreto di trasporto, ossia dalla documentazione approntata dalle autorità amministrative locali del luogo da cui il trasporto stesso muoverà.

  7. Michele

    Salve, volevo un aiuto su un problema che mi sta molto a cuore.

    Io vivo in un comune della provincia di Catania, il mio papà è morto 40 anni fa e si trova nel cimitero di Torino. Adesso è arrivata la scadenza del suo oculo quindi dovra essere spostato o in ossaio privato oppure cremato e messu in una urna. Il mio desiderio sarebbe quello appunto della cremazione e di portarlo a casa nel mio domicilio. Il cimitero di Torino dice che la cosa non è possibile in quanto seconda sepoltura queste cose non possono avvenire. Per me sarebbe un sogno averlo con me in casa nella sua urna. Volevo sapere se esiste una leggie qualcosa per far si che questo avvenga. Grazie di cuore per chi potrà aiutarmi in questo o darmi qualche notizia in merito.

    1. Carlo

      X Michele,

      veramente molto strano ed inquietante. Ora io ho pochi elementi base per giudicare correttamente io caso da Lei prospettato e fornirLe qualche consiglio, tuttavia mi premono queste poche osservazioni di diritto:

      1) so, con certezza che Torino adotta una politica molto rigida e restrittiva sull’affido delle urne cinerarie, in parte giustificata dalla precisa volontà di prevenire abusi da parte di chi voglia accedere a tale istituto senza aver reale contezza delle responsabilità precise che questo implica.

      2) se il regolamento comunale di Torino (non lo conosco e non ho ancora avuto occasione di consultarlo) non stabilisce con disposizione tassativa e categorica l’improcedibilità dell’affido delle ceneri risultanti da cremazione di resto mortale proveniente da esumazione/estumulazione ordinaria (e, onestamente dubito che la fonte regolamentare comunale possa sancire questo divieto, in quanto contravverrebbe a regole di grado superiore, per il principio logicissimo di gerarchia tra le norme dell’Ordinamento Giuridico Italiano) io, personalmente dato il rapporto di extraterritorialità sussistente (= Torino ha giurisdizione solo nel proprio distretto amministrativo, mentre qui l’affido avverrebbe in Sicilia) applicherei la sola normativa statale sulla custodia delle ceneri (Legge n. 130/2001) tra l’altro recepita, nel suoi passaggi fondamentali, anche se diversamente declinata, nel dettaglio, pure dalla Regione Sicilia.

      In buona sostanza, l’ufficio della Polizia Mortuaria di Torino autorizza unicamente la cremazione delle spoglie mortali di Suo padre ed il trasporto nel Comune in provincia di Catania, in ossequio alle procedure dettate dalla disciplina statale sui trasporti funebri, preliminarmente il Comune siciliano rilascia il titolo autorizzativo per l’affido delle ceneri. Torino non ha diritto ad intervenire su un atto proprio di un Comune Siciliano, per altro, sottoposto ad una diversa normativa regionale.

      Sulla scorta di questo atto di affido, formante il titolo di legittimazione a conservare presso un domicilio privato l’urna cineraria si perfezione tutto l’iter burocratico ed il trasporto, avendo certa e sicura destinazione può esser effettuato. Rimango molto perplesso dal diniego, che comunque DEVE NECESSARIAMENTE esser motivato, oppostole dal Comune di Torino; è sicuro di aver ben spiegato la situazione tutta ed i Suoi propositi ultimi?

      Attenzione, però: In Sicilia la norma regionale prevede che l’affidamento urna sia possibile solo per espressa scelta del defunto in vita a quel determinato affidatario.

      Per cui se il tizio è morto e sepolto a Torino evidentemente non c’è stata la scelta di cremazione al momento della morte e tanto meno la scelta di affidare l’urna cineraria.

      Quindi Torino legittimamente non permette l’affido, anche fuori del suoi confini, perché manca l’elemento centrale del desiderio espresso e scritto da parte del de cuiusm ma la “colpa” non è del capoluogo piemontese, bensì della Legge Regionale siciliana, concepita a maglie molto strette.

  8. Claudio Pietro Romanel

    Buon pomeriggio sono Pietro , vorrei sapere se è possibile trasportare le ceneri di un defunto, dalla casa di residenza a quella di montagna. Tutte le volte che vado in vacanza? Ci possono essere delle sanzioni per chi effettua il trasporto? Ringraziando saluto Pietro

    1. Carlo

      X Claudio Pietro,

      Senza sapere da quale contesto geografico Lei scriva è difficile risponderLe compiutamente ed in modo esaustivo, se non limitandosi a considerazioni di ordine generale.

      In linea di massima, poiché l’affidamento altro non è se se non il momento iniziale, legittimante, di un’azione continuata nel tempo, ossia di una conservazione dell’urna in luogo diverso dal cimitero, le relative autorizzazioni ad una tale custodia non potrebbero che spettare se non al soggetto istituzionale, dotato di potere autorizzativo, a cio’, competente nel luogo in cui debba esservi una tale conservazione.
      Questo comporta, la concreta possibilità di autorizzare il trasporto dell’urna nel comune in cui sia prevista una tale conservazione, ovviamente sempre che in tale comune possa attuarsi l’art. 3 Legge 130/2001, per quanto riguarda le “destinazioni” delle urne cinerarie (in altri termini, se tale comune si trovi in regione che preveda l’istituto).

      Laddove (territorialmente e, purtroppo con regole diverse o, peggio ancora conflittuali da regione a regione) l’affidamento dell’urna cineraria (é apprezzabile che si parli di custodia, siccome questa è effettivamente l’attività oggetto dell’autorizzazione) ai familiari sia ammissibile , la stessa può aversi nell’abitazione d’elezione stabilita nell’atto d’affido anzi, si dovrebbe dire che essa avviene principalmente in casa, cioé in contesto in cui il familiare affidatario possa assicurare sia la coerente e stabile conservazione delle ceneri sia la loro tutela, in apposito manufatto confinato e chiuso, da ogni profanazione ai sensi dell’Art. 343 comma 1 Testo Unico Leggi Sanitarie.

      Di solito è consentito, nell’unità di spazio e tempo l’affido presso un solo domicilio.

      Il trasporto dell’urna rimane, comunque, soggetto alle normali procedure d’autorizzazione necessarie per ogni trasporto funebre (occorre, sempre, in altre parole il decreto comunale), in mancanza del quale, o in sua difformità, le sanzioni amministrative pecuniarie saranno quelle contemplate dall’Art. 339 o dall’Art. 358 del Testo Unico Leggi Sanitarie approvato con R.D. n. 1265/1934 (con l’importo aggiornato dall’Art. 16 D.Lgs n. 196/1999, dai tre ai diciotto milioni delle vecchie Lire, naturalmente da convertire in Euro, obliabili in sessanta giorni nella misura più favorevole per il trasgressore, con le modalità di elevazione dettate dalla Legge n. 689/1081, implementata, poi, dal regolamento attuativo di cui al D.P.R. 29 luglio 1982, n. 571.

      Opinione personalissima: lascia un po’perplessi l’idea dell’urna affidata, in alternanza, in una doppia abitazione, perché si renderebbe indispensabile un duplice atto d’affido, tra l’atro in Comuni diversi e soprattutto in quanto questa sistemazione altalenante contraddirebbe il principio di stabilità della sepoltura stessa, conviene documentarsi bene sulle istruzioni opertaive contenute in ogni singolo atto d’affido ed, in particolare, sulle norme di eventuale Legge Regionale o regolamento comunale di polizia mortuaria.

  9. Debora

    Buona sera Carlo, mia suocera è morta in Inghilterra mentre era in vacanza. È stata cremata e il consolato italiano di Londra ha i documenti pronti per il rimpatrio a Vicenza. Mi dicono che non è possibile spedire l’urna con un corriere di spedizioni, è vero? Grazie e cordiali saluti. Debora

    1. Carlo

      X Debora,

      In primis chi dice non sia possibile ed in base a quale norma attualmente in vigore motiva questo diniego? Con quale legittimazione parla? Si tratta, forse, del locale ufficio della polizia mortuaria o dell’impresa di pompe funebri commissionata all’espletamento del servizio funebre? Quali soluzioni alternative ha prospettato?

      …E perché no? Si tratta solo di applicare, in via estensiva, l’Art. 34 comma 2 del Regolamento nazionale di polizia mortuaria approvato con D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285, laddove il corriere di spedizione agisce in qualità di “VETTORE”. E’ una possibilità molto comoda già prevista dalla Legge, non capisco come mai non se ne possa pienamente approfittare. Tra l’altro, ancorché sempre dietro autorizzazione, il trasporto delle ceneri è libero e non soggetto alle misure precauzionali dettate per il trasferimento dei feretri, secondo la Legge n. 130/2001 in tema di cremazione e successiva destinazione delle urne. Per il rimpatrio, infatti, è necessario solo che l’urna sia debitamente sigillata, rechi gli estremi anagrafici identificativi del de cuius e sia accompagnata dal cosiddetto titolo di viaggio, ossia dalla documentazione approntata dal Consolato.

  10. Carlo

    X Franca,

    sì, la procedura è corretta, si tratta di applicare estensivamente l’Art. 102 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria, approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285, il quale – residualmente – è l’unica normativa davvero applicabile quando sussistanto rapporti di extraterritorialità, cioè da Regione a Regione.

    Agli effetti concreti, deve sempre esser accertato il titolo di accoglimento in cimitero o presso altra destinazione atipica (affido dell’urna o dispersione in natura) prima di autorizzare il trasporto delle ceneri. Vale sempre la regola della tipicità del trasporto mortuario (= luogo di partenza, arrivo oggetto e trasportatore debbono esser preventivamente individuati ed identificati).

  11. franca

    x Carlo
    per primo…. spero hai trascorso una buona PASQUA visto che ti scrivo in ritardo.
    in effetti mi hanno già fatto inoltrare un nulla osta al comune di destinazione delle ceneri per l’entrata in cimitero delle ceneri.
    forse è questo l atto che serve allora???
    saluti

  12. Carlo

    X Franca,

    1) auguri sinceri di Buona Pasqua di Resurrezione, in primis!
    2) nessun problema a rispondere….quindi, rewind, riavvolgiamo il nastro e ricominciamo da capo.
    3) nel caso precedente, l’impresa funebre ha pasticciato grossolanamente ed in modo pacchiano, spiace sottolinearlo, ma se non si conoscono le norme è facile sbattere il muso contro al muro impenetrabile della burocrazia.
    4) Le ceneri derivanti dalla cremazione delle ossa saranno custodite presso un domicilio privato?
    5) Se è così non sussistono difficoltà di sorta, perché il Piemonte ammette questa forma di “sepoltura” così atipica delle ceneri.
    6) i passaggi da compiere sono i seguenti:

    – a il comune piemontese dove materialmente saranno deposte le ceneri rilascia l’autorizzazione all’affido, sulla base di apposita istanza in bollo, da cui emerga la precisa volontà di attuare l’affido.
    – b sulla base di questo titolo autorizzativo, che deve già esser formato, il comune della Regione Campania accorda la semplice autorizzazione al trasporto, secondo la vigente normativa nazionale, individuando l’incaricato del trasporto e ne dà comunicazione al comune piemontese di destinazione del trasporto stesso.

    Le ceneri sono sempre trasportabili, fuori ed entro i confini nazionali, si tratta solo di perfezionare prima il titolo d’accoglimento dell’urna nel suo “sepolcro”, da intendersi, qui, estensivamente, in senso anche lato, o comunque molto dilatato.

  13. FRANCA

    x CARLO
    Carlo scusa l’ignoranza ma allora…….
    se faccio cremazione in campania posso poi portarmele in Piemonte ???
    agenzia funebre mi dice che per la lombardia ci sono stati problemi in passato
    mi puoi dire che faccio?????

  14. Carlo

    X Franca,

    senza addentrarci troppo nell’impianto normativo diverso (PURTROPPO!) per ciascuna Regione chiarisco solo alcuni passaggi:

    1) IL rilascio dell’autorizzazione al trasporto concerne sempre il Comune dove si trovano le ossa o, a questo punto, le ceneri.
    2) competente ad accordare l’autorizzazione all’affido è, invece, il Comune dove le ceneri fisicamente saranno deposte e custodite.

    E’ un principio generale dell’Ordinamento Giuridico Italiano, la titolarità ad emetter atti autorizzativi è, infatti, su base territoriale e la polizia mortuaria è articolata sui singoli Comuni.

    Esempio banale, ma almeno ci capiamo: cremazione nel comune di X e affido delle ceneri nel distretto amministrativo dello stesso comune: è la soluzione più semplice: ad autorizzare è sempre lo stesso ufficio cittadino della polizia mortuaria.

    Per converso: cremazione presso il comune di X ed affido nel comune di Y, la faccenda si complica, perché si segue un doppio binario: X autorizza il trasporto ed Y l’affido, dirò di più: per la regola della tipicità cui soggiace ogni singolo trasporto funebre, quindi anche di ceneri (= ogni luogo di partenza ed arrivo del trasporto mortuario deve esser preventivamente autorizzato e ben individuato) X non perfeziona il decreto di trasporto senza aver prima avuto da Y un feed-back, cioè un riscontro circa il nuovo titolo di accoglimento, agli effetti concreti: bisogna saper prima di autorizzare il trasporto quale sarà la destinazione finale e dimostrabile, con tanto di pezze d’appoggio, delle ceneri.

    Certo: un comune della Campania non potrà mai, per difetto di potere, autorizzare un affido che materialmente si consumerà in altra località o, peggio ancora, in altra Regione, laddove magari viga una diversa legislazione funeraria.

    Egli si limiterà ad autorizzare il singolo trasporto funebre, sulla scorta della vigente normativa nazionale, tutt’ora applicabile.

  15. Carlo

    X Franca,

    un vecchio slogan molto edonistico, stile anni ’80, così recitava: “Tutto si può fare, quanto può costare?”. Ebbene lo stesso principio – ‘stavolta più seriamente – è applicabile al caso in esame, non sussistono, infatti, problemi procedimentali di sorta, è solo questione di soldi da investire: le ossa sono sempre cremabili su istanza degli aventi diritto a disporne ai sensi del D.M. 1 luglio 2002 inerente, appunto, alle tariffe applicabili alla cremazione, in termini di diritti personalissimi di pietas, basta pertanto formulare – in bollo – la relativa istanza, debitamente sottoscritta, al comune nel cui cimitero le ossa sono tumulate. Una volta ottenute le necessarie autorizzazioni (all’estumulazione, al trasporto ed alla cremazione vera e propria) si procederà alla cremazione con conseguente raccolta delle ceneri in apposita urna cineraria, dopo si provvederà al trasporto verso la destinazione scelta per le ceneri e non mi spingo oltre, perché le possibili sistemazioni definitive delle stesse possono variare molto in base alla legislazione regionale.

    Per la logistica non è obbligatorio, ma conviene, appoggiarsi all’impresa funebre di fiducia, anche per il materiale disbrigo delle pratiche amministrative, benché i vari passaggi burocratici, in caso di sole ossa, siano molto più facili e snelli, tali da poter esser espletati anche dal privato cittadino. Tutte le operazioni sono, comunque, a titolo oneroso.

    1. franca

      X Carlo
      grazie in primo luogo…
      però ti dico il mio dubbio da dove veniva.
      tempo fà un mio zio fu cremato in campania dove ebbe un incidente stradale e dove mi pare aveva pure residenza, ebbene so di sicuro che al momento della rilascio autorizzazione alla cremazione non fu possibile avere la consegna delle urna alla moglie per poi portarsela in lombardia dove la stessa viveva infatti la consegna fu fatta alla moglie ma per la residenza o abitazione che avevano in campania stessa.
      grazie

      1. Michele Cannizzaro

        Salve sono il custode dell’urna di mio figlio che custodisco in casa nella provincia di Ferrara. vorrei trasferirmi a Berlino oppure a Tenerife ma non so se è possibile e come fare grazie

        1. Carlo

          X Michele,

          l’atto di affido esaurisce i suoi effetti fuori dell’ambito comunale da cui è stato emanato, ed a maggior ragione oltre i confini nazionali, di conseguenza sarà necessaria opportuna comunicazione all’ufficio della polizia mortuaria di Ferrara, le autorità cittadine, preso atto della Sua volontà, si limiteranno a rilasciare il passaporto mortuario valido per l’espatrio delle ceneri, una volta giunti a destinazione in Germania o a Tenerife si provvederà ad un nuovo affido in base alla normativa di polizia mortuaria di quel determinato Stato, laddove l’Ordinamento Straniero ammetta l’istituto dell’affido.

          Si rappresenta come l’Italia per autorizzare il trasporto funebre internazionale in uscita dal territorio della Repubblica non richieda la verifica preventiva del titolo d’accoglimento (in cimitero o anche presso un domicilio privato), obbligatoria, invece, per i trasporti in entrata.

          Il trasporto di ceneri non è soggetto alle normali misure precauzionali dettate dalla normativa sanitaria per il trasferimento di feretri, è pertanto da considerarsi libero, seppur sottoposto ad autorizzazione amministrativa.

          La Germania è firmataria della Convenzione Di Berlino del 10 febbraio 1937 sui trasporti mortuari, mentre la Spagna non aderisce a detto accordo, così se l’urna sarà trasferita nel Paese Iberico occorrerà un preliminare Nulla Osta Consolare all’introduzione dell’urna. Le consiglio di informarsi bene presso l’autorità diplomatica spagnola.

  16. franca

    Ciao Carlo
    vorrei sapere se è possibile cremare le ossa di mia mamma e poi trasferirle in un altra regione dove vivo.
    grazie

  17. Carlo

    X Silvana,

    L’ordinario trasporto di salme, cadaveri, ossa, CENERI o esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo-conservativo rientra sempre nella fattispecie del trasporto funebre ed è pertanto sempre soggetto a preventiva autorizzazione amministrativa comunale.

    Nei trasporti tra Stati per l’ovvio principio della gerarchia tra le fonti del diritto valgono solo le norme Internazionali (Convenzione di Berlino del 10 febbraio 1937), Convenzione Tra Santa sede e Stato Italiano del 28 aprile 1938 e quelle del DPR 10 settembre 1990 n. 285 (approvazione del regolamento nazionale di polizia mortuaria) L’Italia, infatti, non aderisce all’Accordo di Strasburgo (26 ottobre 1973).

    La circolare del Ministero della Sanità n. 24 del 24/6/1993 al paragrafo. 8.1 così recita: “La convenzione internazionale di Berlino…. non si applica al trasporto delle ceneri e dei resti mortali completamente mineralizzati fra gli Stati aderenti”.cream01

    Da questa disposizione consegue che per questi trasporti in tali Paesi sarà il Sindaco (oggi Dirigente del settore di polizia mortuaria ex Art. 107 comma 3 lett. f) D.LGS n. 267/2000) a rilasciare l’autorizzazione al trasporto, in lingua italiana e in lingua francese, in quanto, quest’ultima è tradizionalmente molto più usata nelle relazioni diplomatiche, ma va benissimo anche l’inglese…anzi di questi tempi è forse l’idioma più internazionale!

    L’autorizzazione, soggetta sin dall’origine ad imposta di bollo, dovrà recare le generalità del de cujus, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione). Tutti gli oneri amministrativi (diritti di segreteria e diritti fissi d’istruttoria, costi per la traduzione dell’atto in lingua straniera sono a completo carico del richiedente!).

    Per la legalizzazione delle firme in atti valevoli all’Estero si rimanda all’Art. 33 DPR n. 445/2000.

    Il trasporto dell’urna rigorosamente sigillata (o della cassetta di resti) non è soggetto ad alcuna delle precauzioni sanitarie stabilite per il trasporto dei feretri (Art. 36 DPR 285/1990), l’unica eccezione potrebbe esser l’urna contenente ceneri contaminate da nuclidi radioattivi (D.Lgs. 9/5/2001, n. 257).

    Il trasporto di ceneri o resti mortali fra Stati non aderenti alla convenzione internazionale di Berlino, richiede sempre le normali autorizzazioni di cui agli artt. 28 e 29 del DPR 285/90, tra le quali spicca sempre il Nulla Osta consolare dello Stato nel quale le ceneri o i resti saranno introdotti (Art. 29 comma 1 lettera a DPR 10 settembre 1990 n. 285), ma non le misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto di cadaveri.

    Quindi, nella fattispecie si procede così:

    Ottenuto il preventivo nulla osta delle Autorità del Kenya all’ingresso sul loro territorio dell’urna cineraria, Il Comune italiano nelle cui circoscrizione geografica si trovano le ceneri autorizzerà, con le modalità di cui sopra, il solo trasporto dell’urna presso lo Stato del Kenya, in quanto l’Italia non ha competenza nell’autorizzare un affido delle ceneri che materialmente avverrà fuori dei nostri confini nazionali, una volta giunta l’urna in Kenya si provvederà allo specifico affido (se e quando possibile) secondo la normativa di quel particolare Paese Africano.

  18. silvana

    la mia mamma desidera che le ceneri vengano affidate al figlio che vive in kenya. qual’e’ la prassi da seguire?

  19. Carlo

    X Giacomino,

    Lei mi chiede, in buona sostanza, se sia possibile spedire l’urna cineraria attraverso servizio postale o un semplice corriere, cioè tramite un “vettore”.

    E perché no?
    Si consideri l’art. 34 comma 2 dPR 10/9/1990, n. 285.

    Il trasporto delle ceneri derivate dalla completa cremazione di un feretro è soggetto alle normali autorizzazioni amministrative per il rilascio del titolo di viaggio, ma non alle precauzioni igienico sanitarie dettate dal regolamento nazionale di polizia mortuaria, necessarie, invece, per il trasferimento di salme e cadaveri, a questa conclusione si addiviene attraverso il combinato disposto tra l’Art. 80 comma 5 DPR n. 285/1990 e l’Art. 3 comma 1 lett. f) Legge n. 130/2001.

    Si tralascia volutamente il caso, invero piuttosto remoto e rarefatto, di ceneri contaminate con nuclidi radioattivi, per cui troverebbe applicazione il D.LGS 257/2001. Per facilitare eventuali controlli il decreto di trasporto dovrà sempre accompagnare l’urna, durante tutto il tragitto, sino alla sua destinazione finale.

    Il decreto di trasporto (almeno se il trasporto muove da territorio italiano) deve comunque esser rilasciato con la conseguente precisa individuazione – a monte – del suo titolare in sede di formazione dell’atto stesso.

    Vale a dire: chi prende in consegna l’urna dall’impianto di cremazione risulta inequivocabilmente dal verbale di cui all’Art. 81 DPR n. 285/1990, ma costui, o costei, per muoversi legalmente nello spazio della Repubblica Italiana con l’urna cineraria appresso (siccome l’usuale luogo di sistemazione per defunti e loro trasformazioni di stato è pur sempre il cimitero) deve poter esibire, in occasione di un eventuale verifica di pubblica sicurezza, la relativa “bolla d’accompagnamento”, ossia l’autorizzazione al trasporto stesso, con cui s’individuano almeno questi elementi di base: il trasportatore (il decreto è, infatti, strettamente nominativo) il punto di partenza, quello d’arrivo, l’oggetto del trasporto e le modalità di esecuzione del medesimo.

  20. Carlo

    X Marinella,

    1) la tumulazione di due o più urne, chiuse e sigillate, tali da formare un corpo fisico a sé stante, ben individuato ed individuabile nello spazio e nel tempo, nella stessa sepoltura, sino al naturale raggiungimento della capacità ricettiva del sepolcro, è senz’altro lecita.
    2) le ceneri di un cadavere, rappresentando l’ultima trasformazione di stato (almeno per la Legge Italiana) di quell’inscindibile unità psicofisica conosciuta come persona umana, rappresentano un unicum non ulteriormente separabile di frazionabile, non possono quindi esser trasfuse o mescolate in un’unica urna le ceneri di più cadaveri. La sola destinazione promiscua, indistinta e massiva per le ceneri non richieste per una sepoltura privata e dedicata (quale è, ad esempio, la tumulazione in cimitero) è costituita dal cinerario comune, dove, appunto, le ceneri sono conservate in perpetuo, o meglio disperse.
    3) IL trasporto dell’urna, eseguibile anche con mezzi propri dal privato cittadino (non occorrono, infatti, veicoli speciali quali i carri funebri, è senz’altro possibile, in qualunque momento, occorre solo il decreto di trasporto comunale, che l’Autorità Municipale rilascerà previa produzione agli atti della relativa istanza soggetta sin da origine all’assolvimento dell’imposta di bollo. Il comune può prevedere ulteriori diritti fissi o di segreteria per accordare l’autorizzazione al trasporto.

  21. marinella

    mia mamma ha 89 anni e residenza in provincia di cremona ha espresso il desiderio che le sue ceneri siano messe nell’urna di mio papa gia deceduto, il problema e’ che mio padre e’ in un cimitero di milano posso trasportarle e che costi avrei ?

  22. Carlo

    X Lada,

    Il rito dell’incinerazione si pone nel milieu giuridico dei c.d. diritti della personalità, cioè gli atti di disposizione del proprio corpo ex Art. 5 Cod. Civile,, diritto al nome e sua tutela, diritto all’immagine etc.

    In materia di diritti della personalità, il sistema italiano di diritto internazionale privato, normato dalla L. 31/5/1995 n. 218, adotta il criterio, molto salomonico, del rinvio alla legge nazionale della persona.
    In particolare, il rimando alla legge nazionale dello straniero di cui all’art. 24 della Legge 31/5/1995, n. 218 conduce a questa conseguenza: gli istituti che disciplinano l’accesso alle diverse pratiche funebri e, nella specie, alla cremazione di cittadini stranieri, siano regolati dalla legge nazionale di appartenenza.
    Pertanto, per lo straniero deceduto in Italia, può essere rilasciata l’autorizzazione alla cremazione solo sulla base delle norme e con le modalità previste dalla legge nazionale del defunto.
    Si deve considerare che infatti che possono esistere ordinamenti di altri Stati che non ammettono la cremazione o che regolano diversamente le modalità e le procedure per dar luogo alla stessa.
    L’art. 79 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 definisce le procedure per il rilascio dell’autorizzazione alla cremazione. Tale disposizione va valutata anche in correlazione con la L. 30 marzo 2001, n. 130, seppure nel suo attuale stato di inattuabilità nonché in alcune regioni con Leggi regionali emanate in proposito.
    I presupposti per il rilascio dell’autorizzazione alla cremazione da parte dell’autorità’ comunale sono:
    1) la volontà;
    2) l’assenza di reato
    La cremazione di uno straniero può essere autorizzata se ed in quanto essa sia ammessa dalla legge nazionale del defunto e sulla base delle condizioni e presupposti stabiliti, regolati dalla legge nazionale caso per caso.
    Le sole norme “italiane” (cioè del d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285) che trovano applicazione anche nel caso di richiesta di rilascio di autorizzazione alla cremazione di un defunto cittadino straniero, sono, oltre che quelle sulla competenza al rilascio dell’autorizzazione (e fatto – comunque – salvo il caso che la legge straniera non definisca diversamente), quelle prescritte dall’art. 79, commi 4 e 5 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285, avendo un carattere di applicazione territoriale, come in genere si ha per le norme penalistiche (art. 3 C. P).
    Per autorizzare la cremazione di un cittadino straniero quindi dovranno essere valutati, sulla base della legge nazionale del defunto, l’ammissibilità del ricorso alla cremazione, le modalità per procedere alla stessa, l’individuazione dei soggetti che possano disporre in tale senso e le modalità con cui tali disposizioni possano essere date.
    La verifica di detti presupposti non può che derivare se non da una dichiarazione, attestazione, certificazione dell’autorità competente dello Stato di cui lo straniero è cittadino.
    Pertanto, la cremazione può essere autorizzata solo se essa sia ammessa dalla legge nazionale dello straniero deceduto e sulla base delle condizioni e dei presupposti stabiliti dalla rispettiva legge nazionale.
    In assenza della presentazione di una dichiarazione delle autorità competenti del Paese di appartenenza (ovvero dell’autorità diplomatica o consolare presente in Italia) da cui risulti, sulla base della legge del proprio Stato, la possibilità, le condizioni e la forma per far luogo all’autorizzazione richiesta, non pare possibile procedere al rilascio della stessa, non esistendo i presupposti giuridici per aderirvi.

    Si richiama, infine il DECRETO del PRESIDENTE della REPUBBLICA 31 agosto 1999, n. 394 (Art. 2 e 2-bis) per rapporti giuridici con cittadini extracomunitari.

  23. Lada

    Gentilmente, mi può dare informazione riguardo vari passaggi per far cremere defunta poco tempo fa donna extracomunitaria a Torino, ma residente a Napoli, che famiglia vorrebbe portare i ceneri in Ucraina? Grazie!

  24. Carlo

    X Aleksandra,

    La Polonia non aderisce all’Accordo Internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937 sui trasporti mortuari, di conseguenza per il trasferimento della cassetta ossario dall’Italia, verso i confini dello Stato Polacco si applicano fedelmente le indicazioni esplicative del paragrafo 8.1 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24.

    Pertanto: Il trasporto di ceneri o resti ossei fra Stati non aderenti alla convenzione internazionale di Berlino, richiede le normali autorizzazioni di cui agli articoli 28 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica n. 285/1990, ma non le misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto dei cadaveri, potete quindi provvedere voi stessi con un vostro veicolo, senza ricorrere ai servizi di un’impresa di onoranze funebri.

    I Passaggi amministrativi sono i seguenti:

    1) si presenta istanza in bollo al comune di prima sepoltura (quello competente per territorio e circoscrizione) al fine di ottenere il rilascio del decreto di trasporto transfrontaliero, la cui sottoscrizione spetta al Dirigente del servizio di Polizia Mortuaria.

    2) l’Italia, per accordare questa autorizzazione al trasporto non richiede preventiva verifica dei titoli di sepoltura (in buona sostanza: dove saranno sepolte/tumulate le ossa una volta giunte in Polonia?), tuttavia è necessario il NULLA OSTA Consolare, da parte dell’Autorità Diplomatica Polacca all’introduzione di questo trasporto di ossa umane nel territorio della Polonia.

    3) Le ossa (e questa operazione deve esser certificata dalla locale AUSL) saranno raccolte entro apposita cassetta ossario, da sigillarsi mediante saldatura, così da evitare eventuali profanazioni o involontarie dispersioni durante il viaggio) con le caratteristiche tecniche di cui all’Art. 36 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    4) L’autorizzazione al trasporto dovrà recare le generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), e la destinazione finale.

    Il Titolare del decreto di trasporto, almeno sino a quando le ossa si troveranno su suolo italiano è direttamente responsabile, anche sotto il profilo penale, della loro corretta conservazione, essendo quest’ultimo da considerarsi quale incaricato di pubblico servizio.

    Attenzione: per gli atti formati in Italia, ma che debbano valere anche all’Estero è previsto l’istituto della legalizzazione. esso ha riguardo all’attestazione della legale qualità del soggetto che sottoscrive un atto e dell’autenticità della sua firma. Attualmente, è regolato dall’art. 33 D.P.28 dicembre 2000, n. 445, in via generale. Con taluni Stati, sussiste una Convenzione, fatta a L’Aja il 5 ottobre 1961, che abolisce la legalizzazione, rendendo necessaria unicamente l’apposizione della “apostille” da parte delle autorità competenti designate dallo Stato aderente per i propri atti destinati a valere al di fuori del territorio nazionale. Per l’Italia, autorità competente alla legalizzazione degli atti redatti in Italia , ma che devano produrre i propri effetti anche fuori confine, è il Prefetto-Direttore dell’UTG. Sempre per l’Italia, autorità competente per la “apostille” è sempre il Prefetto-Direttore dell’UTG. Per la verifica degli stati aderenti, si può utilizzare il seguente sito http://www.hcch.net, ricercando la Convenzione n. 12. Con altri Stati esistono convenzioni che superano, per taluni atti e documenti, anche l’esigenza della formalità della “apostille”. Sono individuabili al sito http://www.ciec1.org. La legalizzazione o, per i Paesi aderenti, la “apostille” della Convenzione de L’Aja del 5/10/1961, è effettuata previo deposito della firma presso l’Ufficio legalizzazioni della prefettura-UTG, che, di norma, ha luogo all’atto dell’assunzione della funzione o dell’attribuzione di un incarico o delega a svolgere determinate funzioni. Rispetto alla competenza del sindaco, va ricordato che il rilascio del passaporto mortuario rientra tra i compiti e funzioni, attribuite in via esclusiva ai soggetti di cui all’art. 107, comma 3 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 e succ. modif., rientrando nella previsione di cui alla lettera f), compiti che non sono derogabili (comma 4 successivo).

    Tutti gli oneri amministrativi (ad es. per la traduzione del titolo di viaggio) sono sempre a carico del richiedente.

  25. Aleksandra W

    Buongiorno. Una domanda alla quale mi serve una risposta, genilmente.
    Tra giugno e luglio, devo prendere i resti (la cassetta con le ossa) di mia Madre da uno dei Comuni Italiani e trasportarla in Polonia. Vorrei sapere se devo preparare o richiede un qualche certificato, autorizzazione dal Comune di cui sopra. Viaggeremo con la macchina dall´Italia in Polonia.
    Grazie e cordialissimi saluti. Aleksandra.

    1. Simone Argentini

      Buon giorno,
      vorrei sapere quali procedure bisogna seguire per trasferire le ceneri di mio suocero, morto in Germania lo scorso gennaio, in Svizzera dove, a quanto so, è legale aprire l’urna. Attualmente l’urna stessa è sotto la responsabilità di mio cognato, figlio del defunto e residente nel comune di Offenburg dove è avvenuto il decesso.
      Grazie e cordiali saluti.
      Simone A.

      1. Carlo

        X Simone,

        onestamente non mi occupo di diritto funerario germanico, è già abbastanza labirintica la polizia mortuaria italiana e poi non pratico né domino la lingua tedesca, così potrò esserLe poco d’aiuto, se non con qualche indicazione d’ordine generale (molto astratta!)

        A certe condizioni (dispersione delle ceneri in natura su precisa volontà del defunto e dietro rilascio di apposita autorizzazione comunale) il sigillo dell’urna può esser violato anche in Italia al fine di aprirne il coperchio e sversarne all’esterno il pietoso contenuto.

        Ad esempio: nel nostro ordinamento la Legge n.218/1995 sul diritto internazionale privato, prevede, anche per i trattamenti e le destinazioni del post mortem, un semplice rinvio alla Legge nazionale immediatamente applicabile cui, in vita, era sottoposta la persona scomparsa. So, di certo, che la Svizzera non è firmataria dell’accordo multilaterale di Berlino del 10 febbraio 1937 cui, invece, aderiscono sia Italia sia Germania.

        Bisogna valutare con quale atto di diritto internazionale Germania e Confederazione Elvetica disciplinino i trasporti mortuari. Si attivi presso la competente autorità diplomatica, Le conviene!

        Saranno comunque le locali autorità tedesche a rilasciare un lasciapassare mortuario in direzione della Svizzera, al netto di eventuali nulla osta all’introduzione del trasporto entro i propri confini nazionali richiesti dalla legge svizzera.

  26. Carlo

    X Sara,

    le procedure di estradizione dell’urna sono regolate dalle norme italiane, sin quando l’urna rimanga in ambito italiano e, per le modalità operative, si rinvia obbligatoriamente al Paragrafo 8.1) della Circolare del Ministero della Sanità n. 24 del 24/6/1993.

    Qualora le norme dello Stato di arrivo prevedano (anche) altri aspetti formali o burocratici, il trasporto dell’urna da un comune (quello risultante dall’autorizzazione alla conservazione in luogo diverso dal cimitero, c.d. affidamento) ad altro e ritorno, devono necessariamente essere oggetto di autorizzazione da parte dell’autorità comunale, in difetto della quale si applicano le sanzioni previste dall’art. 339 e dall’art. 358 comma 2 TULLSS. Occorre il nulla osta preventivo dell’Autorità diplomatica statunitense all’introduzione negli States dell’Urna Cineraria, poichè gli U.S.A. non aderiscono all’Accordo Internazionale di Berlino, senza questo preliminare atto liberatorio non è infatti, possibile formare e rilasciare l’autorizzazione al trasporto internazionale dell’urna cineraria che varrà come titolo di viaggio. Detto tutto molto semplicemente: il Comune Italiano nel cui territorio è stato autorizzato l’affido famigliare delle ceneri (la competenza è difatti sua seguendo per analogia il dettato dell’Art. 88 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285) su istanza di parte e con oneri amministrativi a carico del richiedente, dovrà redigere ed accordare il decreto di trasporto transfrontaliero delle ceneri indicando la sola destinazione finale (= gli U.S.A.). Una volta sbarcato negli U.S.A. il titolare del decreto di trasporto, con urna al seguito, dovrà provvedere in base alla Legge Statunitense per ottenere una nuova autorizzazione all’affido dell’urna presso un domicilio privato, poiché fuori del confini nazionali la normativa italiana esaurisce i propri effetti giuridici; infatti, vige pur sempre il principio di diritto internazionale di sovranità tra gli Stati riconosciuti dalla comunità internazionale e con i quali l’Italia intrattenga riconosciute ed ufficiali relazioni diplomatiche.

  27. Sara

    Buongiorno,
    avrei bisogno di alcune informazioni.
    A luglio espatrierò negli USA come residente permanente, e vorrei poter portare con me l’urna cineraria di mia mamma, che conservo presso il mio domicilio.
    Come posso fare?
    Grazie

  28. Carlo

    X Enza,

    Nei trasporti internazionali, in ingresso in Italia, per la precisione, da Stati non aderenti alla Convezione di Berlino, vale solo ed unicamente (purtroppo!) il Regolamento Statale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285 ecco il motivo di questa complicazione burocratica la quale richiede di espletare più passaggi formali, quindi, nella fattispecie si applica l’Art. 81 secondo cui la destinazione finale delle ceneri deve esser per forza un cimitero in cui, tra l’altro le ceneri vantino titolo d’accoglimento, in un sepolcro privato, perché stante il DPR n.285/1990 le ceneri possono solo esser tumulate o disperse…ma in cinerario comune, pur sempre, comunque, in cimitero, non essendo ammesse altre sistemazioni atipiche (meno classiche?), consentite, invece, da diverse Leggi Regionali ad implementazione della Legge n. 130/2001. Io procederei così, con questo escamotage: nel titolo di viaggio (impropriamente: passaporto mortuario) verrà indicato come arrivo il cimitero (rectius: la camera mortuaria dello stesso) del comune in cui le ceneri saranno poi custodite in un domicilio privato; intanto gli uffici comunali provvederanno alla redazione dell’atto d’affido cui seguirà poi, contestualmente un nuovo decreto di trasporto (-> dal camposanto in direzione dell’abitazione privata). Le ceneri saranno momentaneamente deposte in camera mortuaria (è proprio questa la funzione edittale di questo edificio ex Art. 64 DPR n. 285/1990, ossia accogliere per un breve tempo contenitori mortuari, cioè feretri cassette ossario urne, in transito). La tempistica per la consegna delle ceneri, una volta approntato l’atto di affido, è fissata, nel dettaglio, dal regolamento comunale di polizia mortuaria. Il servizio di custodia del cimitero assicurerà l’apertura dei cancelli cimiteriali per l’arrivo del trasporto funebre, anche, se necessario, garantendo la reperibilità fuori orario di accesso per i visitatori, altrimenti giuocando d’astuzia si posticiperà nel titolo di viaggio la data in cui l’urna varcherà l’ingresso del cimitero, in modo da farla coincidere con un giorno lavorativo, nel frattempo il titolare dell’autorizzazione al trasporto internazionale dell’urna, quale incaricato di pubblico servizio, non dovrà mai separarsi (ragionevolmente!) dall’urna, rimanendone, in ultima analisi, responsabile sino al suo conferimento in cimitero.

  29. Enza

    Salve,
    un parente è morto in Argentina, mentre era in vacanza con la moglie. Il corpo è stato cremato ed hanno ottenuto tutta la documentazione per il trasporto in Italia delle ceneri. E’ stata fatta richiesta però di un indirizzo cimiteriale per “la consegna” dell’urna, mentre l’intenzione di moglie e figlie è di tenerlo nella residenza coniugale. Dovendo tornare in Italia con le ceneri, devono consegnare obbligatoriamente l’urna al cimitero competente e richiederne la consegna come se fosse stata cremata in loco? Ed essendo sul certificato di trasporto indicato un cimitero, è possibile che gli venga negato di tenersi l’urna? Il Comune consente per i cremati il mantenimento in casa ed anche la dispersione delle ceneri. La consegna dell’urna entro quanto tempo dev’essere effettuata? Devono andare direttamente al cimitero dall’aeroporto? Se l’arrivo è durante giorni ed ore di chiusura degli uffici preposti, la consegna può essere rinviata al primo giorno lavorativo, tipo arrivo il venerdì sera dopo chiusura uffici e consegna il lunedì o si può ipotizzare il reato di sottrazione? Grazie a chiunque possa rispondere rapidamente.

  30. Carlo

    X Raul,

    Sua figlia era, per caso, cittadina italiana?

    Per la cremazione di cittadino straniero su suolo italiano si veda l’Art. 24 della Legge n.218/1995 (Legge sul diritto privato internazionale)

    I modi per il rilascio dell’autorizzazione alla cremazione di persona avente cittadinanza di Stato Estero sono regolate dalla relativa legge nazionale, da provare nelle forme di cui all’art. 2 e 2.bis dPR 31/8/1999, n. 394.

    Le sole norme italiane che si seguono anche nell’evenienza di persona avente cittadinanza di altro Stato sono quelle dell’art. 79 commi 4 e 5 dPR 10/9/1990, n. 285 e/o delle norme corrispondenti della L. 30/3/2001, n. 130 se ed in quanto attuabili nella regione dove la cremazione avrà luogo.

    Nella situazione rappresentata, l’autorizzazione al trasporto delle ceneri è perfezionata dalle autorità competenti del Paese di partenza, cioè da quelle italiane.

    Non trattandosi di cadavere, non rova neppure applicazione, nella sua completezza l’art. 28 dPR 10/9/1995, n. 285.

    Si tenga, però, presente quanto previsto al punto 8, secondo periodo, della circolare del Ministero della Sanita’ n. 24 del 24/6/1993, nonchè’ il conferimento delle competenze ai sindaci (leggi: dirigenti/responsabili dei servizi) in materia di passaporto mortuario (si veda anche la la circolare del Ministero dell’interno n. 4/2003).

    L’autorizzazione all’espatrio dell’urna contenente le ceneri va, quindi, accordata dall’autorità comunale.

    L’Argentina NON aderisce all’Accordo Internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937.

    La circolare del Ministero della Sanità n. 24 del 24/6/1993 ha precisato al par. 8: “La convenzione internazionale di Berlino…. non si applica al trasporto delle ceneri e dei resti mortali completamente mineralizzati fra gli Stati aderenti. Ne consegue che per questi trasporti in tali Paesi sarà il Sindaco a rilasciare l’autorizzazione al trasporto, in lingua italiana e in lingua francese. L’autorizzazione dovrà recare le generalità del de cujus, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), la destinazione. Il trasporto dell’urna (o della cassetta di resti) non è soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche stabilite per il trasporto delle salme. Il trasporto di ceneri o resti mortali fra Stati non aderenti alla convenzione internazionale di Berlino, richiede le normali autorizzazioni di cui agli artt. 28 e 29 del DPR 285/90, ma non le misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto di cadaveri.” Pertanto il trasporto di ceneri provenienti dalla cremazione fra stati aderenti alla convenzione di Berlino è libero. Dovrà però essere accompagnato dall’autorizzazione del Sindaco, in lingua ufficiale dello stato ed in lingua francese, recante le generalità, la data di morte e di cremazione devono essere raccolte in apposita urna cineraria, recante all’esterno il nome e il cognome del defunto. Il trasporto dell’urna è soggetto ad alcuna delle misure precauzionali igieniche stabilite solo per il trasporto delle salme. Invece il trasporto di ceneri fra Stati non aderenti alla convenzione di Berlino richiede le normali autorizzazioni, ma non le misure precauzionali a carattere igienico richieste per il trasporto dei cadaveri.

    Occorre il preventivo nulla osta all’introduzione dell’urna da parte dell’Autorità Consolare Argentina.

    Per la legalizzazione della documentazione da presentare si veda l’Art. 33 comma 3 DPR n.445/2000.

    L’eventuale traduzione dell’atto in lingua straniera (di solito il francese) è a carico del richiedente.

  31. Raul

    Vorrei sapere tutta la documentazione necesaria che mi serve,perche intendo cremare la salma della mia figlia per poi portarla con me ad Argentina in aereo,e non vorrei avere problemi con la urna nei controlli doganali,ne in Italia ne in Argentina,e se debo tradurre qualche certificato.
    grazie

  32. Carlo

    X Josefina,

    Il trasporto di ossa umane e di resti mortali assimilabili non è soggetto, in base all’art. 36 del DPR 285/90 – Regolamento di polizia mortuaria nazionale alle misure precauzionali ed igieniche previste per il trasporto delle salme. Si ritiene pertanto che non sia necessario l’utilizzo di apposita autofunebre e il trasporto possa essere effettuato anche parte di un privato cittadino. Le ossa ed i resti mortali assimilabili devono essere raccolti in una cassetta di zinco, con spessore non inferiore a 0,660 mm., saldata e recante le generalità del defunto. In caso di resti mortali non identificabili sarà sufficiente indicare il luogo e la data del rinvenimento degli stessi. Restano in ogni caso ferme le autorizzazioni previste dagli artt. 24 (trasporto entro l’ambito del comune in luogo verso dal cimitero o fuori dal Comune), 27 (trasporto da o per uno degli Stati aderenti alla convenzione internazionale di Berlino), 28-29 (trasporto da o per uno degli Stati non aderenti alla convenzione internazionale di Berlino) del DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Non viene richiesta la conferma dell’amministrazione del cimitero competente circa l’accettazione della salma per la sepoltura, quando il morto aveva residenza nel Comune di sepoltura o diritto ad essere sepolto in una tomba in un qualunque cimitero italiano.
    È invece occorrente in ogni altro caso.
    La rappresentanza diplomatica dell’Italia deve essere avvisata su ogni trasporto funebre previsto. In tale occasione potrà essere chiarito se l’autorizzazione di trasporto è legata a determinate condizioni e se un incaricato della rappresentanza sarà presente alla deposizione delle ossa nell’apposita cassetta ai sensi dell’Art. 36 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria.

    Per casi in cui occorra autenticare un atto pubblico si fa riferimento alla Convenzione dell’Aia del 5 ottobre 1961 “Convenzione internazionale riguardante l’abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri”, salve altre convenzioni contenenti clausole di miglior favore.

    Nel caso rappresentato, l’autorizzazione al trasporto delle ossa è rilasciata dalle autorità competenti del Paese di partenza, cioè dall’Argentina. Non trattandosi di cadavere, non troverebbe neppure applicazione l’art. 28 dPR 10/9/1995, n. 285 , ma tuttavia, avendo presente quanto previsto al punto 8 secondo periodo, della circolare del Ministero della sanita’ n. 24 del 24/6/1993, nonché il conferimento delle competenze ai sindaci (leggi: dirigenti/responsabili dei servizi) in materia di passaporto mortuario (si veda anche la circolare del Ministero dell’interno n. 4/2003), l’autorizzazione all’introduzione della cassetta ossario va accordata dall’autorità amministrativa del Comune dove insiste il cimitero italiano di destinazione ultima.

  33. Josefina Scalise

    Dovrei portare in Italia i resti ossei di mio padre morto in Argentina, come devo fare??? Grazie mille!

  34. Carlo

    X Federico,
    Lei mi chiede, quindi, se sia possibile spedire l’urna cineraria attraverso posta o un semplice corriere, cioè tramite un “vettore”.

    E perché no?
    Si consideri l’art. 34 comma 2 dPR 10/9/1990, n. 285.

    Il trasporto delle ceneri derivate dalla completa cremazione di un feretro è soggetto alle normali autorizzazioni amministrative per il rilascio del titolo di viaggio, ma non alle precauzioni igienico sanitarie dettate dal regolamento nazionale di polizia mortuaria, necessarie, invece, per il trasferimento di salme e cadaveri, a questa conclusione si addiviene attraverso il combinato disposto tra l’Art. 80 comma 5 DPR n. 285/1990 e l’Art. 3 comma 1 lett. f) Legge n. 130/2001. Si tralascia volutamente il caso, invero piuttosto remoto e rarefatto, di ceneri contaminate con nuclidi radioattivi, per cui troverebbe applicazione il D.LGS 257/2001. Per facilitare eventuali controlli il decreto di trasporto dovrà sempre accompagnare l’urna, durante tutto il tragitto, sino alla sua destinazione finale.

  35. Federico

    Buona sera, il trasporto può essere effettuato anche da comuni corrieri, ovviamente dichiarando il contenuto e con le dovute precauzioni?

  36. Carlo

    X Michele,

    Il metodo di confezionamento idoneo per le cassette di resti ossei da destinare alla cremazione è il seguente:

    È d’obbligo racchiudere le ossa in cassetta di zinco, così come definita dall’art. 36, comma 2 del D.P.R. 285/90.
    Giunti a destinazione la cassetta di zinco viene eliminata e le ossa riposte in un contenitore di legno, cartone o altro materiale facilmente combustibile e cremate.

    Per favorire il trasbordo, si consiglia di inserire le ossa prima della partenza all?interno di un sacchetto di plastica, poi nella cassetta di zinco; questo per evitarne la diretta manipolazione nel successivo trasferimento. È anche possibile che il contenitore di ossa sia contenuto nella cassetta di zinco fin dall?origine. Ad esempio si può usare un contenitore di cartone in cui vengono inserite le ossa e poi il tutto inserito nella cassetta di zinco. Non essendovi problemi dal punto di vista igienico-sanitario, le cassette di zinco di resti ossi possono essere consegnate ai privati familiari previa autorizzazione al trasporto rilasciata dall’ufficio comunale della polizia mortuaria, quindi al trasporto alla volta del forno crematorio può provvedere lo stesso famigliare del de cuius, senza bisogno di avvalersi di un’impresa funebre, purchè questi (cioè il famigliare) sia titolare del decreto di trasporto ex Artt. 23 e 24 DPR n. 285/1990, in cui sia specificato:

    1) il trasportatore
    2) l’oggetto del trasporto (le ossa)
    3) Il veicolo impiegato
    4) la destinazione (= l’impiano di cremazione prescelto)
    5) il tragitto che si andrà a percorrere

    All’atto dell’esumazione gli oneri per la fornitura della cassetta di zinco di cui all’Art. 36 DPR n. 285/1990 sono a carico di chi la richieda in funzione del trasporto fuori del perimetro del cimitero di prima sepoltura.

    E’,infine, il gestore del cimitero, ossia colui che materialmente attende all’operazione cimiteriale, a procurare per conto dei famigliari del de cuius la suddetta cassetta di zinco, di solito, almeno è così, altrimenti bisognerà rivolgersi ad un’impresa funebre fermo restando che il trasporto dell’ossame potrà esser garantito anche da un soggetto diverso rispetto all’agenzia di pompe funebri.

  37. Michele

    Salve,
    “io dovrò” riesumare mio fratello, la data è già stata fissata dal Comune.
    Premesso che la sepoltura legale è assolta (20 anni fa la tumulazione, 10 anni inumato e risepolto per la decomposizione dei resti mortali), e supposto che rimanga finalmente unicamente ossame, posso (previo appuntamento col forno crematorio, e tutte le autorizzazioni del caso richieste alla Polizia mortuaria/Stato Civile) occuparmi personalmente del trasporto (evitando le Pompe funebri) fino al Forno crematorio?
    Chiedo inoltre, per cortesia, chi deve occuparsi di procurare un contenitore per l’ossame?

  38. Carlo

    Girovagando sul web, mi sono imbattutto in quest’interessante quesito:

    Si presenta, presso l’ufficio di polizia mortuaria del comune di XYZ una cittadina straniera di origine argentina chiedendo la disponibilità di un manufatto per la tumulazione delle ceneri del coniuge deceduto e cremato all’estero, La sola documentazione in possesso della signora consiste nel certificato di morte e di cremazione del coniuge (in lingua spagnola). Essa, ha provvisoriamente consegnato ex Art. 81 DPR n.285/1990, l’urna in cimitero

    Nella situazione rappresentata sembra mancare la necessaria autorizzazione al trasporto, dall’estero in Italia, delle ceneri del defunto. Come provvedere per evitare l’impasse e rilasciare, comunque, l’autorizzazione ex Art. 50 comma 1 lett. c) DPR n.285/1990 valevole come titolo di accoglimento?

    In effetti, la procedura non pare affatto corretta, è possibile regolarizzarla ex-post, “in sanatoria”?

    Mi sovviene una possibile risposta: in linea generale, al momento dell’accettazione in cimitero, dovrebbero essere stati prodotti i “titoli di viaggio”, cioe’ quanto e’ stato utilizzato al fini dell’introduzione nello Stato dell’urna “in arrivo”.

    Trattandosi, però, di documenti formati dalle Autorità del Paese di “partenza”, cioè dell’Argentina (e, poichè alle urne non si applica l’art. 28 dPR 285/1990 per analogia con il paragrafo 8.1 Circ. MIn. n.24/1993) non e’ immediatamente individuabile di quale documentazione avrebbe dovuto trattarsi, ma, comunque, occorre pur sempre un atto tale da legittimare il trasporto.

    Non trattandosi di introduzione di feretro, ma di semplice una cineraria, tenderei, “forse” ad escludere, per le possibili sanzioni amministrative l’art. 358 Regio Decreto n.1265/1934, così da considerare il solo art. 339 T.U.LL.SS.

    Il “forse” e’ motivato da questa considerazione: il titolo di viaggio alla partenza del trasporto funebre di urna cineraria (chiamiamolo così) evidentemente, era ed è regolato dalla legge del luogo di partenza/provenienza e, probabilmente, nulla esclude che la documentazione possa anche essere stata considerata, in partenza, idoneo titolo di viaggio.

    Applicandosi, forse (come visto), l’art. 339 TULLSS, dovrebbe provvedersi nei confronti del soggetto che ha, materialmente, consegnato l’urna cineraria in cimitero (ma potrebbero anche essere prescritti i termini per la contestazione immediata).
    Lascerei perdere, ormai, questi aspetti e valuterei solo se l’urna cineraria abbia diritto (a mente dell’art. 93, 1 DPR 10/9/1990, n. 285) ad essere accolta in quel dato sepolcro. E cio’ potrebbe anche essere “sanabile” a posteriori.

  39. Carlo

    X Michi,

    Gli atti di disposizione su salme, cadaveri, resti mortali, ossa o ceneri attengono ai cosidetti diritti della personalità (qualche giurista ragiona, invece, in termini di diritti personalissimi) e ai sensi dell’Art. 117 lettere I) L) M. Cost così come riformulato dalla Legge di Revisione Costituzionale n. 3/2001 sono disciplinati solo dalla Legge Statale che con l’Art. 79 comma 2 DPR n.285/1990 per le operazioni di polizia mortuaria prescrive il criterio di poziorità (= potere di scelta + priorità nel decidere). Esso quando vi siano più parenti dello stesso grado, proprio per evitare possibili dissidi e contrasti destabilizzanti per il buon governo del cimitero, richiede, appunto, in via cautelativa, l’unanimità.
    Tuttavia, il regolamento comunale (dopo tutto in materia di polizia mortuaria l’ente locale ha una potestà regolamentare di rango costituzionale ex Art. 117 comma 6 III Periodo Cost. ) potrebbe prevedere una procedura di questo tipo (valida, ovviamente, dopo l’omologazione ministeriale giusta l’Art. 345 Testo Unico Leggi Sanitarie), articolata nei seguenti punti specifici

    1) Chi domanda un servizio qualsiasi (trasporti, inumazioni, cremazioni, imbalsamazioni, esumazioni, traslazioni, ecc.) od una concessione (aree, archi, loculi, nicchie, ecc.) o l’apposizione di croci, lapidi, busti) o la costruzione di tombini, edicole, monumenti, ecc.), s’intende agisca in nome e per conto e col preventivo consenso di tutti gli interessati.

    2) In caso di contestazione l’Amministrazione s’intenderà e resterà estranea all’azione che ne consegue.

    3) Essa si limiterà, per le vertenze in materia, a mantenere fermo lo stato di fatto fino a tanto che non sia raggiunto un accordo fra le parti o non sia intervenuta una sentenza del Giudice di ultima istanza, passata in giudicato.

    Bisogna, innanzitutto, stabilire se la mancanza del consenso da parte di fratelli e sorelle sia un dissenso scritto e motivato oppure consista in un puro disinteresse.

    Se vi è disinteresse, cioè l’animus inequivocabile e protratto oltre un certo tempo di “fregarsene bellamente” nulla osta alla traslazione dei resti e si proceda pure.

    Se vi è contrarietà motivata occorre comprenderne la natura, anche perchè, altrimenti, i resti provenienti da esumazione sarebbero avviati a destinazione massiva ed anonima, ossia in ossario comune.

    Se, invece, non vi sono motivi più che validi (ad es. volontà del de cuius di permanenza in un sepolcro anziché in un altro) non si vede perché non consentire l’affiancamento delle mortales exuviae dei due coniugi defunti, in una stessa sepoltura privata e dedicata.In effetti è un principio fondativo e, quindi, implicito nel nostro ordinamento nazionale di polizia mortuaria, la tutela dei sentimenti di pietas e compassione verso i propri cari scomparsi.

    Si segnala inoltre che la pretura di Genova (decreto 30/12/95) Est. Belfiore ha sancito che: “Non sussiste turbativa del possesso quando un congiunto del concessionario originario tumula nel sepolcro “familiare” la propria madre (moglie di un figlio del fondatore del sepolcro), pur senza il consenso degli altri contitolari e senza dare a questi ultimi preventivo avviso del seppellimento, avendo anzi mendacemente comunicato all’autorità comunale cemeteriale che i compossessori avevano acconsentito all’inumazione”. La massima, con il decreto per esteso ed il commento, è pubblicato sul trimestrale “Il diritto di famiglia e delle persone”, Ed. Giuffré, Anno 1997, Gennaio-Marzo (pag. 223 e segg.).

  40. Michi

    Salve
    Grazie per le informazioni precise, scrivo in merito a questo punto:
    1) consenso degli aventi titolo, individuati secondo il criterio della consanguineità con il de cuius, a disporre del cadavere del de cuius stesso dopo il primo periodo di sepoltura legale. Il coniuge superstite ha titolo privilegiato, mentre, in assenza di quest’ultimo, tra più famigliari dello stesso grado occorre l’unanimità.
    Mi spiego. Mia mamma e mio padre sono sepolti presso il cimitero di Ottaviano (Na) mia madre è morta da tanto mio padre deve ancora esser riesumato, allo scadere degli anni di spoltura “a terra” volevo traslare le loro salme nel cimitero di San Gennaro Ves (Na) presso il quale ho acquistato un loculo. Sono la primogenita di 4 figli ma i miei fratelli e sorelle non sono ben disposti all’operazione, pur non avendo alternative da proporre al momento della riesumazione del corpo di mio padre.
    Posso imporre la mia volontà per lo spostamento o sono vincolata all’unanimità?
    Grazie!

  41. Carlo

    X Svetlana,

    Il trasporto ceneri tra Stati Sovrani, purchè autorizzato è sempre possibile e, pertanto LEGALE.
    Il trasporto di ceneri o resti mortali fra Stati non aderenti alla convenzione internazionale di Berlino, richiede le normali autorizzazioni di cui agli articoli 28 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica n. 285/1990, ma non le misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto dei cadaveri.

    La Moldavia non aderisce alla Convenzione Internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937, pertanto tutta la procedura è chiaramente spiegata dal paragrafo 8.3 della circolare ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 esplicativa del regolamento nazionale di polizia mortuaria approvato con DPR n. 285/1990. Occorre, così, una particolare autorizzazione, quale titolo di viaggio, in cui siano indicati: generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), la destinazione, ovvero il titolo di accoglimento in un sepolcro (potrebbe esser anche il caso, laddove ammesso, dell’istituto dell’affido familiare o personale delle ceneri) posto sotto la giurisdizione italiana (si tratta del cosiddetto Jus Sepulchri).

    L’istanza deve esser inoltrata tramite l’Autorità Consolare Italiana che trasmette tutta la documentazione al comune dove l’urna è diretta, il quale, poi, rilascia l’autorizzazione all’ingresso sul proprio territorio del trasporto funebre.

    Quindi: l’autorizzazione al trasporto dell’urna non rientra nelle previsioni di tale disposizione ed essa e’ regolata unicamente dalle norme dello stato di partenza. In altre parole, e’ sufficiente l’autorizzazione al trasporto dell’urna rilasciata dalle autorita’ locali, in conformita’ alla loro legislazione (meglio se tale autorizzazione sia scritta (o, eventualmente, tradotta) anche in lingua francese (almeno, tenendosi conto, analogicamente e nella ‘direzione’ opposta, delle indicazioni del punto 8.1) della circolare del Ministero della sanita’ n. 24 del 24/6/1993, per quanto applicabile).
    Se il trasporto debba avvenire per via aera, andranno osservate anche le disposizioni in materia di trasporto di urne cinerarie dettate dall’ICAO.

  42. Svetlana

    Salve, vorrei chiedere, se e’ possibile e legale trasportare delle ceneri di una persona defunta dalla moldavia all italia, e in che modo si devono trasportare, e soprattutto che documenti bisogna avere per portare con se le ceneri ?
    Grazie

  43. Carlo

    Gentile Enzo,

    Il trasfermento di un feretro da un cimitero ad un altro si chiama, in gergo “necroforese”, TRASLAZIONE.
    Perchè si deliberi la traslazione da parte del competente ufficio della polizia mortuaria occorre presentare domanda per: estumulazione, trasporto funebre di feretro e tumulazione nella nuova tomba versando le corrispettive tariffe comprensive di diritti fissi e diritti di segreteria, in quanto tutti questi servizi sono pur sempre a titolo oneroso.

    Tutti i trasporti funebri (di salme, cadaveri, ossa, ceneri, esiti da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo) sono soggetti ad autorizzazione comunale (Artt. 24, 27, 28 e 29 DPR 285/90), ma se per ossa e ceneri non si rileva alcuna criticità sotto il profilo sanitario più problematico è il trasporto di cadavere quando per la presenza di parti molli si verifichi la percolazione nell’ambiente esterno di liquami cadaverici con la produzione di miasmi nauseabondi.

    Si dovranno, quindi, adottare tutte le misure di cui all’Art. 88 DPR 285/90: ossia il trasporto dal cimitero “a quo” (cioè quello di partenza da cui muoverà il trasporto stesso) sarà possibile solo dopo che il personale in servizio presso il camposanto avrà verificato la perfetta tenuta stagna del feretro ai miasmi cadaverici racchiusi al suo interno, altrimenti sempre ex Art. 88 DPR n.285/1990 si procederà al rifascio della bara eventualmente lesionata con un nuovo cassone esterno di zinco.

    Per trasportare i cadaveri occorrono particolari mezzi (le cosiddette autofunebri), con caratteristiche tecniche specificate dall’Art. 20 DPR 285/90, mentre per urne cinerarie e cassette ossario, non sussistendo pericoli d’infezione, possono provvedere gli stessi famigliari oppure una ditta di normali autotrasporti.

    Anche per i trasporti internazionali valgono questi principi, come sottolineato anche dalla circolare esplicativa n. 24 al regolamento nazionale di polizia mortuaria emanata dal Ministero della sanità il 24 giugno 1993.

    La richiesta di traslazione si sostanzia in questi quattro passaggi fondamentali:

    1) consenso degli aventi titolo, individuati secondo il criterio della consanguineità con il de cuius, a disporre del cadavere del de cuius stesso dopo il primo periodo di sepoltura legale. Il coniuge superstite ha titolo privilegiato, mentre, in assenza di quest’ultimo, tra più famigliari dello stesso grado occorre l’unanimità.

    2) assenza di disposizioni contrarie del de cuius o del fondatore del sepolcro a che il feretro in questione possa esser rimosso dalle cella in cui fu murato (è il caso delle cosiddette “tombe chiuse”, ossia di quei sepolcri nel cui atto di concessione siano specificati particolari obblighi a mantenere un determinato cadavere nell’avello in cui fu precedentemente tumulato sino alla scadenza della concessione) Questo principio è stato ribadito anche dalla giurisprudenza. Si veda a tal proposito T.A.R. Emilia Romagna, Sez. Bologna, 31 ottobre 1988 n.. 373 La riduzione delle salme nel sepolcro familiare può essere vietata ove ciò risponda ad una precisa volontà in tal senso del fondatore o dei suoi aventi causa..[omissis].

    3) titolo di accoglimento del feretro nel cimitero di nuova destinazione: deve, quindi, esser preventivamente dimostrato lo jus sepulchri.

    4) autorizzazione comunale al trasferimento del cadavere o delle sue trasformazioni di stato (semplice ossame, esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo causato dall’insorgere di mummificazione, saponificazione o corificazione verso una nuova destinazione ritumulazione, inumazione in campo inconsunti per almeno 5 anni (bastano 2 anni se il prodotto da mummificazione, saponificazione o corificazione è addizionato con sostanze biodegradanti) oppure cremazione. Per il solo ossame vale quanto detto prima (ossario comune o raccolta delle ossa in cassetta ossario).
    Tutte le istanze di parte rivolte alla Pubblica Amministrazione volte ad ottenere il rilascio delle relative autorizzazioni di polizia mortuaria sono soggette, sin dall’origine ad imposta di bollo.
    Tutti i trasporti funebri sono sono vincolati alla regola della tipicità, ovvero debbono sempre specificati:

    a) L’oggetto del trasporto (bara, urna, cassetta ossario contenitore per resti mortali)
    b) L’incaricato del trasporto (colui che prende in consegna l’oggetto del trasporto)
    c) Il luogo di partenza (il deposito d’osservazione, l’abitazione del de cuius, il servizio mortuario ospedaliero…)
    d) Quello d’arrivo (il cimitero, il crematorio, un sepolcro privato posto fuori del recinto cimiteriale, una tumulazione privilegiata, l’estero…….)

    La lettera della legge individua nel sindaco il soggetto istituzionale preposto al rilascio delle autorizzazioni ad trasporto, ma dopo la Legge 142/90 e sopratutto ai sensi del Decreto Legislativo 267/2000 (Nuovo ordinamento enti locali) ci si deve riferire al dirigente dei servizi di polizia mortuaria comunali (di solito sono accorpati con i servizi demografici/Stato Civile) oppure al funzionario incaricato per comuni privi di figure dirigenziali.

    Tutte le autorizzazioni ai trasporti funebri, siano all’interno del Comune o in partenza da questo per il territorio nazionale o per l’estero, sono assoggettate all’imposta di bollo, nella misura di €. 14,62, come recentemente aggiornata dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 24 maggio 2005.
    Lo ha definitivamente chiarito la Risoluzione 75/E del 3 giugno 2005, dell’Agenzia delle Entrate.

    I tempi tecnici non dovrebbero esser lunghissimi.

    All’operazione con oneri a carico del richiedente (rimozione della lapide, smuratura del tamponamento di solito costutuito da mattoni o lastra in cemento, estrazione delle cassette ossario, delle urne o della cassa) sovrintende l’incaricato del servizio di custodia, egli redige il verbale ed annota la traslazione sui registri cimiteriali.

    L’incaricato del trasporto ( deve esser necessariamente un’impresa funebre, perchè è il solo soggetto a poter disporre di un’autofunebre) durante il tragitto deve sempre esser muinito del decreto di trasporto, ossia dell’autorizzazione al trasporto stesso che sarà consegnato al custode del cimitero d’arrivo.

    Il comune di partenza comunica al comune d’arrivo il decreto di trasporto (Art. 24 DPR 285/90) e deve sincerarsi sul titolo di accoglimento del feretro, dell’urna o della cassetta ossario emesso dallo stesso comune d’arrivo ai sensi dell’Art. 50 DPR 285/90.

    Esempio: il comune x non autorizza il trasporto funebre di y perchè il comune di z non sa ancora dove e come y verrà sepolto.

    Ci sono due modi per implementare queste operazioni:

    Gli aventi titolo a disporre del feretro si recano nel comune dove i resti sono sepolti ed in prima persona attendono al disbrigo delle pratiche
    Ci sia affida ad un’impresa funebre di fiducia, essa essendo anche agenzia D’AFFARI ai sensi del Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza autorizzata, pertanto, ad occuparsi degli adempimenti amministrativi per conto della propria clientela si attiverà, presso il comune competente per tutto il processo autorizzatorio.
    Il comune che deve predisporre l’autorizzazione all’estumulazione ed al trasporto è quello dove fisicamente sono sepolti i resti da traslare.

  44. enzo

    ciao volevo avere delle info…mia moglie e’ morta 5 anni fa ed e’ sepolta in un fornetto a roma (prima porta cimitero flaminio) mi sono trasferito da poco a nettuno (RM) e vorrei trasferire la sua salma al cimitero di nettuno appunto per averla piu’ vicina e’ possibile? e come fare?
    grazie enzo-

  45. beatrice

    salve!!!
    avrei bisogno di informazioni importanti e urgenti.
    il fratello di mia madre è morto stanotte nella repubblica domenicana dove era domiciliato.
    volevo sapere cosa devo e dove devo informarmi riguardo al trasporto in italia!
    grazie attendo risposta in breve tempo possiblie.
    grazie ancora

  46. Carlo

    Tutti i trasporti funebri o, meglio, i luoghi (il cimitero, l’ara crematoria, un sepolcro privato posto fuori del recinto cimiteriale, una tumulazione privilegiata…) in cui sia possibile trasferire un feretro, un’urna, una cassetta ossario presentano la caratteristica della tipicità, perchè preventivamente debbono esser individuati: dalla Legge in modo generale ed astratto oppure, di volta in volta con apposita autorizzazione per casi particolarissimi (si pensi alla collocazione atipica di un’urna presso un domicilio privato oppure un tempietto appositamente edificato fuori del perimetro cimiteriale presso la sede di un ente morale). Il trasporto delle ceneri è disciplinato dal combinato disposto tra gli Artt. 24, 27, 28, 29 ed 80 comma 5 DPR n.285/1990 e, siccome detto trasporto interessa più regioni, laddove vi siano rapporti di extraterritorialità, vale e si applica unicamente la normativa sui trasporti funebri dettata dal Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria approvato, appunto, con DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Debbono, quindi esser preventivamente definiti nel decreto di trasporto:

    1) Oggetto del trasporto (salma, cadavere, ossa, resti mortali, ceneri, parti anatomiche riconoscibili)
    2) Addetto al trasporto ex paragrafo 5.4 Circ. MIn. n.24/1993. (ossia, in questo frangente, chi prende in custodia l’urna? Chi la porta materialmente, Con quale mezzo o veicolo?) Chiunque egli sia è da intendersi come incaricato di pubblico servizio ex Art. 358 Codice Penale.
    3) Luogo (di partenza, di arrivo, di sosta intermedia ex Art. 24 comma 3 DPR n.285/1990).

    Per il trasporto delle ceneri bastano:

    1) Urna infrangibile e sigillata (D.M. 1 luglio 2002 e paragrafo 41 punto 1 lettera d) Circ.Min. n.24/1993) recante gli estremi nanagrafici del defunto.
    2) Autorizzazione al trasporto stesso compilata con tutti i dati amministrativi (Artt. 36, 80 comma 5 DPR n.285/1990 e, induttivamente, paragrafo 8 Circ. MIn. n.24/1993).

  47. Edoardo

    Salve,
    devo trasferire l’urna delle ceneri di mio zio da Bari a Roma. Esiste secondo voi la possibilità di trasportarla con un corriere o farsela spedire dal cimitero stesso? (con tutte le cautele)? Grazie, io arriverei direttamente dal Belgio a Roma in aereo e cio’ mi eviterebbe di andare a Bari.
    Grazie e saluti

  48. Carlo

    SE si è già perfezionato il titolo di accoglimento delle ceneri in un cimitero italiano, titolo assolutamente necessario, per altro, al fine di autorizzare l’introduzione dell’urna nel territorio nazionale italiano, come mi pare sia già avvenuto attraverso la concessione di una nicchia ossario, si procede in questo modo:

    L’Austria aderisce alla Convenzione Internazionale di Berlino, siglata il 10 febbraio del 1937, e recepita nell’ordinamento italiano con R.D. 1/7/37 n. 1379.

    L’accordo di Berlino non si applica al trasporto delle ceneri, come esplicitamente previsto dall’art. 11 dello stesso accordo, e questo perché non vi sono rischi sanitari. Occorre, in via generale, autorizzazione dell’Autorità Locale Austriaca in lingua ufficiale dello Stato ed in lingua francese, recante le generalità, la data di morte, di cremazione, la destinazione delle ceneri (= titolo di accoglimento di cui sopra).

    E’ necessario, invece, verificare che sia sigillata l’urna per evitare la profanazione della stessa (lettera d) del comma 2 del par. 14.1 del circ. Min. Sanità n. 24/93).

    Pertanto il trasporto di ceneri provenienti dalla cremazione fra stati aderenti alla convenzione di Berlino è libero.

  49. Freddy

    Domanda: Quali documenti ho bisognio per portare una urna di un cittadino austriaco dall AUSTRIA Tirolo all ITALIA a Caravaggio (BG),Il consolato austriaco mi dice che fanno tutto le imprese funebri, (come si fanno a capire con la lingua?) La impresa funebre Austriaca mi da un certificato di morte internazionale e uno a me per l’ affidamento del urna. L’ urna la spediscono per posta al impresa funebre italiana o la consegnano a me! In italia sia comune che impresa vogliono certificato di morte INTERNAZIONALE piu un Passaporto mortuario.
    N:B: Ho il permesso dal comune Italiano e sono gia in posseso di un ossario a nome di questa persona.Spero vivamente in un vostro AIUTO
    MILLE GRAZIE

  50. Carlo

    Gentile Rodrigo,

    così con queste scarne e lacunose informazioni non riesco proprio ad aiutarLa: potrebbe esser più preciso?. Perchè il Comune nega l’estumulazione? C’è, a tal proposito una specifica norma nel regolamento comunale di polizia mortuaria? In questo caso bisognerebbe impugnare dinnanzi al Giudice Amministrativo il provvedimento di rifiuto ed il relativo regolamento comunale di polizia mortuaria.

  51. rodrigo

    regione calabria provincia di cosenza.
    Vorrei chiedere a chi mi posso rivolgere nel caso in cui il comune neghi l’estumulazione delle ossa di mio padre morto nel 1951. Dato che dovrei ricostruire i loculi ormai datati. grazie

  52. Paola

    Grazie della risposta. No, la sottrazione di urna in senso stretto non c’è stata. Dopo averla ritirata (l’impianto di cremazione si trova a 100 chilometri dal comune ove risiedeva mia madre, e in un’altra provincia), la zia l’urna se l’è portata a casa, poi ha chiamato l’impresa funebre (che gestisce anche i cimiteri della nostra zona) e ha preso accordi per la tumulazione. Dal momento della consegna al momento in cui l’urna è effettivamente arrivata nelle mani dell’impresa funebre per essere deposta sono passate forse 18 ore. Vi ringrazio per le utili informazioni. Buon lavoro

  53. Carlo

    Gentile Paola,

    dinnanzi a tanta scelleratezza c’è solo una parola nè offensiva nè blasfema per definire tanto scempio di ciabattoneria, pressapochismo e superficialità pacchiana: gli addetti dell’impianto di cremazione sono stati degli emeriti… “CIALTRONI”!!! (e dico ciò senza nessuna intenzione d’ingiuria gratuita, appalesando solo un mio stato d’animo afflitto da profondo sconforto per come si sta riducendo la mia amata polizia mortuaria in Regione Lombardia).

    Vabbè, all’orrore non v’è mai fine, dunque facciamoci coraggio, SURSUM CORDA, quindi in alto i cuori ed addentriamoci in “medias res”:

    1) in relazione all’Art. 2, comma 461, L. 24 dicembre 2007, n. 244);senza considerare la D.G.R. lombarda 8/4642 del 4 maggio 2007,a proposito degli impianti di cremazione, ogni crematorio, come avviene, per esempio nell’esperienza torinese, dovrebbe dotarsi di una carta dei servizi, così da instaurare un rapporto improntato alla massima trasparenza e correttezza con gli utenti dei servizi funerari.

    2) La violazione, sempre che sussista la fattispecie in questione (= affidamento illegittimo, cioè “sine titulo”), in questo caso, è senz’altro di tipo amministrativo, interessando sia l’allegato 6 della Delibera n.20278/2005 sia il Regolamento REgionale n.6/2004 cos’ come modificato dal REg. Reg. n.1/2007) Il caso di specie è sanzionato, se il fatto non costituisce reato ( come, ad esempio sottrazione di urna cineraria agli aventi diritto) in via amministrativa dall’Art. 77 della Legge Regionale 30 dicembre 2009 n. 33 Testo Unico Leggi Regionali Regione Lombardia.

  54. Paola

    Salve, Vi scrivo dalla Lombardia. Mi rifaccio ad un caso analogo a quello di Claudia del giugno 2010, ossia il fatto che una sorella di mia madre (che è morta due mesi fa), senza alcuna autorizzazione in mano, ha ricevuto le ceneri di mia madre dall’Impianto di cremazione in base solo della sua parola sul vincolo di parentela con la defunta. Come è possibile che siano stati così superficiali? A chi devo denunciare questo fatto? Al Comune, che ha stilato il decreto di trasporto dell’urna a nome dell’impresa funebre? O devo sporgere regolare denuncia ai carabinieri? Oppure, trattandosi di un reato punito amministrativamente, alla guardia di finanza/ufficio delle entrate? Grazie per la risposta

    1. Redazione Autore articolo

      x Paola
      Ogni trasporto di urna cineraria deve essere autorizzato dal comune (o con il decreto che autorizza la cremazione e il successivo trasporto delle ceneri, o con la sola autorizzazione al trasporto dell’urna da un posto ad un altro).
      PER IL TRASPORTO VALGONO LE NORME STATALI (COSì DICE L’ARTICOLO 35 DEL REGOLAMENTO REGIONALE 6/2004). E quindi articolo 26 del DPR 285/90.
      Se la destinazione delle ceneri è la dispersione o l’affidamento vi è un medello specifico approvato dalla Regione. negli ialtri casi è una autorizzazione comunale.
      Se si ha violazione di una norma statale, si applica il regime sanzionatorio previsto dall’articolo 107 del DPR 285/90.
      Se invece la violazione concerne specifivhe normme regionali si applicano le sanzioni stabilite dalla norma regionale.
      Circa la segnalazione, per l’irrogazione dell’eventuale sanzione, è da fare al comune da cui è partita l’urna cineraria priva di autorizzazione al trasporto (che è poi quello sede del crematorio (normalmente) .
      Il gestore di crematorio, essendo incaricato di pubblico servizio, è tenuto a verificare la presenza dei titoli autorizzatori.
      Circa la rilevanza penale, si tratta di vedere se vi è stata o meno sopttrazione di urna cineraria, ma ci pare improbabile, alla luce di quanto da lei esposto.
      L’urna dove è andata? in quale cimitero?

  55. Carlo

    Lo Stato Francese, per i trasporti funebri internazionali (di cadaveri, resti morali, ossa o ceneri), aderisce alla Convenzione di Berlino del 10 febbraio 1937 approvata e resa esecutiva in Italia con regio decreto 1 luglio 1937, n. 1379.

    Si applica, pertanto, il paragrafo 8.1 della Circolare Ministeriale esplicativa del REgolamento Nazionale di Polizia Mortuaria il quale, per il solo trasporto di ceneri oppure resti mortali completamente scheletrizzati…….DISAPPLICA il dettato dello stesso Accordo di Berlino fra gli Stati aderenti.

    Ne consegue che per questi trasporti di ceneri in tali Paesi sarà l’Autorità Comunale (prima il Sindaco, ora il Dirigente ex Art. 107 comma 3 lettera f) D.LGS n.267/2000) a rilasciare l’autorizzazione al trasporto, in lingua italiana e in lingua francese. L’autorizzazione dovrà recare le generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), la destinazione. Il trasporto dell’urna (o della cassetta dei resti) non è soggetto ad alcuna delle prescrizioni precauzionali igienico-sanitarie stabilite per il trasporto dei cadaveri.

    Invece, il trasporto di ceneri o resti mortali fra Stati non aderenti alla convenzione internazionale di Berlino, richiede le normali autorizzazioni di cui agli articoli 28 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica n. 285/1990, ma non le misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto dei cadaveri.

  56. didi

    buonasera a tutti. Mio padre è deceduto luglio 2011 nelle provincia di TREVISO IN vENETO.
    Ora le sue ceneri sono custodite in casa; e vorremmo trasferirle in francia visto che lui ci ha vissuto buana parte della sua vita e tutta la famiglia conta trasferisi in francia.come dobbiamo fare? é vera la storia delpassaporto?

  57. Carlo

    Conviene rivolgersi ad un’impresa funebre, o, magari a diverse agenzie, per un preventivo.

    Noi, volutamente non rilasciamo informazioni sui prezzi, siccome essi variano non poco su base locale.

    Ad ogni modo; tutte le operazioni soggette a tariffazione, per condurre a termine una traslazione sono:

    1)Richiesta di esumazione in bollo da produrre all’ufficio comunale della polizia mortuaria
    2)esumazione (a titolo oneroso ex Art. 1 comma 7bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26)
    3)smaltimento rifiuti cimiteriali ex DPR n.254/2003
    4) fornitura di un nuovo cofano (di solo legno??? di Legno e zinco???)
    5)confezionamento del nuovo feretro, in rapporto al trasporto ed alla destinazione del resto mortale, somministrato da impresa funebre di fiducia.
    6) trasferimento del feretro debitamente sigillato verso il cimitero di nuova sepoltura ex Art. 88 DPR n.285/1990 ed Art. 3 comma 5 DPR n.254/2003
    7) tumulazione del feretro nella nuova sepoltura.

  58. ornella

    salve a tutti.tra pochi mesi dovrei riesumare il feretro di mio padre che e’ stato sepolto per 2 anni circa nel cimitero di napoli (campania) per poi portarlo nel loculo di famiglia a villaricca sempre nella stessa citta’ ,sto cercando di capire quanto mi possa costare il trasporto della salma da un cimitero all’altro,sapete dirmelo voi?

  59. blanca

    buona sera vorrei chiedervi come facio dovvimo portare una salma da milano italia a el salvador centro america pero vogliamo trovare il viaggio piu economico perche ci anno detto che forsè il comune ci puo aiutare è vero grazie aspetto lla vostra risposta

  60. Carlo

    Francia ed Italia aderiscono alla convenzione internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937.

    Si applica, dunque, limitatamente alle ceneri oppure ad altri resti mortali ad esse assimilabili (ossa) il Paragrafo 8 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 il quale esclude l’osservanza di determinate precauzioni igienico-sanitarie necessarie, invece, per il trasporto dei cadaveri.

    Titolare del decreto di trasporto potrà, pertanto, esser lo stesso famigliare che richiede il trasferimento dell’urna cineraria.

    Tra stati firmatari della Convenzione Internazionale di Berlino non occorre il nulla osta consolare propedeutico al rilascio dell’autorizzazione al trasporto (per questa ragione il Consolato Italiano in Francia dichiara di non avere competenza in merito alla questione sollevata)

    Una volta verificato lo jus sepulchri, ossia il titolo di accoglimento delle ceneri presso un sepolcro privato (tomba di famiglia) (si veda anche il DECRETO 21 giugno 2004 della Regione Sicilia) spetta all’Autorità Territoriale, del luogo in cui trovansi le ceneri da estradare, accordare l’autorizzazione all’introduzione dell’urna cineraria in territorio italiano ai sensi dell’Art. 27 comma 2 DPR 10 settembre 1990 n. 285 (Regolamento Comunale di Polizia Mortuaria).

  61. sylvia restivo

    buongiorno,
    Vorrei trasportare le ceneri di mio padre (nato provincia di Enna) deceduto di morte naturale in Francia per depositarle nell’urna della cappella di famiglia in Sicilia, secondo la sua volonta’.Ho gia tutti i documenti dalla parte francese (autorizzazione al trasporto di ceneri, certificato di morte, certificato di cremazione) a chi mi devo rivolgere dalla parte italiana ? al comune ? all’impiegato del cimitero ? Il consolato italiano di Nizza mi dice che non e’ di sua competenza,
    grazie per l’aiuto.

  62. Carlo

    Sì, è possibile. Il NEPAL è uno stto sovrano che non aderisce alla Convenzione Internazionale di Berlino del 10 Febbraio 1937. Si applica, pertanto, al trasporto delle ceneri, non soggetto ad alcuna misura precauzionale di ordine igienico sanitario ex Art. 3 comma 1 Lettera f) Legge n.130/2001 ed Art. 80 comma 5 DPR n.285/1990, l’Art. 29 DPR n.285/1990, nonchè paragrafo 8.1 Circ. Min. 24 giugno 1993 n.24.

    Occorre il Nulla Osta all’introduzione delle ceneri da parte dell’Autorità Diplomatica del NEPAL, si veda anche, per produrre tutti i titoli della documentazione necessaria al rilascio dell’autorizzazione al trasporto il paragrafo 8.2 Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24.

    Il comune “a quo”, cioè quello da cui parte il trasporto funebre dell’urna si limiterà a rilasciare il titolo di viaggio, ovvero il decreto di trasporto di cui agli Artt. 23 e segg. DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Il decreto di trasporto dovrà recare le generalità del de cuius, la data di morte, di cremazione (o esumazione, estumulazione), la destinazione delle ceneri.

    Una volta giunti a destinazione in NEPAL sarà la locale Autorità Territoriale a rilascire, nel rispetto della normativa vigente in NEPAL sulla dispersione delle ceneri, la relativa autorizzazione alla dispersione in natura delle stesse.

    Non compete, infatti, all’Italia il perfezionamento di un autorizzazione allo spargimento delle ceneri che materialmente avverrà in un altro Paese sottoposto ad una diversa giurisdizione.

  63. sabina

    volevo sapere se è possibile trasportare le ceneri di un defunto in Nepal e lì disperderle. Grazie.

  64. User necroforo

    L’autorizzazione alla dispersione compete all’Autorità Territoriale (quella Spagnola) dove la dispersione materialmente avverrà. Vige, infatti, il principio di sovranità tra gli Stati Nazionali

    L’Italia rilascia solo il decreto di trasporto, anzi il Passaporto Mortuario, ossia il titolo di viaggio.

    E’opportuno contattare l’Autorità diplomatica italiana in Spagna per avere ragguagli sulla procedura amministrativa da seguire in loco.

    Ci risulta che la Spagna non faccia parte degli stati aderenti alla convenzione di Berlino, il trasporto di ceneri o resti mortali verso tale Paese non può, così, seguire la procedura semplificata prevista, appunto per gli stati aderenti, vale a dire la sola autorizzazione del comune di partenza.

    Pertanto, il trasferimento di ceneri in Spagna, richiede le normali autorizzazioni di cui agli art.28 e 29 del DPR 10 settembre 1990, n.285, ad esclusione delle misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto dei cadaveri (ex par.8.1 e 8.2 della circ.Min.Sanità n.24/93).

    Occorre, pertanto un’attestazione dell’ASL, non surrogabile da terzi ex Art. 49 DPR n.445/2000, in cui si certifichi:

    a) la raccolta delle ceneri in un’ urna anche semplice purchè resistente ed infrangibile (Paragrafo 14 Circ. Min. n.24/1993 e D.M. 1 luglio 2002) e sigillata, per evitare gesti sacrileghi o, anche, una dispersione accidentale e non voluta ai sensi dell’Art. 411 Codice Penale

    b) la non contaminazione delle ceneri con nuclidi radioattivi ex Art. 80 comma 5 DPR n.285/1990 (ipotesi, in vero, piuttosto rara)

    c) l’adozione di un sistema di tracciabilità delle stesse (= traghetta identificativa costruita con materiale non deperibile).

    Il trasporto può avvenire con un comune mezzo da parte del titolare del decreto di trasporto (aereo, nave, automobile) senza ricorrere ai veicoli spaciali di cui all’Art. 20 DPR n.285/1990

  65. morgan

    Al fine di trasportare in spagna le ceneri di mia madre deceduta 17 anni fa ad ibiza,
    mi sono fatto fare un autorizzazione al trasporto di ceneri.
    Ora mi chiedo se è possibile fare una cerimonia privata nella quale si possa dispargere le ceneri in mare.
    Se si, chi devo contattare ad ibiza per richiedere un autorizzazione di dispersione delle ceneri… Forse al consolato Italiano di Barcellona?

  66. Carlo

    Nei rapporti di diritto internazionale vige il principio di sovranità tra gli Stati, quindi l’Italia, ed a maggior ragione la semplice Emilia Romagna ai sensi dell’Art. 117 comma 2 Lettera a) Cost, in quanto in politica estera vi è riserva di legge statale, non può autorizzare un trattamento delle ceneri che, se avverrà (come? Quando? Dove?), dovrà sottostare alle disposizioni dell’Ordinamento Giuridico Spagnolo, in materia di polizia mortuaria e dispersione delle ceneri.

    Occorre premettere che il trasporto funebre “internazionale” di salme, cadaveri e loro trasformazioni di stato, cioè ceneri, ossa e resti mortali non mineralizzati è disciplinato da due trattati multilaterali. Uno è l?Accordo internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937, approvato e reso esecutivo in Italia con RD 1° luglio 1937, n.1379, l?altro è l?Accordo di Strasburgo del 26 ottobre 1973 adottato in seno al Consiglio di Europa, ratificato dalla Spagna ma non dall’?Italia. Dal momento che, da un riscontro effettuato su indicazione del Ministero degli Esteri italiano nel repertorio delle convenzioni internazionali, edito dal Poligrafico dello Stato (anno 1996), ci risulta che la Spagna non faccia parte degli stati aderenti alla convenzione di Berlino, il trasporto di ceneri o resti mortali verso tale Paese non può seguire la procedura semplificata prevista, appunto per gli stati aderenti, vale a dire la sola autorizzazione del sindaco. Pertanto, il trasferimento di resti mortali in Spagna, richiede le normali autorizzazioni di cui agli art.28 e 29 del DPR 10 settembre 1990, n.285, ad esclusione delle misure precauzionali di carattere igienico stabilite per il trasporto dei cadaveri (ex par.8.1 e 8.2 della circ.Min.Sanità n.24/93), vale a dire che il Consolato Spagnolo dovrà rivolgere domanda al sindaco del comune di partenza ??., allegando: 1) certificato dell?azienda USL attestante che le ceneri, ai sensi del D.M. 1 luglio 2002 e della Circ. Min. 24 giugno 1993 n.24 sono state raccolte in un’urna, anche di semplice fattura, ma rigida ed infrangibile, saldata anche con un collante “a freddo”, per evitarne la profanazione, e recante le generalità del defunto; 2) estratto dell?atto di morte. Istruita la pratica comune, nella persona del dirigente ex Art. 107 comma 3 lettera f) D. LGS 18 agosto 2000 n.267 rilascia l?autorizzazione, dandone notizia al prefetto di frontiera o di transito.

    Prima del DPCM 26 maggio 2000 la competenza per perfezionare le relative autorizzazioni sarebbe stata del Prefetto, ora, per effetto del processo di decentramento amministrativo (D.LGS n.112/1998, questa procedura compete all’Autorità comunale; non tanto al sindaco, però, quanto al dirigente, siccome gli atti gestionali attengono alle funzioni della dirigenza ex Art. 107 comma 3 lettera f) D.LGS n.267/2000.

  67. milena

    risiedo in Emilia Romagna, abbiamo ricevuto l’autorizzazione italiana per la dispersioni di ceneri in Spagna, come e dove posso informarmi sulla documentazione necessaria negli stati esteri. ossia destinazione in Spagna, e attraversamento della Francia?

  68. Carlo

    Si consulti la massima di questa sentenza reperibile al link: http://www.euroact.net/login/cerca/Vedicirco.cfm?File=cx01007230.htm): Consiglio di Stato, Sezione V, sent. n. 4081 del 15 giugno 2010, concernente un provvedimento di decadenza da concessione cimiteriale, a seguito di un uso indebito della stessa da parte del concessionario.

    Il Giudice ha evidenziato come gli aspetti di procedimento amministrativo possano, anche, venire a prevalere sulle situazioni di ordine sostanziale, cogliendosi l’occasione per segnalare come la verifica delle condizioni di accoglibilità nei sepolcri privati, costituisca un presupposto la cui omissione può determinare effetti che incidono sulla possibilità d’interventi sanzionatorio delle inadempienze, quando non ab-usi, da parte di privati.

    Il titolo di accoglimento istituzionale (come di residenza o comune di decesso) ex Art. 50 comma 1 lettere a) e b) si riferisce unicamente all’inumazione in campo di terra, reparto a sistema di sepoltura nella nuda terra di cui ogni comune deve necessariamente disporre ex Art. 337 Regio DEcreto n.1265/1934 ed Art. 49 DPR n.285/1990.

    Il comune, cui compete pur sempre ex Art. 824 comma 2 Codice Civile ed Artt. 337 R.D. n.1265/1934 la funzione cimiteriale esercita sul cimitero la potestà regolamentativa di cui all’Art. 117 comma 6 III Periodo Cost, così come novellato dalla L.REv. Cost. n.3/2001 e potrebbe prevedere criteri più selettivi per l’assegnazione dei loculi, come, appunto la residenza o anche la circoscrizione elettorale di appartenenza, come accade, per esempio a MOdena, la mia città.

    In linea generale, laddove la residenza non venga provata in via amministrativa con le certificazioni previste (artt. 43, 44 codice civile, art. 31Disp. Attuazione al codice civile, legge 24 dicembre 1954, n. 1228 e DPR 30 maggio 1989, n. 223), può supplirsi con sentenza del giudice (art. 2907 codice civile).

    Le condizioni di concessione delle sepolture private nei cimiteri, tra cui i loculi, sono determinate dal regolamento comunale di polizia mortuaria, di cui ogni comune ex Art. 344 e 345 R.D. n.1265/1934, senza dimenticare il Regio DEcreto n.2322/1865 deve obbligatoriamente dotarsi.

    La tumulazione, quindi, si configura SEMPRE come sepoltura privata, di cui all’Art. 90 DPR n.285/1990, e dedicata che il comune ha solo FACOLTA’ e NON obbligo di concedere.

    La tumulazione presuppone sempre il rilascio di un regolare atto di concessione ex Art. 98 DPR n.285/1990 ed esso, ai sensi degli Artt. 95 e 103 DPR n.285/1990 è necessariamente a titolo oneroso, con il canone di concessione da calcolarsi secondo i parametri di cui al D.M. 1 luglio 2002 ed all’Art. 117 D.LGS n.267/2000.

    Per autorizzare di volta in volta una tumulazione (cappella gentilizia, loculo monoposto edicola funeraria…) bisogna preventivamente verificare ex Art. 50 lettera c) DPR n.285/1990 lo jus sepulchri, ossia il titolo di accoglimento del de cuius in quel determinato sepolcro.

    Il diritto a ricever sepoltura in una determinata tomba sorge in base alla “riserva” definita nell’atto di concessione. Il sepolcro privato è sibi familiaeque suae ossia per il fondatore del sepolcro e per i suoi famigliari

    Nella collocazione in loculo, in quanto sepolcro privato, dunque, il diritto sussiste: a) se pre-esiste la concessione, b) se la persona ha titolo sulla base del regolamento comunale di polizia mortuaria vigente quando fu stipulato il contratto, e dell’atto di concessione, c) previo avvenuto integrale pagamento della tariffa stabilita, come rilevato dalla stessa Agenzia delle Entrate con risoluzione n. 149/E dell’8 luglio 2003.

    Per le sanzioni amministrative comunale, fatte salve le disposizioni di un’eventuale Legge REgionale, si veda l’Art. 16 della Legge 16 gennaio 2003 n. 3.

    SE dopo attento controllo la tumulazione risulta illegittima, e, quindi, sine titulo si consulti questo link: http://www.funerali.org/?p=373

  69. giovanni

    è stata autorizzata la tumulazione di una salma di una persona che non aveva diritto ad essere tumulato nel cimitero di XXXXX, perchè non era nè nato nè residente al momento del decesso nè era morto sul territorio del comune di XXXXXX. Quali possono essere le conseguenze

  70. Carlo

    Ci sono alcuni codicilli di ordine procedurale.

    Non entro nel merito dell’organizzazione interna ad ogni singolo comune attuata con regolamento della Giunta per il funzionamento degli uffici ex Art. 48 comma 3 D.LGS 18 agosto 2000 n. 267, ma al momento la competenza per il rilascio del “passaporto mortuario” e dell’autorizzazione ad estumulare l’urna cineraria è del dirigente (Art. 107 comma 3 lettera f) D.LGS. n.267/2000) e non dello stato civile essendo esso di esclusiva competenza statale ex Art. 107 lettera i) Cost e regolamentato dal DPR n.396/2000.

    Le autorizzazioni di polizia mortuaria, eccetto quelle di cui all’Art. 74 DPR n.396/2000 (permesso di seppellimento nell’immediato post mortem) sono estranee ai procedimenti, in senso stretto, dello Stato Civile, poi per ragioni di razionalizzazione della macchina comunale può esser fisicamente lo stesso dipendente comunale investito del compito di ufficiale di stato civile a firmare le autorizzazioni, ma sarebbe meglio che egli precisasse in quale veste egli sottoscriva l’atto.

    E’opportuna questa nota della dottrina: “[omissis] Il dirigente non può delegare, nel senso tecnico del termine, funzioni proprie ed esclusive, ma può attribuire, anche nella sua qualità di datore di lavoro titolare della funzione dispositiva di cui all’art. 2104 C.C., l’incarico a sottoscrivere gli atti di autorizzazione di cui all’art. 24 suddetto, e non solo, a personale dipendente, rimanendo comunque responsabile giuridico dell’atto emanato. Il personale dipendente incaricato è tenuto ad osservare le disposizioni impartitegli dal datore di lavoro e non può rifiutare tale incarico. Rispetto alla qualificazione del personale dipendente verso cui il dirigente possa attribuire, ove lo ritenga, tale incarico, occorre precisare che l’individuazione del personale dipendente rientra nei poteri del dirigente che li esercita nel rispetto del CCNL e del Regolamento comunale di organizzazione degli uffici e dei servizi. In tali casi, il personale dipendente firmerà con la nota formula del “d’ordine del dirigente, il ……….” (c.d. “delega interna”). (a cura del Dr. Sereno Scolaro).

    Si vedano anche gli Artt. 5 e 6 della Legge n.241/1990 e successive modificazioni o integrazioni sulla responsabilità nella conduzione procedimento autorizzatorio sino all’adozione finale dell’atto.

    Si Rammenta che il Sindaco è il vero Ufficiale di Stato Civile (Art. 54 comma 1 lettera a) D.LGS n. 267/2000.

    Per autorizzare l’estumulazione dell’urna con conseguente trasporto occorrono:

    1) Istanza, soggetta sin dall’origine ad imposta di bollo, degli aventi diritto secondo il principio di poziorità ex Art. 79 comma 2 DPR n.285/1990 (prevale il coniuge superstite, poi nell’ordine i discendenti jure sanguinis di pari grado) volta ad ottenere l’autorizzazione a rimuovere l’urna dal tumulo in cui è stata murata.
    2) Preventiva dimostrazione dello Jus Sepulcri, ossia del titolo di accoglimento delle ceneri presso la loro nuova sistemazione (qui la faccenda si complica perchè il trasporto interessa due diverse giurisdizioni sovrane e l’Italia, giustamente non può interferire sull’Ordinamento Giuridico della Romania (là le ceneri saranno sparse, sepolte in cimitero o conservate presso un domicilio privato????), pertanto il comune italiano provvederà al semplice rilascio del titolo di viaggio, secondo la Convenzione di Berlino) in direzione dello Stato Convenzionato della Romania, saranno poi le Autorità Rumene ad autorizzare la nuova destinazione dell’urna in base alla propria legge e regolamentazione nazionale in tema di polizia mortuaria.

  71. Carlo

    Valgono eccome le norme di diritto internazionale della Convenzione di Berlino (10 febbraio 1937) recepita nell’ordinamento italiano con Regio DEcreto n.1379/1937.

    Per il principio di gerarchia e specialità tra le fonti del diritto la Convenzione di Berlino, essendo un accordo internazionale, prevale sulle norme di diritto interne (Artt. 28 e 29 DPR n.285/1990).

    Si applica, pertanto l’Art. 27 DPR 10 settembre 1990 n. 285.

    Il paragrafo 8.1 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24 è da intendersi in questo senso: per il trasporto di ceneri o resti ossei completamente mineralizzati non servono le prescrizioni igienico- sanitarie necessarie per la traslazione di cadavere (doppia cassa confezionata a tenuta stagna, trattamento antiputrefattivo, veicoli facilmente sanificabili, certificazioni sanitarie sulla causa di morte).

    Il trasporto di ceneri tra Stati aderenti all’Accordo di Berlino è autorizzato non tanto dal sindaco, il quale agirebbe pur sempre quale Autorità Sanitaria Locale, quanto dal dirigente ex Art. 107 comma 3 Lettera f) D.LGS n.267/2000, essendo detta autorizzazione un atto gestionale non compreso, ormai, già dopo l’entrata in vigore della Legge n.142/1990, tra le funzioni proprie del Sindaco (Art. 54 D.LGS 18 agosto 2000 n. 267).

    NONN è richiesto il NULLA OSTA consolare del paese di destinazione dove estradare l’urna cineraria, in quanto nè la Convenzione nel suo articolato, nè l’Art. 27 DPR n.285/1990 ne fanno menzione.

    Chi ha avuto l’esperienza sull’inefficienza di certi Consolati sa quanto significhi in termini di velocizazione per l’iter autorizzativo del trasporto stesso, la possibilità di evitare il gravoso passaggio burocratico del Nulla Osta Consolare.

    Per il resto si segue il protocollo operativo delineato proprio dal paragrafo 8.1 Circ. Min. n.24/1993, con tutta la documentazione assorbita ed integrata nel Decreto di Trasporto (si veda anche l’Art. 80 comma 5 DPR n.285/1990).

    In merito alle competenze, dopo il DPCM 26 maggio 2000 adottato ai sensi del D.LGS n.112/1998 tutta la procedura amministrativa da seguire è chiaramente spiegata dall’Art. 5 del DECRETO Regione Sicilia, Assessorato alla Sanità 21 giugno 2004.

  72. Serafina Baldo

    Domando: mio padre, cittadino italiano, è stato cremato l’anno scorso. Le ceneri ora si trovano nel comune in cui risiedo e in cui lui è nato (provincia di Palermo). Ora, a breve, mia madre, cittadina rumena (ma anche italiana) tornerà a Bucarest (Romania) e vuole portarlo con sè. Ieri siamo andate dall’addetto del cimitero (quello che si occupa di tutte le pratiche burocratiche) che ci ha detto che compilerà un foglio col quale andremo all’ufficio di stato civile e il gioco è fatto (io ho letto sul web che occorre solamente l’autorizzazione al trasporto rilasciata dal Sindaco, in italiano e in francese. Poi, però, ha detto che occorre anche il nullaosta del paese che riceverà le ceneri, facendomi l’esempio di una salma rientrata dalla Spagna (ma la Spagna non è nella convenzione del 37)
    Cercando sul web ho trovato voci discordanti.
    Alcuni dicono che non occorre perchè la Romania fa parte della convenzione di Berlino del 37.
    Altri dicono che serve perchè la circolare 24/1993 al punto 8.1 chiarisce che la convenzione di Berlino non si applica al trasporto di ceneri.

    Qual è la verità? Non so a chi o cosa credere… Grazie mille!

  73. Carlo

    Per come è posta la questione Lei sembrerebbe aver perfettamente ragione.

    Consiglio, tuttavia, di mantenere un profilo basso e sin anche dimesso, con il Comune di Napoli, perchè compete pur sempre a quest’ultimo il rilascio delle relative autorizzazioni ad estumulazione e trasporto (ai sensi degli Artt. 24, 36 e 88 DPR n.285/1990, senza dimenticare l’Art. 3 comma 5 DPR n.254/2003, il qiale replica un principio generale dell’ordinamento di polizia mortuaria: ogli operazione cimiteriale, trasporto compreso deve esser autorizzata dall’autorità geograficamente competente entro i cui confini amministrativi insiste il cimitero di prima sepoltura.

    I passaggi operativi sono i seguenti:

    Il comune di Napoli, cioè quello di prima sepoltura autorizza estumulazione e conseguente trasporto funebre sulla base di questi elementi: 1) volontà degli aventi diritto jure sanguinis a disporre dei resti ossei, secondo il criterio di poziorità (potere di decidere la destinazione delle ossa coniugato con priorità nello scegliere) enunciato formalmente dall’Art. 79 comma 2 DPR n.285/1990. 2) preliminare verifica dello jus sepulchri, ossia del titolo di accoglimento nel nuovo cimitero (Comune di Lodi)

    Nel dettaglio si vedano anche le disposizioni di cui agli Artt. 5, 6 comma 8, 7, 15 comma 10 del regolamento comunale di polizia mortuaria in vigore presso la municipalità di Napoli, reperibile a questo link: http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/312

    Ex Art. 36 comma 1 DPR n.285/1990 (ma si veda, per analogia estensiva anche il paragrafo 8 Circolare Ministeriale esplicativa 24 giugno 1993 n.24) il trasporto di ossa, purchè deposte e racchiuse in cassetta di zinco sigillata non è soggetto alle misure igienico sanitarie prescritte per il trasferimento di salme e cadaveri, non occorrono, pertanto i veicoli speciali di cui all’Art. 20 DPR n.285/1990 (cioè un carro funebre), così anche il semplice cittadino che si avvale dei normali mezzi di trasporto può esser titolare del decreto di trasporto , divenendo così incaricato del trasporto stesso, e come tale investito di pubblico servizio ed esercente servizio di pubblica necessità (paragrafo 5.4 Circ. Min. n.24/1993 ed Art. 358 Codice Penale nella sua nuova formulazione introdotta con legge 26 aprile 1990, n. 86.

    Per procedere al trasporto occorre solo la relativa autorizzazione che, una volta giunti all’ingresso del cimitero di Lodi verrà consegnata al responsabile del servizio di custodia per poi esser archiviata agli atti del medesimo cimitero.

    Ovviamente ciò vale solo per resti ossei, ossia completamente scheletrizzati o per le ceneri risultanti da cremazione del feretro estumulato.

    Se il corpo di Sua madre è ancora integro o parzialmente intatto, trascorsi almeno 20 anni di permanenza in loculo stagno si tratta allora di un “resto mortale” ex Art. 3 comma 1 lettera b) DPR 15 luglio 2003 n. 254, cioè di un esito da fenomeno cadaverico di tipo trasformativo conservativo: in questo caso occorrerebbero tassativamente il carro funebre ed un feretro confezionato in modo da assicurare l’ermeticità ai miasmi cadaverici durante il trasporto.

  74. Mario

    Salve a tutti,
    abito ormai nella provincia di Lodi da quasi 30 anni. Tali sono gli anni trascorsi dalla morte di mia madre, che attualmente è sepolta a Napoli.
    Ho chiesto informazioni al comune di Lodi per una traslazione, o estumulazione dei resti della mia genitrice. Mi hanno assicurato che è fattibile, compreso il fatto che posso trasportarla io, chiusa in una cassetta di zinco.
    Il comune di Napoli mi nega l’autorizzazione, chiedendomi di affidarmi ad una ditta specializzata, che mi ha chiesto 2200 euri. Chiedo: esiste una legge che posso far valere nei confronti del comune? Grazie a chi voglia rispondermi

  75. Carlo

    Occorre premettere che il trasporto “internazionale” di cadaveri, resti mortali, ossa o ceneri è disciplinato da due trattati multilaterali. Uno è l’Accordo internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937, approvato e reso esecutivo in Italia con RD 1° luglio 1937, n.1379, l’altro è l’Accordo di Strasburgo del 26 ottobre 1973 adottato in seno al Consiglio di Europa, ratificato dalla Spagna ma non dall’Italia.

    Nel caso rappresentato, l’autorizzazione al trasporto delle ceneri e’ rilasciata dalle autorità competenti del Paese di partenza.

    Il Perù non aderisce alla Convenzione di Berlino del 10 febbraio 1937

    Se per lo Stato del Perù è bastevole il certificato di avvenuta cremazione in funzione di “decreto di trasporto”, quest’ultimo è titolo necessario e sufficiente a fungere da “passaporto mortuario”, per l’estradizione dell’urna cineraria.

    Non trattandosi di cadavere, non troverebbe neppure applicazione l’art. 28 dPR 10/9/1995, n. 285 , ma tuttavia, avendo presente quanto previsto al punto 8, secondo periodo, della circolare del Ministero della sanita’ n. 24 del 24/6/1993, nonche’ il conferimento delle competenze ai sindaci (leggi: dirigenti/responsabili dei servizi execreto Legislativo n.267/2000) in materia di passaporto mortuario (nonche’ la circolare del Ministero dell’interno n. 4/2003), l’autorizzazione all’introduzione dell’urna contenente le ceneri va data dalll’autorita’ comunale del comune verso cui le ceneri saranno trasportate.

    Ovviamente, per l’accoglimento nel cimitero o in altra sepoltura dedicata (si potrebbe anche prevedere l’affido personale) deve sussistere lo JUS SEPULCHRI, ossia le condizioni dell’art. 50 dPR 10/9/1990, n. 285 o quelle eventualmente piu’ ampie previste dal Regolamento comunale di polizia mortuaria.

    Per eventuale affido o dispersione, occorreranno le rispettive autorizzazioni.

    Quindi, ricapitolando:

    Tramite l’Autorità Consolare Italiana si inoltra la richiesta di indroduzione delle ceneri sul Territorio nazionale attraverso il Ministero degli Affari Esteri.

    Il Comune di Catania, informato dal Ministero degli Esteri, verifica lo Jus SEpulchri (per le ceneri non sono previste particolari precauzioni igienico-sanitarie ex Artt.36 ed 80 comma 5 DPR n.285/1990) e gli altri titoli formali (decreto di trasporto), poi accorda l’autorizzazione all’accoglimento sulla base dello JUs SEpulchri precedentemente dimostrato.

    La fermata tecnica a Madrid e Roma (scalo aereoportuale) è considerata “sosta intermedia” di cui informare il Prefetto di Roma sul transito delle ceneri.

    In ogni caso, ad un eventuale controllo (le ceneri possono esser trasportate nel bagaglio a mano) basterà esibire il decreto di trasporto (magari coincidente, per la legislazione peruviana, con il certificato di avvenuta cremazione e consegna delle ceneri all’incaricato del trasporto (= il famigliare).

    Per la Legge Italiana (Art. 358 Codice Penale) l’addetto al trasporto funebre (quindi anche di ceneri) è considerato incaricato di pubblico servizio.

  76. Giovanni

    Stimata Redazione di Funerali.org

    Necessito trasportare la urna cineraria di mia madre da Lima in Perù a Catania, facendo sosta a Madrid e Roma, e vorrei sapere quali sono i documenti necessari per effettuare detto trasporto.

    Ho con me il certificato di cremazione (in spagnolo).

    Ringrazio vivamente,

  77. Marco

    x Danielea: EASYJET ha queste regole, ma non so se abbia un collegamento col tuo Paese
    15 Trasporto di resti umani

    easyJet non accetta di trasportare resti umani su nessuna rotta.

    Il trasporto di ceneri è tuttavia permesso se viene fornita copia del certificato di morte e se esse sono accompagnate dal certificato di cremazione. Il passeggero in possesso di ceneri deve assicurarsi che siano state impacchettate in modo sicuro in un contenitore appropriato ed è tenuto a tenerle all’interno del proprio bagaglio a mano. Consigliamo inoltre che i nostri rappresentanti siano informati di ciò al momento del check-in.

    Regolamento del Vettore Articolo 9.1(vi)

  78. Daniela

    ho bisogno di una mano……
    defunta cremata di nazionalità Moldava, la figlia è qui per prendere con sè l’urna, ma la compagnia aerea con la quale ha il biglietto (Carpatair), volo Bari – Timisoara-Chisinau, non fa salire a bordo l’urna cineraria, ho chiesto se la metteno in stiva e mi hanno detto di no.
    Ho provato a cvontattare spedizioneri internazionali e non fanno quel tipo di spedizioni.
    Mi potete dare una mano una mano?
    Quali sono le compagnie aeree che accettano a bordo l’urna?
    Quali le società di spedizioni?
    E se la signora salisse a bordo, non dichiarando l’urna, mas avcendo con sè i documenti, lo potrebbe fare?
    Anticipatamente ringrazio
    Daniela

  79. Carlo

    In generale non dovrebbero sussistere problemi di logistica (“bagaglio” troppo ingombrante) o igienico sanitario, in quanto le ceneri sono un volume piuttosto compatto prive di rischio per la salute pubblica (Artt. 36 comma 1 e 80 comma 5 DPR n. 285/1990)
    L’inica eccezione (ma è un caso di scuola) sarebbe forse rappresentata dalla contaminazione delle stesse con nuclidi radioattivi (da ultimo, D.Lgs. 9/5/2001, n. 257), ma a questo punto lo stesso trasporto dovrebbe esser inibito, o fortemente limitato, secondo la prudente valutazione dell’ASL.
    Il trasporto dovrà, comunque, esser pur sempre autorizzato secondo le modalità e la documentazione di cui ai paragrafi 8.1 ed 8.2 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 24.

    Il titolo di viaggio (cioè il decreto di trasporto) dovrà sempre accompagnare le ceneri ed eseer esibito, quando richiesto per eventuali controlli, anche in itinere e non solo alla partenza o all’arrivo a destinazione. Se l’urna cade e si rompe sversando il proprio pietoso contenuto si sconfina direttamente in una fattispecie di natura penale (Art. 411 C.P.) perchè si darebbe, anche se involontariamente (se c’è il dolo la faccenda si complica), luogo ad una dispersione non autorizzata, ed il fatto, per la Legge Italiana, costituisce REATO!.

    Ai sensi dell’Art. 2 comma 1 lettera e) D.M. 1 luglio 2002 e del paragrafo 14.1 lettera d) della Circ. Min. 24 giugno 1993 n.24 molto importanti sono i requisiti tecnici e costruttivi che l’urna dovrà necessariamente rispettare (essa deve esser infrangibile, sigillata e recare gli estremi anagrafici del de cuius),altrimenti questa violazione è sanzionabile ai sensi dell’Art. 358 Regio DEcreto n. 1265/1934 (http://www.funerali.org/?p=873).

    Non si rilevano, quindi, ragioni ostative; si rappresenta secondo la Legge (Capo IV DPR n.285/1990) il titolare del decreto di trasporto quando prende in consegna l’urna diventa incaricato di pubblico servizio (Art. 358 Codice Penale) e di essa deve rispondere in tutte le sedi (anche in quella penale).

    Trasportare un’urna cineraria nel bagaglio a mano, fermo restando quanto detto precedentemente sulla dispersione non autorizzata, non costituisce violazione al Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria o alla Convenzione Internazionale di Berlino del 10 febbraio 1937 (essa, infatti, si applica solo al trasporto di cadaveri e non di ceneri).

    Per motivi di opportunità, però, potrebbero esservi disposizioni operative, interne alle compagnie aeree, atte a regolare nel dettaglio la questione; si consiglia, pertanto di consultare lo “specchietto riassuntivo” reperibile al seguente link: http://www.linformatorefeniof.it/09_04/internazionali.htm

  80. Daniele

    Buongiorno a tutti, avrei una domanda che mi è stata posta da un familiare. Dovendo trasportare per via aerea un prorpio parente, è possible portare a bordo dell’aereo, all’interno del bagaglio a mano, un’ urna cineraria?
    Grazie

  81. Carlo

    Ex Art. 76 DPR 445/2000 “sparare balle paurose”, ossia rilasciare dichiarazioni mendaci, configura una fattispecie di natura PENALE è un REATO, ed è, appunto, punito come tale.

    La cremazione, con relativa destinazione delle ceneri, è atto di rilevanza pubblica perchè:

    1) attiene a diritti personalissimi, anche se proiettati nel post mortem, e spesso è frutto di una disposizione testamentaria (o equivalente come iscrizione a SoCrem) ex Art. 79 commi 1 e 3 DPR n.285/1990)
    2) ex Art. 1 comma 7bis Legge n.26/2001 la cremazione è servizio pubblico locale, siccome, anche ai sensi dell’Art. 78 comma 1 DPR 285/1990 il crematorio sorge entro e non oltre il perimetro cimiteriale, è gestito dal comune ex Art. 6 comma 2 Legge n.130/2001 siccome ex Art. 824 Codice Civile il cimitero è demanio comunale e, di conseguenza, pubblica è, per ovvi motivi di igiene, decoro ed ordine, la funzione cimiteriale giusta il Capo IX DPR n.285/1990, con ovvi rimadi agli Artt. 337 e seguenti Regio DEcreto n.1265/1934 senza dimenticare il D.M. 28 maggio 1993, sull’obbligatorietè per il comune di istituire i servizi necroscopici e cimiteriali.

  82. Salvi Claudia

    Grazie per la conferma di ciò che in realtà già sospettavamo… Cmq la badante era destinataria delle ceneri per testamento, per motivi che non sto a spiegare perchè ne verrebbe fuori un libro… Noi abbiamo interpellato anche il gestore del crematorio, il quale si discolpa dicendo che il titolare delle pompe funebri gli avrebbe detto: “consegnate l’urna alla signora, e a nessun altro” (affermazione che, vera o FALSA sia, non lo avrebbe dovuto sottrarre dalla verifica del possesso delle relative autorizzazioni di trasporto e detenzione in abitazione privata). Dulcis in fundu, la signora ha firmato il “verbale di cremazione e di consegna ceneri” in qualità di testimone (con il rappresentante della società di gestione dell’impianto), dal quale risulta che l’urna … è stata consegnata a parenti (prima avevano scritto “ai familiari” ma poi l’hanno cancellato). Siamo disgustati. Ringrazio nuovamente. Cordiali saluti

  83. Carlo

    Il trasporto funebre (di salme, cadaveri, ossa, resti mortali, parti anatomiche riconoscibili o neneri) è articolato su base comunale, può infatti esser entro il comune di decesso, o da comune a comune (ai sensi del combinnato disposto tra gli Artt. 19 commi 1 e 3; 24; 26; 30 commi 1 e 13; 31; 32; 34 comma 1, DPR n.285/1990).

    L’unica eccezione è rappresentata dai trasporti funebri tra Stati (Artt. 27, 28 e 29 DPR n.185/1990 e Convenzione Internazionale di Berlino 10 febbraio 1937). quando per l’introduzione di feretri, urne, cassette ossario, deve esser avvisata l’Autorità della provincia di frontiera dove avverrà il transito (esempio: Art. 28 comma 2 DPR n.285/1990). Al massimo si potrebbe intravedere una qualche competenza delle regioni, esercitata sempre attraverso il comune, cioè il vero nucleo autorizzativo della polizia mortuaria italiana, in base alle diverse legislazioni locali in tema di cremazione e destinazione delle ceneri, in ogni altro caso le provincie non c’entrano nulla. I trasporti funebri (fatta salva la disciplina locale di cui non si è a conoscenza) sono regolati unicamente dal DPR n.285/1990, anche il trasporto delle ceneri ex Art. 343 Regio DEcreto n.1265/1934 soggiace alla medesima normativa. Per la consegna dell’urna si segue la procedura di cui all’Art. 81 DPR n.285/1990.

    Certo, per le ceneri, se non c’è pericolo di contaminazione con nuclidi radioattivi in stile “bombardamento nucleare” da ultimo, D.Lgs. 9/5/2001, n. 257, non sussistono gli stesso obblighi igienico sanitari in vigore per il trasporto di salme e cadaveri (Art. 20 DPR n.285/1990), non occorrono, quindi, l’autofunebre, la bara metallica saldata a fuoco o i dispositivi di profilassi di cui agli Artt. 18, 25, 30, 31, 32 DPR n.285/1990). Addetto al trasporto delle ceneri può esser chiunque, anche il privato cittadino, NON OCCORRE L’IMPRESA DI POMPE FUNEBRI.

    Per il trasporto delle ceneri bastano:

    1) Urna infrangibile e sigillata (D.M. 1 luglio 2002 e paragrafo 41 punto 1 lettera d) Circ.Min. n.24/1993) recante gli estremi nanagrafici del defunto.
    2) Autorizzazione al trasporto stesso compilata con tutti i dati amministrativi (Artt. 36, 80 comma 5 DPR n.285/1990 e, induttivamente, paragrafo 8 Circ. MIn. n.24/1993).

    Il trasporto funebre si distingue per la caratteristica della tipicità: debbono, infatti, esser preventivamente definiti nel decreto di trasporto:

    1) Oggetto del trasporto (salma, cadavere, ossa, resti mortali, ceneri, parti anatomiche riconoscibili)
    2) Addetto al trasporto ex paragrafo 5.4 Circ. MIn. n.24/1993. (ossia, in questo frangente, chi prende in custodia l’urna? Chi la porta materialmente, Con quale mezzo o veicolo?) Chiunque egli sia è da intendersi come incaricato di pubblico servizio ex Art. 358 Codice Penale.
    3) Luogo (di partenza, di arrivo, di sosta intermedia ex Art. 24 comma 3 DPR n.285/1990).

    Detto ciò (è “ampolloso”, ossia “palloso”;lo so, ma questa, ahimè, è la Legge) mi sia consentita una provocazione gratuita, modello sparata da Bar Sport: perchè le ceneri sono affidate alla badante, ovvero ad un’estranea, se l’istituto dell’affido ex Legge n.130/2001 è di tipo “FAMIGLIARE”??!!. Per avere l’affigo delle ceneri bisogna (o…bisognerebbe?) esser congiunti del de cuius, dunque legati a lui da vincolo di consanguineità, da questioni di DNA (Artt. 74, 75, 76, 77 Codice Civile). Si, tratta, allora di un ABUSO legalizzato da leggi e leggine regionali??? “Fu vera Gloria”, come si chiese il Manzoni? AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA!.

    Comunque, se la badante è titolare dell’autorizzazione al trasporto rilasciata dal comune può ritirare le ceneri e provvedere alla loro tumulazione (con oneri a proprio carico ex D.M. 1 luglio 2002), NULLA OSTA… altrimenti, se scavalca l’impresa funebre prescelta e si appropria dell’urna, ancorchè per consegnarla in cimitero commette 24 ore dopo se non commette dei reati, quanto meno si produce in una violazione al regolamento nazionale di polizia mortuaria (DPR n.285/1990) punibile ai sensi del Art. 358 Regio Decreto n.1265/1934 con sanzione amministrativa pecuniaria dai 3 ai 18 milioni delle vecchie Lire, oblabili in 60 giorni nella misura più favorevole al trasgressore, pari a 6 milioni del vecchio conio (Art. 16 del D.Lgs. 22 maggio 1999, n.196;Legge n.689/1981).

    Le possibile fattispecie di illecito sono:

    1. Trasporto ceneri e detenzione delle stesse in abitazione privata anziché in cimitero (art. 80 comma 2 DPR 285/90);

    2. Trasporto senza documenti necessari (artt.23-24 DPR 285/90);

    3. Sottrazione di urna cineraria (si sconfina nel Penale!)

    Il gestore del crematorio che consegna l’urna senza prima verificare la titolarità del decreto di trasporto (chi prende l’urna??? Ne ha effettivamente diritto???) è passibile della medesima sanzione, oltre ai provvedimenti disciplinari previsti dal contratto di lavoro.

  84. Salvi Claudia

    Domando: costituisce comunque violazione il trasporto (fra due province diverse) e la detenzione anche solo per meno di 24 ore di urna cineraria senza le dovute autorizzazioni? Lo chiedo perchè l’anno scorso la badante di ns. padre, destinataria dell’urna, ha presenziato alla cremazione e subito dopo se le è fatte consegnare dall’impianto crematorio, “scavalcando” l’impresa di pompe funebri che era in procinto di partire per andarle a prendere. Il responsabile delle pompe funebri ci aveva assicurato che le avrebbero consegnate esclusivamente a lui. Noi siamo assolutamente certi che la signora non ha richiesto l’autorizzazione al trasporto e all’affidamento in casa, infatti il giorno dopo le ha fatte tumulare.

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