Vicenza: tra qualche mese avrà la sala del commiato al cimitero Maggiore

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Il prefabbricato usato per gli eventi vicentini firmati da Marco Goldin finirà al cimitero Maggiore di Vicenza. Verrà smontato e riallestito per ospitare la sala del commiato.
Parte della struttura metallica, che si trova ancora in corte dei Bissari, lungo contra’ Catena, verrà smontata e rimossa con una spesa di 70mila euro.
I “pezzi” – e in particolare i pannelli – verranno messi provvisoriamente in 2 container, i quali verranno portati al cimitero Maggiore, per poi essere rimontati e dar vita al nuovo locale.
«In tanti avevano chiesto che intenzioni avessimo con la struttura rimasta in corte dei Bissari – spiega l’assessore alla cura urbana del comune di Vicenza – Il deposito temporaneo in container protetti ridurrà le spese di stoccaggio, grazie al contenimento della movimentazione».
La sala avrà una superficie di 200 metri quadrati e potrà ospitare fino a cento persone, con servizi e una nicchia per il feretro. Completeranno l’opera una pensilina di protezione in ingresso e una vasca decorativa.

Vescovo emerito spagnolo dona il suo corpo morto alla scienza

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«Le ultime volontà del nostro vescovo erano che i suoi resti fossero donati alla ricerca scientifica».
Con queste parole Francisco Pardo Artigas, attuale pastore di Girona, città vicina a Barcellona, in Spagna, ha comunicato della morte a Santo Stefano di monsignor Jaume Camprodon i Rovira, suo predecessore per i lunghi anni dal 1973 al 2001.
Durante il funerale, celebrato in duomo, la bara col suo corpo non c’era.
La cripta preparata nella cattedrale per accogliere le spoglie dei vescovi titolari è rimasta chiusa.
«Ho donato i miei resti alla sala di dissezione della Facoltà di Medicina di Barcellona» dice nel suo testamento.
La Messa è stata officiata da Pardo, insieme a cardinali e vescovi della regione.
«Era cosciente che fin dal primo infarto che lo ha colpito anni fa, la medicina aveva fatto molto per lui – scrive Pardo in una lettera ai fedeli – e come ringraziamento, ha voluto donare il suo corpo per poter aiutare la ricerca in tutte le malattie». È stata la stessa diocesi «subito dopo la sua morte, a compiere le sue volontà».
Alla seguente domanda (posta da Vatican Insider), Mons. Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha così risposto:
Questa vicenda del Vescovo spagnolo serve a migliorare il rapporto e il dialogo tra fede e scienza? E Lei, eccellenza, anche alla luce della scelta del Vescovo spagnolo, come interpreta invece il rapporto – meno “filosofico” e più pratico – tra fede e tecnica scientifica?
«Questa scelta del Vescovo emerito di Girona tocca un tema particolarmente delicato che è quello del rapporto dell’umano con la scienza e la tecnica, rapporto che sta assumendo nuovi contorni. Mentre in passato la tecnica poteva essere considerata uno strumento, oggi sta diventando una cultura diffusa e onnicomprensiva: in questa prospettiva un dialogo tra umanesimo e tecnica è indispensabile, purché e perché non se ne resti asserviti e quindi annullati in una logica che rimarrebbe solo tecnica. La tecnica per sua natura è senza anima, senza sogno, senza quel filo di mistero che è indispensabile per la vita umana. Non tutto può essere affidato alla tecnica perché altrimenti tutto sarà affidato al mercato, a chi ha i mezzi per sviluppare la tecnica e, alla fine, alla legge del più forte: guadagno, sfruttamento diventerebbero rischi sempre più forti. Ecco perché vita e morte legate dal mistero sono indispensabili. Per un progresso scientifico sempre rispettoso della centralità dell’essere umano, per un progresso scientifico davvero “umanistico” e non legge a sé stesso».

Ordigni esplosivi anche su impresa funebre nel napoletano

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tre ordigni esplosivi un paio di notti or sono hanno fatto tremare i residenti di Giugliano e Parete, a cavallo tra le province di Napoli e Caserta.
Intorno all’una sono state colpite le due sedi dell’agenzia funebre Russo, in via Oasi Sacro Cuore a Giugliano e in piazza del Popolo a Parete. Un’altra bomba è esplosa davanti all’Immobiliare Meraglia, a Parete.
Sul posto sono giunti i carabinieri che hanno eseguito i rilievi e avviato le indagini.
Si presume siano atti intimidatori.

Cimitero di Arona: giornata della memoria

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Venerdì 27 Gennaio 2017 l’amministrazione comunale di Arona celebrerà il “Giorno della Memoria”. Il ritrovo sarà alle ore 9.30 presso la Tomba Cantoni (in via Isonzo, lato destro del cimitero) con un momento di riflessione e l’intervento del Sindaco Alberto Gusmeroli. La commemorazione proseguirà alle ore 10.15 nella palestra dell’Istituto Comprensivo “Giovanni XXIII” con un intervento di ANPI – sez. di Arona, la testimonianza di Antonio Torelli e la partecipazione del coro della scuola.

Va a gara l’ampliamento del cimitero di Grottammare

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Il progetto di ampliamento del cimitero cittadino di Grottammare (Ascoli Piceno) è pronto ed è in corso l’espletamento della gara per la sua realizzazione. La nuova costruzione corrisponderebbe all’edificio B del terzo lotto consistente in 240 edicole funerarie.
Il progetto definitivo esecutivo comprende opere per un valore complessivo di 347.500 euro, che verrà sovvenzionato mediante il sistema dell’autofinanziamento. L’investimento, infatti, è totalmente coperto dai proventi derivanti dall’assegnazione delle concessioni avvenuta tramite bando, lo scorso anno.
La scelta dell’impresa che realizzerà i lavori avverrà attraverso la Stazione Unica Appaltante di Fermo. L’importo a base di gara è di 301.125,55.
La realizzazione di un nuovo settore cimiteriale arriva a circa 5 anni dall’ultima opera di ampliamento del camposanto, il settore A, comprendente 252 loculi.
Nel 2010, infatti, per far fronte alla domanda di nuovi loculi, l’ala ovest del cimitero cittadino fu destinata ad accogliere un ampliamento strutturale complessivo di 825 fornetti, composto di tre distinti settori da realizzare nel corso degli anni, procedendo, per ogni blocco, prima all’assegnazione delle concessioni e poi alla realizzazione

Prescritte le accuse di turbativa di mercato per alcune decine di imprenditori funebri del casertano

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Si è chiuso con una raffica di prescrizioni il procedimento a carico di una trentina di imprenditori delle onoranze funebri coinvolti nel 2009 nell’Operazione Thanatos.
Il gup del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Ivana Salvatore ha assolto Antonio Chianese, Antonio Cammarota di Caserta, Domenico De Marco di Castel di Sasso, Giuseppe Parrillo di Castel di Sasso, Giovanni Scalera di Caserta, Edoardo Scalera di Caserta, Domenico Scalera di Caserta, Gaetano Cerreto di Marcianise, Raffaele Cerreto di Marcianise, Enrico Imparato, Gennaro Trombetta di Marcianise, Alessandro Trombetta di Marcianise, Matilde Vecchione di Santa Maria Capua Vetere, Costantino Ferrara di San Tammaro, Luciano Conte di Lusciano, Paolo Conte di Lusciano, Francesco Conte di Lusciano, Arturo Siro di Aversa, Aniello Ventre di Lusciano, Giuseppe Iodice, Pasquale Russo, Sabatino Salvatore Russo, Luciano Russo, luigi Russo, Gianpaolo Verrillo, Ernesto Corvino, Pasquale Cerullo, Francesco Cerullo, Alessio Vanacore di Santa Maria a Vico e Gennaro Cesarano.
Secondo l’accusa c’era un sistema per favorire alcune ditte.

Succede ancora: morte apparente in villaggio cinese

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Nella provincia cinese sud-occidentale di Sichuan il 75enne pensionato Huang Mingquan è stato riconosciuto morto da un suo figlio e una dozzina di parenti poichè “ha smesso di respirare e i suoi arti sono diventati freddi”. Il pensionato è stato sistemato in una bara dove ha trascorso ben 8 ore durante il servizio funebre, nel bel mezzo del quale ha spostato il coperchio della bara chiedendo a tutti i presenti: “Che sta succedendo? Mica mi state seppellendo?”. Il figlio sorpreso e sbalordito ha aiutato il padre a uscire dalla bara.

Lucca vara misure per facilitare le concessioni cimiteriali

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Accogliendo le sollecitazioni venute da molti cittadini alle prese con il rinnovo delle concessioni cimiteriali in scadenza (circa 1800 concessioni per 73 cimiteri sparsi sul territorio), l’amministrazione comunale ha deciso di modificare il Regolamento di Polizia Mortuaria, in modo da consentire rinnovi più brevi, e dunque meno onerosi, di ogni concessione.
“Da quando è stato dato avvio alle procedure per il rinnovo delle concessioni dei cimiteri – spiega l’assessore Francesca Pierotti – è stata registrata da Gesam una diffusa difficoltà da parte dei cittadini a sostenere la spesa necessaria al rinnovo per ulteriori trent’anni ed è stata avanzata da più parti la richiesta di potere ridurre il periodo della concessione, in modo da renderla meno onerosa. Considerando il significato etico e religioso che riveste la cura delle sepolture e considerando d’altra parte il periodo difficile che stanno attraversando le famiglie a livello economico, abbiamo deciso di proporre due tipi di rinnovi delle concessioni, uno che resta a trent’anni e l’altro che si abbassa a 15 anni, con notevoli risparmi per i cittadini”.
Una volta che il consiglio comunale renderà operativa la delibera, toccherà alla municipalizzata locale (Gesam spa) predisporre gli avvisi con cui portare a conoscenza della cittadinanza la novità introdotta.
Sempre nell’ottica di andare incontro alle difficoltà rappresentate dai titolari di concessioni cimiteriali in scadenza, dallo scorso mese di dicembre 2016 è possibile usufruire di prestiti personali per la copertura delle spese relative alle pratiche cimiteriali per il rinnovo delle concessioni scadute e per quelle relative ad altre operazioni su tombe o loculi.

Stato Civile & Polizia Mortuaria: il problema e la procedura del “Giunto Cadavere” alla luce del D.P.R. n.396/2000: quali le competenze?

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L’art. 1 della Legge 29/12/1993 n. 578 (Norme per l’accertamento e la certificazione di morte), recita: “la morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell’encefalo”, tale legge stabilisce inoltre i metodi per l’accertamento di morte, gli obblighi per i sanitari, i tempi di osservazione dei cadaveri e le sanzioni inflitte nel caso in cui non venga rispettata la suddetta normativa.

 

Il permesso/licenza di seppellimento… non esiste più, almeno dal 30 marzo 2001, quando, cioè entra in vigore il D.P.R. n.396/2000.

Esso, infatti, ha, semplicemente, mutato denominazione e natura: oggi si dovrebbe parlare di autorizzazione all’inumazione. oppure di autorizzazione alla tumulazione (art. 74 D.P.R. n.396/2000).

La concessione di una tra queste autorizzazioni spetta all’Ufficiale di Stato Civile del comune di decesso (salvo solo il caso in cui non sia noto il luogo di decesso, eventualità nella quale competerebbe all’Ufficiale di Stato Civile del comune in cui il corpo e’ deposto (= giunto cadavere) (art. 72 D.P.R. n. 396/2000).

L’autorizzazione al trasporto concerne, anche quando il cadavere sia stato trasferito altrove (ad es. per disposizione (scritta) della c.d. pubblica autorità) al comune di decesso (vedi, anche, punto 2, 2. lett. b) circolare Min.Sanita’ n. 24 del 24/6/1993).

Nell’ipotesi in cui l’evento della decesso si sia consumato in circostanze particolari, quasi “estreme”, e non sia possibile individuare esattamente il luogo dell’exitus (rinvenimento di persona già cadavere, o sopravvenuto decesso durante il trasporto presso una struttura ospedaliera), il Massimario per l’ufficiale dello stato civile, nell’edizione dell’anno 2011, si è pronunciato ritenendo che l’Autorità sanitaria debba procedere a trasmettere l’avviso di morte all’ufficiale dello stato civile del Comune sede dell’istituto ospedaliero in cui la morte è stata certificata.

Come, infatti è stato rilevato in dottrina solo nelle situazioni più estreme quali decapitazione, maciullamento, avanzata decomposizione la dottrina (M. Cingolani, L. Leone, R. Penna,Problemi medico-legali, La guardia Medica 2004, Menarini edizioni) sarebbe ammissibile la l’eventualità che l’assoluta certezza della morte sia attestata non già dal necroscopo, ma anche dal medico che per primo esamina il cadavere, nel luogo in cui quest’ultimo si trova.

Tale avviso, prosegue il Massimario, qualora non siano note tutte le doverose e puntuali indicazioni di cui all’art. 73 del Regolamento dello Stato Civile di cui al D.P.R. n.396/2000, deve riportare solamente la circostanza effettuale che il defunto è «giunto già cadavere in ospedale” o è stato «rinvenuto cadavere». Conseguentemente, l’ufficiale dello stato civile che riceve questa trasmissione deve formare l’atto di morte civile e riportare sugli appositi fascicoli tutte le annotazioni di rito, nonché rilasciare le relative autorizzazioni all’inumazione o tumulazione, riportando i dati così come indicati nella comunicazione del decesso recapitata dalla struttura sanitaria, stante, in ogni caso, la necessità di registrare tempestivamente il fatto luttuoso anche quando non siano noti alcuni degli elementi previsti dal citato art. 73 per la stesura dell’atto di morte.

È ovvio, conclude il Massimario, che l’atto di morte così redatto potrà essere successivamente integrato tramite l’ordinaria procedura di rettificazione (o di correzione di errore materiale, nei casi in cui questa sia possibile ai sensi della Circolare F/397 – prot. 5999 del 4 giugno 2008) qualora vengano acquisiti e accertati ulteriori elementi di conoscenza riguardo anche al luogo ove è avvenuto il decesso nelle circostanze prospettate.

In Emilia-Romagna, ad esempio, nel frangente di “giunto cadavere al Pronto Soccorso”, di morte improvvisa e/o non spiegabile, di decesso senza assistenza medica, di decesso sulla pubblica via o comunque fuori dall’ospedale, come previsto dall’art. 8, comma 1, della Legge Regionale. n. 19/2004, in assenza di ipotesi di reato, occorre compilare la ML M/P02/14 “Scheda per istruttoria decessi nel territorio in applicazione della L.R. 19/2004” da parte del medico necroscopo che procederà ad una istruttoria raccogliendo gli elementi necessari ai fini valutativi per definire la causa di decesso.

Qualora questa non sia definibile dopo l’istruttoria effettuata, il medico necroscopo chiederà la valutazione medico legale (riscontro diagnostico?) per ulteriori approfondimenti ( Il certificato necroscopico non deve contenere la causa di morte (art. 74 del D.P.R. 396/2000 e art. 4 del D.P.R. 285/1990) che deve, invece, essere riportata nella scheda ISTAT prevista e disciplinata dai commi 6 e 7 dell’art. 1 del D.P.R. n. 285/1990).

Un modello di gestione dell’attività funebre e cimiteriale da guardare con interesse

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A La Spezia sono profondi i cambiamenti che si stanno effettuando per la gestione di cimiteri e crematorio.
L’assessore Corrado Mori ha presentato qualche giorno fa il nuovo modello di gestione dei servizi cimiteriali:
un nuovo impianto di cremazione, uno sportello unico per i cittadini, una sala commiato e una maggior trasparenza nei costi.
Le innovazioni toccano anche il comparto funebre:

Il comune della Spezia avrà il ruolo di coordinatore del progetto, Spezia Risorse si occuperà del supporto operativo, dei pagamenti, della cartografia e dell’implementazione della banca dati. Altri due attori interessati sono:
– l’agenzia di onoranze funebri che, se deciderà di aderire al progetto, avrà le funzioni di uno sportello unico rendendo la vita più semplice ai cittadini che usufruiranno di questo servizio;
– un partner tecnologico, scelto tramite gara pubblica, che dovrà fornire supporto informatico.
L’assessore la definisce una vera e propria rivoluzione al servizio del cittadino:
“Il cittadino che entra nella società di onoranze funebri potrà fare tutto direttamente in loco.
L’agenzia di pompe funebri entrerà nella banca dati del comune permettendo al cittadino di scegliere beni e servizi comunali.
Il cittadino sarà libero di scegliere il funerale che preferisce, controllare costi e prezzi, scegliere orario e giorno del funerale, scegliere il loculo o l’ossario in cui tumulare il familiare, effettuare tutti i pagamenti verso il comune e l’agenzia utilizzando, oltre ai classici metodi di pagamento, anche il sistema PAGOPA (strumento informatico che ha l’obiettivo di regolare i pagamenti verso la pubblica amministrazione potendo pagare tramite carte di credito, di debito o iban bancario)”. Ad ogni salma verrà associato un codice a barre che la accompagnerà in tutti i movimenti successivi.
L’altra rilevante novità concerne l’impianto di cremazione.
Il numero di cremazioni a La Spezia, in questi ultimi anni è fortemente cresciuto.
Alla Spezia nel 2015, ad esempio, ci sono state ben 772 cremazioni. Visto l’incremento esponenziale di questa pratica funeraria, il comune ha deciso di realizzare un nuovo impianto di cremazione.
“Dobbiamo implementare la capacità di poter rispondere a queste richieste attraverso il nuovo forno, che ha un costo complessivo di 1,2 milioni di euro. Si tratta di uno strumento tecnologico dalle basse emissioni che potrà svolgere questa funzione non soltanto per gli spezzini, ma anche per salme provenienti da altre province. Attraverso questo nuovo forno possiamo ipotizzare di poter dare il medesimo servizio ad un costo più basso di quello attuale. Verranno presentati altri servizi come la sala commiato, un punto di ristoro ed un parcheggio. Il nuovo impianto sorgerà nell’area dietro al cimitero, di fronte all’attuale impianto di cremazione”.

Il problema “Concessione Cimiteriale” in dottrina e giurisprudenza: natura e forma dell’atto.

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Piglio l’abbrivo, nella stesura di questo breve saggio, con una citazione d’autore, traendo esplicitamente spunto dalle note di Paolo Richter ne: “Il diritto al sepolcro tra normativa statale, regolamenti comunali e clausole contrattuali”, testo liberamente reperibile on line.

“Il vocabolo “concessione” è di derivazione settecentesca, ante rivoluzione francese, siamo, dunque, in piena epoca di assolutismo monarchico, e indicava gli atti di benevolenza sovrana – fons honorum – con i quali si attribuiva un privilegio nel senso che si riconosceva “al beneficiario una condizione particolare [di vantaggio] , di cui altri non godeva”; si pensi, in proposito, alle materie di prerogativa della Corona, quale quella dei titoli nobiliari e degli ordini cavallereschi. La moderna legislazione democratica degli Stati, succedutasi nel tempo, ha conservato il termine solo come struttura logica, cambiandone tuttavia il significato semantico, il quale oggi si estende a materie che un tempo erano rette dal diritto privato. Il primo assetto teorico dei procedimenti concessori (e autorizzatori) si deve agli studi di O. Ranelletti (in Rivista italiana per le scienza giuridiche anni 1894, 1895, 1896), secondo cui l’effetto principale di tali procedimenti consiste nel conferire nuovi diritti in capo a soggetti estranei alla P.A. (M.S. Giannini, Diritto Amministrativo, vol. II, Giuffrè, 1993, 652 ss.)”.

Secondo il più tradizionale dibattito giuridico (Romano e Sandulli), la concessione è la manifestazione di volontà, avente rilevanza esterna, con il quale la Pubblica Amministrazione (P.A.) conferisce ex novo posizioni giuridiche attive, nella sfera del destinatario, di cui egli non era precedentemente titolare, ampliandone in tal modo la sfera d’azione nel mondo del diritto.

La concessione, ad avviso della dottrina più recente, è altresì definita come il provvedimento amministrativo tramite il quale la P.A. attribuisce ai concessionari diritti di cui essa stessa è titolare (c.d. concessioni traslative) o che sorgono con la concessione (c.d. concessioni costitutive): Mattarella, voce Atto amministrativo, tipologia, in Dizionario di diritto amministrativo, a cura di Clarich e Fonderico, Milano, 2007, 82.

Si coglie così la divaricazione semantica e funzionale con l’autorizzazione intesa, secondo la definizione della dogmatica più risalente (O. Ranelletti) come l’atto della P.A. che rimuove gli impedimenti giuridici posti all’esercizio di un diritto o potere che già esiste in capo al privato. Più precisamente, secondo l’impostazione della dottrina dominante, l’autorizzazione si distingue dalla concessione poiché nella prima si rimuove un limite legale generale che inibisce lo svolgimento di un’attività riguardante un preesistente diritto soggettivo, potere o facoltà i quali – invece – nella concessione, non esisterebbero già prima nella sfera giuridica del privato, tant’è che a fronte del potere concessorio della P.A., il privato vanta un mero interesse legittimo pretensivo al provvedimento.
Oltre che dal punto di vista strutturale, attenta dottrina (R. Garofoli – G. Ferrari, Manuale di diritto Amministrativo, Nel diritto Editore, 2012, 931) ha osservato come concessione e autorizzazione differiscano tra loro anche per la fisionomia dei rispettivi procedimenti: la legge sul procedimento amministrativo ha infatti sostituito l’autorizzazione necessariamente espressa con l’istituto del silenzio-assenso (art. 20 L. 7 agosto 1990, n. 241: per i provvedimenti autorizzatori a limitato tasso di discrezionalità) e con la segnalazione certificata di inizio attività (S.C.I.A.) – già denuncia di inizio attività (D.I.A. – art. 19 L. 241/1990: per i provvedimenti autorizzatori impropri, stante la natura vincolata dell’azione amministrativa che li riguarda, oggi questi due istituti, tra l’altro sono stati profondamente riformati dalla recentissima “Legge Madia”: L. n.124/2015 sotto l’impulso di una certa spinta liberalizzatrice).

La concessione di aree cimiteriali rientra nel novero della concessioni c.d. traslative , atteso che – a differenza di quelle c.d. costitutive – il diritto sussista in capo alla P.A., sicché si può addivenire a questa asseverazione: in capo al privato passa, tramite un provvedimento esplicito (= il famoso ed aulico “regolare atto di concessione” ex Art. 98 comma 1 D.P.R. 285/90 quale condicio sine qua non per poter vantare diritti sul bene cimiteriale) l’esercizio di un diritto ravvisabile, nel caso di specie, nella possibilità di sfruttare le utilitates connesse al bene pubblico identificato nello spazio cimiteriale, oggetto di concessione (in tal senso, E. Casetta, Manuale di diritto amministrativo, Giuffrè editore, 2006, 320).

La concessione a privati delle utilità, derivanti dall’utilizzo beni pubblici, produce fenomeni giuridici di carattere patrimoniale i quali possono essere semplici, ma anche molto articolati. Nel primo caso tali rapporti sono regolati dalle clausole della concessione o del “disciplinare”, allegate al provvedimento di concessione, predisposte unilateralmente dalla P.A., ma ad effetti bilaterali. Gli esiti, cui s’addiviene, diventano invece complessi quando in capo ad entrambe le parti del rapporto concessorio sussistano obblighi patrimoniali con le caratteristiche proprie dell’obbligazione; in tale evenienza, al provvedimento concessorio si collega un contratto negoziato tra le parti (c.d. contratto accessivo della concessione); in certi frangenti, tuttavia, si segue la pratica degli atti c.d. di sottomissione, in cui il privato dichiara in via preventiva che accetterà certe clausole (M. S. Giannini, Diritto Amministrativo, cit., 431 ss.). La dottrina, per lungo tempo, ha seguito la tesi di O. Ranelletti, secondo cui le concessioni sarebbero state da reputare quali atti amministrativi ad effetti bilaterali. La giurisprudenza, invece, ha da subito preferito applicare al rapporto patrimoniale le norme sulle obbligazioni e, poi, quelle sui contratti, delineando così la figura della “concessione-contratto” (Corte Cass., 12 gennaio 1910 in Riv. Dir. Comm., 1910, 248, ove si afferma che la concessione o, meglio, il procedimento concessorio consta di due momenti giuridici distinti e precisamente: a) un “atto di sovranità”; b) una “vera e propria stipulazione di contratto” di diritto privato, per la disciplina degli aspetti di carattere patrimoniale).

Anche la dottrina più evoluta ha finito col rigettare la teoria del Ranelletti e, trovando più convincente l’approccio metodologico giurisprudenziale, ha, così, sviluppato una dogmatica degli atti negoziali della pubblica amministrazione e della relazione tra l’atto amministrativo e il contratto. In buona sostanza, i due atti sono strettamente collegati, atteso che l’annullamento del provvedimento concessorio a monte produca riflessi sulla concessione-contratto a valle che diviene inefficace e non viceversa, si motiva così la scelta di devolvere alla giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo le controversie tra concedente e concessionario, ex art. 5 L. 6 dicembre 1971, n. 1034, ora art. 133, comma 1, lett. b) Codice del Processo Amministrativo approvato con D. Lgs. 2 luglio 2010, n. 104.

In materia di contenziosi concessori, si segnala l’orientamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (formatosi prevalentemente in relazione a controversie possessorie) secondo cui, nelle liti tra privati, in cui il rapporto concessorio di una delle parti con la Pubblica Amministrazione costituirebbe il semplice presupposto storico della controversia tra i privati senza che il rapporto concessorio sia in alcun modo coinvolto o ne sia minimamente intaccato, un problema di difetto di giurisdizione del giudice ordinario non si può neppure porre (cfr. in tal senso, in generale, Cass. Sez. Un. n. 1392 del 4 febbraio 1993; n. 114 dell’8 gennaio 1992, n. 3269 del 19 aprile 1990, Ord. n. 404 del 22 giugno 1989, sent. n. 5769 del 22 dicembre 1989).

A rischio per mancanza di soldi i Servizi cimiteriali a Trapani

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Stato di agitazione a Trapani per i lavoratori del cimitero comunale e dell’isola ecologica del Lungomare Dante Alighieri. I sindacati Fp Cgil, Filt Cisl, Uiltucs, Usae e Usb hanno deciso di riunirsi per fare il punto sulla situazione ieri.
Con gli equilibri di bilancio approvati dal consiglio i due servizi si sono ritrovati senza un euro in bilancio.
L’amministrazione comunale li ha prorogati per un mese, coprendo per intero quello di gennaio, ma dal primo di febbraio i lavoratori della “Trapani Servizi” – società del Comune – che si occupa della pulizia del cimitero e dell’isola ecologica potrebbero fare i conti con la revoca dei due servizi.
“Quello che ci preoccupa – affermano alcuni sindacalisti – è che i tagli alla partecipata possano causare esuberi di personale. C’è stato un vertice con “Trapani Servizi”ed è stato comunicato informalmente l’intendimento del Comune di adottare una variazione di bilancio per recuperare una cifra da destinare a cimitero e isola ecologica, somma che tuttavia non basterebbe a coprire tutti i costi, mettendo a rischio il futuro occupazionale di parte dei 20 dipendenti attualmente impiegati.

Genova: aggressione al cimitero di Sestri Ponente

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Potrebbero essere le telecamere del circuito di sorveglianza del cimitero di Sant’Alberto o quelle delle case vicine, a fornire elementi utili ad individuare il rapinatore che ha aggredito e rapinato un’anziana 70enne mentre portava fiori sulla tomba della sorella al cimitero di Sestri Ponente a Genova.
Le forze dell’ordine che indagano sulla violenta aggressione visioneranno le immagini registrate alla ricerca di tracce dell’uomo sui 35-40 anni che ha assalito l’anziana pensionata alle spalle e l’ha costretta a consegnare l’orologio, collana d’oro e orecchini e la borsa contenente circa 300 euro in contanti.

Raggio verde al servizio del cimitero

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Al cimitero di Sant’Angelo lodigiano è stato sperimentato un nuovo sistema di allontanamento dei piccioni che imbrattavano l e tombe e originavano molte proteste da parte della popolazione.
Si tratta di un metodo pare inventato in Olanda: Si proietta un laser verde nell’area in cui si concentrano i volatili, con un dispositivo concesso in gestione solo ad agronomi e ad aziende specializzate in disinfestazione.
Il raggio viene percepito dai volatili come un ostacolo gigantesco che si muove a velocità elevata- Gli animali si spaventano e volano lontano anche chilometri.

Riaperti alcuni cimiteri a Norcia dopo il terremoto

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Riaperti a Norcia, il 12 gennaio 2017, il cimitero del capoluogo e quelli delle frazioni di Biselli, Forsivo e Cortigno, chiusi dopo le forti scosse di terremoto del 26 e 30 ottobre 2016. Il cimitero di Norcia, dopo gli interventi di messa in sicurezza, è riaperto per la sola parte nuova; la vecchia, infatti, è ancora in fase di sistemazione.
Nei prossimi mesi verranno riaperti anche i cimiteri di Serravalle, Ospedaletto, Nottoria, Pescia, Frascaro, Capo al Campo ed Agriano, previa realizzazione di alcune opere di messa in sicurezza e manutenzione.

Cagliari: sospesa temporaneamente l’accettazione di salme da cremare

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A causa di un «ingente numero di salme pervenute e in attesa di cremazione» nel cimitero di San Michele a Cagliari, «per garantire il rispetto delle norme igienico sanitarie non sarà possibile accogliere ulteriori salme per la cremazione sino a domenica 15 gennaio 2017».
L’accoglienza (sospesa da venerdì 6 gennaio 2017) riprenderà «a partire da lunedì 16 gennaio».

Ghiaccio e neve nei cimiteri. Chiusi alcuni per precauzione

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Questa mattina sono stati chiusi a Bologna, causa neve e lastre di ghiaccio, i cimiteri della Certosa e di Borgo Panigale, restano garantiti i riti funebri. Le previsioni meteo di Arpa segnalano per oggi la presenza di pioggia che gela al suolo e la possibilità di deboli nevicate in serata.L’amministrazione comunale raccomanda dunque la massima prudenza ai cittadini.

Influenza: un primo bilancio per la stagione 2016-2017

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Riportiamo l’articolo a firma di Caterina Rizzo e Antonino Bella – Istituto superiore di sanità, pubblicato il 5 gennaio scorso, su epicentro.iss.it, dal titolo: Influenza: un primo bilancio per la stagione 2016-2017.

Grazie al contributo della Rete InfluNet e della Sorveglianza integrata dell’Influenza anche nella stagione 2016/2017 è possibile descrivere l’andamento dell’influenza in Italia.

Questa stagione presenta alcune peculiarità: è caratterizzata da un anticipo di circa 3 settimane, da una rapida impennata dell’incidenza delle sindromi simil influenzali e da un elevato numero di casi nei soggetti di età ≥ 65 anni rispetto alle scorse stagioni (esclusa la stagione pandemica 2009/2010). Infatti, in tutte le Regioni italiane il periodo epidemico è iniziato nell’ultima settimana del 2016, ovvero in largo anticipo rispetto agli anni passati, quando veniva raggiunto tra fine gennaio e inizio febbraio.

Nello specifico dall’inizio della sorveglianza sono stati registrati 1.947.000 casi in tutta Italia. Il livello di incidenza, dal 26 dicembre 2016 al 1 gennaio 2017, è stato pari a 10,12 casi per mille assistiti: nello stesso periodo della passata stagione influenzale raggiungevano a malapena i 2 casi per mille assistiti. Ad alimentare la crescita, come ogni anno, i contagi tra i bimbi sotto i cinque anni, tra cui si sono registrati 27,6 casi per mille assistiti. Ma l’incidenza aumenta soprattutto tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni, tra cui ci sono stati 6,34 casi per mille assistiti, il doppio rispetto alla settimana precedente (quando erano 3,32).

La quasi totalità dei virus influenzali antigenicamente caratterizzati è simile ai ceppi contenuti nel vaccino (96% dei virus A/H3N2 e 100% dell’AH1N1) per la stagione 2016/2017 sottolineando che ad oggi non vi è mismatch dei ceppi circolanti rispetto a quelli contenuti nel vaccino.

Dall’inizio della sorveglianza sono 31 i casi gravi di influenza confermata, 4 dei quali deceduti, riportati al sistema di sorveglianza da 10 Regioni e Province Autonome. L’età mediana dei casi segnalati è di 67 anni (range 3-88) e il 61% ha più di 65 anni. L’83% dei casi gravi e dei decessi di influenza confermata segnalati al sistema, presenta almeno una patologia cronica preesistente. Nella maggior parte dei casi gravi è stato isolato il virus A/H3N2 (58%) seguito dal virus A/H1N1pdm09 (16%) e tutti i decessi sono stati causati dal virus A/H3N2. I dati relativi all’eccesso di mortalità in Italia per tutte le cause rientrano nell’atteso e non mostrano fino ad ora il superamento delle soglie di allerta.

È molto importante ricordare che durante le stagioni influenzali dominate dal virus A/H3N2 vengono colpiti da forme severe di influenza soprattutto gli anziani e i soggetti con condizione di rischio, pertanto questi soggetti se non vaccinati, devono mettere in atto misure di protezione personali (misure non farmacologiche) utili per ridurre la trasmissione del virus dell’influenza applicando le seguenti azioni:
lavaggio delle mani (in assenza di acqua, uso di gel alcolici)
buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani)
isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale
uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari (ospedali).

Costa caro al custode del cimitero di Arienzo assentarsi durante l’orario di lavoro

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Succede ad Arienzo (Caserta). Restano chiusi dentro al cimitero. parte una richiesta d’aiuto. Arrivano i carabinieri.
I carabinieri accertano l’assenza del custode sul luogo di lavoro, senza alcuna autorizzazione, il quale avrebbe dovuto espletare il turno dalle ore 8 alle 14.

I militari quando si sono recati via Cappuccini hanno constatato la chiusura del cancello d’ingresso del cimitero e la presenza di alcuni cittadini all’interno, impossibilitati ad uscire.
E così parte pure la denuncia per assenteismo e interruzione di pubblico servizio: sono queste le accuse ca carico del custode del cimitero di Arienzo.
Sono in corso le procedure per la quantificazione e la restituzione della somma illecitamente percepita.

A Bologna un funerale solenne per un mito del calcio morto nei giorni scorsi

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La tribuna centrale dello stadio Dall’Ara di Bologna porterà il nome di Ezio Pascutti. Lo ha deciso il sindaco di Bologna Virginio Merola, per onorare la memoria dell’attaccante rossoblù scomparso a 79 anni nei giorni scorsi.
La città ha salutato Pascutti (una vera istituzione per il calcio bolognese e non solo) con una giornata di lutto cittadino, in occasione del funerale che si è svolto nella Cattedrale di San Pietro.
I rintocchi della campana dell’Arengo hanno accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa, e la bandiera comunale è stata esposta a lutto.
Imponente la folla presente.
L’Amministrazione comunale ha concesso anche alla famiglia, a titolo gratuito, un’urna cineraria di pregio su supporto marmoreo, al cimitero della Certosa di Bologna, e l’esonero delle spese della cremazione.