Sempre alto a Trento il giudizio positivo sui servizi funerari comunali

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Il servizio funerario del comune di Trento ha un grado di apprezzamento da parte dei cittadini alto, pari a 9. Sono sempre di più gli utenti che si rivolgono al servizio cremazione e sono sempre meno le persone che decidono di andare a visitare i propri cari presso il cimitero monumentale di via Giusti. Questi alcuni dei risultati della quarta “Indagine sulla soddisfazione dei cittadini nei confronti dei Servizi funerari e cimiteriali del Comune di Trento”.

Il periodo di riferimento dell’indagine è quello compreso tra il primo gennaio e il 31 dicembre del 2016. E’ stato estratto un campione di 350 persone dagli utenti che si sono rivolti al servizio (su un totale di 1520). Sono infine stati recuperati 206 questionari. Come già detto il giudizio complessivo dato dai cittadini intervistati è stato 9. Gli indicatori migliori riguardano la cortesia e il rispetto da parte della squadra durante la cerimonia, la professionalità e l’informazione e attenzione al cliente. Tra i dati che l’Amministrazione ha voluto sottolineare anche quelli riguardanti l’utilizzo del servizio cremazione. Quest’ultimo, secondo l’indagine, ha subito un significativo incremento passando dal 33% di richieste nel 2006 al 53,9% del 2017.

Per quanto riguarda invece la frequentazione, pur dando un giudizio positivo sulla sicurezza (l’80,9% ha detto di non aver mai subito furti), sono sempre meno le persone che decidono di frequentare il cimitero. Rispetto agli anni 2012 e 2006 è aumentata la percentuale associata alla voce “meno di 3 – 4 volte all’anno”.
Il 56,3% degli intervistati, invece, è a conoscenza della presenza nel cimitero di Trento di numerose tombe di grande interesse storico e artistico. Il 51%, infine, ritiene che l’Amministrazione comunale dovrebbe farsi promotrici di diverse iniziative per custodire tale patrimonio.
Fonte: ildolomiti.it

Sanremo: parte project financing per la realizzazione del crematorio

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Il Comune di Sanremo ha dato il via alla gara aperta per la concessione per la progettazione definitiva ed esecutiva, la costruzione e la successiva gestione dell’impianto di cremazione.
Si tratta di un progetto del valore complessivo di euro 2.743.723,05 euro.
L’impianto è molto atteso dalla cittadinanza poiché molte famiglie potranno dare l’addio ai loro cari senza dover per forza andare fino a Nizza come si è sempre fatto fino ad ora.
L’area individuata per il crematorio è quella esterna al cimitero di valle Armea in modo da non avere vincoli architettonici e “culturali”. Un intervento che, tra l’altro, permetterà anche di riqualificare l’area esterna al cimitero che ora, come noto, versa in stato di degrado e abbandono.

Cade dalla scala mentre tinteggia cappella funeraria, è grave

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Un uomo è ricoverato in gravi condizioni in ospedale. Si tratta di L.V. 66enne di Veglie, titolare di una ditta individuale. L’uomo si trovava su una scala, quando ha fatto una rovinosa caduta da circa tre metri d’altezza.
Il 66enne era al lavoro presso una cappella funeraria del cimitero locale.
Stava svolgendo, in particolare, un’opera di ritinteggiatura, quando all’improvviso, per cause in fase d’accertamento, ha perso l’equilibrio ed è precipitato.
Era da solo, al momento dell’accaduto, e ad accorgersi di quanto avvenuto sono state tre persone che si trovavano in visita presso i luoghi di sepoltura dei propri congiunti. Purtroppo, nel cadere, il 66enne ha battuto la testa contro il terreno.

A Trento, pur senza crematorio, la cremazione va oltre il 50%

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La percentuale di utenti del servizio di cremazione a Trento ha subito un significativo incremento passando da 33,0% dell’anno 2006 al 53,9% del 2017. Il dato emerge dall’indagine 2017 svolta sulla soddisfazione degli utenti dei Servizi funerari e cimiteriali del Comune di Trento.
L’83% degli intervistati ritiene i tempi del servizio relativo alla cremazione ‘adeguato’ o ‘minore delle aspettative’.
L’8,1% degli intervistati lo ritiene ‘lungo’ e solo lo 0,9% ‘eccessivamente lungo’.
Va comunque ricordato che la cremazione avviene all’esterno del territorio comunale (il forno crematorio, infatti, non è presente nel Comune), fatto che condiziona inevitabilmente le tempistiche. Le precedenti indagini risalgono agli anni 2012, 2008 e 2006: la ripetizione dell’analisi permette di monitorare nel tempo l’opinione degli utenti in modo da migliorare il servizio proposto.

Parole e musica al cimitero degli Allori a Firenze

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Una nuova produzione tra parole e musica, in cui brani di Gustav Mahler e Johannes Brahms eseguiti dal Quartetto Klimt si alterneranno a estratti da William Shakespeare e Hugo von Hofmannstahl interpretati dall’attore Gianluigi Tosto.
E’ il settimo atto del progetto di incontri e spettacoli ‘Don’t Cry’ (Non piangere), a cura di NEM – Nuovi Eventi Musicali, che si terrà martedì 11 luglio 2017, al calar del sole, alle 21.30 al cimitero monumentale evangelico agli Allori di Firenze, in collaborazione con Fondazione Pas e Comitato consorziale delle chiese evangeliche.

All’asta a Cagliari due cappelle monumentali con obbligo di restauro al cimitero di Bonaria

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Il Comune di Cagliari ha indetto un’asta pubblica per l’assegnazione in concessione, con obbligo e vincolo di intervento di restauro monumentale, di due cappelle gentilizie di proprietà comunale presso il Cimitero di Bonaria.
Si tratta della Cappella Bertoletti per un importo a base d’asta di €. 80.000,00 e della Cappella Montecuccu per un importo a base d’asta di € 25.000,00.
L’offerta e i documenti richiesti dovranno pervenire, a pena di esclusione, entro le ore 12 del 26 luglio 2017.

Massarosa: cannone per spaventare gli uccelli al cimitero

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E’ stato installato qualche giorno or sono nel cimitero di Quiesa a Massarosa (in Versilia) un piccolo cannone a gas propano che serve a dissuadere le colonie di uccelli che stanno causando gravi problemi e disagi nel cimitero.
“Grazie alla collaborazione dell’Atc di Lucca- spiega il sindaco Franco Mungai – è stato installato questo strumento che serve a spaventare gli uccelli. Per questa ragione il cimitero della frazione a partire da giovedì 22 giugno, è rimasto chiuso per alcuni giorni nella fascia oraria tra le 16 e le 21.
Una decisione che abbiamo preso in accordo con la Misericordia di Quiesa per cercare di porre fine a un disagio riferito da molti cittadini e a cui seguiranno, in caso di insufficienza, altri provvedimenti”

Protestano seppellitori napoletani perché non pagano loro lo stipendio

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Bare e manifesti funebri per protestare contro il mancato pagamento dello stipendio. I ‘seppellitori’ del cimitero di Santa Maria del Pianto si sono presentati così dinanzi al Comune di Napoli per chiedere le spettanze arretrate. Gli operatori cimiteriali sono senza stipendio da febbraio, nonostante le rassicurazioni ricevute nel corso di due incontri in Prefettura. In quelle occasioni fu detto loro che entro il 15 giugno sarebbe stato pagato almeno uno stipendio, cosa che non è avvenuta. La ditta per la quale lavorano è la Multiservice, vincitrice della gara ad ottobre, che lamenta un ritardo nelle rimesse economiche da parte del Comune. Un impasse che ha fatto scattare la protesta. I seppellitori di uno dei più grandi cimiteri d’Italia sono arrivati davanti a Palazzo San Giacomo con gli strumenti del mestiere. Sul manifesto si legge: “I seppellitori del cimitero di Poggioreale danno il triste annuncio della scomparsa degli stipendi. Fiduciosi della resurrezione, attendono impazienti”.

Curia di Milano approva lungo e circostanziato documento sulla cremazione

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La Curia di Milano è intervenuta qualche giorno or sono per fornire ai propri fedeli linee guida sulle esequie e soprattutto sulle cremazioni, sempre più diffuse in città.
E, anche, per mettere un argine proprio ad alcune pratiche legate alle ceneri dei defunti, come la dispersione in prati e laghi o la conservazione in casa, a volte all’interno di urne a dir poco stravaganti (come palloni da calcio o altre scelte estemporanee).
«Le sfide poste dalla trasformazione in atto nel mondo contemporaneo esigono ora di maturare nuove scelte che, alla luce della tradizione, sappiano guidare con prudenza l’azione pastorale, recependo anche le recenti indicazioni date in materia dalla Santa Sede e dalla Chiesa che è in Italia».
Questa la premessa con cui l’Arcivescovo, cardinale Angelo Scola, dopo un confronto con il Consiglio presbiterale e con l’aiuto del Consiglio episcopale milanese, approva con Decreto il Direttorio Diocesano per la Celebrazione delle Esequie.
Articolato in 3 capitoli – “Le condizioni attuali”, “La Celebrazione liturgica”, “Le ceneri” – per un totale di 21 temi trattati, Il testo, presentato all’Assemblea dei Decani del 16 maggio scorso, è in vigore a partire dalla Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù (23 giugno 2017) e prevale, laddove vi fossero difformità, con le precedenti disposizioni diocesane in materia, anche quelle proposte dal Sinodo diocesano 47°
“La Chiesa ritiene che le ceneri dei defunti vadano deposte nella tomba e non vengano conservate nell’abitazione domestica, disperse o convertite in oggetti”, recita il “Direttorio diocesano per la celebrazione delle esequie”, documento in vigore dallo scorso 23 giugno. Il testo, di otto pagine, sottolinea come la pratica della cremazione si stia sempre più diffondendo e “appare destinata a diventare nel corso di breve tempo la prassi prevalente”.

Varie le ragioni di questo boom delle cremazioni, spesso di tipo pratico: igienico, sociale e soprattutto economico. Secondo i dati del Comune di Milano, nel 2016 il 75,2 per cento dei funerali hanno comportato la cremazione. Una procedura che ha un costo più contenuto rispetto alle esequie tradizionali.

Pensionata si suicida dandosi fuoco al cimitero di Torino

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Una donna di 70 anni si è data fuoco al cimitero monumentale di Torino, davanti agli sguardi atterriti di altri visitatori in raccoglimento davanti alle tombe dei loro cari. La pensionata, senza documenti, si è cosparsa di alcol e poi ha acceso il fuoco.

E’ stata soccorsa dagli agenti delle volanti ed è stata trasportata all’ospedale Cto in codice rosso con ustioni sul 60% del corpo.
Ancora sconosciuti i motivi del gesto. La sua vita è in pericolo

AGGIORNAMENTO del pomeriggio

Aveva 82 anni, M.M.C. ed abitava col marito nella zona nord della città , la signora che si è suicidata al cimitero Monumentale di Torino, dandosi fuoco con dell’alcool.
E’ stato il marito a denunciarne la scomparsa e ad identificarla al CTO dove era stata ricoverata in condizioni gravissime, con il sessanta per cento di ustioni di terzo grado su tutto il corpo. I coniugi hanno una figlia che vive a Bologna e che appresa la notizia era sotto chock. Ancora non si conoscono i motivi del disperato gesto.

Primo funerale di stato per la UE

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L’Europa ha detto addio all’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl.
È stato il primo funerale di Stato mai organizzato dall’Unione europea, a cui hanno partecipato numerosi leader politici.
La bara è arrivata dalla Germania al Parlamento europeo di Strasburgo coperta solo con una bandiera europea ed è stata messa in una camera ardente, poi nell’emiciclo dove si riuniscono gli eurodeputati in seduta plenaria si è svolta la cerimonia funebre, con i discorsi ufficiali

Siena: il Comune pensa ad affidare la gestione dei cimiteri a privati

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Il sindaco di Siena Bruno Valentini ha annunciato qualche giorno or sono l’intenzione dell’amministrazione di gestore i cimiteri cittadini ed il crematorio, nonché attuare gli investimenti necessari, attraverso un project financing. Ecco le parole del sindaco:
“L’idea è quella di un project financing che garantisca ai cimiteri le adeguate cure e attenzioni, coerentemente con quanto richiesto dai firmatari della petizione promossa da Noi Siena – ha detto il primo cittadino -. Si tratta di un’occasione utile per un ragionamento ampio sul futuro dei cimiteri della nostra città, con nuove idee e l’imprescindibile partecipazione della società civile. Con Noi Siena abbiamo anche lanciato l’idea di una giornata di pulizia del cimitero del Laterino, un momento di impegno civico che si potrebbe realizzare nel mese di settembre”.
nel corso della conferenza stampa è chiaramente emerso l’incapacità del Comune, con i tagli di personale e di risorse a garantire un servizio adeguato. Ecco perché si ricorre a risorse private, che necessariamente comporteranno anche tariffe adeguate.

Avezzano: all’asta 8 tombe a terra e un’area con manufatto

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E’ stato pubblicato sull’Albo On-line e sul Portale della Trasparenza del Comune di Avezzano, l’avviso d’asta pubblica per la concessione per 99 anni di aree cimiteriali presso il cimitero di Avezzano. La disponibilità è di otto tombe a terra e di un’area cimiteriale con manufatto.

Le domande di partecipazione all’asta dovranno pervenire al Comune di Avezzano – Ufficio Protocollo, piazza della Repubblica n. 1, entro e non oltre le ore 12,00 del giorno 06 luglio 2017.

Il plico dovrà essere chiuso ed idoneamente sigillato e controfirmato ai lembi di chiusura dalla stessa persona che sottoscrive l’offerta, riportante all’esterno, oltre le generalità dell’offerente, la dicitura “Asta pubblica del giorno 06/07/2017, per la concessione di aree cimiteriali presso il cimitero di Avezzano”.

Il plico dovrà pervenire al Comune di Avezzano a mezzo servizio postale con raccomandata r/r, ovvero a mezzo corriere, ovvero mediante consegna diretta a mano. Per informazioni ci si può rivolgere al Comune di Avezzano – Struttura di supporto centrale unica di committenza.

Piacenza: un guasto di pochi minuti al crematorio

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Vigili del fuoco e polizia municipale sono intervenuti sabato 17/6/2017 presso il crematorio di Piacenza dopo che i residenti del Capitolo hanno segnalato il fumo anomalo nell’impianto del cimitero. Di seguito il comunicato stampa del gestore del crematorio (società Osiride) relativo all’incidente:

“In riferimento all’episodio che ha interessato l’impianto di cremazione di Piacenza nella serata di sabato 17 giugno, dalle verifiche effettuate la problematica è stata causata da un malfunzionamento dell’impianto che ha determinato l’apertura del camino di emergenza; trattasi di un evento anomalo e straordinario conseguente alla rottura di una sonda di rilevazione dell’ossigeno. L’ultima cremazione, come dimostrano i dati registrati dal sistema di monitoraggio dell’impianto, ha avuto inizio alle ore 16.35 di sabato e si è conclusa con l’attivazione del fine ciclo da parte dell’operatore alle ore 18.21 della stessa giornata.
Il malfunzionamento di cui sopra ha provocato un rallentamento del sistema di raffreddamento dell’impianto che avviene normalmente in automatico; per queste ragioni l’operatore in servizio, per quanto è stato possibile verificare ad oggi, ha valutato di prolungare la fase di raffreddamento per procedere allo scarico delle ceneri solo successivamente all’abbassamento delle temperature.
Durante questa fase, alle ore 18.26, il PLC di controllo dell’impianto, causa l’errata lettura della sonda sopracitata, ha attivato il sistema di emergenza.
E’ in corso una attività interna tesa a verificare il puntuale rispetto di tutte le procedure di conduzione della macchina crematoria da parte dell’operatore.
In data odierna i tecnici incaricati della ditta costruttrice l’impianto crematorio hanno sostituito la sonda danneggiata ed il servizio ha ripreso ad operare dalle ore 16.45 di quest’oggi.“

Concerto di Vasco Rossi a Modena: città rivoluzionata, anche per funerali e cimiteri

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Dopo aver sospeso gli orali degli esami di Maturità, ma anche tanto altro, ora il concerto di Vasco Rossi sabato 1 luglio 2017, a Modena, blocca anche i funerali. E fa chiudere i cimiteri.
Lo conferma il Comune aggiornando il quadro delle misure straordinarie in vista dell’evento.
In considerazione delle probabili criticità della viabilità nella zona dal pomeriggio del 30 giugno alla mattina del 2 luglio – si legge in una nota – in quel periodo saranno sospesi i funerali, che riprenderanno il pomeriggio del 2 alle 15.30. Inoltre, “i cimiteri di San Cataldo e Freto venerdì 30 saranno aperti al pubblico solo al mattino dalle 8 alle 12”. Cimiteri chiusi per tutto sabato 1 luglio. Domenica 2 luglio San Cataldo e Freto restano chiusi nella fascia antimeridiana. I funerali riprendono alle 15.30.
L’amministrazione aggiunge che per far fronte alle richieste delle onoranze funebri sabato 1 luglio l’ufficio della polizia mortuaria sarà aperto dalle 8.30 Alle 12.30, Nella sede del quartiere 3 in via don minzoni 121, “dove sarà possibile, in caso di necessità e urgenza, ricevere anche denunce di nascita”.
Infine, per domenica 2 luglio, anche se il cimitero di san cataldo è chiuso al pubblico e aprirà solo al pomeriggio dalle 15 alle 17.30 Con ultima uscita alle 18, gli uffici saranno aperti dalla mattina alle 10 fino alla chiusura.

A Grosseto ancora incerto l’esito della gara per realizzare il crematorio

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La Ciab, Società cooperativa idrici e affini, si è aggiudicata l’affidamento in concessione mediante project financing della progettazione, della costruzione e della gestione del tempio per la cremazione per 30 anni, battendo la Rti Altair di Domodossola, l’associazione temporanea di impresa che aveva promosso la realizzazione dell’impianto.
«Ora ci sono 30 giorni di tempo per l’assegnazione definitiva – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Megale – perché la cooperativa vincitrice potrebbe anche fare un passo indietro. In quel caso però, la Altair dovrà realizzare l’impianto al costo proposto dalla vincitrice della gara». Un paio di settimane di tempo, poi si saprà quale progetto verrà realizzato a Grosseto.
L’importo complessivo stimato della concessione, compresa la progettazione, l’esecuzione dei lavori e la gestione del servizio ammonta a circa 26 milioni di euro, 23 dei quali – è la stima fatta dall’amministrazione e dalle società che hanno partecipato al project financing – sono i ricavi stimati che potranno derivare dalla gestione del servizio, che avrà appunto una durata di trent’anni dalla data della firma della concessione.
La società che prenderà in gestione l’impianto verserà al Comune ogni anno il 4% del fatturato che deriverà dalle operazioni di cremazione oltre alla percentuale che viene offerta appunto dall’aggiudicataria che ha presentato un piano economico e finanziario più vantaggioso rispetto a quello della proponente.
Il progetto presentato prevede nel terreno vicino a Sterpeto che sorga il tempio della cremazione, che costerà poco più di due milioni di euro e sarà dotato di una stanza per il commiato e di un giardino per la dispersione delle ceneri. Il progetto prevede inizialmente 1 forno e un altro a seguire negli anni.
Saranno realizzati anche dei colombari per raccogliere le urne cinerarie di chi sceglierà, dopo la morte, la tumulazione delle ceneri.

Trovata una sepoltura per la piccola musulmana morta all’ospedale di Bari

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Sarà il Comune di Galatina (Lecce), dove risiedono i suoi genitori di origini marocchine, ad attrezzare nel cimitero comunale un’area per la sepoltura, nel rispetto delle regole dell’Islam, della piccola musulmana di dieci mesi morta per una cardiopatia congenita lo scorso 21 giugno all’ospedale Giovanni XXIII di Bari ma non ancora sepolta “per ragioni burocratiche”. L’unico cimitero in Puglia attrezzato per i defunti di fede musulmana è a Gioia del Colle (Bari), ma qui la piccola non poteva essere accettata perché i suoi genitori non risiedono in provincia di Bari.

Il caso è stato sollevato dal presidente della Comunità islamica d’Italia (Cidi), Sharif Lorenzini, secondo il quale “la sepoltura potrebbe avvenire al più presto”. Lorenzini riferisce che i genitori della piccola “erano disperati: suo padre si domandava come fosse possibile non riuscire a trovare un metro di terra per fare dimorare in pace sua figlia”. Il neosindaco di Galatina, Marcello Amante, spiega che “non potevamo tollerare che la piccola rimanesse ancora in una cella frigorifera. E ci siamo attivati subito”.

“Tiriamo un sospiro di sollievo – ha dichiarato Lorenzini – Siamo contenti di questa notizia: ringrazio il sindaco anche a nome della famiglia”.

Costruzioni cimiteriali e rilascio del titolo edilizio ex D.P.R. n. 380/2001.

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“L’attività edilizia all’interno dei cimiteri è normata, in via primaria, non dalla normale disciplina urbanistica, ma dal regolamento speciale di polizia mortuaria (D.P.R. 10.09.1990 n. 285 e e, in via secondaria, non dagli strumenti urbanistici generali, ma dal piano regolatore cimiteriale che ogni Comune è tenuto tassativamente ad adottare (cfr. ex multis Cass. Sez. III 02.06.1983 n. 451, TAR Sicilia-Catania 18.02.1981 n. 86, TAR Abruzzo-Pescara 04.12.1989 n. 534, TAR Toscana 03.05.1994 n. 176, TAR Calabria-Reggio Calabria 06.04.2000 n. 304).

 

 

2Pertanto, per lo svolgimento di attività edilizia all’interno dei cimiteri anche da parte dei privati non occorre il rilascio di alcuna concessione edilizia, essendo sufficiente il giudizio da parte del Sindaco di conformità del progetto alle prescrizioni edilizie contenute nel piano regolatore cimiteriale e non dalle norme comuni in tema di edilizia ed urbanistica” (T.A.R. Campania, Napoli, sez. II, 04.06.2004, n. 9187), confermando quanto già in precedenza asserito dalla Cassazione penale, sez. III, nella sentenza del 10.01.1990 secondo cui: “L’attività edilizia all’interno dei cimiteri, essendo regolata in via primaria dal regolamento di polizia mortuaria e, in via secondaria, dal piano regolatore cimiteriale, non è compresa nell’ambito di applicazione della legge n. 10 del 1977 e successive modificazioni”.

 

 

Il T.U. di cui al D.P.R. n. 380/2001 è norma di portata generale, mentre le disposizioni di cui agli artt. 91 comma 3 e 94 D.P.R. n.285/1990 (e, di conseguenza, anche del Regolamento comunale di polizia mortuaria) hanno carattere peculiare (e, quindi, predominano). Oltretutto, anche la disposizione sull’applicabilità del D.P.R n.380/2001 per l’edificazione, da parte di privati, su aree demaniali ha valore di norma comune; non solo, ma prendendo in esame le definizioni di interventi edilizi (art. 3), è abbastanza diffusa l’opinione per cui il Testo Unico debba soccombere alle norme speciali (del Regolamento comunale e dei piani regolatori cimiteriali con relativi strumenti attuativi (pre-condizione, quest’ultimi, per far luogo a concessione di aree cimiteriali; ex art. 91 D.P.R 285/1990), dato che la trasformazione del territorio è già stata ottenuta con l’impianto del cimitero.

 

 

Di conseguenza, una lettura strettamente letterale, e molto formale, della disposizione sembrerebbe escludere per le opere funebri l’applicazione del D.P.R. 380/2001, ritenedo sufficiente che il progetto edilizio sia approvato dall’Autorità Comunale su parere della commissione edilizia e della AUSL competente anche per le operazioni di collaudo.

 

Ma sarà davvero così? come al solito, in dottrina sussistono tesi anche molto divergenti tra loro, che confliggono aspramente.

 

In realtà, la citata disposizione del regolamento nazionale di polizia mortuaria (sempre laddove non sia intervenuta apposita norma regionale a “depotenziarne” il contenuto) non pare escludere ex se la necessità di un’autorizzazione edilizia, siccome specifica soltanto la titolarità del Comune in materia, conformandosi alla normativa in vigore negli anni novanta in campo delle costruzioni (questo perché il regolamento, invero un po’ vetusto, risale al 1990).

 

La giurisprudenza più recente, infatti, sembra richiedere uno specifico titolo edilizio in quanto le edicole funebri realizzate dai privati all’interno del cimitero, non sarebbero ex se opere pubbliche e, di conseguenza, non costituirebbero attività edilizia libera ex art. 7, lett. c, D.P.R. 380/2001:

 

 

 

“Cappelle, edicole e tumuli, invece, come già scritto autonomamente realizzabili dagli assegnatari dei suoli, eventualmente riuniti in confraternite, risultavano privi di siffatta connotazione in quanto primariamente destinati al soddisfacimento di specifici, ‘individuati’ interessi singolari (quelli degli assegnatari cui la loro realizzazione era affidata), pur avendo, in una prospettiva complessiva e finale, un apprezzabile rilievo sociale: non si trattava, dunque, di opere ‘stricto sensu’ pubbliche, come tali esonerate dalla necessità di uno specifico titolo edilizio in applicazione dell’art. 7, lett. c), d.p.r. n. 380 del 2001 (a norma del quale <<Non si applicano le disposizioni del presente titolo per: […] c) opere pubbliche dei comuni deliberate dal consiglio comunale, ovvero dalla giunta comunale, assistite dalla validazione del progetto, ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554>>).

4.3 Legittima, per conseguenza, la valutazione della loro abusività effettuata dal Comune” (T.A.R. Puglia, Lecce, sez. III, 13.03.2013, n. 575).

 

Secondo la legislazione vigente sotto il profilo urbanistico i cimiteri sono opere pubbliche essenziali di urbanizzazione e quindi esenti ai sensi dell’art. 9 lett. f della L. 28.01.77, n. 10 dal contributo di urbanizzazione che, non è pertanto dovuto per la costruzione di cappelle da parte dei privati.

 

Conferma indiretta di questo orientamento giurisprudenziale discende anche dalla sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa, sez. giurisd., 10.06.2009, n. 534 che, in relazione agli oneri di costruzione ex art. 9, c. 1), lett. f.) L.10/1977 (trasfuso nel vigente art. 17, c. 3, lett. c), D.P.R. 380/2001) afferma la loro debenza non trattandosi di opere pubbliche: “Non è esentato dal pagamento degli oneri di urbanizzazione il titolo edilizio rilasciato ad una Confraternita per la realizzazione di una cappella cimiteriale, poiché difettano i presupposti oggettivi e soggettivi, necessariamente concorrenti, in base ai quali l’art. 9, lett. f) l. n. 10 del 1977 riconosce il beneficio della gratuità, la cui “ratio” è quella di agevolare l’esecuzione di opere destinate al soddisfacimento di interessi pubblici. Dal punto di vista soggettivo, infatti, le confraternite non perseguono un interesse generale ricadente sull’intera collettività, bensì particolare siccome afferente ai propri associati e quindi ad una determinata categoria di persone; dal punto di vista oggettivo, invece, l’opera in questione non è annoverabile tra le opere di urbanizzazione che l’ultima parte dell’art. 9, lett. f) l. n. 10 del 1977 individua come quelle realizzate dal privato in attuazione di uno strumento urbanistico”).

Anche il T.A.R. Calabria, Reggio Calabria, sez. I, nella sentenza del 26.01.2010, n. 26, giunge alle medesime conclusioni seppur con un diverso sviluppo argomentativo: “Quanto alla necessità del titolo edilizio in ordine al progetto della cappella funeraria, la legittimità del regolamento comunale discende sia dal principio di sussidiarietà, che si è illustrato prima, sia da evidenti considerazioni sistematiche.

 

Infatti, carattere e la natura del corpus normativo di cui al DPR n.380/2001 sono tali da attrarre ed assorbire nella loro sfera di azione ogni genere di trasformazione edilizia dei suoli e dunque non si vede quale tipo di ragione, in diritto o anche di esigenza di interesse pubblico, dovrebbe comportare una eccezione per gli edifici funerari, peraltro soggetti alla disciplina delle norme tecniche dell’edilizia, in funzione antisismica, che sono disciplinate pur sempre dal medesimo DPR 380/2001 (art. 52 e ss. ed in particolare artt. da 83 in poi).

A ben vedere, l’unica sostanziale e logica motivazione secondo la quale parte ricorrente sostiene la estraneità della disciplina in materia rispetto a quella generale, rinverrebbe fondamento in una sostanziale specialità del D.P.R. 285/1990, che esaurirebbe in sé la disciplina applicabile, con la conseguenza che l’autorizzazione del sindaco in esso prevista costituirebbe l’unico titolo esigibile per la costruzione del manufatto a servizio votivo dei defunti.

Si deve dare atto che tale argomentazione è fondata sulle conclusioni cui è pervenuta la giurisprudenza più risalente nel tempo (TAR Sicilia Catania, 18.02.1981, n. 88; Cassazione Penale, sez. III, 02.03.1983) e che, peraltro, anche pronunce recenti hanno mantenuto (TAR Campania, Napoli, 9187/2004).

Tuttavia, il Collegio deve sottoporre a revisione critica l’orientamento appena richiamato: invero, la “specialità” del regolamento di igiene di cui al D.P.R. n. 285/1990, che trae il proprio vigore dalle norme di cui al testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27.07.1934, n. 1265, artt. da 337 a seguire, non esclude la necessità del titolo edilizio, quando il regolamento locale lo richieda.

 

 

L’art. 94 del D.P.R. n. 285/1990, il quale dispone che i singoli progetti di costruzioni di sepolture private debbano essere approvati dal sindaco su conforme parere della commissione edilizia e del coordinatore sanitario della unità sanitaria locale competente, ha ad oggetto l’esercizio del potere di controllo della corrispondenza del progetto con le previsioni del piano regolatore del cimitero di cui agli artt. 54 e ss. del medesimo decreto, e quindi richiama, nella disciplina territoriale, all’esercizio dei poteri di controllo delle attività di trasformazione del territorio che, come si è visto, sono da ritenersi strutturalmente propri delle competenze comunali ai sensi del D.lgs n.267/2000, collocandoli all’interno di un quadro generale costituito dalla regolamentazione del piano regolatore cimiteriale.

 

“[…] Ne consegue che l’art. 94 cit. va interpretato nel senso che non istituisce un procedimento tipico o nominato: il Comune, pertanto, ben può riservare, in via regolamentare, l’esercizio del summenzionato potere di controllo alla disciplina procedimentale propria del D.P.R. n. 380/2001, assicurando uniformità di presupposti, procedimenti e condizioni all’esercizio del potere di controllo delle trasformazioni edilizie del territorio, sia in area cimiteriale che all’esterno di essa, con la conseguenza che è legittima la previsione regolamentare locale che assoggetta l’edificazione nel suolo cimiteriale alle più garantite procedure di autorizzazione proprie della disciplina edilizia generale di cui al DPR 380/2001 ed alla conseguente disciplina (oneri concessori, termini di inizio e fine lavori e così via)”. (a questo esito giunge erudita dottrina, si veda Dr. Matteo Acquasaliente, tratto dal sito www.venetoius.it (Diritto amministrativo italiano)

Non solo in Sardegna l’accabadora, femmina che comminava l’eutanasia

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I carabinieri della compagnia di Paternò (CT), su delega dei magistrati della Dda etnea, hanno acquisito le cartelle cliniche di 55 morti sospette nell’ospedale “Maria SS. Addolorata”.
Dalla Procura di Catania trapela che “l’inchiesta è seria” e deriva da dichiarazioni di un collaboratore di giustizia. Le dichiarazioni “saranno sottoposte alle verifiche che il caso richiede”. L’indagine prende le mosse da un intervista diffusa dalla nota trasmissione televisiva Le iene, dove un collaboratore di giustizia ha raccontato che nel tragitto ospedale – casa persone che erano vicine a morire e quindi richieste a casa per curare gli ultimi istanti di vita nelle serenità familiare, sarebbero state uccise con iniezioni di arai sin vena dai barellerei all’interno delle ambulanze. I barellieri avrebbero ottenuto un guadagno di 300 euro a paziente terminale ucciso se avessero proposto i funerali a una specifica agenzia funebre, in odor di mafia. Il pentito sostiene che “erano i boss a mettere gli uomini sull’ambulanza” e che i “soldi andavano all’organizzazione”.
Per chi volesse saperne di più sull’accabadora si veda al link di wikipedia