La Francia si interroga sulla validità della concorrenza nelle pompe funebri

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La fin du monopole des pompes funèbres n’a pas diminué le coût des obsèques, et les sites cinéraires privés menacent le cimetière républicain.
L’« opacité » dénoncée par trois inspections générales dans la détermination du coût des obsèques avait été un argument fort pour mettre fin, par la loi du 8 janvier 1993, au monopole des pompes funèbres, organiser une concurrence entre les entreprises funéraires et redéfinir, en ce domaine sensible, des règles de service public.
Treize ans plus tard, on doit constater que le prix des obsèques n’a pas pour autant cessé d’augmenter en valeur réelle.
fonte: lemonde.fr (1/11/2006)

La fine del monopolio delle pompe funebri (N.d.R. in Francia)non ha diminuito il costo delle onoranze funebri per i cittadini, e gli spazi privati destinati alla collocazione di urne cinerarie e alla cremazione in genere minacciano il cimietro repubblicano.
L’opacità riscontrata in 3 diverse verifiche generali per la determinazione del costo delle onoranze funebri è stato un forte argomento per mettere fine, con la legge 8/1/1993, al monopolio delle pompe funebri,organizzare una concorrenza tra imprese funebri e ridefinire , in questo settore particolarmente delicato, delle regole di servizio pubblico.
13 anni dopo, si deve constatare che i prezzi delle onoranze funebri non hanno cessato di crescere (oltre il potere di acquisto della moneta).

La Francia vuol voltare pagina sulla cremazione

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Aujourd’hui,in France, la crémation concerne 25 % des décès et 50 % des souscripteurs de contrats d’obsèques.
Or après la crémation, 71 % des urnes cinéraires sont remises aux familles, sans indication précise de leur destination.
Face au développement de cette pratique et aux risques de dérives, le ministre délégué aux collectivités territoriales, Brice Hortefeux, a déclaré, lundi 30 octobre 2006, vouloir absolument donner un statut juridique aux cendres d’ici à février 2007.
« Tout le monde ignore ce que deviennent ces urnes une fois remises aux familles et nous avons constaté des comportements folkloriques, aberrants, voire carrément indignes », a-t-il précisé.
Une proposition de loi du sénateur Jean-Pierre Sueur (PS, Loiret), adoptée à l’unanimité le 8 juillet au Sénat, attend d’être votée à l’Assemblée nationale.
La session parlementaire se termine en février 2007.
Si le texte n’est pas adopté d’ici là, le gouvernement procédera par décret. Le texte est déjà prêt.
fonte: lemonde.fr (1/11/2006)

Quest’anno, in Francia, la cremazione incide per il 25% dei decessi e il 50% di chi sottoscrive la previdenza funeraria fa la scelta della cremazione.
Dopo la cremazione, in Francia, il 71% delle urne sono affidate ai familiari, e non si conosce il loro destino reale successivo.
In seguito allo sviluppo dell’affido familiare delle urne cinerarie e ai rischi che ne derivano, il Ministro delegato per le collettività locali, Brice Hortefeux, ha dichiarato il 30/10/2006, di voler assolutamente dare uno stato giuridico alle ceneri prima del febbraio 2007.
“Tutti ignorano cosa succede una volta che le urne siano state date ai familiari e si sono registrati dei comportamenti addirittura folkloristici, aberranti, talvolta capaci di fare indignare.”, ha precisato.
Una proposta di legge del senatore Jean-Pierre Sueur (Partito socialista, Loiret), adottata alla unanimità l’8/7/2006 in senato, attende di essere votata all’Assemblea nazionale.
E la sessione parlamentare termina a febbraio del 2007. (N.d.R Poi si va alle elezioni in Francia)
Se il testo non verrà approvato entro febbraio 2007, il Governo francese procederà a renderlo operativo attraverso un decreto. Il testo è già pronto.

Gossip cimiteriale

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… omissis … “Toccate ferro…ecco una novità anche per i cimiteri di Roma. Per il prossimo anno il Sefit (Servizi funerari italiani) ha annunciato la prima edizione del Premio Fiori viola per misurare il livello qualitativo dei nostri servizi cimiteriali: in sostanza, se gli hotel di prestigio vengono definiti Resort, i camposanti meglio attrezzati potranno entrare a far parte della categoria Remort lusso.
Vorrà dire che nel 2007 prima di crepare chiederemo ai parenti di scegliere un alloggio in un cimitero con il simbolo 5 fiori equivalente ad un hotel 5 stelle.
Stanno lavorando alacremente per creare spazi chic cimiteriali Positano, Capalbio, Taormina, Fiuggi e Salsomaggiore. In tali località la vivibilità-chic cimiteriale sarà assicurata.”

fonte:www.alexis.it

Ciclo di incontri “Come affrontare il lutto ed il cordoglio”

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Tra ottobre e novembre 2006 è in corso un ciclo di incontri teorico-pratici sul tema del lutto e del cordoglio per introdurre, prima, ed attivare poi gruppi di mutuo aiuto di familiari colpiti dal lutto.

Il ciclo è condotto da Giovanni TURRA, educatore e counselor, diplomato in Gestalt Counseling presso il CSTG (Centro Studi Terapia della Gestalt) di Milano, che “facilita” gruppi di auto-mutuo aiuto e sostegno al cordoglio ed al lutto già operanti.

I primi cinque incontri:

– Conoscersi e comprendere le prospettive multiple della perdita e del lutto;

– Identificare ed esprimere le emozioni;

– La fatica, lo stress, i cambiamenti di ruolo;

– Affrontare i momenti difficili, la solitudine, i ricordi (incluso l’affrontare le vacanze, i compleanni, gli anniversari, ecc…);

– Memorializzazione e commemorazione e l’uso dei rituali. Chiusura e celebrazione della vita.

A Roma bimbi in trenino al cimitero del Verano

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Particolarmente affollati quest’anno i cimiteri romani.Da segnalare che circa 1000 persone hanno partecipato ai sei percorsi tematici alla scoperta dei monumenti e delle tombe che caratterizzano la storia del Verano. Tra il 23 e il 27 ottobre, inoltre, 1500 bambini delle scuole romane hanno visitato a bordo di un trenino il Complesso Monumentale del Verano per scoprirne i piccoli tesori culturali custoditi.
Il Progetto Accoglienza 2006 di Ama Roma spa nei Cimiteri Capitolini proseguirà fino a domenica 5 novembre.

Lo rende noto l’Ama, nell’informare che fino a domenica 5 novembre, sarà possibile visitare anche il Centro di Documentazione del Complesso Monumentale del Verano.

La situazione cimiteriale di Genova: 47% – cremazione record

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Un genovese su due decide di farsi cremare. Negli ultimi cinque anni secondo i dati forniti dall´ufficio dei cimiteri del Comune, il 47% preferisce ricorrere alle urne cinerarie, anziché occupare tombe e lapidi, nelle silenziose necropoli. Una vera ascesa, tra il 2005 e il 2006 (800 euro la tariffa ministeriale) e un piccolo macabro record se si considerano anche gli «affidi» a quelle 150 famiglie che tengono il proprio estinto in casa dentro l´apposita cassetta.
In sostanza una significativa diversificazione tra le estreme dimore scelte post mortem che dà un po´ il senso a questo nuovo corso del lutto: il 30% resta tradizionalista, optando per l´inumazione in terra, i restanti in colombari e loculi. Un dato importante secondo la progettualità cimiteriale che in qualche modo alleggerisce i 36 campi santi della città (sei sono chiusi a nuove sepolture come Pianderlino e Murta) dove per trovare un posto tra gli 8300 defunti all´anno si presentano situazioni talvolta penosamente sorprendenti.
A questo proprosito Tursi sta pensando alla realizzazione di un´azienda speciale, «Siamo la città con più cimiteri in Italia, la sola gestione comunale – spiega l´assessore Gianfranco Tiezzi – non è sufficiente e adeguata.
Stiamo pensando al coinvolgimento di soggetti privati, un´azienda atipica essenzialmente comunale, ma più flessibile per creare nuovi loculi nei cimiteri più periferici e sveltire i tempi. Il problema è fare in modo che i defunti possano essere collocati più vicino possibile al luogo di residenza. Ci sarebbe anche meno incuria e trascuratezza, se uno frequentasse di più i cimiteri. Sarebbero tenuti meglio, solo che spesso sono lontani da chi deve raggiungerli. Nelle altre città sono più curati». L´obiettivo sarà quello che un nerviese non venga tumulato a Oregina, o che i sampiardarenesi non debbano finire a Bogliasco, il tutto con evidente disagio per i familiari (piccoli ampliamenti mirati riguarderanno i cimiteri di Voltri, San Giovanni Battista e Sestri).
A proposito dello stato dei cimiteri genovesi, c´è una sorta di categoria doc, di prima e di seconda fascia.
Detta così potrebbe sembrare un curioso controsenso, comunque è vero che non tutti sono sullo stesso livello, alcuni offrono servizi extra, altri sono autentici mortori, «Quelli di prima categoria come Staglieno, Castagna, Pini Storti, Nervi 3, in tutto sono undici e sono aperti e presidiati tutti i giorni», è lapidario Roberto Burchielli, responsabile servizi cimiteriali Tursi. «Gli altri come Fegino e Borzoli sono aperti solo due giorni alla settimana». Anche l´oscillazione dei prezzi varia a seconda della posizione e del livello «qualitativo» del campo santo: a Nervi in un´atmosfera di esclusiva eleganza, un colombaro al coperto in seconda fila in concessione per quarant´anni viene a costare 6.000 euro.
Dai 4.700 ai 5.200 mediamente si spende altrove, quelli meno cari, si fa per dire, sono i loculi più scomodi in settima, ottava fila, (3.000 euro), mentre per uno spazio all´aria aperta si arriva a sborsare 5.400 euro, dolore escluso. «L´altra nota dolente è la mancanza di ossari», spiega Burchielli. In giacenza tra Castagna, Torbella, Giovanni Battista e Pini Storti restano ad oggi oltre 1.200 cassette in attesa di una cripta, «Le smaltiremo al più presto».
Infine, nello scenario delle onoranze funebri, verrà disciplinata secondo recenti norme europee, una nuova figura specializzata in thanatocosmesi, una sorta di estetista-truccatore che interviene sul viso e le mani del defunto per fare in modo che si mantenga meglio visibile fino al giorno delle esequie.

fonte: La Repubblica cronaca di Genova

Consigli per il 2 novembre per l’accesso ai cimiteri

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Domanda: Ing. Fogli, quali istruzioni per l’uso dei cimiteri dà ai nostri ascoltatori nella giornata del 2 novembre?
Risposte


  • Verificare dal giornale i provvedimenti presi per migliorare la viabilità nei dintorni dei cimietri ed in particolare per il potenziamento dei parcheggi.

  • Scegliere le ore meno affollate per fare la visita al cimitero. In questo modo si avranno meno problemi e si contribuirà a disingolafre la situazione viaria della zona.

  • Dopo aver parcheggiato, ricordarsi di chiudere a chiave la macchina. Non è infrequente che in questi giorni aumentino i furti.

  • Già che siamo in tema: attenzione, soprattutto le donne, a non lasciare incostudite le borse per andare a prendere l’acqua o per gettare via i fiori. I cimietri pullulano di borseggiatori in questi giorni.

  • Le persone con difficoltà a camminare possono verificare se sono stati previsti (dal Comune, da associazioni di volontariato) specifici servizi per essere accompagnati sulla tomba.

  • I mezzi pubblici sono generalmente potenziati per dimensione e frequenza nei giorni della commemorazione dei defunti. Spesso vengono previste corse speciali.

  • non portare animali nei cimiteri. A parte il fatto che è vietato dalla quasi totalità dei regolamenti, anceh se fosse tolerato nei giorni di scarsa affluenza, non è possibile alla Commemorazione dei defunti, per l’enorme afflusso dipersone.

  • Nelle grandi città è possibile servirsi di mezzi pubblici interni ai grandi cimietri, che svolgono servizio di trasporto.

fonte: RAI:Istruzioni per l’uso del 2/11/2006

ISTAT: Tavole mortalità 2003

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Sul sito http://demo.istat.it, nella sezione Elaborazioni, l’Istat rende disponibili le tavole di mortalità della popolazione residente per lanno 2003.
Le tavole contengono dati a livello nazionale e disaggregati per regione e provincia. Interrogazioni personalizzate permettono allutente di costruire le tabelle di interesse e scaricare i dati in formato rielaborabile.Nel 2003 la speranza di vita alla nascita è pari a 77,2 anni per gli uomini e a 82,8 anni per le donne.
Rispetto al 2002, gli uomini guadagnano soltanto 0,1 anni in termini di vita media mentre per le donne si registra una perdita di 0,2 anni. La relativa frenata della speranza di vita nel corso del 2003 non è da interpretare come uninversione di tendenza rispetto alla crescita regolare osservata negli anni passati, ma è legata a eventi di natura congiunturale.
Il 2003 è stato infatti contraddistinto da difficili condizioni climatiche un inverno assai rigido e una successiva estate torrida – che hanno condotto a una mortalità molto accentuata, soprattutto tra gli anziani e, in particolare, tra le donne che ne rappresentano la maggioranza.
A fronte di 557 mila decessi registrati nel 2002, nel 2003 se ne sono verificati ben 586 mila, pari al 5,2% in più (Testo comunicato Istat).
Tra le donne lincremento annuale è stato del 6,6%, con picchi particolarmente significativi nei mesi di marzo (+19,2%), luglio (+13,0%), agosto (+32,4%) e settembre (+13,1%). Tra gli uomini lincremento di decessi tra il 2002 e il 2003 è stato più basso, pari al 3,8%, con picchi mensili dincremento superiori al 10% soltanto nei mesi di marzo (+14,6%) e agosto (+15,1%).

Attenzione sui problemi di accessibilità nei cimiteri

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Fiaba, il Fondo italiano per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ha organizzato un congresso per discutere della situazione dei cimiteri che nel 80 per cento di casi non sono adeguati alle leggi vigenti in materia di barriere.
All’incontro, presieduto da Giuseppe Trieste, presidente di ‘Fiaba’, hanno partecipato anche l’Osservatorio per la terza età e la Croce rossa italiana.
Un filmato-inchiesta ripreso dalle telecamere di Fiaba Channel ha documentato l’effettiva inagibilità dei camposanti.
“La situazione è preoccupante – ha precisato Trieste – se di pensa che in questi luoghi si recano a turno 56 milioni di italiani per i quali spesso non è possibile raggiungere il sepolcro dei loro cari”.
Gli fa eco Emilio Mortilla, presidente dell’Osservatorio per la terza età, che specifica come la situazione potrà solo aggravarsi visto che “nei prossimi due anni circa il 35 per cento della popolazione italiana avrà più di 65 anni e tra questi almeno due milioni saranno ultranovantenni”.
É dello stesso avviso anche la Croce rossa che tramite il suo presidente Massimo Bara, ha manifestato la sua vicinanza a ‘Fiaba’ sostenendo che “le barriere nei cimiteri non fanno che acuire una condizione di difficoltà e disagio psicologico per le persone che si recano a trovare i propri cari”.
Il reportage di Fiaba Channel è disponibile cliccando qui o visitando il sito www.fiaba .org
fonte: Romaone.it

Telecamere di sorveglianza al Verano

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Statua al Verano di Roma

Statua al Verano di Roma
by Jessi from flicr.com.
Quando anche i cimiteri diventano luogo di furti e saccheggi, il rimedio per il comune di Roma è un sistema di video sorveglianza con occhi puntati su tombe e mausolei.
E se, come spesso succede, il ladro decide di portar via vasi, fiori o accessori, sarà prontamente ripreso da telecamere a circuito chiuso che segnaleranno anomalie e movimenti sospetti. Presto, dunque, il Flaminio e il Verano godranno di maggiore sicurezza. “Ci sarà un’unica sala di regia – ha spiegato Vittorio Benedetto Borghini, direttore dei cimiteri capitolini – e contiamo al più presto di realizzare il progetto. Servirà anche per tutelare il patrimonio artistico e culturale e vigilare così le parti di maggior pregio”. Secondo Borghini, da tempo non si riscontrano notizie di scippi o borseggi, ovvero fenomeni di “criminalità predatoria”, ma più che altro episodi di piccoli furti. All’interno del cimitero monumentale del Verano esiste, da circa un anno, l’Ufficio di sicurezza e vigilanza che raccoglie pezzi di tombe o parti, recuperati dal personale, abbandonati o trovati lasciati negli angoli o nascosti per essere in seguito portati via.
In tal senso, una raccomandazione arriva dal direttore dei cimiteri capitolini che consiglia di “catalogare e fotografare le tombe o pezzi di esse particolarmente pregiati”. “Quella dei cimiteri è un’area pubblica e come tale il controllo è affidato alla polizia municipale per vigilare sugli ingressi laddove ci sono limitazioni al traffico e alle forze dell’ordine che girano nei servizi.
Noi abbiamo un ottimo rapporto con loro – sottolinea Borghini – anzi addirittura ci sono i volontari dell’associazione nazionale dei carabinieri impegnati nei controlli nei cimiteri più grandi della città. Stiamo facendo in tal senso un grande sforzo perchè per la sicurezza è tra i punti più importanti”.

fonte: Romaone.it 


A Bologna la Curia prende posizione contro la dispersione delle ceneri

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A Bologna sui giornali è apparsa una diatriba tra l’arcivercovado (Mons. Vecchi) e un assessore del Comune di Bologna (Giuseppe Paruolo).
Causa: il destino delle ceneri dei morti cremati, che una legge regionale prevede possano essere disperse anche al di fuori dei cimiteri.
Paruolo aveva riservatamente sondato il numero due della Curia per verificare se era disponibile a benedire un campo destinato ad accogliere lo spargimento delle ceneri.
«No – la secca, e pubblica, risposta – le ceneri vanno conservate in un´urna e collocate in un cimitero. Spargerle così è una roba da americani».

Crisantemi e lumini per commemorare i propri cari, un business da 250 milioni di euro

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Anche quest’anno la rituale visita al cimitero, il 2 novembre, costerà molto alle famiglie italiane, a causa della tendenza al rialzo dei prezzi nei giorni che precedono la ricorrenza.
Dall’indagine a campione effettuata in varie zone dello Stivale emergono speculazioni che non risparmiano chi soffre per aver perso dei congiunti.Un solo crisantemo può arrivare a costare fino a 2 euro se acquistato davanti a un cimitero in questi giorni.
La media comunque è di 1,60 euro, un costo che aumenta di anno in anno, +2,7% dal raffronto 2006-2005, ma addirittura che sale vertiginosamente nell’ultimo mese.
L’associazione dei consumatori infatti ha rilevato che il prezzo di un crisantemo un mese fa era di 85 centesimi, quindi l’88,2% in meno? Inoltre, se i prezzi di oggi vengono confrontati con quelli del 2001, quindi prima dell’entrata in vigore dell’euro, il divario è enorme: un crisantemo costava 1.000 lire, equivalenti a 52 centesimi.«Il 2 novembre – commenta il presidente dell’Adoc Carlo Pileri -, è ormai divenuto da anni un giorno di speculazioni. Essendo i fiori un prodotto facilmente deperibile e quindi non acquistabile con l’anticipo necessario ad evitare incrementi ingiustificati, chi vuole commemorare i defunti pagherà un crisantemo anche 2 euro.
Un prezzo assurdo e vergognoso, il 387% più alto rispetto alle 800 lire del 2001». Ai fiori si aggiungono i lumini che vengono accesi sulle tombe, che sono passati dalle 500 lire del 2001 a 1,50 euro, un prezzo che si è mantenuto stabile dall’anno scorso a oggi ma che rispetto a un mese fa è aumentato del 30%, quando costava un euro. Secondo lo studio dell’Adoc, la spesa a famiglia quindi per fiori e lumini si aggirerà sui 13,50 euro.«Se consideriamo che una famiglia media – spiega Pileri – acquisterà un mazzo di crisantemi (10,50 euro) e due lumini (1,50 l’uno), la cifra totale spesa dalle famiglie sarà di circa 250 mln di euro». Per il clima di quest’anno e la produzione in serra, secondo l’Adoc, i prezzi dei fiori all’ingrosso non dovrebbero essere aumentati, eppure le sorprese sembrano dietro l’angolo.
Alcuni commercianti infatti si sono lamentati dei prezzi altalenanti proposti dai grossisti e della concorrenza degli abusivi presso i cimiteri nei giorni immediatamente precedenti il 2 novembre. Insomma, alcuni sembrano tirare la volata alle speculazioni.Le più grandi riguarderanno ovviamente i fiori più belli e pregiati. «Ci sono giunte segnalazioni – commenta Pileri – di mazzi di rose, gladioli o lilium, venduti fino a 35 euro».
Le margheritine invece costano qualcosa in meno, un mazzo mediamente 7,7 euro, anche se un mese fa costava appena 4,3 euro, 55,8% in meno. L’Adoc segnala poi un’altra spesa nelle regioni del Mezzogiorno, laddove come vuole la tradizione, alcuni genitori nascondono dolci e giocattoli ai bambini, come fossero doni portati dai defunti.Una usanza che ha una qualche familiarità con la festa di Halloween in cui, tra l’altro, i bambini girano per le case per raccogliere dolci e chiedono «dolcetto o scherzetto?».
L’associazione dei consumatori ha calcolato che circa 3 milioni di famiglie rispettano questa antica tradizione nel meridione e spendono una media di 25 euro.
La spesa totale perciò si aggira sui 75 milioni di euro, che ovviamente si aggiunge al resto. Le cifre sono alte, e raggiungono il picco massimo ai primi di novembre ma d’altra parte il giro d’affari del settore funerario in Italia è ragguardevole, pari a 2,5 miliardi di euro l’anno, tra parte funebre e parte cimiteriale, in quanto riguarda circa mezzo milione di famiglie secondo una stima di Sefit, la Federazione servizi funerari pubblici italiani aderente a Federutility.
Un settore florido ma che è ha notevoli problemi determinati soprattutto dalla natura delicata del servizio. A denunciarli è Daniele Fogli, coordinatore di Sefit che lamenta la piaga degli abusivi oltre al «nanismo delle imprese e all’evasione fiscale». «In Italia – spiega Fogli – si contano circa 6.000 operatori, laddove in Francia sono circa un terzo con una mortalità analoga. In circa dieci anni si è passati da 4.000 alla cifra di oggi tant’è che il numero di funerali medi per operatore è fortemente diminuito, sotto i 100 l’anno, ben inferiore al sostentamento economico di un’impresa che ne avrebbe bisogno del doppio».
Altro capitolo dolente è l’evasione fiscale sia delle imprese funebri sia degli operatori del settore marmoreo e lapideo. «Un’evasione sostanziosa – continua il coordinatore di Sefit – che reca danni all’erario per diverse centinaia di milioni di euro ogni anno, e si deve anche al basso livello di detraibilità ai fini Irpef delle spese funebri. Laddove basterebbe aumentare significativamente la detraibilità e adeguare l’Iva ad un’aliquota agevolata del 10% per far emergere quote sostanziose di sommerso».
Queste e altre tematiche del settore saranno affrontate in un convegno a Torino il 14 e 15 dicembre dal titolo «Il valore etico dei servizi funerari»organizzato da Federutility-Sefit con Afc Torino e Ama Roma.La Sefit è inoltre promotrice di un’altra iniziativa, la prima del genere, l’attribuzione di un bollino di qualità per i cimiteri italiani, che sono 16.000, con il premio «Fiori viola». L’intento è quello di saper valorizzare questi siti attraverso non solo la manutenzione e il restaruro delle strutture ma anche la pulizia, la manutenzione del verde, l’attenzione ai servizi per i dolenti e alla pratiche di sepoltura, l’accessibilità, l’abbattimento delle barriere architettoniche, la valorizzazione culturale dei cimiteri muselai, la sicurezza dei luoghi e dei visitatori, l’utilizzo di soluzioni come l’uso di mezzi elettrici negli spazi interni.Un gruppo di lavoro composto da direttori di cimiteri individuerà i caratteri del marchio di eccellenza. Ne è scaturito un percorso a tappe, la prima prevede l’assegnazione di un premio annualmente a 3 comuni che abbiano realizzato o che stiano realizzando progetti innovativi. La seconda tappa riguarda l’indentificazione di un vero e proprio parametro sintetico capace di misurare la qualità cimiteriale, i migliori saranno identificati dal numero di fiori viola da 1 a 5. Per la prima edizione del premio i progetti dovranno essere inviati entro il 30 giugno 2007. Quelli più interessanti saranno premiati entro il 15 ottobre dell’anno in corso.

fonte La stamp aweb

A Torino convegno sul valore etico dei servizi funerari. 14-15 dicembre 2006

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Il valore etico dei servizi funerari. Il settore funerario italiano a confronto
 
Torino, 14-15/12/2006 Sala Giolitti del Centro Congressi Incontra, Via Nino Costa 8
 
   
1° GIORNATA – 14 DICEMBRE 2006
10:00 Apertura dei lavori e saluti
  Rappresentante del Comune di Torino, Rappresentante del Comune di Roma, Dott. Goffredo Sottile (Prefetto di Torino), Dott. Guido Cace (Vice presidente Federutility, con delega per il settore funerario)
      
10:30 Cimiteri e sepolture – Quali cimiteri per quali città? Forme di dialogo tra spazi e vissuti urbani con l’architettura e la gestione dei cimiteri Coordina Dott. Gabriele Righi
  Arch. Laura Bertolaccini
    (Architetto)   
  Ing. Dario Bonanni
    (AMA s.p.a. Roma)   
  Dott. Roberto Burchielli
    (Comune di Genova)   
  Dott. Mauro Felicori
    (Presidente ASCE)   
  Ing. Adriano Marchini
    (Vesta s.p.a. Venezia)   
12:00 Cremazioni e crematori – Prospettive evolutive delle strutture e delle pratiche cimiteriali alla luce della crescente richiesta di cremazione Coordina Dott. Antonio Dieni
  Dott. Bruno Massimo Albarelli
    (Presidente FIC)   
  Ing. Luigi Balladore
    (Comune di Milano)   
  Ing. Giovanni Casadio
    (AMSEFC s.p.a. Ferrara)   
  Dott. Fabrizio Giust
    (GEM s.r.l.)   
  Ing. Giorgio Stragliotto
    (Stragliotto s.r.l.)   
Termine sessioni tematiche mattino
14:30 Leggi e regolamenti – La dialettica tra Stato e poteri locali nella evoluzione della normativa italiana Coordina Dott. Sereno Scolaro
  Dott.ssa Emanuela Balocchini
    (Regione Toscana)   
  Dott. Vittorio Benedetto Borghini
    (AMA s.p.a. Roma)   
  Dott. Michele Gaeta
    (HERA Bologna s.r.l.)   
  Ing. Gianmarco Gatti
    (ADE s.p.a. Parma)   
  Dott. Pierluigi Macini
    (Regione Emilia Romagna)   
  Dott.ssa Anna Pavan
    (Regione Lombardia)   
16:00 Attività funebre – L’imprenditoria funebre nazionale tra le responsabilità di servizio pubblico e le opportunità del mercato Coordina Ing. Daniele Fogli
  Dott. Giuseppe Coppola
    (HERA Rimini s.r.l.)   
  Ing. Michele Longo
    (ACEGAS-APS s.p.a. Trieste)   
  Renato Miazzolo
    (Presidente Feniof)   
  Dott.ssa Bianca Tiozzo
    (ASEF Genova)   
  Dott. Maurizio Zaffarano
    (Presidente Federcofit)   
17:30 Termine sessioni tematiche pomeriggio
18:00 Eventuali riunioni degli Organi delle Federazioni e/o incontri bi o multilaterali
2° GIORNATA – 15 DICEMBRE 2006
09:30 Apertura dei lavori
  Dott. Guido Cace (Vice presidente Federutility, con delega per il settore funerario), Rappresentante di AFC Torino S.p.A., Rappresentante di AMA Roma S.p.A.
      
10:00 I valori condivisi
  Tom De Alessandri
    (Vice sindaco del Comune di Torino)   
  Prof. Giovanni De Luna
    (Docente di Storia contemporanea all’Università di Torino)   
  Prof. Paolo Tomatis
    (Docente di Liturgia alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, Sezione di Torino)   
  Dott. Vitaliano De Salazar
    (Ares 118, Lazio)   
11:00 Pausa
11:15 Esposizione sintetica dei risultati delle sessioni tematiche preparatorie Illustrazione di:
  Cimiteri e sepolture
   (Dott. Gabriele Righi)   
  Cremazioni e crematori
   (Dott. Antonio Dieni)   
  Attività funebre
   (Ing. Daniele Fogli)   
  Leggi e regolamenti
   (Dott. Sereno Scolaro)   
12:00 Gli orientamenti della politica
  Interventi di rappresentanti del Governo e di parlamentari, tra i quali l’On.le Katia Zanotti, prima firmataria AC 1268, e l’On.le Gianni Mancuso
      
13:00 Conclusioni e chiusura dei lavori
  Ing. Daniele Fogli
    (Responsabile SEFIT)   

Dispersioni di ceneri in mare a Shangai

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A Shangai c’è poco spazio per i vivi, ma ancor meno per i morti.
Cosicché la cremazione è obbligata (99%). Il costo per la sepoltura in cimitero è alto.
Una soluzione (limitata a circa il 2% dei decessi) è la dispersione delle ceneri in mare, effettuata con crociere cumulative di anche 100-200 famiglie che intendono disperdere le ceneri.
Quella rappresentata è la tavola che sintetizza l’avvenuta dispersione (a tutto il 2003).
Si trova in un cimitero di Shangai.

  
Dispersioni di ceneri in mare a Shangai

A Shangai si usa mantenere il ricordo delle ceneri disperse in mare cumulativamente con questa stele, riportante le iscrizioni dei nomi delle personne le cui ceneri sono state disperse.

Inserito da ccwc.


A Parma facilitato l’accesso dei disabili al cimitero

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Su iniziativa dell’Ade (la SPa pubblica del Comune di Parma) quest’anno è stato potenziato il servizio di trasporto a domicilio per le persone disabili o con difficoltà di mobilità che desiderano recarsi in visita a tutti i cimiteri della città.
Grazie alla disponibilità dell’Agenzia Disabili del Comune, dell’Assistenza Pubblica e delle Associazioni Seirs e Sanseverina, è stato istituito il numero verde gratuito 800977005 attivo dalle ore 8,30 alle ore 14,30.
A tutti coloro che desiderano usufruire di tale servizio basterà chiamare il numero, almeno 24 ore prima della data in cui vogliono recarsi al cimitero.
Inoltre, all’interno della Villetta e San Pellegrino, continuerà fino al 12 Novembre il servizio sperimentale di trasporto interno con veicoli elettrici, uno dei quali appositamente attrezzato per i disabili.
Il servizio è stato attivato da ADE con il contributo e la collaborazione di: Comune di Parma, Fondazione Cariparma, Tep, Cral TEP, Infomobility ed Auser.

Funeral house a Milano

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Il 27 ottobre 2006 è stata inaugurata dal Presidente della Regione Lombardia Formigoni, a Milano, la Funeral house della impresa funebre S.Siro.
La struttura, moderna e funzionale, è tra le prime in Italia e una novità per il centro di Milano.
Esperienze pregresse ve ne sono in Toscana (Cappelle del commiato di Firenze, gestita dal Comune, e in vari altri luoghi di questa regione), a Trieste gestita dall’ACEGAS spa – servizi funebri, a Rovellasca (vicino a Saronno) gestita dall’impresa funebre Miazzolo.
La funeral house appena inaugurata, orgoglio di Alcide Cerato, proprietario della impresa funebre S.Siro, è tra le più capienti d’Italia (7 sale di esposizione distinte), sala del commiato e cappella.
L’immobile è dotato di sistemi refrigerati di conservazione dei cadaveri e di laboratori di tanatoestetica (estendibili alla tanatoprassi quando in Italia sarà consentito effettuarla).
Rispetto alle altre strutture italiane la funeral house di Cerato si distingue per la attenzione anche ai servizi di ristorazione per i dolenti (una particolarità molto diffusa in Spagna e in altri Paesi europei).

Gli effetti dell’aumento delle materie prime sul costo delle bare

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Nel giro di pochi anni la controcassa di zinco nei feretri destinati a tumulazione è diventata un lusso.
Il consistente aumento del prezzo dello zinco negli ultimi mesi, ha determinato forti aumenti nei prezzi.
Il prezzo dello zinco viene trattato su una borsa delle materie prime, l’LME (London Metal Exchange).



Come si evince dal grafico, il valore per una Ton di zinco nel Maggio 2005 era a 1200 USD.
In un anno la quotazione ha toccato i 3.000 USD.
Questo andamento dovrebbe mantenersi sino al 2007.

I riflessi sul costo delle bare di zinco sono notevoli, visto il forte impiego di materia prima.
Le cassette per resti ossei, che devono essere di zinco, viaggiano ormai a prezzi insostenibili e sempre più spesso i Comuni chiudono un occhio e comperano cassetet di lastre zincate.

Anche il costo della lega saldante (a base stagno e piombo) è fortemente aumentato, anche se le quantità in gioco sono molto basse.

A Rosignano il convegno sul “Il cimitero fuori di sé”

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Il Comune di Rosignano Marittimo (LI) persegue da tempo politiche tese a valorizzare la qualità della vita, cercando di offrire occasioni qualificate di riflessione sui grandi temi di questo millennio, quali progresso e conservazione dellambiente. E’ in questa ottica che ha ha organizzato il prossimo 2 novembre 2006 una giornata di studio dal titolo “Il Cimitero fuori di sé. In armonia con l’ambiente per un progetto sostenibile.
Con questa iniziativa, che si svolgerà presso l’Auditoriium del Castello Pasquini di Castiglioncello con inizio alle ore 9,15, Il Comune anche grazie alla attività di Donatella Mariani, responsabile del settore – vuole affrontare le ricadute materiali e immateriali sullambiente globale, proponendo alcune riflessioni.Fra alcuni dei temi trattati: politiche cimiteriali nel quadro dei servizi alla persona, politiche locali tra cimitero ed ambiente, obiettivo qualità, cremazione, cippi lapidi e sacrari.Un dibattito, previsto per le ore 17.00, concluderà i lavori della giornata.

Socrem Varese propone bare ecologiche di cartone

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Una bara che salvi le foreste, biodegradabile, che non lasci tracce sul terreno.
E’ la nuova frontiera dell’inumazione. A proporla, a pochi giorni dal due novembre, è la società di cremazione varesina, la Socrem di Varese.

Per questo, il presidente Ambrogio Vaghi pensa che sia venuto il momento di una nuova liberalizzazione, quella relativa ai materiali di costruzione delle bare.
Basterebbe mettere mano alle leggi di polizia mortuaria, che oggi, di fatto, limitano la possibilità di utilizzare materiali alternativi quali il truciolato, gli scarti di riso, e persino i cartoni pressati (come in Olanda) o il vimini (come in Polonia).
Oggi, una cassa ha un costo medio, escluso il servizio, di circa 1000 euro, anche se ve ne sono per ogni tasca.
Secondo Vaghi il risparmio sarebbe anche per l’ambiente.
In Italia sono morti nel 2005, 567.304 persone. “Mezzo milione di bare tutte in legno che procurano una dissipazione ambientale da capogiro – spiega il presidente di Socrem Ambrogio Vaghi – abbiamo calcolato che nel 2005 sono andati persi circa 40mila metri quadri di foreste”.
L’ecobara è una richiesta varesina che rischia di diventare una campagna nazionale e appelli in questo senso cominciano a farsi strada in diverse parti d’Italia.
Liberalizzare le bare potrebbe anche risultare molto vantaggioso per le cremazioni.
Oggi, la legge, obbliga, in pratica, all’utilizzo delle stesse bare usate per la tumulazione. Ma la cremazione, è evidente, si presta all’uso di casse “low cost”, in fondo si tratta di bruciare tutto in pochi minuti, e con qualche accorgimento suggerito dai regolamenti: per esempio, niente pace-maker nella salma perchè scoppiano (tranne quelli di ultima generazione), e niente zinco sulla cassa perchè inquina. La riforma, inoltre, riguarderebbe molta gente.
A Varese, nel 2005, 283 residenti si sono fatti cremare (il 31% dei defunti locali), con gran risparmio di spazi e manutenzione per i 14 cimiteri cittadini.
Di fronte all’ecobara e alla bara low cost c’è però chi storce il naso e sono le imprese del settore caro estinto.
“Bisogna stare molto attenti all’utilizzo dei materiali delle casse perchè ci sono problemi di igiene che non possono essere affrontati con leggerezza- spiega Alessandro Bosi, segretario nazionale della Feniof, federazione nazionale imprese onoranze funebri di Confcommercio – Per la cremazione, invece, direi che bisogna salvaguardare il valore etico ed estetico del servizio”.
Socrem Varese, tuttavia, chiede che si mobilitino i partiti e si appella direttamente al Ministro della salute Livia Turco, per ottenere i regolamenti previsti dalla legge del 2001, su cui, da tempo, è calata una pietra tombale.
fonte www.varesenews.it

Indagine di helpconsumatori.it sul prezzo dei funerali nelle grandi città

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Se si potesse scegliere il luogo dove morire come si sceglie quello dove andare al mare o in montagna, converrebbe – alle tasche dei nostri cari – morire a Roma.

Un’indagine di Help Consumatori (www.helpconsumatori.it) sui costi dei funerali in otto grandi città (Roma, Milano, Torino, Palermo, Bari, Lecce, Napoli e Genova), infatti, ha rivelato che è Roma, con i suoi 2155 euro, la città dove fare un funerale costa meno. Milano si piazza, invece, al primo posto tra le città dove il funerale costa di più, ben 3575 euro.
La classifica delle città meno care vede, come dicevamo, al primo posto Roma seguita da Napoli ( 2300), Palermo (2375), Bari (2450), Lecce (2558), Genova (2700), Torino (3250) e Milano.
Ma il dato più significativo riguarda la sproporzione tra le tariffe “comunali” e quelle applicate dai privati. Nei comuni che la prevedono ( tutti tranne Bari e Lecce), infatti, il costo non supera i 1000 euro, fatta eccezione per il Comune di Roma che offre la possibilità di scegliere tra un funerale economico (900 euro), normale (1200 euro) e lusso (1500 euro) e per il Comune di Genova dove l’Azienda Servizi Funebri che agisce per nome e per conto del Comune applica tariffe pari a quelle di un privato (2000 euro).
I prezzi rilevati si riferiscono ad un servizio “all inclusive” comprensivo di: trasporto della salma, pratiche per la tumulazione, feretro in legno massello, bara in legno di noce, zinco interno, valvola zorsol, suggello a fuoco, imbottitura feretro in raso, cofano di fiori, competenze d’agenzia e certificati di morte. Sono escluse le tasse cimiteriali comunali che variano da un minimo di 100 euro ad un massimo di 300 euro e il costo per il lavoro del marmista che dipende dalle condizioni del loculo.
È bene notare che le tariffe si riferiscono al costo medio di un funerale: i costi possono lievitare fino a raggiungere i 10mila euro.
Non ci sono consigli particolari perché l’organizzazione di un funerale è legata ad uno stato emozionale difficile da prevedere ma un appunto è necessario: invitiamo a diffidare dalle agenzie che, direttamente in ospedale sfruttando la debolezza del momento, vi propongono di provvedere all’organizzazione completa del funerale tralasciando opportunamente di specificarne i costi che alla fine potrebbero risultare molto salati. Clicca qui per visionare il file con il dettaglio dell’indagine e i grafici comparativi.

Fonte helpconsumatori.it