Autorizzazioni

Per procedere alla cremazione od ottenere la dispersione delle ceneri o il loro affidamento familiare sono necessarie specifiche documentazioni.

Di seguito si riassumono le caratteristiche essenziali di:

  1. autorizzazione alla cremazione
  2. autorizzazione alla dispersione delle ceneri
  3. autorizzazione all’affido familiare delle ceneri

Occorre provare la volontà della cremazione:

E nelle prossime righe potrete trovare i links ad alcuni articoli che trattano la materia, in ordine di data dal più recente al più vecchio come inserimento:


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23 thoughts on “Autorizzazioni

  1. Comune romagnolo (Regione Emilia-Romagna)

    Accogliendo positivamente la richiesta di una madre, è possibile cremare la figlia deceduta 10 anni fa in un incidente stradale e tumulata in un loculo?
    Il cofano, ovviamente è confezionato con cassa in zinco, e senza aprire il feretro si potrebbe inviare al crematorio abilitato ad abbruciare il nastro metallico.

    I crematori che eseguono tali operazioni anche in presenza di zinco sono molto distanti da qui, sarebbe possibile farla cremare in un crematorio che esegua il trasbordo, da casse con zinco, pertanto aprendo la cassa?

    1. Carlo

      X Comune Romagnolo,

      defunto tumulato da < di 20 anni = cadavere a pieno titolo, ragion per cui si segue nella nostra regione (io sono di Modena) l’Art. 11 della legge regionale 29 luglio 2004 n. 19 implementato, poi, dalla DGR n. 10/2005 così come modificata dalla DGR n.1622/2008.

      E qui sorge il primo dubbio procedurale: la disciplina emiliano-romagnola si limita a rinviare alla normativa nazionale in tema di autorizzazione alla cremazione (Art. 79 DPR 10 settembre 1990 n. 285, secondo la prevalente dottrina), non entrando nel merito di chi tra dirigente di settore o ufficiale di stato civile (secondo il dettato della Legge n. 130/2001) debba rilasciare l’autorizzazione stessa. Una recente circolare del Ministero della Salute (jus superveniens?), tuttavia avrebbe esteso a tutto il territorio nazionale l’art. 3 della Legge 130/2001, ritenuto, così, immediatamente applicabile, per la sua compiutezza, anche nel dettaglio. Ovviamente il problema, cui il privato cittadino rimane estraneo (se non marginalmente per le forme di manifestazione della volontà ed il versamento dell’eventuale imposta di bollo) riguarda un dibattito, piuttosto accademico, tutto interno agli operatori della polizia mortuaria.

      L’istanza (naturalmente in bollo) può senz’altro esser accolta, qualora sia formalizzata la volontà cremazionista (immagino nel silenzio del de cuius) da tutti i soggetti legittimati a pronunciarsi, a questo punto o ai sensi dell’Art. 79 DPR n. 285/1990 o giusta dell’Art. 3 Legge n. 130/2001. Si richiama anche la circolare del Min. Interni 1 settembre 2004 n. 37 sulla questione (un po’ di lana caprina!) se i congiunti del de cuius affermino una volontà propria in termini di atti di disposizione sul post mortem e pietas, o riportino semplicemente un volere espresso, magari solo verbalmente dalla persona scomparsa.

      Più spinosa è la questione del trasbordo del cadavere in un nuovo cofano, magari dopo aver eliminato il nastro metallico: a mio avviso al momento del funerale la bara da tumulazione viene saldata e soprattutto suggellata con un sigillo, ai sensi del vecchio paragrafo 9.7 circ. min. 24 giugno 1993 n. 24, apposto non più dall’AUSL, ma direttamente dall’impresa che esegue il servizio funebre. All’epoca del decesso, infatti, era già operativa la norma regionale sui trasporti funebri di cadavere e relativi attestati di garanzia di cui alla determinazione responsabile servizio sanità pubblica n.13871/2004. Chi appone il sigillo, infatti, si configura come incaricato di pubblico servizio ex Art. 358 Cod. Penale.

      Ora l’effrazione o la rottura del prefato sigillo, naturalmente prima del decorso completo del periodo di sepoltura legale, a mio sommesso avviso integra ancora la fattispecie di reato di cui all’Art. 349 Cod. Penale, e per tale motivo non può esser autorizzata, almeno qui da noi, in Regione. Il mio comune, almeno, (e dico ciò per esperienza diretta) ha recepito quest’indirizzo molto rigido.

      Pertanto non credo proprio sia possibile, l’unica soluzione legalmente praticabile è rivolgersi ad un impianto abilitato alla cremazione di feretri costituiti ancora con la doppia cassa.

      Si rappresenta che attualmente, solo una Regione, segnatamente il Friuli Venezia Giulia con l’art. 4 comma 7 del Decreto Presidente Regione 28/08/2015,n.172/Pres ha legiferato in senso contrario, consentendo in caso di estumulazione straordinaria la traslazione dall’originario feretro ad una nuova cassa di solo legno; si tratta a mio parere di una norma di problematica legittimità, poichè pare proprio contravvenire alla disposizione penale (che, nella gerarchia delle fonti del diritto dovrebbe pur sempre prevalere) di cui all’Art. 349 Cod. Penale.

      Si conviene sul fatto che un trasporto, magari anche fuori regione, sia particolarmente oneroso, ma questa è la Legge!

  2. Andrea cabiddu Lanusei

    Salve.
    Per cremare mio zio,di cui sono l unico erede,potrei esportarlo all estero con nave mercantile?
    Se volessi disperdere le ceneri nei mari cosa dovrei fare?
    Ultima domanda: siccome ho paura che la cremazione non vada a buon fine( fiamme con basse erogazioni) e possibile ri cremare per evitare problemi?.
    Mi rendo conto che è strano ma ci tengo!!
    Saluti. andrea

    1. Carlo

      X Andrea,

      1) il processo di cremazione è governato da sistemi informatici ed automatizzati (anche se, pur sempre, con controllo e supervisione di un operatore). Non siamo più nell’800 quando i pionieri della cremazione si arrovellavano su problemi esiziali e forieri di sventura quali la mancata combustione del feretro e le sue nefaste conseguenze, tant’è vero che nei primissimi impianti, a basa potenza, perchè alimentati ancora a legna (ma parliamo di quasi due secoli fa) era obbligo inserire nella cella crematoria, non tutta la bara, bensì solo il cadavere, avvolto in un lenzuolo per ovvi motivi di pietas, così da facilitare la naturale ossidazione dovuta al calore delle fiamme.
      Oggi le temperature d’esercizio sensibilmente più elevate e l’articolazione del forno su più camere (di cui una di post combustione) permettono con sicurezza di neutralizzare completamente questo rischio. Non a caso la Legge (Art. 343 comma 1 R.D. n. 1265/1934 parla delle ceneri (invero: residui di ossa calcinate e sminuzzate, in quanto i tessuti evaporano con il calore) come di esiti della COMPLETA cremazione di un corpo umano privo di vita.

      2) Il trasporto del feretro debitamente confezionato all’estero (anche su nave, ma oggi si preferisce l’aereo per la sua maggior rapidità) è senz’altro possibile seguendo le disposizioni speciali di cui agli Artt. 27 28 e 29 del Regolamento Statale di Polizia Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285.

      3) Senza scomodare la Convenzione Internazionale di Montego Bay sulla regolamentazione del cosiddetto “alto-mare” (leggasi acque internazionali) L’autorità territoriale del luogo dove avverrà la cremazione (Italia???…senza alcuna fretta, per carità!) rilascerà il decreto di trasporto internazionale per la Stato cui appartiene la zona dell’oceano (se questa rientra nel limite delle 200 miglia marine dalla costa) dove si vorrebbe sversare il contenuto dell’urna, una volta giunte a destinazione le ceneri ed esauriti gli effetti della Legge Italiana, sarà l’autorità locale geograficamente competente ad accordare l’autorizzazione allo spargimento delle ceneri nelle proprie acque territoriali, in base alla sua legislazione vigente in materia di polizia mortuaria e dispersione delle ceneri. Se, invece, la dispersione delle ceneri, a bordo di una nave o un’aereo italiano, avverrà, sì nell’oceano, ma in acque internazionali (e qui richiamo gli Artt. 86 e segg. della Convenzione Internazionale di Montego Bay) ai sensi degli Artt. 4 e 5 del Codice della Navigazione (Regio Decreto 30 marzo 1942, n. 327 e successive modificazioni o integrazioni) si applicherà la Legge Nazionale dello Stato Sovrano cui appartengono il natante o il veivolo, ovvero la Legge 30 marzo 2001 n. 130, qualora essa dovesse esser ancora vigente nelle forme in cui oggi la conosciamo.

  3. Sebastiano

    Buon giorno a tutti,
    Vorrei sapere qual’è l’iter da seguire per avviare un cimitero per animali su un terreno agricolo, privato (di mia proprietà) in provincia di Torino.
    Qualcuno saprebbe darmi qualche dritta?
    Grazie a tutti per l’attenzione.
    E buon Ferragosto.

    1. Carlo

      X Sebastiano,

      il corpus normativo di riferimento, per la Regione Piemonte, è rappresentato dalla Legge Regionale n. 39/2000, implementata, poi, dal Regolamento Regionale 22 maggio 2001, n. 5/R, previsto dall’Art. 3 della medesima Legge Regionale.

      In buona sostanza il cimitero per animali d’affezione può esser impiantato ed esercito da Enti Pubblici o da soggetti imprenditoriali di diritto privato. Ad autorizzare, dietro presentazione di tutta l’apposita documentazione tecnica e costruttiva, in fase istruttoria, è il Comune nella cui circoscrizione amministrativa sorgerà la struttura atta a ricevere le spoglie.

      Nota bene: in Piemonte è permesso solo l’interro della carcasse animali, non la loro eventuale tumulazione.

  4. Roberta

    Salve potrei avere qualche normativa di riferimento per l apertura di un cimitero per animali da parte di privati in Sardegna e l’eventuale iter da seguire…? Vi ringrazio anticipatamente

    1. Carlo

      X Roberta,

      La Regione Sardegna non ha ancora affrontato, con apposita disciplina il problema del cimitero per animali domestici, pubblico o privato che esso sia.

      Dato che tale tema, attenendo alla polizia veterinaria, attiene alla della “tutela della salute”, cioè a materia oggetto della competenza legislativa regionale concorrente, rispetto a cui la potestà regolamentare è esclusivamente regionale, considerando come le norme di rango primario siano individuabili nel Regolamento Comunitario (CE) n. 1774/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 ottobre 2002, si deduce che le regioni possano esercitare la propria potestà regolamentare, senza che sia strettamente necessaria l’adozione di alcuna norma legislativa. Salvo che le Regioni stesse non ritengano di individuare, in termini di norma legislativa, aspetti che non siano già regolati dello specifico diritto comunitario vigente.

      Per l’impianto di un cimitero, struttura, comunque, a rilevanza igienico-sanitaria, per il possibile, si seguono le norme di polizia mortuaria e veterinaria, ed è richiesto il parere della locale AUSL.

  5. Carlo

    X Fabiola,

    Ravenna? Dunque Emilia-Romagna, ‘nevvero? Allora la legislazione funeraria è principalmente dettata dalla Legge Regionale 29 luglio 2004 n. 19 e conseguenti provvedimenti attuativi.

    La Regione, nella fattispecie, affida al regolamento comunale di polizia mortuaria (ove il
    Comune voglia disciplinare questa materia così innovativa) il compito di definire le modalità costruttive dei cimiteri per gli animali d’affezione e i requisiti che devono possedere (per le distanze cimiteriali vale comunque l’art.4 della Legge Regionale 29 luglio 2004 n. 19).

    Contrariamente ai cimiteri di cadaveri umani soggetti al monopolio del demanio comunale, i cimiteri per animali d’affezione possono essere realizzati sia da soggetti privati sia pubblici.

    La costruzione di cimiteri per animali d’affezione è permessa sulla base di autorizzazione comunale, previo parere vincolante della ASL.

    Si richiamano anche la DGR (Emilia-Romagna) 13/12/2004, n. 2544 adottata in esecuzione della normativa europea sul seppellimento rituale di animali d’affezione, con relativo quesito interpretativo del 24 aprile 2010.

  6. fabiola

    salve io vivo a cervia in provincia di ravenna e vorrei sapere se nella mia zona si potesse aprire un cimiteroper animali. e a chi mi devo rivolgere x poterlo aprire ?
    vi porgo i mio rigraziamento e aspetto vostre notizie

  7. Carlo

    X Randazzo,

    la Regione siciliana è una delle pochissime regioni italiane a non avere una regolamento che favorisca l’istituzione di cimiteri destinati alla
    sepoltura di animali d’affezione; tali siti, ovviamente, devono rispondere a determinati requisiti stabiliti da un regolamento attuativo ed avere, comunque, un riconoscimento ufficiale da parte delle istituzioni, sia regionali che locali;

    La norma di riferimento è rappresentata, ad oggi, dall’Art. 23 Legge Regionale Sicilia 3 luglio 2000, n.15 secondo il quale I comuni, singoli o associati [e, quindi, NON I PRIVATI], possono realizzare cimiteri per il seppellimento di animali d’affezione, ossia cani, gatti, criceti, uccelli da gabbia, altri animali domestici di piccola dimensione e cavalli, a condizione che un apposito certificato rilasciato da un medico veterinario escluda il decesso per malattie trasmissibili all’uomo o denunciabili ai sensi del vigente regolamento di polizia veterinaria.
    2. La realizzazione dei cimiteri di cui al comma 1 è soggetta a parere preventivo dell’azienda
    unità sanitaria locale competente per territorio.
    3. Il Presidente della Regione adotta, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, apposito regolamento tipo di gestione dei cimiteri per animali d’affezione, in conformità al regolamento di polizia veterinaria.

    Ad oggi, quindi, mancano ancora le norme regolamentari attuative di tale principio formalmente sancito.

  8. randazzo

    salve vorrei sapere se nella regione sicilia si puo’ aprire un cimitero x animali d’affezioni,e quali sono le normative che regolano tale attivita’
    grazie

  9. Carlo

    X Giuseppe

    No, l’ipotesi non è assolutamente percorribile, essendo in aperto contrasto con l’art. 824 comma 2 Cod.Civile, con il quale il legislatore ha volutamente stabilito, in modo certo ed inequivocabile, il regime pubblico e demaniale dei cimiteri italiani.

    Cimiteri particolari (Art. 104 comma 4 del Regolamento Nazionale di Polizia Mortuaria) possono benissimo sussistere tutt’ora, ma la loro costruzione (impianto ed esercizio) deve essere antecedente all’entrata in vigore del TESTO UNICO LEGGI SANITARIE di cui al Regio Decreto 27 luglio 1934 n. 1265…e dall’agosto del 1934 sono già trascorsi ben 80 anni, ragion per cui la richiestaa dei Suoi cliente è fuori tempo massimo.

    La soluzione da Lei prospettata avrebbe potuto, a certe condizioni (non agevoli), essere, in qualche maniera, legittima prima del 1934, data di entrata in vigore del TULLSS – Regio Decreto n. 1265/1934 (Artt. 337, 343 e 394) o, con minori vincoli, prima del 1891, in effetti per il Cod. Civile del 1865 le aree cimiteriali non erano ancora riconducibili al demanio comunale, come, invece, avviene ora giusta l’Art. 824 comma 2 Cod. Civile attualmente in vigore e si badi si tratta di norme di rango primario, non facilmente eludibili o aggirabili.

    Accademicamente parlando, se ciò fosse anche ammissibile, probabilmente l’idea da Lei prospettata non starebbe in piedi dal punto di vista dell’iniziativa economica, in questo senso: essendo questa libera, non potrebbe aversi che chi l’avvii sia tenuto a continuarla senza limiti temporali, a prescindere dalle condizioni economiche che siano necessarie alla continuità di funzionamento della struttura, compresa, giustamente, la remunerazione dell’attività economica. Il servizio cimiteriale, infatti, è ciclico e non ammette interruzioni.

    Il comune non può solo rifiutare un’istanza in tale direzione, ma DEVE risolutamente rigettarla, trattandosi di fattispecie vietata (art. 92 comma 4 dPR 10/9/1990, n. 285).

    E, in ogni caso, le aree nei cimiteri non sono mai in vendita, avendo il carattere della inalienabilità (art. 823 comma 1 e art. 824 comma 2 2 Cod. Civile); al più, possono, se previsto dal piano regolatore cimiteriale, essere oggetto di concessione (a tempo determinato e non più perpetua almeno dal 10 febbraio 1976), fermo restando la proibizione di concessione nei frangenti di cui all’inizio (lucro o speculazione), ossia nei casi vietati dall’art. 92 comma 4 citato sopra.

  10. Giuseppe Spanò

    Alcuni imprenditori si sono rivolti al mio studio perche vorrebbero realizzare un cimitero privato su propria area per potere poi vendere i loculi o cappelle in modo perpetuo. E’ possibile realizzarlo e se si a quale normativa potrei appigliarmi.

  11. Carlo

    X Marcello,

    ci dica la Sua regione, cioè quella in cui intende impiantare un crematorio per animali d’affezione. così potremo aiutarLa.

  12. Carlo

    X Maria,

    La Regione Puglia, per propria precisa scelta legislativa, rimette la disciplina della materia: “cimiteri per animali d’affezione” alla sola fonte regolamentare locale, di cui si ribadisce la centralità strategica, nel buon governo del fenomeno funerario (a questo punto da intendersi in senso lato o comunque molto dilatato.)

    in Regione Puglia, pertanto, il riferimento normativo d’obbligo è all’Art. 7 comma 3 della Legge Regionale 15 dicembre 2008, n. 34.

    Esso Così recita testualmente:

    “[…omissis…] Il regolamento può inoltre prevedere le modalità per la costruzione dei cimiteri per gli animali
    d’affezione, da parte di soggetti pubblici o privati, definendone i requisiti. L’autorizzazione alla
    costruzione dei cimiteri per gli animali d’affezione viene concessa dal comune, previo parere
    favorevole espresso dall’ASL competente per territorio”.

    Tra le fonti del diritto che regolamentano la fattispecie, invero piuttosto nuova, si ricordano anche il Regolamento CE 1774/2002 del 10 ottobre 2002, emanato dalle Istituzioni Centrali Europee ed il vigente Regolamento di Polizia Veterinaria approvato con DPR 8 febbraio 1954, n. 320.

  13. maria

    Salve potrei avere qualche normativa di riferimento per l apertura di un cimitero per animali in puglia? sono un veterinario e molti proprietari sono sempre più spesso a disagio quando devono affrontare la sepoltura del proprio animale. grazie tante a presto spero.

  14. User necroforo

    La normativa di riferimento é: Regione Piemonte
    Regolamento regionale 22 maggio 2001, n. 5/R: Regolamento regionale recante: Regolamento di attuazione di cui all’art. 3 della legge regionale 7 aprile 2000, n. 39 (Cimiteri per animali d’affezione).

  15. BOGGIONE Piero

    dovendomi occupare di realizzare in provincia di Torino un cimitero di animali d’affezione che preveda anche un forno crematorio, mi interesserebbe sapere come muovermi e chi interpellare (comune, provincia, regione?) per ottenere le autorizzazioni necessarie. ringrazio e saluto. Boggione

  16. Carlo

    In Sicilia, per costruire cimiteri dedicati ad animali d’affezione (ossia domestici) si segue il dettato della Legge Regionale Legge regionale 3 luglio 2000, n. 15, art. 23, secondo cui la costruzione di questi cimiteri compete ai comuni, singoli o associati previo il preventivo parere dell’AUSL. salvo modifiche dell’ultima ora, di cui, per altro, non si ha notizia, l’impianto di un camposanto, con annesso crematorio, per animali d’eccezione, non sembra possibile per i privati, ma solo per gli enti locali

    Ad ogni modo, se ragioniamo per analogia con le norme che regolano la realizzazione per forni crematori destinati ad incinerare le spoglie umane, l’autorizzazione all’esercizio di un crematorio spetta alla regione, o alla provincia, se delegata dalla regione, secondo quanto previsto dal DPR 24 maggio 1988 n.203, concernenti norme in materia di qualità dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinantie di inquinamento prodotto dagli impianti industriali ai sensi della Legge 16 aprile 1987 n.183.

    Riguardo ai limiti di emissione in atmosfera si rinvia al DPCM 21 luglio 1989, nonchè ai Decreti Ministerilai 12 luglio 1990 e 19 novembre 1997 n.503, essi, però, si riferiscono a grandi impianti di combustione e poco si attagliano agli standards di piccole strutture limitate e destinate a questa particolare funzione di polizia mortuaria/veterinaria.

    In questa dissertazione si parte dal presupposto che il crematorio per animali d’affezione sia compreso in un cimitero all’uopo destianto (cioè all’accoglimento di detti animali.

    Premettendo che ci si trova in assenza di una disciplina legislativa specifica, tuttavia è possibile rinvenire una serie di norme, appartenenti a provvedimenti che, tra loro, differiscono per natura, materia ed epoca, ma che costituiscono i binari sui quali sviluppare l’analisi delle possibilità.

    Le norme la cui applicazione non dà luogo ad incertezze sono, in ordine cronologico:

    a) art.674 del Codice Penale;

    b) art.264 del R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie (1);

    c) D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320, Regolamento di polizia veterinaria (2) e successive modificazioni;

  17. marcello strazzulla

    Buongiorno, vi scrivo riguardo le autorizazioni necessarie per poter avviare an’attivitò di cremazione per animali domestici.Gradirei avere se è possibile informazioni al riguardo, in modo di poter fare i primi passi verso la realizazione di un crematorio per cani e animali domestici di piccala taglia, premesso che io abito a catania, dunque con le leggi vigenti della regione (sicilia) ed eventuali vantaggi per la formazione di nuove imprese in sicilia.Scuro di avere una risposta che possa guidarmi nei primi passi del mio progetto.

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