Archivi giornalieri: 02/11/2017

Papa Francesco oggi celebra la Messa per i Defunti al cimitero americano di Nettuno

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Dopo i cimiteri romani del Verano e di Prima Porta, Papa Francesco ha voluto rendere omaggio alle lapidi di 7.861 soldati americani – tra di loro anche le donne crocerossine – che hanno perso la vita in diversi contesti: dallo sbarco di Anzio allo sbarco in Sicilia, iniziato il 10 luglio 1943, fino allo sbarco a Salerno. Si è infatti recato il 2 novembre a celebrare messa al cimitero militare di Nettuno. L’annuncio di ieri all’Angelus, ne spiega le motivazioni:
“Mi recherò al Cimitero americano di Nettuno e poi alle Fosse Ardeatine: vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera in queste due tappe di memoria e di suffragio per le vittime della guerra e della violenza. Le guerre non producono altro che cimiteri e morte: ecco perché ho voluto dare questo segno in un momento dove la nostra umanità sembra non aver imparato la lezione o di non volerla imparare”.

Urne cinerarie e caratteristiche dei materiali costruttivi

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Gli interrogativi sottoposti al prudente giudizio di questa redazione, attengono ad aspetti strumentali che non rinvengono una puntuale regolazione di dettaglio, neppure nella Circ. Min. 24 giugno 1993 n. 24 e successivamente nel sovraordinato D.M. 1 luglio 2002 adottato ai sensi dell’art. 5 comma 2 Legge n. 130/2001, e lasciano così all’industria funeraria la possibilità di sbizzarrirsi con le soluzioni più pratiche, funzionali o ardite.

Ad esser chiaro ed incontrovertibile è unicamente lo scopo ultimo di queste disposizioni, nel senso che neppure l’art. 8 legge 30 marzo 2001, n. 130, considera, in modo specifico le caratteristiche tecniche per la realizzazione delle urne cinerarie, ma unicamente teorizza una definizione dei materiali per la costruzione delle bare a basso impatto ecologico (ma il relativo decreto non è mai stato emanato, almeno ad oggi).

Il fine ultimo è indicato all’art. 3, lett. e) l. 30 marzo 2001, n. 130, laddove il Legislatore detta, del tutto genericamente, sia l’obbligo della sigillatura dell’urna sia l’esigenza dell’identificazione del defunto, attraverso l’indicazione dei suoi estremi anagrafici in modo indelebile (dPCM 3/8/1962???).

Il sistema di raccolta dove vengono confezionate le ceneri deve presentare proprietà di durata coerenti con la modalità di conservazione (a rigore, si potrebbe sostenere che tali qualità strutturali, sostanzialmente di impermeabilità e tenuta stagna della chiusura, debbano persistere nel tempo fino al momento (eventuale) in cui il pietoso contenuto dell’urna cineraria sia destinato ad essere disperso o nel cinerario comune o nelle aree appositamente predisposte nei cimiteri o, addirittura, in natura.

Va anche rimarcate le indicazioni, tassative e categoriche, dell’art. 343 T.U.LL.SS., che impone, sempre come obiettivo da perseguirsi, pur con una certa libertà di forma, la garanzia da ogni profanazione, termine in cui rientra pure un ipotetico sversamento (art. 411 Cod. Penale), anche se accidentale, del contenuto dell’urna cineraria (ciò oltretutto, importa l’esigenza ineludibile, che siano impiegati materiali non frangibili).

Tali questioni, per altro, possono essere oggetto di disciplina all’interno del Regolamento comunale di polizia mortuaria, sia quando si tratti di normare l’attività di impianto di cremazione esistente nel comune, sia quando si tratti di conservare nei cimiteri del comune le urne cinerarie.

Quanto, poi all’identificabilità del defunto cui ricondurre le ceneri, resta ferma la facoltà di impiego di recipienti diversi, essi, però, devono rispondere a quelle caratteristiche di solida continuità e inalterabilità precedentemente indicate (ad esempio, se si usano collanti o altre paste adesive, tale soluzione può essere oggetto di valutazione richiedendo l’esibizione della scheda tecnica del prodotto o, in difetto, provvedendo ad assicurare gli elementi identificativi all’urna con modalità che offrano la necessaria garanzia di durata).
Nell’ipotesi di utilizzo di urne in particolare materiale o di foggia specifica, spetta a chi ritienga di farne impiego, adottare le modalità che, caso per caso, siano necessarie ad assicurare la durevolezza dei dai identificativi del defunto, i quali possono anche essere apposti direttamente sull’urna, aspetti cui può essere provveduto anche prima del collocamento, all’interno dell’urna, delle ceneri.