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Tumulazione di ceneri e resti mortali ed identificazione del de cuius — 5 commenti

  1. Per poter essere applicato tale sistema, questa soluzione dovrebbe essere previsto nel regolamento di polizia mortuaria comunale.

    A parere dello scrivente sembra che NON contrasti con la legge, in base al famoso principio liberale secondo cui quanto non è vietato modo espresso è implicitamente permesso.

    Piccola provocazione: ma le esumazioni ordinarie, cioè quelle dopo 10 anni di permanenza in campo di terra non dovrebbero tenersi al termine di 10 anni ed un giorno, così da liberare spazio per nuove sepolture???

    Si richiama, in ogni caso, nella disciplina delle operazioni cimiteriali la centralità del regolamento comunale di polizia mortuaria ex Art. 344 e 345 Regio DEcreto n.1265/1934 e, soprattutto ai sensi dell’Art. 117 comma 6 III Periodo Cost, così come introdotto dalla Legge di Revisione Costituzionale n. 3/2001.

    Tra l’altro l’esumazione (sempre a titolo oneroso per chi richieda il servizio ex Art. 1 comma 7Bis Legge 28 febbraio 2001 n. 26) dovrebbe, almeno in teoria e fatte salve diverse previsioni in sede locale) esser sempre possibile.

    Esiste, comunque, una problematica procedurale. Difatti la inumazione in campo comune non presuppone la concessione di area, ma semplicemente l?uso della fossa. Inoltre vi è un diritto di polizia mortuaria per apporre la lapide (per il defunto inumato) e in molti comuni, un diritto di apposizione di copritomba. Per cui dovrebbe essere prevista la introduzione di un ulteriore diritto per tumulazione di urna in manufatto ricavato nel copritomba, per la durata pari alla ordinaria inumazione (10 anni). Il manufatto è però costruito a cura del familiare. Al termine dell?ordinario periodo di inumazione, deve essere prestabilito che le ceneri, se non diversamente disposto dagli aventi diritto, sono versate nel cinerario comune. In alternativa trovano un ossarietto dove mettere la cassettina con i resti dell?esumato assieme alla urna cineraria. Deve quindi essere chiaro che non sussiste il diritto di rinnovo di nessuna concessione, in quanto non c?è concessione se non quella del temporaneo uso dell?area su cui poggia il copritomba. Dal punto di vista economico la cosa deve essere valutata per introdurre specifici diritti, perché in questa maniera il Comune perderebbe entrate (per mancate concessioni di nicchie). È sempre chiaro che in ogni momento l?avente titolo può trovare altra collocazione, tra quelle consentite, all’urna cineraria.

  2. Ringrazio la redazione per la risposta, è una soluzione che avevo considerato, ma il comune risponde che per le esumazioni i tempi li decidono loro, in base alla fila del campo comune, ossia, quando inizieranno a esumare, secondo non so quale logica, inizieranno dal primo di una fila e andranno in ordine, perchè altrimenti non sta bene che ci sia nel mezzo un buco aperto!!!
    Comunque sembra proprio che il regolamento dica che le tombe di inumazione in campo comune non possano ospitare al di sopra della lastra di marmo che la copre una nicchia con all’interno un urna ceneraria, mentre le tombe di tumulazione sempre in campo comune, si. E’ ovvio che la ritengo una assurdità, una copertura in marmo di una tomba che sia di tumulazione o di inumazione, è la stessissima cosa! Ci potrebbe essere una speranza di una soluzione? il comune si attiene al regolamento, ma per quale motivo non trovo un’apertura da parte loro nel vedere se si può fare una modifica a questo assurdo regolamento? E ancora, quante cose ci sono all’interno di quel cimitero che non rispettano il regolamento? es: non esiste un campo per la dispersione delle ceneri, le cellette cenerarie sono delle celle per le ossa che hanno adibito alle ceneri, collocate in posti a dir poco discriminanti, (io non ci metterei nemmeno le ceneri del mio cane), e poi se vogliamo parlare del decoro; ho fatto delle foto di tombe sfondate, con dei buchi che vanno al di sotto della lastra che sembrano voragini, tombe spezzate, erbacce dappertutto, se poi parliamo della parte nuova”se così si può chiamare, dicono che ancora deve essere finita, nel frattempo ci sono zone incolte muri scrostati, insomma a detta anche del parroco sembra un campo di concentramento, l’ampliamrnto risale ormai a un adecina di anni fa, e allora???
    Mi scuso dello sfogo ma, la mia angoscia è motivata, non Le sembra???

  3. è deceduta la mia mamma residente nella regione lombardia, comune gonzaga provincia di mn, la quale in vita aveva espresso di essere cremata per poter essere posta sulla tomba posta sul terreno dove 11 anni fa abbiamo messo mio papà, il comune dice che nel regolamento non è previsto, cosa posso fare? sono disperata al pensiero che la scelta della cremazione, la mamma l’ha fatta solo in funzione del fatto che voleva essere messa insieme a suo marito defunto, sono disposta a modificare la lapide secondo tutti i canoni che il comune vuole dettarmi, pagando quello che serve anche come tasse eventuali, potete darmi un consiglio di cosa posso fare? nel frattempo ho chiesto l’affidamento delle ceneri domiciliari.
    grazie

    • Se il babbo e’ inumato in campo comune, si chiede la esumazione. Se, dopo 10 anni e’ ridotto in ossa queste vengono raccolte in cassetta e collocate assieme all’urna cineraria in un ossarietto o in una tomba. Se non e’ ridotto in ossa, cioe’ e’ inconsunto (resti mortali), chiede la cremazione dei resti mortali del babbo e alla fine ha 2 urne cinerarie da tumulare assieme

  4. Il Regolamento Regionale Lombardo n.6/2004, così come novellato ed integrato dal Reg. REg. n.1/2007, con una diposizione invero piuttosto innovativa (Art. 17) tutela l’estremo desiderio di riservatezza dei defunti, permettendo di omettere su cippo tombale, lastra marmorea o sulla semplice tamponatura della cella sepolcrale gli estremi anagrafici del defunto, i quali saranno sostituiti da un semplice codice identificativo alfanumerico fornito dal servizio di custodia cimiteriale.

    Questa protezione della privacy nel post mortem si applica anche alle urne cinerarie?

    No, la risposta è negativa; vediamone, insieme, la motivazione.

    Anche in Lombardia vige l’obbligo della tracciabilità delle ceneri, intese come il prodotto finale della cremazione di un feretro, giusta l’Art. 14 Reg. Reg. 9 novembre 2004 n.6 l’urna deve esser contrassegnata con una targhetta recante i dati anagrafici del de cuius.

    Questa norma ragionevolissima, tra l’altro, replica fedelmente i disposti di portata nazionale dettati dal paragrafo 14. 1 lettera d) Circ. MIn. 24 giugno 1993 n. 24 e, soprattutto dal più recente Art. 2 comma 1 lettera e) D.M. 1 luglio 2002, il quale, adottato in forza dell’Art. 5 comma 2 Legge n.130/2001 è una fonte del diritto, sebbene di rango secondario, come tutti gli atti amministrativi, sovraordinata rispetto ad una semplice circolare esplicativa.

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