Cimiteri per animali più vicini in Abruzzo

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La Regione Abruzzo ha approvato il 2 maggio 2007 una legge che istituisce cimiteri per animali da affezione.

Il plauso all’iniziativa e’ degli Animalisti Italiani, sezione regionale diretta da Lina Bufarale,che ‘ringraziano il proponente Walter Caporale, i firmatari Gianni Melilla, Camillo D’Alessandro, Alfonso Mascitelli e Bruno Evangelista e tutti coloro che l’hanno sostenuta’.’La legge che va a recepire l’accordo nazionale- spiega Bufarale- tra il Ministero della Salute e le Regioni in materia di benessere degli animali da compagnia e pet therapy, rappresenta una piccola ma sostanziale conquista non solo per le associazioni, che da sempre si battono per vedere riconosciuto questo diritto, ma anche e soprattutto per quel centinaio di migliaia di cittadini abruzzesi che convivono con un animale.Nella nostra societa’ gli animali d’affezione, godono dello status di ‘membri effettivi della famiglia’ così, quando per disgrazia, vecchiaia e malattia ci lasciano, la loro morte viene vissuta con autentico lutto, al quale si aggiunge l’angoscia del non poter offrire un’adeguata sepoltura perche’ anch’essi, come noi, posseggono un’anima, una dignita’ e il diritto di poter riposare in pace’.

Retromarcia del Comune di Firenze sul project financing cimiteriale

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La Giunta Comunale di Firenze ha deliberato la conclusione della procedura del project financing cimiteriale disponendo la non accoglibilità dello stesso per mancanza del pubblico interesse nella proposta, e si è impegnata a convocare quanto prima un incontro dove affrontare le tematiche sollevate dalle organizzazioni sindacali a partire dalla gestione diretta del servizio. Perciò i sincacati hanno deciso di annullare lo sciopero già convocato per il 3 Maggio 2007.
“L’assessore Tea Albini inizia a capire che il project financing non è lo strumento adeguato a tutelare il bene comune -si commenta in un Comunicato della lista Unaltracittà/Unaltromondo- La bocciatura del project Cimiteri è un successo dei cittadini, dei comitati, dei lavoratori, dei sindacati di base, dell’opposizione di sinistra a Palazzo Vecchio che da sempre si sono opposti alla mercificazione del ‘caro estinto’. La retromarcia dell’amministrazione Domenici dimostra che solo lavorando bene dal basso, stando uniti, organizzandoci al meglio, accendendo i riflettori sui guasti del ‘neoliberismo alla fiorentina’ è possibile fermare i guasti delle politiche di Palazzo Vecchio ed evitare che denaro pubblico venga sperperato a vantaggio degli interessi di pochi”.

In Francia le ceneri continuano ad uscire dal cimitero, ma solo per espressa volontà del defunto

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Le décret publié le 13/3/2007 au JO (1) sur le régime de la crémation prévoit que, si le défunt en a manifesté la volonté, plusieurs options sont possibles, soit:
– l’urne est conservée dans une propriété privée, les cendres sont dispersées en pleine nature, sans pouvoir l’être sur les voies publiques;
– l’urne est conservée, ou les cendres dispersées, dans le cimetière. Le régime ainsi fixé en matière de destination des cendres n’est pas plus restrictif que celui actuellement en vigueur.
En l’absence de volonté manifestée par le défunt, le cimetière devient le lieu naturel de la destination des cendres.
Le texte introduit par ailleurs une disposition pour éviter les abandons d’urnes et «régler le devenir des cendres lorsque les personnes qui en avaient la garde souhaitent mettre fin à cette situation. La seule destination possible devient alors le cimetière.» C’était là la principale modification du droit qu’aurait pu apporter la proposition de loi du sénateur Sueur sur la réforme de la législation funéraire (voir ci-dessous nos informations du 23/06/2006).
Brice Hortefeux, ministre délégué aux Collectivités territoriales, indique dans un communiqué qu’il avait prévu, si l’adoption de la proposition de Jean-Pierre Sueur, sénateur du Loiret, ne faisait pas avant la fin de la session parlementaire, qu’il prendrait un décret pour réformer le régime de la crémation et «s’assurer de l’existence d’un minimum de garanties en matière de destination des cendres.»
Il rappelle que ce type de traitement funéraire concerne aujourd’hui près de 25 % des décès et l’analyse des intentions exprimées par la population indique que cette proportion augmentera de manière sensible dans les prochaines années. Estimant que le régime de destination des cendres «est actuellement très libéral», mais qu’il faut «prendre en compte ce développement rapide des pratiques crématistes» et «limiter les risques de négligence dans la destination des cendres qui pourraient éventuellement en découler, et heurter le nécessaire respect dû aux défunts.»
Le décret permet, selon lui, «de trouver un juste équilibre entre le principe du respect dû aux défunts et le principe de liberté des funérailles. L’esprit de ce décret est d’affirmer le principe actuel de libre disposition des cendres tout en encadrant leur destination.»
Dans un communiqué publié le 13 mars, Jean-Pierre Sueur estime que ce décret «ne saurait se substituer à la proposition de loi qui a été adoptée, à mon initiative, par le Sénat unanime le 22 juin dernier qui traite d’un grand nombre de questions relatives à la législation funéraire, et qui relèvent clairement de la loi».

(1) Décret n° 2007-328 du 12 mars 2007 relatif à la protection des cendres funéraires , JO du 13 mars 2007.

(NdR) Il decreto lo si può scaricare cliccando quì e cercando Décret n° 2007- 328 du 12 mars 2007 relatif à la protection des cendres funéraires
Fonte: www.maire-info.com

Introduzione salme o ceneri in Italia

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Premessa: questo articolo si focalizza sulle procedure dettate
dall'Art. 28 DPR 10 settembre 1990 n. 285 e, considera, quindi, i
trasporti verso l'Italia da Paesi non aderenti alla Convenzione
Internazionale di Berlino (10 febbraio 1937) approvata con Regio
Decreto n. 1379 del 1 luglio 1937. L'accordo di Berlino risulta ormai
anacronistico, soprattutto sul versante delle prescrizioni tecniche sul
confezionamento del feretro (impone l'uso della reggetta e non
contempla la sostituzione della cerchiatura metallica con la piu'
efficace valvola depuratrice), tuttavia il suo pregio principale e' il
fatto di evitare l'assenso dalla nazione ricevente. Chi ha avuto
l'esperienza sull'inefficienza di certi Consolati sa quanto significhi
in termini di velocizazione per l'iter autorizzativo del trasporto
stesso, la possibilita' di evitare il gravoso passaggio burocratico del
Nulla Osta Consolare.

Spesso i trasporti internazionali per le imprese attive in piccoli
contesti locali, ma anche per le stesse amministrazioni, sono un vero
rebus, perche' magari capita poche volte il funerale diretto all'Estero
e ci si deve 'scontrare' con una tempistica piuttosto farraginosa.

Ho ritenuto opportuno, allora, compilare questa scheda, quasi si
trattasse di un piccolo manuale, traendo spunto da una pagina
informativa pubblicata sul sito del Consolato Italiano a Detroid.

Per non appesantire troppo il testo ho fatto ampio ricorso a note
esplicative, chiose a margine, e postille con i piu' autorevoli commenti
della dottrina, cercando di riassumere e stringare tutte le istruzioni
operative nella prima parte.

Al fine di ottenere l'autorizzazione per introdurre (1) in Italia la
salma o le ceneri di un congiunto, l'Agenzia delle Pompe Funebri
interessata (2) dovra' far pervenire all'Ufficio consolare (3) la
seguente documentazione (4), tenendo presente che occorrono alcuni
giorni lavorativi (5) dalla ricezione della documentazione. Il
trasporto, in quanto tale puo' avvenire appena sia possibile (ma non vi
e' ne' un termine minimo, ne' massimo, ma deve esser naturalmente
svolto a cassa chiusa, ossia dopo il periodo d'osservazione. La
rappresentanza diplomatica dell'Italia deve essere avvisata su ogni
trasporto di salma previsto. In tale occasione potra' essere chiarito se
l'autorizzazione di trasporto e' legata a determinate condizioni e se un
incaricato della rappresentanza sara' presente alla deposizione della
salma nella bara.

due certificati di morte con Apostille (6) in caso di ceneri, due
certificati di cremazione (7) con Apostille (8) (per informazioni sulle
Apostille si veda il sito www.hcch.net ,ricercando la Convenzione n.
12).
dichiarazione con Apostille del City Health Department attestante che
il defunto non e' deceduto per malattia contagiosa (solo nel caso di
cadaveri).
una dichiarazione notarizzata, munita di Apostille (per cadaveri
OPPURE per ceneri (9), dell'Agenzia delle Pompe Funebri attestante l'
osservanza (10) delle norme del Regolamento Nazionale (11) di Polizia
Mortuaria approvato con DPR 10 settembre 1990 n. 285
dati (12) relativi al defunto su carta intestata dell'Agenzia delle
Pompe Funebri, e precisamente:
a. nome e cognome (per le donne, anche da nubili), luogo e data di
nascita (citta' e provincia), luogo e data del decesso;

b. nome dei genitori, incluso cognome della madre;

c. nome, indirizzo e telefono del congiunto cui riferirsi;

d. informazioni sul volo (numero, data, orario e valichi di
frontiera – negli Stati Uniti e in Italia);

e. citta', provincia e nome del Cimitero dove la salma deve essere
tumulata (13) o cremata (14);

f. passaporto italiano;

g. nel caso di ceneri nome e numero di passaporto di colui (15) che
portera' l'urna in Italia.

A ricezione della predetta documentazione, si provvedera' a richiedere
alle Autorita' Italiane competenti l'autorizzazione necessaria per l'
introduzione della salma o delle ceneri in Italia. Prima investita di
tale compito era la Prefettura (16) oggi dopo il DPCM 26 maggio 2000
detta autorizzazione spetta alla Regione o al comune, laddove come in
diversi casi si sia legiferato ai sensi dell' art. 4 D.Lgs.18 agosto
2000, n. 267 per un trasferimento di queste attribuzioni agli enti
locali (17).

Appena ricevuta tale autorizzazione l'Ufficio Consolare contattera' l'
Agenzia delle Pompe Funebri per stabilire quando apporre il sigillo
sulla cassa o urna e consegnare tutta la documentazione necessaria.

L'Autorita' di frontiera alla quale inoltrare la comunicazione di cui
all'Art. 28 comma 2 rimane il Prefetto in quanto non sembrerebbe
sussistere una competenza della regione o del comune, trattandosi di
una funzione che rientra nell'ambito di quelle escluse dal conferimento
ai sensi dell'Art. 1 comma 3 lettera i) della Legge 15 marzo 1997 n.
59.

Per quanto riguarda le percezioni consolari da pagare con Money Order
si consiglia di consultarsi con'Ufficio Consolare, poiche' il cambio
viene aggiornato trimestralmente.

——————————————————————————–

(1) L'Art. 7 septies del Decreto Legislativo 502/1992 trasferisce all'
ASL l'incarico (precedentemente degli Uffici di Sanita' marittima ed
aerea del Ministero della Salute) di rilasciare il nulla osta per l'
introduzione ed estradizione di feretri da o per l'Estero. L'inutilita'
di un controllo sanitario sui trasporti funebri e', ormai, ampiamente
riconosciuto, e per questo provvedimento liberatorio non si puo' nemmeno
invocare il rispetto di una normativa internazionale, siccome siamo di
fronte ad una fonte del diritto interna all'Ordinamento Giuridico
Italiano.

(2) Essa ex Art. 115 Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza agisce in
qualita' di agenzia d'affari su mandato dei famigliari del de cuius.
L'esercizio delle funzioni che possono assolte, su incarico, dal
titolare dell'autorizzazione di P.S. e' individuabile all'interno delle
operazioni indicate in sede di autorizzazione e determinate dallo
stesso soggetto richiedente/dichiarante (10), senza che cio' attribuisca
funzioni o titolarita' eccedenti o rappresentanza per la stipula di atti
giuridici.

(3) L'autorita' consolare italiana si limita alla verifica della
regolarita' della documentazione prodotta a corredo, oltre che della
domanda da parte di chi ne abbia interesse, provvedendo quindi alla sua
trasmissione, unitamente alla documentazione e per il tramite del
Ministero degli Affari Esteri, al prefetto (prima del conferimento alle
regioni delle funzioni e compiti in questa materia ai sensi del DPCM 26
Maggio 2000) della provincia di destinazione, cioe' ' oggi ' all'
autorita' competente all'autorizzazione all'introduzione nello Stato
della salma. L'autorita' consolare, per questa comunicazione puo'
avvalersi anche del telegrafo, del telex, del tele fac simile (fax) o
di altro sistema telematico, secondo le indicazioni del punto 8.4)
della circolare del Ministero della sanita' n. 24 del 24 giugno 1993.

(4) i documenti dell'istruttoria non dovrebbero essere uniti
all'autorizzazione? Basta semplicemente indicare nell'autorizzazione
finale che sono stati effettuati i trattamenti e prescrizioni necessari
e, conseguentemente, autorizzi il trasporto?

(5) IN Italia Il D.M. 18 aprile 2000, n. 142 reca norme di attuazione
degli articoli 2 e 4 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e concerne nuove
norme regolamentari in materia di procedimento amministrativo e di
diritto di accesso ai documenti amministrativi, relativamente ai
procedimenti di competenza del Ministero dell'Interno, che conseguano
obbligatoriamente a iniziativa di parte ovvero che debbano essere
promossi d'ufficio. Costituiscono parte integrante di tali norme
regolamentari delle tabelle che, per ogni procedimento, contengono il
termine entro cui deve concludersi e l'indicazione dell'ufficio
competente. Fra i procedimenti amministrativi di competenza del
Ministero dell'Interno elencati nelle tabelle allegate al D.M. 18
aprile 2000, n. 142 ed ai quali si applicano le disposizioni ivi
contenute, si annovera il procedimento relativo all'ottenimento del
passaporto mortuario.Ai sensi degli artt.27 e 29 del DPR 10 settembre
1990, n. 285 e della Tabella B (art.1) del D.M. n. 142 cit. l'autorita'
competente al rilascio del passaporto mortuario e' il Prefetto ed il
termine entro cui il procedimento deve concludersi e' di 15 giorni. Le
norme procedurali volte ad acquisire tale documento si differenziano a
seconda che il trasporto di salme sia per uno degli stati aderenti alla
convenzione internazionale di Berlino 10 febbraio 1937, approvata e
resa esecutiva in Italia con regio decreto 1° luglio 1937, n. 1379,
oppure sia per uno stato non convenzionato. Nonostante il DPR 285/1990
utilizzi il termine passaporto mortuario limitatamente al caso di
trasporto di salma verso uno degli stati convenzionati e definisca
autorizzazione il provvedimento che consente l'estradizione della salma
verso uno degli stati non convenzionati, si e' del parere che il termine
finale di 15 gg. per il rilascio del passaporto mortuario disposto dal
D.M. n. 142/2000 possa essere esteso anche al rilascio
dell'autorizzazione citata.

(6) Tutti gli atti formati da consolati stranieri in Italia sono, di
norma, soggetti alla legalizzazione (da parte della Prefettura-UTG),
salvo non si tratti di Stato aderente a convenzioni che l'esentino
(es.: Convenzione di Londra del 7/6/1968). Con altri Stati esistono
convenzioni che superano, per taluni atti e documenti, anche l'esigenza
della formalita' della 'apostille'. Sono individuabili al sito www.ciec1.org.

(7) Questo in analogia con il verbale di consegna di cui all'Art. 81
comma 1 DPR 285/90. Piu' complicata sul piano amministrativo e' la
coincidenza di questo documento con l'autorizzazione alla dispersione.
Si propende per l'adozione di due atti distinti.

(8) Si tratta di una specifica annotazione che deve essere fatta sull'
originale del certificato rilasciato dalle autorita' competenti del
Paese interessato, da parte di una autorita' identificata dalla legge di
ratifica del Trattato stesso. L' apostille, quindi, sostituisce la
legalizzazione presso l'ambasciata.

(9) Il trasferimento di esiti da completa cremazione richiede le
normali autorizzazioni di cui agli art.28 e 29 del DPR 10 settembre
1990, n.285, ad esclusione delle misure precauzionali di carattere
igienico stabilite per il trasporto dei cadaveri (ex par.8.1 e 8.2
della circ.Min.Sanita' n.24/93).

(10) Il linea di massima nei rapporti di diritto internazionale vige
il principio della sovranita' tra gli Stati, la legge italiana, nella
fattispecie il DPR 285/89 produce i suoi effetti solo entro i confini
nazionali, tuttavia per il nostro ordinamento possono esser accettati
sul territorio italiano solo trasporti funebre che rispondano alle
prescrizioni del regolamento nazionale di polizia mortuaria.

(11) Si evidenzia che condizione per l'avvio dell'istruttoria e', tra l'
altro, il fatto che all'Estero vengano rispettate disposizioni di rango
regolamentare 'italiane', con la conseguenza che le autorita' sanitarie
locali devono essere poste nella condizione di conoscerle e di porle in
esecuzione. Sotto questo profilo, si dovrebbe concludere per l'
inidoneita' dell'adempimento delle disposizioni stabilite dalla legge
locale, se diverse da quelle italiane, cosa che dovrebbe comportare il
rigetto dell'istanza, fin dal momento della sua presentazione. Il
condizionale e' d'obbligo, vigente il principio di sovranita' degli
Stati.

(12) L'autorita' sanitaria locale verifica che la salma sia quella
corrispondente al certificato dal quale risulta la causa di morte e
all'estratto dell'atto di morte. Sarebbe difatti illogico ed errato
controllare la situazione sanitaria di una salma che viaggia con
documenti anagrafici non corrispondenti. Per quanto riguarda la
certezza che nel corso del tragitto non avvengano sostituzioni di
cadavere o comunque aperture del feretro per introdurvi oggetti o
sostanze improprie, non resta che affidarsi alla legislazione del luogo
di partenza, alle regole dei vettori o infine agli usi e consuetudini
locali. Se quindi si ritiene utile un metodo che consenta di verificare
se vi sono state aperture improprie del feretro, la norma italiana e la
circolare applicativa nulla dispongono circa la competenza ad apporre
un sigillo per trasporti internazionali di feretri in partenza da un
Paese estero. Pertanto le funzioni citate possono essere richieste alle
locali autorita' sanitarie dello Stato di partenza del feretro.

(13) Il titolo di accoglimento in cimitero e' condicio sine qua non per
autorizzare l'introduzione del feretro, della cassetta ossario o delle
ceneri, poiche' ogni trasporto funebre e' soggetto alla regola della
tipicita', dovendo esser certi e preventivamente autorizzati i luoghi di
partenza ed arrivo del medesimo. Agli effetti concreti trova
applicazione l'Art.50 DPR 285/90. Questa verifica e' superflua solo se
il trasporto e' indirizzato verso un cimitero del comune di residenza
del de cuius dove il feretro sara' inumato d'ufficio. Si ritiene valida
questa norma anche in caso di dispersione delle ceneri in cinerario
comune ex Art. 80 comma 6 DPR 285/90.Per una sepoltura privata ex Art.
93 DPR q285/90 dovra' esser dimostrato lo jus sepulcrhi vantato dal de
cuius verso quella particolare sepoltura a sistema di inumazione o
tumulazione.

(14) In caso di cremazione da effettuare nel territorio italiano: la
autorizzazione alla cremazione rilasciata dall'autorita' competente del
Paese di estradizione, che da' atto di aver constatato, a mezzo di
certificazione medica, della esplicita esclusione del sospetto di morte
dovuta a reato. In caso di morte improvvisa occorre anche il Nulla Osta
dell'Autorita' Giudiziaria del luogo di decesso. In mancanza, all'arrivo
in Italia, la autorizzazione alla cremazione e' rilasciata dal comune di
sosta della salma in attesa della cremazione ed e' subordinata all'
effettuazione dei riscontri necessari da parte delle competenti
Autorita' italiane, sia per quanto riguarda la esclusione del sospetto
di morte dovuta a reato, sia per l'accertamento della volonta' del
defunto o dei familiari. E'allora molto piu' conveniente cremare il
cadavere nel luogo di decesso, trasferendone, poi, in Italia le sole
ceneri, si eviterebbero, cosi', diversi passaggi amministrativi
piuttosto gravosi legati all'applicazione dell'Art. 79 DPR 285/90.

(15) Il trasporto ceneri ex Art. 80 comma 5 DPR 285/90 non e' soggetto
a precauzioni igienico-sanitarie, fatto salvo il caso di ceneri
contaminate da nuclidi radioattivi (in questo frangente la norma di
riferimento sarebbe il Decreto Legislativo D.Lgs. 9/5/2001, n. 257),
non rientra pertanto nelle previsioni dell'Art. 19 DPR 285/90 e puo'
esser eseguito con qualunque mezzo di trasporto, non occorrono,
infatti, i veicoli speciali (autofunebri) di cui all'Art. 20 DPR
285/90, ovviamente se il trasporto avviene su strada. Chi prende in
consegna l'urna, trattandosi comunque di trasporto funebre ai sensi del
paragrafo 5 Circ.Min. 24 giugno 1993 n. 24 e' incaricato di pubblico
servizio ex Art. 358 Codice Penale.

(16) La Circolare Ministeriale 462/2002 trasmessa ai Comuni in data
11/4/2003 attribuisce al Sindaco e non piu' al Prefetto le competenze di
cui agli artt. 28 e 29 del 285/90

(17) va posta la questione se i compiti di rilascio delle
autorizzazioni al trasporto internazionale di feretri in entrata o in
uscita dal Territorio Italiano spettino al sindaco od ai dirigenti (o,
nei comuni che siano privi di figure dirigenziali, a chi ne svolga le
funzioni) ai sensi degli Artt. 107 e seguenti del Decreto Legislativo
267/2000. In primo luogo, ci si sente di sostenere che questo tipo di
titolarita' non abbia riguardo ai provvedimenti contingibili ed urgenti,
collocandosi piuttosto nell'esercizio ordinario di funzioni di
carattere autorizzativo e, quindi, gestionale, con la conseguenza
secondo cui andrebbe esclusa un'attribuzione di poteri in capo al
sindaco, nella sua qualita' di Ufficiale del Governo, dovendola semmai
valutare alla luce del proprio ruolo di responsabile dell'
amministrazione comunale. Laddove in tale pertinenza venisse
individuato un contenuto necessariamente proprio dell'autorita'
sanitaria locale (ex Legge 803/1978, Decreto Legislavivo 112/1990 e
Decreto Legislativo 267/2000) potrebbe essere sostenibile la
sussistenza della competenza del sindaco, tuttavia va anche considerato
che questi provvedimenti, pur avendo per oggetto una materia
'sanitaria', presentano caratteri di mera autorizzazione
amministrativa, con la conseguenza che il rilascio delle autorizzazioni
al trasporto di salma in altro Stato (artt. 27 e 29 D.P.R. 10 settembre
1990, n. 285) o di introduzione di salma da altro Stato (art. 27 e 28 D.
P.R. 10 settembre 1990, n. 285) viene a collocarsi tra i compiti
affidati ai dirigenti, o a chi per essi nei comuni privi di figure
dirigenziali, rientrando tra le previsioni di cui all'art. 107, comma
3, lettera f) D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267.E tali attribuzioni non
possono essere derogate se non espressamente ed ad opera di specifiche
disposizioni legislative. E ben vero che alcune leggi regionali fanno
riferimento alla figura del sindaco, ma non tutte (ad esempio: la legge
regionale Toscana 18 novembre 2001, n. 58 fa riferimento, del tutto
correttamente, al 'comune', senza intervenire nelle attribuzioni degli
organi dei comuni), ma ci sia permesso dubitare sulla portata
'derogatoria' di queste formulazioni, propendendo per una tecnica
redazionale di carattere 'riproduttivo', magari anche derivata dal D.P.
R. 10 settembre 1990, n. 285 che, per questi punti, presenta numerose
disposizioni in contrasto con la legge 8 giugno 1990, n. 142, entrata
in vigore il 13 giugno 1990, cioe' prima della sua emanazione. In altre
parole, molte delle disposizioni del D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285,
specie quelle che prendano in considerazione le competente degli organi
dei comuni, risentono di un contrasto con una fonte di rango superiore
e precedentemente in vigore. Si propende, cioe', per ritenere che le
regioni che abbiano legiferato in questo senso, non si siano poste
alcuna questione sulla competenza degli organi dei comuni, competenza
che per altro esula totalmente dall'ambito stesso della potesta'
legislativa regionale, considerando che le condizioni di 'deroga' di
cui all'art. 107, comma 4 D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 importerebbero
ben altra sostanza e motivazione.

Agenzia delle Entrate aggiorna metodologie di controllo per i servizi di pompe funebri

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L’Agenzia delle Entrate ha aggiornato le metodologie di controllo
relative a noleggio barche da diporto, gestione approdi turistici, lavanderie e tintorie, servizi di pompe funebri,
agriturismo, agenzie di mediazione immobiliare e studi di radiologia e
radioterapia. L’obiettivo dell’Agenzia e’ quello di uniformare l’attivita’
di controllo sul territorio al fine di rendere piu’ efficaci le azioni di
prevenzione e di contrasto all’evasione, assumendo, nel contempo, un
atteggiamento trasparente nei confronti dei contribuenti.
Le metodologie di controllo, a partire dal 1997, costituiscono una sorta di
guida operativa che orienta e conduce il verificatore nel corso
dell’attivita’ preparatoria, nella fase successiva dell’accesso e nella
ricostruzione dei corrispettivi di un’impresa o di un lavoratore autonomo,
indicando a seconda dei casi i fattori da rilevare e la documentazione da
acquisire.
Le guide operative, che nel complesso, riguardano ad oggi 96 distinte
attivita’ economiche, vengono aggiornate periodicamente in modo da
rispondere ai mutamenti normativi e alle innovazioni che intervengono nei
diversi settori. In pratica, e’ in questo quadro generale che si inserisce
l’adozione della Circolare 22/E.
L’adeguamento delle sette metodologie, differenziate per attivita’
economiche, investe sia aspetti normativi che elementi procedurali legati
all’attivita’ di controllo svolta in settori che, in base all’analisi di
diversi indicatori economici e finanziari, spesso rivelano un’evidente
disallineamento tra ricavi reali e importi dichiarati, originando
conseguenti fenomeni di evasione.
In particolare, tra le modifiche piu’ significative, si sottolinea quella
relativa al paragrafo “Indagini bancarie”, ora denominato “Indagini
finanziarie”, a seguito delle novita’ introdotte dalla Finanziaria 2005, dal
decreto legge del 4 luglio 2006 n. 223 e dalla Circolare n. 32 del 19
ottobre 2006 della Direzione Centrale Accertamento.

I modelli per gli studi di settore concernenti le pompe funebri (redditi 2006) sono reperibili sul sito dell’agenzia delle Entrate cliccando quì, e poi cercando lo studio TG55U tra quelli relativi ai Servizi.

Parte l’iter per l’approvazione di una legge regionale ligure in materia di cremazione

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Il 16 aprile, nella terza commissione (sanità) del Consiglio Regionale della Liguria, è iniziata la discussione sul progetto di legge regionale di iniziativa del Consigliere regionale Franco Bonello, Presidente del Gruppo consiliare Unione a Sinistra, avente ad oggetto ‘Affidamento, conservazione e dispersione delle ceneri derivanti dalla cremazione dei defunti’.

“L’approvazione della legge nazionale n. 130 del 2001 – si legge nel comunicato stampa del Gruppo Unione a Sinistra in regione – ha dato disposizioni in materia di cremazione e di dispersione delle ceneri venendo incontro alle motivazioni di coloro che, sulla base di principi culturali, filosofici o religiosi esprimono il desiderio che, dopo la loro morte, il proprio corpo sia cremato e le ceneri disperse o conservate dai familiari. La legge, infatti, adeguando la normativa italiana a quella di altri Stati, prevede che non costituisce più reato la dispersione delle ceneri di cremazione se autorizzata dall’ufficiale dello stato civile secondo la volontà espressa dal defunto. Cade conseguentemente l’obbligo di conservazione nei cimiteri, dal momento che la dispersione potrà essere effettuata in spazi aperti (mare, laghi, boschi, montagna, campagna) o in aree private, ovvero in spazi appositamente riservati all’interno dei cimiteri.

Tuttavia, ad oggi, la mancata revisione del Regolamento di polizia mortuaria, di cui al DPR 285/1990, impedisce la completa applicazione dei principi espressi della legge 130/2001. La presente proposta di legge, pertanto, in considerazione delle nuove competenze che derivano alle regioni a seguito della approvazione del nuovo Titolo V della Costituzione, intende intervenire in questo vuoto normativo e fornire uno strumento utile per l’effettiva applicazione delle disposizioni in materia di dispersione e conservazione delle ceneri. Si vuole così consolidare un diritto – conclude la nota – che è quello di disporre del proprio corpo anche dopo la morte”.

L’ISTAT sulla composizione della popolazione straniera in Italia

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L’immigrazione in Italia ha assunto rilievo sia in ambito demografico, influenzando le dinamiche della popolazione residente, sia in campo socio-economico, come testimoniano, tra laltro, i provvedimenti legislativi miranti a regolarizzare i lavoratori stranieri clandestini e irregolari.
L’ISTAT ha recentemente presentato i più recentidati sulla popolazione straniera regolarmente presente in Italia, con particolare attenzione ai motivi del soggiorno e con una valutazione sugli esiti della regolarizzazione per gli immigrati giunti alla fase del rinnovo del permesso.
Contemporaneamente l’ISTA ha reso disponibili su demo.istat.it l’aggiornamento della serie storica dei permessi di soggiorno dal 1992 e le tavole statistiche dettagliate al 1°gennaio degli anni 2005 e 2006, per singola comunità e con disaggregazione fino al livello di provincia.
I dati statistici sui permessi di soggiorno sono il risultato di elaborazioni condotte dall’Istat sui dati forniti dal Ministero dell’Interno (per approfondimenti si veda il volume “La presenza straniera in Italia: caratteristiche socio-demografiche”).
Si fa presente che per “popolazione straniera regolare” si intendono i cittadini stranieri con permesso di soggiorno; la popolazione straniera residente è invece la popolazione di cittadinanza straniera iscritta nelle anagrafi comunali.
Per scaricare i dati dal sito ISTAT basta cliccare quì

Imprese funebri lombarde: la Regione cambia i requisiti per operare

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Imprese funebri lombarde: la Regione cambia i requisiti per operare

Con il regolamento 1/07, la Regione Lombardia cambia i requisiti minimali per poter essere autorizzati all’esercizio dell’attività funebre.
L’esercente l’attività funebre è l’unico soggetto autorizzato ad effettuare trasporti funebri completamente svolgentisi dentro la regione Lombardia, dopo la fine del periodo transitorio (10/05/2007).
Consentendo che i requisiti di personale occorrente siano garantiti anche con forme contrattuali diverse da quelle del solo contratto di lavoro subordinato con l’esercente stesso, di fatto la Regione ha optato per una soluzione di grande libertà d’impresa, at-tenuando al minimo le barriere d’ingresso all’attività, ma tenendo fermi sia il criterio di tutela del dolente (con le note incompatibilità, che permangono) sia di regolarità contributiva ed adeguata formazione per gli operatori funebri.
Una soluzione che dovrà essere verificata nel modus operandi, perché il punto dolente è quello dell’accaparramento dei funerali (vietato, ma difficile da controllare).
Nella contrapposizione tra le varie scuole di pensiero di come doveva essere strutturato l’esercente l’attività funebre hanno vinto e perso tutti.
Non c’è un modello unico adottato dalla Regione e quindi sarà il mercato a stabilire quale sarà la soluzione vincente tra impresa strutturata e micro-impresa che si avvale di terzi per l’esecuzione del servizio. Si annota che, oltre alle usuali soluzioni, entra prepotentemente la possibilità di accordi tra piccole imprese funebri per garantire il rispetto dei requisiti. E questo fatto depotenzia enormemente il rilascio di autorizzazioni per attività disgiunta di agenzia d’affari o di commercio di articoli funebri in occasione del funerale (ancora giuridicamente possibile).
L’elemento più innovativo del cambio di normativa infatti quello di consentire contratti di somministrazione di personale da un’impresa all’altra, di aver rimesso in gioco l’aggregazione tra piccole imprese, che quindi potranno svincolarsi, se lo vorranno, dal dover richiedere prestazioni di servizio solo ai cosiddetti “centri servizi”.
Dal punto di vista economico si è scelto di abbassare il punto di pareggio (break even point) per la gestione economica dell’impresa funebre, consentendo il passaggio di quote rilevanti di costi fissi a costi variabili (personale, autofunebre ed autorimessa).
Ci si augura che ciò possa tradursi in benefici anche per i cittadini, con un abbassa-mento dei prezzi, maggiore qualità dei servizi, trasparenza fiscale, e garanzie nella scelta dell’impresa.
Le più penalizzate dalla modifica normativa sembrano essere le medio-grandi imprese (pubbliche e private), che hanno per loro natura costi gestionali superiori e quindi subiranno erosioni di quote di mercato, se non cambieranno la loro strategia con politiche aggressive di marketing e di creazione di reti di agenzie per la vendita di servizi, diffuse sul territorio.
Con tali scelte normative la lotta al racket del caro estinto si sposta inesorabilmente sulla politica fiscale e cioè sul sistema di detrazioni IRPEF per i dolenti, all’imposizione IVA ad aliquota ridotta, e quindi all’emersione del “sommerso”, togliendo a monte quella provvista di “nero” che alimenta le “informazioni privilegiate” di infermieri e altri soggetti compiacenti di strutture sanitarie.


Editoriale di Daniele Fogli, pubblicato su I Servizi Funerari 2/2007.

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Liturgia esequiale

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Spesso le frasi rituali con cui corredare necrologi, manifesti a lutti e foto ricordo sono intrisi di retorica, logori ed abusati.
Vi proponiamo, allora, alcuni eleganti riferimenti biblici e passi tratti direttamente dalla della Sacra Scrittura, ovviamente per funerali cristiani.
Gb. 19,1.23-27; Is 25,6,9; 2 Mac. 12,43-45; Rom 14,7-12; 1Cor 15,20-28; 1 Cor 15,51-57; 1 Tess. 4,13-18; Ap. 21,1-7; Mt. 5,1-12; Mt. 25,1-13; Mt.25,31-46 Lc. 23,33-43; Gv. 11,17-45; Gv 12,28-29; Gv 14,1-6; Gv.19,17-30. Ap.21,1-5 Salmo 129.
Io credo: risorgero', questo mio corpo vedra' il Salvatore.
Prima ch'io nascessi, mio Dio, tu mi conosci, ricordati, Signore, che l’uomo e' come l’erba, come il fiore del campo.
Padre, mi hai formato ad immagine del Tuo Volto: conserva in me, Signore, il segno della Tua gloria, che risplenda in eterno.
Cristo, mio Redentore, risorto nella luce Io spero in te Signore, hai vinto, mi hai liberato dalle tenebre eterne.
Spirito della vita, che abiti nel mio cuore: resta con me, Signore, rimani oltre la morte, per i secoli eterni.
Dona o Signore, a quanti riposano in te il perdono, la luce e la pace. Ricordati, o Signore, di chi si e' addormentato nella speranza della resurrezione, ammettilo a godere al luce del tuo volto.
(brano tratto dal formulario della liturgia esequiale cattolica apostolica romana)
PER LE ESEQUIE DI UN BIMBO Ritiratevi- disse il Signore alla folla- perche' la fanciulla non e' morta, ma dorme” (Mt, 9, 24)
Chi non ricevera' il regno di dio come un fanciullo, non vi entrera'” ( Mt, 18, 17)
Chiunque accogliera' un fanciullo, come questo, in nome Mio, accoglie Me” (Mt, 18,5)
Il Signore, avendola veduta, mosso a compassione verso la vedova, disse: “non piangere!” quindi si avvicino' e tocco' la bara. Quelli che la portavano si fermarono ed Egli disse. “giovinetto, io ti dico: Alzati!” (Lc, 7, 13-14)
“Lasciate fare i bambini, e non impedite loro di venire a Me, di tali e', infatti, il regno dei cieli” (Mt 19, 14-15)
ALTRE CIRCOSTANZE
Venite, benedetti del Padre Mio, prendete possesso del Regno preparato per voi sin dalla creazione del mondo (Mt, 24, 34)
Se qualcuno vuol venire dietro di Me, rinneghi se' stesso, prenda la sua croce e mi segua (Mt, 16,24)
Venite a Me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, ed io vi daro' completo ristoro (Mt, 11,28)

“Beati i poveri in spirito, perche' di essi e' il regno dei cieli! Betati gli afflitti, perche' saranno consolati! Beati i miti, perche' erediteranno la terra! Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perche' saranno saziati! Beati i misericordiosi, perche' otterranno misericordia! Beati i puri di cuore, perche' vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perche' saranno chiamati figli dell’altissimo […](Mt. 5,1-12)
Bene, servo buono e' fedele, […] entra nella gioia del Tuo Signore” (Mt 25, 23)
Poi egli soggiunse: Gesu', ricordati di me quando ritornerai nella maesta' del Tuo regno” (Lc, 23, 42)”
[…] E verranno da oriente ad occidente, da settentrione e dal mezzogiorno, per mettersi a mensa nel Regno di Dio.” (Lc, 13,29)
Alzati e va', la tua fede t'ha salvato (Lc, 21, 19)

“Io sono la resurrezione e la vita, chi crede in Me, anche se morto vivra', e chi vive e crede in me non morira' in eterno” (Gv, 11, 25)
“Si', Signore, io credo che tu sei il Cristo, il figlio di Dio che viene in questo mondo” (Gv, 11, 27)
“[…] Le sorelle di Lazzaro mandarono dunque a dirGli: “Signore, colui che Tu ami e' malato, udite queste cose Gesu' rispose: questa non e' una malattia da morire, ma e' per la gloria di Dio[…]” (Gv, 11, 3-4)
“Lazzaro, il nostro amico, dorme, ma Io vado a svegliarlo” (Gv, 10, 14)
“Santo Dio, santo forte, santo immortale, pieta' di noi” (dalle liturgia esequiale della chiesa greco-ortodossa”
“Ora, la volonta' di colui che mi ha mandato e' questa: ch’Io non perda niente di quanto Egli mi ha dato, ma che lo resusciti nell’ultimo giorno” (Gv, 6,39)
“E’questa, infatti, la volonta' del Padre che mi ha mandato: che chiunque conosce il figlio, o crede in Lui abbia la vita eterna ed io lo resuscitero' nell’ultimo giorno” (Gv, 6,40-41) “Chi crede in Me- dice il Signore- ha la vita eterna” (Gv, 6, 47) “Io sono il pane vivo disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivra' in eterno” (Gv, 6, 51) “Signore da chi andremo? – disse Simon Pietro- Tu hai parole di vita eterna, e noi abbiamo conosciuto che tu sei il santo di Dio” Gv (6, 68-69) “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Suo unigenito, affinche' chi crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna” “chi vede me- dice il Signore- vede Colui che mi ha mandato. Io la Luce sono venuto nel mondo affinche' chiunque crede in Me non rimanga nelle tenebre” (Gv, 12, 46) “Io so, dice il Signore, che il comandamento del Padre e' la vita eterna” (Gv, 12, 50) “Chi custodisce la mia parola- dice il Signore- non vedra' la morte in eterno” (Gv, 8, 51) “Io sono la porta- dice il Signore- Chi per me passera' sara' salvo; entrera' ed uscira' e trovera' pascoli. […] io sono venuto perche' abbiate la vita, e l'abbiate in sovrabbondanza” (Gv, 10, 9-10).

Emilia Romagna: dispersoi,cinerari, ruolo di ASL

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L''attivita' cimiteriale e' funzione istituzionale, precipua ed esclusiva del comune (Artt. 823 ed 824 Codice Civile, Art. 337 Regio Decreto 1265/1934, implementato, poi, dal combinato disposto tra gli Artt. 49 e 51 DPR 285/90, D.M. 28 maggio 1993, Art. 13 Decreto Legislativo 267/2000; tra l'altro L'art. 26-bis del d.l. 28 dicembre 1989, n. 415, convertito dalla legge 28 febbraio 1990, n. 38, stabilisce che gli impianti cimiteriali sono servizi indispensabili parificati alle opere di urbanizzazione primaria ai sensi e per gli effetti dell'art. 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847, integrato dall'art. 44 della legge 22 ottobre 1971, n. 865).

Non fanno eccezione nemmeno i cimiteri particolari preesistenti all'entrata in vigore del Regio Decreto 1265/1934 perche' anch'essi sono pur sempre sottoposti alla vigilanza comunale ex Art. 104 comma 4 DPR 285/90 ed Art. 16 comma 3 Legge Regionale Emiliano Romagnola 29 luglio 2004 n. 19).

E' pertanto da escludere una competenza diretta dell'ASL ad emettere provvedimenti deliberativi in merito, essendo viziati in origine da eccesso di potere, potendo questi essere assunti unicamente dal Comune (attraverso regolamento) e dal Sindaco (con ordinanza). (si veda Consiglio di Stato Sez. V, 25/10/1974 n. 436).

Nel pregevole articolo intitolato 'la via dell'abrogazione' reperibile a pag. 52 e seguenti de 'I Servizi Funerari' n.1/2007 l'autore imputa alla delibera 10/2005 adottata dalla regione Emilia Romagna, quale provvedimento attuativo e, per certi versi, esplicativo dell'art. 11 Legge 29 luglio 2004 n. 19 relativo alla cremazione ed al trattamento delle ceneri una eccessiva, quasi maniacale attenzione ad eventuali ed improbabili criticita' igienico sanitarie inerenti appunto gli esiti da completa cremazione dei cadaveri, siccome le ceneri, eccetto la remota ipotesi di contaminazione con nuclidi radioattivi (allora la normativa di riferimento sarebbe il Decreto Legislativo 9/5/2001, n. 257) non presentano problemi di profilassi. La stessa regione Lombardia ha novellato il Regolamento Regionale 6/2004 negli Artt. 11, commi 3 e 3.bis, nonche' Articolo 12, comma 6 limitando la portata della norma ai soli cadaveri portatori di radioattivita' a seguito di trattamenti sanitari', senza, quindi considerare la remota ed improbabile ipotesi di corpi e quindi ceneri radioattivi a causa di esposizione ad esplosione di ordigni o centrali nucleari.

Sull'affido personale delle urne concordo pienamente, ogni intervento dell''ASL e' del tutto superfluo, se non addirittura ultroneo; per la dispersione, invece, sarebbe conveniente un una collaborazione dell''Autorita' Sanitaria da collocarsi sul piano non tanto tecnico quanto dell''opportunita' politico-sociale.

Secondo l'art. 5 del Regolamento Regionale 23 maggio 2006 n. 4 adottato in ottemperanza all'art. 2 comma 2 della sovraccitata Legge Regionale 29 luglio 2004 n. 19, Il giardino delle rimembranze, se situato in un cimitero inglobato nel tessuto urbano, e' l'unico posto all'interno del centro abitato (cosi' come definito dal Nuovo Codice della Strada Decreto Legislativo 285/1992 e successive modificazioni) dove e' possibile disperdere le ceneri, previa autorizzazione dell'Ufficiale di Stato Civile.

In Emilia Romagna l'approvazione del piano cimiteriale, con relativa previsione di aree destinate a dispersoi e giardini delle rimembranze e' effettuata dal comune in base al comma 2 dell'art. 2 Reg. Reg. 25 maggio 2005 n. 4 sentita la ASL competente (con parere necessario in quanto ad acquisizione, ma e' possibile non conformarvisi, tranne per la parte relativa alle zone di rispetto, con adeguata motivazione).

Nel procedimento istruttorio tra comune ed ASL (in cui quest'ultima e' solo interfaccia tecnico strumentale rispetto al servizio cimiteriale proprio del comune) va, comunque, tenuto conto dell'art. 139 D. Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, con rinvio all'art. 16 legge 7/8/1990, n. 241, quale modificato dall'art. 11 L. 15 maggio 1997, n. 127. Evidentemente, allora, e sempre salva diversa previsione della legge regionale, si e' in presenza di un parere da considerare facoltativo (Sereno Scolaro).

Sul versante igienico-sanitario la costruzione di un dispersorio, luogo cimiteriale ove disperdere al vento le ceneri, e cinerario comune richiede solamente il parere sanitario se la norma regione non prescrive diversamente.

L'autorita' sanitaria dovrebbe ad esempio pronunciarsi negativamente qualora il cimitero di medio-piccole dimensioni si trovasse nel centro abitato come definito dall'art. 3, comma 1, numero 8) del D.Lgs. 285/1992 'Codice della strada' in attuazione della L. 130/01 la quale, appunto, vieta la dispersione nei centri abitati.

Il problema si complica perche' con la Con la nuova formulazione dell'articolo 338 del Testo Unico Leggi Sanitarie (Regio Decreto 1265/1934) ottenuta con l'art. 28 L. 1° agosto 2002, n. 166 il dimensionamento della fascia di rispetto, ossia di quell'area che separa il perimetro del camposanto da caseggiati e fabbricati urbani, puo' esser fortemente compresso sino al limite massimo dei 50 metri.

Nella geografia umana emiliano romagnola in parecchie situazioni cimiteri ancora funzionanti sono stati assorbiti nel tessuto (sub)urbano e non certo per i perversi effetti della famigerata legge (Art. 28) 1 agosto 2004 n. 166 con cui modificando L'Art. 338 del Regio Decreto 1265/1934 e' stata consentita la riduzione delle fasce di rispetto cimiteriali sino ad un minimo di 50 metri.

L'Emilia Romagna, tra l'altro, con Circolare 21 gennaio 2005 n. 1493 ha emanato istruzioni per raccordare la disciplina di cui all'art.4 della propria legge 29 luglio 2004 n.19 in tema di compressione delle zone di rispetto con la sullodata normativa nazionale.

Periferie, capannoni industriali e falangsteri frutto della peggior edilizia popolare hanno, nel tempo, eroso ex se le zone off limits attorno ai campisanti, senza poi considerare i cimiteri parrocchiali o frazionali (commentatori piu' forbiti parlerebbero di cimiteri 'foresi') da sempre sorti accanto alla chiesa, vero nucleo della comunita'. Questi piccoli sepolcreti sono veri nidi di memorie ed affetti (giusto per ricorrere ad un'espressione pascoliana) e sopprimerli perche' troppo prossimi al caseggiato costituirebbe un grave vulnus alla stessa identita' della popolazione.
Il problema da igienico-sanitario diventa etico e forse l'ASL, quale ente tecnico strumentale rispetto alla potesta' comunale non e' il soggetto piu' idoneo ad esprimere valutazioni di opportunita' politica (la politica, dopo tutto e' l'arte del possibile, ma non dell'sattezza e si base su corpi elettivi) tuttavia si ritiene doveroso un pronunciamento d'interdizione (e, quindi di pressione sugli organi decisionali del comune) laddove il cimitero per sua particolare conformazione non fosse in grado di trattenere le ceneri sparse al proprio interno, si pensi, ad esempio, a luoghi montuosi interessati da forti correnti ventose dove le ceneri sversate all'aperto correrebbero il serio rischio di oltrepassare il recinto del camposanto per travolgere in un turbine visitatori e fedeli che sui recano alla Santa Messa nella chiesa parrocchiale immediatamente adiacente al cimitero.

Ad Arezzo aree cimiteriali per sepolture islamiche

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Il Consiglio Comunale di Arezzo ha approvato l’individuazione due aree di inumazione per la sepoltura di persone di religione islamica nei cimiteri delle frazioni di San Leo e Rigutino.
“Intendo innanzitutto specificare – ha sottolineato l’assessore Aurora Rossi – che non si tratta di cimiteri esclusivamente dedicati alla sepoltura di persone di religione islamica ma di due aree individuate in cimiteri in espansione e delimitate appositamente da siepi. La differenza con le nostre sepolture tradizionali, è il posizionamento della salma con il viso orientato verso La Mecca. Per quanto riguarda l’inumazione, le modalità saranno quelle disciplinate dalla normativa italiana. Riteniamo che questa soluzione, che ci è stata posta tramite una petizione avviata dal Centro delle Culture di Arezzo, che ha raccolto circa 550 firme, condivisa e sottoscritta tra l’altro da molti cittadini italiani, oltre a soddisfare un’esigenza che consideriamo legittima da parte di queste persone, rappresenta un segnale d’integrazione che l’amministrazione ha inteso dare anche per dimostrare quanto sia intenzionata a percorrere con convinzione la strada della tolleranza e del rispetto delle altre culture e religioni”.
Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Francesco Francini (Udc) e Raffaello Giorgetti (Fi) che hanno chiesto se le circoscrizioni interessate fossero state o meno coinvolte nella procedura, atto ritenuto da entrambi prioritario. Giorgetti ha chiesto poi formalmente, con una pregiudiziale sospensiva, di coinvolgere le circoscrizioni di Rigutino e San Leo affinché possano esprimere il loro parere. Cristiano Rossi (Prc) ha ricordato come un numero importante di cittadini aretini si sia mostrato favorevole a una scelta del genere e come esistano nei paesi islamici spazi di sepoltura per appartenenti alla religione cristiana. Marco Tulli (Verdi) ha detto che “questa decisione rappresenta un passo importante nella difficile strada della convivenza”. Carlo Umberto Salvicchi (Ds) ha ricordato come il tema fosse stato già sollevato 10 anni fa dall’associazionismo aretino per essere dimenticato subito dopo e negli anni successivi. “La decisione di oggi, sana una mancanza grave per una città che vuole distinguersi per un’acquisizione sempre più completa del principio di cittadinanza”. Luigi Triggiano (Margherita) ha sostenuto che la “nostra comunità si arricchisce di un momento importante, la condivisione dell’esperienza della morte con persone di diversa nazionalità, cultura e religione”.
Il Consiglio ha respinto a maggioranza la richiesta di Giorgetti per un passaggio preliminare nelle circoscrizioni della pratica e quindi il suo rinvio ad una prossima seduta del Consiglio.
Le dichiarazioni di voto sono state di Francini (Udc), Del Pace (Ds), Giorgetti (Fi), Tulli (Verdi), Cristiano Rossi (Prc).
La delibera è stata approvata con 24 voti a favore e 6 astensioni
Presente tra il pubblico, alla seduta del Consiglio, Kamru Jaman, uno dei fondatori del Centro delle Culture di Arezzo: “l’approvazione della delibera è un passo avanti verso la civiltà ed il dialogo tra le culture. E’ un esempio di convivenza anche dopo la morte”.

fonte:www.arezzoweb.it

Il Comune di Varese cerca operatore cimiteriale

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Il Comune di Varese ricerca un operaio qualificato cimiteriale (categoria A1) a tempo determinato, presso l’area I Servizi Amministrativi e Istituzionali Reparto Tecnico Cimiteriale, fino al 30 giugno 2007.
L’orario di servizio è articolato da lunedì a sabato, mercoledì giornata di riposo.
Gli aspiranti dovranno essere in possesso dei requisiti generali previsti per laccesso al pubblico impiego e inoltre:
Licenza della Scuola dell’obbligo
Patente di guida categoria B
Specifica e incondizionata idoneità fisica alle mansioni richieste, da accertarsi tramite il medico competente.
L’accertamento di idoneità avverrà attraverso prova pratico-attitudinale riferita alle mansioni connesse al suddetto profilo: lavori di sepoltura ed esumazione, manutenzione delle aree verdi.
I candidati dovranno presentarsi con abbigliamento adeguato e scarpe da lavoro.
La richiesta verrà evasa mediante chiamata pubblica sui presenti presso i Centri per l’impiego della Provincia di Varese il giorno lunedì 16 aprile dalle ore 9 alle ore 12.

Funerali in Cina

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La Cina celebra la sua festa dei morti, ma molti cittadini non sono in grado di pagarsi i sempre piu’ costosi funerali.
Secondo l’agenzia Nuova Cina un funerale a Pechino e Shanghai puo’ costare tra i 1.000 e 2.000 euro, una cifra che solo pochi possono permettersi, quando lo stipendio medio è di 200 euro al mese.
In alcune citta’ di provincia il prezzo delle tombe ha superato quello delle case:
a Dongguan la terra nei cimiteri costa tra i 7.000 e 13.000 yuan a mq, mentre il prezzo medio di un appartamento e’ di 5.000 yuan.
Sembra ormai che non vi sia differenza tra Stati Uniti d’America, Europa e Cina.
In qualunque Paese la morte è considerata un business.
Solo nei Paesi di fede mussulmana, invece, morire non ancora un lusso.

Le istruzioni per compilare correttamente le schede ISTAT sulle cause di morte

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La rilevazione delle cause di morte viene effettuata correntemente attraverso l’utilizzo dei modelli Istat D.4, Istat D.5, Istat D.4 bis e Istat D.5 bis.

Su tali modelli il medico curante o il necroscopo sono tenuti ad indicare la sequenza morbosa che ha condotto al decesso e gli altri stati morbosi rilevanti. La brochure sulla certificazione (ed.2007) fornisce le istruzioni per i medici per una corretta compilazione dei modelli.

Nelle statistiche ufficiali si fa riferimento alla “causa iniziale” di tale sequenza, ossia alla malattia o evento traumatico che, attraverso eventuali complicazioni o stati morbosi intermedi, ha condotto al decesso. Per la selezione della causa iniziale vengono seguite le regole fissate dalla Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10).

Le tavole di decisione di ACME (ed. 2005), sviluppate dall’NCHS (National Center for Health Statistics, USA), sono quelle correntemente utilizzate dall’Istat per la codifica automatica della causa iniziale di morte come pure durante la codifica manuale quale supporto decisionale per i codificatori nell’attribuzione della causa iniziale di morte.

La circolare ISTAT n. 39 del 3 novembre 2006 e le istruzioni sempre dell’ISTAT per i Comuni contengono le indicazioni da seguire per le rilevazioni demografiche, anagrafiche e sanitarie riferite al 31 dicembre 2006 per quanto riguarda i modelli Istat P.2 e Istat P.3, e all’anno 2007 per quanto concerne gli altri modelli indicati.

Cliccare sui seguenti link per visionare/scaricare i materiali seguenti:

Circolare ISTAT n. 39 del 3/1172006

Manuale di istruzioni per i comuni (ma di interesse anche per operatori funebri)

Brochure per i medici (veloci e semplici istruzioni di compilazione)

Consiglio comunale di Parma approva il piano regolatore cimiteriale

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Il Consiglio Comunale del Comune di Parma il 27 marzo 2007 ha approvato allunanimità il piano cimiteriale comunale, frutto di una collaborazione con la Facoltà di Architettura dellUniversità degli Studi di Parma.
Il piano ha potuto avvalersi delle innovazioni normative introdotte dalla legge regionale dellEmilia-Romagna n. 19 del 2004, rappresenta una buona esperienza di collaborazione tra Regione e Autonomie locali.
Il piano ha dichiarato l’Assessore Paola Colla costituisce non solo e non tanto lattuazione di previsioni normative da tempo e in genere disattese dai comuni (il piano cimiteriale era giàprevisto dalle norme nazionali), ma nel caso del Comune di Parma rappresenta la sintesi significativa del percorso intrapreso negli ultimi anni dallAmministrazione Comunale per togliere i cimiteri dalla zona dombra e dalla residualità in cui la cultura contemporanea tende a relegarli.
Percorso che ha visto quali passaggi di fondo:
1) la costituzione della Società Ade spa con affidamento in house della gestione dei servizi cimiteriali e funebri;
2) la decisione di reinvestire tutte le risorse generate dal sistema cimiteriale all’interno del sistema stesso;
3) la valorizzazione dei cimiteri a partire dalla rilevazione e catalogazione architettonica della parte monumentale del cimitero della Villetta;
4) la costruzione del tempio di cremazione, che sarà pronto il prossimo anno;
5) la localizzazione e progettazione preliminare della Casa del commiato in alternativa alle camere mortuarie delle strutture ospedaliere.
La prof. Michela Rossi – responsabile scientifica del piano ha voluto sottolineare che una delle caratteristiche del piano è quella di considerare i cimiteri nella loro relazione con la città, anche dal punto di vista ambientale, come elemento della qualità urbana, non limitandosi quindi a considerare solo ciòche accade all’interno dei recinti cimiteriali.
A questo proposito, ha richiamato, come elemento significativo, il fatto che il piano cimiteriale sia riconosciuto quale piano di settore allinterno della strumentazione della pianificazioneurbanistica del Comune di Parma.

Cresce l’interesse sulla sepoltura di prodotti abortivi

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Ha suscitato grandi polemiche la decisione presa lo scorso 30 gennaio dalla Regione Lombardia, vale a dire un regolamento che permette di seppellire i feti, anche al di sotto delle 20 settimane, provenienti da aborto sia spontaneo che volontario. La Giunta Moratti, modificando un regolamento di polizia mortuaria, considerato norma tecnica, ha anche scelto di creare unarea ad hoc per le ceneri dei feti nel cimitero milanese di Musocco.
La normativa precedente (un DPR del 1990) prevedeva infatti la sepoltura dei feti di presunta età inferiore alle 20 settimane solo su esplicita richiesta alle ASL da parte dei genitori; le norme di attuazione del decreto Ronchi, che riorganizzava la legislazione in tema di rifiuti e bonifiche, prescrivevano, poi, che le parti anatomiche non riconoscibili (quali ad esempio residui operatori, placente e, appunto, feti) fossero considerati rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo e che, come tali, non potessero essere accettati in cimitero o in crematorio, bensì destinati a termodistruzione (come prescritto da un decreto del Ministero dellAmbiente).
Dunque, se finora i feti al di sotto delle venti settimane venivano considerati rifiuti organici, e trattati di conseguenza, adesso potranno essere richiesti sepoltura, cremazione e perfino funerale degli stessi. In mancanza di una richiesta esplicita dei genitori in questo senso, il feto sarà trattato come le altre parti anatomiche riconoscibili (braccia, gambe, etc), che, a differenza di quelle non riconoscibili, trovano sepoltura in unarea riservata dei cimiteri.
Una richiesta simile a quella lombarda è stata già presentata anche nei Consigli Regionali di Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Lazio, sempre da esponenti del Centro- Destra.
Se è giusto o sbagliato considerare i feti come esseri umani, sta alla coscienza di ognuno stabilirlo. È inevitabile, però che una norma del genere porti ogni cittadino a porsi alcune domande.
È vero, ad esempio, come sostengono radicali ed affini, che la presenza di una tomba (…) raggiunge lobiettivo di una colpevolizzazione permanente della donna?. La colpa – è il loro argomento – sarebbe così rappresentata da un luogo fisico, di modo che la donna, colpevole, non possa più dimenticare il suo crimine.
La replica di chi propone tale norma è che sarebbe assurdo pensare che la Regione abbia previsto la sepoltura dei feti con il “sadico” obiettivo di far sentire in colpa le donne che abortiscono. Dunque, se da una parte è innegabile che Alleanza Nazionale ed il centrodestra – come alcuni partiti di sinistra del resto – sono per la difesa della vita e riconoscono al concepito la dignità di persona umana, dallaltra è altrettanto innegabile che le modifiche al Regolamento regionale danno solo una possibilità in più alle madri, ovvero quella di seppellire i loro feti. Né più, né meno.
Le critiche alla norma lombarda arrivano anche sullaspetto pratico della questione. Dopo lentrata in vigore delle nuove regole (il 9 febbraio scorso), agli ospedali non sono arrivate, contestualmente, delle istruzioni precise, così che i feti, in attesa che le strutture stabiliscano le procedure da seguire, stanno molto spesso in piccole scatole, nelle celle frigorifere delle sale di anatomia patologica degli ospedali. Dal 9 febbraio, dunque, i feti sono rimasti così parcheggiati. Si stima che in Lombardia saranno circa 25.000 (di cui 7.000 nella sola Milano) i prodotti del concepimento che dovranno essere seppelliti ogni anno.
Dallaltra parte della barricata, non si rileva altrettanta problematicità in merito allo smaltimento dei feti in quanto, in mancanza di una richiesta specifica, si dà per scontato il ricorso al modus operandi precedente.
Insomma, restano molte le perplessità non soltanto sulla decisione specifica, ma anche sul discorso più ampio dellopportunità o meno di un legislatore etico, che provveda a fattispecie quali questa. Come andrà a finire, ovvero se la questione si ridurrà a un puro scontro ideologico o no, sarà possibile scoprirlo solo osservando quanto faranno le altre regioni (tra cui, lo ricordiamo, il Lazio) che hanno proposto gli stessi interventi.

fonte voceditalia.it articolo del 30/3/2007 di Aurora Russi

Prime stime ISTAT sulla mortalità italiana nel 2006

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L’ISTAT ha diffuso alcune stime della possibile evoluzione demografica del Paese nel 2006.
Le stime sono state fatte sulla base dei dati relativi al primo semestre 2006 e solo nel mese di luglio 2007 si potrà disporre di dati sufficientemente consolidati per la descrizione dei fenomeni di popolazione del 2006.
La dinamica naturale (nascite – decessi) registra un dato positivo di circa 5 mila unità.
Tale stima, se confermata dai dati osservati, rappresenterebbe un evento piuttosto raro per il nostro Paese, considerando che dopo il 1992 si è
verificato soltanto nel 2004.
In attesa di dati consolidati, il dato provvisorio per le nascite si aggira intorno alle 557 mila unità, circa 3 mila in più rispetto al 2005, con un tasso di natalità pari a 9,5 per mille abitanti.
La stima per i decessi, invece, è di circa 552 mila unità, quasi 10 mila in meno rispetto al 2005, con un tasso di mortalità che passa da 9,7 a 9,4 per mille abitanti.
Pertanto il dato medio di mortalità annuo del 2006 è su valori medi, essendo stato sopra media quello del 2005.

Continua a Firenze la protesta dei lavoratori cimiteriali

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Si è tenuto il 28 marzo, presso la Prefettura di Firenze, il tentativo obbligatorio di conciliazione e raffreddamento così come previsto dalle vigenti normative in materia di esercizio del diritto di sciopero.
In detta sede era presente la RSU del Comune di Firenze e il Direttore del Personale del Comune di Firenze, presiedeva la riunione il Vice Prefetto.
In detta sede la RSU ha nuovamente ribadito tutte le criticità esistenti nel servizio cimiteriale, ed in particolare quelle relative al Project Financing, al futuro dei lavoratori interinali, all’assetto organizzativo e gestionale dell’intero servizio, ribadendo altresì che ormai sono anni che i lavoratori vivono nella più totale incertezza.
La Prefettura ha chiesto ad entrambe le parti di incontrarsi nuovamente il 12 aprile 2007, invitando in quella data il Comune a sciogliere tutti i dubbi ancora esistenti.
Resta inteso che con il 12 aprile se non giungeranno certezze e cioè se non verrà sciolto in nodo politico relativo la Project, la RSU riterrà esperiti tutti i tentativi previsti dalla vigente normativa e darà il via alle forme di lotta già approvate nelle precedenti Assemblee dei lavoratori.

A Bolzano il consiglio comunale approva il piano regolatore cimiteriale

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Il 20 marzo 2007 il Consiglio Comunale di Bolzano ha discusso il Piano regolatore Cimiteriale.
In particolare l’assessora Margarete Rottensteiner ha introdotto il Piano Regolatore Cimiteriale per il Civico Cimitero di Oltrisarco, il cui progetto è stato predisposto dallo studio tecnico dellingegner Daniele Fogli (Ferrara).
Il Cimitero di Bolzano è stato costruito in un’epoca in cui la città era molto più piccola ed oggi, stretto tra montagna (solo verso questo lato si può ancora pensare di allargare la area cimiteriale), ferrovia e strada, non ha più possibilità di espansione, perciò è importante che lo spazio a disposizione sia sfruttato al meglio, obiettivo che il piano regolatore persegue fino al 2034.
Un ruolo fondamentale nel risparmio di spazio è affidato al crematorio, ben funzionante ma che sarà ampliato e riorganizzato, e oggi già il 50% delle famiglie sceglie la cremazione per i cari estinti.
Il piano è stato presentato al Consiglio dall’ingegnere Fogli che ha illustrato un powerpoint che per il futuro ha ipotizzato il seguente sviluppo:
Sepolture previste 31.700 nei prossimi 30 anni;
di cui 13.518 per feretri (879 con riutilizzo di posti costruiti e 2.172 nuovi) ;
18.182 sepolture di ceneri, di cui 11.689 richiedono l’uso di nicchia e 6.493 utilizzano altre soluzioni consentite (tumulazioni in posti già esistenti, dispersione dentro o fuori del cimitero, affidamento).
La sepoltura delle urne cinerarie è garantita da una disponibilità di almeno 11.750 nuove nicchie.
Saranno realizzate ingenti quantità aggiuntive di ossarietti per garantirne la disponibilità in caso di esumazione/estumulazioneLa chiave di volta per il migliore funzionamento del cimitero Oltrisarco è data dal forte sviluppo della cremazione, possibile sia per scelta naturale della popolazione, sia per la presenza di un impianto con 2 forni operanti in contemporanea.
Incentivando la cremazione il fabbisogno di posti nel cimitero si sposterà sempre più da posti/feretro a posti/ceneri, che occupano spazi molto minori, riuscendo così a governare la crescita futura di bisogni di sepoltura, pur in presenza di contenute possibilità espansive cimiteriali.
Interessante anche che il Piano considera una crescente esigenza di sepolture di cittadini di religione musulmana, con tutte le loro particolari esigenze di tumulazione.
Kurt Pancheri (Lega Nord), pur lodando la completezza del piano, ha criticato che si dedichi una area cimiteriale per i musulmani, mentre a noi si richiede di risparmiare spazio facendoci cremare. Si chiede inoltre se non si possa creare un secondo cimitero, per non espandere troppo l’attuale col rischio che diventi troppo impersonale.
Idea ripresa anche da Maria Teresa Tomada (AN) che ha ipotizzate zone più tranquille e isolate come S. Maurizio.
Il piano prevede inoltre una riduzione del parcheggio antistante che già sarebbe troppo piccolo in determinate ricorrenze.
La consigliera ha anche colto loccasione per rilanciare l’idea di un’area a Bolzano per la sepoltura degli animali domestici.
Luigi Schiatti (Unitalia) ha posto un quesito relativo alla zona di rispetto circostante il cimitero, molto esigua (25 m) rispetto agli standard nazionali: si chiede se non ci siano pericoli per la falda freatica.
Chiede inoltre cosa si farà per le richieste di tombe di famiglia ed un riutilizzo della parte costruita nuova, dove però nessuno vuole andare (il piano propone di tenere gli spazi per le emergenze, catastrofi ecc. così come richiesto dalla legge n.d.r.).
Si chiede perché ci sia uno spazio riservato ai musulmani e non spazi per altre religioni, ma vuole che il cimitero mantenga una forte connotazione cattolica.
Gonzales José Castrejon (Forza Italia) chiede se sono state fatte campagne per incrementare la cremazione.
Inoltre vuole sapere come saranno eliminate le barriere architettonica e quali criteri vengono applicati per salvaguardare le vecchie tombe di famiglia.
Auspica che si trovi comunque un nuovo spazio per un secondo cimitero per il futuro.Paolo Bertolucci (AN) desidera approfondimenti sullaffidamento (delle ceneri).
Chiede se sia stata coinvolta la Consulta Immigrati nella definizione della sepoltura per i musulmani e ai quali sarebbe stato comunque riservato uno spazio troppo esteso, senza aver considerato anche le altre religioni.
Nella replica, l’ingegner Fogli, rilevando linteresse per campo previsto per gli islamici, ha spiegato che per gli islamici e gli ebrei il tempo di sepoltura è per sempre, non solo per 10 anni, e che è richiesta un posizionamento che si rivolga alla Mecca.
Sottolinea che le comunità islamiche chiedono, ma non pretendono questo spazio. Se non è possibile individuare lo spazio, seguono le norme vigenti sul territorio.
A questo proposito l’assessora Rottensteiner ha assicurato che è stato preso ogni accordo con la comunità islamica che ha accettato tutte le nostre condizioni.
A chi ha chiesto un secondo cimitero, l’esperto ha ribadito che questo piano non prevede nuovi cimiteri, perché questa era una linea guida posta dell’Amministrazione.
L’assessora Rottensteiner pensa che comunque, in un lontano futuro, si batterà anche questa strada.
Ricorda Fogli che il piano va rivisto ogni 10 anni, per vedere se le ipotesi fatte saranno confermate ed effettuare gli aggiustamenti necessari.
Non sono state fatte indagini idrogeologiche, perché si fanno solo se si espande l’area di inumazione, ma rassicura che, per quanto riguarda la vicinanza versante della montagna e nell’area di sicurezza, sono stati fatti gli studi necessari anche a livello provinciale.
Dopo la dichiarazione di voto di Luigi Schiatti che è tornato sulle perplessità relativa all’area musulmana ha preso la parola il sindaco
Luigi Spagnolli che ha colto l’occasione di ringraziare lingegner Fogli per aver messo la sua competenza a servizio della città di Bolzano.
La delibera è stata votata e approvata con 26 sì, 12 astenuti (su 38 presenti).

A Firenze protesta per il precariato, che coinvolge anche i lavoratori dei cimiteri

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Si è tenuta a Firenze in questi giorni una manifestazione dei lavoratori precari pubblici e privati.
La manifestazione, promossa dal Coordinamento Firenze Precaria e con l’adesione di RdB –CUB e Cobas, ha visto sfilare per le vie del centro circa 1.000 lavoratori precari di vari settori pubblici, dei servizi esternalizzati e delle cooperative sociali.
Fra gli altri erano presenti i lavoratori interinali dei Cimiteri Comunali che rischiano il posto di lavoro, i lavoratori co.co.co. delle piscine per i quali il futuro a causa di nuove esternalizzazione è sempre più incerto.
La manifestazione si è conclusa davanti a Palazzo Vecchio dove i lavoratori hanno invocato a gran voce gli Amministratori.