Attenzione alla veridicità firme in caso di cremazione di cadavere

Pubblicato da

Il giudice monocratico di Gaeta, Rossana Brancaccio, ha dato ufficialmente incarico ad un perito di accertare lautenticità della firma sullatto notorio sottoscritto da Raffaella Casella, con il quale si chiedeva la cremazione della salma di Dora Rossi, la 78enne morta allospedale di Formia il 6 maggio del 2001.
Un passaggio fondamentale nel procedimento in corso presso il tribunale di Gaeta nei confronti dei coniugi di SS. Cosma e Damiano, lex poliziotto Vincenzo Silvestri e la moglie Raffaella Casella, imputati per falso e deterioramento di cadavere.

Tipologia costruttiva dei loculi areati a trieste

Pubblicato da

Questo re’portage e’ il logico pendant che i lettori di www.funerali.org hanno potuto consultare in questi giorni dal titolo: ‘Loculi areati a Trieste Abbiamo avuto l’occasione di una proficua chiacchierata con il dirigente dei servizi cimiteriali del comune di Trieste Dr. Alberto Mian. Eccovene una sintesi.

Le batterie di loculi areati sono sotterranee (camere ipogee) oppure sorgono al di sopra del piano di campagna?
‘No, esse sorgono in ambiente sotterraneo’.

I loculi sono monoposto, oppure possono ospitare due o piu’ feretri?
‘No, essi sono rigorosamente monoposto e rispettano il dettato dell’Art. 76 comma 1 DPR 285/90’.

All’atto dell’estumulazione avete sempre rinvenuto solo ossa o anche cadaveri inconsunti (magari per effetto di mummificazione o adipocera?
‘Escuderei la corificazione poiche’ essa e’ un fenomeno postmortale tipico della tumulazione in loculo stagno con cassa lignea e metallica. Inconsunti per effetto di adipocera, durante le esulazioni ordinarie sono stati rinvenuti solo nei campi interressati da forte umidita’ poca ventilazione a causa anche della presenza di percorsi d’acqua sotterranei’.

Come sono costruiti i loculi? (con mattoni, in cemento armato, pietra naturale…)?
‘I vani sono realizzati in cemento armato’.

I liquami cadaverici sono convogliati direttamente nella rete fognaria o in un pozzetto di stoccaggio? Non c’e’ pericolo d’inquinamento?
‘ Il percolato cadaverico scolava direttamente in fognatura, ricordo che tale impianto di sepoltura risale al dopoguerra, costruito su progetto inglese; mi occupo solo dal 2000 di servizi funerari e non ho rilevato problemi di polluzione ambientale, nemmeno come ricordo storico’.

In tanti anni non avete mai notato infiltrazioni o ancor peggio, di percolazioni, all’esterno, di liquidi cadaverici come succede, ad esempio, nello scoppio del feretro tumulato in loculo stagno?
‘ Abbiamo notato durante le periodiche ispezioni infiltrazioni d’acqua di falda; i loculi sono sotterranei per cui tutto e’ contenuto in una zona non visibile dove, per gravita’ l’acqua tende ad insinuarsi, scoppi del feretro non sono mai verificati perche’ le casse non erano stagne, nelle bare, negli ultimi anni, un po’in analogia con il paragrafo 16 della Circolare Ministeriale 24 giugno 1993 n. 4, (anche se tale norma si riferisce a tumulazioni in deroga si’, ma con duplice cassa lignea e metallica) sono stati collocati delle vaschette di contenimento che evitano la fuori uscita dei liquidi, essi ristagnano per breve tempo, senza disperdersi in rigagnoli, poi si asciugano naturalmente’.

Se almeno la tamponatura del loculo (con malta cementizia e mattoni o con lastra di cemento armato) non e’ a tenuta stagna non c’e’ il rischio del diffondersi nel cimitero di odori poco gradevoli con conseguente emergenza igienico-sanitaria?. Si avverte l’olezzo nauseabondo dei cadaveri oppure il naturale ricircolo dell’aria evacua i miasmi, rendendoli inodore? (nelle altre esperienze di loculi areati, segnatamente in Spagna e Francia, almeno l’imbocco del loculo e’ sigillato cosi’ da esser ermetico a liquidi e gas)?
‘ No, non ci sono odori; non c’e’ un vero proprio camino, ma solo un’intercapedine di fondo che non ha sbocco in superficie per cui eventuali odori non fuoriescono, soprattutto perche’ i miasmi sono costituiti da composti chimici di peso superiore al quello delle molecole dell’aria e quindi vanno verso il basso; la decomposizione aerobica avviene in modo molto lento in questo sistema e quindi i liquami che fuoriescono non sono di quantita’ apprezzabile, quelli che raggiungono la fognatura assieme ai liquidi sono convogliati in una vasca di decantazione (diluiti spesso dalle acque piovane) che poi e’ collegata all’impianto di depurazione; questo condotto fognario per trascinamento convoglia anche i miasmi nel sottosuolo, provocandone la dispersione. A garanzia dell’efficienza della sepoltura areata negli anni passati e’ stato eseguito anche un esperimento con i corpi di tre porcellini, che si sono consumati in 2 anni grazie ai processi ossidativi, molto piu’ rapidi di quelli putrefattivi; ecco perche’ la questione dei miasmi maleodoranti puo’ essere facilmente tenuta sotto controllo, senza il bisogno di particolari filtri o valvole depuratrici. Dal dopo guerra in poi a Trieste il loculo areato e’ stato la normalita’ e non ha dato nessun inconveniente’.

E’ prevista, all’atto dell’estumulazione, una procedura per sanificare il loculo, disinfettandolo e pulendolo da eventuali incrostazioni di liquame cadaverico?
‘All’interno della cassa di solo legno c’e’ un contenitore di materiale biodegradabile che contiene i liquidi ed evita la loro dispersione, soprattutto durante la fase colliquativa, quando elevata e’ la loro produzione. Dopo l’estumulazione si effettua una bonifica con prodotti batterico-enzimatici’.

Davvero in oltre 40 anni di polizia mortuaria sul territorio del comune di Trieste nessuno (ASL in primis) aveva segnalato e sanzionato l’uso di loculi difformi dal dettato dell’Art. 76 DPR 285/90? E’difficile pensare che nessuno tra le autorita’ preposte al controllo sui servizi cimiteriali, se ne sia accorto?
‘ Le competenti autorita’ erano perfettamente informate. Abbiamo seppellito con cassa di zinco in ossequio all’Art. 77 DPR 285/90 fino dal 2001. Proprio per questa rigidita’ normativa dell’Art. 77comma 1 DPR 285/90 abbiamo ora il cimitero quasi saturo,……era stata chiesta una deroga ministeriale sulla quale il Ministero della Sanita’ non aveva epresso parere definitivo; nel contempo lo Stato attivava la devoluzione di competenza in materia di servizi funerari alla Regione FVG, conclusasi a fine 2005; spetta ora allla Regione legiferare in materia; vista la lacuna normativa il Comune di Trieste solo con le ordinanze sindacali, ‘tutto alla luce del sole’ e con il parere igienico-sanitario favorevole della locale ASl., si e’ tumulato nuovamente in loculo aerato per scongiurare la saturazione del cimitero, inoltre sono stati predisposti dei progetti di rinnovo e ampliamento cimiiteriale per euro 30 milioni, la cui realizzazione e prevista in lotti e sara’ avviata a partire dal 2007′.

L’autore rivolge un particolare ringraziamento al Dott. Buzzai ed al Dott. Bussani, entrambi del Comune di Trieste per la gentile collaborazione.

In Francia regole più severe per trattamento feti

Pubblicato da

Le ministère de la santé (de France) a annoncé à la fin d’octobre 2006, dans un communiqué, qu’un décret, préparé avec le ministère de l’éducation nationale et actuellement examiné au Conseil d’Etat, allait “prochainement encadrer le statut des collections à but scientifique” de ftus.
Le ministère “rappelle que, depuis l’affaire des ftus de Saint-Vincent-de-Paul, les actions nécessaires à empêcher qu’une telle situation ne se reproduise ont été engagées”.
“Les mesures qui ont été prises visent à garantir à la fois le respect des familles et la qualité du travail de diagnostic et de recherche des professionnels de santé”, ajoute-t-il. Un décret, publié le 3 août, a ainsi “fixé à un mois le délai maximum de conservation des corps de ftus”.
Le ministère indique en outre qu’une “circulaire interministérielle prochainement diffusée énoncera des recommandations de bonnes pratiques relatives à l’accompagnement du deuil des familles, qui ont été élaborées en étroite coopération avec les principales associations concernées”.
Saisie par le ministère, la Haute Autorité de santé doit “élaborer des recommandations de bonnes pratiques en matière de fitopathologie” qu’elle doit rendre publiques “au début de l’année 2007”, poursuit le ministère de la santé. (Avec AFP)

fonte : lemonde.fr


Il Ministero della salute francese ha annunciato alla fine del mese di ottobre 2006, in un comunicato stampa, che un decreto, predisposto dal Ministero dell’educazione nazionale e attualmente all’esame del Consiglio di Stato, “determinerà prossimamente le regole per il trattamento dei feti a scopo scientifico”.
Il ministero “ricorda che, dopo l’incidente occorso all’Ospedale Saint-Vincent de Paul sul trattamento dei feti, sono state adottate misure capaci di impedire il ripetersi di simili situazioni.”
“Le misure prese vanno nella direzione di garantire sia il rispetto dei familiari sia la qualità del lavoro diagnostico e di ricerca operato dai sanitari.”
Un decreto, pubblicato il 3 agosto 2006, ha anche stabilito nel limite massimo di 1 mese il tempo di conservazione dei corpi dei feti.”
Il Ministero prennuncia inoltre l’emanazione di una circolare interministeriale che determinerà le raccomandazioni operative relative all’accompagnamento al lutto dei familiari, elaborata in stretta cooperazione con le principali associazioini aventi esperienza in materia.”
Infine il Ministero della salute specifica che l’Haute Autorité de santé (corrisponde al nostro Consiglio Superiore di sanità) , deve elaborare “delle raccomandazioni operative in materia di fitopatologia, da metetre in essere all’inizio del 2007.”

Un falso problema che ne nasconde un altro

Pubblicato da

Diffusa da SEFIT una precisazione a firma del Responsabile Ing. Daniele Fogli, a proposito di un articolo apparso sul Corriere della Sera del 9 novembre 2006.
 In un articolo a firma di Erika della Casa apparso sul Corriere della sera del 9 novembre 2006, che ha avuto ampia eco sui media italiani, è stato presentata in modo distorto la situazione delle cosiddette salme abbandonate, quelle cioè senza nessun familiare che si fa carico del funerale.
Si precisa che, per espressa previsione di legge, provvede il Comune, con oneri a proprio carico, sia al trasporto funebre, che alla fornitura del cofano e alla sepoltura, nei casi di indigenza, stato di bisogno della famiglia, abbandono familiare.
Il senso dellarticolo, che partiva dallanalisi di un presunto dato eclatante del Comune di Genova, individuava nel 30% le salme di persone abbandonate.
Lo stesso articolo presenta una tabella che mette a confronto i dati delle salme abbandonate negli obitori e arriva a conclusioni fuorvianti.
Difatti la percentuale di salme abbandonate non è calcolabile su quante salme pervengono negli obitori, bensì sulla mortalità totale annua del comune.
Il dato eclatante di Genova, così evidenziato dal Corriere della sera, corrisponde a 104 salme del 2005 su 400 ingressi allobitorio, pari al 26% di questi, ma solo all1,28% della mortalità dei residenti.
Nelle grandi città, riprese dalla tabella del Corriere della sera, la situazione effettiva è la seguente:

Comuni Abbandoni Morti residenti Ingressi obitori % di abbandoni su morti
Bologna 20 4.875 1150 0,41%
Genova 104 8.115 400 1,28%
Milano 12 13.584 970 0,09%
Napoli 40 9.655 786 0,41%
Torino 24 9.481 436 0,25%

Se quindi il dato di Genova è superiore a quello di altre città in tabella, da esso non possono certo trarsi le valutazioni che discendono dallarticolo.
Se invece lobiettivo dellarticolo è quello di far comprendere la necessità di pensare per tempo alle proprie esequie (in vista della previdenza funeraria), per laumento dei casi degli anziani a vita sola, i dati da assumere a riferimento non sono quelli, ma la incidenza delle persone a vita sola, soprattutto anziane.
Di seguito le informazioni desumibili dai dati ISTAT del 2005.

Dati Persone >= 60 anni Popolazione totale Percentuale
vedovi 4.062.085 4.523.812 89,8%
divorziati 204.528 825.612 24,8%
celibi 1.181.917 23.555.195 5,0%
somma 5.448.530 28.904.619 18,9%

NB. Elaborazioni su dati desunti da tabelle Corriere della sera e su dati ISTAT

Genova, dimenticato un morto su 3

Pubblicato da


Genova, dimenticato un morto su 3
Erika Dellacasa
Corriere della Sera
09 Nov 2006

GENOVA Gli addetti ai lavori le chiamano «salme senza interesse», così le cataloga la legge.
Sono i defunti che nessuno vuole, quelli che rimangono senza sepoltura fino a quando non intervengono i servizi comunali per una rapida inumazione a carico della comunità. AGenova, nellobitorio dellospedale San Martino, che serve tutta la città, hanno raggiunto il 30 per cento.
«Un po meno di un terzo», conferma il dirigente dellazienda servizi funebri del Comune, Luciano Dolcetti.
Sono persone morte in casa, quasi sempre molto anziane, o vittime di incidenti e trasportate direttamente allobitorio, oanche chi ha finito i suoi giorni in ospedale e dopo le 36 ore di legge nelle camere mortuarie non è stato «reclamato», e diventa così una «salma senza interesse». Sottinteso, interesse da parte dei parenti.

Parenti che non ci sono o non si trovano, o se si trovano non hanno intenzione di accollarsi la spesa di un funerale: «Capita spiega Dolcetti che facciano una verifica in banca e se non è soddisfacente si tirino indietro». Tuttavia, cè anche chi èin condizioni di indigenza e non si può permettere la spesa delle esequie. Alla fine, interviene il Comune.leggi ancora…

Un giardino per disperdere le ceneri: La Chiesa non è d’accordo

Pubblicato da

Il cimitero monumentale della Certosa di Bologna avrà un luogo per la dispersione delle ceneri: il Giardino delle Rimembranze, un triangolo di prato di 400 metri quadrati, circondato da cipressi e siepi.
Al centro, un cerchio di sassi di fiume su cui verranno sparse le ceneri dei defunti e una panchina, per favorire momenti di raccoglimento.
Il progetto è stato presentato dal Comune dopo giorni di polemiche alimentate dalla Curia bolognese, contraria a questa pratica, ammessa per legge.
L’inaugurazione è prevista in questi giorni.
E la lista d’attesa è lunga: sono 550 le urne «in coda» dal 1990 pronte per la dispersione in cimietro.
Il servizio costa 170 euro. fonte: Corriere della sera 9/11/2006

La tomba? Privatizzata, come la villa

Pubblicato da


«La tomba? Privatizzata, come la villa»
Antonio Castaldo
Corriere della Sera
09 Nov 2006

«Il fatto è che ormai si è precari anche da morti ». Beppe Grillo commenta con amara ironia la statistica sulle salme abbandonate negli obitori e affidate ai servizi di sepoltura del Comune. Nella sua Genova sono almeno il 30 per cento.
«Sarà perché non sanno dove metterlicontinua il comico . Genova ha un grande camposanto, bellissimo, il cimitero monumentale di Staglieno. Ma è stracolmo, non riescono a far fronte a tutte le richieste. Ne hanno costruiti altri, piccoli e sparpagliati nella città. I defunti vengono periodicamente trasferiti da un posto allaltro, da una tomba a un tumulo.
Per ogni poveretto passato a miglior vita si devono organizzare almeno due o tre funerali. Non è quasi possibile stargli dietro.
La gente è esasperata, i costi sono altissimi. Forse è per questo che preferiscono lasciarli negli obitori.
È proprio vero, la vita del morto è durissima».
Leggi il resto…

Cimiteri di Pisa: la denuncia dei COBAS

Pubblicato da

Riportiamo un comunicato dei COBAS di Pisa sulla situazione cimietraile di quel comune.
I sindacati comunali attendono, da mesi, di conoscere il bando di gara per la esternalizzazione dei cimiteri; la mancata consegna del bando alla Rsu e ai sindacati è una ulteriore violazione del diritto alla informazione (previsto dal contratto di lavoro).
I cittadini devono essere informati su come stanno veramente le cose sulla gestione presente e futura dei cimiteri. Con lattuale personale non è possibile aprire tutti i giorni i cimiteri, le carenze di organico non riguardano solo il cimitero esternalizzato a Manutencoop ma anche quelli attualmente a gestione comunale .Saranno quindi necessarie non meno di una quindicina di nuove assunzioni, ci chiediamo con quale contratto e con quale paga oraria.
Il cimitero suburbano viene gestito da 9 unità più due a tempo determinato ;questi lavoratori devono tagliare lerba, esumare, pulire, una mole di lavoro sproporzionata al numero del personale che in quanto esternalizzato riscuote 200 euro meno del personale comunale e viene inquadrato in livelli bassi.
Per questo torniamo a chiedere che nel bando di gara sia inserita una clausola che determini adeguamenti salariali e un contratto migliore di quello attuale. I cimiteri comunali sono sei e occupano in toto sette unità, due delle quali ormai prossime alla pensione, il forno crematorio si regge su un solo lavoratore.
Fatti i dovuti calcoli, lAmministrazione per anni ha gestito i cimiteri con poco personale (e pochi costi) e oggi sceglie la strada della esternalizzazione senza avere dimostrato la convenienza economica di questa scelta (con la esternalizzazione sono aumentati i costi dei servizi e se prima la tumulazione e la cremazione per i residenti erano gratuiti oggi costano svariate centinaia di euro) I tanto decantati lavori di ristrutturazione del cimitero di Via Pietrasantina avvengono quando ormai una parte del patrimonio storico è andato irrimediabilmente in rovina, il giardino delle ceneri (lavori appaltati per 105 mila euro ) attualmente è il cantiere dove vengono lasciati mezzi e strumenti di servizio (dove andranno in futuro???).
Da oltre un anno non funzionano gli altoparlanti per avvisare lutenza della chiusura del cimitero; gli investimenti per lampliamento dei cimiteri se oggi rappresentano un costo per la cittadinanza domani porteranno introiti alle casse comunali. Tanto entusiasmo da parte della Amministrazione è quindi fuori luogo come ingiustificato (alla luce di varie audizioni nelle commissioni consiliari) è il rifiuto dellAmministrazione a recepire tutte le proposte in tema di salario, contratto, assunzioni….
Cobas Lavoro Privato
CONFEDERAZIONE COBAS PISA

Sanzioni incoerenti

Pubblicato da

Un lettore pone un quesito in merito al sussistere dei diritti fissi sui trasporti funebri ex Art. 19 commi 2 e 3 DPR 285/90.

Non sappiamo da quale regione egli ci scriva scriva (nella sua regione potrebbe esser intervenuta, come, ad esempio in Lombardia, apposita riforma locale sull’assetto della polizia morturaia), quindi, nella nostra risposta ci baseremo su criteri generali, ossia sulla normativa nazionale vigente in materia di trasporti funebri. (DPR 285/90 e Testo Unico Leggi Sanitarie approvato con Regio Decreto 1265/1934).

L’istituto giuridico dell’autorizzazione al trasporto funebre tra la sua fonte normativa dagli Artt.23, 24 e seguenti del DPR 285/90.

Il rilascio di detta autorizzazione sempre soggetta ad imposta di bollo.

Tutte le autorizzazioni ai trasporti funebri, siano all’interno del Comune o in partenza da questo per il territorio nazionale o per l’estero, sono assoggettate all’imposta di bollo, nella misura di €. 14,62, come recentemente aggiornata dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 24 maggio 2005.

Lo ha definitivamente chiarito la Risoluzione 75/E del 3 giugno 2005, dell’Agenzia delle Entrate.

Per l’apposizione di diritti fissi non si puo’ piu’ fare riferimento agli Artt. 16 o 19 commi 2 e 3 del DPR 285/90, decaduti assieme al diritto di privativa per effetto di diverse sentenze:

sentenza 2/7/2004 n.9865 il TAR Campania, Napoli, Sez. I, 2/7/2004,
T.A.R. Campania 26.6.2003 n. 7807
.A.R. Puglia Bari I Sezione 20.3.2000 n. 1056
T.A.R. Piemonte II Sezione 8.2.2001 n. 253 e I Sezione 26.7.2001 n. 1599
TAR Emilia Romagna con sentenza 24/1/02
pronunciamento da parte dell’Antitrust (parere del14 luglio 1998)

Finisce, cosi’, definitivamente in archivio la possibilita’ di esercitare la privativa nel trasporto funebre. Difatti, con sentenza n. 11726 del 6/6/2005 la Sez. I della Corte di Cassazione, si e’ espressa in modo inequivocabile sulla abrogazione dell’art. 1, n. 8, del R.D. 15 ottobre 1925, n. 2578, contenente il T.U. delle leggi sull’assunzione diretta dei pubblici servizi da parte dei Comuni e delle Province, la’ dove demanda l’assunzione in privativa del servizio di trasporto funebre alla decisione dell’autorita’ amministrativa. La sentenza ribadisce ancora una volta (dopo diversi TAR e il Consiglio di Stato) la incompatibilita’ della precedente disciplina con quella nuova dettata dall’art. 22 della legge 8 giugno 1990, n. 142 la quale, prevede che i servizi riservati in via esclusiva ai Comuni e alle Province siano ‘stabiliti dalla legge’ e non da una scelta amministrativa ricadendo, quindi, in un ambito caratterizzato dalla liberta’ di concorrenza. Pertanto, deve essere disapplicato il regolamento comunale che contrasta (e che attua la privativa). Di conseguenza sono annullabili perche’ illegittime le ordinanze-ingiunzione che, siano adottate per l’avvenuta violazione del regolamento comunale e in ragione del compimento di un trasporto di salme senza l’autorizzazione dell’ente locale, rilasciata in deroga al suo diritto di privativa.

La giurisprudenza ha chiarito definitivamente che non potendo piu’ prevedere la privativa del trasporto funebre, per efetto della Legge 142/90 ora confluita del Decreto Legislativo 267/2000 (testo unico ordinamento enti locali) il comune non puo’ piu’ esigere il diritto fisso di cui all’Art. 19 commi 2 e 3 del vigente regolamento nazionale di polizia mortuaria approvato con Decreto del Presidente della Repubblica n. 285 del 10 settempre 1990.

Il servizio di trasporto funebre a pagamento puo’ essere effettuato da tutti i soggetti in possesso dei requisiti prescritti dalla legge, essendo venuto meno il regime di esclusiva in favore del Comune.

Il nuovo diritto fisso che si puo’ imporre non deve piu’ gravare sul trasporto funebre in quanto tale, ma sull’autorizzazione al trasporto stesso.

Ricordiamo che la Legge n.26 del 28 febbraio 2001 ha fortemente limitato il trasporto funebre gratuito ai soli casi di disinteresse da parte dei famigliari del de cuis, stato di indigenza o bisogno da parte del de cuius, abrogando di fatto le rispettive disposizioni del DPR 285/90 sulla gratuita’ del trasporto funebre fatte salve le tre fattispecie appena elencate.

Con un formale atto deliberativo del consiglio comunale (cui compete potesta’ regolamentare, quindi sovrordinata rispetto ai poteri normativi della Giunta) si possono fissare diritti fissi per i funerali:

entro il territorio comunale
fuori comune ma entro i confini italiani
diretti verso l’estero
Nei casi di trasporto verso l’estero l’importo sara’ maggiore poiche’ bisogna tenere conto dell’istruttoria aggravata (bisogna redigere i documenti anche in lingua straniera).

Ribadisco il concetto: il comune puo’ esigere il versamento di un diritto fisso difforme da quelli originariamente contemplati dal DPR 285/90 poiche’ ISTITUISCE delli diritti fissi con una statuizione del consiglio comunale, ovvero l’organo con potere normativo di regolamentazione della municipalita’.

La sanzione applicabile ai sensi dell’Art. del T.U.L.S.S. (testo unico leggi sanitarie e’ quella prevista per l’infrazione di trasporto funebre senza autorizzazione.

Elenchiamo, qui di seguito, le due possibili fattispecie d’infrazione:

1) Trasporto di salma da un Comune ad altro Comune o introduzione dall’estero senza autorizzazione

Se manca l’autorizzazione al trasporto funebre e si effettua egualmente il trasporto, si incorre nella violazione dell’art. 339 del T.U. delle leggi sanitarie(1), punibile per ogni infrazione con la sanzione amministrativa da lire 40.000 a lire 100.000.

2) Trasporto di salma all’interno del Comune o in partenza per l’estero senza autorizzazione

Se manca l’autorizzazione al trasporto funebre e da’ egualmente luogo al trasporto, oppure non e’ consegnata al custode del cimitero, si incorre nella violazione dell’art. 23, 24 o 26 a seconda dei casi del D.P.R. 285/90, punibile con sanzione pecuniaria da applicare per ogni violazione, pari a lire 6.000.000, ai sensi dell’articolo 358 del T.U. delle leggi sanitarie approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, come modificato dall’articolo 16 del D.Lgs. 22 maggio 1999, n. 196.

Si nota subito una profonda discrasia, o, se preferite, incoerenza, nel sistema sanzioantorio della polizia mortuaria basato unicamente sul DPR 285/90 e sul Regio Decreto 1265/1934. (alcune regioni, infatti, si sono dotate autonomamente di un proprio apparato di diritto punitivo che sara’ oggetto di un prossimo articolo).

Perche’ mai tanta sproporzione tra violazioni per trasporti intra moenia (entro i confini del comune di decesso) e quelli extra moenia (che interessano due o piu’ comuni)?

Il trasporto di cadavere, dopo tutto e’ sempre soggetto ad autorizzazione comunale, con le sole eccezioni di quanto pevisto dal punto 5) circolare Ministero della sanita’ n. 24 del 24/6/1993 (ma anche in questo caso la pubblica autorita’ che lo dispone deve rilasciare autorizzazione – scritta – di cui una copia va comunicata al comune).

Scondo alcune interpretazioni, invero, piuttosto riduttive, dell’Art. 24 DPR 285/90 all’interno del comune di decesso l’autorizzazione al trasporto occorrerebbe solamente se il seppellimento e’ in un luogo diverso dal cimitero es. cappella privata gentilizia; mentre sarebbe necessaria in ogni altro caso (ad esempio traasporto necroscopico). E’da rilevare come questa lettura piuttosto minimale sia da ritenersi superata alla luce di questa considerazione di diritto: Il trasporto di cadavere costituisce sempre (anche nei casi di cui all’art. 17 dPR 285/1990) attivita’ soggetta ad autorizzazione da parte dell’autorita’ comunale [art. 107, commi 3 e ss. D.Lgs. 18/8/2000, n.267].

Nella prassi, all’epoca della privativa comunale con concessione multipla in molti comuni il trasporto effettuato dalle ditte concessionarie e diretto ad un cimitero del comune di decesso, spesso si riteneva legittimato dal semplice rilascio dell’autorizazione alla sepoltura o alla cremazione.

Per notizia, fino alla fine del 1975, l’eventuale trasporto non autorizzato (allo dal sindaco, dato che allora non era stata emanata la L. 142/1990, poi D.Lgs. 264/2000), costituiva addirittura reato penale.

Paradossalmente, la sanzione residuale per le fattispecie di illecito non diversamente specificate, ossia l’Art. 358 del Regio Decreto 1265/1934, sembra, invece, accanirsi contro le infrazioni che si originano e si esauriscono entro il territorio del comune di decesso.

La questione merita approfondimenti storici e giuridici ai quali ci dedicheremo presto.

La Francia si interroga sulla validità della concorrenza nelle pompe funebri

Pubblicato da

La fin du monopole des pompes funèbres n’a pas diminué le coût des obsèques, et les sites cinéraires privés menacent le cimetière républicain.
L’« opacité » dénoncée par trois inspections générales dans la détermination du coût des obsèques avait été un argument fort pour mettre fin, par la loi du 8 janvier 1993, au monopole des pompes funèbres, organiser une concurrence entre les entreprises funéraires et redéfinir, en ce domaine sensible, des règles de service public.
Treize ans plus tard, on doit constater que le prix des obsèques n’a pas pour autant cessé d’augmenter en valeur réelle.
fonte: lemonde.fr (1/11/2006)

La fine del monopolio delle pompe funebri (N.d.R. in Francia)non ha diminuito il costo delle onoranze funebri per i cittadini, e gli spazi privati destinati alla collocazione di urne cinerarie e alla cremazione in genere minacciano il cimietro repubblicano.
L’opacità riscontrata in 3 diverse verifiche generali per la determinazione del costo delle onoranze funebri è stato un forte argomento per mettere fine, con la legge 8/1/1993, al monopolio delle pompe funebri,organizzare una concorrenza tra imprese funebri e ridefinire , in questo settore particolarmente delicato, delle regole di servizio pubblico.
13 anni dopo, si deve constatare che i prezzi delle onoranze funebri non hanno cessato di crescere (oltre il potere di acquisto della moneta).

La Francia vuol voltare pagina sulla cremazione

Pubblicato da


Aujourd’hui,in France, la crémation concerne 25 % des décès et 50 % des souscripteurs de contrats d’obsèques.
Or après la crémation, 71 % des urnes cinéraires sont remises aux familles, sans indication précise de leur destination.
Face au développement de cette pratique et aux risques de dérives, le ministre délégué aux collectivités territoriales, Brice Hortefeux, a déclaré, lundi 30 octobre 2006, vouloir absolument donner un statut juridique aux cendres d’ici à février 2007.
« Tout le monde ignore ce que deviennent ces urnes une fois remises aux familles et nous avons constaté des comportements folkloriques, aberrants, voire carrément indignes », a-t-il précisé.
Une proposition de loi du sénateur Jean-Pierre Sueur (PS, Loiret), adoptée à l’unanimité le 8 juillet au Sénat, attend d’être votée à l’Assemblée nationale.
La session parlementaire se termine en février 2007.
Si le texte n’est pas adopté d’ici là, le gouvernement procédera par décret. Le texte est déjà prêt.
fonte: lemonde.fr (1/11/2006)

Quest’anno, in Francia, la cremazione incide per il 25% dei decessi e il 50% di chi sottoscrive la previdenza funeraria fa la scelta della cremazione.
Dopo la cremazione, in Francia, il 71% delle urne sono affidate ai familiari, e non si conosce il loro destino reale successivo.
In seguito allo sviluppo dell’affido familiare delle urne cinerarie e ai rischi che ne derivano, il Ministro delegato per le collettività locali, Brice Hortefeux, ha dichiarato il 30/10/2006, di voler assolutamente dare uno stato giuridico alle ceneri prima del febbraio 2007.
“Tutti ignorano cosa succede una volta che le urne siano state date ai familiari e si sono registrati dei comportamenti addirittura folkloristici, aberranti, talvolta capaci di fare indignare.”, ha precisato.
Una proposta di legge del senatore Jean-Pierre Sueur (Partito socialista, Loiret), adottata alla unanimità l’8/7/2006 in senato, attende di essere votata all’Assemblea nazionale.
E la sessione parlamentare termina a febbraio del 2007. (N.d.R Poi si va alle elezioni in Francia)
Se il testo non verrà approvato entro febbraio 2007, il Governo francese procederà a renderlo operativo attraverso un decreto. Il testo è già pronto.

Gossip cimiteriale

Pubblicato da

… omissis … “Toccate ferro…ecco una novità anche per i cimiteri di Roma. Per il prossimo anno il Sefit (Servizi funerari italiani) ha annunciato la prima edizione del Premio Fiori viola per misurare il livello qualitativo dei nostri servizi cimiteriali: in sostanza, se gli hotel di prestigio vengono definiti Resort, i camposanti meglio attrezzati potranno entrare a far parte della categoria Remort lusso.
Vorrà dire che nel 2007 prima di crepare chiederemo ai parenti di scegliere un alloggio in un cimitero con il simbolo 5 fiori equivalente ad un hotel 5 stelle.
Stanno lavorando alacremente per creare spazi chic cimiteriali Positano, Capalbio, Taormina, Fiuggi e Salsomaggiore. In tali località la vivibilità-chic cimiteriale sarà assicurata.”

fonte:www.alexis.it

Ciclo di incontri “Come affrontare il lutto ed il cordoglio”

Pubblicato da

Tra ottobre e novembre 2006 è in corso un ciclo di incontri teorico-pratici sul tema del lutto e del cordoglio per introdurre, prima, ed attivare poi gruppi di mutuo aiuto di familiari colpiti dal lutto.

Il ciclo è condotto da Giovanni TURRA, educatore e counselor, diplomato in Gestalt Counseling presso il CSTG (Centro Studi Terapia della Gestalt) di Milano, che “facilita” gruppi di auto-mutuo aiuto e sostegno al cordoglio ed al lutto già operanti.

I primi cinque incontri:

– Conoscersi e comprendere le prospettive multiple della perdita e del lutto;

– Identificare ed esprimere le emozioni;

– La fatica, lo stress, i cambiamenti di ruolo;

– Affrontare i momenti difficili, la solitudine, i ricordi (incluso l’affrontare le vacanze, i compleanni, gli anniversari, ecc…);

– Memorializzazione e commemorazione e l’uso dei rituali. Chiusura e celebrazione della vita.

A Roma bimbi in trenino al cimitero del Verano

Pubblicato da

Particolarmente affollati quest’anno i cimiteri romani.Da segnalare che circa 1000 persone hanno partecipato ai sei percorsi tematici alla scoperta dei monumenti e delle tombe che caratterizzano la storia del Verano. Tra il 23 e il 27 ottobre, inoltre, 1500 bambini delle scuole romane hanno visitato a bordo di un trenino il Complesso Monumentale del Verano per scoprirne i piccoli tesori culturali custoditi.
Il Progetto Accoglienza 2006 di Ama Roma spa nei Cimiteri Capitolini proseguirà fino a domenica 5 novembre.

Lo rende noto l’Ama, nell’informare che fino a domenica 5 novembre, sarà possibile visitare anche il Centro di Documentazione del Complesso Monumentale del Verano.

La situazione cimiteriale di Genova: 47% – cremazione record

Pubblicato da

Un genovese su due decide di farsi cremare. Negli ultimi cinque anni secondo i dati forniti dall´ufficio dei cimiteri del Comune, il 47% preferisce ricorrere alle urne cinerarie, anziché occupare tombe e lapidi, nelle silenziose necropoli. Una vera ascesa, tra il 2005 e il 2006 (800 euro la tariffa ministeriale) e un piccolo macabro record se si considerano anche gli «affidi» a quelle 150 famiglie che tengono il proprio estinto in casa dentro l´apposita cassetta.
In sostanza una significativa diversificazione tra le estreme dimore scelte post mortem che dà un po´ il senso a questo nuovo corso del lutto: il 30% resta tradizionalista, optando per l´inumazione in terra, i restanti in colombari e loculi. Un dato importante secondo la progettualità cimiteriale che in qualche modo alleggerisce i 36 campi santi della città (sei sono chiusi a nuove sepolture come Pianderlino e Murta) dove per trovare un posto tra gli 8300 defunti all´anno si presentano situazioni talvolta penosamente sorprendenti.
A questo proprosito Tursi sta pensando alla realizzazione di un´azienda speciale, «Siamo la città con più cimiteri in Italia, la sola gestione comunale – spiega l´assessore Gianfranco Tiezzi – non è sufficiente e adeguata.
Stiamo pensando al coinvolgimento di soggetti privati, un´azienda atipica essenzialmente comunale, ma più flessibile per creare nuovi loculi nei cimiteri più periferici e sveltire i tempi. Il problema è fare in modo che i defunti possano essere collocati più vicino possibile al luogo di residenza. Ci sarebbe anche meno incuria e trascuratezza, se uno frequentasse di più i cimiteri. Sarebbero tenuti meglio, solo che spesso sono lontani da chi deve raggiungerli. Nelle altre città sono più curati». L´obiettivo sarà quello che un nerviese non venga tumulato a Oregina, o che i sampiardarenesi non debbano finire a Bogliasco, il tutto con evidente disagio per i familiari (piccoli ampliamenti mirati riguarderanno i cimiteri di Voltri, San Giovanni Battista e Sestri).
A proposito dello stato dei cimiteri genovesi, c´è una sorta di categoria doc, di prima e di seconda fascia.
Detta così potrebbe sembrare un curioso controsenso, comunque è vero che non tutti sono sullo stesso livello, alcuni offrono servizi extra, altri sono autentici mortori, «Quelli di prima categoria come Staglieno, Castagna, Pini Storti, Nervi 3, in tutto sono undici e sono aperti e presidiati tutti i giorni», è lapidario Roberto Burchielli, responsabile servizi cimiteriali Tursi. «Gli altri come Fegino e Borzoli sono aperti solo due giorni alla settimana». Anche l´oscillazione dei prezzi varia a seconda della posizione e del livello «qualitativo» del campo santo: a Nervi in un´atmosfera di esclusiva eleganza, un colombaro al coperto in seconda fila in concessione per quarant´anni viene a costare 6.000 euro.
Dai 4.700 ai 5.200 mediamente si spende altrove, quelli meno cari, si fa per dire, sono i loculi più scomodi in settima, ottava fila, (3.000 euro), mentre per uno spazio all´aria aperta si arriva a sborsare 5.400 euro, dolore escluso. «L´altra nota dolente è la mancanza di ossari», spiega Burchielli. In giacenza tra Castagna, Torbella, Giovanni Battista e Pini Storti restano ad oggi oltre 1.200 cassette in attesa di una cripta, «Le smaltiremo al più presto».
Infine, nello scenario delle onoranze funebri, verrà disciplinata secondo recenti norme europee, una nuova figura specializzata in thanatocosmesi, una sorta di estetista-truccatore che interviene sul viso e le mani del defunto per fare in modo che si mantenga meglio visibile fino al giorno delle esequie.

fonte: La Repubblica cronaca di Genova

Consigli per il 2 novembre per l’accesso ai cimiteri

Pubblicato da


Domanda: Ing. Fogli, quali istruzioni per l’uso dei cimiteri dà ai nostri ascoltatori nella giornata del 2 novembre?
Risposte


  • Verificare dal giornale i provvedimenti presi per migliorare la viabilità nei dintorni dei cimietri ed in particolare per il potenziamento dei parcheggi.

  • Scegliere le ore meno affollate per fare la visita al cimitero. In questo modo si avranno meno problemi e si contribuirà a disingolafre la situazione viaria della zona.

  • Dopo aver parcheggiato, ricordarsi di chiudere a chiave la macchina. Non è infrequente che in questi giorni aumentino i furti.

  • Già che siamo in tema: attenzione, soprattutto le donne, a non lasciare incostudite le borse per andare a prendere l’acqua o per gettare via i fiori. I cimietri pullulano di borseggiatori in questi giorni.

  • Le persone con difficoltà a camminare possono verificare se sono stati previsti (dal Comune, da associazioni di volontariato) specifici servizi per essere accompagnati sulla tomba.

  • I mezzi pubblici sono generalmente potenziati per dimensione e frequenza nei giorni della commemorazione dei defunti. Spesso vengono previste corse speciali.

  • non portare animali nei cimiteri. A parte il fatto che è vietato dalla quasi totalità dei regolamenti, anceh se fosse tolerato nei giorni di scarsa affluenza, non è possibile alla Commemorazione dei defunti, per l’enorme afflusso dipersone.

  • Nelle grandi città è possibile servirsi di mezzi pubblici interni ai grandi cimietri, che svolgono servizio di trasporto.

fonte: RAI:Istruzioni per l’uso del 2/11/2006

ISTAT: Tavole mortalità 2003

Pubblicato da

Sul sito http://demo.istat.it, nella sezione Elaborazioni, l’Istat rende disponibili le tavole di mortalità della popolazione residente per lanno 2003.
Le tavole contengono dati a livello nazionale e disaggregati per regione e provincia. Interrogazioni personalizzate permettono allutente di costruire le tabelle di interesse e scaricare i dati in formato rielaborabile.Nel 2003 la speranza di vita alla nascita è pari a 77,2 anni per gli uomini e a 82,8 anni per le donne.
Rispetto al 2002, gli uomini guadagnano soltanto 0,1 anni in termini di vita media mentre per le donne si registra una perdita di 0,2 anni. La relativa frenata della speranza di vita nel corso del 2003 non è da interpretare come uninversione di tendenza rispetto alla crescita regolare osservata negli anni passati, ma è legata a eventi di natura congiunturale.
Il 2003 è stato infatti contraddistinto da difficili condizioni climatiche un inverno assai rigido e una successiva estate torrida – che hanno condotto a una mortalità molto accentuata, soprattutto tra gli anziani e, in particolare, tra le donne che ne rappresentano la maggioranza.
A fronte di 557 mila decessi registrati nel 2002, nel 2003 se ne sono verificati ben 586 mila, pari al 5,2% in più (Testo comunicato Istat).
Tra le donne lincremento annuale è stato del 6,6%, con picchi particolarmente significativi nei mesi di marzo (+19,2%), luglio (+13,0%), agosto (+32,4%) e settembre (+13,1%). Tra gli uomini lincremento di decessi tra il 2002 e il 2003 è stato più basso, pari al 3,8%, con picchi mensili dincremento superiori al 10% soltanto nei mesi di marzo (+14,6%) e agosto (+15,1%).

Attenzione sui problemi di accessibilità nei cimiteri

Pubblicato da

Fiaba, il Fondo italiano per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ha organizzato un congresso per discutere della situazione dei cimiteri che nel 80 per cento di casi non sono adeguati alle leggi vigenti in materia di barriere.
All’incontro, presieduto da Giuseppe Trieste, presidente di ‘Fiaba’, hanno partecipato anche l’Osservatorio per la terza età e la Croce rossa italiana.
Un filmato-inchiesta ripreso dalle telecamere di Fiaba Channel ha documentato l’effettiva inagibilità dei camposanti.
“La situazione è preoccupante – ha precisato Trieste – se di pensa che in questi luoghi si recano a turno 56 milioni di italiani per i quali spesso non è possibile raggiungere il sepolcro dei loro cari”.
Gli fa eco Emilio Mortilla, presidente dell’Osservatorio per la terza età, che specifica come la situazione potrà solo aggravarsi visto che “nei prossimi due anni circa il 35 per cento della popolazione italiana avrà più di 65 anni e tra questi almeno due milioni saranno ultranovantenni”.
É dello stesso avviso anche la Croce rossa che tramite il suo presidente Massimo Bara, ha manifestato la sua vicinanza a ‘Fiaba’ sostenendo che “le barriere nei cimiteri non fanno che acuire una condizione di difficoltà e disagio psicologico per le persone che si recano a trovare i propri cari”.
Il reportage di Fiaba Channel è disponibile cliccando qui o visitando il sito www.fiaba .org
fonte: Romaone.it

Telecamere di sorveglianza al Verano

Pubblicato da

Statua al Verano di Roma

Statua al Verano di Roma
by Jessi from flicr.com.
Quando anche i cimiteri diventano luogo di furti e saccheggi, il rimedio per il comune di Roma è un sistema di video sorveglianza con occhi puntati su tombe e mausolei.
E se, come spesso succede, il ladro decide di portar via vasi, fiori o accessori, sarà prontamente ripreso da telecamere a circuito chiuso che segnaleranno anomalie e movimenti sospetti. Presto, dunque, il Flaminio e il Verano godranno di maggiore sicurezza. “Ci sarà un’unica sala di regia – ha spiegato Vittorio Benedetto Borghini, direttore dei cimiteri capitolini – e contiamo al più presto di realizzare il progetto. Servirà anche per tutelare il patrimonio artistico e culturale e vigilare così le parti di maggior pregio”. Secondo Borghini, da tempo non si riscontrano notizie di scippi o borseggi, ovvero fenomeni di “criminalità predatoria”, ma più che altro episodi di piccoli furti. All’interno del cimitero monumentale del Verano esiste, da circa un anno, l’Ufficio di sicurezza e vigilanza che raccoglie pezzi di tombe o parti, recuperati dal personale, abbandonati o trovati lasciati negli angoli o nascosti per essere in seguito portati via.
In tal senso, una raccomandazione arriva dal direttore dei cimiteri capitolini che consiglia di “catalogare e fotografare le tombe o pezzi di esse particolarmente pregiati”. “Quella dei cimiteri è un’area pubblica e come tale il controllo è affidato alla polizia municipale per vigilare sugli ingressi laddove ci sono limitazioni al traffico e alle forze dell’ordine che girano nei servizi.
Noi abbiamo un ottimo rapporto con loro – sottolinea Borghini – anzi addirittura ci sono i volontari dell’associazione nazionale dei carabinieri impegnati nei controlli nei cimiteri più grandi della città. Stiamo facendo in tal senso un grande sforzo perchè per la sicurezza è tra i punti più importanti”.

fonte: Romaone.it 


A Bologna la Curia prende posizione contro la dispersione delle ceneri

Pubblicato da

A Bologna sui giornali è apparsa una diatriba tra l’arcivercovado (Mons. Vecchi) e un assessore del Comune di Bologna (Giuseppe Paruolo).
Causa: il destino delle ceneri dei morti cremati, che una legge regionale prevede possano essere disperse anche al di fuori dei cimiteri.
Paruolo aveva riservatamente sondato il numero due della Curia per verificare se era disponibile a benedire un campo destinato ad accogliere lo spargimento delle ceneri.
«No – la secca, e pubblica, risposta – le ceneri vanno conservate in un´urna e collocate in un cimitero. Spargerle così è una roba da americani».