Conferenze sul Verano di Roma

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Cristo Redentore

Cristo redentore. Verano- Roma,
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Nell’ambito delle attivitàdi valorizzazione del patrimonio monumentale del Cimitero del Verano, la locale Sovraintendenza ai Beni Culturali organizza due incontri, il 23 ed il 30 novembre, presso la sala del Convento della Basilica di San Lorenzo, piazzale del Verano 3, rivolte alla cittadinanza ed insegnanti.
“Luglio 1943: quel che resta di San Lorenzo”. Il Verano e la Basilica (Simonetta Ciranna) – 23 novembre ore 17,30.
Storia dell’architettura del Cimitero del Verano: Virginio Vespignani, Agostino Mercandetti, Gioacchino Ersoch (Monica Capalbi)30 novembre ore 17,30.
Il Cimitero del Verano, con il suo patrimonio di opere d’arte costituisce una sorta di museo all’aperto che non ha eguali per la quantità e la particolaritàdelle testimonianze, un inestimabile valore sotto il profilo storico-artistico e di storia della cultura ottocentesca e novecentesca.
Un patrimonio da conoscere e da conservare, come parte preziosa di un’eredità di cui i cittadini devono diventare in prima persona i conservatori per poterla trasmettere alle generazioni successive.
La Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma ha da tempo intrapreso una serie di attivitàper promuovere la conoscenza del Cimitero Verano con un progetto articolato di pubblicazioni (I percorsi della memoria) e con la catalogazione scientifica delle tombe – già conclusa per il Quadriportico, il Pincetto Vecchio, il Pincetto Nuovo – presupposto indispensabile per fornire indicazioni e sistemi di tutela ormai irrinunciabili per conservare il patrimonio funerario, soggetto, come è naturale, ad interventi di riuso.
E’ stato inoltre avviato un programma di restauri di monumenti di proprietàcomunale, quale l’intervento sul Monumento al Generale Roselli, eroe del Risorgimento, sulla tomba di Goffredo Mameli, e sulla Tomba di Erminia Fuà Fusinato.
Nella conferenza del 23 novembre Simonetta Ciranna illustrerà l’effetto distruttivo del bombardamento sulla cimitero e la basilica, e gli aspetti e le difficoltàdella successiva trasformazione costruzione che ha cancellato l’immagine ottocentesca della Basilica.
Per informazioni: Ufficio Monumenti Medioevali e Moderni tel.06-49236254;06-67105953; fax 06-67103833; mail infodocumentazioneverano@comune.roma.it.
Fonte: abitarearoma.net

Ossario comune

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L’art. 67 del R.P.M. recita:
‘Ogni cimitero deve avere un ossario consistente in un manufatto destinato a raccogliere le ossa provenienti dalle esumazioni o che si trovino nelle condizioni previste dal comma 5 dell’art. 86 e non richieste dai familiari per altra destinazione nel cimitero. L’ossario deve essere costruito in modo che le ossa siano sottratte alla vista del pubblico’.

Una domanda sorge spontanea: l’ossario comune puo’ essere accessibile al pubblico frequentatore dei cimiteri? all’interno le ossa devono essere riversate sfuse o contenute in nylon?

L’ossario comune, di solito, e’ un pozzo, un vano ipogeo o un blocco in mattoni, cemento armato dove gettare le ossa in modo promiscuo ed indistinto. E’la stessa struttura muraria delle sue pareti (anche se quasi mai e’ cosi’) a dover risultare impermeabile alle infiltrazioni o alle acque piovane. Spesso, purtroppo, l’ossario si trasforma, invece, in un acquitrino ristagnante.

Non necessaraimente, prima di esser riposte nell’ossario comune le ossa debbono esser racchiuse in sacchi di plastica. Cio’ non e’ richiesto dal regolamento. Anzi, ossa avvolte nel nylon potrebbero esser ancora, in qualche modo, riconducibili ad un particolare cadavere (e sue trasformazioni di stato), mentre la Legge parla di conservazione massiva senza piu’ alcun segno di riconoscimento.

Di solito all’atto dell’esumazione/estumulazione si usano invoucri provvisori di plastica per una prima cernita tra le ossa non richieste e quelle, invece, da riporre in cassetta ossario (Art. 36 comma 2 DPR 28/90) per una nuova tumulazione o per il trasporto ad altro luogo che non sia il crematorio, altrimenti sarebbe sufficiente un contenitore di materiale facilmente combustibile.

L’ossame deve esser celato alla vista del pubblico, ma il punto fisico in cui si trova l’ossario puo’ esser tranquillamente segnalato con un cartello, un’indicazione, una croce….

Sulla botola dell’ossario e’ possibile collocare fiori, oggetti votivi per il legittimo esercizio delle pratiche di pietas e devozione.

L’ossario e’, alla fine, una sepoltura collettiva: dopo tutto e’ pur sempre una tomba, ancorche’ anonima, ed il nostro ordinamento di polizia mortuaria consente sempre gesti di pieta’ e venerazione verso i defunti assimilabili al diritto secondario di sepolcro.

Sulla botola dell’ossario (si pensi ad un sacrario di guerra) potrebbe esser officiata anche la Santa Messa.

L’importante e’ non intralciare le operazioni cimiteriali di apertura e chiusura delle botola per l’immissione di nuove ossa.

L’ingresso all’area dove e’ collocato l’ossario potrebbe esser inibita ai visitatori durante l’esecuzione di operazioni cimiteriali o se ci sono seri pericoli per la loro incolumita’ (cedimento della volta, rischio di cadute….).

Carenza di posti salma a Catanzaro

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Intervento del consigliere comunale dei Popolari – Udeur, Sergio Costanzo sui problemi presenti nei cimiteri di Catanzaro. Il vice presidente della commissione lavori pubblici si sofferma in particolare sulla carenza dei loculi.
La riunione della commissione lavori pubblici – afferma – è stata rinviata a causa del prolungarsi, fino a notte tarda, dei lavori del Consiglio. Commissione importante perché allordine del giorno conteneva la discussione dellinterrogazione presentata dal consigliere Franco Barberio sui problemi del cimitero centrale di via Paglia.
Anche nel corso dei lavori del Consiglio di mercoledì è emersa forte la posizione dei Popolari Udeur in merito a questa problematica esplicitata dal capogruppo Mimmo Tallini, il quale, denunciato una serie di questioni per le quali non si intravedono imminenti soluzioni da parte dellamministrazione attiva. Non vogliamo addossare colpe a nessuno, ce ne guarderemmo bene, ma sicuramente questa problematica deve essere una priorità della maggioranza di centro-sinistra che dovrebbe dirci quali sono i progetti che intende sviluppare per risolvere le questioni presenti in questo importante luogo sacro.
Abbiamo ribadito in Consiglio che nella gestione dei cimiteri cittadini si è passati da una conduzione rigida, ma che aveva portato dei risultati, ad una a dir poco familiare che sta causando gravi disagi ai cittadini ed agli operatori che giornalmente svolgono la loro funzione allinterno delle aeree cimiteriali.
Si starebbero perpetrando inosservanze del regolamento di Polizia mortuaria e del Piano regolatore cimiteriale, allorario di accesso delle autovetture, problematiche che il nostro collega Barberio ha posto allattenzione della commissione e che ci vedono pienamente daccordo. Invitiamo il sindaco Rosario Olivo a prendere in mano la situazione, sicuri della sua attenzione più volte dimostrata nei confronti delle questioni sollevate dal gruppo consiliare dei Popolari UDEUR.
Punto cruciale dellintervento del capogruppo Tallini in consiglio è stato la comprovata mancanza di loculi nei cimiteri cittadini. Una condizione che a breve tempo potrebbe portare al collasso, se non saranno attuate le giuste misure.
Correremo il rischio di trovarci con l’obitorio pieno di salme che non potranno avere una degna sepoltura. In commissione – dice ancora – farò sentire forte la voce dei Popolari Udeur e ribadirò la nostra propensione ad attuare forme di protesta civile ma determinate come del resto rientra nella nostra filosofia di Partito moderato proprio per sensibilizzare la partecipazione dei cittadini esasperati per il perdurare di questa condizione.
Invitiamo, quindi, la maggioranza ad attivarsi al più presto per dare una risposta ai cittadini garantendo un servizio che possa permetterci di dare una dignitosa sepoltura ai nostri defunti. Non vorremmo, in seguito, sentirci dire che del problema lamministrazione non era al corrente.

fonte:ilgiornaledicalabria.net

Inumazione gratuita per speciali onoranze?

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E’possibile e legittimo offrire sepoltura gratuita in campo di terra a determinate categorie di soggetti (ad esempio cittadini degni di particolari onoranze civiche, persone particolarmente famose, letterati, uomini di scienza…) al di fuori della casistica molto rigida dettata dall’Art. 1 comma 7 bis della Legge 28 febbraio 2001 n. 26?

Ai sensi dell’Art. 49 ogni comune deve disporre di almeno un cimitero con
quadre ad inumazione.

Ai sensi del successivo Art. 50 DPR 285/90 il comune ha l’obbligo di
accogliere nei propri cimiteri i cadaveri, le ossa o le ceneri di persone morte in quel comune o che in quel comune avevano la residenza, anche se
materialmente il decesso e’ avvenuto in altro luogo.

Oggi secondo il comma 7 bis dell’Art. 1 legge 28 febbraio 2001 anche l’interro in campo comune e’ divenuto servizio a titolo oneroso, al parti
delle altre operazioni cimiteriali se si eccettuano le evenienze di
indigenza, disinteresse da parte dei famigliari o stato di bisogno.

Al di la’ di questi casi ben codificati dalla norma di cui all’Art. 1 comma 7 bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26 in dottrina si ritiene vi sia responsabilita’
patrimoniale per le amministrazioni che non dovessero applicare il sullodato comma 7
bis dell’Art. 1 legge 28 febbraio 2001 .

Infine, laddove un Comune si ritrovasse area sovrabbondante per inumazione
in campo comune, (ad esempio per la mutata domanda tipologica di sepolture)
si potrebbe destinare una zona ove seppellire gratuitamente i cadaveri di
persone legate in vita da particolari legami (non di nascita ne’ di residenza) in quella citta’. Una sepoltura
privata (a sistema di tumulazione o inumazione) puo’ esser concessa ex novo
al bisogno a tempo determinato (quelle perpetue sono vietate dal 10 febbraio
1976 dopo l’entrata in vigore del DPR 803/1975).

Generalmente la concessione e’ onerosa, ma in casi particolari, puo’ esser
anche gratuita laddove il comune decida di riconoscere particolari
benemerenze per i funerali di tali persone.

Tale eventualita’ dovrebbe essere codificata con l’adozione del piano regolatore cimiteriale e prevista nel regolamento di polizia mortuaria
comunale.

Per concludere e’ facolta’ dell’Amministrazione Comunale allargare i casi di possibili sepolture rispetto a quanto stabilito dall’art. 50 del
D.P.R. 10.9.1990 n.285, ma un cittadino richiedente non puo’ vantare alcun diritto in proposito, a meno che non ricada nella situazione di cui all’art.50, comma 1, lettere c,d,e. Si configura sempre come un potere discrezionale dell’Amministrazione, concedere in uso sepolture disponibili a cittadini che
non abbiano il requisito della residenza.

Anche a Roma si possono disperdere le ceneri

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Dal 20 novembre 2006, a Roma, sarà possibile disperdere in natura, sia in aree private che allaperto (campagna, mare, lago, fiume), oppure presso unarea attrezzata dallAmministrazione Comunale, le ceneri di un proprio caro defunto.
Lo annunciano il presidente di AMA, Giovanni Hermanin, e lAssessore alle Politiche Sociali del Comune, Raffaela Milano. Roma afferma Hermanin – è una delle prime grandi città ad applicare la dispersione in natura.
Chi vorrà potrà utilizzare il Giardino dei Ricordi allinterno del Cimitero Flaminio, luogo pensato e realizzato dallAMA e dallAmministrazione Comunale per offrire il raccoglimento adeguato al rito.
Già da lunedìprossimo gli uffici dei Cimiteri Capitolini potranno accogliere le richieste.
La nostra città – aggiunge lassessore Milano si era per tempo preparata per offrire ai cittadini questo servizio; ora finalmente si èconcluso il necessario iter legislativo che ha reso possibile la dispersione delle ceneri, ed il nuovo servizio è quindi pienamente operativo
Solo nel 2005 a Roma sono avvenute circa 5.500 cremazioni.
Nei primi 9 mesi del 2006 sono state oltre 4.600.
Il Giardino dei Ricordi si estende su unarea verde collinare di 30.000 mq e vi si accede percorrendo il Viale dei Ricordi, costituito da circa 200 cipressi.
Il fulcro del sito ècostituito dallarea circolare centrale, una radura circondata da alberi ad alto fusto, progettata per restituire al visitatore un senso di pace interiore e di raccoglimento, e accessibile in ogni sua parte ai diversamente abili.
Una passerella di legno rivolta verso lorizzonte, con lo scenario dei Monti Sabini, conduce alla Conca Cineraria, il luogo in cui le ceneri verranno effettivamente disperse, raccolte e, tramite un sistema di circolazione dellacqua, restituite alla natura. Un muro di lastre di travertino bianco si estende sul lato ovest, su di esso potranno essere ricordati i nomi di quanti hanno trovato pace nel silenzio del Giardino dei Ricordi.
Una Sala del Commiato, infine, permetterà a parenti ed amici di porgere lestremo saluto ai propri defunti.
fonte: online-news.it

Film su impresario funebre cubano

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Guantanamera Spagna/Cuba/Germania 1995 , 102 Minregia: Tomás Gutiérrez Alea, Juan Carlos Tabío (fragole e cioccolato)genere: Grottesco.
trama:E’ la storia di Adolfo, proprietario di pompe funebri, sposato con la bella Gina.
La morte di una Zia suggerisce ad Adolfo di tentare un piano mirabolante: un una staffetta delle pompe funebri per consegnare feretri da una parte all’altra dell’isola.
Molte le avventure e le disavventure di un viaggio che rivelerà molto sulla vita e sulla morte e sulla incredibile vità e filofia della Cuba di oggi, strozzata dall’embargo e da una burocrazia spesso disumana e molesta.
Girato a basso costo, Guntanamera è un film culto di un mondo che spesso non è facile da comprendere e compenetrare

fonte leonella.blogspot

Una originale elaborazione del lutto

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«Il momento peggiore è la mattina. Ti svegli e, ancora confuso, magari per un infinitesimo di attimo, puoi credere di aver attraversato solo un brutto sogno. E invece è tutto vero». Il dolore che si prova quando si perde qualcuno è un’esperienza comune a tutti.
E per avere bisogno di un sostegno non serve essere in presenza di uno di quei “lutti complicati”, cioè di uno di quei casi in cui la perdita è così grave e dolorosa e disorientante, che ne va di mezzo la stabilità della persona.
Psicologia e fede.
E’ per sostenere e aiutare ad elaborare l’esperienza del lutto, in tutte le sue forme, che oggi parte a Mestre un “Gruppo cittadino per l’elaborazione del lutto con l’aiuto della psicologia e della fede”, una possibilità offerta a tutti coloro che sentono il bisogno del sostegno psicologico e anche del dialogo e della riflessione nell’ottica cristiana. In piena libertà, e con la possibilità di avvalersi anche solo dell’uno o dell’altro supporto.
Incontri alternati.
E’ questo dunque il frutto della collaborazione nata tra la pastorale del lutto di don Armando Trevisiol e l’Avapo mestrina, associazione con la quale don Armando già collabora come direttore responsabile del periodico “Per mano”.
Già qualcuno si è fatto avanti per dare inizio all’esperienza, che vedrà una serie di incontri alternati, ogni giovedì alle ore 16 presso la sede del centro Don Vecchi di Mestre. Il primo e il terzo giovedì del mese sono dedicati al supporto psicologico con il sistema dell’auto-aiuto assieme a Federica Dogliotti, psicologa dell’Avapo, già attiva anche all’interno del servizio dell’Ospedale oncologico domiciliare, che farà da mediatore.
Il secondo e il quarto giovedì il ritrovo sarà invece guidato da don Armando Trevisiol, che celebrerà la messa e offrirà l’aiuto religioso e l’apporto della fede.
Per chi non va in parrocchia.
La scelta di partecipare agli incontri, che non comportano un impegno di alcun tipo, è libera: «Ognuno sarà libero di recarsi anche solo agli incontri di ordine psicologico, oppure solo a quelli religiosi, senza nessuna costrizione» spiega don Armando, che ha ideato questa proposta spinto dal tentativo di venire in aiuto di quanti, per esempio, non si sentono legati a tal punto alla parrocchia da esserne supportati in momenti difficili come quello del lutto; oppure che soffrono per la difficoltà di saperlo elaborare. «Io sono straconvinto che gli atei siano in città una netta minoranza, in assoluto quasi irrisoria.
E mi è parso necessario offrire un supporto a questi che non hanno un riferimento forte nella parrocchia, a quanti non sono praticanti.
C’è un’attenzione da dare ai lontani». E già l’annuncio dell’attività, che partirà prima con una serie di colloqui individuali, è giunto ai medici di base, alle agenzie funebri, alla cittadinanza.
Vincere l’isolamento.
Dal punto di vista psicologico, «all’interno dei gruppi ci sarà il rispetto di ogni punto di vista» assicura anche la dottoressa Dogliotti dell’Avapo. «Il gruppo è aperto a quanti sentono il bisogno di una possibilità per ristrutturare la propria vita, per chi è caduto in uno stato di isolamento o continua a vivere da tempo la situazione del cordoglio». La volontà di ricreare un ambiente in cui possano riprendere vita anche le relazioni e la socialità, aggiungendo agli incontri di sostegno anche altri esclusivamente a carattere conviviale, potrà venire incontro all’esigenza anche degli anziani rimasti soli.
Ma non solo: «Il gruppo è aperto a tutte le forme – chiarisce la dottoressa Dogliotti – l’elaborazione per tutti è qualcosa che deve avvenire».


fonte: Gente Veneta , no.42 del 2006

Attenzione alla veridicità firme in caso di cremazione di cadavere

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Il giudice monocratico di Gaeta, Rossana Brancaccio, ha dato ufficialmente incarico ad un perito di accertare lautenticità della firma sullatto notorio sottoscritto da Raffaella Casella, con il quale si chiedeva la cremazione della salma di Dora Rossi, la 78enne morta allospedale di Formia il 6 maggio del 2001.
Un passaggio fondamentale nel procedimento in corso presso il tribunale di Gaeta nei confronti dei coniugi di SS. Cosma e Damiano, lex poliziotto Vincenzo Silvestri e la moglie Raffaella Casella, imputati per falso e deterioramento di cadavere.

Tipologia costruttiva dei loculi areati a trieste

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Questo re’portage e’ il logico pendant che i lettori di www.funerali.org hanno potuto consultare in questi giorni dal titolo: ‘Loculi areati a Trieste Abbiamo avuto l’occasione di una proficua chiacchierata con il dirigente dei servizi cimiteriali del comune di Trieste Dr. Alberto Mian. Eccovene una sintesi.

Le batterie di loculi areati sono sotterranee (camere ipogee) oppure sorgono al di sopra del piano di campagna?
‘No, esse sorgono in ambiente sotterraneo’.

I loculi sono monoposto, oppure possono ospitare due o piu’ feretri?
‘No, essi sono rigorosamente monoposto e rispettano il dettato dell’Art. 76 comma 1 DPR 285/90’.

All’atto dell’estumulazione avete sempre rinvenuto solo ossa o anche cadaveri inconsunti (magari per effetto di mummificazione o adipocera?
‘Escuderei la corificazione poiche’ essa e’ un fenomeno postmortale tipico della tumulazione in loculo stagno con cassa lignea e metallica. Inconsunti per effetto di adipocera, durante le esulazioni ordinarie sono stati rinvenuti solo nei campi interressati da forte umidita’ poca ventilazione a causa anche della presenza di percorsi d’acqua sotterranei’.

Come sono costruiti i loculi? (con mattoni, in cemento armato, pietra naturale…)?
‘I vani sono realizzati in cemento armato’.

I liquami cadaverici sono convogliati direttamente nella rete fognaria o in un pozzetto di stoccaggio? Non c’e’ pericolo d’inquinamento?
‘ Il percolato cadaverico scolava direttamente in fognatura, ricordo che tale impianto di sepoltura risale al dopoguerra, costruito su progetto inglese; mi occupo solo dal 2000 di servizi funerari e non ho rilevato problemi di polluzione ambientale, nemmeno come ricordo storico’.

In tanti anni non avete mai notato infiltrazioni o ancor peggio, di percolazioni, all’esterno, di liquidi cadaverici come succede, ad esempio, nello scoppio del feretro tumulato in loculo stagno?
‘ Abbiamo notato durante le periodiche ispezioni infiltrazioni d’acqua di falda; i loculi sono sotterranei per cui tutto e’ contenuto in una zona non visibile dove, per gravita’ l’acqua tende ad insinuarsi, scoppi del feretro non sono mai verificati perche’ le casse non erano stagne, nelle bare, negli ultimi anni, un po’in analogia con il paragrafo 16 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 4, (anche se tale norma si riferisce a tumulazioni in deroga si’, ma con duplice cassa lignea e metallica) sono stati collocati delle vaschette di contenimento che evitano la fuori uscita dei liquidi, essi ristagnano per breve tempo, senza disperdersi in rigagnoli, poi si asciugano naturalmente’.

Se almeno la tamponatura del loculo (con malta cementizia e mattoni o con lastra di cemento armato) non e’ a tenuta stagna non c’e’ il rischio del diffondersi nel cimitero di odori poco gradevoli con conseguente emergenza igienico-sanitaria?. Si avverte l’olezzo nauseabondo dei cadaveri oppure il naturale ricircolo dell’aria evacua i miasmi, rendendoli inodore? (nelle altre esperienze di loculi areati, segnatamente in Spagna e Francia, almeno l’imbocco del loculo e’ sigillato cosi’ da esser ermetico a liquidi e gas)?
‘ No, non ci sono odori; non c’e’ un vero proprio camino, ma solo un’intercapedine di fondo che non ha sbocco in superficie per cui eventuali odori non fuoriescono, soprattutto perche’ i miasmi sono costituiti da composti chimici di peso superiore al quello delle molecole dell’aria e quindi vanno verso il basso; la decomposizione aerobica avviene in modo molto lento in questo sistema e quindi i liquami che fuoriescono non sono di quantita’ apprezzabile, quelli che raggiungono la fognatura assieme ai liquidi sono convogliati in una vasca di decantazione (diluiti spesso dalle acque piovane) che poi e’ collegata all’impianto di depurazione; questo condotto fognario per trascinamento convoglia anche i miasmi nel sottosuolo, provocandone la dispersione. A garanzia dell’efficienza della sepoltura areata negli anni passati e’ stato eseguito anche un esperimento con i corpi di tre porcellini, che si sono consumati in 2 anni grazie ai processi ossidativi, molto piu’ rapidi di quelli putrefattivi; ecco perche’ la questione dei miasmi maleodoranti puo’ essere facilmente tenuta sotto controllo, senza il bisogno di particolari filtri o valvole depuratrici. Dal dopo guerra in poi a Trieste il loculo areato e’ stato la normalita’ e non ha dato nessun inconveniente’.

E’ prevista, all’atto dell’estumulazione, una procedura per sanificare il loculo, disinfettandolo e pulendolo da eventuali incrostazioni di liquame cadaverico?
‘All’interno della cassa di solo legno c’e’ un contenitore di materiale biodegradabile che contiene i liquidi ed evita la loro dispersione, soprattutto durante la fase colliquativa, quando elevata e’ la loro produzione. Dopo l’estumulazione si effettua una bonifica con prodotti batterico-enzimatici’.

Davvero in oltre 40 anni di polizia mortuaria sul territorio del comune di Trieste nessuno (ASL in primis) aveva segnalato e sanzionato l’uso di loculi difformi dal dettato dell’Art. 76 DPR 285/90? E’difficile pensare che nessuno tra le autorita’ preposte al controllo sui servizi cimiteriali, se ne sia accorto?
‘ Le competenti autorita’ erano perfettamente informate. Abbiamo seppellito con cassa di zinco in ossequio all’Art. 77 DPR 285/90 fino dal 2001. Proprio per questa rigidita’ normativa dell’Art. 77comma 1 DPR 285/90 abbiamo ora il cimitero quasi saturo,……era stata chiesta una deroga ministeriale sulla quale il Ministero della Sanita’ non aveva epresso parere definitivo; nel contempo lo Stato attivava la devoluzione di competenza in materia di servizi funerari alla Regione FVG, conclusasi a fine 2005; spetta ora allla Regione legiferare in materia; vista la lacuna normativa il Comune di Trieste solo con le ordinanze sindacali, ‘tutto alla luce del sole’ e con il parere igienico-sanitario favorevole della locale ASl., si e’ tumulato nuovamente in loculo aerato per scongiurare la saturazione del cimitero, inoltre sono stati predisposti dei progetti di rinnovo e ampliamento cimiiteriale per euro 30 milioni, la cui realizzazione e prevista in lotti e sara’ avviata a partire dal 2007′.

L’autore rivolge un particolare ringraziamento al Dott. Buzzai ed al Dott. Bussani, entrambi del Comune di Trieste per la gentile collaborazione.

In Francia regole più severe per trattamento feti

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Le ministère de la santé (de France) a annoncé à la fin d’octobre 2006, dans un communiqué, qu’un décret, préparé avec le ministère de l’éducation nationale et actuellement examiné au Conseil d’Etat, allait “prochainement encadrer le statut des collections à but scientifique” de ftus.
Le ministère “rappelle que, depuis l’affaire des ftus de Saint-Vincent-de-Paul, les actions nécessaires à empêcher qu’une telle situation ne se reproduise ont été engagées”.
“Les mesures qui ont été prises visent à garantir à la fois le respect des familles et la qualité du travail de diagnostic et de recherche des professionnels de santé”, ajoute-t-il. Un décret, publié le 3 août, a ainsi “fixé à un mois le délai maximum de conservation des corps de ftus”.
Le ministère indique en outre qu’une “circulaire interministérielle prochainement diffusée énoncera des recommandations de bonnes pratiques relatives à l’accompagnement du deuil des familles, qui ont été élaborées en étroite coopération avec les principales associations concernées”.
Saisie par le ministère, la Haute Autorité de santé doit “élaborer des recommandations de bonnes pratiques en matière de fitopathologie” qu’elle doit rendre publiques “au début de l’année 2007”, poursuit le ministère de la santé. (Avec AFP)

fonte : lemonde.fr


Il Ministero della salute francese ha annunciato alla fine del mese di ottobre 2006, in un comunicato stampa, che un decreto, predisposto dal Ministero dell’educazione nazionale e attualmente all’esame del Consiglio di Stato, “determinerà prossimamente le regole per il trattamento dei feti a scopo scientifico”.
Il ministero “ricorda che, dopo l’incidente occorso all’Ospedale Saint-Vincent de Paul sul trattamento dei feti, sono state adottate misure capaci di impedire il ripetersi di simili situazioni.”
“Le misure prese vanno nella direzione di garantire sia il rispetto dei familiari sia la qualità del lavoro diagnostico e di ricerca operato dai sanitari.”
Un decreto, pubblicato il 3 agosto 2006, ha anche stabilito nel limite massimo di 1 mese il tempo di conservazione dei corpi dei feti.”
Il Ministero prennuncia inoltre l’emanazione di una circolare interministeriale che determinerà le raccomandazioni operative relative all’accompagnamento al lutto dei familiari, elaborata in stretta cooperazione con le principali associazioini aventi esperienza in materia.”
Infine il Ministero della salute specifica che l’Haute Autorité de santé (corrisponde al nostro Consiglio Superiore di sanità) , deve elaborare “delle raccomandazioni operative in materia di fitopatologia, da metetre in essere all’inizio del 2007.”

Un falso problema che ne nasconde un altro

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Diffusa da SEFIT una precisazione a firma del Responsabile Ing. Daniele Fogli, a proposito di un articolo apparso sul Corriere della Sera del 9 novembre 2006.
 In un articolo a firma di Erika della Casa apparso sul Corriere della sera del 9 novembre 2006, che ha avuto ampia eco sui media italiani, è stato presentata in modo distorto la situazione delle cosiddette salme abbandonate, quelle cioè senza nessun familiare che si fa carico del funerale.
Si precisa che, per espressa previsione di legge, provvede il Comune, con oneri a proprio carico, sia al trasporto funebre, che alla fornitura del cofano e alla sepoltura, nei casi di indigenza, stato di bisogno della famiglia, abbandono familiare.
Il senso dellarticolo, che partiva dallanalisi di un presunto dato eclatante del Comune di Genova, individuava nel 30% le salme di persone abbandonate.
Lo stesso articolo presenta una tabella che mette a confronto i dati delle salme abbandonate negli obitori e arriva a conclusioni fuorvianti.
Difatti la percentuale di salme abbandonate non è calcolabile su quante salme pervengono negli obitori, bensì sulla mortalità totale annua del comune.
Il dato eclatante di Genova, così evidenziato dal Corriere della sera, corrisponde a 104 salme del 2005 su 400 ingressi allobitorio, pari al 26% di questi, ma solo all1,28% della mortalità dei residenti.
Nelle grandi città, riprese dalla tabella del Corriere della sera, la situazione effettiva è la seguente:

Comuni Abbandoni Morti residenti Ingressi obitori % di abbandoni su morti
Bologna 20 4.875 1150 0,41%
Genova 104 8.115 400 1,28%
Milano 12 13.584 970 0,09%
Napoli 40 9.655 786 0,41%
Torino 24 9.481 436 0,25%

Se quindi il dato di Genova è superiore a quello di altre città in tabella, da esso non possono certo trarsi le valutazioni che discendono dallarticolo.
Se invece lobiettivo dellarticolo è quello di far comprendere la necessità di pensare per tempo alle proprie esequie (in vista della previdenza funeraria), per laumento dei casi degli anziani a vita sola, i dati da assumere a riferimento non sono quelli, ma la incidenza delle persone a vita sola, soprattutto anziane.
Di seguito le informazioni desumibili dai dati ISTAT del 2005.

Dati Persone >= 60 anni Popolazione totale Percentuale
vedovi 4.062.085 4.523.812 89,8%
divorziati 204.528 825.612 24,8%
celibi 1.181.917 23.555.195 5,0%
somma 5.448.530 28.904.619 18,9%

NB. Elaborazioni su dati desunti da tabelle Corriere della sera e su dati ISTAT

Genova, dimenticato un morto su 3

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Genova, dimenticato un morto su 3
Erika Dellacasa
Corriere della Sera
09 Nov 2006

GENOVA Gli addetti ai lavori le chiamano «salme senza interesse», così le cataloga la legge.
Sono i defunti che nessuno vuole, quelli che rimangono senza sepoltura fino a quando non intervengono i servizi comunali per una rapida inumazione a carico della comunità. AGenova, nellobitorio dellospedale San Martino, che serve tutta la città, hanno raggiunto il 30 per cento.
«Un po meno di un terzo», conferma il dirigente dellazienda servizi funebri del Comune, Luciano Dolcetti.
Sono persone morte in casa, quasi sempre molto anziane, o vittime di incidenti e trasportate direttamente allobitorio, oanche chi ha finito i suoi giorni in ospedale e dopo le 36 ore di legge nelle camere mortuarie non è stato «reclamato», e diventa così una «salma senza interesse». Sottinteso, interesse da parte dei parenti.

Parenti che non ci sono o non si trovano, o se si trovano non hanno intenzione di accollarsi la spesa di un funerale: «Capita spiega Dolcetti che facciano una verifica in banca e se non è soddisfacente si tirino indietro». Tuttavia, cè anche chi èin condizioni di indigenza e non si può permettere la spesa delle esequie. Alla fine, interviene il Comune.leggi ancora…

Un giardino per disperdere le ceneri: La Chiesa non è d’accordo

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Il cimitero monumentale della Certosa di Bologna avrà un luogo per la dispersione delle ceneri: il Giardino delle Rimembranze, un triangolo di prato di 400 metri quadrati, circondato da cipressi e siepi.
Al centro, un cerchio di sassi di fiume su cui verranno sparse le ceneri dei defunti e una panchina, per favorire momenti di raccoglimento.
Il progetto è stato presentato dal Comune dopo giorni di polemiche alimentate dalla Curia bolognese, contraria a questa pratica, ammessa per legge.
L’inaugurazione è prevista in questi giorni.
E la lista d’attesa è lunga: sono 550 le urne «in coda» dal 1990 pronte per la dispersione in cimietro.
Il servizio costa 170 euro. fonte: Corriere della sera 9/11/2006

La tomba? Privatizzata, come la villa

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«La tomba? Privatizzata, come la villa»
Antonio Castaldo
Corriere della Sera
09 Nov 2006

«Il fatto è che ormai si è precari anche da morti ». Beppe Grillo commenta con amara ironia la statistica sulle salme abbandonate negli obitori e affidate ai servizi di sepoltura del Comune. Nella sua Genova sono almeno il 30 per cento.
«Sarà perché non sanno dove metterlicontinua il comico . Genova ha un grande camposanto, bellissimo, il cimitero monumentale di Staglieno. Ma è stracolmo, non riescono a far fronte a tutte le richieste. Ne hanno costruiti altri, piccoli e sparpagliati nella città. I defunti vengono periodicamente trasferiti da un posto allaltro, da una tomba a un tumulo.
Per ogni poveretto passato a miglior vita si devono organizzare almeno due o tre funerali. Non è quasi possibile stargli dietro.
La gente è esasperata, i costi sono altissimi. Forse è per questo che preferiscono lasciarli negli obitori.
È proprio vero, la vita del morto è durissima».
Leggi il resto…

Cimiteri di Pisa: la denuncia dei COBAS

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Riportiamo un comunicato dei COBAS di Pisa sulla situazione cimietraile di quel comune.
I sindacati comunali attendono, da mesi, di conoscere il bando di gara per la esternalizzazione dei cimiteri; la mancata consegna del bando alla Rsu e ai sindacati è una ulteriore violazione del diritto alla informazione (previsto dal contratto di lavoro).
I cittadini devono essere informati su come stanno veramente le cose sulla gestione presente e futura dei cimiteri. Con lattuale personale non è possibile aprire tutti i giorni i cimiteri, le carenze di organico non riguardano solo il cimitero esternalizzato a Manutencoop ma anche quelli attualmente a gestione comunale .Saranno quindi necessarie non meno di una quindicina di nuove assunzioni, ci chiediamo con quale contratto e con quale paga oraria.
Il cimitero suburbano viene gestito da 9 unità più due a tempo determinato ;questi lavoratori devono tagliare lerba, esumare, pulire, una mole di lavoro sproporzionata al numero del personale che in quanto esternalizzato riscuote 200 euro meno del personale comunale e viene inquadrato in livelli bassi.
Per questo torniamo a chiedere che nel bando di gara sia inserita una clausola che determini adeguamenti salariali e un contratto migliore di quello attuale. I cimiteri comunali sono sei e occupano in toto sette unità, due delle quali ormai prossime alla pensione, il forno crematorio si regge su un solo lavoratore.
Fatti i dovuti calcoli, lAmministrazione per anni ha gestito i cimiteri con poco personale (e pochi costi) e oggi sceglie la strada della esternalizzazione senza avere dimostrato la convenienza economica di questa scelta (con la esternalizzazione sono aumentati i costi dei servizi e se prima la tumulazione e la cremazione per i residenti erano gratuiti oggi costano svariate centinaia di euro) I tanto decantati lavori di ristrutturazione del cimitero di Via Pietrasantina avvengono quando ormai una parte del patrimonio storico è andato irrimediabilmente in rovina, il giardino delle ceneri (lavori appaltati per 105 mila euro ) attualmente è il cantiere dove vengono lasciati mezzi e strumenti di servizio (dove andranno in futuro???).
Da oltre un anno non funzionano gli altoparlanti per avvisare lutenza della chiusura del cimitero; gli investimenti per lampliamento dei cimiteri se oggi rappresentano un costo per la cittadinanza domani porteranno introiti alle casse comunali. Tanto entusiasmo da parte della Amministrazione è quindi fuori luogo come ingiustificato (alla luce di varie audizioni nelle commissioni consiliari) è il rifiuto dellAmministrazione a recepire tutte le proposte in tema di salario, contratto, assunzioni….
Cobas Lavoro Privato
CONFEDERAZIONE COBAS PISA

Sanzioni incoerenti

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Un lettore pone un quesito in merito al sussistere dei diritti fissi sui trasporti funebri ex Art. 19 commi 2 e 3 DPR 285/90.

Non sappiamo da quale regione egli ci scriva scriva (nella sua regione potrebbe esser intervenuta, come, ad esempio in Lombardia, apposita riforma locale sull’assetto della polizia morturaia), quindi, nella nostra risposta ci baseremo su criteri generali, ossia sulla normativa nazionale vigente in materia di trasporti funebri. (DPR 285/90 e Testo Unico Leggi Sanitarie approvato con Regio Decreto 1265/1934).

L’istituto giuridico dell’autorizzazione al trasporto funebre tra la sua fonte normativa dagli Artt.23, 24 e seguenti del DPR 285/90.

Il rilascio di detta autorizzazione sempre soggetta ad imposta di bollo.

Tutte le autorizzazioni ai trasporti funebri, siano all’interno del Comune o in partenza da questo per il territorio nazionale o per l’estero, sono assoggettate all’imposta di bollo, nella misura di €. 14,62, come recentemente aggiornata dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 24 maggio 2005.

Lo ha definitivamente chiarito la Risoluzione 75/E del 3 giugno 2005, dell’Agenzia delle Entrate.

Per l’apposizione di diritti fissi non si puo’ piu’ fare riferimento agli Artt. 16 o 19 commi 2 e 3 del DPR 285/90, decaduti assieme al diritto di privativa per effetto di diverse sentenze:

sentenza 2/7/2004 n.9865 il TAR Campania, Napoli, Sez. I, 2/7/2004,
T.A.R. Campania 26.6.2003 n. 7807
.A.R. Puglia Bari I Sezione 20.3.2000 n. 1056
T.A.R. Piemonte II Sezione 8.2.2001 n. 253 e I Sezione 26.7.2001 n. 1599
TAR Emilia Romagna con sentenza 24/1/02
pronunciamento da parte dell’Antitrust (parere del14 luglio 1998)

Finisce, cosi’, definitivamente in archivio la possibilita’ di esercitare la privativa nel trasporto funebre. Difatti, con sentenza n. 11726 del 6/6/2005 la Sez. I della Corte di Cassazione, si e’ espressa in modo inequivocabile sulla abrogazione dell’art. 1, n. 8, del R.D. 15 ottobre 1925, n. 2578, contenente il T.U. delle leggi sull’assunzione diretta dei pubblici servizi da parte dei Comuni e delle Province, la’ dove demanda l’assunzione in privativa del servizio di trasporto funebre alla decisione dell’autorita’ amministrativa. La sentenza ribadisce ancora una volta (dopo diversi TAR e il Consiglio di Stato) la incompatibilita’ della precedente disciplina con quella nuova dettata dall’art. 22 della legge 8 giugno 1990, n. 142 la quale, prevede che i servizi riservati in via esclusiva ai Comuni e alle Province siano ‘stabiliti dalla legge’ e non da una scelta amministrativa ricadendo, quindi, in un ambito caratterizzato dalla liberta’ di concorrenza. Pertanto, deve essere disapplicato il regolamento comunale che contrasta (e che attua la privativa). Di conseguenza sono annullabili perche’ illegittime le ordinanze-ingiunzione che, siano adottate per l’avvenuta violazione del regolamento comunale e in ragione del compimento di un trasporto di salme senza l’autorizzazione dell’ente locale, rilasciata in deroga al suo diritto di privativa.

La giurisprudenza ha chiarito definitivamente che non potendo piu’ prevedere la privativa del trasporto funebre, per efetto della Legge 142/90 ora confluita del Decreto Legislativo 267/2000 (testo unico ordinamento enti locali) il comune non puo’ piu’ esigere il diritto fisso di cui all’Art. 19 commi 2 e 3 del vigente regolamento nazionale di polizia mortuaria approvato con Decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 10 settempre 1990.

Il servizio di trasporto funebre a pagamento puo’ essere effettuato da tutti i soggetti in possesso dei requisiti prescritti dalla legge, essendo venuto meno il regime di esclusiva in favore del Comune.

Il nuovo diritto fisso che si puo’ imporre non deve piu’ gravare sul trasporto funebre in quanto tale, ma sull’autorizzazione al trasporto stesso.

Ricordiamo che la Legge n.26 del 28 febbraio 2001 ha fortemente limitato il trasporto funebre gratuito ai soli casi di disinteresse da parte dei famigliari del de cuis, stato di indigenza o bisogno da parte del de cuius, abrogando di fatto le rispettive disposizioni del DPR 285/90 sulla gratuita’ del trasporto funebre fatte salve le tre fattispecie appena elencate.

Con un formale atto deliberativo del consiglio comunale (cui compete potesta’ regolamentare, quindi sovrordinata rispetto ai poteri normativi della Giunta) si possono fissare diritti fissi per i funerali:

entro il territorio comunale
fuori comune ma entro i confini italiani
diretti verso l’estero
Nei casi di trasporto verso l’estero l’importo sara’ maggiore poiche’ bisogna tenere conto dell’istruttoria aggravata (bisogna redigere i documenti anche in lingua straniera).

Ribadisco il concetto: il comune puo’ esigere il versamento di un diritto fisso difforme da quelli originariamente contemplati dal DPR 285/90 poiche’ ISTITUISCE delli diritti fissi con una statuizione del consiglio comunale, ovvero l’organo con potere normativo di regolamentazione della municipalita’.

La sanzione applicabile ai sensi dell’Art. del T.U.L.S.S. (testo unico leggi sanitarie e’ quella prevista per l’infrazione di trasporto funebre senza autorizzazione.

Elenchiamo, qui di seguito, le due possibili fattispecie d’infrazione:

1) Trasporto di salma da un Comune ad altro Comune o introduzione dall’estero senza autorizzazione

Se manca l’autorizzazione al trasporto funebre e si effettua egualmente il trasporto, si incorre nella violazione dell’art. 339 del T.U. delle leggi sanitarie(1), punibile per ogni infrazione con la sanzione amministrativa da lire 40.000 a lire 100.000.

2) Trasporto di salma all’interno del Comune o in partenza per l’estero senza autorizzazione

Se manca l’autorizzazione al trasporto funebre e da’ egualmente luogo al trasporto, oppure non e’ consegnata al custode del cimitero, si incorre nella violazione dell’art. 23, 24 o 26 a seconda dei casi del D.P.R. 285/90, punibile con sanzione pecuniaria da applicare per ogni violazione, pari a lire 6.000.000, ai sensi dell’articolo 358 del T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, come modificato dall’articolo 16 del D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 196.

Si nota subito una profonda discrasia, o, se preferite, incoerenza, nel sistema sanzioantorio della polizia mortuaria basato unicamente sul DPR 285/90 e sul Regio Decreto 1265/1934. (alcune regioni, infatti, si sono dotate autonomamente di un proprio apparato di diritto punitivo che sara’ oggetto di un prossimo articolo).

Perche’ mai tanta sproporzione tra violazioni per trasporti intra moenia (entro i confini del comune di decesso) e quelli extra moenia (che interessano due o piu’ comuni)?

Il trasporto di cadavere, dopo tutto e’ sempre soggetto ad autorizzazione comunale, con le sole eccezioni di quanto pevisto dal punto 5) circolare Ministero della sanita’ n. 24 del 24/6/1993 (ma anche in questo caso la pubblica autorita’ che lo dispone deve rilasciare autorizzazione – scritta – di cui una copia va comunicata al comune).

Scondo alcune interpretazioni, invero, piuttosto riduttive, dell’Art. 24 DPR 285/90 all’interno del comune di decesso l’autorizzazione al trasporto occorrerebbe solamente se il seppellimento e’ in un luogo diverso dal cimitero es. cappella privata gentilizia; mentre sarebbe necessaria in ogni altro caso (ad esempio traasporto necroscopico). E’da rilevare come questa lettura piuttosto minimale sia da ritenersi superata alla luce di questa considerazione di diritto: Il trasporto di cadavere costituisce sempre (anche nei casi di cui all’art. 17 dPR 285/1990) attivita’ soggetta ad autorizzazione da parte dell’autorita’ comunale [art. 107, commi 3 e ss. D.Lgs. 18/8/2000, n.267].

Nella prassi, all’epoca della privativa comunale con concessione multipla in molti comuni il trasporto effettuato dalle ditte concessionarie e diretto ad un cimitero del comune di decesso, spesso si riteneva legittimato dal semplice rilascio dell’autorizazione alla sepoltura o alla cremazione.

Per notizia, fino alla fine del 1975, l’eventuale trasporto non autorizzato (allo dal sindaco, dato che allora non era stata emanata la L. 142/1990, poi D.Lgs. 264/2000), costituiva addirittura reato penale.

Paradossalmente, la sanzione residuale per le fattispecie di illecito non diversamente specificate, ossia l’Art. 358 del Regio Decreto 1265/1934, sembra, invece, accanirsi contro le infrazioni che si originano e si esauriscono entro il territorio del comune di decesso.

La questione merita approfondimenti storici e giuridici ai quali ci dedicheremo presto.

La Francia si interroga sulla validità della concorrenza nelle pompe funebri

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La fin du monopole des pompes funèbres n’a pas diminué le coût des obsèques, et les sites cinéraires privés menacent le cimetière républicain.
L’« opacité » dénoncée par trois inspections générales dans la détermination du coût des obsèques avait été un argument fort pour mettre fin, par la loi du 8 janvier 1993, au monopole des pompes funèbres, organiser une concurrence entre les entreprises funéraires et redéfinir, en ce domaine sensible, des règles de service public.
Treize ans plus tard, on doit constater que le prix des obsèques n’a pas pour autant cessé d’augmenter en valeur réelle.
fonte: lemonde.fr (1/11/2006)

La fine del monopolio delle pompe funebri (N.d.R. in Francia)non ha diminuito il costo delle onoranze funebri per i cittadini, e gli spazi privati destinati alla collocazione di urne cinerarie e alla cremazione in genere minacciano il cimietro repubblicano.
L’opacità riscontrata in 3 diverse verifiche generali per la determinazione del costo delle onoranze funebri è stato un forte argomento per mettere fine, con la legge 8/1/1993, al monopolio delle pompe funebri,organizzare una concorrenza tra imprese funebri e ridefinire , in questo settore particolarmente delicato, delle regole di servizio pubblico.
13 anni dopo, si deve constatare che i prezzi delle onoranze funebri non hanno cessato di crescere (oltre il potere di acquisto della moneta).

La Francia vuol voltare pagina sulla cremazione

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Aujourd’hui,in France, la crémation concerne 25 % des décès et 50 % des souscripteurs de contrats d’obsèques.
Or après la crémation, 71 % des urnes cinéraires sont remises aux familles, sans indication précise de leur destination.
Face au développement de cette pratique et aux risques de dérives, le ministre délégué aux collectivités territoriales, Brice Hortefeux, a déclaré, lundi 30 octobre 2006, vouloir absolument donner un statut juridique aux cendres d’ici à février 2007.
« Tout le monde ignore ce que deviennent ces urnes une fois remises aux familles et nous avons constaté des comportements folkloriques, aberrants, voire carrément indignes », a-t-il précisé.
Une proposition de loi du sénateur Jean-Pierre Sueur (PS, Loiret), adoptée à l’unanimité le 8 juillet au Sénat, attend d’être votée à l’Assemblée nationale.
La session parlementaire se termine en février 2007.
Si le texte n’est pas adopté d’ici là, le gouvernement procédera par décret. Le texte est déjà prêt.
fonte: lemonde.fr (1/11/2006)

Quest’anno, in Francia, la cremazione incide per il 25% dei decessi e il 50% di chi sottoscrive la previdenza funeraria fa la scelta della cremazione.
Dopo la cremazione, in Francia, il 71% delle urne sono affidate ai familiari, e non si conosce il loro destino reale successivo.
In seguito allo sviluppo dell’affido familiare delle urne cinerarie e ai rischi che ne derivano, il Ministro delegato per le collettività locali, Brice Hortefeux, ha dichiarato il 30/10/2006, di voler assolutamente dare uno stato giuridico alle ceneri prima del febbraio 2007.
“Tutti ignorano cosa succede una volta che le urne siano state date ai familiari e si sono registrati dei comportamenti addirittura folkloristici, aberranti, talvolta capaci di fare indignare.”, ha precisato.
Una proposta di legge del senatore Jean-Pierre Sueur (Partito socialista, Loiret), adottata alla unanimità l’8/7/2006 in senato, attende di essere votata all’Assemblea nazionale.
E la sessione parlamentare termina a febbraio del 2007. (N.d.R Poi si va alle elezioni in Francia)
Se il testo non verrà approvato entro febbraio 2007, il Governo francese procederà a renderlo operativo attraverso un decreto. Il testo è già pronto.

Gossip cimiteriale

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… omissis … “Toccate ferro…ecco una novità anche per i cimiteri di Roma. Per il prossimo anno il Sefit (Servizi funerari italiani) ha annunciato la prima edizione del Premio Fiori viola per misurare il livello qualitativo dei nostri servizi cimiteriali: in sostanza, se gli hotel di prestigio vengono definiti Resort, i camposanti meglio attrezzati potranno entrare a far parte della categoria Remort lusso.
Vorrà dire che nel 2007 prima di crepare chiederemo ai parenti di scegliere un alloggio in un cimitero con il simbolo 5 fiori equivalente ad un hotel 5 stelle.
Stanno lavorando alacremente per creare spazi chic cimiteriali Positano, Capalbio, Taormina, Fiuggi e Salsomaggiore. In tali località la vivibilità-chic cimiteriale sarà assicurata.”

fonte:www.alexis.it