Temporaneamente chiuso a Napoli il famoso cimitero delle Fontanelle

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L’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli ha dato notizia che l’accesso al Cimitero delle Fontanelle è stato temporaneamente interdetto per motivi di sicurezza, per il distacco di ‘pezzame di tufo’ caduto sul piano di calpestio dell’ingresso.
I tecnici del Comune sono tempestivamente intervenuti ed i lavori di messa in sicurezza sono già in corso.
Non è la prima volta che l’ossario del rione Sanità è costretto a chiudere per motivi di sicurezza. Le antiche cave di tufo, riaperte al pubblico dal 2006, sono infatti molto sensibili alle piogge.

Due addetti cimiteriali a Catania presi a botte da visitatori

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Il sindaco di Catania Enzo Bianco denuncia l’episodio accaduto del cimitero di via Acquicella, dove due addetti della Multiservizi sono stati presi a bastonate da persone che non volevano uscire:
«Un nuovo, grave, inaccettabile episodio di violenza verso dipendenti comunali che volevano far rispettare le regole. A seguito dell’allerta meteo che segnalava il rischio di fortissimi venti anche a Catania, con possibilità di caduta rami – spiega il sindaco – ho emesso un’ordinanza per la chiusura nel pomeriggio di ieri dei parchi cittadini e del cimitero. Proprio lì due dipendenti che stavano facendo rispettare la disposizione sono stati selvaggiamente aggrediti da alcune persone che non volevano uscire».
Continua Bianco: «Spero che anche stavolta i responsabili siano individuati. E’ difficile far rispettare le regole nella nostra città. Una minoranza arrogante e incivile resiste e reagisce ma con l’aiuto delle forze di polizia e della magistratura ce la faremo».

Ossario cimiteriale usato impropriamente come discarica

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Nel cimitero comunale di via Mezzanotte a Cassino, nella frazione di Sant’Angelo in Theodice, è spuntata all’improvviso una discarica di materiali funerari all’interno dell’ossario.
In particolare resti di bare, lapidi ed altri rifiuti che sarebbero stati illecitamente smaltiti all’interno dell’ossario da operai di ditte edili.
Ad accorgersi del fatto sono stati alcuni cittadini che hanno segnalato l’episodio e provveduto a presentare anche un esposto alla Procura della Repubblica di Cassino.
L’ossario è un’area chiusa per accedere alla quale è necessario avere la disponibilità delle chiavi.
L’Amministrazione comunale ha sospeso in via cautelare il custode del cimitero, che non avrebbe assicurato, come doveva, il controllo del cimitero a lui affidato.
Sono in corso accertamenti per stabilire chi ha illecitamente scaricato quei rifiuti nel cimitero santangelese.

Cremazione e Legge n. 130/2001: quando il dichiarante è impossibilitato…a dichiarare dinnanzi all’Ufficiale di Stato Civile.

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Cara Redazione,

Nel mio comune (Regione Lombardia) l’anno scorso una donna é stata uccisa dal proprio marito…l l’ennesimo caso di efferato femminicidio!

La spoglia mortale è stata provvisoriamente tumulata in un cimitero milanese, i genitori ora, peraltro molto anziani, vorrebbero procedere a cremazione, considerato che tale intendimento era già stato manifestato in vita dalla defunta per il proprio post mortem

Il Giudice Indagini preliminari , così come il Procuratore della Repubblica hanno, ex art. 116 comma 1 D.Lgs 271/1989, rilasciato il nulla osta espressamente per cremazione in quanto il cadavere non è sottoposto ad ulteriori indagini di carattere giudiziario.

L’uxoricida vanta tuttora i diritti derivanti dal rapporto di coniugio in quanto seppur già richiesta dagli avvocati di parte, la decadenza di tali diritti non é ancora stata pronunciata.
In tale situazione il processo verbale di cremazione spetterebbe al marito che, recluso in casa circondariale di B. ha per ora ancora la residenza in altro Comune sempre della Regione Lombardia.

A quale Ufficiale dello Stato Civile, allora, spetta raccogliere la dichiarazione di volontà di cremazione? Sentito il Comune di B., sede dell’istituto di pena, i colleghi non ritengono di essere competenti in quanto il dichiarante non é un loro residente, il decesso non é avvenuto in tale città e ne’, considerato che siamo in presenza di autorizzazione alla estumulazione straordinaria per cremazione, la salma e’ sepolta in B.

Mi potete gentilmente chiarire di chi sia la titolarità territoriale ad accordare la prefata autorizzazione?

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01Risposta: Per risolvere positivamente il problema ci si potrebbe appellare alla circolare n. 21/san/2005 D.G. Sanità Lombardia, che al paragrafo 3 stabilisce appunto:
3. Cremazione, dispersione e affidamento delle ceneri (artt. 12, 13 e 14 Reg. Reg. 9 novembre 2004 n. 6).

“In conformità alla legge 30 marzo 2001, n. 130 (“Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri”), l’art. 12 del r.r. n. 6/2004 prevede che l’autorizzazione alla cremazione venga rilasciata dall’Ufficiale di stato civile previo accertamento della volontà del defunto o degli aventi titolo. Il Comune stabilisce autonomamente le modalità organizzative necessarie a garantire, anche in capo a chi è oggettivamente impossibilitato a spostarsi, il diritto a rilasciare la dichiarazione.
Con riferimento all’art. 3, c.1, lett. b, n. 3 della legge 130/2001, si precisa che, nel caso i cui l’Ufficiale di stato civile del Comune di residenza degli aventi titolo, situato in Regione diversa dalla Lombardia, rifiuti di verbalizzare la dichiarazione, il Comune in cui è avvenuto il decesso dovrà accettare, in luogo del processo verbale, un atto notorio o una dichiarazione sostitutiva dello stesso”.

Spetta unicamente al Comune quindi stabilire le modalità organizzative necessarie. Una soluzione potrebbe essere quella suggerita dal 2° comma dello stesso paragrafo 3, considerando alla stessa stregua le difficoltà originate dal rifiuto dell’Ufficiale di Stato.Civile. extra-Lombardia e la difficoltà a spostarsi di chi si trova in stato di reclusione.

Anche tra la più autorevole dottrina, però, sussistono pareri difformi e, forse, inconciliabili.

Ad avviso di Graziano Pellizzaro (esponente di rilievo di A.N.U.S.C.A., ed autore del pregevole blog: http://studiopelizzaro.blogspot.it/search/label/Quesiti%20risolti) “[…] in alternativa si potrà raccogliere la dichiarazione del marito mediante processo verbale dell’Ufficiale di Stato Civile che dovrà recarsi presso il carcere. Chiaramente l’Ufficiale di Stato Civile dovrà essere quello di B., per competenza geografica”.

A conclusioni assai diverse e, quasi, diametralmente opposte, approda Sereno Scolaro (sul forum di www.enti.it), nell’esame di un caso analogo: secondo la sua opinione, in ogni caso, l’Autorità Comunale non agisce se non all’interno degli uffici comunali (vi é, peraltro, un solo caso in cui i poteri comunali, nella specie l’Ufficiale dello stato civile, è legittimato ad attivarsi al di fuori della casa comunale, per di più assistito dal segretario comunale, cioè quello previsto dall’art. 110 Cod. Civile, non pertinente alla materia trattata).

Non rimane, allora, rimedio, se non un riferimento, d’obbligo, alle procedure generali per determinate attività aventi rilevanza pubblicistica, come l’autenticazione della sottoscrizione, cioè il rinvio alla L. 16/3/1913, n. 89 (Legge sul notariato), oppure si potrebbe anche esperire un richiamo alla circolare del Ministero dell’interno n. 37 del 1/9/2004, pur nella sua intrinseca debolezza (al punto da ‘nascondersi’ dietro un parere del Dipartimento per la funzione pubblica che ha, evidentemente, obliterato la natura di atto di disposizione , immaginando come non sia l’esercizio di una potestà quanto la rappresentazione (?) di una volontà espressa solo verbalmente dal de cuius) …. Tralasciando altre valutazioni sulla congruenza di tale circolare, essa é stata emanata, pur con tutti i suoi limiti, e ciò va tenuto sempre in debita considerazione.

Operatori celle mortuarie ospedale Verona: 4 arresti

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Sono quattro gli arrestati per concussione e associazione a delinquere tra gli operatori in servizio alle celle mortuarie dell’ospedale di Verona. Pretendevano soldi da titolari di imprese funebri per avere la garanzia che le salme venissero sistemate e rese presentabili ai parenti.
L’operazione ha coinvolto personale in servizio al quale è stato notificato il provvedimento.
Le forze dell’ordine procederanno nei prossimi giorni all’arresto degli altri operatori attualmente in ferie e in quiescenza.
Al momento in manette sono finiti: Davide Franchini, 47 anni, Marco Dal Dosso, 52 anni, Romolo Risegato, 64 anni, e Alberto Colombini, 59 anni.
L’operazione, avviata al seguito di una segnalazione alla Procura da parte dell’azienda cui sono seguiti ulteriori esposti da parte di altri soggetti, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Verona in stretta collaborazione con la direzione dell’Aoui di Verona e ha visto il coinvolgimento della Sezione della Polizia Giudiziaria e della Polizia Municipale di Verona.

Ritrovate 400 sepolture in fossa comune riconducibile ad un orfanotrofio scozzese

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Secondo i primi dati diffusi dalle autorità sarebbero almeno 400 i corpi dei bambini rinvenuti nel cimitero a Lanarkshire, nei pressi di quella che era un orfanotrofio (lo Smyllum Park di Lanark) una volta gestito da suore cattoliche, le Daughters of Charity of St Vincent de Paul.
Un analogo ritrovamento è avvenuto a marzo 2017 a Tuan, in Irlanda, anche se in questo caso i cadaveri senza nome risultarono essere circa 800.
L’istituto scozzese, sorto per dare una casa a bambini in condizioni disagiate, aprì nel 1864 e chiuse nel 1981. Più di 11mila bambini furono ospiti dell’orfanotrofio, in quel lasso di tempo.
Gli archivi rivelano che la maggior parte delle morti sarebbero da ricondurre a cause naturali, principalmente malattie come la tubercolosi, la polmonite e la pleurite. Circa un terzo delle vittime avevano meno di 5 anni, e la maggior parte dei decessi avvenne tra il 1870 e il 1930.

A Benevento si vuol far chiarezza sulla gestione delle camere mortuarie cittadine

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Il presidente dell’Associazione IO X Benevento, Giuseppe Schipani, ha protocollato presso l’Ospedale Sacro Cuore Fatebenefratelli e presso l’Azienda Ospedaliera G. Rummo, una richiesta di accesso agli atti per conoscere le aziende che si occupano della gestione del servizio funebre all’interno delle strutture pubbliche, i requisiti abilitativi delle imprese operanti così come richiesti dalla Legge Regionale n°. 7/2013, tutta la documentazione inerente alla eventuale procedura di affidamento dell’incarico alle aziende operanti, e tutti gli atti prodotti relativi alla gestione delle camere mortuarie.

Ad annunciarlo è lo stesso Schipani che spiega: “Il servizio funebre è un’attività molto delicata che l’impresa esercita mediante un approccio in un momento di significativa sofferenza emotiva a carico dei familiari che subiscono perdite, spesso anche premature. Tali condizioni impongono di garantire e assicurare un profilo umano e professionale degli operatori impeccabile che tenga conto della più alta forma di sensibilità, di rispetto e non delle capacità di adescamento e accaparramento degli operatori che con scaltrezza cercano di imprimere un’azione commerciale in un contesto particolare e a fronte di un interlocutore debole e sofferente che in quel momento non è attento e concentrato perchè evidentemente ha il cuore a pezzi. Questa subdola procedura pare sia stata già messa a conoscenza delle Autorità Giudiziarie qualche mese fa, in particolar modo, sarebbe opportuno capire se tali aziende operanti rispondono ai requisiti abilitativi previsti dalla normativa vigente e come mai viene consentita una chiarissima connivenza tra pubblico e privato.

L’associazione Io X Benevento, peraltro, sta procedendo – conclude – anche ad un’altra verifica che sta interessando la gestione del cimitero comunale, i servizi che vengono erogati e tutti i relativi atti. Il presidente, Giuseppe Schipani, ha apprezzato la cortese disponibilità e sensibilità del Dirigente, architetto Castracane, con il quale ha avuto una serena e proficua interlocuzione per fissare un incontro utile per discutere e affrontare la questione e verificare se il comune di Benevento ha applicato e si è adeguato alla Legge Regionale N. 7 del 25 Luglio 2013 che disciplina le attività funerarie”.

A Cosenza partono le esumazioni massive

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La direzione degli uffici cimiteriali del Comune di Cosenza avvisa che da martedì 12 settembre 2017 al Cimitero cittadino di Colle Mussano inizieranno le esumazioni ordinarie di tutte le salme interrate nei campi comuni nel 2007 e anni precedenti.
I resti rinvenuti saranno depositati in cassette di zinco che verranno successivamente tumulate in loculi ossari.
I cittadini che fossero interessati al recupero dei resti di familiari possono rivolgersi alla direzione del Cimitero al numero telefonico 094/26928.

Bologna: nuova sala autopsie e riscontri diagnostici al Sant’Orsola

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Una nuova Sala per le autopsie giudiziarie e i riscontri diagnostici e il nuovo laboratorio di Anatomia patologica, sono stati inaugurati il 5/9/2017 al padiglione 18 del Policlinico di Sant’Orsola, di Bologna. Lo annuncia una nota dell’Ateneo del capoluogo emiliano.
Dotata di tutte le strumentazioni necessarie e di un sistema di comunicazione e protocolli tecnici per garantire l’adeguatezza dei percorsi nel rispetto delle formalità di legge, la nuova sala settoria nasce da un accordo tra Università di Bologna, Policlinico di Sant’Orsola, Procura della Repubblica di Bologna, Comune di Bologna e dalla Società Bologna Servizi Cimiteriali, con la finalità di restituire all’Autorità Giudiziaria elementi utili per la ricerca della verità.
Sempre più spesso – si sottolinea – l’attività necroscopica non si limita all’esecuzione della classica autopsia, ma implica una stretta collaborazione con la Medicina del Lavoro nel campo degli infortuni e delle malattie professionali, oltre che con l’Anatomia Patologica, la Genetica e la Cardiologia (nei casi, ad esempio, di morte improvvisa di persone di giovane età). Anche gli esami radiologici e la cosiddetta necroradiologia sono oggi indispensabili per lo studio del cadavere, specialmente nei casi di omicidio.

Una capretta crea scompiglio al cimitero di Pinerolo

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Ha tenuto in scacco il cimitero per cinque giorni, poi alla fine è stata catturata e restituita al proprietario.
Ma è stato necessario chiudere il camposanto di Pinerolo, nel Torinese, per dare la “caccia” a una capretta che da qualche giorno vagava tra le tombe tra la curiosità della gente e la preoccupazione di alcuni.
La chiusura è stata decisa dal sindaco per evitare che l’animale, magari spaventato, potesse ferire i visitatori.
Il quinto giorno, il proprietario della capra, un veterinario e altre persone si sono messe al lavoro per catturare l’animale, ma l’impresa non si è rivelata semplice.
“Abbiamo messo delle reti e delle esche preparate col sale” ha spiegato un veterinario.

Le cause estintive delle concessioni cimiteriali: l’ABBANDONO AMMINISTRATIVO.

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Si consiglia preliminarmente la consultazione di questi due link propedeutici all’argomento sviluppato qui di seguito:
(http://www.funerali.org/cimiteri/le-cause-estintive-nel-rapporto-concessorio-il-fattore-temporale-46074.html).
(http://www.funerali.org/cimiteri/lo-stato-di-abbandono-del-sepolcri-percorsi-giurisprudenziali-e-regolamentari-di-definzione-45924.html)

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L’art. 4 comma 4 del regolamento regionale emiliano-romagnolo 23 maggio 2006 n. 4 ci offre lo spunto per qualche riflessione critica e… “di sistema”, questa disposizione, difatti, è sicuramente implementabile anche in altre realtà territoriali, pure recependola nella semplice regolamentazione comunale, nelle more, dunque, di una specifica normazione regionale in materia funeraria.

Con esso, infatti, si introduce, con precisione quasi chirurgica, una soluzione al problema della perpetuità (o della lunga, quasi eccessiva, durata) delle concessioni cimiteriali. Difatti viene definito come l'”abbandono amministrativo” di una tomba quello stato di fatto che è determinato dall’essere trascorso almeno un ventennio dalla data della morte (e non di sepoltura in quel particolare sepolcro) dell’ultimo concessionario avente diritto.

Tale situazione configura la concreta possibilità per il Comune di pronunciare la decadenza (o l’estinzione? Figura giuridica concettualmente diversa ma che conduce ai medesimi esiti, con il Comune che rientra in possesso dell’edificio funerario) della concessione e conseguentemente il recupero ed il riutilizzo del manufatto per nuove sepolture.

Il regolamento comunale delineerà le procedure, nel dettaglio, per la traslazione di cadaveri, resti mortali, ceneri ed ossa in sepoltura comunale (che può anche essere individuata in campo comune, ossario e cinerario comune).

La questione è di grande rilevanza per le notevoli implicazioni che ne derivano, tra le quali una finalmente chiara normativa regolamentare comunale per individuare il concessionario avente diritto (originario o quelli avvicendatisi nella titolarità per effetto di subentro o successione mortis causa legittima o testamentaria). Le concessioni perpetue, notoriamente, non sono soggette ad atti ablativi ex art. 92 comma 2 D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 (http://www.funerali.org/cimiteri/la-revoca-delle-concessioni-330.html).

Dobbiamo sempre rammentare e ribadire la radicale differenza tra la caducazione del rapporto concessorio ed estinzione della famiglia, l’ultima ipotesi nasce dallo spirare della funzione per esaurimento dei soggetti destinatari di essa.

Si ha la scomparsa della famiglia, con rinvio al criterio meramente cronologico del decorso di 20 anni dalla morte (si badi, non dalla sepoltura) dell’ultimo concessionario avente diritto, cioè anche quando tale persona sia stata collocata in altro sepolcro.

Si tratta di un elemento essenziale da conoscere, in quanto l’ultimo concessionario avente diritto, potrebbe lasciare persone ancora in vita che siano prive della qualità di concessionario (http://www.funerali.org/cimiteri/voltura-della-concessione-disgiunta-dallo-jus-sepulchri-i-possibili-effetti-distorsivi-rispetto-al-normale-sigificato-di-cessione-di-un-diritto-reale-48121.html), ma detengano ancora diritti personali di jus sepulchri passivo; così il compimento del termine ultimo travolge anche il loro diritto di sepolcro, quale diritto (nei fatti, mera aspettativa legittima) personale.

Qui si riafferma con grande evidenza il dilemma annoso circa la posizione del concessionario, degli istituti regolatori di un qualche subentro (http://www.funerali.org/cimiteri/la-morte-del-concessionario-e-listututo-del-subentro-7523.html), della “qualità” dello stesso, che vanno affrontati e risolti all’interno del Regolamento comunale di polizia mortuaria, quest’ultimo, sempre di più, assume la veste di strumento fondamentale per ogni programmazione di buon governo cimiteriale, ma anche per la tutela dei diritti dei concessionari.

Pur in presenza di questa dirimente centralità del Regolamento comunale di polizia mortuaria, uno schema di riforma statale del D.P.R. 10 settembre 1990 n. 285 (che, come già indicato, è stato poi abbandonato, per impulsi di vario ordine, nei primi anni del 2000) avrebbe individuato tra soggetti aventi diritto le persone fisiche che per successione legittima o testamentaria fossero state titolari di una quota di concessione.

Si trattava, forse, di un’impostazione che si appoggiava sulla visione ereditaria, sostanzialmente abbastanza “patrimonialistica”, e dunque anacronistica, del sepolcro, inteso come “oggetto” attorno a cui ruotano suprattutto diritti reali (e non anche personalissimi), concezione che, come largamente noto, interviene e si reifica solo quando il sepolcro privato abbia assunto carattere ereditario, rispetto a quello familiare originario.

In effetti, storicamente, i sepolcri privati nascono come tombe familiari, per le quali la titolarità della concessione e gli jura sepulchri da essa scaturenti sono disciplinati dall’atto di concessione e dal Regolamento comunale di polizia mortuaria.

Il sepolcro familiare cessa di essere tale, smarrendo, così, la sua primitiva natura, quando vengano ad esaurirsi i prefati soggetti appartenenti ad un nucleo famigliare,e si tramuta in ereditario, se vi siano eredi, ma non più persone facenti parte dlla famiglia del concessionario, fondatore del sepolcro (o, comunque, di persona (o persone) avente/i la qualificazione di concessionario) (cfr.: da ultimo: Consiglio di Stato, sez. 5^, sent. n. 1081 del 16 marzo 2016, nonché ex plurimis almeno a partire da Corte di Cassazione, Sez. 2^ civ., sent. n. 5015 del 29 maggio 1990, omettendosi, per ragioni di brevità l’ampia, e sostanzialmente uniforme, ed ormai consolidata serie di pronunce, tanto da parte della giustizia civile quanto da quella amministrativa).

Assodata ed individuata tale qualità di fondatore primigenio del sacello gentilizio, la trasmissione dei diritti, dei doveri e degli atti di gestione connessi alla concessione ed al suo uso, a questo punto, dovrebbe seguire le comuni regole di successione per il trapasso del patrimonio, e costituirebbe una limite che rischierebbe di rendere difficilmente esperibile, o addirittura di inficiare, la soluzione dell’abbandono amministrativo, siccome bisognerebbe preventivamente sincerarsi del venir meno della famiglia, in tutti i suoi rami, attraverso complesse ricerche anagrafiche la transizione, o trasformazione, del sepolcro da famigliare (gentilizio) in ereditario e, quindi, l’assenza di eredi di quota di concessione, anche solo a fine di obbligazione manutentiva ex art. 63 D.P.R. n. 285/1990 (http://www.funerali.org/cimiteri/la-manutenzione-dei-sepolcri-ex-art-63-dpr-n2851990-927.html) (a prescindere dall’eventuale titolarità dello jus sepulchri o del fatto che sussistano soggetti i quali ne dispongano senza, per questo, essere diretti eredi del concessionario http://www.funerali.org/cimiteri/eredi-o-discendenti-283.html).

Su questa sciarada potrebbe pure innestarsi una variabile subordinata ed “impazzita”, ad esempio: in un sepolcro ereditario, o divenuto tale, i relativi diritti possono essere oggetto di devoluzione testamentaria?

Una plausibile risposta si rinviene nelle considerazioni qui immediatamente precedenti, in questo senso: se un sepolcro è ereditario (e ciò potrebbe aversi sia fin dal suo sorgere, sia per trasformazione da sepolcro familiare in sepolcro ereditario, a seguito dell’estinzione della famiglia) il suo assetto giuridico si adegua alle comuni norme del diritto successorio,, inclusa quella testamentaria.

Per stabilire con certezza il dante causa (de cuius) ancora una volta si dovrà fare riferimento all’atto di concessione e al Regolamento comunale di polizia mortuaria, verificando anche la particolare declinazione attribuita all’istituto del subentro e gli altri aspetti che tale previsione comporta siano valutati attentamente.

Mentre L’accesso, seppur astrattamente, alla logica del sepolcro ereditario avrebbe provocato non poche noie interpretative per i sepolcri privati di carattere familiare, questo parametro normativo, tuttavia, sarebbe risultato, comunque, ed a maggior ragione, pressoché inapplicabile nel caso di sepolcri privati in concessione ad enti, poiché per essi la “successione” interviene con modalità del tutto diverse rispetto alle persone fisiche e, spesso, neppure è ipotizzabile, pervenendosi immediatamente allo scioglimento dell’ente, senza alcuna “subentro nella titolarità di diritti,” in senso proprio, al più, forse, si contemplano particolari forme, di diritto squisitamente privato, per la devoluzione del patrimonio dell’ente sciolto od estinto.

L’estinzione comporta, ad ogni modo, l’acquisizione delle opere e delle aree da parte del comune, senza alcuna forma di ristoro, questa affermazione apodittica discende anche da siffatta considerazione: essa comporta necessariamente che non vi siano soggetti potenzialmente destinatari di un risarcimento (tranne il caso dell’estinzione dichiarata in correlazione alla soppressione del cimitero che ha una sua propria regolamentazione in relazione a questa fattispecie, la quale, altrettanto esclude tassativamente l’eventuale indennizzo, forse concepibile in caso di rinuncia alla concessione http://www.funerali.org/cimiteri/la-rinuncia-nelle-concessioni-cimiteriali-modi-forma-e-natura-dellatto-45953.html).

Poiché l’estinzione è prima di tutto un evento, un fatto giuridico, che esula da ogni volontà, anche per essa trovano piena operatività le indicazioni fornite circa la decadenza, sulla sua natura meramente dichiarativa degli atti con cui è riconosciuta (http://www.funerali.org/cimiteri/atti-ablativi-sulle-concessioni-cimiteriali-e-principio-di-pubblicita-del-procedimento-ex-artt-7-8-e-21-bis-legge-n-2411990-46199.html) e sulla sua obbligatorietà, come sugli effetti, ex art. 93 D.Lgs n. 267/2000, in caso di ritardo od omissione nella dichiarazione di decadenza (http://www.funerali.org/cimiteri/la-decadenza-delle-concessioni-cimiteriali-915.html).

 

Nota dell’autore: si ringrazia per la preziosa consulenza il Dr. Sereno Scolaro , (senza il suo aiuto questo breve saggio non avrebbe mai visto la luce!)

Scozia: conservati illegalmente circa 6000 organi di feti e nati morti

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Lydia Reid, una donna scozzese, ha chiesto per 40 anni, senza esito, l’esumazione del corpo del figlio morto a soli 7 mesi.
La donna, che ha raccontato la sua storia alla BBC, quando ha finalmente ottenuto di esumare la salma, ha avuto conferma di quanto sospettava fin dal giorno del funerale del suo piccolo. La bara era vuota, è stata sepolta senza un corpo dentro.
L’esumazione è stata eseguita dall’antropologa Sue Black, che ha trovato solo un cappello, uno scialle, una croce e un’etichetta che aveva scritto erroneamente il nome di Gary.
Lydia Reid, come riportato in numerosi servizi della BBC, ha svolto un ruolo di primo piano nella campagna scozzese per portare alla luce lo scandalo delle parti del corpo di bambini morti utilizzate illegalmente per la ricerca.
L’NHS, il servizio sanitario del Regno Unito, in Scozia è stato costretto ad ammettere di avere illegalmente conservato circa 6.000 organi e tessuti negli ospedali tra il 1970 e il 2000, molti dei quali appartenenti a bambini.

Easy – Un viaggio facile facile

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“Easy – Un viaggio facile facile” è un film di Andrea Magnani che ha avuto un buon successo al festival di Locarno 2017. Ora è arrivato nei cinema italiani da giovedì 31 Agosto 2017. Viene consigliata la vista non solo agli imprenditori funebri ma ad un pubblico vasto.
Nicola Nocella si trasforma e interpreta Isidoro, affiancato da Libero De Rienzo e Barbara Bouchet.
Isidoro, detto Easy, ha 35 anni ed è un ragazzo visibilmente sovrappeso e depresso.
Vive con sua madre all’ombra del fratello, finché quest’ultimo non gli chiede un favore:
riportare in Ucraina la salma di un operaio morto per un incidente al cantiere.
Easy accetterà, rimettendosi alla guida di una macchina (un carro funebre in questo caso) per la prima volta dopo aver abbandonato la sua promettente carriera come pilota di go-cart.
Easy – Un viaggio facile facile è una piccola opera che ha il coraggio di distaccarsi dai generi più in voga nel panorama cinematografico italiano; un road movie dalle atmosfere quasi scandinave, che attraverso un sottilissimo umorismo, una forte componente visiva, ma soprattutto un’interpretazione straordinaria, riesce a sorprendere.

Ventimiglia: festa islamica del sacrificio celebrata davanti all’ingresso di un cimitero

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Alcune centinaia di migranti, qualche giorno or sono, hanno celebrato con una preghiera collettiva davanti al cimitero di Roverino a Ventimiglia la festa di Eid al-Adha, la cosiddetta ‘Festa del Sacrificio’.
Molte le polemiche per il fatto che la preghiera sia stata celebrata, con altoparlanti e all’aperto, davanti al cimitero cittadino di Roverino, con un consigliere comunale a guidare la protesta

L’Amministrazione comunale ha immediatamente fatto un comunicato per dichiarare la massima trasparenza della manifestazione e la sua piena regolarità.
La festa si è svolta in base ad un regolare permesso. Gli orari, dalle 7 alle 9,30, sono stati rispettati e durante il rito religioso era presente a vigilare la polizia locale e la polizia di stato.
L’Amministrazione comunale tiene a sottolineare che come è stato dato il permesso per questa manifestazione in un luogo ampio per raccogliere diverse centinaia di persone, lo stesso sarebbe stato fatto per tutte quelle associazioni presenti sul territorio cittadino con simili necessità.
E, infine, in polemica con chi aveva parlato di animali sgozzati, il comunicato del Comune precisa che chi lo ha detto ha preso un granchio.
La celebrazione, che tra l’altro è finita anche con trenta minuti d’anticipo, ha avuto come unico cibo sacrificato del pane, latte, the e brioches e si è svolta nel rispetto di tutte le norme.

Perdono la bara nel viaggio aereo

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All’ufficio valigie smarrite ne sentono di tutti i colori, ma questa doveva ancora presentarsi!
Il bagaglio sparito non era una valigia, bensì una bara, con il cadavere di un uomo di 58 anni, morto durante una vacanza in Sardegna. La salma era stata imbarcata all’aeroporto di Cagliari ed era attesa a Bruxelles dai parenti del defunto L.P. Il volo del vettore prevedeva uno scalo a Roma. Ed è a Fiumicino che si è avuto l’errore iniziale.
La salma col corpo del defunto belga è stata scambiata con un’altra e così è stata caricata su un altro aereo, decollato quasi contemporaneamente ma diretto a Parigi. A Bruxelles arriva così una bara non attesa e per la moglie e le due figlie di L.P. comincia l’avventura!
«Dopo aver scoperto che la bara era stata perduta c’è stato un altro episodio assurdo – racconta il console del Belgio a Cagliari, Giovanni Dore – Quando si è capito che la bara era finita a Parigi, la famiglia ha inviato in Francia un carro funebre. Ma quando è giusto a destinazione, il dipendente dell’agenzia funebre è stato informato che la salma era stata nuovamente imbarcata, senza alcun preventivo avviso o consultazione con la famiglia, su un volo diretto a Roma».
Da Roma a Bruxelles, dove il malcapitato cadavere ha finito di correre … con tanto di scuse da parte del vettore.

Montebelluna: verifica della stabilità di lapidi cimiteriali in 2 cimiteri consiglia la messa in sicurezza immediata

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La Giunta comunale di Montebelluna, convocata con urgenza dal sindaco qualche giorno or sono, ha approvato l’intervento per la messa in sicurezza dei cimiteri di Montebelluna e di Biadene, dopo che le verifiche compiute da Contarina, in accordo col Comune, hanno portato in luce il fatto che nel corso degli anni molte lapidi dei loculi si trovavano in condizione di scarsa tenuta statica per il deterioramento dei perni metallici di sostegno.
Nel frattempo è stata già attuata la immediata messa in sicurezza delle aree critiche per evitare rischi ai visitatori.

Giappone: un robot che sostituisce il prete buddista nei funerali

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Un prete robot che celebra funerali buddisti è stato presentato alla convention “Life Ending Industry” in Giappone dall’azienda Nissei Eco.
Si tratta di una versione appositamente adattata del robot Pepper di SoftBank, utilizzato anche per altri scopi e lavori, dato che in Giappone è molto comune l’utilizzo dei robot in diversi ambiti della società.
E chi non crede alla notizia, vada a vedersi il video:

Cade dalla scala in cimitero: danni ed eventuale responsabilità civile per il Comune?

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Brano tratto dall’edizione on line de “La Nuova gazzetta di Modena del 28 agosto 2017:” “”- […] MODENA. È finita con un brutto infortunio la mattinata di una donna modenese all’interno del cimitero San Cataldo. Attorno all’ora di pranzo, erano da poco passate le 13, la donne si trovava ancora all’interno del cimitero quando è suonata la consueta sirena che avvisa della chiusura dei cancelli. Lì per lì non ci ha fatto troppo caso ma quando, pochi minuti dopo, si è trovata davanti i cancelli sbarrati, si è preoccupata e ha cercato una via d’uscita dal cimitero ormai chiuso. Va detto, per chiarezza, che San Cataldo è dotato di un sistema touch screen e di un dispositivo di sicurezza che permette l’apertura del cancello dall’interno. Evidentemente la donna non sapeva di questa possibilità, così ha optato per una strada ben più impervia: ha preso una delle scale che servono per il cambio dei fuori e delle luci, l’ha avvicinata al muro di cinta del cimitero e ha iniziato a salire fino a raggiungere, ad oltre tre metri, la cima delle mura. Lì è nato il problema: come scendere in sicurezza? E proprio nel tentativo di scendere è caduta. Sul posto è arrivata l’ambulanza che l’ha trasportata all’ospedale”-

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Ed ora un breve commento tecnico sulla scia di due distinti quesiti presenti, in banca data, qui su www.funerali.org, risolti a cura dell’Ing.Daniele Fogli. Questo passaggio ci consente anche di esaminare, sotto il profilo civilistico ed aquiliano gli effetti di una mancata sorveglianza all’interno del campisanti.

 

imageLe responsabilità gravanti sul Comune nel caso in cui un utente/visitatore procuri un danno a sé o ad altri utilizzando una scala portatile , in buono stato di manutenzione, si distinguono in relazione alle seguenti ipotesi:

a) Nel caso in cui la scala arrecasse un danno ad un soggetto, senza che questi la stesse azionando o manovrando, ci troveremmo nell’ambito di applicazione dell’art.2051 c.c., secondo il quale, il Comune, in quanto custode dell’oggetto, è responsabile del danno cagionato, salvo che provi il caso fortuito.

Per caso fortuito si intende un fatto imprevisto o assolutamente imprevedibile, da solo idoneo a causare un danno. Secondo parte della dottrina e della prevalente giurisprudenza si tratta di una responsabilità fondata su una presunzione relativa di colpa a carico del custode ed il caso fortuito serve appunto per dimostrare l’assenza di colpa. Secondo altro orientamento trattasi di responsabilità oggettiva ed il caso fortuito consiste in un avvenimento che esclude il nesso di causalità tra condotta ed evento dannoso.

 

b). Se invece il danno è prodotto a causa di un uso errato o maldestro dello strumento, si rientra nell’ipotesi generale dell’art.2043 Cod..Civile. Pertanto, l’utente che cagiona ad altri un danno, intenzionalmente o a causa di negligenza, imprudenza o imperizia ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline, è obbligato a risarcire il danno. In tale fattispecie il Comune non è responsabile.

Il Comune quale titolare ultimo del cimitero, impianto demaniale ex art. 824 comma 2 Cod. Civile, e della stessa funzione cimiteriale (Artt. 337, 343 e 394 T.U.LL.SS) ha la responsabilità oggettiva di cui all’art. 2043 cod. civile , cui deve far fronte attraverso un’opera di normale diligenza, controllo e vigilanza, fermo restando che la responsabilità oggettiva emerge in caso di dolo o colpa rispetto al verificarsi del danno ingiusto.

Il comune, pertanto, si deve attivare in modo da assicurare una idonea attività di sorveglianza, anche se, e si condivide la considerazione, tale vigilanza non possa assicurare in assoluto una prevenzione dei fatti dolosi compiuti da terzi, né tanto meno l’individuazione dei responsabili, nei singoli casi.

Il personale comunale addetto ai cimiteri ha il dovere di tutela dei beni comunali, ma anche quella dei beni privati ricadenti nella sfera di sorveglianza del comune, anche se evidentemente non assolve a funzioni di polizia giudiziaria.
Rispetto all’art. 51 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285 si esprime l’avviso che la “vigilanza” presa in considerazione non abbia il contenuto materiale che sembra emergere dal quesito, quanto abbia una valenza ben più ampia, estesa anche all’utilizzo dei sepolcri privati all’interno dei cimiteri (cioè alla sussistenza delle condizioni che consentono o meno la sepoltura di una salma in un determinato sepolcro, ecc.), alla loro manutenzione e alla gestione complessiva delle opere presenti nei cimiteri; altrettanto il servizio di custodia non può essere valutato in termini materiali, quanto in termini giuridici.

Poiché i manufatti di privati installati su sepolcri privati o, se eccezionalmente consentiti dal comune, anche su sepolture nei campi ad inumazione comune, sono di proprietà esclusiva dei privati che hanno anche l’obbligo della loro manutenzione (art. 63 d.P.R. 10 settembre 1990, n. 285), la responsabilità oggettiva di cui all’art. 2043 c. c.fa carico a privati, si ricava che l’auto-deresponsabilizzazione che il regolamento comunale afferma ha un suo fondamento giuridico, anche se il comune ha l’obbligo di adottare tutte le misure idonee a prevenire situazioni di vandalismo o danneggiamento.

Alla luce di quanto sopra la responsabilità dell’amministrazione rispetto a beni di proprietà privata presenti all’interno dei cimiteri sussiste solo se l’amministrazione comunale risulti dolosamente o colpevolmente carente rispetto all’obbligo di vigilanza e custodia (entrambi i termini intesi qui in senso molto “materiale” e assolutamente non giuridico, dei cimiteri), in termini di ordinaria diligenza.
Nel caso di eventi fortuiti che producano un danno valgono le comuni regole della responsabilità oggettiva (già citato art. 2043 e seguenti, c. c. ) che fanno carico all’ente proprietario del cimitero, responsabilità cui può essere fatto fronte anche attraverso la stipula di apposita assicurazione, come viene generalmente fatto dai comuni per altri impianti (acquedotto, strade, viabilità, parchi e giardini, ecc.).

Napoli: al cimitero di Poggioreale sequestrata una tomba abusiva

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Un manufatto edile abusivo è stato sequestrato all’interno del cimitero di Poggioreale a Napoli, a seguito di controlli ed ispezioni per verificare l’esistenza di cappelle e loculi abusivi.
L’operazione è stata condotta qualche giorno or sono dalla Polizia Municipale partenopea e, in particolare dagli agenti dell’Unità Operativa Tutela Aree Cimiteriali.
Il manufatto posto sotto sequestro è composto da tre loculi, ancora vuoti, sui quali non era stata apposta nessuna incisione; nel corso dell’operazione è stato sequestrato anche un ripostiglio in alluminio che era stato sistemato nelle vicinanze.
Il valore delle opere abusive è di circa 30mila euro.
Le indagini proseguono per individuare sia i committenti sia la ditta che si è occupata dei lavori.

M5S in Veneto: presenteremo emendamenti al PDL 267/2017 sui crematori

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Il consigliere regionale Veneto di M5S Manuel Brusco in una nota ufficiale ha preso posizione nei confronti del recente PDL che modifica una norma che aveva stoppata temporaneamente la realizzazione di crematori in quella regione.
Brusco ha dichiarato: “Con il Progetto di legge n. 267, i consiglieri regionali della maggioranza Gabriele Michieletto, Fabrizio Boron, Roberto Ciambetti, Marino Finozzi e Franco Gidoni intendono apportare modifiche ed integrazioni alla legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30 ‘Collegato alla legge di stabilità 2017 che sospende la costruzione di forni crematori in attesa che la Regione si doti di un piano di ubicazione degli impianti. Il testo di questo Progetto di legge non è chiaro ed è suscettibile di interpretazioni che vanificano completamente l’attuale fermo per la realizzazione di nuovi impianti”.
“In particolare – puntualizza il consigliere – non vengono specificate indicazioni riguardanti il caso in cui il provvedimento di approvazione di un consiglio comunale sia anteriore al blocco già stabilito con la norma precedente e cioè fino all’ultimo giorno del dicembre scorso. Il Movimento 5 Stelle ha redatto degli emendamenti che chiariscono tale aspetto e che presenterà alla commissione competente”.
“La nostra attenzione – conclude Brusco – che sin dagli inizi è mirata a scongiurare la speculazione finanziaria in atto in Veneto per i forni crematori, resta alta per ottenere una corretta gestione del problema che sia basata su un progetto di servizio e non sia in balia di interessi economici”